Calamonaci, il funzionario non capisce il quesito del Ministero e pure l’Apecar diventa auto blu

Una vecchia berlina Fiat del 1994: sarebbe questo l’unico privilegio al Comune di Calamonaci. Il piccolo comune dell’agrigentino, ieri è rimbalzato nelle cronache regionali per essere uno degli enti locali con più auto blu della Sicilia, un numero esorbitante se rapportato poi al numero degli abitanti, soltanto 1300 anime. I dati che indicavano ben sette auto blu a Calamonaci, simbolo per antonomasia degli sprechi della politica, sono stati raccolti fino al 28 febbraio scorso, numeri che sono poi confluiti in un ampio report, di 203 pagine, redatto dal Ministero della Funzione Pubblica  e reso pubblico. L’inspiegabile rapporto cittadino – auto blu di Calamonaci era saltato all’occhio: un’automobile di rappresentanza ogni 200 abitanti. Oggi, però il primo cittadino di Calamonaci, Vincenzo Inga, spiega che forse c’è stato un errore di comunicazione alla base, probabilmente compiuto da qualche funzionario comunale che non aveva ben capito la domanda posta dal Ministero che aveva avviato l’indagine per il report. E così, tra le auto blu, sono finite annoverate anche 1 Panda 4×4, un camioncino autobotte, 1 vecchia Regata utilizzata da carro funebre, 1 Porter e perfino 1 Apecar: tutti mezzi in dotazione dell’ufficio tecnico del Comune di Calamonaci, ma non di certo, mezzi che possono essere considerati uno spreco della cosiddetta casta

La tartaruga marina Caretta caretta sceglie ancora le spiagge agrigentine

Come avviene ormai da tantissimi anni, la specie di tartaruga marina Caretta caretta sceglie le spiagge del litorale agrigentino per deporre le sue uova. È quello che è avvenuto infatti a Menfi la notte scorsa, sulla spiaggia di Lido Fiori. Ad accorgersene il menfitano Franco Mirabello dell’Associazione Officinambiente che ha subito contattato il WWF Sicilia Area Mediterranea. Quest’ultimi, arrivati sul posto e verificata l’effettiva presenza delle uova, hanno provveduto a mettere in sicurezza il nido recintando l’area. Il frequente ritorno di questa specie non è casuale: diversi studi, infatti, hanno confermato che le tartarughe tendono a memorizzare le coordinate dei luoghi dove nascono per potervi fare ritorno, una volta cresciute, e deporre le loro uova. Nonostante la nascita di migliaia di tartarughe nelle nostre spiagge nel corso degli anni, pochi sanno che questa specie è a rischio di estinzione a causa di numerosi pericoli che causano la loro morte, tra cui l’inquinamento. In particolar modo le tartarughe marine si cibano di meduse e spesso scambiano per esse i sacchetti di plastica gettati in mare. Per questo motivo, ogni anno, molti volontari fanno attività di sensibilizzazione per le spiagge e per i porti sperando nel buon senso della gente. Attualmente sono Licata e Menfi le due località agrigentine in cui ha nidificato la tartaruga marina. A Sciacca si attende ancora. Il periodo giugno/luglio è quello di maggior frequenza della ovodeposizione delle tartarughe Caretta caretta. I volontari del WWF di Sciacca, nella loro pagina Facebook invitano i bagnanti a tenere gli occhi aperti e ad avvisare nel caso vedano sulla sabbia delle tracce come quelle nella foto. VERONICA GALLO

Presidenza Consiglio comunale, la tentazione di Catanzaro: proporne la cessione alla minoranza

Si insedia tra una settimana esatta il nuovo Consiglio comunale di Sciacca. Un appuntamento in vista del quale continuano le trattative all’interno della maggioranza per l’indicazione del candidato che vada a ricoprire questo ruolo. Francesca Valenti ha detto che la questione dovrà essere affrontata dai consiglieri e che, dunque, non la riguarda. In realtà le cose stanno diversamente. La mancata attribuzione della delega del vicesindaco potrebbe rimettere tutto in discussione. Si sa, ad ambire alla presidenza di Sala Falcone Borsellino è il Partito Democratico. Ma ne è scaturita una diaspora tutta interna. Secondo gli accordi il Pd proporrà agli alleati il nome di Pasquale Montalbano, debuttante in politica ma, comunque, il più votato nella lista. Ma c’è un’altra componente, quella che si intesta al presidente del partito Filippo Marciante, che punta su Simone Di Paola, eccependo sulla sua superiore esperienza. La questione appare tutt’altro che di facile soluzione. Anche perché Sciacca Democratica, che si aspettava la carica di vice sindaco, non sembra più così convinta di potere cedere. E lo stesso Fabio Leonte, di Uniti per Sciacca, potrebbe clamorosamente rientrare in gioco. In ogni caso il Pd al momento rischia di trasformarsi in una polveriera. Sì, perché si rischiano strappi pericolosi da parte di chi non fosse il prescelto per lo scranno più alto di Sala Falcone Borsellino. Tanto più che, stando ai si dice, a sostenere Di Paola sarebbero stati operatori politici (tra di loro l’ex senatore Siso Montalbano) che col Pd non hanno più niente a che fare, avendo aderito a Mdp, il nuovo partito degli anti-renziani. Stando alle voci, Michele Catanzaro sta ancora cercando di mediare. Ma, se messo alle strette, potrebbe smarcarsi, e farsi tentare da uno scenario clamoroso: fare un passo indietro, rinunciare alla presidenza del Consiglio comunale e proporne l’attribuzione ad un esponente della minoranza, nell’ottica di una ampia condivisione. “C’è chi non ha ancora capito che bisogna dare un segnale nuovo alla città, di interesse generale, e non di quello dei politicanti”. È così che Catanzaro si sarebbe rivolto ad alcuni dirigenti del Pd. Insomma: non c’è niente di scontato. Neanche una presidenza targata Partito Democratico.

Estate saccense, i commercianti accettano di “soccorrere” il Comune

Con la consapevolezza che non ci sono i fondi, i commercianti che stamattina si sono recati in Comune per incontrare il neo assessore Filippo Bellanca che li ha convocati per discutere di Estate saccense, hanno mostrato un atteggiamento collaborativo con la neo amministrazione. Torneranno a sedersi nuovamente con l’assessore il prossimo lunedi’. Si cerchera’ di tirar giu’ un cartellone di piccoli eventi e di provare a istituire una Ztl “ragionata”  alle necessita’

Vertenza Casa di riposo Rizzuti di Caltabellotta, la CGIL pronta a denunciare il Commissario straordinario

Dopo la cessazione di ogni attività della Casa di riposo “Rizzuti Sacro Cuore” di Caltabellotta, decisa dal commissario straordinario nominato dalla Regione in merito al destino di un istituto che sta attraversando una grave crisi economica, protesta la segreteria provinciale Funzione Pubblica della Cgil: “Decisione assunta in maniera unilaterale dal dottor Salvatore Richiusa, che non ha in alcun modo considerato le proposte della parte sindacale”. A pronunciarsi con queste parole è stato Pietro Aquilino, sindacalista, responsabile provinciale del settore Enti Locali. Il sindacato aveva avanzato delle proposte per scongiurare la chiusura della casa di riposo. Tuttavia le predette proposte non sono state accolte. “Nel registrare la grande preoccupazione che i fruitori del servizio hanno – scrive Aquilino -, avvalorata anche dalla grande funzione sociale che tale servizio svolge nel territorio, la Cgil contesta fortemente tale scelta, ritenendola sicuramente inopportuna, precisando che un atto amministrativo così importante, che coinvolge diversi lavoratori, del cui futuro non si fa alcun cenno, sarebbe stato opportuno che una tale ed importante decisione fosse preventivamente concertata”. Pietro Aquilino parla di responsabilità ed inadempienza che saranno denunciate nelle sedi opportune.

Sospesi fino al 31 agosto cantieri e lavori in centro storico e nelle località balneari

Niente permessi per scavi e ponteggi in centro e nelle località balneari, per tutta la stagione estiva. Si potranno rilasciare solo in presenza di motivi urgenti e necessari. Il sindaco Francesca Valenti e l’assessore all’Urbanistica Gioacchino Settecasi hanno indirizzato una direttiva in cui hanno invitato il dirigente dei Settori Lavori Pubblici e Urbanistica a non rilasciare, nel periodo compreso dal 15 luglio al 31 agosto, autorizzazioni a enti, società, privati cittadini, per scavi e riparazioni, o per la realizzazione di ponteggi per rifacimenti di prospetti di fabbricati o altre attività edili. L’indicazione vale sia per il centro storico, sia per le aree in prossimità delle località balneari, sia nei centri di residenza stagionale intensamente edificati. Ciò per evitare, a stagione estiva già in corso, col prevedibile aumento della popolazione per la presenza di turisti e di emigrati, disagi al traffico veicolare. “Potrà essere fatta eccezione – specifica la direttiva – solo per i casi in cui siano ravvisati motivi igienico sanitari, e comunque, anche in altre ipotesi in cui si riconosca la necessità e l’urgenza. In assenza dei requisiti della necessità e dell’urgenza, le autorizzazioni che verranno rilasciate dovranno indicare come termine di ultimazione dei lavori la data del 15 luglio”.

Si torna a sparare in provincia di Trapani, omicidio a Campobello di Mazara

Con quelle che sembrano le più tipiche modalità dell’esecuzione mafiosa, è stato ucciso a Campobello di Mazara Giuseppe Marcianò, 47 anni, originario di Carini. Mentre era alla guida di una moto, nelle campagne di Tre Fontane, è stato avvicinato da due killer a bordo di un’auto che gli hanno sparato alle spalle centrandolo con diversi colpi di arma da fuoco. Dopo l’assassinio la vettura usata per l’agguato, una Fiat Punto, è stata data alle fiamme. Marcianò è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco alle spalle. Due gli assassini. La vittima era genero di Pino Burzotta  (ex consigliere comunale del Psi di Mazara, arrestato e poi assolto nell’ambito dell’indagine antimafia «Petrov») e nipote di Diego Burzotta, ritenuto il boss della famiglia mafiosa di Mazara, che sta scontando l’ergastolo. Foto tratta da www.gds.it  

Estate saccense: manovre in atto per salvare alcuni eventi, ma niente fondi anzi debiti

Non ci sono soldi nelle casse comunali per organizzare un cartellone dell’estate saccense. Anzi, all’assessorato allo spettacolo ci sono debiti. Uno con la Siae piuttosto consistente, i proventi della tassa di soggiorno sono stati già spesi, non si può dunque neanche raschiare il barile come si suol dire. Il neo assessore Filippo Bellanca è al lavoro per salvare il salvabile. Stamattina è previsto un incontro con i commercianti, bisognerà demandare a loro di collaborare per assicurare qualche momento di intrattenimento in centro. E poi ci sono i grossi eventi stagionali come Azzurro Fest di cui è necessario capire come garantire lo svolgimento,mentre le tappe dei tour dei due cantanti che dovrebbero essere gli eventi di punta del festival, fanno già bella mostra di sé nei siti ufficiali di Francesco Renga e i Bombdabash. Lo Sciacca Street Food, evento del cibo di strada, quest’anno potrebbe cambiare location e dallo Stazzone, svolgersi in piazza Scandaliato. Solo la collaborazione dei privati potrebbe garantire qualche spettacolo e qualche evento. Luglio è già entrato e come al solito, Sciacca è sempre in ritardo.

A Calamonaci più auto blu che ad Agrigento

Secondo il periodico censimento operato dal Ministero dell Funzione Pubblica, come riporta in un articolo giornalistico Livesicilia, le autoblu, simbolo della casta per antonomasia, sono aumentate in Italia. Tra tutti i dati nei vari comuni italiani spicca, però Calamonaci, piccolo comune di 1300 abitanti che avrebbe nel suo parco mezzi comunali ben sette auto blu.  Facendo un rapido calcolo, una ogni 200 abitanti. Nonostante gli enti locali hanno i bilanci in “rosso”  per i tagli statali, nessuno riesce a rinunciare alle auto di rappresentanza. I dati del rapporto ministeriale, rispetto al 2015, vede una crescita di queste vetture proprio negli enti locali. In poche parole si sono raddoppiate. A Trapani le auto blu sono 32, a Palermo 24 e a Catania 9. Intanto, il primo cittadino di Calamonaci, Vincenzo Inga, con un post su Facebook puntualizza che la notizia delle sette auto blu a Calamonaci è priva di fondamento.

Infortunio in un cantiere del consorzio di bonifica 3 Agrigento, assolto dall’accusa di lesioni il direttore Giambrone

Infortunio a un operaio durante i lavori di sistemazione di una condotta idrica del consorzio di bonifica 3 Agrigento e finiscono sotto processo per lesioni il direttore, Vincenzo Giambrone, e il capo reparto, destinato all’attività di riparazione della condotta, Pasquale Pappacena, entrambi di Cammarata. Giambrone è anche sindaco del Comune montano. Il giudice monocratico del Tribunale di Termini Imerese li ha assolti perchè il fatto non sussiste. La vicenda si riferisce ad agosto del 2010. I lavori riguardavano la riparazione di una condotta idrica in contrada San Pietro, nel Comune di Castronovo di Sicilia. L’operaio, all’interno di uno scavo, è rimasto con la gamba destra incastrata sotto le pareti di terra che avevano ceduto a causa della fuoriuscita dell’acqua, riportando fratture che determinavano una malattia giudicata guaribile in 266 giorni. Giambrone era accusato di non avere provveduto all’armatura e al consolidamento del terreno e Pappacena di non avere vigilato nell’osservanza delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro e di uso dei dispositivi di protezione collettivi.  Il giudice, accogliendo le richieste dei difensori, gli avvocati Claudio Gallina Montana e Valeria Maggio, li ha assolti, come sollecitato anche dal pubblico ministero.