Fondo regionale da 13 milioni di euro per il commercio anche della filiera ittica (Video)

Un fondo regionale da 13 milioni di euro, al quale potranno attingere le attività commerciali, anche quelle del settore ittico, che prevede una parte di stanziamento (35%) a fondo perduto e la restante (65%) a tasso agevolato. E’ su questa base che lavora il settore del commercio dopo l’incontro, ieri a Palermo, con l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

Una delegazione saccense, composta da Giuseppe Caruana, di Confcommercio, con il sindaco Fabio Termine, l’assessore Francesco Dimino, il presidente della commissione consiliare Attività produttive Giuseppe Catanzaro e il consigliere provinciale Alessandro Grassadonio, ha appreso di quest’iniziativa che sarà definita già lunedì prossimo in occasione di un successivo incontro, questa volta tecnico, con i vertici della dirigenza dell’assessorato.

“E’ un elemento concreto sul quale lavoriamo – dice Giuseppe Caruana in un’intervista a Risoluto.it – e che potrà consentire al commercio, compreso quello della filiera ittica, di avere risposte e magari a tanti operatori di non compiere scelte drastiche come quelle della chiusura delle attività”.

Acqua sprecata nelle dighe, Catanzaro attacca la Regione

Il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Michele Catanzaro, annuncia un’interrogazione urgente sulla gestione delle dighe Gammauta e Castello. La presa di posizione nasce dalla segnalazione dell’associazione Liberi Agricoltori e riporta al centro dell’attenzione il tema dell’acqua sprecata nelle dighe, ritenuto ormai insostenibile.
Dopo due anni segnati da emergenze idriche, secondo Catanzaro non è più tollerabile disperdere milioni di metri cubi d’acqua che potrebbero essere destinati a usi potabili e agricoli.

Gestione delle risorse idriche sotto accusa

Nel dettaglio, la diga Castello è in grado di garantire fino a 200 litri al secondo per uso potabile. Inoltre, la bretella collegata alla diga Gammauta potrebbe trasferire oltre 5 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.
Tuttavia, la concessione attualmente in vigore, affidata a Enel e valida fino al 2029, continua a deviare circa 1000 litri al secondo verso il mare. Una scelta che rende l’acqua definitivamente non recuperabile e che, secondo il deputato, è ormai in contrasto con l’interesse pubblico.
In questo contesto, il problema dell’acqua sprecata nelle dighe emerge con forza, soprattutto alla luce delle criticità idriche che interessano il territorio.

Le proposte: revisione o revoca della concessione

Catanzaro chiede alla Regione un intervento immediato e concreto. Tra le proposte avanzate, vi è la revisione della concessione con l’introduzione di automatismi che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello quando si scende sotto la soglia degli 11 milioni di metri cubi.
Inoltre, il deputato suggerisce l’installazione di misuratori di flusso pubblici, così da garantire trasparenza nella gestione delle risorse idriche.
In alternativa, viene proposta la revoca della concessione stessa, accompagnata dal potenziamento della bretella e dall’ampliamento dell’area di raccolta fino a 171 chilometri quadrati.

Acqua sprecata nelle dighe: “Serve una decisione politica chiara”

La posizione del capogruppo dem è netta: la Regione ha il dovere di intervenire rivedendo o revocando concessioni che non rispondono più all’interesse collettivo.
Il problema dell’acqua sprecata nelle dighe, sottolinea Catanzaro, non può più essere ignorato, soprattutto in un contesto in cui cittadini e agricoltura soffrono la carenza idrica.
“Serve una decisione politica chiara – conclude – perché oggi la priorità deve essere garantire acqua a cittadini e agricoltura, evitando sprechi non più tollerabili”.

Riconoscimento per i militari agrigentini che hanno sventrato truffe dei “finti carabinieri”

Un momento di riconoscimento per l’impegno dei militari che si sono distinti in due operazioni contro le truffe agli anziani nel territorio agrigentino.

Presso la caserma “Biagio Pistone” di Agrigento, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Nicola De Tullio, ha incontrato i militari protagonisti di due interventi che hanno consentito di bloccare i responsabili di gravi tentativi di raggiro ai danni di persone anziane.

Durante l’incontro, il comandante ha voluto esprimere apprezzamento per la prontezza operativa e la capacità investigativa dimostrate dai carabinieri, sottolineando il ruolo centrale dell’Arma nel contrasto a un fenomeno che colpisce spesso persone vulnerabili facendo leva su paura e coinvolgimento emotivo.

Il primo episodio risale al 27 febbraio scorso a Sciacca.

I carabinieri del locale Reparto territoriale hanno arrestato in flagranza un trentenne originario della provincia di Catania ma residente nel Padovano, ritenuto responsabile di tentata truffa aggravata con la tecnica del cosiddetto “falso carabiniere”. Determinante è stata la lucidità della vittima, un’anziana del luogo, che ha intuito il raggiro telefonico con cui le veniva richiesto di consegnare con urgenza denaro e preziosi per evitare presunte conseguenze giudiziarie a un familiare.

La donna ha immediatamente contattato i militari, permettendo l’organizzazione di un servizio mirato che ha portato al blocco dell’uomo e al recupero integrale di contanti e monili in oro.

Il secondo episodio si è verificato ad Aragona. I carabinieri della locale Stazione, con il supporto dei militari delle Stazioni di Comitini e Sant’Angelo Muxaro, hanno arrestato in flagranza un quarantunenne della provincia di Catania, anche lui accusato di truffa aggravata con il metodo del “finto carabiniere”.

L’intervento è scattato dopo la richiesta di aiuto della vittima, contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi appartenente all’Arma, aveva riferito di un presunto incidente stradale causato dal figlio, chiedendo la consegna immediata di denaro e preziosi. Ricevuta la segnalazione, i militari hanno predisposto un servizio nei pressi dell’abitazione, riuscendo a bloccare l’uomo proprio nel momento in cui si presentava per ritirare quanto richiesto.

Nel corso dell’incontro, il colonnello De Tullio ha rivolto un plauso ai militari coinvolti nelle operazioni, evidenziando come il loro intervento rappresenti un esempio concreto di impegno e attenzione verso la tutela della legalità e la protezione delle fasce più fragili della popolazione.

Acqua della diga Gammauta: appello degli agricoltori di Ribera

L’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera lancia un appello urgente alle istituzioni regionali sulla gestione dell’acqua della diga Gammauta, chiedendo una revisione della concessione attualmente in capo a Enel per usi industriali. La richiesta è indirizzata al Presidente della Regione Siciliana, agli assessori competenti e ai deputati regionali, con l’obiettivo di affrontare una situazione che, secondo l’associazione, rischia di aggravare ulteriormente la crisi idrica.

Acqua della diga Gammauta e priorità di legge

Al centro della segnalazione vi è la scadenza della concessione che consente a Enel di derivare 1000 litri al secondo medi annui dal bacino di Gammauta. L’associazione sottolinea come i cambiamenti climatici stiano determinando una crescente carenza di acqua per usi potabili e agricoli, rendendo necessario un adeguamento delle politiche di gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Secondo quanto evidenziato, la normativa vigente stabilisce una chiara priorità: prima gli usi potabili, poi quelli agricoli e infine quelli industriali. Tuttavia, tali principi non sempre vengono applicati in modo strutturale, ma solo nei momenti di emergenza, come durante i periodi estivi.

Le criticità del sistema Gammauta-Castello

L’analisi proposta dall’associazione mette in luce uno squilibrio tra la capacità dei bacini e l’utilizzo dell’acqua della diga Gammauta. Quest’ultima, infatti, ha una capacità limitata di circa 500.000 metri cubi, mentre la diga Castello può contenere fino a 19 milioni di metri cubi.

Esiste inoltre una bretella che collega i due invasi, consentendo il trasferimento per gravità di circa 600 litri al secondo per circa 100 giorni l’anno, per un totale superiore ai 5 milioni di metri cubi. Una risorsa significativa che, secondo gli agricoltori, dovrebbe essere sfruttata meglio.

Dispersione delle risorse idriche

Un altro punto critico riguarda il destino dell’acqua utilizzata da Enel: dopo la produzione di energia, viene rilasciata a quota 60 metri sul livello del mare, diventando di fatto inutilizzabile per ulteriori accumuli e destinata a raggiungere il mare. Un processo definito dispendioso, soprattutto in un contesto di scarsità idrica legata anche alla gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Le proposte degli agricoltori

L’Associazione Liberi Agricoltori propone due possibili soluzioni per una gestione più efficiente dell’acqua della diga Gammauta:

  • Rimodulazione della concessione, introducendo meccanismi automatici che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello nei periodi non irrigui, quando il livello scende sotto gli 11 milioni di metri cubi.
  • Revoca totale della concessione, destinando l’acqua esclusivamente a usi potabili e agricoli e potenziando la bretella esistente.

Secondo l’associazione, quest’ultima soluzione permetterebbe di ampliare significativamente il bacino complessivo, migliorando la capacità di risposta alle esigenze del territorio senza attendere lunghi tempi burocratici.

Dopo le difficoltà vissute negli ultimi due anni da città e campagne dell’agrigentino, gli agricoltori chiedono un intervento concreto e tempestivo. L’obiettivo è evitare il ripetersi di crisi idriche e garantire una gestione più equa e sostenibile delle risorse, a partire proprio da una diversa destinazione dell’acqua della diga Gammauta, nel rispetto delle priorità stabilite dalla legge.

Palermo, maxi operazione della Guardia di Finanza: sequestrati oltre 145 mila prodotti irregolari

Nell’ambito delle attività di vigilanza economica disposte dal Comando Provinciale di Palermo, i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di interventi mirati alla tutela dei consumatori e al contrasto del commercio illegale.

Il bilancio delle operazioni è rilevante: oltre 145.000 articoli sono stati sottratti al mercato perché ritenuti non sicuri, privi dei requisiti previsti dalla normativa o riconducibili a marchi falsificati. Diversi soggetti sono stati segnalati alle Autorità competenti.

Le verifiche, condotte in particolare dal Nucleo Mobile della Compagnia di Partinico e dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo, hanno portato al rinvenimento di consistenti quantitativi di merce irregolare.

In un negozio di Partinico sono state sequestrate 60 felpe con marchio imitato, mentre all’interno di un deposito riconducibile a un uomo denunciato per ricettazione e contraffazione sono stati trovati 1.067 capi di abbigliamento e accessori – tra borse, cinture e scarpe – riferibili a brand molto noti ma senza documentazione sulla provenienza.

Nel corso delle stesse attività, i finanzieri hanno individuato anche 10.400 prodotti non conformi alle norme di sicurezza e privi delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana previste dal Codice del Consumo.

Un ulteriore intervento ha riguardato una tensostruttura abusiva di circa 75 metri quadrati, utilizzata come deposito e punto vendita irregolare. All’interno sono stati trovati oltre 127.000 articoli ludici sprovvisti delle necessarie autorizzazioni e senza registratore di cassa. La struttura, inoltre, occupava parte della carreggiata in una zona molto trafficata della città, ostacolando il transito dei veicoli.

In un altro esercizio commerciale sono stati scoperti circa 500 giocattoli e accessori per bambini privi della marcatura “CE”, requisito essenziale per attestare il rispetto degli standard di sicurezza.

Carini, invece, i controlli hanno portato al sequestro di circa 8.000 articoli per la casa privi delle informazioni obbligatorie per i consumatori. In questo caso sono state contestate sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 30.000 euro.

Le operazioni, coordinate dal Comandante del Gruppo Palermo, colonnello Danilo Persano, hanno consentito di rimuovere dal circuito commerciale numerosi prodotti potenzialmente pericolosi, in particolare per i minori, rafforzando l’azione di contrasto alla contraffazione e al commercio abusivo.

Operazione antidroga nel Ragusano: dieci arresti tra Comiso e Vittoria, sequestrati 16 chili di cocaina

Maxi operazione antidroga nel territorio ragusano. La Polizia di Stato ha eseguito dieci misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

L’indagine, avviata nel dicembre del 2023 e denominata “Drug Parking”, ha permesso di ricostruire l’esistenza di un gruppo strutturato che operava principalmente nei territori di Comiso e Vittoria.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti degli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito un articolato sistema di distribuzione di droga, in particolare cocaina e marijuana, destinata al mercato locale.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati complessivamente oltre 16 chilogrammi di cocaina.

Gli inquirenti stimano che il traffico illecito generasse un volume economico di circa due milioni di euro.

L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi mesi contro lo spaccio di stupefacenti nella provincia di Ragusa e ha consentito di interrompere un presunto circuito criminale radicato nel territorio.

Sette aule per il Cpia di Sciacca nell’ex istituto di via Giotto, trovata una soluzione fino al 30 giugno

Torneranno nella sede dell’istituto di via Giotto dove fino a qualche mese fa erano ospiti insieme ad un indirizzo del “Don Michele Arena” i docenti e gli alunni del Cpia, il Centro provinciale d’istruzione per adulti di Sciacca.

Dopo che le classi del “Don Michele Arena” avevano lasciato la sede di via Giotto, anche i corsi del Cpia di Sciacca erano a rischio trasferimento.

Ora la possibilità di tornare nella vecchia sede grazie alla concessione a titolo non oneroso degli stessi locali da parte dei comproprietari dell’immobile al Comune di Sciacca che con una delibera di Giunta ha preso atto della disponibilità delle sette aule poste al primo piano, necessarie per lo svolgimento dei corsi.

Il Comune di Sciacca dal canto suo, ha preso atto di dover effettuare le volture delle utenze che saranno a suo carico.

La disponibilità delle sette aule è fino al trenta di giugno, a completamento dell’anno scolastico in corso. Una soluzione provvisoria per la quale poi bisognerà trovare una nuova ubicazione alla ripartenza del prossimo anno scolastico.

Lascia il carcere, obbligo di dimora per il tunisino arrestato domenica scorsa a Ribera

Durante l’udienza di convalida avrebbe pianto e chiesto scusa ai carabinieri il tunisino arrestato domenica scorsa a Ribera con un coltello che aveva da poco prelevato da una pizzeria durante una lite con un connazionale.

L’arresto era scattato per resistenza a pubblico ufficiale. Il nordafricano è indagato anche per la detenzione del coltello. Il gip del Tribunale di Sciacca ha convalidato l’arresto applicando al nordafricano l’obbligo di dimora a Ribera con prescrizione di non allontanarsi da casa dalle 19 alle 7 del mattino.

Abbes Aiuaoui, di 32 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Tramuta (nella foto), nell’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo dichiarazioni spontanee per scusarsi di quanto accaduto. La difesa ha chiesto il giudizio abbreviato.

L’intervento dei carabinieri è stato provvidenziale per evitare gravi conseguenze. La lite, in pieno centro, avrebbe avuto tre fasi tra i due nordafricani che si conoscevano e, addirittura, avrebbero anche pranzato insieme. L’indagato a un certo punto sarebbe entrato in una pizzeria portando via un coltello che grazie all’intervento dei carabinieri non ha utilizzato contro il connazionale. Uno dei militare per bloccare l’indagato è caduto riportando una distorsione a un ginocchio.

L’indagato, senza fissa dimora, ha presentato richiesta di soggiorno in Italia ed è in attesa del rilascio.

Sciacca, Di Benedetto accusato di avere colpito un giovane con 3 coltellate alla schiena

Emergono dettagli sulla vicenda riguardante l’accoltellamento di un ventisettenne di Sciacca, F.P., che ha portato all’arresto di Mario Di Benedetto, di 38 anni, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Sciacca, su richiesta della Procura della Repubblica, per tentato omicidio aggravato.


La vicenda si è svolta durante la notte tra il 14 e il 15 marzo scorso prima nell’abitazione di Di Benedetto e poi nella via sottostante dove il ventisettenne sarebbe stato raggiunto dall’indagato, che, dopo aver estratto un coltello da una fioriera, gli si sarebbe scagliava contro cercando di colpirlo frontalmente, senza riuscirci. 


Nell’immediatezza del fatto, mentre il ventisettenne tentava di darsi alla fuga, sarebbe stato colpito dall’indagato nella zona dorsale della schiena con tre coltellate, una delle quali penetrava il polmone. Quando il ventisettenne è caduto a terra sarebbe stato bloccato e colpito ripetutamente con una pietra. 

Le ragioni di tutto questo che avrebbe potuto avere conseguenze assai più gravi del ferimento del ventisettenne non sono ancora chiare.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e svolte dal Commissariato di polizia di Sciacca con la polizia scientifica, hanno consentito di svolgere accertamenti urgenti sui luoghi, assunzione di informazioni dai soggetti informati sui fatti, perquisizioni e sequestri.

Gli inquirenti hanno così delineato un quadro indiziario che definiscono grave nei confronti dell’indagato, che ha numerosi precedenti, e che adesso è sottoposto alla custodia cautelare in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia alla presenza del suo legale, l’avvocato Mauro Tirnetta.

La primavera non arriva, grandine e strade bloccate nel Ragusano

La primavera tarda a farsi sentire in Sicilia e, a fine marzo, il maltempo torna protagonista con un episodio tanto intenso quanto inatteso. Nel Ragusano una violenta grandinata ha mandato in tilt la viabilità. Il fenomeno si è verificato lungo la strada provinciale 10, all’incrocio tra Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi, causando il blocco di numerosi automobilisti.

La carreggiata è stata rapidamente ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio e, in alcuni punti, il manto di grandine ha superato i 10 centimetri, rendendo impossibile la circolazione. È stata disposta la chiusura al traffico dell’arteria per motivi di sicurezza.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Ragusa, impegnati nelle operazioni di soccorso agli automobilisti rimasti in panne. L’assistenza prosegue in attesa dell’arrivo dei mezzi della Provincia, incaricati della rimozione del ghiaccio e del ripristino della viabilità.

Intanto, le previsioni meteo indicano un miglioramento temporaneo delle condizioni atmosferiche. Nella giornata di domani, mercoledì 24 marzo, il rinforzo dell’anticiclone porterà maggiore stabilità sull’isola, con ampie schiarite e temperature in aumento. Attese massime fino a 18°C a Palermo e Messina, 19°C a Catania e 20°C ad Agrigento.

La tregua sarà però breve. Giovedì è previsto un nuovo peggioramento a causa dell’arrivo di un fronte freddo dal Nord Europa, che porterà le prime piogge sulle aree settentrionali. Venerdì il maltempo entrerà nel vivo, con condizioni diffusamente instabili, rovesci frequenti soprattutto sulle zone centro-settentrionali e un calo delle temperature. Sulle aree interne tornerà anche la neve, con quota in abbassamento fino a 1000-1100 metri.

Previsto inoltre un rinforzo dei venti nordoccidentali, con raffiche sostenute e possibili mareggiate lungo le coste esposte. Il fine settimana si prospetta ancora instabile e più fresco, con ventilazione sostenuta su gran parte della regione.