Sempre in terapia intensiva padre e figlio di Ribera coinvolti nell’incidente a San Giorgio


Per il padre, che è stato sottoposto ad intervento chirurgico, c’è un leggero miglioramento. Rimane, però, nella terapia intensiva del Civico di Palermo. Le condizioni del figlio non sono cambiate e anche lui rimane in terapia intensiva. I due riberesi, di 49 e 14 anni, sono rimasti feriti nell’incidente stradale sulla 115, in località San Giorgio, che ha coinvolto anche l’Arcivescovo di Agrigento, monsignor Salvatore Damiano.

“Le condizioni del padre registrano un lieve miglioramento – dice il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo – ed io ogni giorno attingo informazioni e spero di poterli abbracciare prima possibile”.

Ruvolo si tiene in contatto con la moglie del quarantanovenne e madre del ragazzo che dopo l’incidente per le ferite riportate è stato trasferito in elisoccorso al Trauma Center ed il velivolo è atterrato direttamente sulla 115. Il padre, invece, è stato prima trasferito al Giovanni Paolo II di Sciacca per un intervento chirurgico eseguito dall’equipe di Ortopedia, guidata dal direttore Giacomo Papotto, unitamente ai medici della Chirurgia.

L’Arcivescovo di Agrigento si trova ricoverato nell’unità operativa complessa di Ortopedia del Giovanni Paolo II di Sciacca ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico per le fratture riportate a caviglia e piede. Martedì 3 giugno, fatte le consulenze neurochirurgiche per le fratture vertebrali che non necessitano di intervento, potrebbe essere dimesso.

Bonus ristrutturazione, l’erede perde la detrazione se affitta l’immobile: ecco cosa dice la Cassazione

Chi eredita un immobile ristrutturato perde il diritto a continuare a usufruire delle detrazioni fiscali previste dal bonus ristrutturazione, se decide di affittarlo. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con una sentenza che ribadisce un principio fondamentale: le agevolazioni spettano solo in caso di utilizzo diretto e personale dell’immobile da parte dell’erede.


Il caso esaminato: l’affitto fa perdere il bonus

Il contenzioso nasce da una situazione piuttosto comune. Un contribuente aveva ereditato un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione, con detrazioni ancora in corso secondo quanto previsto dalla legge 289/2002. Dopo il subentro per successione, l’erede aveva scelto di proseguire la locazione dell’immobile, mantenendo la stessa destinazione d’uso.

A seguito di un controllo, l’Agenzia delle Entrate ha revocato le detrazioni, contestando l’assenza di un uso diretto da parte dell’erede. La questione è giunta in Cassazione, dopo giudizi contrastanti nei precedenti gradi.


Il principio affermato dalla Cassazione

Secondo i giudici, per mantenere il diritto alle detrazioni non basta essere proprietari: è necessario vivere o utilizzare personalmente l’immobile. Questo concetto si traduce nella detenzione materiale e diretta dell’abitazione. Quando l’immobile viene dato in locazione o in comodato, tale requisito viene meno, e l’erede perde automaticamente il bonus.

In altri termini, solo chi “usa” concretamente l’immobile ha diritto a proseguire le agevolazioni fiscali iniziate dal defunto.


Proprietà non è sufficiente: serve uso concreto

Un punto essenziale della sentenza è che la mera titolarità dell’immobile non basta a mantenere le detrazioni. La Cassazione sottolinea che i bonus fiscali sono norme eccezionali, e come tali non possono essere interpretate estensivamente. Serve una stretta applicazione della legge, che impone il legame diretto tra contribuente e immobile.


Nessuna violazione costituzionale

L’erede aveva sollevato anche un’eccezione di incostituzionalità, affermando che la norma violerebbe i principi di uguaglianza e diritto di proprietà. Ma la Cassazione ha respinto l’argomentazione, chiarendo che il legislatore può stabilire limiti razionali alle agevolazioni fiscali, a patto che siano coerenti con la finalità della norma.

Secondo i giudici, il criterio è chiaro: le detrazioni spettano a chi conserva un rapporto personale con l’immobile e non lo impiega per finalità reddituali.


Cosa cambia per chi eredita un immobile ristrutturato

La sentenza rappresenta un precedente importante per chi eredita immobili con bonus in corso di detrazione. Se si desidera mantenere l’agevolazione:

  • è necessario abitare o utilizzare direttamente l’immobile;
  • affittare anche solo una parte comporta la perdita del beneficio fiscale.

Conclusione

Chi eredita un immobile ristrutturato dovrà valutare attentamente come utilizzarlo, tenendo conto dei vincoli imposti dalla normativa fiscale. L’uso personale è la chiave per conservare il bonus ristrutturazione: in caso contrario, l’agevolazione decade, anche se i lavori sono stati effettuati e pagati dal defunto.

Il parco giochi della Perriera tra incuria e vandalismo (Video)

Altalene distrutte, dondoli divelti, una giostrina spostata dalla sua collocazione originaria. Sono queste le immagini che raccontano lo stato attuale del parco giochi situato all’interno del Museo del Carnevale, nel quartiere Perriera di Sciacca. Un quadro desolante che restituisce l’idea di una sorta di  “parco giochi degli orrori”.

Non si tratta solo di giochi rotti, usurati o manomessi con evidente intenzione vandalica – probabilmente da parte di giovanissimi. A peggiorare ulteriormente la situazione ci pensano le erbacce che spuntano dalle fughe della pavimentazione, i sedili abbandonati, la spazzatura disseminata ovunque. Un contesto tutt’altro che sicuro o accogliente, proprio nel cuore di un’area che, ogni giorno, ospita decine di bambini e ragazzi, soprattutto ora che la fine della scuola è alle porte. Da un lato i gesti vandalici e dall’altro una gestione inadeguata.

I disagi riguardano anche la zona del parco destinata ai bambini con disabilità motorie. La pavimentazione è sollevata, malmessa e abbandonata, creando un ulteriore ostacolo laddove dovrebbe esserci inclusività e attenzione. Il mancato intervento di scerbatura, inoltre, espone l’intera area alla proliferazione di zecche e parassiti, trasformando uno spazio pensato per il gioco in una potenziale minaccia per la salute.

La situazione, come spesso accade, non è figlia del caso. Il degrado è, infatti, il risultato di una gestione approssimativa. Secondo quanto appreso, il parco è aperto dalle 9 alle 20, ma la sorveglianza è affidata a una sola addetta con contratto part-time (dalle 16 alle 20). Tradotto: per la maggior parte della giornata il parco è accessibile, ma privo di controllo. Una carenza che, alla luce dei danni visibili, ha avuto un impatto diretto e devastante.

Non è tutto. All’esterno del parco non vi è alcuna insegna che ne indichi il nome o l’orario di apertura. La stessa assenza di informazioni e attenzione sembra riflettersi anche nella gestione del Museo del Carnevale, ospitato all’interno dell’area. Durante una visita effettuata oggi tra le 16 e le 17 circa, il museo risultava chiuso, nonostante fosse previsto aperto secondo la pagina Google del parco. Anche qui, nessun cartello, nessuna indicazione sugli orari.

L’immagine di Sciacca si sgretola sotto il peso delle piccole cose mal gestite. Il parco potrebbe essere un centro vitale per famiglie, bambini e giovani, un punto di ritrovo dove leggere un libro, rilassarsi all’ombra o partecipare ad attività culturali e ricreative. Ma per questo serve visione, progettualità, manutenzione costante e, soprattutto, una vera sorveglianza.

Serve un piano di riqualificazione: il ripristino dei giochi, la pulizia dell’area, la scerbatura e la potatura, la sistemazione della pavimentazione, l’installazione di un impianto di videosorveglianza e una presenza vigilante costante all’interno dell’area giochi. E serve adesso.

A Sciacca ci sono molte associazioni che cercano spazi per organizzare attività giovanili. Le aiuole, oggi abbandonate, potrebbero ospitare fiori curati tutto l’anno. Non è utopia, è gestione ordinaria – quella che altrove funziona.

Concessione ex stazione Gulfa, bando per la gestione dell’area mercatale

Il Gal Valle del Belice, in collaborazione con il Comune di Santa Margherita di Belice, ha avviato la procedura di affidamento in concessione dell’ex stazione Gulfa e dell’annesso parcheggio recintato. L’immobile, recuperato grazie al programma Leader Sicilia 2014-2020, è destinato a diventare un’area mercatale e di servizi per la popolazione, con possibilità di esporre e vendere prodotti locali e realizzare servizi accessori per il territorio.

Un’opportunità per valorizzare il territorio belicino

La concessione ex stazione Gulfa offre un’opportunità concreta per chi desidera avviare attività di promozione dei prodotti tipici e servizi alla comunità. L’immobile, di circa 76 mq, è accompagnato da un’ampia area parcheggio di oltre 1.000 mq. Il progetto è pensato per favorire l’organizzazione di mercati, eventi tematici e attività connesse al turismo locale.

Durata e criteri di selezione della concessione

La durata della concessione è di cinque anni a partire dalla stipula del contratto. L’aggiudicazione non prevede offerte economiche ma si basa esclusivamente sull’offerta tecnica. I criteri di valutazione sono:

Servizi proposti e organizzazione dell’area
Fino a 30 punti per la qualità dei servizi offerti, l’organizzazione degli spazi e l’integrazione con le realtà locali.
Piano di investimenti quinquennale
Altri 30 punti sono attribuiti per il piano degli investimenti a carico del concessionario, con attenzione alla riqualificazione dell’area.
Esperienza e innovazione
Esperienze pregresse nella gestione di spazi simili (25 punti) e aspetti innovativi nella valorizzazione del territorio (15 punti) completano il quadro.

Modalità di partecipazione: scadenza 12 giugno 2025

Chi desidera partecipare alla gara per la concessione deve presentare il proprio plico entro le ore 12 del 12 giugno 2025 all’indirizzo del Gal Valle del Belice.

Solo i soggetti in possesso dei requisiti previsti dal bando potranno essere ammessi alla selezione.

Marsala, stop alcol e musica dalle 23 contro la malamovida

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Il Comune di Marsala dice basta ai disordini notturni in centro storico con un’ordinanza del sindaco Massimo Grillo che introduce nuove regole stringenti. L’obiettivo? Frenare risse, aggressioni e altri fenomeni di malamovida. Da oggi scattano divieti riguardanti alcolici e musica in città.

Stop alcol e musica: ecco cosa cambia

A partire da oggi entra in vigore il divieto di vendita e consumo di alcolici e superalcolici in luogo pubblico dalle 23 alle 6 del mattino successivo. Il divieto riguarda:
• bar e locali pubblici;
• attività temporanee o ambulanti;
• circoli privati;
• attività artigianali e commerciali;
• distributori automatici.
È permesso il consumo solo all’interno dei locali autorizzati, inclusi gli spazi esterni regolarmente concessi.

Musica vietata dopo l’una: le nuove regole

Un altro punto chiave dell’ordinanza è legato alla musica nei locali pubblici. La sua diffusione, sia all’interno che all’esterno degli esercizi di somministrazione, è consentita fino all’1 di notte. Dopo questo orario, e fino alle 9 del mattino, scatta il divieto assoluto, indipendentemente dal mezzo utilizzato (impianti stereo, DJ set, musica dal vivo).

Sanzioni per chi non rispetta il provvedimento

Le violazioni delle nuove norme porteranno a sanzioni progressive. Si parte da multe amministrative fino ad arrivare alla sospensione della licenza e alla revoca della concessione del suolo pubblico.
Validità temporanea della misura

Il provvedimento resterà in vigore fino all’approvazione del nuovo regolamento comunale in materia di sicurezza urbana, già adottato dalla giunta e ora in attesa del voto del Consiglio comunale.

Conclusione: Marsala punta su sicurezza e decoro

Con questa ordinanza, l’amministrazione di Marsala intende ristabilire un clima di decoro e vivibilità per residenti e turisti. Il messaggio è chiaro: stop alcol e musica dopo gli orari consentiti per prevenire il degrado della movida notturna.

Decreto Scuola 2025: tutte le novità su assunzioni, concorsi e immissioni in ruolo dei docenti

Il nuovo Decreto Scuola n. 45/2025, approvato al Senato e in attesa di conversione definitiva alla Camera entro l’8 giugno, introduce una serie di modifiche rilevanti al sistema di reclutamento dei docenti, in linea con gli obiettivi del PNRR. Le novità si applicheranno a partire dall’anno scolastico 2025/2026.


Graduatorie concorsi integrate con idonei fino al 30%

Una delle principali modifiche riguarda l’integrazione delle graduatorie dei concorsi banditi dal 2023 (PNRR1 e PNRR2): queste potranno essere ampliate fino al 30% dei posti a bando, includendo candidati idonei che hanno superato la prova orale. La validità dell’integrazione è triennale.

L’uso delle graduatorie seguirà un criterio di priorità temporale, e resterà subordinato alla disponibilità di posti vacanti e alle autorizzazioni di spesa previste.


Elenco regionale dei docenti idonei dal 2026/2027

Dal 2026/27 verrà istituito un elenco regionale in cui potranno inserirsi, su domanda, i docenti risultati idonei nei concorsi banditi dal 2020. L’elenco sarà aggiornato annualmente e sarà utilizzato solo in caso di esaurimento delle graduatorie PNRR. L’ordine sarà definito sulla base della cronologia dei concorsi sostenuti e del punteggio ottenuto.


Immissioni in ruolo: accettazione sede entro 5 giorni

Dal 2025/26, i docenti nominati in ruolo dovranno accettare la sede assegnata entro 5 giorni, oppure entro 2 giorni se la nomina avviene dal 28 agosto. L’accettazione impedisce la partecipazione a procedure per incarichi a tempo determinato nello stesso anno scolastico.


Frazioni di posto arrotondate per eccesso

Per le assunzioni da graduatorie 2018 e 2020, le frazioni di posto pari o superiori a 0,5 saranno arrotondate per eccesso, agevolando così l’accesso al ruolo per più candidati e superando la precedente regola dell’arrotondamento per difetto.


Assunzioni PNRR2 possibili fino al 31 dicembre 2025

Le graduatorie PNRR2 pubblicate tra il 1° settembre e il 10 dicembre 2025 potranno essere utilizzate per assunzioni in ruolo fino al 31 dicembre 2025. I contratti saranno a tempo determinato fino ad avente diritto, con possibilità di trasformazione in contratto a tempo indeterminato a seguito del conseguimento dell’abilitazione entro la stessa data.

L’anno di prova per questi docenti inizierà dalla data di abilitazione.


Idonei concorso primaria inclusi nelle assunzioni

Con l’aggiunta del comma 4-bis, anche la graduatoria del concorso primaria 2023 viene inclusa tra quelle utilizzabili, estendendo la validità alle assunzioni dell’anno scolastico 2025/26. Inoltre, viene prorogata fino a esaurimento la graduatoria del concorso bandito nel 2019, integrata con i criteri del decreto-legge 73/2021.


Conclusione

Il Decreto Scuola 2025 rappresenta un passaggio fondamentale per accelerare le immissioni in ruolo e migliorare il sistema di reclutamento dei docenti in Italia. Dall’integrazione delle graduatorie all’istituzione degli elenchi regionali, fino alla possibilità di assumere fino al 31 dicembre, le misure puntano a rafforzare l’efficienza del sistema scolastico e a rispettare gli impegni del PNRR.

Conto corrente cointestato e pignoramento: cosa succede se il debitore è uno solo? Tutte le regole e i rischi

Il conto corrente cointestato è una soluzione pratica e diffusa, soprattutto tra familiari e coniugi, per la gestione delle spese comuni. Tuttavia, in caso di debiti personali di uno dei titolari, anche l’altro intestatario può subire le conseguenze di una procedura di pignoramento. Vediamo cosa prevede la normativa e come tutelarsi.

Cosa succede in caso di pignoramento di un conto cointestato

Quando uno dei titolari di un conto corrente è soggetto a un pignoramento per debiti personali, la procedura coinvolge anche il conto condiviso. Secondo l’art. 599 del Codice di Procedura Civile, si tratta di un pignoramento di beni indivisi: l’intero credito presente sul conto è aggredito, senza distinzione immediata delle quote.

Il credito, cioè il saldo del conto, è considerato nella sua interezza un bene comune dei contitolari, e pertanto può essere soggetto a pignoramento per la parte riconducibile al debitore.

La notifica ai cointestatari e il diritto di opposizione

Il creditore ha l’obbligo di notificare l’avvenuto pignoramento a tutti i cointestatari del conto, non solo alla banca. Questo consente ai soggetti non debitori di presentare opposizione ai sensi dell’art. 619 c.p.c., al fine di dimostrare la propria titolarità su una quota del saldo e ottenerne lo svincolo.

La banca, dal canto suo, una volta ricevuta la notifica, è tenuta a congelare l’importo corrispondente al debito oggetto di pignoramento, impedendo a tutti gli intestatari di disporne, fino a quando il giudice dell’esecuzione non avrà stabilito le quote.

Presunzione di quote uguali e onere della prova

In mancanza di prova contraria, il giudice applicherà la presunzione legale di parità delle quote (art. 1298 c.c.), assumendo che i cointestatari siano titolari del 50% ciascuno. Tuttavia, il cointestatario non debitore ha diritto a dimostrare che la propria quota è superiore – o addirittura totale – rispetto a quella dell’altro intestatario, mediante estratti conto, documentazione bancaria o altre prove che ne attestino l’effettivo utilizzo del conto.

Il ruolo della banca e l’ordinanza del giudice

La banca ha l’obbligo di comunicare al creditore, tramite PEC, l’effettiva cointestazione del conto, i nominativi dei titolari e il saldo disponibile al momento della notifica. Sarà poi il giudice dell’esecuzione, al termine del procedimento, a emettere una ordinanza di assegnazione: con questo provvedimento, sarà stabilito l’importo che la banca dovrà versare al creditore e l’eventuale sblocco del saldo residuo in favore del cointestatario non coinvolto nel debito.

Come proteggere la propria quota

Il contitolare che non è debitore può evitare il pignoramento della propria parte agendo tempestivamente, presentando opposizione e producendo adeguata documentazione. È importante sapere che non basta essere cointestatari per essere al sicuro, perché in caso di inazione, l’intera somma può restare bloccata fino alla conclusione della procedura.

Volley, Frinzi Russo torna ad allenare a Sciacca dopo 20 anni: “Pronto a ripartire” (Video)

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Negli ultimi 10 anni è stato impegnato nel Catanese, nello scorso campionato di serie B ha affrontato lo Sciacca alla guida del Papiro Fiumefreddo. Adesso Tani Frinzi Russo è il nuovo tecnico della Scalia Volley. Oggi è stato presentato durante una conferenza stampa.

L’ultima squadra di Sciacca che ha allenato, nel 2004, quella femminile. Poi esperienze nell’agrigentino, nel trapanese ed a Fiumefreddo, un centro di 9 mila abitanti con un forte legame con la pallavolo.

L’arrivo di Frinzi Russo alla guida della Scalia Volley determina il trasferimento al settore giovanile di Enzo Graffeo, ma anche il potenziamento della squadra con almeno due o tre giocatori che arriveranno come annunciato durante la conferenza stampa. Il tecnico, infatti, durante la conferenza stampa ha sottolineato che il campionato è competitivo e che bisogna rafforzarsi anche per non rischiare la bassa classifica.

Difficile che possano arrivare saccensi che giocano in altre formazioni di categoria perchè sono orientati a non spostarsi dalle attuali squadre di appartenenza.

AZIMUT apre a Sciacca: un nuovo ristorante e lounge bar dove gusto, eleganza e passione si incontrano

Sciacca si arricchisce di un nuovo punto di riferimento per gli amanti del buon cibo e dell’accoglienza raffinata: ha aperto le sue porte il Restaurant & Lounge Bar AZIMUT, un locale che nasce da una visione condivisa e da un amore profondo per il territorio.

Una nuova direzione nel panorama gastronomico locale

Il nome AZIMUT non è casuale: rappresenta una direzione, un orientamento verso la qualità, l’autenticità e la passione. È questo lo spirito con cui Amplo Alberto e Celauro Leda hanno dato vita al loro progetto, guidati dal desiderio di offrire a Sciacca un luogo dove sentirsi a casa e vivere un’esperienza gastronomica fuori dal comune.

Siamo stati spinti dall’amore per la nostra terra e dal desiderio di valorizzarne le eccellenze”, racconta Leda. “Volevamo creare un ambiente autentico, accogliente, in cui tradizione e innovazione potessero convivere”.

La cucina di Christian Piazza: creatività e materia prima eccellente

Alla guida della cucina di AZIMUT c’è Christian Piazza, chef che coniuga estro creativo e rispetto per gli ingredienti. Il suo menu è un inno alla stagionalità e alla freschezza, con il pesce fresco come grande protagonista.

Dalle ricette tradizionali saccensi reinterpretate in chiave contemporanea, ai piatti di carne di alta qualità, ogni proposta è curata in ogni dettaglio per offrire sapori intensi e armoniosi. Immancabili, infine, i dessert artigianali, preparati ogni giorno per chiudere in dolcezza l’esperienza culinaria.

Non solo ristorante: il lounge bar per aperitivi e apericene di classe

AZIMUT non è solo un ristorante, ma anche un lounge bar elegante e moderno, perfetto per un aperitivo al tramonto o una apericena tra amici, con drink selezionati e un’atmosfera sofisticata.

Il locale propone un menu in continuo aggiornamento, con piatti pensati per valorizzare ogni stagione e offrire sempre una proposta nuova e stimolante.

Dove si trova e come contattarlo

Il Restaurant & Lounge Bar AZIMUT si trova a Sciacca, in Via Madonnuzza, 2.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il locale al numero: +39 0925 442427 oppure al +39 389 05 15 919

Un invito alla scoperta

Il nuovo Restaurant & Lounge Bar AZIMUT si propone come un luogo in cui incontrarsi, rilassarsi e lasciarsi sorprendere. Un’esperienza completa, tra cucina, cocktail, design e calore umano.

Vi aspettiamo per vivere serate uniche tra buon cibo, ottimi drink e un’atmosfera rilassante. Che sia per una cena, un aperitivo o un’apericena, da noi troverete sempre il luogo perfetto per stare bene. Venite a trovarci!

La notte dei tifosi interisti anche a Sciacca tra scaramanzia e aspettative (Video)

C’è chi ha già raggiunto Monaco da Sciacca per assistere all’attesissima finale di questa sera Inter- Paris Saint-Germain – direttamente dall’Allianz Stadium e chi invece, ripetera’ gli stessi rituali fatti in occasione dell’ultima vittoria in Champions della squadra milanese di ben quindici anni fa come Rino Dulcimascolo e Salvino Navarra, due dei tanti interisti saccensi che stamane abbiamo incontrato per farci raccontare da tifosi come vivranno la serata.

Il cardiologo Dulcimascolo che non azzarda pronostici, si prepara ad isolarsi a casa per vedere la finale in TV rigorosamente da solo evitando di ripetere l’esperienza negativa della visione in comitiva che portò alla sconfitta di due anni fa ad Istanbul mentre Salvino Navarra torna ad affidarsi al rito dei calzettoni, da indossare durante la partita, in spugna e rigorosamente neri e azzurri. Tifoso che vai, rito che trovi…

Entrambi poi si dicono pronti in caso di esito nefasto a sopportare gli “sfotto'” gia’ in agguato e nel frattempo gia’ pronti “a gufare” dagli esponenti delle altre tifoserie.