L’onorevole La Rocca Ruvolo: “Mi sono dimessa perché mi chiedevano di assumere collaboratori di cui non c’è bisogno”

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In un’intervista al Giornale di Sicilia, destinata a montare un vero e proprio caso, l’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni qualche settimana fa da capogruppo dell’Udc all’Assemblea Regionale Siciliana. “Mi sono dimessa – ha raccontato – perchè nella veste di capogruppo non volevo che il mio partito firmasse il via libera ai contratti per l’assunzione di collaboratori esterni di cui non c’è bisogno. Tutti mi portavano curricula per avallare l’assunzione di persone che non erano supportate da titoli adeguati stanno entrando all’Ars portaborse e altri precari che a fronte di titoli di studio bassi possono percepire 58 mila euro all’anno, quanto o più di un dirigente regionale di fascia media”. Il sindaco di Montevago, ha poi chiarito di aver chiesto una riunione di tutti i capigruppo per fare in modo che si decidessero regole comuni, ma non è stata ascoltata. Da qui, la sua decisione di presentare le dimissioni.

Consiglio comunale aperto per salvare il Consorzio Universitario di Agrigento, presente anche il rettore Micari

Ci sarà anche il rettore dell’ateneo palermitano Fabrizio Micari al consiglio comunale aperto che si terrà venerdì 13 aprile, alle 10,30. L’assemblea civica è stata sarà dedicata ad affrontare la vicenda del polo didattico agrigentino che rischia la chiusura dopo la cessazione di molti corsi di laurea e i conti dell’ente che non sono floridi. Saranno presenti all’importante momento di confronto anche molte associazioni universitarie mostrandosi disponibili ad un confronto . La convocazione della seduta è stata sollecitata anche da alcuni gruppi politici che siedono al consiglio comunale come “Agrigento Cambia”.
 

Il processo ai riberesi Catalano e Cardillo, il Ris non riesce a stabilire chi ha rapinato la farmacia di Calamonaci

Il sottufficiale del Ris di Messina escusso al processo a carico dei riberesi Antonino Cardillo, di 27 anni, e Natale Catalano, di 48, per la rapina alla farmacia di Calamonaci e la tentata rapina alla tabaccheria di Ribera non ha potuto, sulla base delle immagini delle telecamere che gli sono state fornite, fare un raffronto tra il fisico del rapinatore alla farmacia e quello entrato in azione alla tabaccheria. A Cardillo vengono contestati soltanto i fatti di Ribera, mentre a Catalano anche quelli di Calamonaci, ma sul rapinatore che è entrato nella farmacia le indagini non sono mai giunte a una conclusione, ad avanzare un’ipotesi. Cardillo, secondo l’accusa, con il volto travisato da un passamontagna e in mano una pistola, avrebbe tentato di rapinare la tabaccheria di Ribera, ma il proprietario, approfittando di un momento di distrazione del rapinatore, lo ha colpito con una barra in metallo e l’uomo è fuggito. Le difese, con gli avvocati Giovanni Vaccaro e Maurizio Gaudio per Cardillo e Francesco Di Giovanna per Catalano, escludono ogni responsabilità dei due. Il processo continua.

Storia. Tre protagonisti della vita pubblica del dopoguerra: Molinari, Berti e Segreto, da sindaci a senatori della Repubblica

La storia di Sciacca, si sa, è ricca di cultura e di protagonisti di primissimo piano della vita pubblica. Tra questi c’è sicuramente la figura del napoletano Giuseppe Berti, partigiano e studioso, il primo sindaco di Sinistra della Sciacca del dopoguerra, colui che nel 1956 interruppe il dominio fino ad allora incontrastato di undici anni da primo cittadino dal democristiano Giuseppe Molinari. Comunista, Berti fu, insieme al senatore Mimmo Segreto, il leader di quel blocco del Popolo (PCI e PSI) che a metà dei Cinquanta si aggiudicò le elezioni amministrative a Sciacca (i seggi in Consiglio comunale si attribuivano ancora col sistema maggioritario) sconfiggendo proprio la DC. Berti fu partigiano e tra i leader socialisti che nel 1921 a Livorno aderirono alla scissione e alla nascita del Partito Comunista d’Italia. Fu un grande intellettuale, grande antifascista, era venuto in Sicilia come studente universitario a Palermo. Era deputato alla Camera dal 1948 quando divenne sindaco. Nel 1958 fu eletto al Senato. Fu genero del grande sindacalista della CGIL Giuseppe Di Vittorio. Morì nel 1979. Il posto di Berti, come sindaco di Sciacca, fu preso nel 1957 da Mimmo Segreto. Fu nel principio dell’alternanza all’interno della coalizione che si era aggiudicata le elezioni amministrative. Maestro elementare, Segreto si distinse per la sua popolarità tra i ceti più deboli, e da rappresentante socialista a Palazzo Madama (fu eletto la prima volta nel 1968) occupò anche la carica di vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia. A Sciacca il blocco popolare non riuscì a restare in sella, e dopo appena due anni dall’inizio del mandato dovette fare le valigie. Mimmo Segreto sarebbe stato sindaco altre due volte: nel 1965 e nel 1967. Rieletto sempre senatore, si candidò per l’ultima volta nel 1983. È scomparso nel 2010. Giuseppe Molinari fu il primo sindaco di Sciacca dopo la fine della seconda guerra mondiale. Correva l’anno 1945. Il giovane avvocato aveva appena 33 anni. Avrebbe lasciato lo scranno più alto del Palazzo municipale di Sciacca undici anni dopo. Ma Molinari sarebbe tornato a rivestire la carica di primo cittadino anche per alcuni mesi nel 1980. Al Senato Molinari fu eletto la prima volta nel 1953, nel collegio di Sciacca, e fu rieletto per le successive due legislature. Pur da posizioni politiche assolutamente contrapposte, Molinari fu un grande amico di Accursio Miraglia, il leader sindacale ucciso dalla mafia degli agrari nel 1947. A lungo fu presidente della poi defunta Azienda di cura soggiorno e turismo. Un leader della Democrazia Cristiana, che ebbe il compito di ricostruire il territorio dopo gli eventi bellici. Tre personalità che, pur nelle differenze pratiche oltre che sostanziali, hanno rappresentato una parte della storia più recente di Sciacca.

Guasto alla condotta idrica: senz’acqua da oggi pomeriggio la zona di San Marco

Un guasto alla condotta idrica che approvvigiona la località San Marco è stato riscontrato nelle scorse ore da operatori di Girgenti Acque. È questa la ragione per la quale la distribuzione idrica in detta zona è stata temporaneamente sospesa. I tecnici dell’Azienda sono già sul posto per eseguire i necessari interventi di riparazione. Girgenti Acque fa sapere che la distribuzione idrica, nella zona interessata, tornerà regolare a conclusione dei dovuti interventi di riparazione, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

Il comune impegna 36 mila euro di avanzo di amministrazione in favore di piccole manutenzioni

Ammonta a circa 36 mila e 500 euro l’avanzo di amministrazione che il Consiglio comunale ha impegnato, in esercizio provvisorio, con una delibera approvata lo scorso 30 marzo. Si tratta di somme vincolate e così distribuite: diecimila euro serviranno per la realizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria e sistemazione strade rurali, 6 mila euro per la manutenzione straordinaria per revisione tetti ed eliminazione delle infiltrazioni d’acqua piovana nel Palazzo municipale e 20 mila euro per la realizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria e sistemazione delle strade comunali urbane ed extraurbane. Il provvedimento tecnicamente è una variazione del bilancio provvisorio in corso di gestione. Bilancio di previsione, quello del 2018, che deve ancora essere approvato.

Il degrado del vecchio ospedale di via Figuli: un pessimo biglietto da visita all’ingresso est di Sciacca

Perde i pezzi il vecchio ospedale di via Figuli a Sciacca, chiuso da 16 anni. Una condizione strutturale sempre più degradata. E la prospettiva è il vuoto. La Regione, proprietaria dell’immobile, ufficialmente lo ha messo in vendita. Però vuole 8 milioni di euro. Difficile trovare un possibile acquirente. La conseguenza però è che questo impianto è il peggiore dei biglietti da visita possibili per chi arriva a Sciacca. Degrado, ma anche pericolo la fanno da padroni. E la gente non si interroga neanche più cosa farne. Nel tempo si è parlato di parcheggio, di albergo, di scuola, di uffici. Ma non si è ancora visto nulla. Anche perché la stessa demolizione richiederebbe un investimento finanziario piuttosto corposo.

Castelvetrano. Ad un autolavaggio a gettoni imposta chiusura notturna: “Fa troppo rumore”. Ed è polemica

Mentre a Trento gli animalisti protestano contro la chiusura in un canile di un pastore maremmano, sequestrato al padrone su richiesta di un vicino di casa disturbato dal suo continuo abbaiare, per molto meno a Castelvetrano i commissari che gestiscono il comune hanno firmato un’ordinanza che disciplina orari di apertura e chiusura degli autolavaggi situati in centro abitato. Che, poi, significa un solo impianto che disturberebbe la quiete pubblica. Si tratta di un autolavaggio automatico, che funziona a gettoni. L’ordinanza stabilisce che dalle 22 in avanti l’impianto non debba più funzionare. Si chiede anche di imporre ai clienti di tenere le autoradio e il motore spenti. Le violazioni di quanto stabilito porteranno l’applicazione di una sanzione che varia da 75 euro alle 450 e in caso di recidiva la sospensione dell’attività fino al massimo di venti giorni. Sembra certo che il proprietario dell’autolavaggio finito nel mirino di questa ordinanza presenterà ricorso contro un provvedimento che appare a dir poco discutibile. (foto tratta da castelvetranonews)

Due in pagella alla sindaca Valenti dall’opposizione: “Campa alla giornata”

“Durante la conferenza stampa di fine anno del Sindaco Valenti che si è svolta qualche giorno fa all’interno della sala Giunta del comune di Sciacca, abbiamo udito una sfilza di scusanti relative a problematiche della nostra città”. Così inizia la nota del gruppo del centrodestra che boccia a tutto spiano l’operato della nuova amministrazione. I sette componenti spiegano che nella conferenza stampa che il sindaco Valenti ha voluto convocare “alla presenza dello stato maggiore della sua maggioranza – si legge – onorevoli, ex onorevoli, consiglieri comunali ed un immancabile presidente del consiglio allineato e coperto. Scusanti,dicevamo, del suddetto tenore: “non è colpa nostra”, “la colpa è della passata amministrazione”, “ ma la colpa è della amministrazione Di Paola”. “Peccato però  – proseguono – che il Sindaco, durante la sua lunga lezione/conferenza, non abbia anche detto di aver perso una occasione, pari a 180.000 euro, relativamente ad un finanziamento finalizzato alla creazione di nuovi parcheggi in città. Finanziamento perso solo ed esclusivamente dalla amministrazione guidata da Francesca Valenti. Le colpe non sono addebitali a nessun’altro”. Secondo l’opposizione, la Giunta Valenti “campa alla giornata” non interessandosi minimamente delle possibilità di sviluppo della città”. “Perdere una occasione del genere -ironizzano poi –  rappresenta la negazione di ciò che l’avv. Prof.ssa Valenti aveva annunciato in campagna elettorale: “non perderemo un solo finanziamento” o forse voleva dire “non prenderemo un solo finanziamento”? Purtroppo per la città questa occasione è andata persa e ci dispiace che durante la sua conferenza stampa, il sindaco non abbia fatto riferimento a questa mancanza. Un altro due in pagella che si aggiunge a quelli relativi alla cattiva gestione della vicenda terme, alla mancata partecipazione al bando promosso dal Coni, all’aumento della Tari, alla pessima gestione del piano Aro ed alla mega bufala relativa alla rescissione del contratto con Girgenti Acque”. Insomma, il giudizio sulla Valenti da parte dei sette consiglieri del centrodestra è al momento, assolutamente negativo.

L’ex Presidente della Regione Lombardo assolto al Tribunale di Sciacca

Il Tribunale di Sciacca ha assolto per non avere commesso il fatto l’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che era accusato di avere omesso il versamento delle ritenute previdenziali ai Forestali che erano stati in servizio nei comuni del circondario giudiziario di Sciacca da aprile a dicembre 2009. Lombardo era difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Loredana Danile. Sia la difesa che il pm avevano chiesto l’assoluzione. Per la difesa gli atti erano di competenza dell’organismo burocratico e non del Presidente della Regione. L’importo degli omessi versamenti era di 48 mila euro. La sentenza e’ stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua.