Il pm Di Matteo: “La storia di Cosa Nostra è storia di intreccio col potere, tutti dovrebbero studiare le sentenze Dell’Utri e Cuffaro”
Il pm della Procura antimafia di Palermo, Antonino Di Matteo partecipando ad un convegno su mafia e corruzione a Palermo, ha detto: “La mafia non è solo quella dei Brusca e dei Riina o di Provenzano, Cosa nostra ha sempre avuto una caratteristica che la distingue, ha sempre avuto nel suo Dna la capacità di mantenere rapporti con il potere ufficiale, con l’esterno”.
“Lo abbiamo vissuto – ha proseguito il magistrato – anche attraverso l’esperienza giudiziaria delle vicende che si sono concluse con sentenze che tutti dovrebbero studiare, che dimostrano quello che dico”.
“Se leggiamo le motivazioni della sentenza Contrada, Dell’Utri o Cuffaro o Lombardo – ha infine detto il pm come riporta l’agenzia di stampa Adkronos – ci rendiamo conto che la storia di Cosa nostra e anche l’attualità di Cosa nostra è sempre stata una storia di intreccio con il potere”.
Rescissione dalla Girgenti Acque, Cgil e Federconsumatori: “Non basta più solo parlarne, occorre praticarla”
“Occorre prepararsi a ragionare su come affrontare il “dopo Girgenti acque”: è quanto affermano in una nota congiunta il segretario provinciale della Cgil,Massimo Raso e Ilenia Capodici, presidente di Federconsumatori.
“Non ci basta più – proseguono – solo parlare di rescissione, occorre praticarla! Ma occorre, al tempo stesso, cominciare a comprendere in che modo e con che costi sia possibile oltre che auspicabile un ritorno alla sua gestione pubblica ed in modo economicamente vantaggioso e trasparente”.
Capodici e Raso analizzano non solo le ultime vicende giudiziarie che hanno riguardato la Girgenti Acque, ma anche l’ultima presa di posizione dei lavoratori con la loro vertenza contro la società che definiscono “coraggiosa” e verso la quale esprimono la loro solidarietà.
“Cosa deve succedere ancora – si chiedono – per chiedere la rescissione del contratto?
Queste ed altre vicende giudiziarie sommate alla “mala gestio” di questi anni da parte del gestore idrico, dai distacchi per morosità, ai distacchi fognari, alle continue perdite idriche in svariati quartieri della città, allungamento dei turni di distribuzione, inquinamento dell’acqua ad uso potabile, dovrebbero allarmare i Sindaci”.
Sono proprio i primi cittadini i chiamati in causa dalla nota di Cgil e Federconsumatori. Una soluzione, secondo Raso e Capodici, ci sarebbe. Basterebbe una semplice revoca contrattuale attuabile da ogni sindaco per togliere la gestione idrica al gestore privato. Mentre i due annotano “con amarezza, l’incapacità dell’ATI ad esercitare il controllo sulla gestione del servizio idrico integrato. E’ dal suo insediamento infatti, che stiamo attendendo che l’Avvocato, un “luminare palermitano”, si pronunci in merito ad una eventuale ipotesi di rescissione contrattuale, divenuta ormai, soltanto un tormentone valido per tutti, e per tutte le stagioni. Un aiuto insperato arriva dall’Autorità di Garanzia (l’ex Aeegsi, oggi ARERA) che è intervenuta pesantemente ponendo dei paletti per una corretta gestione del servizio idrico integrato . Dal combinato disposto di due articolazioni di due sue delibere (l’art 9.6 della delibera 918/2017 e l’art. 24 della delibera 917/2017) si dispone, infatti, che adesso si individuano dei pre-requisiti rispetto alla regolazione della qualità tecnica e sotto il quale il gestore viene considerato totalmente inefficiente. Questi pre-requisiti attengono:
• La qualità dell’acqua;
• La continuità del servizio;
• Adeguato sistema di misurazione;
• L’assenza di condanne dalla Corte Europea in materia di depurazione, (noi abbiamo 12 depuratori sequestrati e due condanne dalla comunità europea…)
“Sulla base di tali pre-requisiti – conclude la nota – vi sono due fattori il primo è una tariffazione d’ufficio con una riduzione del 10% nel senso che l’ente governo dell’ambito giudica il soggetto gestore incapace a gestire, e quindi d’ufficio si applica la tariffa ridotta del 10% (parliamo di circa mezzo milione di euro in meno di ricavi). L’altra prevede invece la non applicazione della decurtazione tariffaria del 10%, ma con un impegno sottoscritto e vincolante del soggetto gestore ad eliminare le criticità previste dai pre-requisiti entro un termine massimo triennale. Diversamente allo scadere dei tre anni ti ritroverai con una decurtazione della tariffa del 30%”.
Insomma, si esorta nel finale: “Vi è materia per scrivere la parola FINE su questa gestione”.
Terme di Sciacca, l’assessore Armao conferma le indiscrezioni e frena sull’affidamento al Comune: “Si valuterà”
Come le indiscrezioni giornalistiche di appena qualche giorno fa, avevano anticipato: tutto ancora da decidere sul futuro delle Terme di Sciacca.
L’assessore Gaetano Armao, che oggi siamo riusciti a raggiungere telefonicamente dopo il fine settimana che il componente della Giunta Musumeci ha trascorso in ritiro insieme al governatore e agli altri colleghi sulle Madonie, con delle brevi dichiarazioni, oggi conferma il possibile passo indietro della Regione rispetto la volontà di un affidamento che sembrava essersi già consumato lo scorso ottobre quando il predecessore dell’assessorato all’economia, Alessandro Baccei, aveva firmato l’atto, o da quanto emerso dopo soltanto la bozza, di affidamento dei beni del patrimonio termale dalla Regione al Comune.
“Si valuterà – afferma oggi Armao che annuncia anche un incontro con l’amministrazione di Sciacca – ponendo sicuramente un freno sulla vicenda dell’affidamento esclusivamente comunale così come il compito in capo all’ente per la redazione del bando per la gestione e la futura riapertura, ma apre ad una terza e inedita ipotesi: una doppia gestione, una nuova prospettiva non ancora contemplata finora, ossia, una gestione congiunta tra Comune e Regione.
Insomma, ciò che era stato paventato col cambio di vertice in Regione e quindi, un cambio di prospettive rispetto il futuro delle terme saccensi, si è adesso palesato. E neanche a dirlo, bisognerà attendere ancora.
Pozzallo. Sequestrata nave Ong per essersi rifiutata di consegnare i migranti salvati pochi giorni fa alla Libia
La Procura di Catania ha disposto il sequestro della nave della Ong spagnola ProActiva Open Arms, ormeggiata nel porto di Pozzallo (Ragusa) dopo lo sbarco di 218 migranti che l’equipaggio aveva salvato e rifiutato di consegnare alla Libia. L’approdo in Italia è al centro dell’inchiesta per la mancata consegna alle motovedette libiche intervenute sul luogo del soccorso o a Malta. Il fermo della nave è stato eseguito su indagini della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo (Sco). Associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina è il reato ipotizzato dalla Procura di Catania: secondo l’accusa ci sarebbe una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici. Indagati dal procuratore Carmelo Zuccaro il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della Ong, in corso di identificazione. Protesta la Ong interessata: “L’Italia in prima linea e l’Unione europea dietro vogliono farci pagare ciò che dovremmo fare. Il crimine di solidarietà è stato inventato”.
Fiori d’arancio a Ribera, si sposa presto Clarissa Marchese
L’ex Miss Italia riberese ha detto sì al suo fidanzato Federico Gregorucci, conosciuto nel 2016 negli studi di “Uomini e Donne”, noto talk show condotto da Maria De Filippi.
Dopo Giusy Buscemi, l’ex Miss Italia e attrice menfitana convolata a nozze lo scorso anno e da poco mamma della piccola Caterina Maria, è arrivato il turno della bella modella riberese.
La coppia in più di un’occasione aveva manifestato la voglia di sposarsi e mettere su famiglia. A quanto pare il momento tanto agognato è arrivato.
A dare infatti la lieta notizia è proprio Clarissa che sul suo profilo Instagram scrive:
“Si perché ti amo. Si perché mi ami. Si perché insieme siamo felici. Si perché amo progettare la mia vita con te. Si perché non desidero niente di più al mondo che sposarti!”. Di tutta risposta, Federico sul suo account: “Con il tuo Si mi hai reso l’uomo più felice del mondo”.
Case popolari di Ribera, il commissario dello Iacp: “Entro maggio i lavori partiranno”
Entro maggio inizieranno i lavori di demolizione e ricostruzione degli alloggi popolari di largo Martiri di via Fani a Ribera. Lo ha detto stamattina nella sala convegni del comune di ribera, durante il nuovo atteso incontro tra i residenti e il vertice dello IACP di agrigento, Il commissario straordinario dell’ente Gioacchino Pontillo. Non sono mancati momenti di tensione, con alcuni dei rappresentanti delle 60 famiglie interessate che hanno accusato il funzionario di essere a capo di un ente che è stato soltanto protagonista di lungaggini burocratiche, visto che sono trascorsi ormai 6 anni da quando queste famiglie furono costrette ad abbandonare gli alloggi, situati nel quartiere San Francesco e oggi occupate, in un ambito che non offre alcuna garanzia igienico sanitaria, da alcuni immigrati. Presente alla riunione anche l’attuale direttore generale dello Iacp, la riberese Antonella Siracusa. Perfino lei è finita nel mirino delle critiche. “Se entro maggio i lavori non partiranno, per come ci è stato detto, quereleremo i vertici dello Iacp”, ha detto il sindaco Carmelo Pace. “Siamo pronti ad andare ad Agrigento ad occupare i locali per protesta”, hanno aggiunto i titolari degli alloggi.
Allestita tavolata di San Giuseppe al Sacro Cuore per la Mensa della solidarietà di Sciacca
E’ stata allestita nei locali della Chiesa del Sacro Cuore di Sciacca la tradizionale tavolata di San Giuseppe.
Sono stati i fedeli e i parrocchiani a preparare le pietanze e i dolci che sono stati esposti dopo la consacrazione di padre Emanuelle che essendo di origine francese non conosceva il rito tradizionale tipicamente diffuso in Italia meridionale durante questa giornata.
“Un rito – ha detto padre Emanuelle – che è pensato per i più poveri e che andrebbe diffuso anche in Francia”.
Tutto il cibo della tavolata del Sacro Cuore, stasera, sarà servito alla Mensa della solidarietà di Santa Caterina. Durante la giornata, verranno raccolti anche altri alimenti e somme in denaro che saranno destinati alla struttura solidale fondata da Padre Pasqualino a Sciacca.
Saraceni Bike a Campofiorito per la seconda prova regionale CSI, l’atleta Salvatore Tortorici quinto
Nonostante pioggia e freddo che ha accolto a Campofiorito, gli atleti della Saraceni Bike, la prestazione dei saccensi alla 2° prova del campionato regionale CSI che si è svolta domenica scorsa a Campofiorito, è stata più che soddisfacente ed ha anche registrato la straordinaria perfomance di Salvatore Tortorici che ha conquistato il 5° posto assoluto ed il 2° di categoria M1. Quattrocento trenta i partecipanti alla gara.
Ottimi piazzamenti anche per altri componenti di Saraceni Bike come Michele Barbera, Michele Scarpulla e Christian Carlino.

E anche i lavoratori Girgenti Acque annunciano lo sciopero, il gestore: “Non comprendiamo le ragioni, pagamenti regolari”
Per la prima volta, da quando da dieci anni, Girgenti Acque gestisce il servizio idrico in provincia, i suoi dipendenti tramite le proprie rappresentanze sindacali hanno annunciato una giornata di sciopero. I motivi dell’astensione dal lavoro dei dipendenti sono legate ai ritardi nel pagamento delle retribuzioni.
Oggi il gestore però con una nota stampa smentisce le ragioni dei lavoratori che sarebbero alla base della protesta.
“Si comunica – scrive oggi Girgenti Acque – che gli stipendi di Febbraio sono stati disposti con la consueta ciclicità, e che i flussi di pagamento risultano ad oggi regolarmente
corrisposti. La Società, ha sempre dimostrato alle OO.SS., che gli episodici ritardi nel pagamento degli stipendi sono imputabili alla variabilità temporale dei flussi finanziari. La Società non comprende – conclude – le ragioni che hanno indotto le OO.SS. a dichiarare la ‘volontà di sciopero L.146/90’ in quanto tutti gli argomenti riportati nella loro dichiarazione sono stati oggetto di trattative nonché di accordi sindacali, non ultimo quello dello scorso 26.02.2018 sottoscritto da tutte le sigle sindacali. Rincresce, pertanto, lo stile di comunicazione adottato dalle OO.SS. che chiaramente produce una informazione errata nei lavoratori, che dovrebbero essere i primi soggetti interessati dalle azioni sindacali”.
Adozione mastelli differenziata, gli amministratori di condominio: “Ci aspettavo disposizioni, non che fosse demandato a noi”
Gran parte degli amministratori di condominio saccense prendono oggi posizione rispetto quanto successo durante l’ultimo incontro, dello scorso venerdì, con l’amministrazione comunale e i rappresentanti della Bono-Sea, la società che gestisce il piano Aro. Convocati in fretta e furia ventiquattro ore prima, ad un tavolo per discutere dell’adozione del kit della differenziata.
In particolare, gli amministratori non accettano che passi il messaggio che sia stata una loro decisione quella di non procedere con un’adozione di mastelli cumulativi per i condomini rispetto l’opzione di piccoli kit per ogni singola utenza.
“Non è nostro compito – ribattono oggi – poter decidere su una scelta di questo tipo, anzi ci saremmo aspettati che fosse l’amministrazione o chi preposto a darci direttive in merito, alle quali noi avremmo potuto dar seguito con la nostra collaborazione e con la nostra parte. Non si può a meno di 20 giorni dall’avvio della raccolta far ricadere su di noi una tale scelta”.
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