Sciacca, sorveglianza speciale per un uomo che “pedinava e minacciava la moglie”

Pedinamenti, insulti, minacce. È quanto avrebbe subito una donna di Sciacca per mano del marito, in un contesto di violenza domestica ritenuto “particolarmente grave” dalla questura di Agrigento. L’uomo è stato sottoposto a misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con controllo elettronico, su disposizione del Tribunale per le misure di prevenzione di Palermo.

Quello che riguarda il saccense è uno dei quattro casi individuati come più critici nel bimestre appena trascorso, nell’ambito di un’intensificazione dell’attività di prevenzione da parte della questura. Gli altri tre episodi a Licata (due) e a Canicattì dove  la vittima sarebbe stata maltrattata dal convivente con percosse, lesioni e minacce armate.

Nel solo periodo di riferimento, il questore Tommaso Palumbo ha emesso 14 ammonimenti per violenza domestica: 12 d’ufficio, a seguito di attività di monitoraggio della Divisione polizia anticrimine, e 4 su istanza diretta delle vittime per episodi di stalking. Le situazioni monitorate riguardano in larga parte relazioni tra coniugi, ex partner e figli violenti nei confronti dei genitori.

Oltre alle misure già applicate, sono state depositate sei nuove proposte di sorveglianza speciale, sempre per episodi di violenza in ambito familiare.

Nel frattempo, sul fronte della criminalità comune, l’attività di prevenzione si è concretizzata con 12 avvisi orali e 5 fogli di via obbligatori. I destinatari sono soggetti ritenuti socialmente pericolosi per via dei loro precedenti penali o per condotte rilevate dalla polizia sul territorio provinciale.

Ztl a Sciacca, l’amministrazione comunale: “Non si torna indietro” (Video)

Una conferenza stampa per scendere nei dettagli della Ztl quella tenuta stamattina a Sciacca dal sindaco, Fabio Termine, e dall’assessore Alessandro Curreri, presenti i vertici della polizia municipale con il comandante Aldo Misuraca ed i commissari Salvino Navarra e Giuseppe Margiotta. “Non togliamo un solo posto auto intervenendo in una zona in cui non ci sono parcheggi” e’ stato ripetuto, più volte, durante la conferenza stampa. Gli amministratori hanno detto che gli orari potranno subire modifiche nei vari periodi dell’anno, ma che dalla Ztl non si torna indietro anche per quanto riguarda le ore del mattino in corso Vittorio Emanuele che rappresentano la vera novità. Termine ha sottolineato il consenso ricevuto anche dall’opposizione in consiglio quando ha annunciato il provvedimento.

Premio Navarro studenti, trionfa l’I.C. Mariano Rossi

Sambuca di Sicilia ha ospitato la XVI edizione del Premio Internazionale Navarro, che quest’anno ha regalato grandi soddisfazioni all’Istituto Comprensivo “Mariano Rossi”. Nella sezione dedicata alle scuole, “Ispirazione d’Archivio”, l’istituto ha ottenuto ben sei riconoscimenti, distinguendosi tra i partecipanti per originalità e qualità dei lavori presentati.

Un’edizione dedicata alla cultura e alla scrittura

Il Premio Navarro studenti è una manifestazione di grande prestigio che celebra la cultura siciliana e i giovani talenti. La sezione scuole punta a stimolare la creatività degli studenti attraverso racconti, video, teatro e poesia, con un focus sulla figura di Emanuele Navarro della Miraglia, autore simbolo del Verismo.

Sei premi per l’I.C. Mariano Rossi

L’I.C. Mariano Rossi ha partecipato con entusiasmo, guidato dalle docenti Rosanna Grisafi e Valeria Schittone, e sostenuto dalla dirigente scolastica Paola Triolo. I premi ottenuti confermano l’alto livello del progetto educativo:

Categoria Video

1° Premio: Classe II A
2° Premio: Classe II E

Categoria Racconto

1° Premio: Michele Abruzzo e Monica Mangiaracina
2° Premio: Rosario Mortillaro
3° Premio: Paolo Santangelo
Premio Speciale: Rachele Bellanca (II E), per l’originalità della sua opera

Creatività e collaborazione al centro del progetto

Il Premio Navarro studenti ha messo in luce non solo il talento dei singoli, ma anche il valore della collaborazione tra studenti, insegnanti e famiglie. Un risultato che va oltre il riconoscimento formale, diventando testimonianza concreta del ruolo della scuola come spazio di espressione culturale.

Una cerimonia tra cultura e approfondimento

Durante l’evento, si è svolto anche il tradizionale Convegno di Studi Navarriani, occasione preziosa per riflettere su temi letterari, storici e culturali legati alla Sicilia. Un contesto ideale per celebrare il talento giovanile e per dare voce alla nuova generazione di narratori e creativi.

Il successo dell’I.C. Mariano Rossi al Premio Navarro studenti dimostra quanto la scuola possa essere un vivaio di idee, emozioni e storie capaci di lasciare un segno.

Malattie professionali, quando il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile: cosa dice la Cassazione

Una nuova sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il risarcimento in caso di malattia professionale. Ecco quando il datore di lavoro è tenuto a risarcire e cosa deve dimostrare il lavoratore.

Le malattie professionali rappresentano un tema centrale nel diritto del lavoro, in particolare per quanto riguarda le responsabilità del datore di lavoro in materia di tutela della salute e sicurezza. Ai sensi dell’art. 2087 del Codice Civile, il datore è obbligato a prevenire ogni rischio per l’integrità fisica e morale dei dipendenti, applicando tutte le misure che la tecnica e l’esperienza suggeriscono come adeguate.

Malattia professionale o infortunio? Le differenze

A differenza dell’infortunio sul lavoro – che è un evento traumatico e improvviso – la malattia professionale insorge gradualmente, a seguito dell’esposizione prolungata a fattori nocivi presenti nell’ambiente lavorativo, come sostanze tossiche, rumore, posture scorrette o movimenti ripetitivi.

Proprio per la natura progressiva della patologia, il nesso causale tra lavoro e malattia è spesso più difficile da dimostrare rispetto agli infortuni. Ed è su questo punto che interviene l’ordinanza n. 4166/2025 della Cassazione.

La responsabilità non è automatica: serve la prova del nesso

Secondo la Corte, la responsabilità del datore di lavoro non è oggettiva. In altre parole, non basta che il lavoratore abbia contratto una malattia per ottenere il risarcimento: è necessario dimostrare un legame diretto tra l’attività lavorativa e l’insorgere della patologia, oltre alla mancanza di adeguate misure di prevenzione da parte dell’azienda.

Nel caso esaminato, una dipendente comunale aveva chiesto il risarcimento per una patologia lombare che riteneva legata al proprio impiego in un asilo nido. Tuttavia, i giudici hanno sottolineato che prima del 2007 non vi era ancora una piena consapevolezza scientifica sui rischi connessi a quelle specifiche mansioni. Inoltre, il Comune aveva adottato, successivamente, misure ergonomiche e attivato la sorveglianza sanitaria, dimostrando così di aver rispettato gli obblighi previsti dalla legge.

Cosa deve dimostrare il lavoratore

Per ottenere un risarcimento, il lavoratore deve quindi provare:

  • l’esistenza della malattia;
  • la riconducibilità al contesto lavorativo;
  • la mancata adozione, da parte del datore, di misure di prevenzione adeguate in base alle conoscenze scientifiche disponibili al tempo.

Il giudice, nel valutare la responsabilità, deve considerare il rischio specifico dell’attività svolta e la proporzionalità delle misure di sicurezza adottate.

Le implicazioni della sentenza

La pronuncia della Cassazione rappresenta un importante punto di riferimento per i contenziosi futuri: il datore di lavoro non è automaticamente responsabile per ogni malattia professionale. L’onere della prova ricade sul lavoratore, che dovrà fornire elementi concreti in grado di dimostrare la connessione causale e l’inadeguatezza delle misure preventive.


Una settimana dalla prenotazione per gli interventi in Oculistica a Sciacca (Video)


In Oculistica, a Sciacca, sono state annullate tutte le liste di attesa che si erano accumulate dopo il covid. Dalla prenotazione all’intervento nell’unità operativa diretta da Charles Martorana trascorre appena una settimana e si registra una mobilità attiva del 62 per cento, pazienti che arrivano da altre province, Trapani e Palermo.

L’unità operativa complessa di Oculistica si conferma un elemento centrale dell’assistenza ospedaliera a Sciacca e riesce ad avere un numero di interventi appena inferiore rispetto ad Agrigento dove il bacino d’utenza è maggiore. Nel 2024 sono stati eseguiti 4.398 interventi ad Agrigento e 4.203 a Sciacca. Per la catarratta 3.245 ad Agrigento e 3.231 a Sciacca. Per la retina 286 ad Agrigento e 109 a Sciacca.

Martorana ha annunciato anche un potenziamento dell’organico dei medici in Oculistica a Sciacca. E’ stato approvato dalla direzione generale dell’Asp lo scorrimento di graduatoria che farà passare la dotazione da quattro a sei medici. “Da anni non avevamo una dotazione organica piena a causa di pensionamenti e trasferimenti – dice Martorana – e adesso arriverà anche un terzo ortottista assistente di oftalmologia grazie sempre allo scorrimento della graduatoria approvato dall’Asp”.

Sciacca mantiene una centralità in provincia per l’Oculistica e adesso l’obiettivo è un’unità operativa semplice di Oftalmologia pediatrica. “Al momento i bambini vengono trattati nelle strutture per adulti – dice Martorana – e quale posto migliore se non Sciacca vista la sua centralità e la presenza di un’unità operativa complessa”.

Saccense assolto dall’accusa di maltrattamenti dei figli minori


Nei suoi confronti era già stata disposta l’archiviazione per l’ipotesi di reato di maltrattamenti alla moglie e ad un figlio. Adesso per un cinquantenne di Sciacca è arrivata l’assoluzione perchè il fatto non sussiste, da parte del tribunale, in composizione collegiale, di Sciacca, per i maltrattamenti che gli venivano contestati nei confronti di due figli minori. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato a 2 anni e 4 mesi di reclusione.

Nelle accuse a carico del saccense si descrivono episodi di schiaffi, sculacciate, ai danni di uno dei due il lancio di un porta tovaglioli di plastica e in alcune occasioni percosse con paletta di legno o cintura.

La difesa, con l’avvocato Mauro Tirnetta (nella foto), ha puntato sul fatto che si era trattato di qualche episodio sporadico in cui l’uomo aveva colpito i figli con la paletta o con la cintura per porre fine a loro intemperanze. Fatti sporadici, scollegati tra loro e nessun assoggettamento delle vittime. Il tribunale ha emesso sentenza di assoluzione.

Il Napoli batte 2-0 il Cagliari ed è campione d’Italia

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli è campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia. I partenopei hanno chiuso la stagione vincendo 2-0 contro il Cagliari, decisive le reti di Scott McTominay e Romelu Lukaku che hanno permesso di mantenere una lunghezza di distanza sull’Inter: 82 punti conquistati dalla squadra di Antonio Conte grazie a 24 vittorie, 10 pareggi e soltanto 4 sconfitte. Il tecnico degli azzurri – squalificato, in panchina al suo posto il vice Stellini – ha schierato il 4-3-3 con McTominay e Anguissa a scortare Gilmour, in cabina di regia. Nicola si è affidato al solito 3-5-2, con Piccoli e Viola in attacco. I padroni di casa hanno alzato il ritmo sin dai primi istanti, è stato Raspadori ad avere la prima occasione per sbloccare la sfida. I partenopei hanno collezionato opportunità a ripetizione schiacciando gli ospiti nella propria metà campo: Lukaku è stato murato da Mina, Spinazzola non ha sfruttato una doppia occasione da dentro l’area di rigore. La gara è stata sbloccata da una giocata di Politano, il cross morbido è stato raccolto da McTominay che in mezza rovesciata ha superato Sherri. Nel secondo tempo i sardi hanno provato a dare un segnale, ma il Napoli ha subito raddoppiato grazie a Lukaku, lanciato in campo aperto da Rrahmani: il belga ha raccolto l’assist del compagno di squadra, dopo aver superato Mina è riuscito a mettere a segno il suo 14esimo gol stagionale. David Neres, entrato in campo da pochi minuti, ha avuto l’occasione per il 3-0, ma Sherri ha deviato in corner la conclusione dell’ex Benfica. Nei minuti finali la squadra di Conte ha provato a segnare la terza rete, ancora Neres in contropiede non è riuscito a sorprendere l’estremo difensore rossoblù. Al fischio finale è esplosa la festa sugli spalti e in città, a bordocampo anche il presidente Aurelio De Laurentiis, al suo secondo scudetto.
– foto Image –
(ITALPRESS).

L’Inter vince 2-0 a Como ma non basta per vincere lo scudetto

COMO (ITALPRESS) – L’Inter chiude il campionato con una vittoria che però non basta portare a casa lo scudetto. Gli uomini guidati da Simone Inzaghi, nell’ultima giornata di Serie A 2024/2025, superano 2-0 il Como al Sinigaglia grazie alle reti di Stefan De Vrij e Joaquin Correa, ma devono accontentarsi del secondo posto in classica alle spalle del Napoli campione d’Italia, che in contemporanea regola il Cagliari per 2-0 al ‘Maradonà. Dopo appena due minuti i padroni di casa si rendono subito pericolosi con una conclusione sul primo palo di Van Der Brempt, ma Sommer non si fa sorprendere. Due minuti più tardi arriva la risposta dei nerazzurri con un tiro al volo di Darmian, su cui sono decisivi i salvataggi di Perrone e Reina. La squadra meneghina continua a spingere e al 20′ passa in vantaggio con il gol di Stefan De Vrij che, su assist dalla bandierina di Calhanoglu, realizza il colpo di testa vincente. Al 23′ Zalewski ci prova dalla distanza, ma non inquadra lo specchio della porta. Il Como cerca di reagire e al 26′ Douvikas cerca di impensierire Sommer con un colpo di testa, che però risulta troppo debole. Tre minuti dopo è Nico Paz ad andare alla conclusione, ma anche in questo caso manca la precisione. I lariani alzano il ritmo e al 35′ vanno vicini al pareggio con Van Der Brempt, sul cui tiro è provvidenziale l’intervento di Sommer. Al 37′ Reina salva i suoi in uscita su Taremi, ma al 45′ il portiere spagnolo commette fallo proprio sull’attaccante iraniano e viene espulso nella sua ultima partita in carriera. Si va a riposo sul parziale di 0-1. In apertura di ripresa l’Inter trova la rete del raddoppio con Joaquin Correa che, su assist di Taremi, salta Smolcic e deposita la sfera in fondo al sacco. Cesc Fabregas prova ad affidarsi ai cambi per scuotere i suoi, ma sono ancora i nerazzurri ad andare vicini al gol al 54’: Dimarco lascia partire il traversone per Taremi, che però arriva in ritardo e colpisce male il pallone. Considerando il momento del match, Simone Inzaghi decide di effettuare delle sostituzioni per risparmiare energie in vista della finale di Champions. Il più attivo tra i lariani è Cutrone che però, nonostante delle interessanti iniziative, non riesce mai ad impensierire seriamente Sommer. Gli ospiti, invece, si fanno vedere in avanti con Zalewski e Carlos Augusto, ma Butez si fa trovare pronto. Al termine dei tre minuti di recupero, i nerazzurri portano a casa un successo esterno per 2-0 al Sinigaglia. Con questo risultato l’Inter sale ad 81 punti, ma resta seconda e si vede sfuggire lo scudetto, mentre il Como chiude la stagione in decima posizione a quota 49. I nerazzurri potranno provare a riscattarsi nella finale di Champions League contro il Psg di sabato 31 marzo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Trump “Dazi al 50% contro Ue dal primo giugno”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha “raccomandato” una tariffa unica del 50% sulle merci dell’Unione europea. “L’Unione europea, creata con lo scopo principale di trarre vantaggio dagli Stati Uniti in ambito commerciale, è stata molto difficile da gestire. Le sue potenti barriere commerciali, l’Iva, le ridicole sanzioni aziendali, le barriere commerciali non monetarie, le manipolazioni monetarie, le cause legali ingiuste e ingiustificate contro le aziende americane e altro ancora hanno portato a un deficit commerciale con gli Stati Uniti di oltre 250.000.000 di dollari all’anno, una cifra totalmente inaccettabile”, ha scritto Trump sul social Truth.

“Le nostre discussioni con loro non porteranno a nulla! Pertanto, raccomando un dazio diretto del 50% sull’Unione europea, a partire dal 1° giugno 2025. Non vi è alcun dazio se il prodotto è costruito o fabbricato negli Stati Uniti. Grazie per l’attenzione!”, ha concluso il capo della Casa Bianca.

L’annuncio è arrivato a meno di 30 minuti dalla minaccia di imporre una tariffa di almeno il 25% su Apple nel caso in cui l’azienda non avesse iniziato a produrre i suoi prodotti negli Stati Uniti. Quella di Trump è stata sostanzialmente una netta inversione di tendenza dopo che di recente aveva pubblicizzato gli accordi commerciali preliminari con Cina e Regno Unito e ritirato altre proposte tariffarie.

Compromessi che avevano contribuito ad incoraggiare i mercati dopo una fase di incertezza. Accuse all’Ue erano state mosse anche in precedenza da Trump, che lo scorso 2 aprile aveva annunciato dazi del 20% sulle merci dell’Unione. A questo primo annuncio era seguita una “tregua” di 90 giorni.

La reazione dei mercati è stata istantanea. In un solo giorno, le principali Borse europee hanno bruciato 183 miliardi di euro in capitalizzazione. Milano ha perso
il 1,94%, Parigi il 1,65%, Francoforte il 1,54%. In rosso anche Madrid, e Londra.

“Non sto cercando un accordo – ha affermato Trump -. Abbiamo già fissato l’accordo. È al 50%”. Trump ha inoltre aggiunto di volersi opporre al deficit commerciale di merci con l’Unione Europea e di volere che i governi europei garantiscano maggiore accesso alle auto prodotte negli Stati Uniti. Il presidente repubblicano ha difeso la sua decisione di introdurre dazi del 50% all’Europa affermando che “è giunta l’ora di giocare la partita come so fare io”. Il tycoon ha inoltre indicato che potrebbe modificare o ritardare le aliquote tariffarie nel caso in cui le aziende europee si impegnassero a costruire fabbriche all’interno degli Stati Uniti.

Nel corso del suo intervento, Trump ha inoltre affermato che i dazi saranno applicati a tutti gli smartphone di fabbricazione estera, non solo ai prodotti Apple: “Sarebbe colpa anche di Samsung e di chiunque produca quel prodotto, altrimenti non sarebbe giusto”. Il presidente ha anche ribadito di essere fiducioso che le aziende possano trasferire le loro fabbriche negli Stati Uniti perché “molti processi sono ormai informatizzati”.

-Foto IPA Agency-

(ITALPRESS).

Dazi, Schlein “Pontiera Meloni dica a Trump di fermarsi”

ROMA (ITALPRESS) – “Trump oggi ha annunciato dazi devastanti al 50% per l’Unione europea dal primo giugno che sarebbero una vera sciagura per imprese e lavoratori italiani. Intanto già adesso le minacce del presidente americano hanno avuto delle conseguenze: le borse europee hanno perso 183 miliardi e quella italiana ha chiuso con il segno meno. Questa incertezza è un danno enorme per le aziende e i lavoratori italiani, blocca commesse ed investimenti e nuoce alla nostra economia. Aspettiamo con ansia che la sua grande amica e pontiera Giorgia Meloni gli dica di fermarsi”. Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).