L’inchiesta “Ghost Rider”, per l’Ipasvi non può esserci interruzione di pubblico servizio per il 118
Sull’inchiesta “Ghost Rider” della Guardia di Finanza con numerosi indagati su presunti casi di assenteismo in strutture sanitarie pubbliche riberesi è intervenuto il presidente del Collegio Ipasvi, Salvatore Occhipinti, inserendo alcuni elementi di novità in particolare per il 118. “Francamente non volevo intervenire sulla vicenda, ma sentendo i vari commenti delle gente è necessario fare delle precisazioni – scrive Occhipinti – . Il clamore mediatico fatto attorno all’ episodio del 118 rischia di mettere in ombra il prezioso operato svolto da infermieri, autisti soccorritori e medici del 118 che quotidianamente su tutto il territorio della regione siciliana ed in particolar modo nella nostra provincia si adoperano per fronteggiare le varie emergenze sanitarie. Chi ha sbagliato è giusto che paghi – aggiunge Occhipinti – e noi siamo pronti ad esercitare il nostro ruolo istituzionale con eventuali provvedimenti disciplinari. Il servizio 118 non è un servizio di pronta disponibilità ma un servizio di guardia attiva 24 ore su 24. Non conosco gli atti dell’inchiesta ma parlare di interruzione di pubblico servizio mi sembra davvero troppo. Si configura tale reato se l’equipaggio del 118 a fronte di una chiamata della Centrale Operativa (il nostro 118 risponde alla Centrale Operativa di Caltanissetta), non è pronto a partire per i soccorsi sanitari richiesti perché impegnato in faccende personali. Il personale del 118 che si ferma a comprare da mangiare con il telefono pronto a rispondere alla chiamate della C.O. ed altrettanto pronto a mettersi in ambulanza ed essere immediatamente operativo, di sicuro non commette nessuna omissione. Spero che presto sia fatta chiarezza sull’intera vicenda – conclude – in modo da discolpare o definire eventuali responsabilità”.
Nella foto, Salvatore Occhipinti
Un parco attrezzato nell’area del Cansalamone, il progetto presentato nel 2011 dall’architetto Bono
L’architetto Giovanni Bono, tecnico del Comune di Sciacca, il 31 gennaio del 2011, ha presentato un progetto riguardante la riqualificazione dell’area del Cansalamone per destinarla a parco attrezzato. E’ un progetto che può essere realizzato anche a stralci e che prevede soluzioni importanti anche per la realizzazione di aree di parcheggio. Risoluto.it pubblica la relazione descrittiva.
“La crescente richiesta nel tempo di una maggiore qualità urbana, si va a tradurreanche in un’esigenza di spazi verdi di qualità. Oggi si ha la piena consapevolezza che il verde urbano è un elemento fondamentale della qualità civica. Scopo di tale proposta progettuale è la riqualificazione e il riutilizzo funzionale di un’area completamente abbandonata che attualmente risulta essere un ricettacolo di immondizia e sterpaglie varie, che va sicuramente riqualificata attraverso degli interventi mirati che possano portare alla naturale sistemazione con l’installazione di verde e con destinazione polifunzionale. Il parco polivalente di che trattasi, è stato pensato e progettato come sopra detto, con l’intento di rivalutare una zona completamente abbandonata e degradata, offrendo al visitatore la possibilità di fare delle lunghe passeggiate a contatto con la natura. L’area interessata da detta proposta progettuale è estesa complessivamente H. 7,00. Attualmente la suddetta area ricade secondo il vigente Piano Comprensoriale n°6 in zona contrassegnata con simbologia “E” (verde agricolo). Detta area, risulta tagliata a metà dall’attuale strada di collegamento tra il porto e la zona nord in direzione per Palermo e/o Agrigento. Per collegare l’intero parco, sono state previste n°2 scale da realizzarsi con struttura portante in acciaio e con due ascensori elevatoi, che consentiranno l’attraversamento di detta strada con dei cavalcavia e elevatori (vedi grafici planimetrici). L’intervento di che trattasi, oltre a dare visibilità e decoro a tale spazio abbandonato, consentirà di uniformare la città vecchia con quella nuova, (di espansione della zona d della Perriera), permettendo inoltre di integrare e rendere fruibile tale spazio, adibendolo a verde pubblico, con strutture di servizio correlate con il grande polmone di verde attrezzato. Infatti, all’interno del parco, oltre ad una gran varietà di piante e vegetazione come: pioppi, salici, faggi, aceri, tigli, sequoie, platani, olmi, pini marini, fico, lavanda, ginestra, carrubo, falso pepe ecc.: inoltre, all’interno del parco, sarà prevista una segnaletica collocata nei punti strategici dello stesso parco, proprio per rendere facile la fruizione del parco stesso a tutti i visitatori, riportando le indicazioni necessarie delle aree attrezzate come:
- parchi robinson e fantabosco
- il teatro naturale;
- la vasca-fontana e i giochi d’acqua;
- il percorso della salute ;
- il percorso ciclabile;
- i campetti di bocce;
- i sentieri pedonali per passeggiate;
- le aree attrezzate con tavoli e panchine;
- i chioschi;
- le aree destinate a parcheggi (vedi planimetria allegata);
- il parco robinson e fantabosco
- il teatro naturale
- la vasca – fontana e giochi d’acqua
- I percorsi della salute
- il percorso ciclabile
- i campetti di bocce
- i sentieri pedonali per passeggiate
- Le aree attrezzate con tavolini e panchine
- i chioschi
- le aree destinate a parcheggio
Danni al monumento eretto ad Agrigento in memoria del giudice Rosario Livatino
Alla vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio, un altro simbolo antimafia è stato fatto oggetto di un vergognoso atto vandalico. Ignoti, infatti, hanno danneggiato il monumento eretto nei pressi dell’omicidio, avvenuto il 21 settembre del 1990, costato la vita del sostituto procuratore di Agrigento Rosario Livatino. La scritta al centro della stele a lui dedicata, eretta alla periferia di Agrigento, è stata spaccata in due. Nei giorni scorsi l’attacco al busto di Giovanni Falcone, nella scuola situata nel quartiere Zen di Palermo. Episodi che suscitano più di qualche interrogativo sull’attuale livello della coscienza civile nei confronti della lotta alla mafia.
Via D’Amelio 25 anni dopo: per non dimenticare Paolo Borsellino e la battaglia della Sicilia contro la mafia
Via D’Amelio 25 anni dopo. Ricorre domani l’anniversario della strage in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Due mesi dopo la tragedia di Capaci, Cosa nostra proseguì nel suo attacco frontale a chi, attraverso quel pool antimafia tanto osteggiato anche ai piani alti delle stesse istituzioni, combatté una delle più straordinarie battaglie contro la mafia, culminata nel maxiprocesso di Palermo. Dopo la morte del suo amico fraterno Giovanni Falcone, Borsellino accusò una forte solitudine, che lo vide sofferente nei confronti di uno Stato che sentì sempre più lontano. Secondo le recenti ipotesi della Procura di Palermo in merito alla presunta trattativa Stato-mafia, utile a porre fine alla strategia stragista messa in atto dalla mafia, Paolo Borsellino avrebbe assunto una posizione particolarmente rigida, pagando con la vita la sua inflessibilità. Una tragedia, quella di via D’Amelio, da sempre circondata da un alone di mistero, a partire dall’agenda rossa che il magistrato conservava all’interno della sua borsa da lavoro, scomparsa pochi istanti dopo l’esplosione della Fiat 126 parcheggiata davanti l’abitazione della mamma. A Palermo ma anche in diversi altri comuni si stanno organizzando delle iniziative di commemorazione doverosa, in memoria di un evento che ha rappresentato uno dei tanti spartiacque della storia siciliana.
L’inchiesta di Sandro Ruotolo su Matteo Messina Denaro e Castelvetrano
E’ stata pubblicata sul portale online Fanpage l’inchiesta del giornalista Sandro Ruotolo sul latitante Matteo Messina Denaro. Un servizio giornalistico che racconta i legami del boss con la sua città natale che potete vedere cliccando qui sul video.
L’inchiesta parte mostrando la casa natia del boss, i suoi legami parentali e anche la figlia dello stesso latitante che vive insieme alla madre ancora in città. Il giornalista ha intervistato anche Lorenzo Cimarosa, figlio di Giuseppe Cimarosa, pentito di Castelvetrano che ha permesso con la sua collaborazione di arrestare molti degli affiliati del super latitante.
Nell’inchiesta di Ruoloto svelati anche i rapporti tra il politico Giovanni Lo Sciuto, deputato regionale e componente della Commissione regionale antimafia, ritratto in una vecchia foto vicino al boss. Deputato Lo Sciuto che oggi con una nota stampa si è schierato contro l’inchiesta giornalistica e accusando Ruotolo di avere infangato il suo nome con la cultura del sospetto.
E’ un ottantenne il saccense arrestato per incendio e la Procura ha chiesto al Gip la conferma dei domiciliari
Emergono nuovi particolari sull’arresto di un saccense, per incendio, operato domenica scorsa dai Carabinieri nella zona termale di Sciacca. Si tratterebbe di un ottantenne che è stato posto ai domiciliari e per il quale la Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto oggi al Gip la convalida e la conferma dei domiciliari.
Le indagini procedono nel più assoluto riserbo e i Carabinieri stanno valutando ogni singolo elemento raccolto.
L’anziano sarebbe stato sorpreso da un Maresciallo dei Carabinieri mentre armeggiava delle sterpaglie in fiamme che già lambivano la macchia mediterranea. A seguito di perquisizione è stato trovato in possesso di due accendini a gas perfettamente funzionanti. Non avrebbe saputo fornire alcuna giustificazione plausibile in relazione al porto dei due accendini. Adesso,la Procura ha chiesto la convalida dell’arresto e la conferma dei domiciliari.
Il geologo Rizzuto: “Danni gravissimi al patrimonio boschivo di Sciacca con gli ultimi incendi”
Secondo Mimmo Rizzuto, geologo e storico rappresentante del mondo ambientalista di Sciacca, gli incendi alle zone boschive della città che sono divampati nelle ultime settimane hanno causato danni gravissimi con conseguenze che attengono pure alle possibilità di prevenzione di frane e smottamenti.
Rizzuto in un’intervista a Risoluto.it evidenzia anche alcuni aspetti inquietanti sulle zone dalle quali sono divampate le fiamme.
Ottava edizione di DiVinCinema, cinema e buon vino nelle cantine delle terre sicane
Dopo il grande successo dell’estate scorsa, anche quest’anno si terrà nelle cantine delle Terre Sicane la rassegna cinematografica DiVinCinema, giunta ormai all’ottava edizione. Un’iniziativa, nata nel 2010, volta a diffondere la cultura del buon bere e che mira a coniugare enogastronomia, cultura e intrattenimento.
Ogni venerdi, dal 21 luglio all’11 agosto, la rassegna proporrà la visione di film, in abbinamento alla degustazione di ottimi vini e prodotti gastronomici, all’interno delle cantine partner della Strada del Vino Terre Sicane. L’atmosfera accogliente della proiezione cinematografica, sotto un cielo di stelle, insieme alla la degustazione di un buon calice di vino, accompagnata da prodotti tipici si è rivelata una formula vincente registrando centinaia di spettatori nelle edizioni precedenti.
Questo il programma della Rassegna: Venerdi 21 luglio alla Cantina Settesoli di Menfi, proiezione del film Rosso Istanbul; il 28 luglio alla Cantina Di Giovanna di Sambuca di Sicilia La Land; il 4 agosto alla Cantina Corbera di Santa Margherita Belice L’ora legale; infine l’11 agosto alla Cantina Cellaro di Sambuca di Sicilia Lion.
Tentativo di nidificazione di tartaruga Caretta caretta a Renella, il video su Facebook
Continuano le attività di sensibilizzazione sulla tartaruga marina Caretta caretta per le spiagge di Sciacca con l’obiettivo di ridurre la mortalità di questa specie in via di estinzione causata per lo più dall’inquinamento. Questo fine settimana, le attività del “Tartalife”, progetto finanziato dall’Unione Europea, si svolgeranno sabato e domenica rispettivamente sulle spiagge di Maragani e Capo San Marco. Quest’ultima proprio all’altezza dove è presente il nido della tartaruga marina, scoperto lo scorso sabato.
Un tentativo di nidificazione, però, era già avvenuto qualche sera prima sulla spiaggia di Renella. Un’esemplare di Caretta caretta ha infatti cercato di deporre le sue uova scavando cinque buche ma, forse sentendosi disturbata dalla presenza di alcune persone che hanno assistito all’arrivo della tartaruga marina cercando, sebbene in modo non invasivo, di documentare il bellissimo evento attraverso una diretta Facebook, dei video e qualche foto, ha rinunciato all’impresa. Sul posto si sono recati alcuni volontari del WWF che hanno confermato l’assenza del nido.
Non è sicuro che si tratti della stessa tartaruga e quindi non è da escludere che qualche altro esemplare di Caretta caretta potrebbe nidificare sulle spiagge saccensi, come è già successo qualche anno fa in cui erano presenti più nidi a Sciacca. Invitiamo, dunque, a stare in allerta e di avvertire gli organi competenti nel caso di avvistamento della tartaruga o delle sue tracce sulla sabbia.
Scoperti alcuni consiglieri e dipendenti comunali che non pagavano i tributi locali
Sarebbero almeno una dozzina i consiglieri comunali (tuttora in carica) non in regola col pagamento dei tributi comunali. Nei loro confronti è già scattata una comunicazione urgente, contenente l’invito a mettersi subito in regola. Succede anche questo al Comune di Sciacca, ossia che chi magari in aula approva l’aumento delle imposte, sia colui (o colei) che poi non fa il proprio dovere di contribuente. Un accertamento a tappeto che l’ufficio finanze e tributi ha ritenuto di dovere estendere perfino agli stessi dipendenti comunali. E anche qui non sono mancate le sorprese. Sono diversi quelli che, infatti, non hanno pagato le tasse comunali. Che, poi, sono quelle grazie alle quali a fine mese prendono lo stipendio. Ovviamente generalizzare è sbagliato, la maggioranza dei lavoratori del Comune è perfettamente in regola. Ma fa riflettere che non tutti facciano gli interessi dell’ente. Tra chi non era in regola: anche fornitori del Comune, creditori in qualche caso di diverse centinaia di migliaia di euro, che da anni non pagavano, tanto per dirne una, la tassa sulla spazzatura. A loro l’ufficio ha scritto subordinando alla regolarizzazione della loro posizione tributaria il pagamento dovuto.



