Foti “Nessuno vuole centralizzare i fondi di coesione”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel dibattito di ieri sui fondi di coesione, nessuno degli intervenuti ha sostenuto che gli stessi debbano essere centralizzati e gestiti dallo Stato. In verità, essendo stata posta in rilievo la necessità di un maggiore coinvolgimento dei Comuni, chi scrive ha detto che la decisione compete alle Regioni”. Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

“Non solo ma, essendo la sussidiarietà un pilastro della coesione, ho evidenziato da parte mia che quella verticale, proprio in ragione della governance multilivello, è molto più pregnante di quella orizzontale, per la quale il coinvolgimento della società civile risulta ancora parziale”, prosegue il ministro.

“Del resto, proprio chi scrive, in questi mesi, ha coerentemente espresso a nome del Governo la posizione di escludere i fondi della coesione dai cosiddetti ‘piani Paesè, ipotizzati dalla Commissione Europea per la programmazione 2028-2034”, conclude Foti.

– Foto IPA Agency –

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Vuelta, Gaudu vince a Ceres e Vingegaard resta in rosso

TORINO (ITALPRESS) – David Gaudu si aggiudica la terza tappa della Vuelta a Espana 2025, la San Maurizio Canavese-Ceres di 134,6 chilometri, l’ultima con arrivo su suolo italiano. Il ciclista francese della Groupama-Fdj, vincitore di due frazioni della corsa rossa nel 2020, si è imposto nella volata finale battendo i danesi Mads Pedersen (Lidl-Trek) e Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike).

Quest’ultimo si conferma leader della classifica generale, con lo stesso tempo totale di Gaudu, e conserva la maglia rossa. Terzo nella generale l’italiano Giulio Ciccone (Lidl-Trek), oggi in quarta piazza. Nulla da fare anche in questa frazione per Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), 34esimo all’arrivo. Domani è in programma la quarta tappa, la Susa-Voiron di 206.7 chilometri.

– foto Ipa Agency –
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Al Meeting le voci degli “Hibakusha” 80 anni dopo le bombe atomiche

RIMINI (ITALPRESS) – Al Meeting di Rimini si è alzata una voce antica e nuova allo stesso tempo: quella degli Hibakusha, i sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. A 80 anni da quelle esplosioni che segnarono per sempre la storia dell’umanità, due testimoni straordinari – Toshiyuki Mimaki, presidente della Nihon Hidankyo Organization e premio Nobel per la Pace 2024, e il professor Masao Tomonaga, medico dell’Università di Nagasaki – hanno raccontato cosa significa vivere dopo l’inferno nucleare e trasformare il dolore in impegno per la pace. L’incontro, moderato da Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting, è stato accompagnato da un gesto simbolico: la consegna di 10.000 origami, realizzati dalle comunità giapponesi come preghiera per la pace. “Ogni piega è una preghiera – hanno ricordato – perchè la memoria diventi speranza”.
Ad aprire il dialogo, la lettura di un messaggio inviato da monsignor Peter Michiaki Nakamura, arcivescovo di Nagasaki: “Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del bombardamento atomico. Il numero dei sopravvissuti sta diminuendo, stiamo entrando in una generazione che non conosce più l’esperienza della guerra. Per questo la testimonianza degli Hibakusha è ancora più preziosa: è un seme di pace che deve raggiungere il mondo intero”.
Toshiyuki Mimaki, che aveva solo tre anni quando la bomba cadde su Hiroshima, ha ripercorso la sua vicenda personale e quella del movimento Hidankyo, nato nel 1956. “La nostra convinzione – ha detto – è che armi nucleari e umanità non possono coesistere. L’umanità deve vivere”. Ricordando il suo predecessore Sunao Tsuboi, Mimaki ha citato il suo motto: “Non arrendersi mai”. Parole che hanno accompagnato decenni di battaglie civili e internazionali per l’abolizione delle armi atomiche. Momenti di grande intensità hanno attraversato il suo racconto: “Nel 2014, parlando negli Stati Uniti, ho iniziato scusandomi per l’attacco giapponese a Pearl Harbor. E alla fine una giovane donna americana mi consegnò una lettera: “Noi dobbiamo scusarci con il Giappone per Hiroshima e Nagasaki”. Ho capito allora che la vera pace nasce dal perdono reciproco”. Mimaki ha poi ricordato l’onore di aver incontrato il Presidente Sergio Mattarella a Hiroshima, nel marzo 2025: “Mi disse che la nostra lotta per un mondo migliore tocca tutti, perchè trasformiamo il dolore in monito e la tragedia in impegno”.
Il professor Masao Tomonaga, nato a Nagasaki nel 1945, ha intrecciato la sua biografia di Hibakusha con quella di medico e ricercatore. “Molti di noi – ha spiegato – sopravvissero alla devastazione iniziale e, pur segnati nel corpo e nell’anima, ebbero la forza di ricostruire. Già dopo tre mesi cominciarono a rialzare baracche, a fondare nuove famiglie. Oggi l’età media degli Hibakusha è di 86 anni: eppure continuiamo a testimoniare”. Tomonaga ha raccontato i risultati delle ricerche scientifiche: “Le radiazioni hanno danneggiato il DNA delle cellule staminali. Le anomalie possono rimanere silenti per decenni, causando tumori anche 80 anni dopo. Io stesso ho avuto un cancro alla prostata, curato con nuove terapie radiologiche. Ma gli effetti dell’esposizione sono permanenti: ecco perchè le armi nucleari sono anti-umane nella loro stessa natura”.
Il medico giapponese ha ricordato come il movimento Hibakusha abbia impedito finora l’uso di una terza bomba atomica: “Abbiamo gridato al mondo: Nagasaki deve essere l’ultima città colpita da una bomba atomica. Ma oggi il tabù nucleare si sta incrinando. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina e le minacce di Mosca, la possibilità di un nuovo impiego nucleare è diventata concreta”. Ecco allora l’appello ai giovani: “Noi Hibakusha non saremo qui per sempre. Tra pochi anni la nostra generazione scomparirà. Tocca ai giovani creare una solidarietà globale, capace di superare i confini tra Stati nucleari e non nucleari. Hanno il diritto e la responsabilità di costruire un mondo senza armi atomiche”.
Sia Mimaki che Tomonaga hanno sottolineato l’importanza di trasmettere la memoria: “Nelle scuole di Hiroshima e Nagasaki i bambini imparano la data e l’ora esatta delle esplosioni, visitano i musei, ascoltano le nostre storie. Cantano la canzone della pace. Vogliamo che anche i giovani di altri Paesi conoscano la nostra esperienza”. Guardando i volontari del Meeting, Mimaki ha concluso: “Mi ha colpito la dedizione dei giovani. Siete voi i veri protagonisti della pace. Vorrei che un giorno ragazzi di Hiroshima e Nagasaki venissero al Meeting a lavorare insieme a voi, per creare amicizia e solidarietà”. Le sue ultime parole hanno risuonato come un testamento: “Non arrendersi mai. E’ la frase che ha guidato la mia vita e che offro ai giovani come promessa di pace”.
L’incontro ha mostrato come sia possibile vivere la memoria non come rancore ma come responsabilità. “Ogni vittima – ha ricordato Scholz – non è un numero, ma una persona con una vita e una storia. La testimonianza degli Hibakusha ci dice che il male può essere superato, trasformato in un bene più grande”. Il Meeting si conferma un crocevia dove la memoria diventa presente, un luogo in cui la voce dei sopravvissuti si fa invito ad agire, oggi, per costruire pace.

– Foto Meeting di Rimini 2025 –

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Cdo e JTI, premiati al Meeting di Rimini i vincitori del Social Contest

RIMINI (ITALPRESS) – Sono stati proclamati oggi al Meeting di Rimini i quattro progetti vincitori del Social Contest 2025 – i tanti volti del bisogno, promosso da Cdo Opere Sociali grazie al sostegno di JTI Italia. Selezionati tra le 33 proposte provenienti da ogni angolo d’Italia, i progetti sono stati presentati durante il panel “Partenariato profit – non profit: nuove frontiere di uno sviluppo sostenibile”.
L’iniziativa, spiega una nota, ha l’obiettivo di promuovere azioni concrete di impatto sociale: dalla lotta alla povertà alla promozione del lavoro dignitoso, dalla riduzione delle disuguaglianze fino alla creazione di città e comunità più sostenibili.
Alla chiusura del bando sono stati raccolti 33 progetti provenienti da tutta Italia: quattro quelli premiati, ciascuno corrispondente a una delle aree di intervento individuate per questa edizione.
Per l’obiettivo “Sconfiggere la povertà”, il riconoscimento è andato a Banco non solo pane Odv con il progetto “Too Good to Waste”, che propone azioni concrete contro lo spreco alimentare e a sostegno delle famiglie in difficoltà. Per “Lavoro dignitoso e crescita economica” è stata premiata ATT Srl Impresa Sociale con “Ristorazione Inclusiva”, che crea opportunità professionali per persone svantaggiate attraverso attività imprenditoriali sostenibili nel settore della ristorazione. Per “Ridurre le disuguaglianze”, il progetto vincente è “CREA – La bottega dei talenti”, promosso Cura e Riabilitazione Società Cooperativa, che offre percorsi di cura, riabilitazione e inserimento socio-lavorativo per persone fragili. Infine, per “Città e comunità sostenibili”, a vincere è stata la Cooperativa Sociale Giotto, con il suo “Progetto Esperide”, dedicato al reinserimento lavorativo di persone detenute e alla valorizzazione degli spazi pubblici.
I progetti vincitori sono stati annunciati durante il panel del Meeting di Rimini Partenariato profit – non profit: nuove frontiere di uno sviluppo sostenibile. All’incontro, moderato  dal Direttore di Economy Sergio Luciano, hanno partecipato insieme a JTI Italia realtà rappresentative dei mondi profit e non profit: Banco Alimentare Lombardia, Amazon Business Italia e Fondazione Progetto Arca.
“Il convegno ha esplorato le potenzialità, ancora in parte inespresse, della collaborazione tra imprese e organizzazioni sociali – si legge ancora -. In un contesto segnato da sfide complesse come le disuguaglianze e la crisi climatica, infatti, la sinergia tra settori apparentemente distanti può generare soluzioni innovative e di alto impatto. Le competenze e le risorse delle aziende, se integrate alla conoscenza dei bisogni e alla capacità di attivazione del non profit, possono dare vita a modelli di cooperazione virtuosi e sostenibili. L’obiettivo del panel è stato quindi quello di delineare strategie capaci di aumentare l’efficacia degli interventi e promuovere un futuro più equo e resiliente per tutti”.
“Il Social Contest 2025 dimostra come l’impresa, quando agisce con responsabilità, possa generare un impatto positivo autentico nelle comunità in cui opera – ha dichiarato Didier Ellena, Amministratore Delegato di JTI Italia -. Sostenere progetti radicati nei territori e capaci di intercettare bisogni concreti significa contribuire, giorno dopo giorno, a costruire una società più equa e inclusiva. Siamo quindi orgogliosi di essere al fianco di realtà che, con competenza e passione, contribuiscono a trasformare le fragilità in opportunità di rinascita”.
“Aver incontrato un partner come JTI Italia è stata un’esperienza davvero positiva e portatrice di un grande valore aggiunto – ha invece commentato Stefano Gheno, Presidente di Cdo Opere Sociali -. L’intenzione di JTI di sostenere progetti sviluppati sul territorio dalle opere sociali nostre associate rappresenta, in modo concreto, quanto sia centrale per lo sviluppo dell’economia sociale nel nostro Paese il partenariato tra imprese profit e organizzazioni non profit. Del resto, proprio questo tipo di collaborazione è all’origine stessa della Compagnia delle Opere, ne costituisce la genesi e l’identità più autentica. La CDO è infatti un insieme di realtà che scelgono di condividere un cammino comune nella costruzione del bene, sia attraverso attività di natura sociale, sia tramite attività economiche più tradizionali. Questa collaborazione, che auspichiamo possa proseguire nel tempo, ci ha convinti fin dall’inizio e ci rende particolarmente felici di ospitare la premiazione del primo Social Contest, all’interno delle iniziative di Arena CDO presso il Meeting di Rimini”.

– foto ufficio stampa Spencer & Lewis –
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Zelensky “Nel fine settimana incontro tra delegazioni Usa e Ucraina”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Nel fine settimana l’Ucraina terrà una serie di incontri con i partner americani per discutere la possibilità di futuri colloqui di pace tra l’Ucraina e la Russia. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’incontro a Kiev con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. “Oggi ci sarà un incontro con Keith Kellogg per proseguire su questo argomento, nell’ambito dei preparativi per un futuro incontro con la delegazione russa”, ha detto Zelensky, secondo quanto riporta Rbc Ukraine.
“Sono grato per questa visita e per questo sostegno. Significa molto per noi. L’Ucraina apprezzerà sempre il sincero impegno della Norvegia nei confronti del nostro Stato”, ha aggiunto il presidente ucraino rivolgendosi al premier norvegese. Durante l’incontro si è discusso delle esigenze di difesa, del sostegno alle sanzioni, della cooperazione energetica, del lavoro all’interno della Coalizione per il ritorno dei bambini ucraini, delle prospettive diplomatiche e del coordinamento con i partner sulle garanzie di sicurezza.

– foto: Ipa Agency –
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Scooter investe un pedone in via Licata a Sciacca, auto si ribalta a Menfi

E’ rimasto a terra il pedone che e’ stato travolto da uno scooter con a bordo due ragazzi questa sera in via Giuseppe Licata.

L’uomo di mezza età sarebbe stato colpito lateralmente dal mezzo a due ruote e si è accasciato a terra, immediatamente soccorso dai passanti che hanno allertato il 118.

L’ambulanza ha trasportato al Giovanni Paolo II di Sciacca l’uomo che e’ sempre rimasto vigile e cosciente.

L’incidente ha mandato in tilt il traffico sulla strada a senso unico, sono state alcune persone di passaggio a regolare il traffico ed evitare ingorghi e che le operazioni di soccorso non subissero ritardi.

Incidente stradale anche a Menfi in via Inico. Un’auto con tre ragazzi a bordo ha urtato il marciapiede, sfiorato un’altra vettura e poi si è ribaltata.

Per fortuna, i tre giovani sono usciti illesi dall’auto e non ci sono state altre persone rimaste coinvolte e ferite dal rocambolesco sinistro.

Sul posto, sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale sanitario.

Assegno di Inclusione 2025, al via i rinnovi: guida completa su domanda, novità, requisiti e calendario dei pagamenti

Dal 1° luglio 2025 è possibile richiedere il rinnovo dell’Assegno di Inclusione (ADI) per i nuclei familiari che hanno esaurito le 18 mensilità previste. Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, con la nota n. 10558 dell’8 agosto 2025, tutte le istruzioni operative per accedere ad altri 12 mesi di sostegno economico. In questa guida, vediamo come fare domanda, quali sono i requisiti aggiornati, cosa cambia nel Patto di Attivazione Digitale (PAD) e quali sono le nuove date dei pagamenti.


✅ Come rinnovare l’Assegno di Inclusione: cosa serve

Se hai ricevuto l’ADI fino a giugno 2025, la tua vecchia domanda apparirà con lo stato “terminata”. Dal 1° luglio puoi inviare una nuova richiesta tramite il portale INPS, anche con l’assistenza di CAF o Patronati.

Per ottenere il rinnovo, sono richiesti:

  • Nuova domanda INPS
  • Patto di Attivazione Digitale (PAD) firmato (o già valido)

🟡 Attenzione: tra un periodo e il successivo è obbligatorio un mese di sospensione, come previsto dal decreto-legge n. 48/2023.


✍️ PAD e semplificazioni: cosa cambia nel 2025

  • Se il nucleo familiare è invariato, non è necessario sottoscrivere un nuovo PAD.
  • Se c’è una variazione (nuove nascite, decessi, separazioni), serve una nuova iscrizione al SIISL e la firma di un nuovo PAD.

📌 Se i contatti (telefono o email) sono cambiati, vanno aggiornati sia nella domanda INPS che sul portale SIISL per non rischiare ritardi o esclusioni.


📆 Incontro con i servizi sociali: entro 120 giorni

Tutti i beneficiari, anche quelli esonerati in passato, devono incontrare i servizi sociali entro 120 giorni dalla firma del PAD (o dalla presentazione della domanda, se il PAD è già attivo).

Se l’incontro non avviene entro la scadenza:

  • L’INPS sospende il pagamento dal mese successivo
  • La prestazione può essere riattivata solo se l’incontro avviene entro il 20 del mese successivo alla sospensione

📅 Esempio: se i 120 giorni scadono il 9 novembre 2025 e non c’è stato l’incontro, il pagamento di dicembre sarà sospeso.


🧾 Certificazioni per soggetti svantaggiati: attenzione alle scadenze

Chi ha indicato nella domanda la presenza di un componente in condizione di svantaggio deve:

  • Inserire nuovamente i dati della certificazione, se ancora valida
  • Presentare una nuova certificazione aggiornata, se quella precedente è scaduta o priva di data

⚠️ Se non si rinnova in tempo una certificazione scaduta (almeno 2 mesi prima), si perde il diritto al beneficio. L’estensione va comunicata tramite il modello ADI-Com.


💳 Pagamenti Assegno di Inclusione 2025: tutte le date

📍 Prime erogazioni mensili (nuovi beneficiari):

  • 14 agosto
  • 15 settembre
  • 15 ottobre
  • 15 novembre
  • 15 dicembre

👉 L’importo viene accreditato direttamente sulla Carta di Inclusione, ritirabile in Posta dal giorno 15 del mese successivo alla firma del PAD.

📍 Pagamenti mensili per chi ha già ricevuto ADI:

  • 27 agosto
  • 27 settembre
  • 27 ottobre
  • 27 novembre
  • 20 dicembre

In sintesi: cosa fare per non perdere l’ADI nel 2025

  • ✅ Presentare nuova domanda INPS dal 1° luglio
  • ✅ Avere un PAD valido o sottoscriverne uno nuovo
  • ✅ Rispettare i termini per l’incontro con i servizi sociali
  • ✅ Aggiornare eventuali certificazioni di svantaggio
  • ✅ Monitorare le scadenze per evitare sospensioni

Nomine dei Cda delle istituzioni comunali a Sambuca, il Pd e i Giovani Democratici chiedono trasparenza

A Sambuca di Sicilia si accende il dibattito attorno alle nomine dei Consigli di Amministrazione delle istituzioni comunali. Con una nota diffusa nei giorni scorsi, il Partito Democratico e i Giovani Democratici locali hanno espresso perplessità sulle modalità con cui il commissario straordinario ha scelto i componenti dei Cda dell’Istituzione Gianbecchina, del Teatro comunale “L’Idea” e della Biblioteca Navarro.

Il procedimento è iniziato il 28 luglio, con la pubblicazione di un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse. Tra i requisiti indicati figurava un “profuso impegno e comprovata esperienza nell’ambito culturale, artistico, bibliotecario o teatrale”. Successivamente, con la determina n. 6 dell’11 agosto 2025, sono arrivate le nomine, a fronte di 29 candidature presentate.

I democratici, pur rivolgendo un augurio di buon lavoro ai prescelti, hanno posto alcuni interrogativi: quali criteri siano stati adottati per la selezione, se sia stata effettivamente valutata l’esperienza in ambito culturale e se l’avviso pubblico abbia garantito trasparenza e merito.

“È naturale che le nomine effettuate da un sindaco e da un’amministrazione eletta abbiano una connotazione politica – si legge nella nota – ma in una fase commissariale dovrebbe prevalere l’esigenza di terzietà e continuità amministrativa”.

Il Pd e i Giovani Democratici hanno infine annunciato l’intenzione di accedere agli atti per visionare i curricula e verificare le motivazioni delle scelte.

WhatsApp, troppi messaggi ora sono reato: condannata per molestie anche tra parenti. La sentenza che fa scuola

Inviare troppi messaggi su WhatsApp, anche se a familiari o conoscenti, può diventare reato di molestia. Lo ha stabilito il Tribunale di Torre Annunziata con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, riconoscendo il valore penale di una comunicazione digitale eccessiva, anche senza contenuti offensivi o minacciosi.

Un episodio che accende i riflettori su un fenomeno sempre più frequente: l’abuso di messaggi come forma di pressione psicologica, soprattutto nei contesti familiari e tra persone legate da rapporti affettivi.


La vicenda: 70 messaggi vocali in 30 minuti

Tutto nasce da una lite tra cognate per la gestione di una casa estiva familiare. Una donna, infastidita dalla violazione di un accordo sulla turnazione dell’immobile, ha inviato 70 messaggi vocali in appena mezz’ora alla sorella del marito.

La destinataria ha vissuto quel comportamento come un’aggressione psicologica e ha sporto denuncia. Il giudice ha riconosciuto che la frequenza e l’insistenza dei messaggi avevano generato un disagio tale da configurare una molestia, nonostante il contenuto non fosse direttamente offensivo.


Cosa dice la legge: anche il numero e la frequenza contano

Con la sentenza n. 385 del 3 marzo 2025, il Tribunale ha stabilito che l’uso ossessivo di strumenti di messaggistica istantanea può integrare il reato di molestie previsto dall’articolo 660 del Codice Penale.

📌 Elemento chiave: il concetto di petulanza, ovvero l’insistenza eccessiva che invade la sfera privata della vittima. Non è necessario insultare o minacciare: basta sommergere l’altro di notifiche per creare uno stato di stress e disagio tale da giustificare l’intervento penale.


Il contesto familiare non giustifica la condotta

Il movente del gesto era legato alla frustrazione personale. Il fratello della vittima aveva occupato l’abitazione nel periodo assegnato alla sorella, scatenando la reazione furiosa della cognata. Ma il Tribunale ha chiarito che i legami di parentela non giustificano atteggiamenti vessatori, nemmeno se legati a dissidi familiari.

Anzi, il contesto emotivo e personale può rappresentare un’aggravante, se la comunicazione viene usata come arma per esercitare pressione psicologica.


Conseguenze penali e monito per tutti gli utenti digitali

La sentenza rappresenta un precedente importante: piattaforme come WhatsApp non sono zone franche. Il diritto alla privacy e alla serenità personale vale anche nel digitale, e chi supera i limiti rischia una condanna penale.

👩‍⚖️ Il giudice ha voluto inviare un messaggio chiaro:

“Ogni notifica può diventare un’aggressione se inviata con intento insistente e petulante”.

Chi subisce queste situazioni ha il diritto di denunciare. E chi comunica in modo ossessivo deve sapere che non basta evitare parole offensive per restare nel perimetro della legalità.


Educare all’uso consapevole della tecnologia

Questo caso è un campanello d’allarme per tutti: la comunicazione digitale ha conseguenze reali, anche legali. È fondamentale educare all’uso responsabile di WhatsApp e delle piattaforme social, riconoscendo i confini della libertà altrui e i rischi dell’insistenza.

📲 Anche tra amici o parenti, il rispetto non va mai messo in pausa, nemmeno dietro uno schermo.

Montevago, fino a 5.000 euro con il bonus trasferimento

Chi sogna una nuova vita in un piccolo borgo siciliano a Montevago può approfittare del bonus trasferimento, un’opportunità concreta per ottenere un contributo fino a 5.000 euro. Il Comune di Montevago ha prorogato al 14 settembre 2025 i termini per partecipare al bando pubblico che assegna risorse del Fondo di sostegno ai comuni marginali.

Il contributo è rivolto a nuclei familiari che decidono di trasferire la propria residenza e dimora abituale nel borgo, o che lo abbiano già fatto nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025.

Chi può richiedere il bonus trasferimento

Il bonus trasferimento è destinato a chi proviene da un altro comune italiano e decide di stabilirsi a Montevago in modo stabile e continuativo. I requisiti fondamentali per accedere al beneficio includono:

Trasferimento della residenza anagrafica e dimora abituale a Montevago;
Permanenza di almeno cinque anni nel comune, pena la restituzione del contributo;
Utilizzo del contributo per l’acquisto e/o ristrutturazione dell’immobile destinato a abitazione principale.

Il limite massimo del contributo erogabile è di 5.000 euro per ciascun beneficiario.

Come presentare la domanda

I cittadini interessati hanno tempo fino al 14 settembre 2025 per presentare domanda, grazie alla proroga di dieci giorni decisa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo.

Il modulo di domanda è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Montevago, dove è possibile trovare anche tutte le informazioni dettagliate e la documentazione necessaria per partecipare al bando.

Un’opportunità per vivere nel cuore della Valle del Belìce

Il bonus trasferimento rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche un’iniziativa strategica per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. Montevago offre un contesto tranquillo, con servizi essenziali e una comunità accogliente, nel cuore della Valle del Belìce.

Questa iniziativa mira a promuovere il ripopolamento del borgo e il recupero del patrimonio edilizio esistente, incentivando l’arrivo di nuovi residenti che desiderano investire in un futuro sostenibile e di qualità.