Treno diretto ad Agrigento sbaglia binario e imbocca quello per Messina

Benvenuti al sud. L’incredibile “errore tecnico”, così come Ferrovie dello Stato si è limitata a catalogare l’episodio, è stato riportato dal Giornale di Sicilia che ha riferito quanto raccontato dai passeggeri del treno in viaggio nella tratta in questione che dopo un paio minuti dall’inizio del viaggio hanno sentito una brusca frenata.

Chi si trovava sul treno, ha pensato ad un incidente, invece dopo aver chiesto informazioni, hanno scoperto che il treno aveva imboccato il binario sbagliato in direzione Messina. Come se si trattasse semplicemente di un’automobile in viaggio in autostrada che imbocca l’uscita sbagliata. Invece, il convoglio aveva completamente preso il binario errato dirigendosi verso Messina, invece che verso Agrigento dove infine, la locomotiva è arrivata con diciotto minuti di ritardo. In Sicilia, su 1.350 chilometri di ferrovia, solo 180 sono a doppio binario.

Bruciati sei ettari di bosco a San Calogero e non si esclude la natura dolosa dell’incendio

Il primo incendio in un’area boschiva dell’Agrigentino è divampato, nel pomeriggio di oggi, a San Calogero. Nella zona demaniale sono andati in fumo 6 ettari di bosco e c’è voluto un gran lavoro da parte del Corpo Forestale di Sambuca e dei vigili del fuoco di Sciacca oltre all’intervento di due canadair per domare le fiamme. Adesso la situazione è sotto controllo ed hanno tirato un sospiro di sollievo anche decine di famiglie che risiedono nella zona, compresa tra le contrade San Calogero e Isabella, che temevano di dovere lasciare le rispettive abitazioni minacciate dal rogo.

Live. Incendio San Calogero. Video/3

Nuova testimonianza delle operazioni di spegnimento delle fiamme a San Calogero.

Incendio live a San Calogero: video dell’intervento Canadair

Vi proponiamo un’altra testimonianza video dell’intervento dei Canadair su San Calogero. Grazie alla nostra lettrice Roberta Marino.

Primo maggio di fuoco a San Calogero: Canadair in azione

Ecco, grazie al contributo di una nostra lettrice, una testimonianza diretta dell’intervento dei Canadair e sulla zona di San Calogero per lo spegnimento delle fiamme che si sono propagate nel pomeriggio. Un primo maggio di fuoco in una zona già teatro, in passato, di altri incendi che hanno mandato in fumo diversi ettari di macchia mediterranea. Un bilancio dell’incendio di oggi, naturalmente, lo si potrà avere soltanto nelle prossime ore

Incendio live: due Canadair in azione a San Calogero

Sono due, in questi minuti, i Canadair della Protezione Civile in azione su San Calogero. Sono dovuti intervenire per agevolare lo spegnimento delle fiamme che si sono propagate nelle scorse ore sulla zona. Incendio che inizialmente sembrava soltanto un piccolo focolaio, ma che col passare delle ore si è sempre più intensificato, preoccupando anche gli stessi residenti nella zona. Vigili del fuoco e agenti del Corpo Forestale dello Stato non sono stati in grado di spegnere le fiamme che, via via, si sono allargate sempre di più. Ecco, dunque, perché si è reso necessario l’intervento dei due mezzi aerei della Protezione Civile.

Incendio a San Calogero: necessario l’intervento di un Canadair

Si attende per i prossimi minuti l’arrivo di un Canadair della Protezione Civile per agevolare le operazioni, che al momento appaiono piuttosto complesse, di spegnimento dell’incendio che si è propagato nelle scorse ore a San Calogero. Fiamme che i vigili del fuoco e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato non sono ancora riusciti a spegnere. Il fuoco, inoltre, ha anche lambito alcune abitazioni, arrivando fino alla strada. Al momento, tuttavia, non è stato necessario evacuare alcune abitazione. Naturalmente ancora ignote le cause dell’incendio. La zona di San Calogero, peraltro, il passato è stata più volte devastata da vastissimi incendi che hanno mandato in fumo diversi ettari di macchia mediterranea.

Incendio a San Calogero: vigili del fuoco al lavoro

Un incendio si è propagato negli scorsi minuti a San Calogero, nella parte sottostante l’albergo Monte Kronio. Dalle zone di campagna si è scatenato un denso fumo. Pare che le fiamme stiano anche lambendo alcune abitazioni. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca. Non è stata ancora presa in considerazione l’ipotesi di evacuare le abitazioni. La sensazione prevalente è che i vigili del fuoco, comunque, sia in grado di soffocare l’incendio.

Niente sciopero dei lavoratori Sogeir oggi a Sciacca e raccolta dei rifiuti regolare

Niente sciopero dei lavoratori Sogeir e raccolta dei rifiuti regolare oggi a Sciacca. Si temeva con una nuova protesta dei lavoratori il verificarsi dei disagi che si sono registrati nei giorni scorsi in alcune zone della città e nella contrada Sovareto, con le forti proteste giunte da Sciaccamare. E, invece, questa mattina i rifiuti sono stati ritirati e, certamente, nella decisione dei lavoratori Sogeir di non aderire allo sciopero nazionale del settore ha inciso l’iniziativa assunta dal Comune, nello scorso fine settimana, di stanziare 190 mila euro alla Sogeir. “Ma il commissario Sogeir – afferma l’assessore comunale ai Servizi a Rete, Gaetano Cognata – adesso deve ottenere la stessa puntualità anche dagli altri Comuni dell’Ato”. Quello dei ritardi nei pagamentio da parte dei Comuni è il problema centrale che determina ritardi a catena e che, alla fine, si ripercuote sui lavoratori che non riscuotono puntualmente gli stipendi. L’ultimo pagamento che hanno ricevuto è stato per la mensilità di gennaio 2017 e adesso, con queste nuove risorse messe a disposizione dal Comune di Sciacca, potranno riscuotere almeno la mensilità di febbraio. Ma siamo già a maggio e per il 15 aprile è fissata un’altra giornata di sciopero, questa volta indetta dal sindacato provinciale. Entro la fine di questa settimana potrebbe arrivare la firma del contratto che trasferirà il servizio di raccolta dei rifiuti al privato che ha vinto la gara d’appalto. Una delle prima misure che andranno adottate è quella di rafforzare i controlli perché anche negli ultimi giorni le foto di divani, materassi e servizi igienici abbandonati ovunque in città fanno il giro della rete.

Sito archeologico di Eraclea Minoa: il mito di un grande passato e il degrado imbarazzante di oggi

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Potrebbe essere un sito di notevole importanza e grande fascino. Da un lato la posizione strategica, il panorama mozzafiato su un golfo dal mare azzurro e le rocce candide di Capo Bianco, dall’altro il suggestivo mito del passaggio in una Sicilia antichissima del semidio Eracle e del re cretese Minosse e ancora i grandi resti  di Eraclea Minoa fondata dai selinuntini nel VI sec. a.C. divenuta oggetto di una contesa tra Selinunte e Akragas. Ma il sito archeologico di Eraclea Minoa, uno dei siti della Regione Siciliana e gestito dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, è l’esempio di come millenni di prestigiosa storia possono essere spazzati via dall’abbandono e dall’incuria, figli del nostro tempo. Venti custodi si occupano dell’ apertura e della custodia del sito che è meta di passaggio tra chi dopo aver visto la maestosità della Valle dei templi vuole continuare il suo viaggio nella Sicilia greca prima di arrivare a Selinunte e non solo: centinaia di turisti che ogni giorno arrivano qui per visitare gli scavi iniziati nel 1957 e che hanno riportato alla luce il teatro greco formato da una cavea a dieci gradoni, divisa in nove settori, costruito ad incastro con conci di marna che poi per volontà della Regione che si occupa di preservarlo nel tempo, lo ha rivestito per ripararlo dall’erosione atmosferica che ne snatura la bellezza, una copertura in pvc e ferro oggi ossidato che ricorda qualche bizzarra opera di arte contemporanea piuttosto che la magia unica dell’architettura greca. Il biglietto di ingresso al sito costa quattro euro per poter visitare tutta l’area archeologica e poter ammirare una selezione di reperti ceramici e statuette votive provenienti dall’abitato e dalla necropoli e conservati nell’Antiquarium, due stanze infestate dall’umidità e nido anche di uccelli che tra le teche di vasi e anfore, di tanto in tanto, fanno capolino tra le teste dei visitatori. E sono in tanti tra chi ha pagato il biglietto di ingresso e ha visitato il sito che immediatamente si accorge di essere davanti ad un posto di una bellezza straordinaria, ma completamente abbandonato a se stesso. Basta, infatti leggere velocemente le note di chi è passato da qui lasciando recensioni indignate nel registro delle firme che stroncano in pieno la Regione, i custodi, definiti, “sonnacchiosi” e chi permette che anni di storia venga infangata dal degrado più totale tra erbacce e servizi igienici vergognosi. Sono in parte visibili anche i resti della cinta muraria della città costruita tra la fine del VI e la fine del V secolo a.C, della lunghezza stimata di circa 6 chilometri. A nord-est delle mura si riconoscono ancora otto  torri quadrate e poi la possibilità di visitare l’abitato di ciò che resta dell’insediamento urbano di età ellenistica, un percorso tra una cartellonistica che come si può apprendere è stata rifatta grazie ad un finanziamento europeo, oggi però illeggibile.