Anche gli scout di Sciacca a Palermo alla manifestazione in ricordo del giudice Paolo Borsellino
Oggi ricorre il 25simo anniversario della strage mafiosa in cui vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, su cui ancora non si conosce tutta la verità, e questa mattina il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli sarà in via D’Amelio per partecipare alle manifestazioni. Anche la commissione Antimafia guidata da Rosi Bindi sarà a Palermo e tra l’altro ascolterà le testimonianze del superstite della strage Antonio Vullo e della figlia del giudice, Fiammetta.
A Palermo anche gli scout dei gruppi Sciacca 1 e Sciacca 2. Per tutta la giornata si alterneranno dibattiti e manifestazioni organizzati dall’associazione Agende rosse per ricordare il magistrato fino alla fiaccolata di questa sera che attraverserà la città.
(Nella foto, lo scout di Sciacca Claudio Termine con Pif)
Vanificato il lavoro dei volontari di Sciacca Pulita, un tappeto di bottiglie sulla spiaggia dello Stazzone
Appena un mese fa una decina di volontari di Sciacca Pulita hanno rimosso centinaia di bottiglie in vetro e altri rifiuti dalla spiaggia dello Stazzone.
Questa mattina abbiamo constatato che i giovani che frequentano la zona, nonostante la presenza dei contenitori per i rifiuti, hanno nuovamente trasformato la spiaggia in discarica.
Una situazione allucinante e che rende necessari immediati provvedimenti da parte delle autorità preposte sia il Comune che il Circomare.
Tutto lo sdegno per questo spettacolo indecoroso da parte di Piera Catanzaro, di Sciacca Pulita, in un’intervista a Risoluto.it
Svolta nelle indagini sull’incendio Pierderici, le fiamme sarebbero partite dal terreno di proprietà privata
Novità nelle indagini sull’incendio di venerdì scorso nel bosco di Pierderici, a Sciacca, con le fiamme che hanno lambito palazzi di via Emilio Ravasio. A quanto pare il rogo sarebbe partito da un’area di proprietà privata. A questa conclusione sarebbero giunti gli uomini del Corpo Forestale di Sambuca, competenti per gli accertamenti nell’area boschiva. Altri accertamenti li stanno svolgendo i vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca. In pratica, qualcuno che avrebbe bruciato stoppie o comunque acceso un fuoco non si sarebbe attenuto alle regole ed ai divieti previsti. Ulteriori accertamenti sono in corso da parte del Corpo Forestale di Sambuca. Al termine delle verifiche sarà presentata un’informativa alla Procura della Repubblica di Sciacca. Se l’ipotesi dell’incendio divampato in un terreno di proprietà privata che poi si è spostato al bosco venisse confermata scatteranno anche tutte le sanzioni previste per il privato. Gli accertamenti vengono eseguiti sulla base del protocollo promosso dalla Procura della Repubblica di Sciacca.
Immigrazione clandestina, il menfitano Montalbano resta in carcere
I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno confermato questa sera la custodia cautelare in carcere per il menfitano Felice Montalbano, di 58 anni, operaio, difeso dagli avvocati Pietro e Palma Alongi, e per la tunisina Sarra Katerchi, di 36, assistita dall’avvocato Francesco Di Giovanna, accusati di associazione per delinquere dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono coinvolti nell’operazione “Scorpion Fish” del Gico della Guardia di Finanza. Montalbano è accusato di avere messo a disposizione della donna e del marito, pure tunisino e coinvolto nella stessa operazione, un appartamento a Menfi. Per Sarra Katerchi il Riesame ha annullato l’aggravante della transnazionalità dell’associazione. Un altro menfitano coinvolto nella stessa inchiesta, Pietro Bono, pescatore, difeso dall’avvocato Accursio Gagliano, si trova ai domiciliari.
I due tunisini arrestati a Menfi
L’inchiesta “Ghost Rider”, per l’Ipasvi non può esserci interruzione di pubblico servizio per il 118
Sull’inchiesta “Ghost Rider” della Guardia di Finanza con numerosi indagati su presunti casi di assenteismo in strutture sanitarie pubbliche riberesi è intervenuto il presidente del Collegio Ipasvi, Salvatore Occhipinti, inserendo alcuni elementi di novità in particolare per il 118. “Francamente non volevo intervenire sulla vicenda, ma sentendo i vari commenti delle gente è necessario fare delle precisazioni – scrive Occhipinti – . Il clamore mediatico fatto attorno all’ episodio del 118 rischia di mettere in ombra il prezioso operato svolto da infermieri, autisti soccorritori e medici del 118 che quotidianamente su tutto il territorio della regione siciliana ed in particolar modo nella nostra provincia si adoperano per fronteggiare le varie emergenze sanitarie. Chi ha sbagliato è giusto che paghi – aggiunge Occhipinti – e noi siamo pronti ad esercitare il nostro ruolo istituzionale con eventuali provvedimenti disciplinari. Il servizio 118 non è un servizio di pronta disponibilità ma un servizio di guardia attiva 24 ore su 24. Non conosco gli atti dell’inchiesta ma parlare di interruzione di pubblico servizio mi sembra davvero troppo. Si configura tale reato se l’equipaggio del 118 a fronte di una chiamata della Centrale Operativa (il nostro 118 risponde alla Centrale Operativa di Caltanissetta), non è pronto a partire per i soccorsi sanitari richiesti perché impegnato in faccende personali. Il personale del 118 che si ferma a comprare da mangiare con il telefono pronto a rispondere alla chiamate della C.O. ed altrettanto pronto a mettersi in ambulanza ed essere immediatamente operativo, di sicuro non commette nessuna omissione. Spero che presto sia fatta chiarezza sull’intera vicenda – conclude – in modo da discolpare o definire eventuali responsabilità”.
Nella foto, Salvatore Occhipinti
Un parco attrezzato nell’area del Cansalamone, il progetto presentato nel 2011 dall’architetto Bono
L’architetto Giovanni Bono, tecnico del Comune di Sciacca, il 31 gennaio del 2011, ha presentato un progetto riguardante la riqualificazione dell’area del Cansalamone per destinarla a parco attrezzato. E’ un progetto che può essere realizzato anche a stralci e che prevede soluzioni importanti anche per la realizzazione di aree di parcheggio. Risoluto.it pubblica la relazione descrittiva.
“La crescente richiesta nel tempo di una maggiore qualità urbana, si va a tradurreanche in un’esigenza di spazi verdi di qualità. Oggi si ha la piena consapevolezza che il verde urbano è un elemento fondamentale della qualità civica. Scopo di tale proposta progettuale è la riqualificazione e il riutilizzo funzionale di un’area completamente abbandonata che attualmente risulta essere un ricettacolo di immondizia e sterpaglie varie, che va sicuramente riqualificata attraverso degli interventi mirati che possano portare alla naturale sistemazione con l’installazione di verde e con destinazione polifunzionale. Il parco polivalente di che trattasi, è stato pensato e progettato come sopra detto, con l’intento di rivalutare una zona completamente abbandonata e degradata, offrendo al visitatore la possibilità di fare delle lunghe passeggiate a contatto con la natura. L’area interessata da detta proposta progettuale è estesa complessivamente H. 7,00. Attualmente la suddetta area ricade secondo il vigente Piano Comprensoriale n°6 in zona contrassegnata con simbologia “E” (verde agricolo). Detta area, risulta tagliata a metà dall’attuale strada di collegamento tra il porto e la zona nord in direzione per Palermo e/o Agrigento. Per collegare l’intero parco, sono state previste n°2 scale da realizzarsi con struttura portante in acciaio e con due ascensori elevatoi, che consentiranno l’attraversamento di detta strada con dei cavalcavia e elevatori (vedi grafici planimetrici). L’intervento di che trattasi, oltre a dare visibilità e decoro a tale spazio abbandonato, consentirà di uniformare la città vecchia con quella nuova, (di espansione della zona d della Perriera), permettendo inoltre di integrare e rendere fruibile tale spazio, adibendolo a verde pubblico, con strutture di servizio correlate con il grande polmone di verde attrezzato. Infatti, all’interno del parco, oltre ad una gran varietà di piante e vegetazione come: pioppi, salici, faggi, aceri, tigli, sequoie, platani, olmi, pini marini, fico, lavanda, ginestra, carrubo, falso pepe ecc.: inoltre, all’interno del parco, sarà prevista una segnaletica collocata nei punti strategici dello stesso parco, proprio per rendere facile la fruizione del parco stesso a tutti i visitatori, riportando le indicazioni necessarie delle aree attrezzate come:
- parchi robinson e fantabosco
- il teatro naturale;
- la vasca-fontana e i giochi d’acqua;
- il percorso della salute ;
- il percorso ciclabile;
- i campetti di bocce;
- i sentieri pedonali per passeggiate;
- le aree attrezzate con tavoli e panchine;
- i chioschi;
- le aree destinate a parcheggi (vedi planimetria allegata);
- il parco robinson e fantabosco
- il teatro naturale
- la vasca – fontana e giochi d’acqua
- I percorsi della salute
- il percorso ciclabile
- i campetti di bocce
- i sentieri pedonali per passeggiate
- Le aree attrezzate con tavolini e panchine
- i chioschi
- le aree destinate a parcheggio
Danni al monumento eretto ad Agrigento in memoria del giudice Rosario Livatino
Alla vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio, un altro simbolo antimafia è stato fatto oggetto di un vergognoso atto vandalico. Ignoti, infatti, hanno danneggiato il monumento eretto nei pressi dell’omicidio, avvenuto il 21 settembre del 1990, costato la vita del sostituto procuratore di Agrigento Rosario Livatino. La scritta al centro della stele a lui dedicata, eretta alla periferia di Agrigento, è stata spaccata in due. Nei giorni scorsi l’attacco al busto di Giovanni Falcone, nella scuola situata nel quartiere Zen di Palermo. Episodi che suscitano più di qualche interrogativo sull’attuale livello della coscienza civile nei confronti della lotta alla mafia.
Via D’Amelio 25 anni dopo: per non dimenticare Paolo Borsellino e la battaglia della Sicilia contro la mafia
Via D’Amelio 25 anni dopo. Ricorre domani l’anniversario della strage in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Due mesi dopo la tragedia di Capaci, Cosa nostra proseguì nel suo attacco frontale a chi, attraverso quel pool antimafia tanto osteggiato anche ai piani alti delle stesse istituzioni, combatté una delle più straordinarie battaglie contro la mafia, culminata nel maxiprocesso di Palermo. Dopo la morte del suo amico fraterno Giovanni Falcone, Borsellino accusò una forte solitudine, che lo vide sofferente nei confronti di uno Stato che sentì sempre più lontano. Secondo le recenti ipotesi della Procura di Palermo in merito alla presunta trattativa Stato-mafia, utile a porre fine alla strategia stragista messa in atto dalla mafia, Paolo Borsellino avrebbe assunto una posizione particolarmente rigida, pagando con la vita la sua inflessibilità. Una tragedia, quella di via D’Amelio, da sempre circondata da un alone di mistero, a partire dall’agenda rossa che il magistrato conservava all’interno della sua borsa da lavoro, scomparsa pochi istanti dopo l’esplosione della Fiat 126 parcheggiata davanti l’abitazione della mamma. A Palermo ma anche in diversi altri comuni si stanno organizzando delle iniziative di commemorazione doverosa, in memoria di un evento che ha rappresentato uno dei tanti spartiacque della storia siciliana.
L’inchiesta di Sandro Ruotolo su Matteo Messina Denaro e Castelvetrano
E’ stata pubblicata sul portale online Fanpage l’inchiesta del giornalista Sandro Ruotolo sul latitante Matteo Messina Denaro. Un servizio giornalistico che racconta i legami del boss con la sua città natale che potete vedere cliccando qui sul video.
L’inchiesta parte mostrando la casa natia del boss, i suoi legami parentali e anche la figlia dello stesso latitante che vive insieme alla madre ancora in città. Il giornalista ha intervistato anche Lorenzo Cimarosa, figlio di Giuseppe Cimarosa, pentito di Castelvetrano che ha permesso con la sua collaborazione di arrestare molti degli affiliati del super latitante.
Nell’inchiesta di Ruoloto svelati anche i rapporti tra il politico Giovanni Lo Sciuto, deputato regionale e componente della Commissione regionale antimafia, ritratto in una vecchia foto vicino al boss. Deputato Lo Sciuto che oggi con una nota stampa si è schierato contro l’inchiesta giornalistica e accusando Ruotolo di avere infangato il suo nome con la cultura del sospetto.
E’ un ottantenne il saccense arrestato per incendio e la Procura ha chiesto al Gip la conferma dei domiciliari
Emergono nuovi particolari sull’arresto di un saccense, per incendio, operato domenica scorsa dai Carabinieri nella zona termale di Sciacca. Si tratterebbe di un ottantenne che è stato posto ai domiciliari e per il quale la Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto oggi al Gip la convalida e la conferma dei domiciliari.
Le indagini procedono nel più assoluto riserbo e i Carabinieri stanno valutando ogni singolo elemento raccolto.
L’anziano sarebbe stato sorpreso da un Maresciallo dei Carabinieri mentre armeggiava delle sterpaglie in fiamme che già lambivano la macchia mediterranea. A seguito di perquisizione è stato trovato in possesso di due accendini a gas perfettamente funzionanti. Non avrebbe saputo fornire alcuna giustificazione plausibile in relazione al porto dei due accendini. Adesso,la Procura ha chiesto la convalida dell’arresto e la conferma dei domiciliari.



