Operazione antimafia “Opuntia”, scarcerato il menfitano Cosimo Alesi

Scarcerato nelle scorse ore Cosimo Alesi, di 55 anni, di Menfi, uno tra i sette arrestati nell’operazione antimafia “Opuntia”. Secondo quanto evidenziato nell’ordinanza di custodia cautelare avrebbe fatto parte della famiglia mafiosa di Menfi, veicolando informazioni e messaggi tra vari associati all’organizzazione mafiosa. A distanza di pochi giorni e dopo l’interrogatorio di garanzia è stato lo stesso giudice a sostenere che sono venute meno le esigenze cautelari. E proprio le risposte che ha dato nell’interrogatorio di garanzia, secondo quanto riferito dall’avvocato Luigi La Placa, difensore dell’indagato, hanno portato il giudice a rivedere il compendio probatorio. Queste dichiarazioni, le spiegazioni sui singoli episodi e dall’altro lato quanto ha dichiarato Bucceri che non lo indica come appartenente alla famiglia mafiosa di Menfi avrebbero indotto il giudice ad accogliere la richiesta dell’avvocato Luigi La Placa con la scarcerazione di Cosimo Alesi. Nella foto, l’avvocato Luigi La Placa

La Polizia municipale sequestra 500 bombolette spray e martelletti durante le ultime ore del Carnevale di Sciacca

Raffica di sequestri di martelletti e bombolette spray nelle ultime ore al Carnevale di Sciacca. In azione la Polizia municipale che ne ha sequestrati circa 500, già trasferiti nei magazzini del comando “Fazio”. Il sindaco, Francesca Valenti, ha emesso nei giorni scorsi un’ordinanza con cui si dispone per il periodo di Carnevale il divieto di vendita di oggetti e materiali potenzialmente pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lo stesso provvedimento vieta anche il transito e la sosta di strutture di vendita fisse e/o amovibili all’interno dell’area della manifestazione e delle aree limitrofe. La Polizia municipale nelle ore che hanno preceduto l’inizio della manifestazione ha sequestrato un gazebo abusivo che era stato piazzato in corso Vittorio Emanuele, poco distante dal palazzo Steripinto. Nelle ultime ore sono stati sequestrati circa 500 tra martelletti e bombolette spray.

L’ironia dei Todaro legata al rogo di Peppe Nappa

Il Carnevale è la festa più attesa dai bar, dalle pizzerie e dai locali che operano nel centro storico di Sciacca. E con migliaia di persone ancora per strada in attesa del rogo di “Peppe Nappa”, Alberto e Salvatore Todaro, del Bar del Corso, hanno sfoderato tutta la loro ironia per annunciare che rimarranno aperti fino a notte fonda in attesa del rogo della maschera simbolo del carnevale. Anzi, della scottatura dello zio Giuseppe, come hanno scritto in un cartello per il quale stanno ricevendo un mare di richieste di spiegazione. Sono, soprattutto, i turisti a chiedere lumi ed a voler sapere chi è questo zio Giuseppe che si è procurato una scottatura. E dopo questa scottatura i cornetti caldi. Nella foto, Alberto Todaro indica il cartello

Craig Warwick lascia l’Isola dei Famosi, Enzo Bitetto a Milano per partecipare alla puntata

Craig Warwick, il naufrago saccense per adozione, pare  sia stato costretto ad abbandonare l’Isola dei Famosi a causa di una frattura alla gamba. A rivelare il nome del naufrago, è stato 361magazine. Non si conosce ancora che cosa sia esattamente accaduto al naufrago, ma pare che il sensitivo sia già in viaggio per l’Italia. Ulteriori informazioni verranno comunicate stasera durante la quarta puntata. Intanto, Enzo Bitetto, compagno di Craig è a Milano per partecipare alla nuova puntata in diretta in onda questa sera su Canale Cinque.

Ultima giornata del Carnevale, rogo del Peppe Nappa dopo l’una della notte

Ultima serata del Carnevale. Sciacca si prepara a vivere l’ultima serata dove dovrà congedare ancora una volta, il suo Carnevale, quest’anno caratterizzato da una sfida continua alla pioggia che però non ha compromesso lo spettacolo permettendo lo svolgimento delle quattro giornate di sfilata. Il corteo mascherato ha preso già il via con il carro del Peppe Nappa che come di consueto ha aperto la strada verso il palco di Piazza Angelo Scandaliato. Questo nel dettaglio il programma dell’ultima serata: Ore 18,30 RIVIVIAMO IL CARNEVALE Aspettando lo show in maschera sul palco di Piazza Scandaliato, con Accursio Scarpitta con “È solo Carnevale”. Ore 20,00 IL GRANDE SPETTACOLO DEL CARNEVALE Spettacolo carnascialesco sul palco di Piazza Scandaliato. Esibizione di tutti i gruppi partecipanti. Recita dei copioni satirici dell’Associazione “Ripartiamo da zero” col gruppo del Peppe Nappa, e dell’Associazione “Il gatto e la volpe”. Premiazione dei vincitori del challenge fotografico “Obiettivo Carnevale 2018” Ore 00,30 CALA IL SIPARIO Il saluto dei protagonisti dell’edizione 2018 del Carnevale di Sciacca sulle note dell’inno del Peppe Nappa. Saluti istituzionali. Ore 01,00 IL COMMIATO DI PEPPE NAPPA Cerimonia di riconsegna simbolica delle chiavi della città al sindaco. Il commiato poetico di Peppe Nappa, non più re burlone, prima dell’addio e del rito conclusivo. Ore 1,30 ROGO DEL PEPPE NAPPA

273 multe per eccesso di velocita’ sulla statale Palermo-Sciacca

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Lo “Scout speed” in dotazione alla polizia municipale di San Cipirello, dal 1 luglio al 31 dicembre 2017 ha rilevato circa trecento violazioni al codice della strada nel tratto della statale Palermo-Sciacca.  Sono stati 273 i verbali notificati per eccesso di velocità nel secondo semestre dello scorso anno. Numeri sicuramente più contenuti rispetto agli anni scorsi, quando, in meno di un mese, furono 250 le sanzioni elevate nello stesso tratto della statale Palermo-Sciacca. Il dispositivo, installato su un’auto in movimento, permette agli agenti di rilevare la velocità. Il limite sulla statale 624 Palermo-Sciacca è fissato in 90Km/h. Il calendario dei controlli prevede due pattugliamenti a settimana, con una media di 7 multe al giorno. Anche per il 2018 lo “Scout speed”  è  in funzione con il servizio di rilevazione elettrica delle violazioni al Codice della strada, per due volte a settimana, rilevando la velocità delle auto che percorrono la statale Palermo-Sciacca nel tratto che ricade nel territorio di San Cipirello.    

Il Ministero della Salute pubblica la nuova lista degli idonei a ricoprire l’incarico di direttore generale, c’è anche Gervasio Venuti

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E’ stato pubblicato dal Ministero della Salute la lista dei nomi degli idonei a ricoprire gli incarichi di direttore generale nelle strutture sanitarie. In Sicilia, è quindi già scattato il conto alla rovescia per la nomina dei nuovi commissari delle Aziende sanitarie provinciali e degli ospedali siciliani. Nell’isola, infatti, l’incarico dei commissari attualmente alla guida delle Aziende e dei nosocomi siciliani era legato alla pubblicazione di questo elenco dopo che nell’estate scorsa quando il governo Crocetta aveva fatto proseguire l’incarico di molti direttore generali come commissari operando soltanto alcuni spostamenti sulla base di una norma regionale subentrata in quel momento che vietava la nomina di nuovi direttori. Tra gli spostamenti di luglio scorso, uno aveva riguardato l’Asp di Agrigento dove ad agosto si è insediato il nuovo commissario Gervasio Venuti al posto del manager Salvatore Lucio Ficarra trasferito all’Asp di Ragusa. Anche il Consiglio di Giustizia amministrativa, era stato chiamato in causa sulla vicenda del prosieguo dei commissari siciliani e in tal senso il Cga aveva tenuto in vita le nomine dei commissari di luglio indicando come limite temporale proprio l’entrata in vigore della nuova lista da parte del Ministero che è arrivata ieri con 40 nomi di idonei tra i siciliani. Nella lista degli idonei compaiono  sia l’uscente manager Salvatore Lucio Ficarra che l’attuale commissario Gervasio Venuti che insediatosi formalmente a luglio alla direzione dell’azienda ospedaliera di Agrigento, per il momento, non è dato sapere se proseguirà la sua attività come nuovo direttore generale o se ci sarà un nuovo trasferimento e una nuova nomina.

Carnevale di Sciacca 2018, ultima serata per la giuria per valutare i carri in concorso

“Ho voluto una giuria di qualità”. Così l’assessore allo spettacolo, Filippo Bellanca presenta i componenti della giuria del Carnevale di Sciacca di quest’anno, chiamata al compito di giudicare le sette opere in concorso nell’edizione in corso di svolgimento dall’otto febbraio scorso e che si concluderà stasera. Cinque carri allegorici e due carri di fascia B. La giuria è composta da Pascal Gangi, ingegnere, Maurizio Cattano, ingegnere, Davide Catagnano, direttore creativo, Salvatore Crapanzano, musicista, Giuseppe Barsalona, coreografo e ballerino, Liliana Abbene, attrice, Esmeralda Cuttaia, ingegnere, Raffaella Daino, giornalista e musicista, Pellegrino Pecorino, architetto, Maria Rita Fisco, architetto, Rossella Campanale, insegnante e coordinatore della giuria è invece, il giornalista Ruggero Farkas. La giuria ha potuto visionare le opere durante il percorso mascherato e assistito alle varie esibizioni sul palco di piazza Angelo Scandaliato. Stasera, saranno espresse le valutazioni definitive nelle buste sigillate di ogni componente di giuria e affidate al dirigente Michele Todaro. Il risultato con il carro vincitore sarà poi reso pubblico durante la cerimonia di apertura delle buste che si terrà tra qualche settimana. (Nella foto, il giornalista Ruggero Furkas, il coreografo e ballerino Giuseppe Barsalona e la giornalista e musicista Raffaella Daino)

Non intimidirono il loro superiore: il Tribunale di Sciacca assolve 6 agenti della Polstrada

Il Tribunale di Sciacca, in composizione collegiale (Presidente Lo Presti, a latere Di Gioia e Guidone) ha assolto perché il fatto non sussiste 6 poliziotti, con varie qualifiche, dalle accuse di violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale; tentata concussione; e tentata violenza privata, per fatti risalenti al periodo 2009/2012 e relativi al Distaccamento di Polizia Stradale di Sciacca. Gli imputati Fabrizio Aramini, Luigi Allia, Sebastiano Canicattì, Francesco Maltese, Nicolò Milioto e Onofrio Mallia erano stati rinviati a giudizio dal GUP, dopo essere stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Secondo l’accusa, in concorso tra di loro, gli Agenti, Assistenti ed Ispettori della Polizia di Stato avevano posto in essere varie condotte intimidatorie, costituenti il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, nei confronti del loro superiore Calogero La Porta, costituitosi parte civile, al fine di ottenere la rimozione dall’incarico del detto dirigente, ponendo in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere o comunque ad indurre gli agenti Iorfida, Castello e Mazza a sottoscrivere istanze di trasferimento precompilate, per poi ricorrere ad una serie di atti di “nonnismo” ed a minacce sia esplicite che larvate, nonché azioni di ritorsione. Per assicurarsi l’impunità, avrebbero tentato, con minacce, di far ritirare le relazioni di servizio e a far desistere le parti offese dalla denunzie sporte in Procura. Nel corso del lungo dibattimento erano state disposte delle trascrizioni, erano stati sentiti molti testi di accusa e difesa; erano stati prodotti tanti documenti; avevano reso l’esame, discolpandosi, gli imputati. Al termine della discussione, nel corso di tre udienze, il PM aveva chiesto la condanna dei 6 imputati a pene di circa tre anni di reclusione ciascuno, mentre le parti civili avevano chiesto la condanna al risarcimento del danno e al rimborso delle spese, depositando le rispettive conclusioni. Di contro i difensori degli imputati hanno depositato memorie difensive ed hanno discusso il processo, evidenziando l’estraneità dei rispettivi clienti rispetto alle accuse e comunque la infondatezza delle stesse, sia in fatto sia in diritto, non potendo gli addebiti integrare i gravi reati rubricati. Infine il Collegio ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste e si è riservato di depositare la motivazione entro novanta giorni. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Rizzuto, Pellegrino, Pennica, Vaccaro e Gallo Afflitto.

Mafia agrigentina, venti vittime dell’operazione “Montagna” hanno iniziato a collaborare

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Era stato l’elemento più preoccupante emerso nel corso dell’operazione “Montagna” portata a termine dalla Dda di Palermo e che ha condotto all’arresto di 59 persone ritenuti componenti di spicco della mafia agrigentina che ha rilevato di essere tutt’altro che una provincia di serie B rispetto il fenomeno mafioso ma piuttosto una delle più fiorenti e ben intessuta nel tessuto economico-sociale. Infatti, tutte le vittime del racket delle attività mafiose e criminali che l’operazione è riuscita a far venire fuori, piegate dai taglieggiatori, non avevano mai denunciato quanto subito. Soltanto adesso, interrogati dai carabinieri che stanno conducendo l’indagine, hanno cominciato a collaborare. Ammettendo le pressanti richieste di pizzo avute. A confermare la pressione anche i dipendenti delle stesse aziende finite sotto il torchio del racket.  In tutto le estorsioni accertate dalla Direzione distrettuale antimafia sono state 27.