Incendio sotto il ponte Cansalamone, bruciano sterpaglie

E’ divampato nelle prime ore del pomeriggio di oggi, un incendio che si è diffuso nella zona adiacente alla via Nastasi e al Ponte Cansalamone. Un principio d’ incendio divampato da alcune sterpaglie e che poi si è esteso interessando una più ampia zona alimentato dal vento leggero. Sul posto, da circa un’ora è già in azione una squadra dei vigili del fuoco di Sciacca che sono intervenuti per spegnere le fiamme. Le fiamme sarebbero già sotto controllo.  

Simone Di Paola in consiglio solo se vince la Valenti: “Mizzica ha intercettato quello spazio vuoto lasciato a sinistra”

“Nel voto di Mizzica c’è tanto del popolo del centrosinistra”. L’analisi di Simone Di Paola, esponente del Partito Democratico parte dai risultati che hanno visto da un lato l’affermazione di Mizzica come partito in grado di fare meglio del più strutturato Pd a Sciacca. “In politica vige una regola elementare da sempre molto semplice – spiega il consigliere comunale uscente di opposizione che in caso di sconfitta di Francesca Valenti rimarrebbe fuori dall’aula Falcone Borsellino – ed è quella che ogni spazio lasciato vuoto, viene riempito”. Per Simone Di Paola, un decennio fa il rappresentante di quella Sinistra giovanile a Sciacca che oggi ha visto confluire in Mizzica molti dei suoi componenti, invita tutta la dirigenza dei democratici ad interrogarsi sulle ragioni che hanno portato a lasciare uno spazio politico vastissimo che i dirigenti di Mizzica, come dice Simone Di Paola, hanno saputo “intelligentemente” colmare. “Francesca Valenti – ribadisce Di Paola – ha il dovere di rivolgersi adesso a quella fetta di elettorato che ha votato per Mizzica  e le proposte di cambiamento chiedendo di tornare a casa loro perché soltanto Francesca Valenti in questo ballottaggio rappresenta il cambiamento rispetto chi ha già amministrato e rappresenta il vecchio. Lei è l’unico elemento di discontinuità”.    

Primo confronto tra Valenti e Bono in vista del ballottaggio, torna stasera il Forum di Risoluto

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Archiviato il primo turno, l’election day del 25 giugno prossimo si avvicina e stasera i due candidati che hanno avuto accesso al ballottaggio, si confronteranno nel primo dibattito che li vedrà, uno contro uno, ospiti della redazione giornalistica di Risoluto.it Continua così il ciclo di Forum, speciale elezioni comunali, di Risoluto che ha seguito passo passo l’evolversi dapprima della campagna elettorale, poi la lunga notte dello spoglio  e adesso, si prepara alla cronaca dell’ultima sfida che decreterà il prossimo sindaco della città di Sciacca. Stasera, dunque in diretta live sulla pagina Facebook e sul sito di Risoluto alle ore 20,30, i due candidati Francesca Valenti e Calogero Bono si sottoporranno alle domande dei giornalisti Giuseppe Pantano, Massimo D’Antoni e Giovanna Venezia. Con un format già sperimentato e che i lettori hanno premiato con numerosi accessi e contatti, sarà possibile  interagire con i due candidati tramite chat, un modo per conoscere meglio e da vicino i due pretendenti in corsa per la guida di Palazzo di Città.

I volti nuovi del consiglio comunale di Sciacca, Pasquale Montalbano primo eletto del Pd

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Pasquale Montalbano ha superato uscenti e volti nuovi del Partito Democratico e si è piazzato al primo posto della lista del Partito Democratico. Commercialista, vicino alle posizioni dell’onorevole Vincenzo Marinello, è stato sostenuto anche da Enzo Marinello, commissario Sogeir. Sull’ipotesi di apparentamento con l’area Mizzica- Futuro Presente afferma che sarà oggetto di valutazione.

Fazio rinuncia al ballottaggio, nuovo scossone alle elezioni a Trapani.

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Valenti-Bono: punti di forza e di debolezza. Chiave di volta delle loro strategie: la designazione degli assessori mancanti

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Farà caldo domenica 25 giugno. Lo farà già alle 6 del mattino, quando torneranno ad insediarsi i seggi elettorali, anche se stavolta non è prevista la maratona (disumana) a cui sono stati sottoposti i componenti delle sezioni. Il ballottaggio, dal punto di vista organizzativo e della risoluzione del giallo è, infatti, un’operazione facile facile. Tutt’altro che facile, però, sono gli scenari che avvicinano a questo appuntamento. Entro domenica 18 bisognerà presentare, nella Segreteria del Comune, eventuali alleanze e apparentamenti per il secondo turno. Ce ne saranno? La risposta al momento è no. Ma, come insegna la storia recente di questa città, in politica non c’è niente di definitivo. Chi, nel 2004, avrebbe potuto immaginare un apparentamento tecnico tra Turturici, Segreto e Messina insieme contro Mariolina Bono? Bono: i punti di forza e quelli di debolezza. Come punto di forza Calogero Bono ha dalla sua, sicuramente, il risultato del primo turno. Confida che non sia solo un dato numerico e statistico, ma che passi, nell’immaginario collettivo, l’idea di una candidatura che possa rivelarsi definitivamente vincente, oltre che credibile. È consapevole che la sua non è stata un’affermazione di dimensioni epocali. Tuttavia, è questa affermazione che gli ha consentito di tagliare per primo il traguardo. Ma sa fin troppo bene, anche, che il ballottaggio ha una storia diversa. Sciacca, peraltro, è una città dove tradizionalmente l’eredità dell’Amministrazione precedente rischia di essere una zavorra, e non un vantaggio. Ne consegue che Calogero Bono cercherà di invertire questa rotta. Obiettivo invero difficilissimo, perché in comune con i candidati esclusi al primo turno Bono non ha pressoché nulla. E, dunque, margini per allargare il raggio d’azione ne ha ben pochi. Bono non vuole metterla sulla sua maggiore esperienza all’interno delle istituzioni civiche, perché non è certo questo l’argomento che può fare presa nei confronti dell’elettorato. E allora il suo tentativo sarà quello di lavorare ai fianchi l’opinione pubblica, impostando la seconda parte della sua campagna elettorale sulla moderazione, manifestando il proprio pubblico apprezzamento per la ventata di novità che, con oltre il 40% consegnato a Mizzica e Movimento 5 Stelle, ha caratterizzato questa consultazione elettorale. La parola d’ordine consegnata da Calogero Bono al suo staff è, dunque: no agli attacchi, sì al dialogo. Non si capisce fino a che punto Bono possa temere un eventuale apparentamento tra la sua avversaria e il movimento Mizzica. Dopo che le parti se le sono date di santa ragione, sarebbe facile da parte di Calogero Bono metterla sul piano dell’incoerenza. Nel frattempo Bono è chiamato a giocarsi bene le carte della designazione degli altri due assessori, anche se sarà difficile resistere alle pressioni. Come agire? Tenere conto dei risultati delle singole liste o decidere liberamente? Non dimenticando la speranza, di Bono, di attrarre almeno una parte dei voti andati al primo turno al Movimento 5 Stelle, i cui militanti, si sa, considerano il Pd come il fumo negli occhi. Valenti: i punti di forza e quelli di debolezza. È indubbio che la candidatura di Francesca Valenti sia cresciuta di settimana in settimana. È riuscita a farsi conoscere e a far passare il messaggio di una professionista e madre di famiglia che, pur avendo accettato di prestarsi alla politica, a fianco peraltro di personalità piuttosto esperte, ha comunque dettato la linea con estrema fermezza, non esitando a generare un certo malcontento sin dall’inizio, soprattutto nei confronti della componente di Sciacca Democratica, quando si trattò di scegliere l’assessore, designazione a cui gli amici di Nuccio Cusumano preferirono poi rinunciare. Sa bene, l’avvocato Valenti, che sul piano politico tutti pensano che sarebbe naturale da parte sua addivenire ad un accordo con Mizzica, magari proponendo ad un loro esponente un ruolo di peso nella sua amministrazione, con l’obiettivo (ovviamente) di attrarre i voti di Fabio Termine. Francesca Valenti è perfettamente consapevole di avere, in vista del ballottaggio, superiori margini di crescita rispetto a Calogero Bono. Confida, ovviamente, che l’elettorato di Mizzica, forse per affinità, possa spostare il consenso verso di lei, immaginando, non a torto, che un orientamento da parte di questo gruppo nei confronti del suo avversario apparirebbe piuttosto improbabile. Eppure l’avvocato Valenti potrebbe anche temere di snaturare il proprio progetto, e alla fine potrebbe essere lei la prima a rifuggire dall’idea di tentare la strada dell’apparentamento, guardando peraltro al rischio che l’elettorato possa non capirlo, né accettarlo. Insomma: Francesca Valenti a questo punto appare orientata a puntare con maggiore determinazione rispetto al primo turno sul voto d’opinione, parlando alla gente e cercando anche lei di interpretare le esigenze di cambiamento venute fuori dal voto. Tutto questo malgrado non abbia nascosto la propria preoccupazione in merito al fenomeno del voto disgiunto, che l’ha penalizzata di ben dieci punti rispetto al 35 per cento circa incassato dalla coalizione. A Bono è andata sicuramente meglio, lo scostamento tra il voto alla sua persona e quello alle liste è stato nettamente inferiore. La coalizione di centrosinistra sa che con Francesca Valenti può tornare al governo della città. Ma, al pari del suo avversario, anche la candidata ha la necessità di azzeccare la designazione degli assessori mancanti. Anche lei sarà di fronte ad un bivio: accontentare gli appetiti dei capilista che l’hanno supportata oppure estrarre qualche coniglio dal cilindro?  

Appaltato dal Comune di Sciacca il servizio di assistenza ai bagnanti che inizierà il primo luglio

Il Comune di Sciacca ha appaltato il servizio di assistenza e vigilanza ai bagnanti nelle spiagge di Sciacca che inizierà il primo luglio prossimo. La gara è stata vinta dall’associazione di volontari di Trapani che ha già espletato il servizio nel 2016. Il Comune spenderà 47 mila euro visto che sull’importo a base d’asta di 60 mila euro è stato praticato un ribasso di poco superiore al 18 per cento. Seconda offerta quella di una ditta di Sciacca che ha presentato un ribasso leggermente superiore.  Previste due postazioni a San Giorgio e una a Timpi Russi, Foggia, Renella, Capo San Marco e Maragani. Il servizio verrà effettuato svolto fino al 29 agosto. Da quando, negli ultimi anni, il Comune rivolge il servizio alle associazioni di volontari che hanno spese inferiori risparmia circa la metà del badget rispetto al passato quando spendeva circa 80 mila euro. Del servizio di occupa la Polizia Municipale.

I volti nuovi del consiglio comunale, Teresa Bilello: “Al ballottaggio, presenterò scheda bianca”

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Né Bono né Valenti, la neoeletta al consiglio comunale Teresa Bilello ha le idee chiare sul voto del prossimo 25 giugno. Insieme ad Alessandro Curreri, è una dei due grillini candidati al consiglio comunale che sono stati eletti in sala Falcone Borsellino. “Non mi sento rappresentata da nessuno dei due e per questo voterò scheda bianca”. Niente di nuovo, in perfetta ottica pentastellata che per regolamento vieta gli apparentamenti. Mamma ed insegnante, Teresa Bilello, è risultata la più eletta fra i candidati del Movimento della quale è una attivista fin dal 2012.

Bono scrive alla città e ringrazia gli sconfitti. La Valenti esorta al cambiamento. Primi timidi tentativi di apparentamenti?

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“Siamo al ballottaggio, stavolta non ci sarà una seconda chance”. Inizia così la lettera aperta pubblicata sul profilo Facebook di Calogero Bono, candidato a sindaco del centrodestra che a 48 ore dalla “sbornia elettorale” del primo turno, consultazione che lo ha visto primeggiare, ma non strafare da portarlo ad una vittoria a primo turno, ricomincia la marcia verso l’election day del 25 giugno prossimo e stavolta, sarà una roulette secca: o lui o la Valenti. Lo sa talmente bene il candidato Bono che ricorda nella sua missiva indirizzata a tutta la città che: “Comunque vada l’esito del voto, esso sarà (volente o nolente) la volontà espressa dal Popolo di Sciacca. E quindi dovrà essere accettata perché frutto di una scelta libera”. Bono che non manca di ringraziare i suoi supporter: “Grazie per la vostra stanchezza a fine giornata – scrive loro, ai quali richiede un ultimo sforzo –  per il vostro sudore e per i No grazie che avete incassato con signorilità ma che non vi hanno fatto arretrare di un passo dalla vostra posizione”. Il candidato, però in un passaggio della sua missiva, ringrazia anche gli sconfitti, chi non sarà al ballottaggio, Fabio Termine, Domenico Mistretta e Stefano Scaduto:“E vorrei dire (se me lo permettono) che questa non è, e non deve essere considerata una sconfitta, perché la loro presenza in campo dimostra che in questa città esiste una vivacità culturale e politica non indifferente accompagnata da una molteplicità di progetti che può sicuramente fare bene al nostro futuro”. Bono che adesso, pare aver archiviato i toni e gli screzi da campagna elettorale scrive: “Io non credo che il 40% della gente abbia votato per “protesta” – puntualizza-  contro i partiti tradizionali, qualcuno si, ma sono fermamente convinto che gli elettori abbiano votato i loro programmi elettorali e la loro voglia di offrirli alla città. E bisogna ammetterlo, nel programma elettorale di Mizzica, in quello del Movimento 5 stelle e nel programma di Stefano Scaduto c’erano punti oltremodo interessanti di cui bisognerà tenere conto per il bene della città”. Un discorso distensivo quello di Bono che pare aprire a chi è rimasto fuori verso il suo progetto politico. Ambasceria, prove tecniche per eventuali apparentamenti? Intanto, anche Francesca Valenti affida le sue riflessioni ad un post sul suo profilo da candidata, un messaggio meno inglobante e più esortativo verso chi vuole il cambiamento: “Durante la campagna elettorale – scrive la Valenti – ho sentito invocare, da tantissimi cittadini e diverse forze politiche, un cambio di rotta, una necessità di rinnovamento politico, un nuovo corso amministrativo per la nostra martoriata città. E il voto del primo turno ha confermato tale orientamento. Ebbene, l’ultima possibilità per una vera svolta l’avremo il 25 giugno”. Parole, quelle della professoressa, che sembrano, invece un richiamo per quella fetta di elettorato che al primo turno ha votato per le forze di rottura come Mizzica e Cinque Stelle. Due modi diversi di intendere anche questa seconda partita che stavolta, li vedrà contrapposti uno contro uno.  

Percepiva pensione d’invalidità perche’ tetraplegico, ma guidava il camion

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Fingeva di essere tetraplegico e per 11 anni, è riuscito a farla franca percependo una pensione d’invalidità del cento per cento per un totale di 223.500 euro. Lo hanno scoperto i carabinieri di Ragusa, che hanno denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino residente a Vittoria, B.S., di 43 anni. L’indagine nei suoi confronti è scaturita da un incidente stradale dello scorso luglio. Il tunisino falso tetraplegico era alla guida di un grosso camion lungo la S.P. 17 di Vittoria. B.S nel 2015 era riuscito ad ottenere anche il rinnovo della propria patente di guida per mezzi pesanti, senza prescrizioni, dichiarando di essere perfettamente idoneo.