Omicidio a Ribera, la difesa chiede l’abbreviato condizionato per Ruvolo

Gli avvocati Aldo Rossi e Antonio Palmieri hanno avanzato richiesta di giudizio abbreviato condizionato a una perizia medica sulle condizioni di salute dell’imputato per Ciro Ruvolo, l’agricoltore riberese di 51 anni imputato di omicidio per il quale la procura della Repubblica di Sciacca ha già chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato.

Ruvolo è accusato dell’omicidio di Mahjoub Aymen, di 31 anni, tunisino, ucciso il 10 febbraio scorso in via Buoni Amici, in pieno centro, a Ribera. Il riberese, che nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo dichiarazioni spontanee ha respinto le accuse.

L’omicidio, secondo quanto emerso dalle indagini, non sarebbe scaturito da fatti di droga come si era ipotizzato visti i precedenti della vittima, ma per contrasti tra i due. Poi la chiusura delle indagini da parte del sostituto Alberto Gaiatto, la richiesta di giudizio immediato accolta dal gip e la fissazione della prima udienza in Corte di Assise. Adesso la difesa ha avanzato istanza di abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia. 

La vittima era un immigrato irregolare che da tempo viveva a Ribera, anche se non disponeva di una fissa dimora e svolgeva lavori saltuari. Era stato coinvolto in vicende di droga.

Aveva patteggiato la pena nel procedimento riguardate una tra le principali operazioni antidroga svolte a Ribera negli ultimi anni quella scaturita dalle indagini sullo spaccio di droga nelle case di via Tevere. In quell’occasione per lui una pena mite, di pochi mesi. E’ stato assistito dall’avvocato Giuseppe Tramuta.

Il tunisino era stato anche fermato, assieme a un riberese, dalla polizia a Buonfornello. Viaggiavano su un’auto con la droga, circa 20 grammi di cocaina nascosta nel passaruota posteriore. In questa vicenda giudiziaria era stato assistito dall’avvocato Giovanni Forte.

Nella foto, gli avvocati Aldo Rossi e Antonio Palmieri

Piano Aro, botta e risposta tra Messina e l’assessore Patti

Si accende il confronto istituzionale a Palazzo di Città sul Piano Aro. Dopo la nota del presidente del Consiglio comunale, Ignazio Messina, che ha sollecitato sindaco e assessore ai Rifiuti a trasmettere la documentazione relativa ai prospetti comparativi del piano, arriva la replica dell’assessore Salvino Patti.

Messina aveva ricordato come, lo scorso 3 luglio, alcuni consiglieri avessero chiesto il rinvio della trattazione dell’argomento proprio per consentire un riesame da parte delle commissioni competenti. A distanza di settimane, però, il consiglio comunale non avrebbe ancora ricevuto gli atti richiesti. Da qui l’invito rivolto all’amministrazione dal presidente del Consiglio a “volere adempiere con sollecitudine” per permettere all’organo consiliare di esercitare pienamente le proprie funzioni istituzionali.

La replica di Patti non si è fatta attendere. L’assessore alla Gestione dei Rifiuti ha infatti chiarito che la documentazione è stata regolarmente trasmessa con nota protocollata lo scorso 4 agosto, inviata al presidente del Consiglio, a tutti i consiglieri comunali, all’Ufficio Atti del Consiglio e al segretario generale.

«Sarebbe stato opportuno – sottolinea Patti – che il Presidente del Consiglio fosse stato più attento prima di parlare pubblicamente di una presunta mancata trasmissione. Sarebbe bastata una semplice telefonata al sottoscritto per avere conferma dell’avvenuto invio, invece si è scelto di spostare la questione su altri canali. Mi vedo quindi costretto a intervenire pubblicamente per ristabilire la verità».

Il confronto sulla vicenda Aro, dunque, si sposta dal piano tecnico a quello politico, con toni che preannunciano ulteriori sviluppi nelle prossime sedute consiliari.

Menfi si prepara a vivere “L’Alba della Legalità”, la città ricorda le vittime di mafia

Una serata di memoria e impegno civile, promossa da “Libera” e dal comune di Menfi, che unirà il ricordo delle vittime innocenti di mafia a un momento di riflessione collettiva sul presente e sul futuro del territorio, si svolgerà sabato 30 agosto, alle 20,30 in piazza Vittorio Emanuele.

Il riconoscimento “Alba della Legalità” sarà consegnato a Gaetano e Francesco Passafiume, figli di Diego Passafiume, ucciso dalla mafia, e ad Annamaria Picozzi, sostituto procuratore generale a Palermo. Alla cerimonia interverrà anche il giornalista Franco Castaldo.

Un passaggio carico di emozione sarà dedicato al maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli, caduto sotto i colpi della criminalità organizzata e ancora oggi simbolo di coraggio e dedizione.

A seguire, il dibattito “Gli affari della mafia agrigentina” porterà sul palco voci autorevoli della giustizia: i magistrati Antonio Balsamo, Claudia Ferrari, Maria Teresa Maligno, Antonio Tricoli e Salvatore Vella. A guidare gli interventi sarà il giornalista Giuseppe Pantano con l’obiettivo di raccontare come le mafie abbiano cercato di consolidare il proprio potere economico e sociale nell’Agrigentino.

L’evento, sostenuto da associazioni, cooperative e realtà impegnate sul fronte educativo, vuole essere non solo un momento di memoria, ma anche un invito alla partecipazione attiva.

Venditore ambulante disabile rapinato e aggredito, arrestato un diciannovenne

I carabinieri della compagnia di Termini Imerese hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari, con l’obbligo del braccialetto elettronico, nei confronti di un diciannovenne di Bagheria accusato di rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate in concorso. L’indagine riguarda la brutale aggressione avvenuta lo scorso marzo a Trabia, in provincia di Palermo, ai danni di un venditore ambulante disabile di origini straniere.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo era stato accerchiato e colpito da una banda di cinque ragazzi. Il pestaggio, caratterizzato da una violenza inaudita, ha causato la frattura del setto nasale e la perdita di un dente. Dopo averlo colpito con calci e pugni al volto, i giovani gli avrebbero anche sottratto il telefono.

Utile è stata l’analisi delle immagini di videosorveglianza installate a Trabia, che hanno permesso di individuare e riconoscere il giovane ora sottoposto alla misura cautelare.

Subito dopo la rapina, i carabinieri di Termini Imerese e della stazione di Trabia si erano mobilitati con un gesto di solidarietà: raccogliendo una colletta tra i militari, avevano acquistato e donato un cellulare al commerciante, così da permettergli di rimanere in contatto con la sua famiglia rimasta nel Paese d’origine.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Termini Imerese, proseguono per chiarire il ruolo degli altri componenti della “gang” coinvolta nell’aggressione.

Incontro Schifani e la presidente del Cda di Aica: “La Regione supporterà il territorio agrigentino”

Oltre al presidente della Regione, Renato Schifani a ricevere la presidente del Cda di Aica, Danila Nobile a Palazzo D’Orleans, c’era stamattina anche il capo di gabinetto della Presidenza della Regione Salvatore Sammartano, il ragioniere generale Ignazio Tozzo e il coordinatore della Cabina di regia per l’emergenza idrica in Sicilia e capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.

«Ho accolto subito la richiesta di confronto che Nobile ci ha fatto pervenire – ha dichiarato il Presidente della regione Renato Schifani – perché siamo consapevoli del momento di difficoltà e perché c’è la volontà della Regione di supportare il territorio di Agrigento. I miei uffici stanno studiando una soluzione tecnico-finanziaria che sia percorribile e sostenibile e che vada incontro sia ai sindaci sia all’azienda”.

Era stata la stessa Nobile a chiedere l’incontro con il governatore della Regione Sicilia dopo le comunicazioni di Siciliacque che aveva ritrattato l’accordo che Aica invece, aveva affermato di aver concluso evitando il pignoramento e sbloccando i conti della Consortile.

“Il livello di attenzione – ha aggiunto Schifani – del mio governo per la questione idrica ad Agrigento è sempre alto, come dimostrano, tra le altre cose, l’intervento di anticipazione di dieci milioni di euro che abbiamo stanziato per avviare i lavori di rifacimento della rete del capoluogo e la messa in funzione del dissalatore di Porto Empedocle».

In via Mazzini a Sciacca adesso opera Aica per sostituire un tratto di rete idrica

Risolto il problema alla rete del gas nelle prime ore del mattino di oggi, giovedì 28 agosto 2025, in via Mazzini e’ in azione una squadra di Aica per la sostituzione di un tratto di alcuni metri della rete idrica.

La nuova condotta verrà piazzata nella giornata di domani, venerdì 29 agosto, e se non sorgeranno intoppi durante le ore serali l’intervento verrà completato.

Per riaprire la strada al transito, dunque, ci vorrà ancora qualche giorno. Aica ha in programma ulteriori interventi a Sciacca. Uno tra questi in via Cava dei Tirreni.

Pericolo davanti la sede Avis di Sciacca, protesta Allegro

L’Avis provinciale di Agrigento lamenta la totale assenza di riscontro da parte della Direzione sanitaria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, a cui nei giorni scorsi era stata indirizzata una segnalazione urgente.

Il presidente provinciale, Domenico Allegro, aveva chiesto un intervento immediato di pulizia e scerbatura dell’area che si trova di fronte alla sede Avis, denunciando che le condizioni attuali rappresentano un potenziale pericolo per cittadini e donatori.

“Nonostante la nostra comunicazione – sottolinea Allegro – non abbiamo ad oggi ricevuto alcuna risposta. Riteniamo doveroso portare a conoscenza dell’opinione pubblica questa mancanza di attenzione, auspicando che l’intervento venga preso in carico al più presto”.

Intanto, il direttore sanitario Ignazio Galizia ha fatto sapere di avere già predisposto tramite l’ufficio Economato il relativo intervento che verrà effettuato nei prossimi giorni.

Francesco Crimi: l’anima silenziosa della cucina, dalla terrazza di Sciacca al sogno di un’identità che si racconta nel piatto

Dietro ogni piatto che arriva al tavolo c’è una storia che profuma di dedizione, ascolto e intuizione. Quella di Francesco Crimi, chef del Ristorante Vela, è la storia di chi sceglie di farsi trovare sempre pronto. Non per dovere, ma per una profonda vocazione al servizio: la voglia di accontentare, stupire, emozionare.

“Mi sento fiero quando riesco a far emozionare i clienti con i miei piatti” racconta. Una frase che sembra semplice, ma che dice tutto: per Francesco, la cucina non è mai solo tecnica, è connessione. È un linguaggio fatto di sapori, memorie, stagioni e istinto.

La prima volta a Sciacca

Quando Francesco è arrivato per la prima volta a Sciacca, è stato subito colpito dalla sua piazza, dai colori, dalla luce che avvolge tutto e che sembra parlare. Ma soprattutto, ha visto possibilità. Possibilità vere, radicate in una terra che ha fame di futuro, ma che custodisce un patrimonio gastronomico ed emotivo inestimabile.

Scommettere sulla Sicilia, oggi, significa scegliere di credere in un territorio pieno di storia, energia e risorse. Per Francesco, significa anche sfidarsi ogni giorno. Trovare un equilibrio tra la propria visione e quella del team, tra il rispetto delle tradizioni locali e la voglia di innovare.

Una cucina che osserva, ascolta, si evolve

Lo chef ama iniziare le sue giornate con un piccolo rito: un caffè sulla terrazza del Vela, con vista sul porto. “Ogni giorno ha sfumature e scenari diversi” – dice – ed è in quella luce mutevole che ritrova la calma necessaria per dare forma alla giornata, per pensare e ripensare alle proposte, agli abbinamenti, ai dettagli.

La sua formazione passa anche dalla prestigiosa scuola di Alta Cucina ALMA, esperienza che ha contribuito a rafforzare solide basi tecniche e professionali. Un ringraziamento speciale va allo chef Alessandro Boglione, 1 stella Michelin, che per Francesco è stato come un vero e proprio “papà” della cucina: lo ha visto muovere i primi passi da bambino, crescere come stagista e affermarsi come giovane chef, dandogli fiducia e opportunità di esprimersi in contesti diversi.

Alla Vela, ogni piatto racconta una piccola parte di sé, delle sue esperienze, delle persone incontrate lungo il percorso. Non c’è un piatto “del cuore” perché ogni creazione è un frammento personale, ed è forse proprio questa assenza di una “firma” rigida a renderlo uno chef autentico: il suo segno distintivo è l’assenza di egocentrismo. La cucina di Francesco è corale.

Il futuro? Una rete di luoghi con la stessa anima

Francesco immagina il futuro della Vela come una crescita costante, che parte da Sciacca ma non finisce qui. “Sempre al Vela come polo principale – afferma – ma che sia solo l’inizio di altri punti ristoro con lo stesso concept.” L’idea è quella di portare avanti un’identità condivisa, un modo di fare ospitalità in cui vino e cibo diventano strumenti per vivere un momento, più che consumare un pasto.

Il suo desiderio è che il Vela diventi una tappa riconosciuta per chi cerca qualità, autenticità e bellezza, sia a pranzo che a cena, o anche per un semplice aperitivo. Un luogo in cui ogni elemento – dalle materie prime al servizio – sia curato e mai lasciato al caso.

Valori, squadra e responsabilità condivisa

Alla base del lavoro quotidiano c’è la volontà di migliorarsi ogni giorno, non per ambizione personale, ma per raggiungere obiettivi comuni. Per questo, Francesco è convinto che il Vela debba continuare a comunicare la forza della squadra, la qualità dei prodotti selezionati, e il racconto che avviene ogni giorno – silenziosamente – nelle cucine, nei gesti, nei dettagli.

“Vorrei che il nostro lavoro lasciasse un’impronta sul territorio e nel cuore delle persone” – conclude – “e che venga riconosciuto il valore del sud, dei giovani che si mettono in gioco, e della passione che guida ogni scelta”.


Per conoscere meglio la storia del Ristorante Vela e dei suoi protagonisti, leggi anche:

– Giada Bressan: l’arte della pasticceria che unisce Veneto e Sciacca
– Valerio Fini: dalla stella Michelin in Croazia alla missione di fare impresa in Sicilia
– Quattro anime, una Vela: il viaggio che ha portato Alice, Giada, Valerio e Francesco a Sciacca

Oppure visita il sito ufficiale di Vela per scoprire il menù, prenotare un tavolo e vivere un’esperienza gastronomica nel cuore di Sciacca.

Intitolazione vicolo Rizzuti a Caltabellotta

Oggi, 28 agosto 2025, alle ore 18, presso il Museo Civico Palazzo della Signoria in via Madrice 3, Caltabellotta renderà omaggio a uno dei suoi figli più illustri con la cerimonia di intitolazione di vicolo Rizzuti. L’iniziativa, promossa dal Comune e sostenuta dal Gruppo Spontaneo per la valorizzazione di Caltabellotta, vuole ricordare il professore Luciano Rizzuti, storico ed etnologo locale scomparso nel 2012.

Chi era Luciano Rizzuti

Luciano Rizzuti (1944-2012), nato a Caltabellotta, è stato docente di Storia e Filosofia, ma soprattutto un instancabile ricercatore delle radici culturali del suo paese. Nonostante la carriera lo abbia portato a vivere in varie località, non ha mai smesso di dedicarsi agli studi sul borgo montano e sul suo territorio.

Le sue opere, come Camico, topografia di una fortezza (2004), Triokala (2006) e Il Medioevo Ellenico (2009), hanno contribuito a riportare all’attenzione degli studiosi e dei cittadini la storia e le leggende legate a Caltabellotta. La pubblicazione postuma de The Hellenic Middle Ages ha consolidato ulteriormente il suo profilo di studioso apprezzato anche oltre i confini nazionali.

Perché l’intitolazione del vicolo

La proposta di intitolazione vicolo Rizzuti è nata da una petizione condivisa da tanti cittadini e sostenuta da amici e colleghi. Secondo il gruppo promotore, questo riconoscimento è un atto doveroso per un uomo che ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione storica e culturale del borgo.

Come scrisse l’allora sindaco Lillo Pumilia nella prefazione a uno dei suoi libri, il lavoro di Rizzuti non fu solo ricerca, ma anche “un atto d’amore per il suo paese”.

Un’eredità per le nuove generazioni

La cerimonia di intitolazione di vicolo Rizzuti non è soltanto un momento celebrativo, ma anche un invito alle nuove generazioni a riscoprire le radici storiche e culturali di Caltabellotta. L’amministrazione comunale, con il sindaco Biagio Marciante e l’assessore alla Cultura Maria Castrogiovanni, sottolinea l’importanza di mantenere vivo il legame con le tradizioni e con figure come Rizzuti, che hanno saputo raccontarle con rigore e passione.

Al via nuova edizione di Azzurro Food, Antonio Di Marca: “Ogni anno un tassello in più” (Video)

Ultimi allestimenti per l’Azzurro Food Festival, che prende il via stasera a Sciacca. L’appuntamento che celebra la cucina mediterranea e le eccellenze del territorio si presenta con la sua dodicesima edizione.

L’evento, organizzato da Futuris, Record Eventi e Pro Loco Sciacca Terme, gode del patrocinio del Comune di Sciacca e della Regione Siciliana – Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea.

Protagonista indiscusso sarà il pesce azzurro, simbolo della dieta mediterranea e della cultura marinara saccense, ma non mancheranno show cooking, degustazioni, laboratori e momenti di intrattenimento.

Antonio Di Marca della Futuris che da anni cura l’aspetto organizzativo della manifestazione, ha parlato oggi della nuova edizione che partirà questa sera e la cui particolarità e’ la nuova area per le masterclass ricavata in un angolo della piazza e che darà spazio agli chef che si alterneranno per i momenti di show cooking.