Incubatrice per la pediatria, l’associazione Capurro donera’ il dispositivo al Giovanni Paolo II

L’unità operativa di pediatria del Giovanni Paolo II è sprovvista di un’incubatrice. Al momento, per i neonati bisognosi di cure tramite il dispositivo medico che riproduce condizioni simili a quelle della vita intrauterina, solitamente  utilizzate per i neonati pretermine o sottopeso, assicurando loro il giusto grado di ossigenazione, temperatura, umidità, nutrimento, fino a quando non siano in grado di sopravvivere autonomamente, è necessario un trasferimento a Palermo o ad Agrigento. Così l’associazione “Orazio Capurro -Amore per la vita” ha deciso di donare il dispositivo medicale al presidio ospedaliero saccense. L’associazione di solidarietà che da anni opera a Sciacca in ricordo del medico Orazio Capurro, ha già ordinato il dispositivo che presto sarà consegnato al reparto saccense. Grazie alle attività portate avanti dalla stessa associazione è stato possibile finanziare anche questo progetto che si aggiunge alle altre donazioni fatte dalla stessa in passato distinguendosi per una prerogativa verso le apparecchiature medicali. La Capurro, infatti, ha già donato due barelle al Giovanni Paolo II di Sciacca, tre defibrillatori per gli impianti sportivi del Comune di Sciacca oltre che gli stessi dispositivi salva-vita a quasi tutti gli istituti scolastici di secondo grado a Sciacca. Inoltre, un defibrillatore è stato consegnato anche alla Croce Rossa di Sciacca.

Meno Tasi e Tari col baratto amministrativo a Montevago

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Nel comune di Montevago, il baratto amministrativo diventa realta’. Il consiglio comunale ha adottato la delibera che consente l’applicazione della formula deflattiva a favore dei cittadini, associazioni ed enti senza scopo di lucro che potranno diminuire il loro contributo in termini di tributi locali fino a 480 euro all’anno formendo in cambio il proprio lavoro nella realizzazione di attivita’ sociali come la pulizia e cure di strade, marciapiedi e zone verdi. Cio’ permettera’ ai contribuenti di poter sgravare quanto fornito con lavori di utilita’ sociale in termini di pagamento di imposte locali come Tari e Tasi.

Cani liberati in territorio comunale, M5S: “Procedura non regolare”

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Il Movimento Cinque Stelle, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, interviene oggi con una interrogazione consiliare sul fronte randagismo. “In particolare – scrivono in una nota i grillini –  ci è stato segnalato  da parte dei componenti delle associazioni animaliste che alcuni degli animali liberati nei giorni scorsi presentavano, subito dopo la reimmissione sul territorio, uno stato di denutrizione e di condizioni di salute precarie. Questo fatto ci lascia perplessi e ci appare come la conseguenza di un altro fatto a noi evidenziato. Ci viene riferito, infatti, che la procedura seguita durante la fase di reimmissione sul territorio dei primi cani, non era perfettamente regolare, non essendo stati presentati alle associazioni animaliste coinvolte i documenti necessari per: – la valutazione della compatibilità ambientale (verbale di ritrovamento, tempo di permanenza del cane all’interno del canile, caratteristiche comportamentali, etc.); – la valutazione dello stato di salute (esami effettuati prima de reinserimento sul territorio)”. Il Movimento che ha presentato un’interrogazione, inoltre evidenziano il continuo grido di allarme delle associazioni che segnalano il costante abbandono di cucciolate provenienti con una certa probabilità da cani padronali. Tale fenomeno non può che rendere il problema del randagismo ancora più vasto e va opportunamente fermato”. Con l’interrogazione, il M5S chiede di: “sollecitare l’amministrazione ad una verifica delle procedure di  immissione dei cani del territorio suggerendo anche la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con le associazioni animaliste al fine di individuare insieme ad esse le figure competenti di riferimento, porre in essere delle azioni di controllo dei cani padronali in particolare riferimento ai cani posseduti da agricoltori e allevatori, utilizzando le forze della locale polizia municipale e, se non sufficienti, chiedendo il supporto delle guardie ambientali con le quali va stipulata opportuna convenzione”. “Riteniamo – conclude il Movomento Cinque Stelle – per porre rimedio al fenomeno, l’azione amministrativa non debba mai arrestarsi e l’unico modo per evitare il ripetersi di fatti gravissimi come quelli accaduti in C.da Muciare è rimanere attenti e vigili sul problema”.

Sistema di videosorveglianza negli ospedali agrigentini, investimento di oltre due milioni e mezzo di euro

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Massiccio intervento da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento per incrementare gli standard di sicurezza negli ospedali e nei presìdi di continuità assistenziale. La direzione strategica Asp, con un provvedimento immediatamente esecutivo, ha deliberato l’adesione ad una convenzione “Consip-Fastweb-pubbliche amministrazioni” per la fornitura di un sistema di videosorveglianza altamente tecnologico e dotato una vasta gamma di servizi connessi.

Attraverso un investimento di oltre due milioni e settecentomila euro saranno incrementate le condizioni di sicurezza del personale al lavoro nei reparti ospedalieri di Agrigento, Sciacca, Canicattì, Licata e Ribera, nei presidi territoriali di tutta la provincia, nelle guardie mediche e nei centri di salute mentale adibiti a Sert (servizi tossicodipendenza) con installazioni e migliorie rese particolarmente necessarie dai recenti episodi di cronaca che hanno evidenziato alcuni elementi di criticità presso diverse strutture sanitarie regionali.

Saranno ovviamente anche utenti e cittadini a fruire dei nuovi dispositivi di sicurezza che prevedono una corposa dotazione di telecamere IP, sistemi di connettività con rete wireless esterna ad alta velocità, un network di videoregistrazione, la realizzazione di una centrale di monitoraggio presso cui opererà personale tecnico Asp adeguatamente formato, la gestione delle utenze geolocalizzate per mezzo di una pagina web dedicata e strutturata attraverso una mappa interattiva e l’esecuzione di tutte le opere edili necessarie all’installazione dei sistemi.

Omaggio degli studenti del Bonachia a Filippo Testi, stamattina la presentazione al Castello Incantato

Stamattina al Castello Incantato di Sciacca sono state consegnate   due opere d’arte realizzate dagli studenti del liceo artistico Bonachia, dedicate a Filippo Bentivegna in occasione del cinquantenario dalla morte. Uno dei due sarà collocato nello stesso sito, l’altro nel centro storico di Sciacca. La realizzazione del progetto scolastico, che ha preso il via un anno fa, si è concluso oggi con la consegna dei quadri alla presenza della dirigente scolastica del Liceo Artistico Bonachia, Giovanna Pisano, del commissario del Libero Consorzio, Alberto Di Pisa, dell’ex assessore Maria Antonietta Testoni, del presidente di Agorà Giuseppe Gulino che gestisce il sito e degli alunni che hanno creato i due quadri su legno  100 x 120 cm con tecnica di colori acrilici.

Calcinacci in galleria tra Sciacca e Agrigento, intervento di sicurezza in corso sulla 115

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E’ stato un’automobilista in transito a segnalare poco prima dell’una la caduta dei calcinacci all’interno della galleria Garebici che collega Sciacca ad Agrigento sulla 115. Sul posto immediatamente sono intervenuti polizia stradale e vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza in tratto di strada. La galleria in direzione di Sciacca, al momento è  stata chiusa.
Per fortuna, al momento della caduta all’interno di uno dei due tunnel, non vi era nessuno e non ci sono stati feriti.
In queste ore è in corso un intervento di manutenzione all’interno della galleria in direzione Sciacca tra i comuni di Montallegro e Siculiana. Si prevedono dei lavori di messa in sicurezza di circa una settimana, l’Anas comunicherà successivamente la fine dell’intervento.
 

Bilancio approvato in Giunta, F. Valenti: «Prevediamo approvazione in Consiglio entro fine maggio»

«Primo elemento di novità è la tempistica». È questo il commento di oggi di Francesca Valenti in ordine all’approvazione da parte della Giunta comunale, del bilancio di previsione 2018-2020. Il sindaco di Sciacca «esprime particolare soddisfazione per i tempi notevolmente brevi, in considerazione del fatto che negli ultimi anni normalmente lo strumento finanziario è stato approvato in Giunta a fine ottobre».

Entrando nel merito, il sindaco afferma che si tratta di un bilancio equilibrato, concreto, rispettoso, dinamico. «Equilibrato – spiega il sindaco Francesca Valenti – perché non prevede la copertura della spesa corrente con entrate straordinarie. L’unica entrata straordinaria, legata al contenzioso con Aeroviaggi, è stata destinata a investimenti. È un bilancio anche rispettoso dei richiami della Corte dei Conti perché si è iniziato un percorso volto a superare tutte quelle criticità che erano diventate strutturali. In quest’ottica, è un importante esempi: l’adeguata lotta all’evasione dei tributi locali e il recupero delle entrate».

Francesca Valenti parla poi di «un bilancio concreto e attento ai bisogni dei cittadini. Segnalo – aggiunge il sindaco – la previsione di un investimento per 1 milione e mezzo, attraverso l’accensione di un mutuo, da destinare alla manutenzione straordinaria di strade urbane e rurali, pubblica illuminazione, video sorveglianza, realizzazione e manutenzione di parchi attrezzati e manutenzione di impianti sportivi. È, infine, uno strumento finanziario dinamico e flessibile. L’approvazione in Consiglio comunale, verosimilmente entro fine maggio, qualora si presentassero particolari esigenze, consentirà di intervenire in tempo utile attraverso opportune variazioni».

«Chiaramente – conclude il sindaco – è solo l’inizio. Non si sono potute dare tutte le risposte che la città attende ma è, certamente, un inizio confortante che fa bel sperare per il prosieguo».

Ventitré anni fa nasceva l’Azienda ospedaliera di Sciacca. Oggi l’ospedale può rilanciarsi con un nuovo esperimento del genere, insieme a Castelvetrano

Correva l’anno 1995, e l’allora Assemblea Regionale Siciliana, ispirata da una bella battaglia (di quelle che ancora si potevano combattere) all’epoca portata avanti congiuntamente dai deputati regionali saccensi in carica, Siso Montalbano e Pasquale Mannino, istituiva l’Azienda Ospedaliera di Sciacca. Si trattò di uno straordinario passo in avanti, che in breve qualificò la sanità saccense, con un budget autonomo e con la possibilità, pur con qualche inevitabile criticità (a partire dall’immancabile condizionamento politico fatto di nomine e centri di potere) riuscì, comunque, a diventare in breve tempo un’eccellenza del territorio. Un’avventura finita poi nel 2009, immolata sull’altare del piano di rientro, operato a colpi di scure e con l’accorpamento all’Asp di Agrigento. Quell’accorpamento che, in meno di un decennio, ha fatto retrocedere l’ospedale di Sciacca, collocandolo su posizioni mortificanti, sia in termini strutturali, sia dal punto di vista della qualità dei servizi erogati, nell’ambito di una battaglia continua nei confronti di una struttura centrale che ha sottratto, disperso e impoverito le capacità produttive, di rendimento, di efficienza e di vitalità dell’ospedale. Oggi i parlamentari regionali sono chiamati a rilanciare la battaglia di ventitré anni fa. C’è un territorio omogeneo che merita di ottenere un riconoscimento organizzativo che permetta la riconquista di una centralità e di un livello superiore di credibilità e certezza dei servizi sanitari. Occorre una nuova azienda ospedaliera, che comprenda gli ospedali di Sciacca e Castelvetrano, che potrebbero davvero trasformarsi in nuove eccellenze del territorio. È una battaglia che va fatta, perché solo con un regime di autonomia e di superamento di una gestione agrigentocentrica, potrà far tornare negli utenti la fiducia ormai sopita verso la sanità pubblica del territorio.

Sviluppo economico. Le opportunità della Strategia nazionale per le aree interne domani in un convegno organizzato dalla CGIL a Ribera

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Le “aree interne” della provincia di Agrigento riguardano il 91% dei comuni, il 24.4 % della popolazione residente ed il 78,2% della superficie. Numeri importanti, che nella prospettiva del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2014/2020 assegnano un ruolo centrale allo sviluppo locale e alle politiche territoriali. È in tale ottica che la Strategia Nazionale per le Aree Interne contiene opportunità specificatamente dedicate proprio a quelle aree della Sicilia che si caratterizzano per un più elevato e differenziato grado di marginalità e svantaggio. In Sicilia sono state definite 5 aree che aggregano Comuni definiti intermedi, periferici e ultra periferici per la loro elevata distanza dai “centri erogatori di servizi”, sulla base della classificazione operata dal Comitato Tecnico Nazionale Aree Interne. Una di queste Aree è nella provincia di Agrigento. Non a caso lo scorso novembre è stato approvato il preliminare della Strategia dei “Monti Sicani”:  sono 32 i milioni di euro per i comuni interessati: Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, Burgio, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Lucca Sicula, Montallegro, Ribera, Villafranca Sicula. “In queste aree – osserva Massimo Raso, segretario provinciale della CGIL – si dovranno, pertanto, attuare azioni finalizzate all’innalzamento quantitativo e qualitativo dei servizi essenziali rivolti alla popolazione insieme a progetti di sviluppo locale che dovranno essere indirizzati in particolare ai seguenti settori/ambiti tematici: tutela del territorio e comunità locali; valorizzazione risorse naturali culturali e turismo; sistemi agroalimentari e sviluppo locale; risparmio energetico e filiere locali di energia rinnovabile; saper fare e artigianato”. La CGIL Sicilia, insieme a quella Agrigentina ed alla “neonanta” struttura di Zona di Sciacca, ritengono che sia giusto ed utile confrontarsi  su queste tematiche: sulle tematiche della SNAI, su quella dei “piccoli comuni” che non sono dentro questa “Strategia” ma che vivono esattemente le stesse problematiche, più complessivamente sulle tematiche dello sviluppo. “Vero è che non è stata previsto alcun obbligo (a differenza di altri strumenti di “programmazione negoziata” del passato, dai patti territoriali ai GAL), ma riteniamo che l’apporto positivo e propositivo delle nostre organizzazioni sia utile”, ha detto Raso. Per discutere di tutto questo e dei problemi dei “piccoli comuni”  domani pomeriggio dalle 16.30 a Ribera si svolgerà nella Sala Consiliare del Comune di Ribera una iniziativa cui oltre a Raso parteciperanno il sindaco di Ribera Carmelo Pace, il segretario della Cgil zona di Sciacca Franco Colletti, il responsabile del dipartimento Attività produttive della Cgil Sicilia Ferruccio DONATO, il ricercatore CNAI Filippo Tantillo e l’assessore regionale alle attività produttive Girolamo Turano. A concludere i lavori sarà Monica Genovese, segretario regionale della Cgil.

Menfi verso il voto. Tutti in attesa della decisione finale di Enzo Lotà: si ricandida oppure no?

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Si ricandida? Non si ricandida? A Menfi non si parla d’altro. Alla fine Enzo Lotà la sua decisione potrebbe anche formalizzarla lo stesso 16 maggio, ossia l’ultimo giorno utile per presentare le liste presso la segreteria generale del comune. Sarà, quello, l’inizio della nuova campagna elettorale in vista dell’appuntamento elettorale del 10 giugno, quando i menfitani torneranno al voto per scegliere l’amministrazione dei prossimi cinque anni. C’è molta incertezza rispetto alla possibilità che il sindaco uscente possa o meno riprovarci. Se così non dovesse essere, ad ambire all’incoronazione sarà Vito Clemente. Ma, si sa, i politica non esiste nulla di più definitivo del provvisorio. Del gruppo Lotà fanno parte convintamente anche gli amici di Giuseppe Marinello, ossia Gino La Placa e Peppe Mauceri. È anche in tale direzione che recentemente è venuta fuori l’indiscrezione, piuttosto suggestiva, che a rappresentare la coalizione sia Chicca Planeta, erede della dinastia di produttori di vino, figlia del barone Diego Planeta. E dall’altra parte? Qui si è costituito un raggruppamento che si chiama “SiAmoMenfi”. Lo compongono otto consiglieri comunali, tra i quali ce ne sono anche alcuni che nel 2013 furono furono eletti con la maggioranza ma che, qualche tempo dopo, si collocarono all’opposizione. Di questo raggruppamento fanno parte Saverio Ardizzone e Ludovico Viviani, Lillo Moschitta e Andrea Pellegrino, e altri. E si parla con insistenza dell’ipotesi di un possibile ritorno sulla scena di Michele Botta. Anche Ezio Ferraro e Saverio Palminteri hanno composto un altro gruppo politico. La sensazione prevalente è che le ipotesi di candidatura da questi versanti possano venire fuori solo dopo che Lotà avrà fatto la sua scelta. Una sorta di “partita a scacchi” che si sta giocando a Menfi. In attesa che anche il Movimento 5 Stelle faccia conoscere la propria decisione. Si parla di nuovo dell’ipotesi di una candidatura di Giovanni Argiroffi, lo stesso che ci provò 5 anni fa. I grillini sono reduci dallo straordinario 60% avuto alle Politiche. Ma, si sa, le Amministrative sono un’altra cosa.