Scelti gli assessori, Bono e Valenti iniziano l’ultima partita.
La consegna delle nomine assessoriali di oggi sancisce l’inizio degli ultimi concitati giorni di campagna elettorale in vista del ballottaggio per i due candidati a sindaco. Ultimi sette giorni per convincere l’elettorato e ora, che le squadre assessoriali sono al completo, inizia di fatto, l’altra partita.
Il termine ultimo per completare l’esecutivo era fissato per le ore 14 di oggi. Per primo, è stato Calogero Bono a firmare e consegnare le sue nomine nelle mani del segretario generale, Alessandra La Spina. L’ex presidente del consiglio è arrivato accompagnato da due consiglieri comunali uscenti, mentre Francesca Valenti è giunta nell’ufficio comunale accompagnata dal marito.
La Valenti si è mostrata e detta serena rispetto a quest’ultimo adempimento. Le ulteriori due nomine sono andate su Filippo Bellanca, già presidente del consiglio e più volte consigliere comunale da sempre espressione più diretta del gruppo dei “cusumaniani”. Ha confermato così le indiscrezioni delle ultime ore. I due si aggiungono all’avvocato Annalisa Alongi, all’ingegnere Gioacchino Settecasi e a Paolo Mandracchia.
Più incertezza vi è stata per la scelta di Bono dove le fibrillazioni maggiori si sono registrate in Alternativa Popolare e Forza Italia, ma alla fine il candidato che aveva imposto la sua linea di nomine tecniche ha prevalso rispetto le aspettative dei due partiti su nomine orientate più alla politica. Bono ha nominato su questa scia l’architetto Tony Bilello per l’area di Alternativa Popolare e l’avvocato Maurizio Gaudio per Sciacca al Centro. Mentre ha aggiunto alla nomina di Lorenzo Maglienti quella di Angela Casciaro sostituendo la precedente nomina di Vittorio Di Natale. L’altro componente di Giunta era stato scelto a primo turno e si tratta del commercialista Rino Dulcimascolo.
Valenti sceglie Buscarnera e Bellanca, Bono punta su Casciaro, Bilello e Gaudio
Hanno consegnato in questi minuti le nomine assessoriali i due candidati Bono e Valenti all’ufficio segreteria del comune di Sciacca.
Alla fine, Bono ha optato per un altro nome in quota Forza Italia rispetto quello di Vittorio Di Natale che ha ceduto il passo verso Angela Casciaro. Mentre per Sciacca Al Centro, ha scelto l’avvocato Maurizio Gaudio. Tecnica anche la nomina dell’architetto Tony Bilello in quota Alternativa Popolare.
Ha confermato invece le indiscrezioni dell’ultimo minuto Francesca Valenti che ha aggiunto gli altri due nomi all’esecutivo gia’ composto da Annalisa Alonge, Gioacchino Settecasi e Paolo Mandracchia. Si tratta di Filippo Bellanca e l’ingegnere Michele Buscarnera.
Nel centrodestra sta passando la linea Bono, arrivano i tecnici scelti da Alternativa Popolare e Sciacca al Centro
A poche ore dal termine ultimo per il completamento delle squadre assessoriali, mentre il centrosinistra ha già deciso la nomina di Filippo Bellanca, vicesindaco e Michele Buscarnera assessore, nel centrodestra starebbe per passare la linea di Calogero Bono che prevede la nomina di due tecnici. A quanto pare sfumerebbe l’ipotesi dei primi delle liste privilegiando quella di un tecnico indicato dalle due componenti. Sia Alternativa Popolare di Giuseppe Marinello che Sciacca al Centro di Fabrizio Di Paola proprio in questi minuti terrebbero con professionisti di Sciacca proponendo la nomina di assessore comunale.
Si tratterebbe di avvocati ed ingegneri. Si parla anche di un medico. Per quanto riguarda Forza Italia invece, c’è l’ipotesi di un cambio rispetto alle nomine già effettuate con Angela Casciaro che prenderebbe il posto di Vittorio Di Natale. Angela Casciaro risulta tra gli eletti in consiglio nell’ipotesi di vittoria di Calogero Bono. Ancora qualche ora e si conosceranno le ipotesi definitive.
I nuovi assessori di Sciacca, il centrosinistra sceglie Bellanca e Buscarnera, nel centrodestra ancora acque agitate
Notte agitata per la politica saccense, i due candidati al ballottaggio devono definire la composizione della Giunta entro le 14 di oggi.
Le fibrillazioni tra i vari schieramenti delle due coalizioni sono ancora in atto, ma il centrosinistra ha già deciso la nomina di Filippo Bellanca, della lista Sciacca Democratica, vicesindaco, mentre l’ingegnere Michele Buscarnera sarà il quinto assessore, in quota Sicilia Futura con probabile delega all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.
E se quindi, Francesca Valenti ha già ultimato il suo lavoro trovando l’ok della coalizione che la sostiene al suo esecutivo, più travagliato è lo sforzo richiesto in queste ore per Calogero Bono che continua a discutere in particolare, con Alternativa Popolare, Sciacca al Centro e Forza Italia sulle prossime nomine.
Sciacca al Centro è la compagine che pare abbia già chiuso il cerchio attorno a Salvatore Monte, assessore uscente che forte del numero di consensi riportati nella sua lista, è stato riproposto nonostante abbia già ricoperto l’incarico nella Giunta Di Paola. Metodo che invece, Alternativa Popolare ancora ricerca per individuare la propria espressione in Giunta: unica certezza per gli Alfaniani è quella di non affidarsi nuovamente a chi ha già rivestito l’incarico, escludendo a priori un nuovo impegno dell’ex assessore Gaetano Cognata e in questo caso lanciando Giuseppe Milioti, secondo degli eletti.
Anche se il progetto di Bono era quello di nomine tecniche per il completamento della Giunta. A quanto pare, seguendo questa linea, si sarebbe chiesto un passo indietro ad uno degli assessori già nominati, Vittorio Di Natale, di Forza Italia, che però ha seccamente rifiutato.
Per Bono, l’altro fardello resta anche l’individuazione di una donna per il suo esecutivo. Si è fatto il nome di Loredana Bollara, quinta più votata in Alternativa Popolare, altrimenti verrebbe effettuato un pressing su Forza Italia per individuare una donna.
In entrambi gli schieramenti rimarrebbe aperta la questione dell’individuazione dei papabili alla presidenza del consiglio, ma è un argomento che al momento, viene rimandato a dopo il ballottaggio.
Stasera alle 20,30 i due candidati a sindaco saranno ospiti di Risoluto.it nel dibattito che si potrà seguire sul sito e su Facebook.
Confessa e patteggia l’ultimo dei serbi accusati della rapina nella villa dell’imprenditore Cacioppo di Ribera
L’ultimo dei serbi arrestati per la rapina del 13 ottobre 2013 nell’abitazione dell’imprenditore di Ribera Salvatore Cacioppo ha ammesso le proprie responsabilità e patteggiato davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella. Svetozar Damnjanovic, di 33 anni, ha patteggiato la pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Una pena inferiore rispetto a quella degli altri componenti della banda. Gli sono state concesse le attenuanti giudicate equivalenti alle aggravanti contestate e poi il giudice ha tenuto conto dell’ammissione delle responsabilità. Il suo ruolo, comunque, sarebbe stato inferiore rispetto agli altri. Pubblico ministero il sostituto procuratore Michele Marrone. Svetozar Damnjanovic, difeso dall’avvocato Francesco Di Giovanna, è stato localizzato, nello scorso mese di gennaio, in Germania, nel distretto di Rotenburg, e consegnato dalla polizia tedesca alle autorità italiane. I componenti della banda, tutti di origine serbo-bosniaca, erano a vario titolo di rapina in abitazione aggravata dall’uso delle armi e detenzione abusiva e ricettazione di arma comune da sparo. In quattro, armati di pistola e bastone, fecero irruzione nell’abitazione dell’imprenditore, malmenandolo e sparando alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio. Poi si sono impossessati di monili in oro e di un’autovettura utilizzata per la fuga. Per altri sono già arrivate le condanne, definitive, della Corte di Corte di Cassazione.
Assessori designati: Valenti indicherà Bellanca e l’ing. Buscarnera. Problemi per Bono, coalizione contraria ai tecnici
A poche ore dalla presentazione della lista degli assessori designati da parte dei due candidati a sindaco, la coalizione di centrosinistra capeggiata da Francesca Valenti sembra aver trovato l’intesa di massima sui nomi da presentare alla segreteria generale del Comune. Ad Annalisa Alongi, Paolo Mandracchia e Gioacchino Settecasi (da lei indicati prima del primo turno), si aggiungeranno quasi certamente i nomi di Filippo Bellanca e dell’ingegnere Michele Buscarnera. Alla fine, dopo le voci che si inseguivano da ore (Nino Venezia, Elvira Frigerio, Alberto Sabella, Sergio Indelicato e Claudio Allegro), sarebbe caduta sul professionista saccense, ex grande elettore dell’Mpa, oggi personaggio di punta di Sicilia Futura, la scelta riguardante il riconoscimento a dare a questa forza politica. Ben più complessa è, invece, la situazione nel centrodestra. Calogero Bono sta faticando oltremisura a convincere i partiti della coalizione circa la necessità di nominare degli assessori tecnici, rivedendo in parte anche le designazioni iniziali (Vittorio Di Natale, Lorenzo Maglienti e Rino Dulcimascolo). C’è chi, infatti, tra i candidati al Consiglio (a partire da chi non è stato eletto) scalpita per essere designato assessore. Bono sta puntando i piedi, ma teme che irrigidendosi tiri oltremodo la corda. Al momento tutto è, dunque, in sospeso. Oltretutto il candidato a sindaco più votato del primo turno ha anche il problema di dovere garantire una quota rosa. Si parla, quindi, della necessità di indicare una donna. In tale direzione Alternativa Popolare sarebbe pronta a proporre a Bono il nome di Loredana Bollara, titolare di un laboratorio di analisi, seconda dei non eletti al Consiglio nella lista del partito del senatore Marinello. Se Bono non riuscisse a spuntarla sui tecnici, a questo punto, la giunta si chiuderebbe con il quinto assessore, che sarà indicato da Sciacca al Centro. Qui la scelta potrebbe cadere ancora una volta su uno tra gli uscenti Salvatore Monte e Ignazio Bivona, ma dovendo accettare di capitolare di fronte alle pretese dei partiti, Bono vorrà cercare almeno di strappare alla coalizione la facoltà di indicare almeno assessori che siano debuttanti. Un altro obiettivo non facile. E saranno, le prossime, ore febbrili per il centrodestra. Sì, perché il negoziato è solo all’inizio.
Avviata la statalizzazione del “Toscanini”, il direttore alle istituzioni: “Sosteneteci fino a quando non sarà portata a termine”
Il direttore del Toscanini di Ribera, Mariangela Longo definisce “una tappa fondamentale” l’approvazione definitiva anche al Senato del disegno di Legge n.2853 di conversione del Decreto Legge 24 Aprile 2017 n.50, per l’avvio della statalizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali non statali.
“Un momento che – come puntualizza il direttore – importante per il quale dal nostro insediamento abbiamo lavorato duramente e che vogliamo condividere con tutti i docenti, gli studenti e le loro famiglie e con tutti i rappresentanti delle istituzioni che al Governo, al Parlamento Regionale e Nazionale e nel territorio hanno lottato al nostro fianco credendo nel valore del Toscanini (unica Istituzione di Alta Formazione Artistico Musicale del territorio) e che hanno contribuito a tenerlo in vita ,con l’auspicio di continuare a lottare insieme fino al completo raggiungimento dell’obiettivo”.
Il direttore che rivolge dunque, un ringraziamento ai rappresentanti delle istituzioni siciliane, auspica che la legge venga applicata al più presto con Decreto Ministeriale secondo le priorità annunciate dalla Ministra Fedeli, ovvero partendo dalle gravissime emergenze già accertate dal Miur soprattutto derivate dal collasso delle Province che in Italia ha messo a serio rischio la sopravvivenza di alcune Istituzioni di Alta Formazione Artistico Musicale.
“Il nostro Istituto – conclude Mariangela Longo – infatti già dal 2015 non ha più alcun ente finanziatore a causa dell’azzeramento dei fondi da parte dell’ ex Provincia Regionale di Agrigento, oggi Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento, ed è sopravvissuto finora con grandi sforzi dei docenti e con i fondi di emergenza Statali e Regionali. Ai rappresentanti delle Istituzioni chiediamo quindi di continuare a sostenerci fino a quando la statalizzazione dell’Istituto Toscanini, polo di eccellenza del territorio, non sarà portata definitivamente a compimento”
Castelvetrano, contatti tra mafia e gli ex candidati a sindaco. Rosy Bindi contro Abate e Pompeo.
Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, nella seduta dell’8 giugno scorso, ha parlato del “caso Castelvetrano”. Non si tratta delle motivazioni che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale a pochi giorni dalle elezioni, ma di dichiarazioni rese per approfondimenti dedicati alle consultazioni amministrative.
“Abbiamo acceso – ha detto la Bindi – un focus su Castelvetrano da due anni grazie anche al comportamento di alcuni consiglieri tra cui Pasquale Calamia ed esprimiamo soddisfazione per la decisione presa relativa allo scioglimento del Comune. Ricordo anche che il Sindaco aveva avuto parole di rimprovero verso chi aveva segnalato la presenza mafiosa nella comunità di Castelvetrano e, invece, non erano invece stati richiamati all’ordine coloro i quali esprimevano una sorta di solidarietà nei confronti di Messina Denaro”.
La presidente ha, inoltre sottolineato come, grazie anche alla sollecitazione al Ministro fatta dalla commissione antimafia, Castelvetrano non sia andata al voto.
Ed è proprio a proposito dei candidati sindaco per le amministrative che la Bindi fa delle dichiarazioni più interessanti, ad esempio, a proposito di Maurizio Abate: “Vanno ricordate – ha detto Abate – alcune sue eloquenti dichiarazioni riportate alla stampa con cui, in sostanza, negando l’esistenza della mafia, inveiva contro Giuseppe Cimarosa, figlio del collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa, a sua volta cugino di Matteo Messina Denaro, la cui tomba è stata vilipesa proprio lo scorso maggio, invitandolo a prendere le distanze dal padre mentre, di converso elogiava la criminalità organizzata della quale condivideva le ragioni della devianza”.
Poi la Bindi a proposito di Abate ha ricordato che lo scorso marzo: “…E’ stato condannato in primo grado per violenza privata ed è a processo anche per furto aggravato. Oltre ad avere nella sua unica lista un nome ben noto a Castelvetrano. Trattasi infatti di un soggetto già condannato due volte, nel duemila e nel duemilaquattro, per minaccia, nonché fratello di uno dei fedelissimi di Matteo Messina Denaro, scarcerato da poco, dopo quasi un ventennio di reclusione per fatti di mafia e per traffico di stupefacenti”.
Ma le dichiarazioni della Bindi in Commissione non hanno riguardato soltato il candidato Abate, ma anche Gianni Pompeo: “Nel corso di una pregressa indagine, cosiddetta Golem 2, che portò all’arresto di diversi fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, si era registrata una conversazione in cui un associato mafioso lasciava intendere l’esistenza di passati rapporti con il predetto candidato e i vertici mafiosi di Castelvetrano”.
La registrazione alla quale fa riferimento Rosy Bindi riguarda un’intercettazione del 2008 dove uno dei fiancheggiatori del boss in macchina con la moglie riportava di presunti precedenti rapporti e contatti tra Pompeo e il fratello del più noto latitante Matteo Messina Denaro.
Al palazzo di giustizia di Sciacca con un punteruolo di 16 centimetri, denunciata una donna
Stava entrando al palazzo di giustizia di Sciacca portandosi un punteruolo di 16 centimetri. E’ stata bloccata prima dal metal detector e poi dall’agente di servizio che ha fatto scattare subito i controlli. Una donna di 70 anni, di Sciacca, non avrebbe saputo fornire spiegazioni credibili sulle ragioni per le quali teneva il punteruolo nella borsa ed è stata denunciata per possesso di oggetti atti ad offendere. La settantenne si trovava al palazzo di giustizia perchè era parte offesa in un processo. La denuncia nei suoi confronti è degli agenti del commissariato di polizia di Sciacca che contribuiscono a garantire i servizi di sicurezza al palazzo di giustizia.
Due anziani accampati tra le corsie del San Giovanni di Dio
Due anziani, da alcune settimane vivono accampati nella struttura sanitaria di contrada Consolida ad Agrigento. I due marito e moglie non sono degenti dell’ospedale agrigentino, ma si sono trasferiti tra le corsie facendone un’abitazione.
Dormono nelle sedie della sala d’aspetto, mangiano e usano la toilette dell’ospedale. I due non avrebbero un posto dove andare. Nessuno si assume la responsabilità di allontanarli, lasciandoli senza un tetto. La situazione è stata segnalata ai servizi sociali senza che finora ha trovato alcun riscontro.


