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La peronospora distrugge metà della produzione e mette in ginocchio il settore vitivinicolo di Sambuca e Santa Margherita Belice
La peronospora ha distrutto, secondo una prima approssimativa stima, oltre il 50 per cento, con punte che sfiorano il 100 per cento dei vigneti di Sambuca, Santa Margherita Belice e Contessa Entellina. Il sindaco di Sambuca, Leo Ciaccio, ha chiesto alla Regione di sollecitare il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Il sindaco parla di danni non inferiori a 2 milioni di euro nel solo Comune di Sambuca e nella richiesta trasmessa all’assessorato regionale all’Agricoltura scrive che “le perduranti piogge avvenute nella seconda metà del mese di giugno 2018 hanno provocato danni ingenti alle aziende agricole e agli imprenditori economici che operano nel settore vitivinicolo”. In particolare, a determinare il “violento attacco di peronospora”, sono state, secondo il sindaco di Sambuca, “le ripetute piogge con il conseguente impedimento all’accesso dei mezzi agricoli nei campi per i trattamenti anti-crittogamici, abbinati a picchi di temperatura con incremento dell’umidità relativa”. Per Ciaccio la Regione deve “porre in essere tutte le procedure atte al riconoscimento dello stato di calamità naturale con conseguente richiesta di aiuti economici per il settore agricolo già particolarmente in crisi”. La peronospora, un fungo microscopico, perlopiù parassita delle piante, procura una sorta di muffa biancastra o grigia sulla pagina inferiore delle foglie.
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Due giorni di sciopero e uno di assemblea dei lavoratori impegnati a Sciacca nella raccolta dei rifiuti
Due giorni di sciopero, il 12 e il 13 luglio, e uno di assemblea del personale. Durante il prossimo fine settimana Sciacca rischia di diventare una discarica. La protesta è dei lavoratori impegnati nel servizio di raccolta dei rifiuti. Lo sciopero è stato indetto da Cgil e Uil con i responsabili provinciali di settore, Enzo Iacono e Nino Stella. I lavoratori devono riscuotere la mensilità di giugno e la quattordicesima. La questione stipendi è stata più volte al centro del confronto tra il Comune, la Srr e le ditte che svolgono il servizio. Non è ancora arrivata, però, una soluzione che consenta un pagamento puntuale delle spettanze ai lavoratori che protestano e che vogliono fermarsi come conferma Enzo Iacono, della Funzione Pubblica Cgil, in un’intervista a Risoluto.it
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Un uomo ucciso a Naro, vecchi rancori tra due famiglie alla base del delitto
Dopo le fulminee indagini che la scorsa settimana hanno portato i carabinieri di Agrigento a far scattare le manette ai polsi di un anziano che aveva poco prima ucciso un suo coetaneo a Favara, i militari di Naro, con l’ausilio di quelli della Compagnia di Licata e dei colleghi di Caltanissetta, hanno risolto un altro gravissimo omicidio. Erano circa le 7 del mattino, quando è giunta al “112” la segnalazione di una grave lite fra più persone in pieno centro a Naro. Giunti immediatamente sul posto con numerose pattuglie, i carabinieri della locale stazione e del nucleo operativo della compagnia di Licata, si sono subito resi conto di trovarsi davanti alla scena di un efferato crimine. Bastoni e armi da taglio, sangue ovunque. Questa la scena alla quale si sono trovati davanti gli specialisti della sezione Rilievi del reparto operativo del comando provinciale, subito accorsi sul posto per i repertamenti del caso. La vittima, Constantin Pinau, agricoltore, 37 enne, romeno, con una grossa ferita alla testa, provocata da un violento colpo infertogli con un corpo contundente, è stato subito portato all’ospedale di Canicattì, dove è deceduto nella mattinata. I rilievi eseguiti sul luogo del delitto dai militari del reparto operativo hanno subito consentito di trovare tracce importanti e varie macchie di sangue. I carabinieri, dopo aver identificato la vittima, hanno in breve tempo ricostruito il suo passato, sentendo parenti, amici e familiari, appurando che recentemente l’agricoltore romeno aveva avuto dei dissapori con un connazionale 44 enne, domiciliato a Naro. A quel punto, in tutta la provincia, è scattata una vera e propria caccia all’uomo, con posti di blocco lungo le principali arterie stradali, che hanno letteralmente blindato la provincia di Agrigento, fino ad estendere il filtraggio nelle altre province confinanti. Nel corso delle incessanti ricerche, l’autore del delitto è stato intercettato nei pressi dell’ospedale di Caltanissetta, dove i carabinieri lo hanno bloccato mentre era in compagnia del figlio. L’uomo, identificato in Lupascu Vasile, bracciante agricolo, 44 enne, è stato subito condotto in caserma assieme al figlio 18 enne, per essere ascoltato dagli inquirenti. Il sospettato ed anche il figlio, da un più approfondito esame, sono risultati avere tracce di sangue sui loro vestiti, subito sequestrati dai carabinieri. I militari dell’Arma, inoltre, hanno successivamente effettuato un’ispezione nel parcheggio dell’ospedale di Caltanissetta, scovando l’auto in uso al figlio di Lupascu e nel corso dell’immediata perquisizione dell’auto, è saltata fuori una grossa spranga ancora intrisa di sangue, subito sequestrata. A distanza di solo tre ore dall’omicidio, sulla base degli elementi di prova acquisiti durante la fulminea indagine e dopo aver ascoltato alcuni testimoni, i carabinieri hanno stretto le manette ai polsi del 44 enne Lupascu Vasile, del figlio 18 enne e della moglie 38 enne del Lupascu, con l’accusa di “omicidio volontario in concorso”, accertando che i tre si sarebbero appostati insieme, vicino l’abitazione di Pinau, aggredendolo congiuntamente e provocando ferite ad un braccio anche alla moglie della vittima. Per i tre arrestati, si sono subito aperte le porte del carcere, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento. Resta, in parte, ancora da chiarire, il movente del violento e grave delitto, scaturito verosimilmente da vecchi rancori fra i due nuclei familiari.



