In un manifesto del 1926 il Comune di Sciacca dettava regole precise per i possessori di cani

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Risale a 92 anni fa il manifesto che pubblichiamo, che riveste un valore storico e culturale straordinario. È un avviso del Comune di Sciacca che intima ai possessori di cani di dotare i propri animali di museruola, col rischio, in caso di inadempienza, di pesanti contravvenzioni. Museruola non necessaria per quei cani stanziati in un apposito spazio privato. Questo avviso pubblico si richiamava ad un regolamento prefettizio. Stabiliva anche la necessità di registrare il proprio animale presso un libro pubblico. L’odierna microcippatura, tanto per intenderci. Un manifesto che è anche l’indicatore di una eterna necessità, da parte dell’ente pubblico, di sottoporre a disciplina un problema, quello del rispetto per gli animali, che non poteva tralasciare quello della civile convivenza con gli esseri umani. Un avviso che induce a riflettere sui tanti cani “padronali” i quali, ancorché tenuti al guinzaglio, non sono certamente muniti di museruola. Ma in tema di rapporto tra la città di Sciacca e gli animali, questo manifesto, firmato dal commissario Gaglio, è un ricorso storico di tutto rispetto.

Carie: averla anche quando non si vede. Cura e prevenzione

I batteri presenti nella placca, trasformano gli zuccheri in acidi, i quali possono intaccare prima lo smalto e poi la dentina, dando luogo alla formazione di una cavità, la cosiddetta carie dentale che se non curata, può ingrandirsi distruggendo progressivamente il dente. Un dente attaccato dalla carie non guarisce quasi mai da solo; ecco perché la prevenzione e la cura sono così importanti come ci spiega il dottor Nicola Falco nel nostro appuntamento con lo specialista.

Verdura a rischio esondazione, appello del Comune di Ribera: “Rimanere lontani dall’alveo del fiume”

L’amministrazione comunale di Ribera ha invitato gli agricoltori e i cittadini a “non attraversare e di stare lontani dall’alveo del fiume Verdura per evitare eventuali pericoli”. E’ la conseguenza che si è venuta a determinare con il rischio esondazione del fiume. Intanto, il Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio ha effettuato, già durante la scorsa notte, una serie di controlli lungo alcune strade provinciali ed ex consortili, nei pressi del fiume Verdura, in seguito al rilascio di volumi d’acqua di una certa consistenza dalla diga Gammauta che hanno messo a rischio esondazione l’asta fluviale. Sono stati monitorati attentamente in particolare i ponti e i punti più prossimi al fiume e ai valloni tributari. Ulteriori rilasci di acqua dalla stessa diga potrebbero essere resi necessari nelle prossime ore e, considerate le forti precipitazioni che stanno caratterizzando tutta la Sicilia da diverse ore, il Gruppo di Protezione Civile e il Settore Infrastrutture Stradali raccomandano la massima prudenza a quanti dovessero mettersi in viaggio lungo le strade interne. Permane, infatti, l’allerta meteo Arancione con avviso emanato dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile. Interventi continui anche da parte di tutte le squadre dei cantonieri del Libero Consorzio lungo diverse strade interne per rimuovere fango dalle carreggiate e monitorare attentamente la situazione.    

Operazione “Opuntia”, il primo marzo udienza al Tribunale del Riesame di Palermo

E’ stata fissata per il primo marzo prossimo l’udienza al Tribunale del Riesame di Palermo per decidere sulla richiesta di annullamento delle misure cautelari per gli indagati nell’operazione antimafia “Opuntia”. E’ stata presentata richiesta di annullamento della misura anche dal legale dei fratelli menfitani Giuseppe e Cosimo Alesi, per i quali il Gip ha annullato l’ordinanza di custodia in carcere, disponendone la remissione in libertà, perché l’avvocato Luigi La Placa contesta i gravi indizi di colpevolezza ai quali si fa riferimento nel provvedimento emesso. La Placa assieme all’avvocato Matteo Sbrigata ha presentato richiesta di annullamento della misura anche per Matteo Mistretta, che, invece, è rimasto in carcere. Il Riesame discuterà anche le istanze presentate dagli avvocati Rosalia Scirica per Pellegrino Scirica, Calogero Lanzarone per Vito Riggio, Accursio Gagliano per Tommaso Gulotta e Francesco Graffeo per Domenico Friscia. La decisione dei giudici del Riesame entro un paio di giorni dall’udienza.  

Palermo. Giro di biglietti falsi per le partite del Palermo: in 9 ai domiciliari

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La Guardia di Finanza ha posto agli arresti domiciliari nove persone e notificato un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nell’ ambito di un’inchiesta della Procura sulla vendita di biglietti falsi allo stadio “Renzo Barbera”. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno permesso di smantellare due presunte associazioni per delinquere accusate di essere dedite alla truffa e all’accesso abusivo a sistemi informatici che avrebbe consentito la falsa intestazione, l’emissione e la vendita dei tagliandi per le partite casalinghe del Palermo calcio. In particolare, i biglietti risultavano essere intestati a soggetti inesistenti e titolari di agevolazioni e sconti (under 14, over 65, donne). È stato accertato come oltre il 60% dei titoli ridotti emessi per gli incontri di campionato erano intestati a soggetti inesistenti con la successiva e fraudolenta immissione sul circuito di vendita di oltre 4.000 tagliandi. Secondo le indagini, le due organizzazioni che gestivano l’affare erano composte da titolari di ricevitorie autorizzate, dai cosiddetti “bagarini”, da capi ultras e esponenti di spicco del tifo organizzato rosanero”. Le attività d’indagine, durate circa un anno, hanno portato anche alla segnalazione all’autorità giudiziaria di altri 23 indagati e al deferimento alla Prefettura di 65 persone per violazioni amministrative. Nel corso delle indagini, sono stati, inoltre, sequestrati 123 titoli falsi, alcuni dei quali acquistati e intestati addirittura a persone decedute.

Catania. Turbativa d’asta, 8 arresti. Coinvolto anche il sindaco di Acireale

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Otto persone sono state arrestate dalla guardia di finanza di Catania per corruzione e turbativa d’asta a conclusione di indagini sui Comuni di Acireale e Malvagna (Messina). Tra i destinatari del provvedimento cautelare, cinque in carcere e tre ai domiciliari, emesso dal Gip su richiesta della Procura distrettuale etnea, anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, eletto con una lista civica. Roberto Barbagallo, 42 anni, era stato eletto sindaco di Acireale nel giugno del 2014. Con i suoi 15.573 voti, appoggiato da liste civiche del centrosinistra, aveva quasi doppiato, nel turno di ballottaggio, il candidato del centrodestra, Michele Di Re (8.939 preferenze). Laureato in ingegneria civile all’università degli Studi di Catania con una specializzazione in idraulica è un libero professionista. Nel 2009 era stato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale. Politicamente è considerato vicino al deputato regionale Nicola D’Agostino. Sull’operazione della guardia di finanza il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, terrà un incontro con i giornalisti alle 10 nella sala stampa della Procura

Mattanza di cani a Sciacca, il Codacons: “Istituire taglia da 50 mila euro per chi permette di scoprire il colpevole”

«Fermate la strage dei cani in Sicilia» è l’appello lanciato dal Segretario Nazionale del Codacons Francesco Tanasi a seguito di sempre più recenti e ravvicinati fatti di cronaca ad oggetto l’avvelenamento di cani randagi e non, un fenomeno che purtroppo si sta estendendo a macchia di leopardo in tutta la Sicilia, con una frequenza che non lascia alcuna tregua. Tanasi, pertanto, scende in campo e dà vita a una TASK FORCE DI LEGALI, guidata dalla penalista Avv. Giuseppina Chiara Reale, che è pronta a dare assistenza a tutte le associazioni animaliste siciliane, così da promuovere una costituzione di massa dei siciliani contro «i responsabili di questi delitti – dice Tanasi – che devono essere puniti con celerità per evitare il reiterarsi di simili scempi». Ma il Segretario Nazionale va oltre l’appello: lancia a tutti i comuni siciliani e alla Regione la proposta di istituire una taglia di 50mila euro a favore di chiunque identifichi i responsabili o riesca a permetterne l’identificazione, con successiva pena.

Acqua. Guasto elettrico a Ribera, problemi di erogazione oggi e domani anche a Calamonaci

A causa di un guasto elettrico al sollevamento idrico “Verdura”, provocato dal maltempo, è stata sospesa la fornitura idrica ai serbatoi comunali di Ribera e, di conseguenza, all’impianto del sollevamento idrico per il Comune di Calamonaci. Per tale motivo la distribuzione idrica nel Comune di Ribera, nella giornata di oggi e domani potrà subire limitazioni e/o slittamenti, mentre la distribuzione nel Comune di Calamonaci è temporaneamente sospesa. A conclusione degli interventi di riparazione del guasto, sarà ripristinata la fornitura idrica nei Comuni di Ribera e Calamonaci, e consequenzialmente la distribuzione idrica tornerà regolare, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

Acqua inquinata in alcuni punti rete e cisterne delle vie Nastasi, del Sole e Sarno

È inquinata l’acqua delle riserve idriche di accumulo e dei punti rete di alcune residenze situate in via Brigadiere Nastasi (nn. 34, 37 e 40), di via del Sole (nn. 38 e 42) e via Sarno (n. 8). Lo riferisce Girgenti Acque, che rivela così i dati delle ultime analisi microbiologiche. In via cautelativa, e in attesa delle determinazioni delle Autorità competenti, per questi punti rete è stata disposta la chiusura della fornitura idrica. Girgenti Acque fa sapere di aver già provveduto alla pulizia delle riserve idriche a servizio delle utenze (risultate non conformi) ed al rifornimento sostitutivo a mezzo di autobotte. La società assicura che gli operatori ed i tecnici stanno ponendo in essere quanto necessario per individuare le cause della non conformità riscontrata e per pervenire ad una rapida risoluzione della problematica in oggetto.

Per la procura di Agrigento l’ATO idrico favoriva illecitamente Girgenti Acque S.p.A. e il suo presidente Marco Campione

Piuttosto che vigilare sull’operato di Girgenti Acque, l’ATO idrico favoriva illecitamente sia la stessa società, sia il suo presidente Marco Campione. Sarebbero giunti a queste conclusioni i magistrati della procura della Repubblica di Agrigento che continuano a indagare senza sosta sull’ente gestore privato delle risorse idriche pubbliche. L’inchiesta è quella che nelle settimane scorse è culminata con l’avviso di proroga di indagini a carico di una settantina di persone tra amministratori, politici, giornalisti e funzionari. Tra di loro, com’è noto, anche l’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede. E si è appreso nelle scorse ore che tra gli indagati c’è anche il direttore generale dell’Ambito Territoriale Ottimale ing. Bernardo Barone. Non a caso, proprio oggi, sono stati perquisiti gli uffici dell’ATO di Agrigento, situati nella Zona industriale di Aragona. Edificio dirimpettaio della sede di Girgenti Acque S.p.A. Personale del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza e del NOE dei Carabinieri di Palermo hanno sequestrato una corposa documentazione sulla gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Girgenti Acque, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dai P.M. che compongono il “pool” coordinato dal procuratore capo Luigi Patronaggio e che è composto da Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro. Un’indagine che ha visto finire sotto inchiesta anche diversi esponenti politici, accusati di “voto di scambio” nell’ambito di favori nelle assunzioni di alcuni dei lavoratori dell’ente. Tra le ipotesi di reato: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, truffa, ricettazione, reati ambientali e false comunicazioni societarie.