I titolari dell’azienda simbolo dell’alluvione del 25 novembre: “È stata dura, ma non abbiamo mai pensato di fermarci”

L’Ames è probabilmente l’azienda simbolo dei danni subiti dall’alluvione dello scorso 25 di novembre. C’erano anche i suoi titolari, naturalmente, ieri pomeriggio all’interno della Sala Blasco durante la cerimonia di consegna degli assegni ad alcune delle ditte interessate. Un contributo simbolico, ma che comunque rappresenta un nuovo inizio. “È stata dura, ma non abbiamo mai pensato, nemmeno un momento, di poterci fermare”, hanno riferito i diretti interessati al nostro microfono.

Droga. Obbligo di dimora per quattro giovani spacciatori saccensi

Quattro giovani saccensi, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri in flagranza di reato nel corso di uno specifico servizio info-investigativo e di controllo del territorio. Vengono ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di hashish e cocaina. I quattro giovani sono stati intercettati sulla Palermo-Sciacca da una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Sciaccaa bordo di una vettura. Alla vista del posto di blocco, hanno tentato inutilmente di disfarsi di un involucro contenente cocaina, lanciandolo da uno dei finestrini dell’auto. La successiva perquisizione personale ha consentito di sequestrare 100 grammi di hashish mentre, a seguito di perquisizione domiciliare eseguita presso le rispettive abitazioni, sono state rinvenute ulteriori 70 dosi di cocaina già pronte per lo spaccio. Il GIP presso il Tribunale di Sciacca, nel convalidare l’arresto, ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Sciacca.

Mafia. Torna in carcere Di Gangi, deve scontare 4 anni per estorsione

Torna in carcere Salvatore Di Gangi, storico esponente della famiglia mafiosa di Sciacca. I Carabinieri lo hanno arrestato perché dovrà scontare la pena a 4 anni di reclusione, inflittagli per il reato di estorsione commesso con il metodo mafioso ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. “Il provvedimento restrittivo – riferiscono gli investigatori – costituisce l’epilogo di un’attività investigativa svolta dai Carabinieri di Sciacca, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha fatto luce su una vicenda estorsiva attuata da Di Gangi nei confronti della Laterizi FAuci Srl, una delle più note aziende del territorio saccense. Oltre al pagamento delle spese processuali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto nei confronti del Di Gangi la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.

Trasferiti 2000 volumi al Sant’Anna, la parte più preziosa della Biblioteca comunale inaccessibile

Quello che all’inizio era stato prospettato come un trasferimento parziale  e momentaneo, in realtà rischia di trasformarsi in un passaggio definitivo. La Biblioteca Cassar è chiusa al pubblico da dicembre scorso quando la caduta di alcuni intonaci dal tetto portarono per ragioni di sicurezza a evitare l’accesso nelle sale. In tutti questi mesi, all’interno, vi sono rimasti al lavoro i dipendenti comunali ed la dirigente Elina Salomone, mesi durante i quali si è iniziata la catalogazione dei volumi per poter trasferire almeno parte della biblioteca nei locali del complesso Sant’Anna. Da qualche giorno circa 2000 volumi, ancora impacchettati sono stati trasferiti al Sant’Anna, lì si è spostato anche il personale che grazie all’acquisto di alcune scaffalature da Italia Nostra che nei mesi precedenti aveva lanciato una campagna con raccolta fondi pro biblioteca, sta cercando di adattarsi nelle sale del palazzo Lazzarini, destinato ad essere  polo culturale e sede di biblioteca secondo i finanziamenti europei che hanno permesso la riqualificazione, ma che adesso ospita anche molti uffici comunali. Ci vorrebbero circa 200 mila euro, intanto, per intervenire e salvare la sede storica della Biblioteca Cassar che ora è definitivamente chiusa con all’interno la maggior parte del suo prezioso patrimonio librario.

Non ha rubato al Comune di Ribera, assolto Francesco Cardillo

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per un furto al Comune di Ribera, ma Francesco Cardillo, di 26 anni, riberese, è stato assolto per non avere commesso il fatto. Cardillo, difeso dall’avvocato Giovanni Forte, era accusato di essersi introdotto, assieme a un altro riberese che, prima del processo, è deceduto, nei locali del municipio,    danneggiando e scassinando due macchinette del caffè ed asportando tutte le monete che vi erano contenute. Per la difesa il riberese era innocente e la richiesta di assoluzione è stata accolta dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua. Nella foto, l’avvocato Giovanni Forte

Liborio D’Anna è il nuovo segretario del Partito Democratico di Ribera

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Il Partito Democratico di Ribera ha un nuovo segretario, Liborio D’Anna, avvocato. Eletto anche il nuovo direttivo del quale fanno parte, oltre a D’Anna, Anna Tortorici, Maria Rosaria Provenzano, Daniela Gatto, Teresa Fidanza, Giuseppe Riggi, Liborio Giordano, Antonino Barbera, Liborio Di Grado, Enzo Santalucia, Vincenzo Vacante, Maurizio Di Giorgi, Gianni Ombrello, Paolo Zambuto, Emanuele Puma, Giuseppe Musso e Pier Paolo Vaiola. Nella foto, il nuovo direttivo del Pd di Ribera

Confcommercio consegna gli assegni ai titolari di alcune aziende danneggiate dall’alluvione di novembre

Sono tre le aziende di Sciacca destinatarie di una parte dei 20 mila euro a fondo perduto in favore delle imprese associate colpite dall’alluvione dello scorso 25 novembre, a copertura (parziale) dei danni subiti. L’iniziativa è stata assunta dalla Confcommercio di Agrigento presieduta da Francesco Picarella, nell’ambito di un progetto promosso dalla “Fondazione Giuseppe Orlando”. Nel pomeriggio la consegna degli assegni, nel corso di una cerimonia alla quale hanno preso parte anche il sindaco Francesca Valenti e il suo predecessore Fabrizio Di Paola, oltre agli imprenditori interessati.    

Abuso d’ufficio aggravato: rinviati a giudizio il presidente della SRR Marinello e i sindaci dell’Unione dei Comuni Platani-Quisquina-Magazzolo

Abuso d’ufficio aggravato. È questa l’accusa di cui dovranno rispondere l’ex presidente della Sogeir Vincenzo Marinello e i sindaci di Alessandria della Rocca Alfonso Frisco, Giovanni Panepinto di Bivona, Santo Alfano di Cianciana, Filippo Bartolomeo di San Biagio Platani e e Francesco Cacciatore di Santo Stefano di Quisquina. Rinviato a giudizio anche il segretario e dirigente del settore amministrativo dell’Unione dei Comuni Platani-Quisquina-Magazzolo. Sono stati tutti rinviati a giudizio dal Gip del Tribunale di Sciacca Alberto Davico. Sotto i riflettori: la nomina di Marinello a presidente della Società di Regolamentazione dei Rifiuti e la sua nomina a responsabile del settore finanziario dell’Unione dei Comuni, nell’ottica della necessità che a presiedere la SRR, stando a quanto previsto dalla Regione, fosse un dipendente della pubblica amministrazione. Per la Procura Marinello sarebbe stato “istigatore e beneficiario della condotta dei suoi correi”. L’udienza dibattimentale è stata fissata per il prossimo 27 settembre. Il legale di Marinello, l’avvocato Giovanni Vaccaro, in merito alle accuse a carico del suo assistito, ha detto che il presidente della SRR si è limitato a mandare il curriculum all’Unione dei Comuni, essendo in possesso di requisiti e capacità. Unione dei Comuni che non avrebbe avito in organico dipendenti capaci a tempo indeterminato. “Non ha ricevuto compensi, e ha realizzato il piano richiestogli”, ha concluso l’avv. Vaccaro

L’impronta di Sino Caracappa anche sulla 63° edizione del Taormina Film Fest

Si è aperta ieri la 63° edizione di Taormina Film Fest, il festival del cinema che si protrarrà fino al 9 luglio. Tra gli organizzatori di quest’anno c’è anche il saccense, Sino Caracappa del Comitato di Coordinamento dei Festival Siciliani e presidente della Federazione Italiana Cinema d’Essai. Caracappa terminato il Letterandoinfest e in fase di organizzazione dello Sciacca Film Fest per agosto, da alcuni mesi si occupava anche della storica kermesse messinese.  Un’edizione “di transizione” quella di quest’anno che vede un netto cambiamento rispetto a quelle degli anni passati, come hanno spiegato durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento l’ assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo Barbagallo, il sindaco di Messina Accorinti , il sindaco di Taormina Giardina, Panzera commissario della Fondazione di Taormina arte e Rais della Film Commission Sicilia oltre che Sino Caracappa. Niente star internazionali o sfilate sul red carpet, infatti, per un Taormina Film Festival che ha visto escludere – da un intervento del Tar – Videobank e Agnus Dei, realtà che avevano partecipato al bando per il Festival e se ne contendevano l’organizzazione. L’organizzazione è, invece, stata affidata alla neonata fondazione Taormina Arte ed è stato realizzato grazie al cofinanziamento di vari progetti atti a valorizzare le regioni del Sud e di realtà pronte a investire nel proprio territorio. Un Taormina Film Festival un po’ diverso da quelli del passato e, anche se dimezzato nei tempi e – forse – nel glamour, non di inferiore valore culturale. Molto ampia e variegata la lista degli incontri e delle iniziative organizzate in questa quattro giorni nella quale si alterneranno proiezioni cinematografiche, momenti di confronto culturale e convegni destinati agli amanti del mondo del cinema  

Calamonaci, il funzionario non capisce il quesito del Ministero e pure l’Apecar diventa auto blu

Una vecchia berlina Fiat del 1994: sarebbe questo l’unico privilegio al Comune di Calamonaci. Il piccolo comune dell’agrigentino, ieri è rimbalzato nelle cronache regionali per essere uno degli enti locali con più auto blu della Sicilia, un numero esorbitante se rapportato poi al numero degli abitanti, soltanto 1300 anime. I dati che indicavano ben sette auto blu a Calamonaci, simbolo per antonomasia degli sprechi della politica, sono stati raccolti fino al 28 febbraio scorso, numeri che sono poi confluiti in un ampio report, di 203 pagine, redatto dal Ministero della Funzione Pubblica  e reso pubblico. L’inspiegabile rapporto cittadino – auto blu di Calamonaci era saltato all’occhio: un’automobile di rappresentanza ogni 200 abitanti. Oggi, però il primo cittadino di Calamonaci, Vincenzo Inga, spiega che forse c’è stato un errore di comunicazione alla base, probabilmente compiuto da qualche funzionario comunale che non aveva ben capito la domanda posta dal Ministero che aveva avviato l’indagine per il report. E così, tra le auto blu, sono finite annoverate anche 1 Panda 4×4, un camioncino autobotte, 1 vecchia Regata utilizzata da carro funebre, 1 Porter e perfino 1 Apecar: tutti mezzi in dotazione dell’ufficio tecnico del Comune di Calamonaci, ma non di certo, mezzi che possono essere considerati uno spreco della cosiddetta casta