Montevago, fino a 5.000 euro con il bonus trasferimento

Chi sogna una nuova vita in un piccolo borgo siciliano a Montevago può approfittare del bonus trasferimento, un’opportunità concreta per ottenere un contributo fino a 5.000 euro. Il Comune di Montevago ha prorogato al 14 settembre 2025 i termini per partecipare al bando pubblico che assegna risorse del Fondo di sostegno ai comuni marginali.

Il contributo è rivolto a nuclei familiari che decidono di trasferire la propria residenza e dimora abituale nel borgo, o che lo abbiano già fatto nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025.

Chi può richiedere il bonus trasferimento

Il bonus trasferimento è destinato a chi proviene da un altro comune italiano e decide di stabilirsi a Montevago in modo stabile e continuativo. I requisiti fondamentali per accedere al beneficio includono:

Trasferimento della residenza anagrafica e dimora abituale a Montevago;
Permanenza di almeno cinque anni nel comune, pena la restituzione del contributo;
Utilizzo del contributo per l’acquisto e/o ristrutturazione dell’immobile destinato a abitazione principale.

Il limite massimo del contributo erogabile è di 5.000 euro per ciascun beneficiario.

Come presentare la domanda

I cittadini interessati hanno tempo fino al 14 settembre 2025 per presentare domanda, grazie alla proroga di dieci giorni decisa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo.

Il modulo di domanda è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Montevago, dove è possibile trovare anche tutte le informazioni dettagliate e la documentazione necessaria per partecipare al bando.

Un’opportunità per vivere nel cuore della Valle del Belìce

Il bonus trasferimento rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche un’iniziativa strategica per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. Montevago offre un contesto tranquillo, con servizi essenziali e una comunità accogliente, nel cuore della Valle del Belìce.

Questa iniziativa mira a promuovere il ripopolamento del borgo e il recupero del patrimonio edilizio esistente, incentivando l’arrivo di nuovi residenti che desiderano investire in un futuro sostenibile e di qualità.

Aica, Schifani riceverà la presidente Nobile a Palazzo d’Orléans

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, incontrerà nei prossimi giorni a Palazzo d’Orléans la presidente del Consiglio di amministrazione di Aica Agrigento, Daniela Nobile.

L’iniziativa arriva a seguito dell’appello pubblico lanciato dalla stessa Nobile, che ha chiesto un confronto diretto con il governatore per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda che gestisce il servizio idrico in provincia di Agrigento.

Sul tavolo la pesante crisi finanziaria dell’Aica, aggravata dal recente pignoramento dei conti disposto da Siciliacque, società di sovrambito di cui la Regione detiene il 25 per cento. Una vicenda che mette a rischio la continuità del servizio, gli stipendi dei quasi 300 dipendenti e la stabilità stessa dell’impresa.

Secondo quanto trapela da fonti regionali, l’obiettivo dell’incontro è garantire trasparenza, individuare soluzioni concrete e avviare un percorso che tuteli la comunità agrigentina, già duramente colpita dalle criticità del sistema idrico.

Aica torna al lavoro a Sciacca, cantiere in via Castello

Primo cantiere Aica dopo lo stop a Ferragosto a Sciacca. Una squadra di operai è impegnata in via Castello. “Sono lavori Aica che proseguiranno anche nei prossimi giorni in altre zone della città”, fa sapere il direttore generale, Francesco Fiorino.

Con l’insediamento del nuovo vertice di Aica e dopo un incontro con i rappresentanti del Comune di Sciacca si è proceduto, nei giorni scorsi, a due interventi, in località Foggia e in via Magellano, per riparazioni alla rete idrica.

Questa mattina in via Castello si è recato anche l’assessore comunale ai Servizi a rete, Alessandro Curreri. L’amministratore ha fatto sapere che i successivi lavori di Aica sono previsti in via dei Rovi, in contrada Perriera; lungo la condotta principale di località Cannaceci.

Curreri con la ripresa dei lavori si sbilancia fino ad affermare: “Possiamo recuperare 10 litri al secondo in una settimana”

Crisi idrica ad Agrigento, Catanzaro: “Bomba sociale e politica. Schifani non resti in silenzio”

0

La crisi idrica in provincia di Agrigento diventa terreno di scontro politico e istituzionale.

Dopo le dure dichiarazioni della presidente del cda di Aica, Danila Nobile, che ha parlato di “una strategia per portare l’azienda pubblica al fallimento e favorirne l’acquisizione da parte di Siciliacque, con il sostegno occulto della politica”, arriva l’intervento del capogruppo Pd all’Ars, Michele Catanzaro.

“Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, non può più limitarsi a osservare da lontano la drammatica escalation del conflitto tra Aica, gestore del servizio idrico nell’Agrigentino, e Siciliacque, di cui la Regione detiene il 25% – afferma Catanzaro –. Quelle della presidente del cda sono parole pesanti come macigni che non possono essere ignorate: si parla apertamente di figure che dietro mentite spoglie lavorano per fare fallire una società pubblica. Tutto ciò è gravissimo”.

Secondo il deputato democratico, la situazione rischia di travolgere non solo l’azienda ma anche centinaia di lavoratori e migliaia di utenti. “Aica – sottolinea – ha i conti bloccati, quasi 300 dipendenti senza stipendio e cittadini che assistono impotenti a un disastro annunciato, in una provincia dove il servizio idrico è tra i peggiori d’Italia”.

Catanzaro richiama inoltre l’attenzione sulla posizione di Siciliacque, che lamenta difficoltà finanziarie per i crediti vantati: “Se non si interviene subito – avverte – si rischia di compromettere l’intero sistema idrico regionale”.

Il capogruppo Pd accusa la Regione di nascondersi “dietro slogan e promesse”, sottolineando come i dissalatori non siano la soluzione al problema strutturale delle perdite idriche dovute a condotte obsolete. “Serve un intervento immediato, concreto e trasparente – conclude –. Chi governa ha il dovere di agire. Ora. Non domani. Non con parole, ma con fatti”.

A Sciacca il “Cammino per la pace”, marcia e spettacolo per costruire insieme la convivenza

“Non c’è cammino per la pace, la pace è il cammino”. La citazione di Gandhi diventa il cuore pulsante di “Un cammino per la pace”, iniziativa organizzata dal Lions Club Sciacca Host, presieduto da Francesco Fiorino, insieme ai clubs della zona 28 del Distretto 108Yb Sicilia.

La manifestazione si svolgerà con partenza sabato alle 19:30 da piazza Angelo Scandaliato. Un percorso simbolico che vuole coinvolgere cittadini, giovani e istituzioni in un momento di riflessione collettiva sui valori della convivenza pacifica, del dialogo e della solidarietà.

Il corteo si concluderà al Teatro Samonà, dove il pubblico potrà assistere allo spettacolo “Guerre – Achille ed Ettore – “La morte dell’eroe” dell’artista Alfonso Veneroso.

L’iniziativa si distingue per il suo carattere corale. Insieme a Fiorino, partecipano i presidenti dei Lions Clubs della zona. Giuseppe Spallino (Ribera), Donatella Calcara (Sambuca Belice), Santo Botta (Menfi) e Giovanna Tigri (Sciacca Terme), sotto il coordinamento del presidente di zona Gaetano Ferraro.

Torna a casa l’arcivescovo Damiano dopo il brutto incidente dello scorso maggio

Dopo tre mesi di degenza e riabilitazione, l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, ha annunciato il suo rientro.

A comunicarlo è stato lo stesso in un messaggio indirizzato ai presbiteri dell’Arcidiocesi, con il quale ha espresso gratitudine per la vicinanza ricevuta e condiviso la gioia di poter riprendere, gradualmente, il suo ministero.

L’arcivescovo di Agrigento era rimasto coinvolto in un incidente stradale il 25 maggio scorso. Nel sinistro, sono rimasti feriti padre e figlio di Ribera in maniera più grave. Entrambi sono stati dimessi e sono tornati a casa.

“Ringraziandovi per le vostre premure e il vostro accompagnarmi con la preghiera in questi tre mesi di degenza – ha scritto – vi comunico che domani mattina sarò dimesso e trascorrerò qualche giorno a casa.

La riabilitazione sta dando i suoi frutti e, prudentemente, cammino senza bisogno di ausili; certo non potrò riprendere subito i ritmi abituali. Rientrerò in episcopio il 3 settembre e il 6 presiederò la celebrazione eucaristica nella Dedicazione della chiesa Cattedrale. Con il salmista preghiamo: «Il Signore ama il suo popolo, incorona i poveri di vittoria». Dio onnipotente e misericordioso benedica voi e le comunità a voi affidate”.

Il ritorno di monsignor Damiano sarà segnato da due appuntamenti significativi nella Cattedrale di San Gerlando.

Il 5 settembre, vigilia della Solennità della Dedicazione e anniversario della sua consacrazione episcopale, alle ore 21 si terrà una veglia di preghiera. Il 6 settembre, invece, alle ore 20, l’arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica della Dedicazione della Basilica Cattedrale, chiesa madre dell’Arcidiocesi e segno di unità per l’intera comunità ecclesiale agrigentina.

Il ritorno dell’arcivescovo rappresenta un momento di gioia e di speranza per la Chiesa agrigentina, che in questi mesi ha accompagnato con la preghiera il suo pastore.

Completata la seconda irrigazione a Ribera e pagati tutti gli stipendi ai dipendenti del consorzio

Buone notizie per il mondo agricolo: viene completata in queste ore la seconda irrigazione di soccorso nel Riberese e il Consorzio di bonifica Agrigento 3 ha pagato tutti gli stipendi arretrati ai propri dipendenti.

La Regione pochi giorni fa ha autorizzato il prelievo straordinario di acqua dalla diga Castello, sul fiume Magazzolo, in territorio di Bivona e Alessandria della Rocca. La decisione ha consentito di garantire l’irrigazione nei campi del comprensorio servito dalla diga Castello, un’area che aveva visto crescere l’apprensione degli operatori agricoli per il rischio di interruzione dell’approvvigionamento idrico.

Complessivamente, nel versante Riberese con la seconda irrigazione sono stati distribuiti poco meno di 2 milioni di metri cubi di acqua e questo grazie anche ai lavoratori del Consorzio di bonifica Agrigento 3 che sono rimasti all’opera anche dovendo riscuotere più mensilità che adesso sono state interamente pagate.

“Il pagamento degli stipendi arretrati ai lavori è un fatto molto importante – osserva Franco Colletti, della Flai Cgil – e questo grazie all’ultimo decreto della Regione e alle continue sollecitazioni del sindacato”.

Il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo: “La seconda irrigazione di soccorso è stata completata adesso sul Magazzolo, servito dalla diga Castello, mentre sul Verdura era stata completata in precedenza. Sul Magazzolo è stata necessaria una diversa ripartizione dei volumi sia con l’acqua del Gammauta che con la derivazione del Castello. Questo ha consentito di completare il secondo ciclo in breve tempo. Se si fosse andato avanti solo con l’acqua del Gammauta i tempi sarebbero stati maggiori. Così sopravviveranno le piante e in qualche caso si garantirà anche la produzione”.

Ruvolo, però, avverte: “Serve una terza irrigazione e si provvederà a breve a quantificare i volumi d’acqua disponibili dalla diga di Prizzi. Sarà più difficile dal Castello e quindi si spera nelle piogge anche nelle nostra zone. Ricordiamoci che in questa zona non piove dallo scorso mese di aprile”.




Padre Nuara raccoglie 150 abiti da sposa usati e pronti per la donazione

Ha riscosso un’ottima adesione l’iniziativa di don Antonio Nuara, rettore della chiesa di San Pellegrino di Ribera che ha promosso una raccolta di abiti da sposa usati per essere donati.

Sempre a proposito di spose, qualche anno fa, Padre Nuara si era reso protagonista di una polemica contro le spose che si presentavano all’altare indossando abiti scollati e inadatti ad un luogo sacro come la chiesa. 

 “Gli abiti da sposa – secondo don Nuara – si usano solo una volta, e se rimangono nell’armadio si consumano. Se invece vengono offerti a chi non può comprarne uno, l’amore vissuto da chi li ha indossati la prima e unica volta può rivivere nella gioia di altre donne”.

L’iniziativa ha trovato subito riscontro: sono arrivati oltre 150 abiti nuziali, “uno più bello dell’altro”, racconta il parroco.

Gli abiti sono stati consegnati a padre Gaspare Di Vincenzo, direttore della Pontificia Opera Missionaria attiva in Congo, e saranno poi destinati a diverse realtà: due comunità caritative di Catania, la Missione di Ismani in Tanzania e la Missione Salesiana in Madagascar, guidata dal vescovo salesiano monsignor Rosario Vella, originario di Canicattì e amico d’infanzia dello stesso don Nuara.

Una catena di solidarietà che trasforma un simbolo di festa e amore in un dono concreto per giovani spose che altrimenti non avrebbero potuto permetterselo.

Prorogate le autorizzazioni brevi per le aree demaniali marittime in Sicilia

Anche per il 2025 la Regione Siciliana ha disposto la proroga delle autorizzazioni brevi relative alle aree demaniali marittime. La misura, adottata già lo scorso anno, consente agli operatori del settore balneare di non dover smontare le strutture il 31 agosto, termine previsto originariamente dalla normativa.

La decisione nasce dall’esigenza di compensare i ritardi amministrativi che hanno fatto slittare l’avvio della stagione estiva. La proroga, che potrà estendersi fino a 30 giorni, permette così alle imprese di completare le attività senza subire disagi e garantisce allo stesso tempo la piena fruizione delle aree demaniali da parte delle comunità costiere e dei turisti.

«Un provvedimento di buon senso – sottolineano dagli uffici del Dipartimento Ambiente della Regione – che risponde alle sollecitazioni degli operatori e tutela un comparto strategico per l’economia locale».

La misura interessa in particolare i titolari di concessioni temporanee che gestiscono stabilimenti balneari e servizi stagionali lungo il litorale siciliano, assicurando loro un margine di continuità in un’estate caratterizzata, come già accaduto nel 2024, da avvii tardivi dovuti a lungaggini burocratiche.

La scuola pesa come un mutuo, spesa da oltre 1.300 euro a studente per il ritorno in classe

Settembre non porta solo il ritorno sui banchi, ma anche una spesa che rischia di pesare come un macigno sui bilanci familiari. Secondo il Codacons, per l’anno scolastico 2025/2026 il conto tra libri e materiale didattico può superare i 1.300 euro per studente, con aumenti generalizzati rispetto allo scorso anno.

Gli articoli di cartoleria registrano rincari medi compresi tra il +3% e il +5% rispetto al 2024. I prezzi parlano da soli. Per uno zaino griffato si superano i 200 euro, un astuccio completo può arrivare a 60 euro e un diario a 40. 

Alla classica corsa agli acquisti si aggiungono ora i modelli hi-tech. Zaini con luci led, casse Bluetooth e power bank integrati, prodotti che strizzano l’occhio alla digitalizzazione ma che fanno lievitare ulteriormente i listini.

Nemmeno i libri di scuola fanno eccezione. L’Istat ha certificato a luglio un rincaro medio del 3,8% rispetto al 2024. Una tendenza che trova conferma anche nell’ultimo rapporto Antitrust. Quattro editori controllano l’80% del mercato e le “nuove edizioni” dei testi, spesso con modifiche marginali, impediscono alle famiglie di ricorrere all’usato. 

Le misure introdotte per contenere i costi, secondo il Codacons, hanno prodotto risultati modesti: i tetti di spesa vengono superati, i libri digitali non hanno attecchito e gli sconti della grande distribuzione non vanno oltre il 15%.

Nonostante la stangata, il Codacons suggerisce alcune strategie per contenere la spesa. Rinunciare ai prodotti di tendenza legati a brand o personaggi consente un risparmio fino al 40%. Acquistare nei supermercati approfittando delle promozioni può abbattere i costi del 30%. Conviene inoltre rinviare l’acquisto di quaderni e penne, che diventano più economici a stagione iniziata, e attendere le indicazioni dei docenti per non comprare materiale superfluo. Infine, i kit promozionali vanno valutati con attenzione, controllando qualità e contenuto. Per gli zaini, meglio puntare sui modelli trolley rispetto a quelli a spalla.