A San Giovanni Gemini nonna Maria tocca quota 104 anni e recita poesie (Video)

A 104 anni, Maria Milazzo non smette di sorprendere. La donna più longeva del borgo dei Monti Sicani recita ancora a memoria “A mia madre” di Edmondo De Amicis e decine di altre poesie apprese da ragazza, custodendo e trasmettendo un patrimonio di memoria collettiva che va oltre i confini familiari. La sua testimonianza è stata al centro del progetto “Le vie del cibo della lunga vita”, promosso dalla Smap con il sostegno dell’assessorato regionale all’Agricoltura, che indaga sui segreti della longevità nei piccoli centri della Sicilia interna.

Nei borghi dei Sicani la longevità supera persino le celebri “Zone blu”, le aree del pianeta conosciute per l’alta concentrazione di ultracentenari. Qui vivere oltre i 100 anni non è un’eccezione, ma un fenomeno diffuso.

San Giovanni Gemini, con i suoi 7.474 abitanti, rappresenta un caso emblematico. Il paese conta ben 6 centenari, 522 persone che hanno superato gli 80 anni e 119 over 90. Numeri significativi per una comunità di dimensioni ridotte, che pongono il borgo al centro di studi e ricerche.

Il tratto più singolare di questa longevità diffusa riguarda la forte presenza femminile. La maggior parte dei centenari e degli anziani del borgo sono donne, vere custodi di saperi antichi. Nonostante l’età avanzata, continuano a impastare il pane seguendo ricette ancestrali, a coltivare orti familiari e a preparare conserve secondo rituali tramandati di generazione in generazione.

Maria Milazzo incarna perfettamente questo legame tra memoria, cibo e cultura. La sua lucidità, testimoniata dalla capacità di recitare poesie imparate oltre novant’anni fa, diventa simbolo di una comunità che resiste al tempo e che, nel quotidiano, rivela i segreti della lunga vita: alimentazione semplice, legami sociali solidi e un ritmo scandito dalla natura.

Tragedia durante la notte a Palermo, morti due giovani di 22 e 27 anni

Un terribile incidente si è verificato la scorsa notte in viale Regione Siciliana, all’altezza del ponte di via Belgio. A perdere la vita sono stati Antonio Mazzola, che aveva compiuto 27 anni appena ieri, e Domenico Schiavo, 22 anni.

Secondo una prima ricostruzione, intorno all’1.30 la moto di grossa cilindrata su cui viaggiavano, una Kawasaki, sarebbe finita rovinosamente sull’asfalto senza coinvolgere altri veicoli.

Sul posto sono intervenute tre ambulanze e gli agenti dell’infortunistica della polizia municipale, che stanno cercando di chiarire la dinamica del tragico impatto. Saranno le telecamere a fornire una ricostruzione di quanto accaduto. Potrebbe infatti, essere stata l’alta velocità, e’ l’ipotesi più avvalorata al momento, a determinare il sinistro.

In stato di ebbrezza alcolica alla guida di un ciclomotore a Sciacca, 66 ore di lavoro di pubblica utilità

La pena detentiva e pecuniaria trasformata in lavoro di pubblica utilità. Un cinquantaseienne di Sciacca fermato dai carabinieri alla Perriera con un tasso alcolemico di 0,90, quasi il doppio rispetto al consentito, dovrà svolgere 66 ore di lavoro di pubblica utilità presso una cooperativa di Menfi che opera nel settore sociale.

Pochi giorni prima del Natale 2024 P.P. era stato fermato dai carabinieri perché viaggiava con un ciclomotore di sera a fari spenti. Sottoposto all’alcoltest è risultato positivo e così a suo carico è scattata la denuncia e successivamente il decreto penale di condanna a un mese di arresto e 750 euro di ammenda con sospensione della patente di guida convertito in una pena pecuniaria.

Il giudice del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, ha accolto la richiesta di sostituzione della pena con 66 ore di lavoro di pubblica utilità. 

I militari del Nucleo operativo e radiomobile volevano multarlo in via Ritacco perché viaggiava a fari spenti, ma, insospettiti da un forte odore di alcol, hanno chiesto all’uomo di sottoporsi al test e così è scattato il ritiro della patente e la moto affidata alla proprietaria. L’uomo è stato anche denunciato per guida in stato di ebbrezza. 

Dopo il decreto penale di condanna l’avvocato Giuseppe Buscemi (nella foto), difensore del saccense, ha predisposto un’istanza di sostituzione pena con lavoro di pubblica utilità che il giudice ha accolto.

Ribera, agricoltura allo stremo: “Non c’è più tempo”

Una sala gremita e un dibattito acceso. A Ribera si è svolta l’assemblea con gli agricoltori alla presenza del sindaco Matteo Ruvolo, dell’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, della presidente del consiglio comunale Maria Grazia Angileri, del sindaco di Lucca Sicula, Salvatore Dazzo, dei rappresentanti delle associazioni agricole e dei sindacati.

Al centro del confronto la terza irrigazione di soccorso, giudicata vitale per evitare il collasso delle produzioni e la perdita irreversibile dei raccolti. «Senza acqua – è stato sottolineato – intere aziende sono destinate a chiudere».

Gli interventi hanno evidenziato le gravi carenze infrastrutturali del comparto irriguo e la necessità di soluzioni non più rinviabili. Non si tratta soltanto di emergenza immediata: serve un piano di investimenti strutturali per garantire futuro all’agricoltura della Valle del Verdura.

La platea ha chiesto a gran voce di avviare una mobilitazione forte e determinata, con una manifestazione pubblica e una piattaforma di rivendicazioni costruita insieme agli agricoltori e ai lavoratori.

«È arrivata l’ora di dire basta – hanno scandito i presenti –. Basta promesse mancate, basta rinvii, basta silenzi. Chiediamo risposte concrete e immediate».

L’agrumicoltura di Ribera è stata definita un pilastro economico e sociale per tutta la zona. Attorno a questo settore ruotano centinaia di imprese e migliaia di lavoratori stagionali. Senza interventi rapidi, le ricadute occupazionali rischiano di essere devastanti.

Gli agricoltori si dicono pronti a scendere in piazza: la battaglia per l’acqua diventa la battaglia per il futuro dell’intero territorio.

Sciacca, Aica al lavoro in via Cava dei Tirreni e dopo trasferirà il cantiere alla Perriera

Chiuso il cantiere in via Mazzini, a Sciacca, Aica ha trasferito operai e mezzi in via Cava dei Tirreni, poco distante dall’area cimiteriale, per sostituire un tratto di circa 6 metri di rete idrica. Domani si continuerà a lavorare in questa zona e successivamente, secondo quanto fa sapere Aica, il cantiere sarà trasferito alla Perriera per eliminare una perdita che da tempo allaga corso Miraglia causando disagi anche alla circolazione stradale. Intanto, l’assessore comunale ai Servizi a rete, Alessandro Curreri, attribuisce la perdita idrica lungo la strada per Capo San Marco, che ha determinato l’intervento di una squadra Aica da Bivona e la sorveglianza della zona per 18 ore da parte della Polizia municipale, all’intervento di un privato. Curreri lo scrive commentando su Facebook la notizia data da Risoluto.it: “Una perdita dovuta ad un ripristino privato non effettuato a regola d’arte. Istanza segnalata e con richiesta di sistemazione. Al cittadino arriveranno le diffide da entrambe le parti. Quando si dice che il cittadino fa il suo dovere. Qualcuno mette in pericolo i passanti, la distribuzione, non ottemperando – aggiunge Curreri – ai suoi doveri nemmeno davanti casa sua”.

Il fermo di pesca a Sciacca danneggia la ristorazione (Video)

E’ scattato oggi il fermo biologico a Sciacca e nella zona del Canale di Sicilia. Il fermo riguarda le tipologie di imbarcazioni a strascico e a volante, ovvero la stragrande maggioranza delle imbarcazioni della flotta saccense.

Sono in attività soltanto le piccole imbarcazioni fino a dodici metri dedite alla pesca di scoglio e quelle di cianciolo. Il fermo biologico invece, scatterà ad ottobre nel Tirreno e nello Ionio quando qui riprenderà l’attività in mare.

Una situazione che rende in questo momento introvabile il pesce locale e che danneggia le attività di ristorazione come ha spiegato Enzo Recca, uno dei titolari di un ristorante a Sciacca che racconta come ci siano ancora flusso turistico e una richiesta a tavola.

Sciacca Running, Grassa protagonista in Giappone

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La Sciacca Running continua a distinguersi sia sulle strade internazionali che in quelle provinciali. Un fine settimana intenso e ricco di risultati ha visto protagonisti i runner saccensi in due eventi di grande rilievo: la Maratona di Hokkaido a Sapporo, in Giappone, e la 7ª prova del Grand Prix provinciale di corsa su strada.

Fausto Grassa alla Maratona di Hokkaido

In Giappone, tra circa 21.000 partecipanti, Fausto Grassa ha rappresentato con orgoglio la Sciacca Running nella prestigiosa Maratona di Hokkaido a Sapporo. L’atleta saccense ha chiuso la sua prova in 3 ore e 41 minuti, correndo alla media di 5,19 minuti al chilometro. Un risultato che conferma la determinazione e la costanza di Grassa, capace di competere in uno scenario internazionale di altissimo livello.

Successi al Grand Prix provinciale

Nella stessa giornata, altri sette atleti della Sciacca Running hanno preso parte alla 7ª prova del Grand Prix provinciale di corsa su strada, sulla distanza di 7,2 km. Le prestazioni non sono mancate e due runner sono riusciti a conquistare il gradino più alto del podio nelle rispettive categorie:

Michele Guzzardo, primo dei saccensi, si è imposto nella categoria SM55.

Letizia Scarpulla ha conquistato il primo posto nella categoria SF50.

Le ottime prove degli altri atleti

Oltre ai podi, da sottolineare anche le performance di Leonardo Montalbano, Leonardo Caruana, Giuseppe Sutera, Giuseppe Errante e Salvatore Vaccarino, che hanno difeso con impegno e passione i colori della società saccense.

Le loro prove confermano la compattezza e la forza del gruppo, sempre presente e competitivo in ogni appuntamento.

Sciacca Running tra passione e risultati

Il doppio impegno di questo weekend mette in luce l’ampiezza del movimento legato alla Sciacca Running, capace di farsi notare in manifestazioni internazionali e al contempo di consolidare la propria presenza nelle gare locali. Con risultati che spaziano dal Giappone alle strade provinciali, la società continua a crescere e a diffondere i valori dello sport e della corsa.

Verdenero Sciacca, le dimissioni del presidente Catanzaro: “Manca un impianto in cui giocare in casa”

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Un addio che pesa come un macigno sul futuro della Verdenero Sciacca. Con un lungo e accorato messaggio pubblicato su Facebook, il presidente Giuseppe Pio Catanzaro ha annunciato le proprie dimissioni, spiegando le ragioni che hanno portato alla sofferta decisione.

“Con grande tristezza comunico le mie dimissioni da presidente della Verdenero Sciacca”, esordisce Catanzaro, sottolineando l’impossibilità per la società di iscriversi, almeno per il momento, a un campionato agonistico.

Il nodo principale riguarda l’assenza di un impianto disponibile per le partite casalinghe a partire dal prossimo gennaio. “La motivazione è la mancanza di un campo dove giocare le partite in casa da gennaio 2026 fino alla fine del campionato in quanto, come gli addetti ai lavori sanno, il campo ‘alternativo’ sarà interessato da lavori di manutenzione che riguarderanno il terreno di gioco dai primi di gennaio e la mia proposta di poter disputare cinque partite in casa al Gurrera dopo gennaio non ha avuto ancora risposta”.

Secondo Catanzaro, dietro al silenzio sulla sua proposta ci sarebbe “la volontà di preservare il manto di gioco appannaggio di palcoscenici calcistici più importanti”.

Un’ipotesi che rende quindi insostenibile la gestione della squadra. “Essendo improponibile per le nostre finalità sociali riuscire a coprire le spese per dieci o più trasferte consecutive, non avendo come risorsa economica che l’aiuto di poche attività e risorse personali e non essendoci tra le nostre file societarie e sportive, illustri rappresentanti d’élite economica e sociale locale e quindi avendo pochissimo peso nei salotti importanti della città”.

La decisione, ammette il presidente dimissionario, è stata dolorosa ma inevitabile. “Tante potevano essere le reazioni al calpestio di un diritto ma, per quanto detto sopra, preferisco fare un passo indietro e lasciare spazio”.

Infine, un pensiero rivolto ai giocatori e in particolare ai più giovani. “Ne approfitto per chiedere scusa ai nostri ragazzi, tutti saccensi, ai più giovani e ai più vecchi, che in noi avevano ancora l’opportunità di poter giocare a calcio”.

Cancellato il Carnevale estivo, salta anche il festival della ceramica e i fondi per la festa di San Michele a Sciacca

Le indiscrezioni si erano rincorse per tutto il fine settimana quando anche l’atteso bando per la costruzione dei carri allegorici annunciato per fine agosto non si è materializzato. Oggi la conferma da parte dell’amministrazione comunale che in un comunicato stampa ufficializza la cancellazione del Carnevale estivo, l’evento promozionale che era stato programmato per metà settembre e appuntamento più importante del calendario dell’Estate saccense per il mese di settembre.

L’Amministrazione comunale di Sciacca comunica che, “suo malgrado”, gli eventi programmati per il mese di settembre non potranno svolgersi regolarmente.

Nel dettaglio, si fermano il Carnevale Estivo — in calendario l’11, 12 e 13 settembre — la terza edizione di “Sciacca, Ceramiche d’Autore – Festa della Ceramica”, prevista per il 18, 19 e 20 settembre, e la rassegna “Teatro in Cortile”, che avrebbe coinvolto le compagnie locali dalla seconda metà di agosto fino a tutto settembre. Resta inoltre “compromesso” il sostegno economico del Comune per le festività di San Michele.

L’amministrazione sottolinea che si tratta di un esito “già paventato” nelle scorse settimane, legato alla necessità di riallocare risorse a seguito delle scelte operate dal consiglio comunale che “ha destinato ad altro le somme inizialmente previste per le manifestazioni”.

Intanto, il bando per la costruzione dei carri allegorici per la festa del 2026 e’ in fase di lavorazione negli uffici comunali dovrebbe arrivare nei prossimi giorni e nelle intenzioni del primo cittadino ci sarebbe un momento di presentazione dei prossimi bozzetti per fine settembre da svolgere al Multisala Badia Grande.

Non sono indicati, al momento, eventuali riprogrammazioni o soluzioni alternative per gli eventi saltati. A quanto pare, l’amministrazione aveva pensato di salvare il Carnevale estivo con la sfilata dei gruppi con il finanziamento di uno sponsor privato che poi sarebbe venuto meno.

Restano da chiarire gli effetti per operatori, associazioni e pubblico, nonché per le prenotazioni turistiche legate agli appuntamenti di fine estate.

Furto di rame all’impianto San Giovanni di Sambuca, paese senz’acqua

Furto di rame la scorsa notte all’impianto di sollevamento San Giovanni che alimenta la rete idrica di Sambuca di Sicilia. Ignoti hanno portato via circa 300 metri di cavi elettrici in rame, materiale dal valore stimato di oltre 30 mila euro.

Il danno non è soltanto economico: l’asportazione dei cavi ha infatti provocato il blocco della distribuzione idrica in tutto il centro belicino. Al momento i rubinetti dei cittadini restano a secco.

L’Aica, la società che gestisce il servizio idrico, ha fatto sapere che i tecnici sono già al lavoro per ripristinare l’impianto e che la situazione dovrebbe tornare alla normalità entro la giornata di domani. “Stiamo intervenendo senza sosta – spiegano dall’azienda – per garantire quanto prima il ritorno alla regolare erogazione idrica. Comprendiamo i disagi per la popolazione, ma contiamo di riattivare il servizio in tempi rapidi”.

Dell’episodio è stata presentata denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini. Non si esclude che il furto possa essere stato compiuto da una banda specializzata, vista la quantità di rame asportata e le modalità dell’azione.

Il valore economico del metallo sottratto, insieme ai disagi arrecati all’intera comunità, rendono l’accaduto particolarmente grave. Resta adesso da capire se gli autori abbiano agito su commissione o per alimentare il mercato illegale del rame, un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito diversi impianti e infrastrutture in Sicilia.