Atletica Sciacca, record e podi tra Foggia e Montallegro

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Fine settimana ricco di soddisfazioni per l’Atletica Sciacca, protagonista su due fronti: ai Campionati Italiani Master di corsa su strada a Foggia, e nella terza tappa del Grand Prix provinciale disputata a Montallegro.

Luana Russo sul podio nazionale con record personale

Brilla il nome di Luana Russo, atleta di Sciacca in forza alla società Running, che si è classificata terza nei Campionati Italiani Master 10 km, corsi a Foggia. Russo ha tagliato il traguardo in 38 minuti e 58 secondi, segnando il suo miglior tempo personale sulla distanza.
La prestazione conferma l’ottimo stato di forma dell’atleta e rappresenta un risultato di rilievo per tutto il movimento dell’Atletica Sciacca, ormai sempre più presente anche in competizioni nazionali di alto livello.

Grand Prix provinciale: Sciacca protagonista a Montallegro


Oltre 30 atleti in gara e podi di categoria
Contemporaneamente, oltre 30 atleti saccensi hanno partecipato alla 3ª tappa del Grand Prix provinciale di corsa su strada, a Montallegro, su un percorso di 6 chilometri.
Il migliore tra gli saccensi è stato Michele Guzzardo, seguito da Tommaso Spuches, Francesco Della Vittoria, Carlo Verde e Leonardo Montalbano. La presenza numerosa testimonia il forte impegno e la crescita costante dell’Atletica Sciacca anche a livello regionale.

Scarpulla, Piazza e Chiaramonte sul podio

Successi anche nelle classifiche di categoria: Letizia Scarpulla si è imposta nella SF50, Giuseppe Piazza ha vinto nella SM65 e Rosaria Chiaramonte nella SF65. Questi risultati confermano la competitività degli atleti saccensi nelle rispettive fasce d’età.

Atletica Sciacca: passione e risultati

L’Atletica Sciacca si conferma una delle realtà più attive nel panorama sportivo locale, capace di ottenere risultati significativi sia in ambito nazionale che provinciale, grazie alla determinazione dei suoi atleti e al lavoro costante delle società sportive coinvolte.

Hotel senza aria condizionata: quando è possibile chiedere un rimborso o un risarcimento

Durante i mesi estivi, l’aria condizionata è uno dei comfort più attesi dai viaggiatori in cerca di relax. Ma cosa succede se, una volta arrivati in hotel, l’impianto promesso non funziona o è del tutto assente? In questi casi, il turista potrebbe avere diritto a un rimborso, una riduzione del prezzo o, nei casi più gravi, a un risarcimento per danno morale.

L’aria condizionata come servizio pattuito: cosa dice la legge

Il codice civile, agli articoli 1175 e 1375, impone che le parti contrattuali si comportino secondo correttezza e buona fede. Se l’aria condizionata è indicata espressamente tra i servizi offerti dall’hotel o inclusa in un pacchetto turistico, la sua assenza rappresenta un inadempimento contrattuale. In tal caso, il cliente ha diritto a richiedere un rimedio legale per la violazione subita.

Anche in assenza di una menzione esplicita, la giurisprudenza riconosce che la mancanza della climatizzazione può costituire un inadempimento, se il servizio è ragionevolmente atteso in base alla categoria dell’hotel, al costo elevato del soggiorno o al periodo dell’anno (es. agosto).

Quali rimedi legali ha il turista

A seconda della gravità del disservizio e della durata del soggiorno, il cliente può agire legalmente con una delle seguenti opzioni:

  • Riduzione del prezzo: soluzione applicabile quando il disservizio è parziale o di lieve entità. Il prezzo dovrà essere proporzionalmente ridotto rispetto al danno subito. Se il pagamento è già stato effettuato, si potrà chiedere il rimborso parziale.
  • Risoluzione del contratto: si applica nei casi più gravi, quando il disagio compromette l’intera esperienza turistica. In questi casi il cliente ha diritto al rimborso totale dell’importo pagato.
  • Risarcimento del danno: quando, oltre al disservizio, si verifica un danno patrimoniale o non patrimoniale (come stress, disagio fisico, notti insonni), è possibile richiedere un risarcimento ulteriore. In sede legale, spetterà al cliente dimostrare la lesione subita.

Il danno da vacanza rovinata

La mancanza di aria condizionata, specie in estate, può generare malesseri fisici e disagio psicologico, come insonnia, nervosismo, esposizione a zanzare e impossibilità di godere del riposo. Tali situazioni rientrano nella categoria del danno da vacanza rovinata, riconosciuto dalla giurisprudenza italiana come pregiudizio non patrimoniale causato dalla perdita di opportunità di svago e benessere.

Cosa valutano i giudici

Per determinare l’ammissibilità e l’entità del risarcimento, i giudici tengono conto della gravità dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1455 c.c. Fattori determinanti sono:

  • la durata del disservizio rispetto alla durata complessiva del soggiorno;
  • lo scopo del viaggio (svago, cure, eventi);
  • le condizioni climatiche del periodo;
  • la categoria dell’hotel e il costo del soggiorno.

Conclusioni

In caso di soggiorno in hotel senza aria condizionata, è fondamentale verificare se il disservizio costituisce un inadempimento contrattuale. Quando ciò si verifica, il turista ha a disposizione diversi strumenti giuridici per tutelare i propri diritti, a seconda dell’entità del disagio subito. La tutela del consumatore nel settore turistico resta un pilastro fondamentale, soprattutto in periodi dell’anno in cui determinati servizi risultano indispensabili.

Incontro di Sud Chiama Nord a Ribera, nuove proposte sull’emergenza idrica

Si è tenuto a Ribera un importante incontro promosso dal gruppo Sud Chiama Nord, alla presenza del direttivo regionale e provinciale, con la partecipazione dell’onorevole Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale del movimento. Ad aprire la giornata sono stati l’associazione Accademia di ballo l, della Caribe Dance, diretta dai professori Giuseppe Puccio e Isabella Tarallo, con i suoi ragazzi. Argomento centrale dell’appuntamento l’emergenza idrica e le necessità delle campagne.

Durante il confronto, animato da una partecipazione attiva e numerosa, sono intervenute rappresentanze di categoria, associazioni locali, tecnici del settore e amministratori. L’incontro ha permesso di delineare un quadro preciso delle criticità: insufficiente manutenzione delle reti idriche; perdite e sprechi lungo la distribuzione; rallentamenti burocratici nell’avvio di progetti di approvvigionamento alternativi; gestione inefficiente delle risorse potabili e mancanza di investimenti strutturali.

Le proposte emerse, condivise dal movimento Sud Chiama Nord, includono:

  1. Approvazione di un disciplinare per la gestione della bretella Gammauta / Diga Castello, già presentato come mozione da parte del gruppo politico Sud Chiama Nord, a firma degli onorevoli Lombardo, De Luca e Sciotto.
  2. Avvio immediato di un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento delle reti idriche, per ridurre drasticamente le perdite d’acqua.
  3. Semplificazione delle procedure burocratiche per l’attivazione di nuovi pozzi, impianti di desalinizzazione e sistemi di recupero delle acque reflue.
  4. Investimenti regionali e nazionali per la creazione di invasi e micro-infrastrutture idriche, a supporto del comparto agricolo.
  5. Monitoraggio costante della qualità dell’acqua potabile, con maggiore trasparenza verso i cittadini e interventi tempestivi in caso di contaminazione.
  6. Coinvolgimento attivo dei territori e delle comunità locali nelle scelte strategiche, per garantire soluzioni efficaci e durature.
  7. Progettazione e realizzazione di un invaso sul fiume Verdura, come opera strategica per la raccolta delle acque piovane e per il sostegno al fabbisogno agricolo e civile del territorio.

L’onorevole Danilo Lo Giudice ha sottolineato come “questa emergenza impone risposte immediate e strutturate. Serve una regia unica che metta al centro i bisogni dei cittadini e valorizzi le risorse disponibili, con responsabilità e concretezza.” Sono intervenuti durante l’incontro: il coordinatore locale di Sud Chiama Nord di Ribera, Pasquale Salvaggio; il consigliere comunale Vincenzo Costa, rappresentante di Sud Chiama Nord; Riccardo Romano; la giornalista e conduttrice della giornata, Antonella Macaluso.

Apprezzato anche l’intervento articolato di Giovambattista Di Carlo, in rappresentanza del gruppo degli agricoltori di Ribera, che ha dato voce alle difficoltà quotidiane vissute dai produttori.

Ha portato il suo contributo Ernesto Abbate, segretario nazionale del Sifus Confali, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una strategia seria e coordinata a livello regionale per sostenere il lavoro nei campi, difendere i diritti dei braccianti e garantire acqua per l’agricoltura produttiva. Abbate ha inoltre espresso apprezzamento per l’approccio partecipativo dell’incontro e per la volontà politica di passare dalle parole ai fatti.

In chiusura sono intervenuti: il presidente del movimento Terra e Vita, Giuseppe D’Angelo, da sempre impegnato nella difesa dei produttori e dei consumatori; Emanuele Siracusa, geologo, già sindaco di Ribera ed ex presidente della Provincia di Agrigento, che ha offerto numerosi spunti tecnici e soluzioni concrete.

Siracusa ha inoltre consegnato un documento contenente proposte operative per la Regione Siciliana, che sarà trasmesso tramite l’onorevole Danilo Lo Giudice per essere discusso nei banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il movimento Sud Chiama Nord rinnova il proprio impegno a farsi portavoce delle istanze del territorio nelle sedi istituzionali, affinché la Sicilia possa affrontare con serietà e visione una crisi che non è più rinviabile.

Lazovic risponde a Caqueret, tra Verona e Como finisce 1-1

VERONA (ITALPRESS) – Lazovic riprende nella ripresa il Como ma il Verona dovrà attendere gli ultimi 90′ per salvarsi. Il Como non ingrana la settima ma il pareggio permette ai lariani di conquistare il decimo posto in classifica. Le scelte di Zanetti sono figlie dell’emergenza. L’Hellas, orfano di Duda e Suslov squalificati, rimedia con Dawidowcz a centrocampo insieme a Serdar. Sulla trequarti, Bernede sostiene il duo Tengstedt-Sarr. La replica di Fabregas è quella di un Como sempre propositivo. Non ci sono Vojvoda e Valle come esterni di difesa e al loro posto Van Der Brempt e Alberto Moreno. In mediana, Caqueret e Maxi Perrone, mentre sulla trequarti, Strefezza gioca a destra, Nico Paz centrale e Da Cunha a sinistra, a ridosso della punta Douvikas. Primo tempo non spettacolare ma che vede il Como meritatamente avanti. Gara in equilibrio fino al 19′, quando il Como va vicino alla rete con Nico Paz, provvidenziale deviazione di Ghilardi in angolo. I lariani insistono e arrivano al vantaggio al 29′ con Caqueret servito da Douvikas. L’Hellas risponde al 34′ con Tachtchoua, palla alta e con Serdar al 37′ sfera ribattuta, ma non spaventa più di tanto il Como che va negli spogliatoi in vantaggio. Si riparte con gli stessi effettivi. Il Verona fatica a trovare la scintilla che arriva dalla panchina. Sul cross di Bradaric Sarr colpisce la traversa ma sulla ribattuta c’è Lazovic, da poco in campo, che di sinistro scaraventa nella porta avversaria. Il Como non ne ha più, il Verona ci prova con Mosquera ma il pareggio non si sblocca. E gli ultimi 90′ saranno decisivi per gli scaligeri, attesi al duello-salvezza in casa dell’Empoli.
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Empoli corsaro, vince 3-1 a Monza e lotta per la salvezza

MONZA (ITALPRESS) – Colpo dell’Empoli a Monza. La squadra di D’Aversa vince in rimonta 3-1 contro l’undici di Nesta e resta in piena corsa per la salvezza. Vantaggio iniziale di Birindelli (30′). Nel secondo tempo succede tutto in 14 minuti. Colombo entra e pareggia i conti al 49′. Due minuti dopo Viti segna il 2-1 (51′) e l’autogol di Pizzignacco chiude i conti (59′). Empoli che risponde alla vittoria del Lecce e ai pareggi di Parma e Verona e sale a 31 punti. Gli uomini di D’Aversa restano in 18^ posizione, ma a pari punti con il Lecce. Parma 16° a quota 33 e Verona 15° a 34. Venezia ko con il Cagliari e 19° a 29 punti.
Buon avvio degli ospiti con Fazzini che al 6′ scalda i guantoni di Pizzignacco con un destro a giro dal limite dell’area di rigore. Pochi minuti dopo Cacace, su invito di Gyasi, si mangia il gol del vantaggio a pochi passi da Pizzignacco. Al 22′ altra occasione per l’Empoli: Marianucci colpisce a botta sicura su angolo di Henderson, ma trova l’opposizione di Carboni sulla linea di porta. Monza che prende fiducia e al 28′ Akpa Akpro va vicino all’incrocio dei pali con un gran destro dai 25 metri.
Al 30′ arriva il vantaggio dei padroni di casa. Il solito Akpra Akpro scippa Henderson a centrocampo, serve Caprari. L’ex Verona imbuca Birindelli, che non sbaglia tutto solo davanti a Vasquez.
Nel secondo tempo D’Aversa azzecca i cambi. Al posto di Henderson entra Colombo e stravolge la partita. Prima una traversa al 47′ e poi il gol del pari al 49′ su assist di Fazzini. Blackout totale per il Monza, che subisce dopo due minuti il 2-1 (51′) con l’incornata di Viti su angolo di Cacace. Al 59′ arriva il tris dell’Empoli: grande lavoro di sponda di Esposito che lancia Gyasi sulla fascia destra, l’ex Spezia calcia, la palla colpisce il palo e sbatte sulla schiena di uno sfortunato Pizzignacco. Ritmi che calano nel finale. Caldirola impegna Vasquez all’88’ su punizione.
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Fiorentina-Bologna 3-2, viola restano in corsa per l’Europa

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina si aggrappa ad una rete di Moise Kean per potersi giocare nell’ultima giornata la possibilità di partecipare alla Conference League: servirà una vittoria ad Udine e contestualmente una sconfitta della Lazio in casa contro il Lecce. Proprio una rete del numero 20 gigliato, che viene da un periodo contraddistinto anche da vicende personali che lo hanno tenuto fuori in un momento chiave della stagione, decide la sfida contro il Bologna al termine di una gara ricchissima di emozioni, dove gli ospiti dell’ex Italiano hanno comunque dato fino all’ultima goccia di sudore pur essendo usciti solo tre giorni fa dalla vittoria in Coppa Italia. Raffaele Palladino decide di giocarsi le ultime chance per un posto nelle coppe dell’anno prossimo per la sua squadra rispolverando dal 1′ la difesa a 4, con Comuzzo esterno, e con Dodo e Gosens in anomala posizione offensiva in appoggio al recuperato Kean. Italiano di contro lascia riposare alcuni senatori, affaticati, come Orsolini e Beukama, rilanciando Casale e Cambiaghi. Il primo tempo è di marca viola visto che i padroni di casa passano già al 13′ grazie ad una percussione centrale di Parisi che al momento del tiro trova una deviazione vincente di Lucumi. Il Bologna ci mette un pò a reagire e tranne che una conclusione di Castro murata da Ranieri, e un destro a giro di Fabbian, alta sopra la traversa, creano troppo poco per pareggiare. L’1-1 arriva poco dopo l’ora di gioco sull’asse Orsolini-Dallinga, entrati poco prima, fra le proteste dei padroni di casa, in particolare di De Gea, per una possibile posizione di fuorigioco di Ndoye, non ravvisata dal Var. La Fiorentina si era fatta sentire col direttore di gara Zufferli anche nel finale di prima frazione per un contatto in area Lucumi-Fagioli. Il nuovo vantaggio gigliato al 66′ con Richardson che si avventa su una corta respinta di Skorupski su conclusione iniziale di Parisi. Il Bologna trova però la forza di pareggiarla nuovamente sull’asse Ndoye-Orsolini al 78′, assist del primo, gol del secondo. Il finale è tutto di Moise Kean: prima fallisce una clamorosa chance al 36′, poi 3′ più tardi segna il definitivo 3 a 2 facendo esplodere di gioia il Franchi.
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Il Napoli pareggia 0-0 a Parma, lotta scudetto resta viva

PARMA (ITALPRESS) – Secondo pareggio consecutivo per il Napoli di Antonio Conte, ma la lotta scudetto resta ancora aperta: finisce 0-0 la sfida contro il Parma, sarà decisiva l’ultima giornata, quando gli azzurri, che hanno un solo punto di vantaggio sui nerazzurri, ospiteranno il Cagliari già salvo. La squadra di Chivu ancora non ha raggiunto la salvezza, le vittorie di Lecce ed Empoli lasciano tutto in bilico, sarà decisiva l’ultima giornata in casa dell’Atalanta. Quella del Tardini è stata una gara nervosa sin da subito, Antonio Conte ha schierato il 3-5-2 con Lukaku e Raspadori a comporre la coppia d’attacco. McTominay, invece, si è piazzato sul centro-sinistra, con la libertà di muoversi su tutta la trequarti. Chivu ha risposto affidandosi a un modulo speculare, con Pellegrino unico riferimento offensivo. I partenopei si sono affidati alle giocate di Politano, i ducali hanno sfruttato qualche ripartenza senza però spaventare Meret: tra i più propositivi Bonny, autore di un tiro-cross intercettato dal portiere del Napoli. Al 30′ ancora Meret si è reso protagonista di un ottimo intervento sulla conclusione dalla distanza di Sohm. Gli ospiti sono andati vicino al vantaggio tre minuti più tardi quando Anguissa, con un sombrero e una conclusione al volo di sinistro, ha colpito il palo. I crociati hanno iniziato il secondo tempo con una conclusione pericolosa di Sohm disinnescata da Meret, al 12′ invece il traversone teso dalla corsia destra di Politano è terminato sulla parte alta della traversa. Al 26′ il Napoli ha sbattuto sul terzo legno della serata, su calcio di punizione dai 20 metri McTominay ha colpito la traversa (decisivo il tocco di Suzuki). Il secondo tempo è scivolato via sull’onda del nervosismo e della paura, il tecnico degli azzurri nel finale ha schierato tutti giocatori offensivi a disposizione. Nervosismo in pieno recupero (13 i minuti totali), Conte e Chivu sono stati espulsi per proteste. Al 51′ Doveri ha assegnato un calcio di rigore al Napoli per un fallo su Neres, ma dopo l’on field review è stata cambiata la decisione per via di un fallo precedente di Simeone su Circati.
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Il Lecce spera ancora nella salvezza, Torino piegato 1-0

LECCE (ITALPRESS) – Il Lecce torna alla vittoria e ora può credere nella salvezza. La squadra di Marco Giampaolo piega 1-0 il Torino nel match del Via del Mare, valevole per la trentasettesima giornata di Serie A 2024/2025, e compie un importante passo verso la permanenza in Serie A. I padroni di casa necessitano assolutamente di un successo e provano subito ad alzare il ritmo di gioco, ma fanno fatica a rendersi pericolosi. Al 15′ è la compagine granata ad andare vicina alla rete del vantaggio con un bel sinistro al volo di Gineitis, su cui Falcone compie un grande intervento. Cinque minuti più tardi Baschirotto stacca di testa sul cross di Helgason, ma la sua conclusione viene agevolmente disinnescata da Milinkovic-Savic. Al 26′ è Krstovic a scaldare i motori con un destro rasoterra, che termina di poco a lato. Gaspar, schierato dal 1′ nonostante non sia al massimo della condizione, si rivela determinante alla mezz’ora, quando riesce a trovare un ottimo anticipo su Adams, pronto a calciare verso la porta. Dopo un momento di appannamento, il Torino torna a rendersi pericoloso con Vlasic che spreca da buona posizione un ottimo traversone di Lazaro. Al 40′ Helgason lascia partire un insidioso tiro a giro, ma Milinkovic-Savic si supera e sventa la minaccia. Nel finale di primo tempo Pierret è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per infortunio, al suo posto entra Ramadani. Le due squadre vanno a riposo sul parziale di 0-0. In apertura di ripresa è proprio il neo-entrato Ylber Ramadani, che riceve palla da Krstovic e dalla distanza realizza un grandissimo gol all’incrocio dei pali. Il Lecce, sulle ali dell’entusiasmo, prova a sfruttare il momento positivo per raddoppiare: Krstovic si presenta a tu per tu con Milinkovic-Savic, il quale però lo ipnotizza. Al 67′, nell’arco di pochi secondi, i pugliesi hanno una doppia occasione per il 2-0 prima con Coulibaly e poi con Rebic, che però non riescono a concretizzare. Paolo Vanoli prova ad affidarsi a delle sostituzioni per rimettere in equilibrio la partita e al 79′ sono proprio due uomini appena entrati come Perciun e Sanabria a costruire una buona chance, ma la sponda del paraguaiano non trova compagni liberi. Nel finale la formazione guidata da Marco Giampaolo amministra il vantaggio e porta a casa una vittoria per 1-0 fondamentale in ottica lotta per la salvezza. In virtù di questo risultato il Lecce sale al diciassettesimo posto a 31 punti, mentre il Torino resta undicesimo a quota 44. Nell’ultima giornata di campionato i salentini si giocheranno la salvezza nella trasferta dell’Olimpico contro la Lazio, mentre i piemontesi saranno impegnati in casa contro la Roma.
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Giornata di approfondimento olio d’oliva e olivicoltura a Menfi (Video )

Si è svolta ieri a Menfi una giornata interamente dedicata all’olio d’oliva e al mondo dell’olivicoltura, con la giornata di approfondimento “Olio e olivicoltura tra tradizione e innovazione. Nuove sfide e opportunità per il territorio”, un’occasione unica per approfondire cultura, tecniche e prospettive future di un settore simbolo dell’identità mediterranea.

Organizzata dal Comune di Menfi, in collaborazione con la Fondazione Inycon e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, la giornata in programma presso Casa Planeta si è articolata in una serie di incontri, degustazioni e momenti di a confronto: l’evento ha valorizzato le radici profonde dell’olivicoltura belicina, mettendole in dialogo con le sfide e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai cambiamenti climatici.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’identità olivicola del territorio avviato dal Comune di Menfi, recentemente entrato a far parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e del progetto nazionale “Comunità dell’Olio”.

Sono stati presenti istituzioni, accademici, operatori di settore e associazioni, con l’obiettivo di promuovere un confronto sui temi della sostenibilità, delle innovazioni agronomiche e tecnologiche, del mercato, del turismo esperienziale e dei benefici dell’olio sulla salute.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Menfi, Vito Antonio Clemente, della Presidente della Fondazione Inycon, Francesca Planeta, del Direttore Generale IRVO, Vito Bentivegna, e del Consigliere Nazionale dell’Associazione Città dell’Olio, Francesco Dimino. Due le sessioni in programma.
Tema centrale e’ stata la gestione sostenibile in campagna e in frantoio, con interventi su:
Modelli colturali per un’olivicoltura sostenibile
Strategie di difesa ecocompatibile dell’olivo da insetti e malattie

Furto da oltre 20 mila euro in un’azienda agricola di Menfi 

Colpo in contrada Finocchio, a Menfi, dove una banda di malviventi ha preso di mira un’azienda agricola, provocando danni per oltre 20 mila euro. I malviventi, agendo con estrema discrezione, sono riusciti a penetrare all’interno della struttura forzando una porta d’accesso e portando via caldaie elettriche e accumulatori dell’impianto fotovoltaico.

A fare la scoperta sono stati gli stessi impiegati dell’azienda che si sono recati sul posto per iniziare la giornata lavorativa. Resisi conto dell’accaduto, hanno immediatamente formalizzato una denuncia a carico di ignoti.

Secondo una prima ricostruzione, si tratterebbe di un’azione ben organizzata. Improbabile, infatti, che a compiere il furto sia stato un singolo individuo. La quantità e la natura del materiale sottratto fanno pensare a una banda “specializzata”, probabilmente composta da più persone con una certa dimestichezza nell’ambito degli impianti tecnologici e fotovoltaici.

Non si tratterebbe dei classici “cacciatori” di rame, bensì — a giudicare dalla selezione dei beni rubati — di soggetti capaci di individuare con precisione ciò che aveva maggiore valore economico e rivendibilità. Le caldaie e, soprattutto, gli accumulatori, sono infatti componenti di alto valore, fondamentali per il funzionamento dell’impianto solare dell’azienda.

Adesso l’attività investigativa è affidata ai carabinieri che stanno raccogliendo ogni possibile elemento utile per risalire ai responsabili.