“Tutti in fila”, sabato al Multisala Badia Grande lo spettacolo di Cine Micron (Video)

Secondo appuntamento della rassegna dei lavori di fine anno di Cine Micron che sabato 21 giugno alle 21 al Multisala Badia Grande porta in scena lo spettacolo “Tutti in fila – la vita e’ uno spettacolo incredibile”.

Si tratta di un lavoro di fine anno degli adulti del primo corso guidati dai maestri Simone Peronace e Ignazio Raso.

Cine Micron e’ una realtà nuova nel panorama teatrale cittadino che e’ stata capace di conquistare in poco tempo pubblico e soprattutto un numero crescente di allievi di tutta l’età.

Lo scorso trenta maggio la scuola di teatro ha portato in scena i due spettacoli degli allievi più piccoli: bambini e adolescenti.

Tutte le rappresentazioni si distinguono per allestimenti minimalisti che puntano a mettere al centro la recitazione, l’attore, il gruppo affrontando di volta in volta tematiche di attualità ed esistenziali che attanagliano l’uomo moderno.

Assegno di Inclusione 2025: sospensione a luglio per chi ha iniziato a gennaio, come rinnovarlo e prolungarlo per altri 12 mesi

L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno economico introdotta dal Decreto Lavoro 2023 e attiva dal 1° gennaio 2024. Rivolta ai nuclei familiari in condizione di fragilità economica, si applica in presenza di almeno un componente minorenne, over 60 o con disabilità. L’ADI ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza, mantenendo però una logica di inclusione attiva tramite percorsi personalizzati e strumenti digitali come la piattaforma SIISL.

Durata dell’ADI e sospensione obbligatoria

Il beneficio ha una durata iniziale di 18 mesi, al termine dei quali è prevista una pausa obbligatoria di un mese, seguita da un possibile rinnovo per ulteriori 12 mesi. Questo meccanismo è previsto dall’art. 4 del Decreto attuativo del Ministero del Lavoro del 13 dicembre 2023.

Per chi ha cominciato a percepire l’Assegno di Inclusione a gennaio 2024, l’ultimo pagamento del primo ciclo arriverà a giugno 2025. Il mese di luglio 2025 segnerà quindi la sospensione automatica, indipendentemente dai requisiti reddituali o dalla partecipazione ai percorsi formativi.

Come avviene il rinnovo dell’Assegno di Inclusione

Per continuare a ricevere l’ADI, è necessario presentare una nuova domanda, che può essere inoltrata a partire da luglio 2025. La procedura è identica a quella della prima richiesta e può essere effettuata:

  • sul portale INPS, con accesso tramite SPID, CIE o CNS;
  • tramite i servizi di un CAF o Patronato.

Nel caso in cui il nucleo familiare sia rimasto invariato, non sarà necessario sottoscrivere un nuovo Patto di Attivazione Digitale (PAD). Tuttavia, in presenza di variazioni nella composizione del nucleo, sarà obbligatorio aggiornare l’iscrizione alla piattaforma SIISL e avviare un nuovo PAD.

Attenzione: solo la presentazione tempestiva della domanda entro luglio consentirà di ricevere il nuovo accredito a partire da agosto. In caso di ritardo, l’erogazione slitterà al mese successivo rispetto alla data di invio della richiesta.

Obblighi nel secondo ciclo: colloquio con i servizi sociali

Anche nel secondo periodo di fruizione del beneficio, è richiesto l’obbligo di partecipazione al colloquio iniziale con i servizi sociali territoriali. Questo incontro deve avvenire entro 120 giorni dalla presentazione della nuova domanda. Il mancato rispetto di questo obbligo può portare alla decadenza dal diritto all’Assegno.

Il rinnovo è responsabilità del beneficiario

Sebbene il Ministero abbia attivato un sistema di promemoria tramite SMS, la responsabilità della richiesta di rinnovo resta esclusivamente a carico del beneficiario. La mancata ricezione dell’SMS non costituisce motivo valido per eventuali ritardi. A chiarirlo è stato anche l’INPS, con il messaggio n. 684 del 14 febbraio 2024, in cui sono state fornite le prime istruzioni operative sulla gestione dell’ADI.

Carenza di poliziotti nell’Agrigentino, i sindacati Siulp e Siap chiedono il potenziamento

Grave carenza di personale alla Polizia di Stato nella provincia di Agrigento. Lo denunciano le segreterie di Siulp e Siap.

Dopo ripetute richieste di rinforzo, sono stati assegnati 10 agenti, un numero che resta insufficiente a fronte delle reali esigenze.
“La sicurezza del cittadino – scrivono Siulp e Siap – comunque garantita dall’attenzione espressa dal Questore di Agrigento e di conseguenza da parte del personale della Polizia di Stato in servizio nella provincia, merita ancor più rispetto e considerazione. Gli uomini e le donne della Polizia di Stato, impegnati quotidianamente al fine di garantire sicurezza sul territorio e presenza negli uffici amministrativi al servizio dei cittadini, si vedono impegnati su più fronti ricoprendo incarichi e mansioni che normalmente dovrebbero essere assolti con la presenza di un numero ben superiore da quello oggi esistente, soprattutto nei Commissariati di Pubblica Sicurezza dislocati sul territorio, quest’ultimi particolarmente sofferenti”

Il segretario provinciale generale Siulp, Salvatore Alonge ed il segretario generale provinciale Siap, Maurizio Dell’Arte, si fanno portavoce, ancora una volta, attraverso le rispettive segreterie nazionali, per dare degno rilievo all’evidente carenza di personale e ripristinare condizioni dignitose di lavoro e di sicurezza per il personale della Polizia di Stato e per i cittadini.

Menfi, criticità fascia costiera: urgenti interventi per l’estate

0

Non basta far sventolare la Bandiera Blu se poi non si garantisce un’accoglienza all’altezza. È questo il messaggio lanciato dal gruppo consiliare Verso Menfi, che ha raccolto le numerose segnalazioni di turisti, operatori del settore e cittadini, preoccupati per le criticità della fascia costiera menfitana in piena stagione estiva.

Secondo i consiglieri, è fondamentale un’immediata azione dell’amministrazione comunale per restituire decoro, funzionalità e sicurezza a uno dei tratti più preziosi del territorio: il litorale premiato anche quest’anno con la Bandiera Blu.

Spiagge accessibili e sicure: le mancanze che preoccupano

La prima tra le criticità della fascia costiera riguarda l’accessibilità. Mancano le passerelle per disabili, essenziali per garantire pari opportunità e fruibilità a tutti i bagnanti. A ciò si aggiunge la carenza di postazioni di salvataggio adeguate, con bagnini dotati di attrezzature conformi alle normative di sicurezza.

“Inclusività e sicurezza devono essere la base per un’accoglienza turistica credibile,” affermano i consiglieri di Verso Menfi.

Servizi igienici e docce: il ripristino non può attendere

Un altro nodo critico è rappresentato dallo stato di abbandono dei servizi igienici e delle docce pubbliche lungo la costa. La loro riattivazione immediata è considerata indispensabile per la qualità turistica e per offrire ai visitatori uno standard minimo di comfort e igiene.

Percorsi scivolosi e perdite idriche: un pericolo concreto

Tra le criticità della fascia costiera più gravi segnalate c’è la presenza di muschio e borraccina lungo le scalinate che collegano via Piemonte alla spiaggia, causati da perdite idriche mai risolte. Una situazione che non è solo antiestetica, ma che rappresenta un rischio concreto di infortuni.

Decoro urbano: servono pulizia e scerbatura costante

Infine, i consiglieri denunciano la trascuratezza in termini di pulizia e scerbatura. Zone cruciali del litorale sono spesso invase da erbacce, rifiuti e incuria. Un problema che danneggia l’immagine turistica e il valore ambientale di Menfi.

L’appello: “Intervenire subito per salvare la stagione”

Il gruppo Verso Menfi conclude con un appello accorato all’Amministrazione: “Interventi come questi non sono solo urgenti, sono fondamentali. Solo così si potrà restituire decoro e attrattività al nostro mare, nel rispetto del riconoscimento della Bandiera Blu.”

Una stagione estiva partita in salita può ancora diventare un’occasione di riscatto. Ma serve agire.

Intitolata a Pippo Bono la Rianimazione di Sciacca: “Un medico eccezionale” (Video)

A quattro anni dalla scomparsa, l’unita’ operativa di Rianimazione dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca è stata intitolata a Pippo Bono, primo direttore del reparto.

Bono aveva assunto l’incarico nel 1994, quando l’ospedale si trovava ancora nella sede di via Figuli. In quegli anni, sotto la sua direzione, la struttura riuscì ad attivare anche la camera iperbarica. Il reparto di Rianimazione, all’epoca privo di una dotazione organica, poté contare sul supporto di medici provenienti da altre unità operative.

“Grazie a lui abbiamo ottenuto il riconoscimento come azienda ospedaliera”, ha dichiarato Lillo Craparo, ex direttore amministrativo dell’ospedale di Sciacca. “Si è battuto per il potenziamento dell’ospedale”, ha aggiunto.

QiLa famiglia di Pippo Bono, è in particolare la sorella Maria, che oggi ha scoperto la targa, da tempo attendevano quest’iniziativa che ha riunito in ospedale numerosi medi e anche tanti primari da tempo in pensione, da Giovanni Saccone a Domenico Vella a Damiano Abate. Da Agrigento è arrivato il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Capodieci. A ricordare Pippo Bono, per il reparto e per la famiglia, è stato il direttore della Rianimazione. Francesco Petrusa. Dopo la scopertura con Pasqualino Barone ha benedetto la targa.

Pensione anticipata nel 2025: come andare in pensione a 61 o 64 anni con la nuova riforma

In vista della riforma del sistema pensionistico, il Ministero del Lavoro e le parti sociali stanno valutando nuove misure per garantire flessibilità in uscita e maggiore equità. Tra le ipotesi in discussione emergono due opzioni di pensionamento anticipato: Quota 89 e Quota 96, pensate per lavoratori con determinate caratteristiche anagrafiche e contributive.

Cos’è Quota 89 e a chi si rivolge

La cosiddetta Quota 89 si riferisce alla possibilità di accedere alla pensione a 64 anni di età con almeno 25 anni di contributi. Questa misura è pensata per i lavoratori con carriera contributiva interamente successiva al 31 dicembre 1995, cioè soggetti al sistema contributivo puro.

Chi aderisce anche alla previdenza complementare può ottenere un trattamento pensionistico anticipato, a condizione che l’importo maturato raggiunga almeno 2,6, 2,8 o 3 volte l’assegno sociale, in base agli aggiornamenti normativi previsti. Il requisito aggiuntivo dei 25 anni supera la soglia minima dei 20 anni attualmente previsti per il pensionamento contributivo ordinario.

Quota 96 per i lavori usuranti: pensione a 61 anni

L’altra proposta, Quota 96, è destinata ai lavoratori impegnati in mansioni usuranti, prevedendo l’uscita a 61 anni con almeno 35 anni di contributi. L’accesso agevolato è riconosciuto per attività particolarmente gravose, come:

  • lavori in galleria, cava o miniera;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • attività ad alte temperature (es. fonderie);
  • soffiatori di vetro cavo;
  • palombari;
  • lavori in spazi ristretti nella cantieristica navale;
  • lavorazione dell’amianto.

La definizione di lavoro usurante è stata stabilita dal D. Lgs. n. 67/2011, che individua anche le condizioni per ottenere il trattamento anticipato, come almeno 7 anni negli ultimi 10 o metà della vita lavorativa trascorsa in attività faticose.

Le ipotesi di flessibilità in uscita

Per garantire sostenibilità economica e gradualità, tra le proposte in valutazione vi sono anche modelli flessibili che permetterebbero di accedere alla pensione con diverse combinazioni età-contributi:

  • 63 anni di età e 33 anni di contributi
  • 65 anni e 31 anni di contributi
  • 62 anni e 34 anni di contributi

L’intenzione è quella di sostituire progressivamente misure temporanee come Quota 103 (62 anni + 41 di contributi), attualmente in vigore.

Requisiti 2025 per le pensioni agevolate nei lavori usuranti

Attualmente, fino al 2026, i requisiti per la pensione anticipata agevolata nei settori usuranti o notturni sono articolati in quote differenti a seconda del tipo di lavoro svolto e del numero di turni notturni:

  1. Turnisti notturni per tutto l’anno o attività usuranti:
    • Dipendenti: Quota 97,6 (61 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi)
    • Autonomi: Quota 98,6 (62 anni e 7 mesi + 35 anni)
  2. Turnisti con 72–77 notti lavorate/anno:
    • Dipendenti: Quota 98,6 (62 anni e 7 mesi + 35 anni)
    • Autonomi: Quota 99,6 (63 anni e 7 mesi + 35 anni)
  3. Turnisti con 64–71 notti lavorate/anno:
    • Dipendenti: Quota 99,6 (63 anni e 7 mesi + 35 anni)
    • Autonomi: Quota 100,6 (64 anni e 7 mesi + 35 anni)

Tutti questi requisiti non sono soggetti agli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025.

Le categorie di lavori gravosi riconosciute per APE sociale e pensione precoci

La normativa vigente prevede inoltre benefici per alcune categorie attraverso misure come APE sociale e il pensionamento anticipato per lavoratori precoci. Le mansioni considerate gravose includono:

  • addetti alla concia di pelli;
  • facchini e spostamento merci;
  • conducenti di mezzi pesanti e treni;
  • guidatori di gru e perforatrici;
  • infermieri e ostetriche turnisti;
  • insegnanti scuola dell’infanzia;
  • operai edili e agricoli;
  • operatori ecologici;
  • addetti all’assistenza di non autosufficienti.

Queste categorie sono state ampliate con la legge di stabilità 2018, includendo anche marittimi, pescatori e operai siderurgici.

Crisi irrigua nel Riberese, incontro operativo in Comune

Si e’ svolta questa mattina al Palazzo comunale di Ribera una riunione tra sindaci, i presidenti dei consigli comunali del territorio riberese promosso dal parlamentare Carmelo Pace per affrontare l’attuale situazione legata alla crisi idrica e alle criticità del comparto agricolo
Erano presenti all’incontro, per il Consorzio di Bonifica AG 3 il direttore Tomasino e Giarraputo e l’ingegnere Guarino e ancora, il presidente del Consorzio di Tutela Arancia DOP di Ribera, Salvatore Daino, il vice sindaco di Ribera, Leonardo Augello e gli assessori comunali.Clemente e Di Caro e il sindaco di Cattolica Eraclea Santo Borsellino e il presidente del consiglio comunale Giusi Alagna; l’assessore Pasquale Schittone per il comune di Calamonaci; i consiglieri comunali di Ribera: Vincenzo Costa, Giuseppe Ciancimino, Nicola Inglese, Alfredo Mulè, Salvatore Tortorici e Pietro Siragusa.
Durante l’incontro si è ampiamente discusso delle problematiche organizzative e finanziarie del Consorzio di Bonifica, con particolare riferimento all’emergenza idrica in atto.

Nel corso della riunione si e’ stabilito di iniziare la distribuzione dell’acqua per scopi irrigui, sia dal versante della Diga Castello che da quello di Prizzi-Gammauta a partire da lunedì 23 giugno.

  • Nel pomeriggio di oggi, è prevista nelle sedi della Regione Siciliana, una cabina di regia, durante la quale saranno valutate le possibilità di ulteriori assegnazioni di volumi idrici.
  • In base all’esito della cabina di regia, sarà emanata una nuova ordinanza commissariale da parte del Commissario per la crisi idrica, Fulvio Bellomo, per stabilire i nuovi volumi da destinare all’irrigazione.
  • Tutti i convenuti alla riunione hanno deciso di programmare un nuovo incontro a valle di tali passaggi, con l’obiettivo di definire la seconda fase della campagna irrigua, tenendo conto delle ulteriori esigenze del comparto agricolo.

Riapre la casa di riposo a Sambuca, il Collegio di Maria torna attivo

Dopo un anno e due mesi di chiusura, martedì 24 giugno 2025 riaprono le porte della casa di riposo a Sambuca, ospitata nell’edificio storico del Collegio di Maria. La struttura comunale rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli anziani e per le fasce più fragili della popolazione sambucese.

Dal giorno successivo, mercoledì 25 giugno, saranno accolti i primi ospiti, molti dei quali avevano già prenotato da tempo, anche provenienti dai paesi limitrofi.

Nuova gestione per la casa di riposo a Sambuca

A seguito delle difficoltà della precedente cooperativa, che ha causato la chiusura della struttura, il Comune ha indetto un nuovo bando. A vincerlo è stata la cooperativa sociale S4, con sede a Caltanissetta, già attiva nel settore in diverse regioni italiane.

La casa di riposo a Sambuca ha beneficiato di interventi di manutenzione ordinaria, realizzati direttamente dalla nuova cooperativa, per rendere gli ambienti più accoglienti e funzionali, pur mantenendo il valore storico del luogo.

Un edificio storico restituito alla comunità

La struttura sorge all’interno di un ex convento agostiniano risalente al XVI secolo, trasformato nel Settecento in Collegio di Maria. Dopo la soppressione degli enti ecclesiastici, l’edificio è passato al Comune e venne ristrutturato nel 1990 per l’accoglienza degli anziani.

Il sindaco di Sambuca di Sicilia, Giuseppe Cacioppo, ha dichiarato:

“Questa apertura era molto attesa. Si tratta di un servizio essenziale per la comunità, che torna finalmente operativo. La nuova struttura si affiancherà a quella gestita dalla comunità religiosa, offrendo un’opportunità importante per le famiglie sambucesi che, negli ultimi mesi, erano state costrette a trasferire i propri cari altrove.”

Servizi rinnovati e assistenza di qualità

Con questa riapertura, la casa di riposo a Sambuca torna a essere una risorsa fondamentale per il territorio, offrendo assistenza qualificata agli anziani e un punto di riferimento sicuro per le famiglie locali. La cooperativa S4 garantirà standard elevati e un servizio umano e professionale.

Questa nuova fase rappresenta non solo un ritorno a un servizio atteso, ma anche un segnale positivo di attenzione e cura verso la terza età e il benessere sociale del territorio.

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno indagato per corruzione

0

Il nome di Gaetano Galgagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, risulterebbe in un’indagine per corruzione.

L’accusa e’ che avrebbe fatto in modo che venissero assegnati fondi, nel dicembre 2023, a due imprenditori che in cambio avrebbero dato incarichi a suoi collaboratori.

A gennaio scorso, Galvagno aveva ricevuta l’avviso di proroga indagini e ha chiesto di essere sentito dalla Procura.

Il presidente e’ stato ascoltato dal pm circa due settimane fa, per i finanziamenti finiti sotto al lente della guardia di finanza che riguardano la Fondazione Dragotto.

Si tratta in particolare, dell’iniziativa “Un magico natale” destinata ai ragazzi a rischio di marginalità sociale dell’assessorato regionale alle Politiche sociali per la quale sono stai stanziati 100 mila euro.

 L’altro finanziamento, invece circa 200 mila euro assegnati al Comune di Catania per le iniziative di Natale e Capodanno, poi gestite dalla società “Puntoeacapo” di Nuccio La Ferlita.

In cambio dell’elargizione dei fondi, gli imprenditori avrebbero dato incarichi ai collaboratori dello stesso Galgagno.

Galgagno si e’ detto fiducioso del lavoro della magistratura respingendo le accuse.

Ferie non godute: attenzione alla scadenza del 30 giugno 2025. Rischi per lavoratori e datori di lavoro

Nel sistema normativo italiano, il diritto alle ferie rappresenta una garanzia fondamentale per la salute e il benessere del lavoratore. Tuttavia, capita spesso che i giorni di riposo maturati non vengano effettivamente fruiti, per ragioni organizzative aziendali o per scarsa pianificazione individuale. Quando ciò accade, la normativa prevede conseguenze ben precise, soprattutto in caso di superamento dei termini stabiliti dalla legge.

Ferie maturate e termini di fruizione

Ogni lavoratore ha diritto ad almeno quattro settimane di ferie retribuite all’anno. Di queste, due settimane devono essere fruite entro l’anno di maturazione, mentre le restanti due devono essere utilizzate entro 18 mesi dalla fine dell’anno in cui sono state maturate.
Questo significa che le ferie maturate nel 2023 dovranno essere fruite entro il 30 giugno 2025.

Superata tale data, il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali all’INPS per i giorni di ferie non goduti, entro il secondo mese successivo alla scadenza, cioè entro il mese di agosto 2025.

Cosa accade in caso di ferie non fruite

Le ferie maturate ma non godute nei tempi previsti non si annullano automaticamente: possono ancora essere fruite, previo accordo con il datore di lavoro. Tuttavia, il datore sarà comunque obbligato a versare i contributi e potrà essere soggetto a sanzioni amministrative se non dimostra di aver adottato misure per permetterne la fruizione.

Le sanzioni per il datore di lavoro

Il mancato rispetto della scadenza comporta sanzioni di natura pecuniaria, che variano in base al numero di lavoratori coinvolti e alla durata dell’irregolarità:

  • Da 120 a 720 euro per ciascun lavoratore, se la violazione riguarda un solo anno e fino a cinque lavoratori;
  • Da 480 a 1.800 euro se coinvolge più di cinque lavoratori o si protrae per almeno due anni;
  • Da 960 a 5.400 euro per violazioni che interessano oltre dieci lavoratori o si verificano per almeno quattro anni consecutivi. In quest’ultimo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

Come prevenire i rischi legati alle ferie non godute

Per evitare problemi legati all’accumulo e alla mancata fruizione delle ferie, è utile adottare una gestione preventiva e strutturata:

  • Pianificazione anticipata: promuovere l’organizzazione delle ferie con largo anticipo;
  • Monitoraggio costante: utilizzare strumenti digitali per tenere traccia delle ferie residue;
  • Comunicazione trasparente: aggiornare periodicamente i lavoratori sul saldo e sulle scadenze;
  • Chiusure aziendali programmate: valutare l’opportunità di sospendere le attività in determinati periodi per incentivare la fruizione collettiva delle ferie.

Un equilibrio tra diritti e obblighi

Il termine del 30 giugno 2025 rappresenta una scadenza cruciale per i lavoratori che hanno maturato ferie nel 2023. La corretta gestione di questi giorni non solo tutela i diritti dei lavoratori, ma consente anche ai datori di lavoro di rispettare gli obblighi normativi ed evitare sanzioni onerose.