Lampedusa nel giorno del ricordo, Niosi: “Delinquenti continuano a gestire il traffico di migranti”

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Oggi è un giorno di lutto  e di riflessione per Lampedusa segnato dal ricordo di 368 migranti che hanno perso la vita, il 3 ottobre del 2013, mentre tentavano la traversata verso Lampedusa. Diverse le iniziative che già da giorni animano Lampedusa e che si concludono oggi con una marcia verso la Porta dell’Europa e una cerimonia in mare per ricordare quanti persero la vita in quella notte. Del dramma vissuto dai migranti e delle ragioni per le quali oggi è stata cambiata la rotta e gli sbarchi avvengono con sempre maggiore frequenza verso Sciacca, Ribera, Realmente e Porto Empedocle abbiamo parlato con Michele Niosi, ex comandante del Circolare di Lampedusa.

Viola il divieto di avvicinamento a due donne, saccense ai domiciliari

I carabinieri della compagnia di Sciacca hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Antonino Atria, di 53 anni, saccense. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Gip del Tribunale di Sciacca, in seguito alle indagini svolte dai militari dell’Arma, con cui sono state accertate ripetute violazioni del “Divieto di Avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese”, provvedimento che era stato adottato dall’autorità giudiziaria lo scorso agosto, per atti persecutori che riguardava, in qualità di vittime, due donne di Sciacca.

Il presunto stalker, infatti, avrebbe più volte disatteso il divieto imposto dal giudice di non avvicinarsi alle due donne, seguendole finanche nel corso di una funzione religiosa in chiesa, ove desisteva dal suo intento solo dopo il tempestivo intervento di una pattuglia dei carabinieri.

Il Tribunale, di recente, lo aveva sottoposto anche alla misura di sicurezza della libertà vigilata, poiché ritenuto persona socialmente pericolosa.

Dopo i rilievi segnaletici presso il Comando dei Carabinieri di Sciacca, Atria è stato ristretto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Contrabbando di sigarette: marsalese arrestato a Ribera

I carabinieri di Ribera hanno arrestato un incensurato di 28 anni, Francesco Zerilli, originario di Marsala con l’accusa di contrabbando di sigarette. Gli investigatori ritengono che si tratti del corriere che, con un furgone, ha raggiunto la spiaggia di Piana Grande, dove sulla battigia era stato depositato un carico di 815 stecche di sigarette oltre otto mila per un totale di 240 chilogrammi, per un valore di circa 50 mila euro, di probabile provenienza nordafricana. Alla vista della pattuglia, l’uomo a bordo del furgone si è allontanato a folle velocità, ma successivamente bloccato e arrestato in flagranza di reato ad uno dei posti di blocco fatti scattare nelle arterie stradali principali della zona dal Comando operativo dei Carabinieri. L’arrestato, dopo i rilievi segnaletici presso la Compagnia Carabinieri di Sciacca, è stato tradotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.  

Il giornalista agrigentino Silvio Schembri inviato del programma “Le Iene”

Ha fatto il suo esordio domenica scorsa come inviato del noto programma televisivo “Le Iene”, il  giornalista agrigentino Silvio Schembri. Durante la prima puntata della nuova edizione condotta da Nicola Savino, Nadia Toffa, Giulio Golia e Matteo Viviani.  Schembri, formatosi nella professione ad Agrigento, è stato dapprima redattore  del sito AgrigentoNotizie, poi inviato per la “Gabbia Open”, trasmissione condotta dal giornalista Gianluigi Paragone,  e ora il nuovo approdo nelle reti Mediaset.  Oltre agli inviati più fedeli e consolidati dello show che tratta temi scottanti anche altri due giovani new entry nel cast come il palermitano Ismaele La Vardera e il calabrese Antonino Monteleone. 

Lutto cittadino a Porto Empedocle per Giuseppe Barbato, il diciassettenne morto nell’incidente di domenica scorsa

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La salma del ragazzo, ieri mattina, secondo quanto disposto dalla Procura di Agrigento, è stata sottoposta ad ispezione cadaverica dopo l’apertura dell’inchiesta, un atto dovuto per chiarire e accertare le cause del sinistro, un incidente autonomo che non ha coinvolto altre vetture. Mentre sembrano essere migliorate le condizioni della diciottenne che era in sella allo scooter di Giuseppe Barbato. La ragazza, dopo essere stata operata d’urgenza, a quanto pare per una emorragia, all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, è stata trasferita ieri in elisoccorso del 118 – all’ospedale “Civico” di Palermo. Ora le sue condizioni sembrano essersi stabilizzate. 

Il pasticciere Fiasconaro entra nel Guinness world record per la cubbaita più lunga del mondo

Domenica sera, nel corso della serata conclusiva della manifestazione che si è svolta a Mazara del Vallo “Blue sea land”, Nicola Fiasconaro, maestro pasticciere di Castelbuono, ha ricevuto dalle mani di Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della pesca e crescita blu, l’attestato del Guinness world record per la cubbaita più lunga del mondo realizzata nell’edizione dello scorso anno. La cubbaita, è un dolce di origine araba a base di zucchero e mandorla, ed è stata ritenuto uno degli «ambasciatori» del buon cibo della sesta edizione della kermesse dedicata al mare, alla pesca e al Mediterraneo.

“Aiutarono un menfitano a sottrarsi alla giustizia”, in tre rinviati a giudizio

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Alberto Davico, ha rinviato a giudizio Patrizio Cammarata, di 52 anni, Maria Vita Castellano, di 50, e Giovanna Bilello, di 20, tutti di Menfi, con l’accusa di avere aiutato Francesco Pecora, di 26 anni, pure menfitano,  a sottrarsi all’esecuzione della pena disposta a suo carico. Cammarata e Castellano gli avrebbero dato ospitalità, mentre la Bilello lo avrebbe accompagnato e supportato durante un suo viaggio in Germania, durante la sospensione dell’ordine di esecuzione della pena. Pecora ha fatto perdere le proprie tracce dopo un permesso dalla casa lavoro di Favignana. Prima udienza per i tre, difesi dagli avvocati Enrico Di Benedetto, Giuseppe Scorsone e Nino Sutera, il 5 dicembre prossimo.

Dopo la sentenza della Cassazione il saccense Amato trasferito in carcere

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per il tentato omicidio della moglie il saccense Accursio Amato, di 55 anni, è stato trasferito in carcere. Si trovava, da tempo, ai domiciliari. La settimana scorsa la Suprema Corte aveva aveva dichiarato inammissibile il ricorso proposto dai suoi difensori, gli avvocati Mauro Tirnetta e Paolo Puccio. Amato, che era Lsu del Comune di Sciacca, deve scontare circa 3 anni di reclusione. La vicenda è del dicembre 2014 quando ha colpito la moglie con un taglierino e poi si è recato al cimitero dove lo hanno trovato, con ferite che lui stesso si era procurato, agenti del commissariato di polizia e operatori del 118.

Sbarchi fantasma, parla il magistrato Vella: “Fenomeno nuovo, ancora tutto da comprendere”

“Non conosciamo ancora la reale portata della rotta tunisina, quella che ha scelto questo versante sud occidentale della Sicilia per i nuovi recenti sbarchi”. Lo ha detto questa sera, in un’intervista rilasciata al nostro giornale, il magistrato Salvatore Vella, sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, che segue da anni le indagini sugli sbarchi di immigrati clandestini. “Dobbiamo ancora capire bene – ha aggiunto – le ragioni per le quali queste persone lasciano la Tunisia, dove al momento non ci sono guerre, per raggiungere le nostre zone”. A proposito della reazione della società nei confronti degli sbarchi, caratterizzata anche dall’intolleranza, a giudizio di Salvatore Vella “emerge in tutta la sua drammaticità, un preoccupante sentimento razzista”. Il magistrato commenta poi anche il fenomeno del contrabbando di sigarette provenienti dal nord Africa.

Pericolosa la provinciale 44 Santa Margherita-Fondovalle: l’ex assessore Bonifacio scrive alla Procura

Non è la prima volta che l’ex amministratore del Comune di Santa Margherita di Belice Tanino Bonifacio solleva il problema della pericolosità della strada provinciale 44, quella che collega la città del Gattopardo con la contrada Gulfa e la Fondovalle Sciacca-Palermo. Lo storico dell’arte ha deciso di inoltrare l’ennesima denuncia alla procura della Repubblica, al Prefetto e ai carabinieri. Sotto accusa, da parte del prof. Bonifacio, è finita anche quella che definisce “inadeguata manutenzione effettuata dalla ex provincia regionale di Agrigento  e la mancanza  di un’apposita segnaletica di avviso di pericolo”. Bonifacio, che evidentemente si fa portavoce delle preoccupazione della collettività, chiede alle autorità un urgentissimo intervento, “al fine – dice –  di scongiurare il verificarsi di qualche incidente stradale che potrebbe compromettere la salute o arrecare  danni irreparabile alla  vita dei cittadini.