Lavori a Coda della Volpe, operai al lavoro per la messa in sicurezza del costone
Sono in itinere i lavori per la messa in sicurezza di Coda della Volpe. I lavori sono iniziati a marzo scorso per un importo complessivo di 800 mila euro e sono previsti per un periodo di 18 mesi.
Stamattina hanno fatto capolino dalla scogliera alcuni operai che erano in azione su una parete rocciosa come potete vedere dal video che vi proponiamo.
Gli interventi prevedono una fasciatura con una rete metallica nei tratti più instabili e la realizzazione di una scogliera per proteggere la parte bassa.
I lavori sono seguiti dal Genio Civile di Agrigento e dal Commissario del dissesto idrogeologico.
La messa in ripristino di Coda della Volpe, si è reso necessario a seguito delle continue fratture del costone che rischiavano di far scomparire uno dei tratti tipici della nostra costa.
Operazione Vertigini: “Pronto, due giorni e scriva lombosciatalgia”, così gli impiegati ordinavano i certificati (I video dell’inchiesta e i nomi degli indagati)
Dodici le misure cautelari eseguite oggi dai Carabinieri della Compagnia di Sciacca su disposizione del Procuratore del Tribunale di Sciacca, Roberta Buzzolani. Le persone coinvolte nelle indagini e alle quali è stata notificata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria sono i dipendenti pubblici: Santo Bonaccorso, di 53 anni, Rosa Buscemi di 59, Giuseppe Ganga, di 63, Giuseppe Calabrese di 53, Mariano D’Angelo, di 62, Calogero Latino di 58, Vito Perricone di 61, Paolo Scarpinato di 63, Paolino Girgenti di 60 e Paolo Girgenti di 56.
Anche la segretaria impiegata nello studio del medico di base al quale viene contestata la posizione più grave, Giovanna Blanda, di 28 anni, è stata raggiunta dalla misura di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per il medico di base, Gaetano Montana, di 63 anni, sono scattati gli arresti domiciliari.
Assenteismo a Villafranca, Capitano Grammatico: “Una lunga attività investigativa alla base dell’indagine”
Sono stati i Carabinieri della locale Stazione di Burgio ad accorgersi che qualcosa non andava in quel numero spropositato di certificati medici prodotti per attestare la malattia dei dipendenti comunali di Villafranca Sicula, poi l’acquisizione documentale e una più attenta verifica delle certificazioni presentate all’Inps hanno fatto scattare una complessa attività investigativa come ha spiegato stamattina il Capitano Francesco Grammatico a margine della conferenza stampa dell’operazione “Vertigini”.
Intercettazioni, pedinamenti, videoriprese: sono le attività che i Carabinieri di Sciacca hanno poi condotto per accertare i reati contestati ai 10 dipendenti comunali, un medico di base e la sua segretaria.
“L’indagine – ha ribadito Grammatico – è di più ampio respiro e ci sono ancora posizioni che dobbiamo chiarire”.
Operazione Vertigini, indagine su 10 dipendenti pubblici a Villafranca Sicula
Un’altra inchiesta sconvolge il Comune di Villafranca Sicula nell’ambito di un’inchiesta anti assenteismo condotta dai Carabinieri della compagnia di Sciacca che oggi hanno eseguito 12 ordinanze di applicazione di misura cautelare personale, emesse dal GIP presso il Tribunale di Sciacca su richiesta della Procura della Repubblica di Sciacca nei confronti di 10 impiegati pubblici del Comune di Villafranca Sicula e di un medico di base e la sua segretaria.
I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata in danno all’ente pubblico alla falsita’ in certificati medici.
L’attivita’ di indagine e’ stata eseguita con servizi di osservazione e pedinamento e sistemi di videoripresa ed intercettazioni.
L’indagine dei militari dell’Arma ha posto l’accento anche sull’aumento delle certificazioni di malattia presentate dai dipendenti con l’approssimarsi dell’autunno in corrispondenza del periodo dedicato alla raccolta delle olive.
(Guarda video qui della conferenza stampa in diretta)
Lutto al Comune di Sciacca, e’ venuto a mancare l’ingegnere Michele Buscarnera
PUna tristissima notizia ha sconvolto stamattina il Comune e l’intera comunità di Sciacca. Nella notte, l’ingegnere Michele Buscarnera è deceduto in un ospedale palermitano dove da diversi giorni si trovava ricoverato per motivi di salute.
La conferma del decesso è arrivata dalla stessa prima cittadina che ha immediatamente espresso il suo cordoglio per la morte del componente della sua giunta.
L’ingegnere Buscarnera, 65 anni, affermato professionista saccense, molto conosciuto in città, era stato nominato dalla sindaca Francesca Valenti con delega ai lavori pubblici, ma per motivi di salute pervenuti durante già la campagna elettorale, non aveva potuto prestare giuramento e insediarsi per ricoprire l’incarico per il quale era stato scelto dalla sindaca.
Piazza Duomo e parcheggio selvaggio, storia di ordinaria amministrazione
L’ultimo a denunciare il parcheggio selvaggio in piazza Duomo, beffa del destino, è stato l’ex assessore alla viabilità e alla polizia municipale di Sciacca, Silvio Caracappa che sul suo profilo Facebook, appena pochi giorni dopo aver lasciato il suo ufficio al secondo piano a Palazzo di città e giusto il tempo di rivestire quelli di consigliere di opposizione, ha pubblicato una foto, scattata in queste sere estive, assai rappresentativa del parcheggio selvaggio che interessa piazza Duomo specie nelle ore serali e nei festivi. Peccato soltanto che durante il suo mandato l’ex amministratore dopo un primo tentativo maldestro di evitare la sosta nella piazza utilizzando perfino delle catene per impedire fisicamente l’accesso e dopo aver paventato l’utilizzo di videocamere di sorveglianza per stanare i trasgressori, mai entrate in vigore, fino a quando ha ricoperto il ruolo di assessore non utilizzava la stessa veemenza per un fenomeno che è diventato quasi la normalità a Sciacca.
Un’abitudine quella del parcheggio nella piazza dove sorge la Basilica che è assai dura a morire nonostante sia in vigore da quando la stessa è stata oggetto di un intervento di riqualificazione che è datato già qualche anno. Ma la mancanza di parcheggi in città è stata sempre la giustificazione più in auge per la tolleranza con cui viene osservata la zona pedonale istituita nella piazza, stesse giustificazioni utilizzate ieri sera dagli automobilisti che abbiamo intervistato mentre parcheggiavano nella piazza.
Il giudice mantiene i domiciliari per l’anziano di Sciacca accusato di incendio
Il Gip del Tribunale di Sciacca ha mantenuto gli arresti domiciliari per l’ottantenne saccense accusato di incendio che era stato fermato, domenica scorsa, dai carabinieri, nella zona termale della città. L’anziano sarebbe stato sorpreso ad appiccare il fuoco a dei mucchi di sterpaglie in prossimità di un terreno incolto in piena zona termale. E’ stato un maresciallo della compagnia dei carabinieri di Sciacca, avendo notato un uomo che armeggiava delle sterpaglie in fiamme che già lambivano la macchia mediterranea, ad intervenire. La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire nella disponibilità dell’uomo 2 accendini a gas perfettamente funzionanti e verosimilmente utilizzati per appiccare il fuoco.
Pattume e piscio sotto piazza Scandaliato, la vista dalla terrazza sul mare rovinata dal degrado
Si può solo guardare l’orizzonte a Sciacca. Meglio non distogliere lo sguardo da quel meraviglioso mare e quel bellissimo cielo che si incontrano in lontananza che ci regalano quei magnifici tramonti o da quel cielo stellato che di notte si riflette tra le luci del porto nel mare scuro. Si, meglio non abbassare gli occhi.
Affacciatevi pure da quella splendida terrazza sul mare, guardate e ammirate quella visuale di cui i saccensi vanno tanto fieri senza mai destare attenzione al dettaglio, a ciò che sta sotto quel belvedere perché la visione del luridume che avvolge piante ed arbusti, appena sotto di voi potrebbe far perdere ogni poesia alla bellezza di ciò che avete appena ammirato.
Incredibile, ma vero: il punto più in vista della città, come testimoniano le immagini del nostro servizio, è una coltre di pattume e schifezze varie di cui è facilissimo immaginare la provenienza e stavolta, il responsabile è ancora più difficile da individuare perché è l’intera comunità a doversi domandare perché non è in grado di amare abbastanza il luogo in cui vive.
Zona a traffico limitato adattata alle esigenze dei commercianti con nuovi orari a partire da venerdì
La speranza è che questa volta la Ztl in centro storico che scatterà a partire da venerdì prossimo non farà registrare gli stessi classici strascichi del giorno dopo come normalmente accade a Sciacca allo scattare della zona a traffico limitata. La giunta comunale ha deliberato oggi l’istituzione della Ztl dopo una lunga concertazione con i commercianti.
La Ztl scatterà soltanto nelle ore serali quando una parte degli operatori commerciali osserverà l’orario di chiusura, mentre le attività di somministrazione si prepareranno ad accogliere invece, quanti vorranno vivere il centro in libertà per una passeggiata serale.
Le richieste dell’osservanza di queste ore sono pervenute al tavolo dell’amministrazione dagli stessi operatori economici e dalla maggior parte dei titolari delle attività commerciali, gli stessi che in passato lamentavano di subire un danno alle proprie entrate dalla limitazione viaria che in precedenza era prevista dalle ore 18 del pomeriggio.
La decisione di osservare la zona chiusa al traffico veicolare a partire dalle ore 20 e fino all’una nei feriali e fino alle due, invece nei festivi, è nata dalla constatazione di doversi adattare da un lato, alla cronica esigenza di parcheggi e dall’altro, alla mancanza di valide alternative per agevolare l’afflusso di fruitori del centro nelle ore pomeridiane dato che quest’anno, almeno fino al momento, non sarà possibile garantire il servizio di bus navetta, così come si faceva in passato, con la cooperativa Aeternal che a Sciacca gestisce il trasporto pubblico urbano e che vanta già un credito pregresso con il Comune di Sciacca di circa 36 mila euro, quest’ultimo inoltre, non ha neanche a disposizione la somma di circa otto mila euro necessaria per garantire il servizio in concomitanza della zona a traffico limitato.
Il Corsera si occupa degli incendi di Sciacca ma fa una gaffe: “A rischio la vita di tutti gli ospiti delle Terme”
Quando si dice che certi errori vengono commessi anche nelle migliori famiglie. Succede così che sul Corriere della Sera di oggi (versione cartacea), nel trafiletto dedicato all’arresto in flagranza dell’anziano nei pressi di via Agatocle con due accendini in mano, l’autore del pezzo faccia notare che “sarebbero bastati pochi minuti per scatenare l’inferno e per mettere a rischio la vita anche la vita di tutti gli ospiti delle terme”. Una riflessione che, aldilà del contesto nel quale è stata inserita, dalle nostre parti suona come quasi come una battuta dalla comicità involontaria, suscitando la più amara delle ironie possibili. Un commento che brucia come brucerebbe il sale sulla ferita di una città dove le sue secolari Terme sono chiuse ormai quasi da due anni e mezzo e nella quale, evidentemente, nessun ospite poteva “rischiare la vita”. E questo anche se le fiamme si fossero sviluppate oltremisura. L’estensore dell’articolo (è possibile anche che si tratti della ripresa di un lancio d’agenzia) si è fidato evidentemente solo del suo intuito. A dimostrazione che nel lavoro del giornalista, le verifiche non sono mai troppe. La consolazione è che le Terme di Sciacca sono talmente famose che non è immaginabile, al di fuori delle nostre tristi contrade, che possano essere state chiuse. Capito, presidente della Regione (uscente) Rosario Crocetta?



