Violenza sessuale aggravata sul figlio minorenne e disabile, ai domiciliari la madre cinquantenne

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Avrebbe abusato della condizione di inferiorità psichica del proprio figlio 15enne, inducendolo sin da quando aveva 13 anni, a compiere atti sessuali con l’invio di messaggi audio, foto e video dal contenuto sessualmente esplicito. Con questa accusa una cinquantenne è stata arrestata, e posta ai domiciliari con l’obbligo dell’uso del braccialetto elettronico dalla polizia a Catania.

L’indagine è scaturita dalla segnalazione della comunità a cui il ragazzo era stato affidato dal Tribunale per i minorenni e avviata da personale specializzato del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Catania e si è avvalsa di perizie su device sequestrati a madre e figlio.

Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della locale Procura distrettuale per violenza sessuale aggravata nei confronti del figlio minorenne, con disabilità psicologica.
    Il ragazzo, sentito successivamente dal pubblico ministero con l’assistenza di una psicologa, ha confermato con profondo senso di imbarazzo quanto emerso dagli accertamenti tecnici.
    Alla donna è stato imposto anche il “divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo con la vittima”.

Maxi sequestro di marijuana, 900 piante in un magazzino nel Palermitano

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Una piantagione di marijuana con oltre 900 piante, per un peso complessivo di circa 82 kg, è stata scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza di Palermo all’interno di un magazzino a Bolognetta.

A finire in manette un uomo, incensurato, sorpreso mentre si prendeva cura della coltivazione.

Il blitz è scattato dopo che i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano e della Compagnia di Bagheria hanno individuato un casolare diroccato, chiuso dall’esterno, da cui proveniva un forte odore riconducibile alla cannabis. All’interno, la sorpresa: due locali attrezzati con lampade, climatizzatori e un impianto di aerazione realizzato ad hoc per favorire la crescita delle piante, già alte oltre un metro.

Durante i controlli è emerso anche un sistema abusivo di allaccio elettrico che ha consentito al responsabile di prelevare illegalmente energia per un valore stimato di circa 225.000 euro. Dalla vendita della marijuana, secondo le stime degli investigatori, l’uomo avrebbe potuto incassare fino a 100.000 euro.

L’arrestato è stato denunciato per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, oltre che per furto aggravato di energia elettrica.

Le Fiamme Gialle hanno anche segnalato che il soggetto risulta inserito in un nucleo familiare con componenti beneficiari del Reddito di Inclusione. La posizione è stata notificata sia all’Autorità Giudiziaria che all’INPS, per avviare la procedura di decadenza del beneficio e recuperare le somme percepite indebitamente.

L’operazione si inserisce nell’ambito del costante impegno della Guardia di Finanza contro il traffico di droga, fenomeno che continua ad alimentare le casse delle organizzazioni criminali nella provincia di Palermo.

Il requisito della residenza in Italia per il reddito di cittadinanza, un caso al Tribunale di Sciacca

Florentina Neagu, cittadina rumena residente a Ribera, era stata condannata in primo grado dal Tribunale di Sciacca a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) per aver, secondo l’accusa, rilasciato dichiarazioni false al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. Il fatto contestato risaliva al 2020, quando, nel presentare domanda per l’accesso al beneficio, la signora Neagu aveva dichiarato di essere residente in Italia da almeno dieci anni, come richiesto dalla normativa all’epoca vigente. Tuttavia, secondo la documentazione acquisita, la sua residenza anagrafica risultava formalmente iniziata nell’agosto 2012. Adesso tutto viene rimesso in discussione anche alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale.

Contro quella condanna, è stato proposto appello dall’avvocato Pinuccia Amato, che ha evidenziato vizi procedurali e sostanziali della sentenza. Il cuore della contestazione è fondato sull’assenza dell’elemento soggettivo del dolo: secondo la ricostruzione difensiva, la signora Neagu avrebbe agito in buona fede, confondendo — come spesso accade a chi proviene da contesti culturali diversi — il concetto tecnico di “residenza anagrafica” con quello, più comune, di “presenza stabile” in Italia. Tale presenza, peraltro, sarebbe iniziata già nel 2010, come emerso in fase dibattimentale.

A complicare e ribaltare l’intero impianto accusatorio è intervenuta, nel frattempo, la sentenza della Corte Costituzionale 31/2025, che ha dichiarato illegittimo il requisito dei dieci anni di residenza richiesto per accedere al reddito di cittadinanza, riducendolo a cinque. La signora Neagu, già residente da oltre otto anni alla data della domanda, era dunque pienamente in regola con il nuovo requisito, che la Consulta ha ritenuto più conforme ai principi di eguaglianza e ragionevolezza.

Sulla base di questo nuovo quadro giuridico, anche il procedimento dinanzi alla Corte dei Conti della Regione Siciliana, aperto per presunto danno erariale da oltre 13 mila euro, si è concluso con una rinuncia all’azione da parte del pubblico ministero contabile. In udienza, tenutasi l’11 giugno 2025, la Procura ha riconosciuto che la signora Neagu era legittimamente in possesso del requisito di residenza quinquennale al momento della richiesta del beneficio.

Di conseguenza, la Corte, con sentenza 212/2025, depositata il 18 luglio, ha dichiarato estinto il giudizio, senza alcuna pronuncia di condanna né sul merito né sulle spese.

Il caso Neagu mette in evidenza quanto possa essere sottile il confine tra un errore formale e un’accusa penale, specie in contesti burocraticamente complessi e socialmente delicati. Ma mette anche in luce l’importanza dell’aggiornamento giurisprudenziale e legislativo, nonché della tutela dei diritti costituzionali, in particolare per soggetti vulnerabili.

«Questa vicenda – afferma l’avvocato Pinuccia Amato – dimostra quanto sia fondamentale garantire il diritto alla difesa e rispettare i principi costituzionali in ogni fase del processo. La signora Neagu ha sempre agito in buona fede, interpretando in modo ingenuo ma comprensibile il concetto di residenza. Il suo caso rappresenta uno degli effetti distorti di una normativa che è stata, giustamente, dichiarata incostituzionale.

Oggi, con la decisione della Corte dei Conti che ha estinto il procedimento e con l’appello in corso per il processo penale, ci auguriamo venga finalmente restituita piena dignità a una cittadina che, in un momento di fragilità economica, ha solo cercato legittimamente di accedere a un aiuto pubblico.

Questa vicenda richiama l’urgenza di costruire un sistema di welfare e giustizia più attento alla realtà concreta delle persone, soprattutto quando si tratta di cittadini stranieri – conclude l’avvocato Amato – che spesso si trovano soli di fronte a norme complesse e formalismi burocratici. La tutela dei diritti passa anche attraverso il riconoscimento degli errori di sistema, e non solo delle responsabilità individuali».

Nella foto, l’avvocato Pinuccia Amato

Meloni “Disegno politico della magistratura sui migranti”

ROMA (ITALPRESS) – Vedo un disegno politico intorno ad alcune decisioni della magistratura, particolarmente quelle che riguardano i temi dell’immigrazione, come se in qualche maniera si volesse frenare la nostra opera di contrasto immigrazione illegale. Ciò nonostante i flussi di immigrati illegali in Italia sono diminuiti del 60% e lavoriamo per fare ancora meglio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5.

Sul caso Almasri afferma: “Considero surreale la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio, Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano che hanno agito nel rispetto della legge per tutelare la sicurezza degli italiani e considero ancora più surreale il fatto che, invece, per me si chieda l’archiviazione”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Aldo Rossi con Babalù vince a Menfi la Inycon Sailing Cup

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La sesta edizione della Inycon Sailing Cup a Menfi è stata vinta da Aldo Rossi di Sciacca con Babalù. Quella menfitana è ormai una manifestazione consolidata, una festa per gli appassionati della vela, di tutte le classi.

Un appuntamento programmato all’inizio del mese di agosto, atteso da velisti e semplici spettatori del magnifico quadro composto dalle tante pennellate bianche e colorate su un fondo azzurro intenso quale il mare di Menfi.

Alla competizione hanno partecipato 17 imbarcazioni, dall’altura alla vela latina. Prima assoluta con un tempo di 58,02′ Babalù, di Aldo Rossi.

Hanno partecipato imbarcazioni arrivate anche da Marsala con Allakatalla, un rondò 40.

Ignazio Amato, presidente della sezione della Lega Navale di Porto Palo di Menfi, esprimendo soddisfazione per la riuscita della gara, ha ringraziato tutti i partecipanti e quanti hanno reso possibile “il ripetersi della magia della Inycon Sailing Cup”.

I dazi Usa all’India salgono al 50%, lo ha deciso Trump

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Casa Bianca ha
annunciato oggi che imporrà ulteriori dazi del 25% all’India,
portando il totale delle tariffe decise a carico del Paese al 50%. “Ho scoperto che il governo indiano sta attualmente importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Federazione Russa”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un ordine esecutivo, secondo quanto rilancia l’emittente Cnbc. “Di conseguenza, e in conformità con la legge, gli articoli provenienti dall’India importati nel territorio degli Stati Uniti saranno soggetti a un’ulteriore aliquota del 25%”, si legge ancora nell’ordine esecutivo, che stabilisce l’entrata in vigore di questa seconda imposizione tariffaria tra 21 giorni. Le autorità indiane avevano già commentato la prima decisione sui dazi Usa osservando che il Paese “è preso di mira” dagli Stati Uniti e dall’Unione europea “per aver importato petrolio dalla Russia dopo l’inizio del conflitto in Ucraina”. Il ministero degli Esteri indiano aveva precisato lunedì in una nota che “le stesse nazioni che criticano l’India si stanno però concedendo scambi commerciali con la Russia”.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

Pedemontana Sud delle Marche, Anas avvia i lavori di ammodernamento

ANCONA (ITALPRESS) – Anas ha avviato i lavori di ammodernamento del tracciato stradale dell’itinerario Belforte del Chienti (MC) – Mozzano (AP) che costituisce la “Pedemontana Sud delle Marche”. Questo primo intervento riguarda, in particolare, un tratto di 1,7 km della strada statale 502-78 nel comune di Cessapalombo in provincia di Macerata.
L’avvio del cantiere è avvenuto alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Hanno partecipato tra gli altri: il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, il Presidente di Anas, Giuseppe Pecoraro, il Soggetto attuatore del piano di ripristino della viabilità post sisma, Fulvio Maria Soccodato, il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, il Sindaco del Comune di Cessapalombo, Giuseppina Feliciotti.
“Questo intervento – ha affermato l’AD di Anas Claudio Andrea Gemme- dà il via alla realizzazione di un programma che migliorerà l’accessibilità delle aree interne dell’Appennino e il loro collegamento con la viabilità statale. Un requisito necessario allo sviluppo economico e sociale di questa parte di territorio. Per le Marche il programma comporta investimenti di oltre un miliardo di euro che si aggiunge al piano di circa 4,6 miliardi di euro che Anas ha attivato in questa regione. Stiamo realizzando opere molto importanti per le Marche: il collegamento tra il Porto di Ancona e la statale Adriatica, il raddoppio della variante di Ancona, il potenziamento della Salaria e stiamo avanzando con la progettazione della E78 Grosseto-Fano”.
“Con il programma RiViTA e il piano Salaria stiamo attuando un programma di investimenti che non ha precedenti sulla rete stradale delle aree interne” ha affermato l’ingegner Fulvio Maria Soccodato, soggetto attuatore del piano di ripristino della viabilità post sisma e Commissario Straordinario per il potenziamento della statale Salaria. “La Pedemontana Sud costituirà un’asse di collegamento alternativo alla A14 tra la statale 77 e la Salaria adeguando le infrastrutture stradali alle necessità odierne e consentendo di migliorare la sicurezza stradale, ridurre i tempi di percorrenza e garantire resilienza e durabilità delle opere. In sinergia con il programma di riqualificazione e potenziamento della Salaria, già in fase di realizzazione, si consentirà anche una migliore connessione verso il versante tirrenico e la Capitale”.
Il cantiere avviato oggi riguarda il miglioramento di un tratto della strada statale 502 “di Cingoli” nel comune di Cessapalombo (località Colfano), in provincia di Macerata, per un investimento di 21,6 milioni di euro. I lavori consistono nell’adeguamento del tracciato esistente e nella costruzione di un nuovo tratto che supera una profonda tortuosità e scavalca il fiume Fiastrone.
L’intervento comprende la realizzazione di una galleria artificiale di 47 metri e di un viadotto di  192 metri.
Il tracciato così ammodernato si estende complessivamente per 1,7 km, consentendo il superamento di un tratto esistente di complessa geometria stradale, con una riduzione di circa 500 metri rispetto al tracciato precedente.
Il completamento è previsto entro due anni e tre mesi.
I lavori consentono di migliorare notevolmente i livelli di sicurezza e i tempi di percorrenza superando le attuali criticità: scarsa visibilità, curve a difficile percorribilità, edifici vicini ai margini stradali.
Le scelte progettuali adottate tengono conto del senso di appartenenza delle comunità al proprio territorio, riconoscendo il paesaggio come risultato dell’interazione storica tra popolazione e ambiente. In quest’ottica, il progetto delle opere maggiori si inserisce nel contesto esistente in modo rispettoso e consapevole, valorizzando i segni identitari del luogo.
Inoltre, il progetto considera la necessità di aumentare l’adattamento ai cambiamenti climatici, ad esempio inserendo una migliore gestione delle acque di piattaforma, e prevede opere di rinaturalizzazione dei tratti dismessi, opere a verde per l’inserimento ambientale e realizzazione di sottopassaggi per la fauna selvatica.
Il Programma RiViTA (Rigenerazione Viaria dei Territori Appenninici) nasce dall’intesa tra il MIT e le 4 regioni interessate dal sisma dell’Italia Centrale ed è inserito nel Piano Nazionale Complementare al PNRR. Il programma prevede l’ammodernamento delle infrastrutture stradali esistenti per migliorare l’accessibilità delle aree interne e quindi agevolare la ripresa socio- economica nei territori appenninici.
Complessivamente il piano prevede 40 interventi per un investimento complessivo di 3,2 miliardi di euro a cui si sommano altri 2,2 miliardi per il piano di potenziamento della SS4 “Salaria”, già avviato.
Nelle Marche il programma Rivita prevede, in particolare: l’ammodernamento e il miglioramento del tracciato delle strade statali 502 “di Cingoli” e 78 “Picena” lungo l’itinerario Belforte del Chienti-Sarnano-Amandola-Mozzano, che costituisce la Pedemontana Sud; l’ammodernamento e il miglioramento del tracciato della SS210 “Fermana Faleriense” tra Amandola e Servigliano (itinerario mare-monti) e la realizzazione dell’itinerario Fabriano-Sassoferrato-Serra Sant’Abbondio-Pergola-Fossombrone che costituisce la Pedemontana Nord.
L’investimento complessivo per le Marche è di 1,15 miliardi di euro, di cui oltre 675 milioni finanziati.

– foto ufficio stampa Anas –
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Meloni “Ponte sullo Stretto sfida difficile ma investimento su futuro”

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto “non è un’opera facile ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia, e ci piacciono le sfide difficili quando sono sensate. Lo facciamo per dare lavoro e opportunità oggi, visto il moltiplicatore che un’opera di questa imponenza può generare sul nostro tessuto economico e produttivo, e per lasciare alle generazioni future un’eredità concreta: un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa”. Così, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la riunione del Cipess che ha dato il via libera al ponte sullo Stretto. Il Ponte “sarà un simbolo ingegneristico di rilevanza globale, una dimostrazione della forza di volontà e della competenza tecnica dell’Italia, che ha pochi paragoni nel mondo”, ha aggiunto. “Crediamo in questa infrastruttura, così come crediamo in tutte le infrastrutture che questa Nazione aspetta da decenni e che devono costituire l’ossatura per una Nazione più veloce e moderna”, ha ricordato. “Fin dal nostro insediamento ci siamo posti degli obiettivi ben precisi: utilizzare gli investimenti pubblici come leva per lo sviluppo della Nazione, spendere le risorse bene e velocemente evitando sprechi e inefficienze, e realizzare così infrastrutture attese da decenni e che rimarranno ai nostri figli e produrranno benessere e crescita duratura”, ha sottolineato la premier.
(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-

Ponte Stretto, Salini “Pronti a partire con opera orgoglio del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi l’Italia dimostra ancora una volta di saper fare squadra, con un mega progetto trasformativo per tutto il Paese. L’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina da parte del CIPESS segna l’inizio di una nuova stagione di visione, coraggio e fiducia nelle capacità dell’industria italiana e di tutto il comparto produttivo del settore infrastrutturale”. Così Pietro Salini, Amministratore Delegato Webuild, a seguito dell’approvazione da parte del CIPESS del progetto del Ponte, il più lungo sospeso al mondo, e del vasto piano di opere complementari pensate per potenziare la mobilità tra Sicilia e resto d’Italia.
“Siamo particolarmente orgogliosi di essere parte dell’impresa del Ponte, fortemente voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Governo italiano e sostenuta con impegno dalla società concessionaria Stretto di Messina, come leader del contraente generale Eurolink, lavorando insieme alle migliori competenze dell’ingegneria mondiale e con un’ampia filiera italiana di eccellenza, dal Sud al Nord del Paese – ha proseguito Salini -. Il Ponte metterà in moto un grande progetto infrastrutturale diffuso in tanti cantieri all’opera in contemporanea, un volano di crescita, occupazione e legalità per tutto il Sud Italia”.
“L’opera sarà dotata di tecnologie avanzate per la sicurezza e la manutenzione e sarà realizzata secondo i più alti standard ingegneristici internazionali. Sarà anche una straordinaria opportunità per il futuro dei giovani – ha aggiunto -. I talenti dell’ingegneria italiana, i manager e gli operai del settore avranno finalmente la possibilità di impegnarsi, a casa propria, su una delle opere più sfidanti al mondo”.
“Con una competenza unica maturata nei progetti più sfidanti al mondo, una squadra di 95.000 persone e una rete di 17.500 fornitori, siamo al lavoro su alcuni dei più grandi progetti infrastrutturali in tutti i continenti: in Australia, dalle opere di mobilità sostenibile al progetto idroelettrico Snowy 2.0, il più grande del Paese; negli Stati Uniti, stiamo contribuendo alla costruzione delle più grandi arterie stradali; in Arabia Saudita, stiamo realizzando il sistema di dighe di Trojena; in Etiopia, stiamo completando la Grand Ethiopian Renaissance Dam, la diga più grande d’Africa”, ha sottolineato Salini.
“Siamo al servizio dell’Italia da 120 anni, e la nostra storia è legata a opere che hanno segnato il progresso del Paese: l’alta velocità ferroviaria, l’Autostrada del Sole, le metropolitane di Roma, Milano e Napoli, ospedali, stadi e dighe. Oggi, con 30 progetti strategici e 18.500 lavoratori all’opera, continuiamo a rafforzare la competitività del sistema Italia con infrastrutture come il tunnel di Base del Brennero e le linee AV Terzo Valico dei Giovi e Verona-Padova – ha spiegato -. Nel Sud Italia, stiamo portando avanti 19 grandi progetti che coinvolgono circa 9.000 addetti. Dall’alta velocità Napoli-Bari alla statale Jonica in Calabria, fino ai cantieri siciliani per il raddoppio ferroviario Palermo-Catania-Messina, investiamo in sicurezza, innovazione e formazione continua anche con scuole create sul territorio per formare le generazioni del futuro nel nostro settore”, ha concluso Salini.
Il Ponte sarà il cuore di un ampio sistema infrastrutturale integrato: oltre 40 km di nuove strade e ferrovie, tre stazioni ferroviarie sotterranee, una decina di viadotti e numerose gallerie, un centro direzionale all’avanguardia. Queste opere complementari avranno un impatto trasformativo sulla mobilità di territori che beneficeranno di imponenti investimenti infrastrutturali.
Il Ponte si unirà alla direttrice ferroviaria Palermo-Catania-Messina in Sicilia e alla futura linea AV/AC Salerno-Reggio Calabria sul versante calabrese.
Dall’antica Roma fino ad oggi i ponti sono sempre stati acceleratori per l’economia e lo sviluppo dei paesi. Il Gruppo Webuild ha dato il suo contributo a questa storia arrivando oggi ad un record di 1.022 km di ponti e viadotti realizzati: l’equivalente di un unico grande ponte che unisce Parigi con Berlino. Il Gruppo ha realizzato ponti e viadotti in oltre 300 grandi opere stradali e ferroviarie, il primo dei quali in Italia nel 1922, il Viadotto di Recco, per arrivare agli ultimi progetti, come il Secondo e il Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia e il Long Beach International Gateway negli Stati Uniti.

– foto ufficio stampa Webuild –
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Webuild, il Ponte sullo Stretto entra ufficialmente nella fase operativa

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto di Messina entra ufficialmente nella fase operativa. Il CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) ha approvato il Progetto Definitivo del Ponte, con campata sospesa più lunga al mondo, insieme a una serie di rilevanti opere complementari strategiche per il territorio. La delibera del CIPESS segue la firma dell’Atto Aggiuntivo al Contratto tra la Società Concessionaria Stretto di Messina e il Contraente Generale Eurolink, guidato da Webuild, per un valore di 10,6 miliardi di euro. Tale Atto Aggiuntivo sarà efficace a partire dalla pubblicazione della delibera CIPESS in Gazzetta Ufficiale.
I lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, la cui definizione è stata sostenuta con determinazione dalla società concessionaria Stretto di Messina, saranno eseguiti da Webuild, leader mondiale nella realizzazione di grandi opere complesse – dal Ponte Genova San Giorgio al Secondo e Terzo Ponte sul Bosforo, insieme ad alcuni dei più importanti player di riferimento nel settore come: il Gruppo Sacyr (Spagna), già partner di Webuild per il progetto di ampliamento del Canale di Panama; IHI (Giappone), che ha realizzato ponti come l’Akashi in Giappone, l’Osman Ghazi in Turchia e il Ponte sul Danubio a Braila in Romania con Webuild; insieme ad altri partner italiani di Eurolink, tra cui Condotte e Itinera.
Il team di progettisti include alcune tra le società più specializzate al mondo nel campo dei ponti sospesi, tra cui COWI (Danimarca), società di ingegneria con oltre 90 anni di esperienza, autore di progetti come il Çanakkale Bridge in Turchia e il Great Belt Bridge in Danimarca.
Il progetto prevede la costruzione di un Ponte di lunghezza complessiva pari a 3.666 metri, con una campata centrale sospesa di 3.300 metri, che lo renderà il ponte sospeso con la campata unica più lunga al mondo. L’impalcato, largo circa 60 metri, ospiterà tre corsie stradali per senso di marcia, due binari ferroviari e due corsie di servizio, garantendo un collegamento stabile, veloce ed efficiente tra il continente e la Sicilia per i suoi oltre 5 milioni di abitanti. Avrà una capacità massima di 200 treni/giorno e 6.000 veicoli/ora, e sarà aperto 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno.
Le torri in acciaio alte 399 metri e il sistema di sospensione con cavi da 1,26 metri di diametro per una lunghezza totale di 5.320 metri rappresentano un primato ingegneristico. Il Ponte è progettato per resistere a eventi sismici e venti estremi, dotato di sistemi di monitoraggio intelligente per garantire sicurezza e manutenzione predittiva.
Parte fondamentale del progetto riguarda le opere complementari al Ponte, un sistema di infrastrutture e collegamenti che sarà realizzato su entrambe le sponde dello Stretto, con oltre 40 km di strade e ferrovie.
Oltre al Ponte, sono previste infatti opere di collegamento funzionali, opere non funzionali al Ponte (tra cui tre stazioni ferroviarie a Messina e il centro direzionale in Calabria) e Opere di Mitigazione e Compensazione ambientale, territoriale e sociale. In Calabria, i collegamenti stradali si estenderanno per circa 10 km, mentre il tratto ferroviario misurerà 2,7 km, progettato per collegarsi sia alla linea tirrenica storica che alla futura linea ad alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria. In località Piale, nel Comune di Villa San Giovanni, sorgerà un Centro Direzionale, un complesso multifunzionale che ospiterà attività connesse alla gestione dell’Opera e servizi quali negozi, ristoranti e centro convegni. In Sicilia saranno invece realizzati 10,4 km di strade e 17,5 km di ferrovie. L’intervento ferroviario è progettato per collegarsi all’esistente rete regionale, Messina-Catania e Messina-Palermo. Tra le grandi opere previste, ci sono anche tre stazioni ferroviarie nella città di Messina (Papardo, Annunziata ed Europa) concepite per offrire un servizio di trasporto all’area urbana, collegando il Ponte con Università, ospedali e con il centro cittadino.
Tutte queste opere cambieranno profondamente la mobilità delle due regioni coinvolte tutelando allo stesso tempo l’ambiente: circa 12 milioni di m3 di materiale da scavo in Sicilia e circa 4,5 milioni in Calabria saranno riutilizzati per costruire i rilevati stradali, per il recupero ambientale e per opere di ripascimento della costa tirrenica.
L’altezza sul livello del mare dell’impalcato del Ponte sarà di 72 metri per una ampiezza di 600 metri. Il franco navigabile arriverà a 70 metri in condizioni di pieno carico delle corsie stradali e due treni passeggeri in contemporanea, parametri in linea o superiori a quelli dei ponti esistenti sulle grandi vie di navigazione internazionali.
Il Ponte sullo Stretto rappresenta il fulcro di un più ampio piano di investimenti infrastrutturali già in corso di realizzazione per dotare il Mezzogiorno di infrastrutture moderne e sostenibili, migliorando i collegamenti con il resto del Paese e dell’Europa. L’opera si inserisce nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN- T (Trans-European Transport Network) e contribuirà a rafforzare l’integrazione logistica, economica e sociale del Sud Italia e il suo ruolo strategico nel contesto europeo e mediterraneo.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).