Montevago, il sindaco teme che l’acqua non sia ancora potabile. L’Asp: “I privati ripuliscano le cisterne”

Margherita La Rocca Ruvolo non ha ancora revocato, malgrado le nuove indicazioni fossero favorevoli, l’ordinanza emanata il 20 gennaio a seguito dell’inquinamento dell’acqua segnalato dalle periodiche analisi dell’Asp. Le recenti notizie, riguardanti la rispondenza dell’acqua nei punti di consegna, hanno comunque indotto il sindaco a temporeggiare, ritenendo necessario effettuare ulteriori verifiche sulla qualità dell’acqua al rubinetto, sospettando che questa non sia ancora del tutto salubre. In tale direzione ha chiesto chiarimenti all’Asp, che ha risposto evidenziando che, in considerazione dell’erogazione discontinua, e tenuto conto del fatto che lo stoccaggio dell’acqua avviene all’interno di serbatoi di accumulo e distribuita attraverso la rete privata, delle quali non si conosce l’effettiva manutenzione e pulizia, c’è la possibilità che si formino quelli che vengono definiti biofilm e ricrescite microbiche negli impianti privati. In questo caso, però, la responsabilità è dei privati. L’Asp fa notare, dunque, che per garantire che l’acqua anche al rubinetto possa mantenere la conformità dei parametri di legge, i responsabili della rete privata effettuino interventi di manutenzione e pulizia dei propri impianti (cisterne e condutture), per permettere l’eliminazione periodica delle incrostazioni dei diffusori delle docce e dai rompliflusso dei rubinetti. “È buona norma inoltre – si legge nella risposta del Dipartimento di prevenzione Servizio igiene alimenti e nutrizione – fare fluire l’acqua dai rubinetti per qualche minuto prima di consumarla, specie dopo il periodo notturno e dopo un lungo periodo di non utilizzo”. Domani il sindaco revocherà l’ordinanza, ma nel frattempo ha disposto la distribuzione delle raccomandazioni dell’Asp a privati e commercianti, affinché effettuino la manutenzione dei loro impianti.  

Esaurita la campagna cinema2day, proroga incerta. Iniziativa che ha avuto un grande successo

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“Da 700 spettatori del primo esperimento, siamo arrivati a 2000 biglietti venduti nell’ultimo mercoledì del cinema2day, lo scorso 8 febbraio”. Così Sino Caracappa, patron delle multisala Badia Grande e Campidoglio, commenta i dati che riguardano la realtà saccense, dove le cinque sale disponibili sono state sempre più prese d’assalto dal pubblico che ha approfittato della campagna del cinema a 2 euro promossa dal Ministero dei beni culturali e iniziata a settembre. Ogni secondo mercoledì del mese le sale si sono riempite. Un dato confortante sul piano culturale ma, come sempre, non manca l’altra faccia della medaglia. Sì, perché l’iniziativa è scaduta, e se il Ministro Dario Franceschini ha già chiesto a produttori, distributori e gestori delle sale cinematografiche di prorogarla per altri 6 mesi, gli addetti ai lavori sono un po’ perplessi. Di fatto questo progetto non ha previsto alcun risarcimento da parte del Governo. Insomma: per la crescita culturale questo sacrificio è stato sostenuto solo dal mondo del cinema. Le organizzazioni, tra cui la Fice, la Federazione Italiana Cinema d’Essai di cui Sino Caracappa è vicepresidente vicario, hanno avanzato delle richieste specifiche al Governo tendenti a scongiurare il rischio di riempire le sale il secondo mercoledì del mese ma, di fatto, di svuotarle nel resto della settimana. Ma c’è di più. Se le case di produzione e distribuzione italiane accettano, loro malgrado, di rinunciare ad introiti significativi, le grandi major statunitensi non vogliono saperne di incassare royalties più basse, e pretendono quanto gli spetta, perché la campagna è tutta italiana, e non è un problema che le riguarda. La trattativa è tuttora aperta, col risultato che al momento non si sa ancora se l’esperimento sarà di nuovo ripetuto e, dunque, non è ancora certo che mercoledì 8 marzo si potrà tornare al cinema a vedere lo spettacolo preferito pagando appena 2 euro. Si sa che il Ministro Franceschini crede tantissimo in questa iniziativa. Tuttavia la nuova legge sul Cinema, recentemente approvata, non ha ancora visto la pubblicazione degli attesi decreti attuativi. È un caso?

Trofei in ceramica per i vincitori del Carnevale di Sciacca 2017

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Quest’anno saranno assegnati trofei di ceramica ai vincitori del Carnevale di Sciacca.  Sono opera del maestro Gaspare Patti. Sono tre, di dimensioni differenti, e saranno consegnati ai costruttori dei carri allegorici che saliranno sul podio. È quanto comunica l’assessore allo Spettacolo e alla Promozione della Ceramica Salvatore Monte.

“Ringrazio il maestro Gaspare Patti – dice l’assessore Monte – per la realizzazione di tre splendide opere d’arte. I tre trofei omaggiano lo storico Carnevale di Sciacca, ma anche il nostro mare, il nostro corallo, la nostra città. Le opere saranno consegnate durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà il sabato successivo la conclusione della festa. Un ringraziamento lo rivolgo, infine, al dirigente del settore Spettacolo e Cultura del Comune di Sciacca, Michele Todaro, che ha voluto apportare questa novità all’edizione 2017 del Carnevale di Sciacca”.

Venerdì prossimo udienza al Tar per l’istanza di sospensione del piano Aro

E’ attesa per venerdì 24 febbraio 2017, l’udienza al Tar Sicilia sull’istanza di sospensione degli effetti del Piano Aro, proposto dal Comitato per la trasparenza dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti presieduta da Lilla Piazza. Comitato che dinnanzi al Tar è difeso dall’avvocato Stefano Scaduto. Nel ricorso promosso dal Comitato contro il Piano Aro Rifiuti del Comune di Sciacca, si sono costituiti il Comune di Sciacca, patrocinato dell’avvocato Francesco Stallone, e la S.E.A. Servizi ecologici ambientali S.r.l, che si è aggiudicataria il servizio il 28 dicembre scorso e che ha proposto intervento volontario in opposizione al ricorso presentato dal Comitato.

Il medico Rino Marinello si chiama fuori: “Non sarò candidato a sindaco”

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“Grazie a chi ha ritenuto di fare il mio nome, ma escludo ogni ipotesi di mia candidatura a sindaco di Sciacca”. Così oggi il dottor Rino Marinello interviene per sgomberare il campo dalle indiscrezioni di queste ore che lo vedevano tra i papabili del Movimento Cinque Stelle per la corsa alla carica più importante del Comune di Sciacca. “Per amministrare – dice Marinello – occorre una grande competenza amministrativa, e io voglio continuare a fare il medico”. Marinello, medico di frontiera come solo un operatore sanitario impegnato in un’area di emergenza come quella del Giovanni Paolo II può essere, è impegnato da anni nel sociale, sia con la sua associazione “Basta poco per farli sorridere”, sia attraverso l’esperienza in prima linea molto apprezzata dell’associazione “Sciacca Pulitia”.

Lido e Rocca Regina inquinati, ecco dove non fare il bagno secondo il decreto regionale

Sarà vietato fare il bagno anche quest’anno al Lido Salus di Sciacca, è infatti una delle duecento aree costiere siciliane inquinate individuate dal decreto dell’assessorato alla salute della Regione Siciliana che regola la stagione balneare 2017 in Sicilia, stagione che va dal primo aprile al trentuno di ottobre. Si tratta di uno dei tratti di mare saccense più belli, ben 554 metri di costa dove insieme ad altri 280 metri in prossimità della foce del torrente Cansalamone a Sciacca verranno collocati anche per quest’anno i cartelli con i divieti di fare il bagno. La balneazione sarà vietata anche per altri 200 metri nella zona di immissione in mare del Torrente Foce di Mezzo o Torrente Ganetici che comprende parte della spiaggia della Foggia. Rientra nel decreto e quindi, nel divieto di balneazione anche l’area di 870 metri che comprende tutto il porto di Sciacca perchè trattasi appunto di area portuale, mentre per altri 550 metri di costa nella zona di Rocca Regina, il divieto è scattato su ordinanza della Capitaneria di Porto di Sciacca. Esclusa l’area portuale a Sciacca sono ben 1500 metri di costa in tutto che risulta inquinata, posti di cui si parla ciclicamente ogni anno, ma che ancora non sono stati mai oggetto di interventi seri per i loro recupero. Tra le altre cose si tratta di parti di costa bellissimi e che hanno un grandissimo potenziale di sviluppo e attrazione turistica. Divieti a causa di inquinamento anche in altre zone in provincia di Agrigento, secondo i dettami del decreto assessorial,e come nel costone della località Caos e in località Drasy ad Agrigento e ancora nell’area della centrale Enel e nell’area industriale Asi a Porto Empedocle.

Controlli sulla statale 115, il commissariato di Sciacca sequestra droga e coltelli

Il commissariato di polizia di Sciacca ha intensificato i servizi di controllo sulla statale 115, sequestrando due pezzetti di hashish e due coltelli a serramanico. Erano in possesso di due tunisini domiciliati a Castelvetrano. I due viaggiavano a bordo una’Audi A4. Uno dei tunisini è stato denunciato per la detenzione dei coltelli e l’altro segnalato alla Prefettura per il possesso della sostanza stupefacente. A carico dei due sono risultate diverse segnalazioni di polizia e pertanto gli agenti del commissariato di Sciacca hanno notificato loro il foglio di via con rimpatrio e non potranno tornare per tre anni nel territorio saccense. La polizia di Sciacca ha intensificato i controlli sulla statale 155 nell’ambito di un vasto piano di azione per prevenire i reati contro il patrimonio. Il sospetto, infatti, è che gran parte della gente che arriva in città per rubare transiti proprio dalla statale 115.

Minacce e lesioni all’ex suocero, denunciato un saccense

Bussa alla porta di un magazzino di proprietà dell’ex suocero, entra, afferra l’uomo per una guancia, lo fa cadere per terra ed afferma: “Vi ammazzo a tutti”. Così avrebbe fatto un quarantacinquenne di Sciacca che è stato denunciato dagli agenti del locale commissariato di polizia  per minacce e lesioni. La vicenda è ancora tutta da ricostruire, ma gli agenti del commissariato di polizia di Sciacca, che sono intervenuti su richiesta della presunta vittima, sono al lavoro ed intanto hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Sciacca. Gli agenti del commissariato sono arrivati nel magazzino di proprietà del saccense pochi minuti dopo avere ricevuto la chiamata con la richiesta di intervento. Una tempestività, quella della polizia, che ha consentito di raccogliere subito i primi elementi della vicenda. Successivamente sono stati operati ulteriori accertamenti sui quali, però, vige il massimo riserbo. La vicenda è all’attenzione del commissariato che in queste ore indaga anche su un’altra vicenda che ha portato alla denuncia per atti persecutori nei confronti dell’ex coniuge, una donna che vive a Sciacca, di un settantottenne di Catania. La donna è più giovane del marito di ben 30 anni.

Biblioteca comunale: il Comitato per salvarla torna a riunirsi giovedì pomeriggio

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Nel solco dei tempi, è diventato anche un gruppo whatsapp il comitato “Riapriamo la biblioteca comunale”, chiusa da tre mesi. Il promotore è Calogero Segreto, presidente dell’Associazione Italia nostra, che per giovedi pomeriggio alle ore 16,00 presso l’ istituto comprensivo ” M. Rossi”  ha convocato un nuovo incontro. Dopo il niet opposto dalla Soprintendenza all’ipotesi di trasferire il Fondo antico della biblioteca all’Istituto Sant’Anna, pur dando una sorta di nulla osta di massima per il resto del patrimonio librario presente all’ex convento dei Gesuiti, l’orientamento del Comitato è quello di dar vita una sottoscrizione popolare da inquadrare in un appello pubblico all’Amministrazione comunale volto a sollecitare un intervento di restauro sia a salvaguardia dello stesso Fondo antico ma anche una ristrutturazione della sede storica della biblioteca intitolata alla memoria di Monsignor Aurelio Cassar. La Biblioteca comunale è chiusa da tre mesi per problemi di agibilità. Un tema che le associazioni culturali presenti a Sciacca intendono seguire con la massima attenzione nel solco della necessità di un recupero della memoria storica.

Calcestruzzi Belice, il caso approda alla Commissione antimafia dell’Ars

La Calcestruzzi Belice Srl, la società confiscata alla criminalità organizzata e la cui produzione è ferma da fine dicembre a seguito della dichiarazione di fallimento decretata dal Tribunale di Sciacca in accoglimento di un’istanza dell’ENI Spa, creditrice per appena 27 mila euro, è stata visitata oggi dal presidente della Commissione antimafia all’Ars, Nello Musumeci, che ha incontrato gli undici ex lavoratori dell’azienda che continuano a presidiare gli uffici e la cava, in attesa di notizie confortanti sul loro conto. Si attende l’udienza della Corte di Appello di Palermo che dovrebbe pronunziarsi il 14 aprile prossimo. Oggi Musumeci, è stato accompagnato dalla collega parlamentare Margherita La Rocca Ruvolo, che di Montevago è sindaca.