Sciacca e Sant’Agata di Militello, gemellaggio dei finanzieri in congedo

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Si è svolta oggi una significativa cerimonia di gemellaggio Anfi Sicilia tra la sezione de Finanzieri d’Italia di Sant’Agata di Militello e quella di Sciacca. L’evento, altamente simbolico, è stato ospitato nella cornice della città tirrenica, con la partecipazione delle autorità locali, dei soci e dei rappresentanti delle due sezioni.

Il gemellaggio, presieduto da Pippo Sturniolo per la sezione ospitante e Franco Zerilli per quella ospite, rappresenta un forte sigillo di amicizia e coesione tra due realtà associative accomunate dallo spirito di servizio, dal senso del dovere e dal sentimento patriottico.

Gemellaggio Anfi Sicilia: un legame che unisce

L’evento di gemellaggio Anfi Sicilia ha visto come padrino d’eccezione il generale Angelo Michele Cascavilla, vicepresidente della sezione Anfi di Sciacca. La sua presenza ha sottolineato l’importanza del momento, non solo per la crescita associativa ma anche per la promozione dei valori fondanti dell’Anfi: solidarietà, memoria e impegno civico.

Durante la cerimonia, sono stati rinnovati i principi di mutua collaborazione tra le due sezioni, nell’ottica di un rafforzamento delle attività comuni e del coinvolgimento delle comunità locali.

Omaggio alle donne in occasione della Festa della Mamma

In concomitanza con la Festa della Mamma, l’evento ha previsto un toccante omaggio alle donne: mogli, madri, nonne e a tutte coloro che, ogni giorno, contribuiscono al progresso e al benessere della società. Un gesto simbolico ma ricco di significato, che ha dato ulteriore valore umano e sociale all’iniziativa del gemellaggio Anfi Sicilia.

Un modello di fratellanza associativa

Il gemellaggio Anfi Sicilia tra Sant’Agata di Militello e Sciacca si configura come un esempio virtuoso di fratellanza tra sezioni, capace di trasmettere un messaggio di unità e partecipazione, in un’epoca che ha bisogno di radici e riferimenti condivisi.

La manifestazione è stata anche un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza all’Anfi e promuovere i valori civili e morali che da sempre ispirano l’associazione.

Smart working, vietata la geolocalizzazione dei dipendenti: sanzioni fino a 50mila euro

L’uso della geolocalizzazione durante il lavoro da remoto è stato giudicato illegittimo dal Garante per la Privacy, che ha sanzionato un’azienda con una multa di 50.000 euro per il tracciamento della posizione dei dipendenti in smart working.

Cosa è successo

L’azienda monitorava circa 100 lavoratori in modalità agile, chiedendo loro di attivare la localizzazione GPS di PC e smartphone, e di inviare via email la posizione in tempo reale. Tali controlli avvenivano senza un’adeguata informativa, né alcuna base giuridica idonea. Le verifiche erano poi seguite da procedimenti disciplinari, configurando un’invasione nella sfera privata dei dipendenti.

Cosa dice la normativa: Statuto dei Lavoratori e Jobs Act

L’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970), così come aggiornato dal Jobs Act (D. Lgs. 151/2015), stabilisce che:

  • Gli strumenti di controllo a distanza sono ammessi solo per esigenze organizzative, produttive o di sicurezza
  • Devono essere previsti da un accordo sindacale o, in mancanza, autorizzati dall’Ispettorato del Lavoro
  • Il consenso del lavoratore non è sufficiente a legittimare il controllo
  • Le informazioni ottenute possono essere utilizzate solo se lavoratore informato in modo adeguato

Posizione del Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito (newsletter n. 534/2025) che:

“Nel lavoro agile non è consentito ridurre la libertà e la dignità del lavoratore attraverso strumenti tecnologici che comportano un controllo meccanico e continuo della sua attività.”

La geolocalizzazione sistematica, anche se limitata a controlli a campione, rappresenta una forma di sorveglianza non compatibile con la Costituzione e le normative italiane ed europee sulla privacy.

Indicazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Con la nota n. 2572 del 14 aprile 2023, l’Ispettorato ha chiarito che:

  • Qualsiasi strumento di controllo diverso da quello strettamente lavorativo necessita di un accordo sindacale
  • In mancanza di accordo, serve richiesta di autorizzazione all’Ispettorato
  • Il consenso del dipendente non sostituisce in alcun caso l’accordo collettivo o l’autorizzazione

Il caso specifico e la sanzione

Nel caso sanzionato, l’azienda aveva elaborato un sistema di tracciamento che prevedeva:

  • Chiamate telefoniche da parte dell’ufficio controlli
  • Richiesta di attivazione GPS e invio di mail con l’ubicazione
  • Successivi confronti tra dati dichiarati e geolocalizzazione
  • Potenziali procedimenti disciplinari in caso di difformità

Tale condotta è stata ritenuta invasiva e non conforme alla normativa vigente, portando alla multa di 50.000 euro.


📌 In sintesi

  • La geolocalizzazione dei lavoratori in smart working è vietata senza autorizzazione formale
  • Le aziende devono rispettare lo Statuto dei Lavoratori e il quadro normativo sulla privacy
  • Il consenso del singolo dipendente non è sufficiente a giustificare il monitoraggio
  • Il Garante Privacy ha ribadito che la dignità e la riservatezza sono beni inviolabili
  • In caso di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 50.000 euro

Donna muore carbonizzata ad Agrigento mentre fa benzina

Tragedia questa mattina sulla provinciale tra Aragona e Favara dove il corpo di una donna completamente carbonizzato è stato trovato accanto alla pompa di un distributore di benzina.

La vittima è una quarantunenne di Favara. Accanto al corpo la Fiat Punto della donna completamente avvolta dalle fiamme. Secondo una prima ricostruzione dell’episodio, la donna si sarebbe fermata per fare un rifornimento di carburante col self-service.

Da fonti investigative trapela che l’episodio, dai filmati di videosorveglianza, sarebbe riconducibile a dinamiche suicidiarie per motivi sconosciuti.

Morti di fame e stenti i tre migranti recuperati su un gommone a Lampedusa

Sarebbero morti di fame e di sete l’uomo di trent’anni e i due bambini di due anni che sono stati recuperati cadaveri sul gommone salpato dalla Libia e rimasto alla deriva per diversi giorni.

 Le tre salme sono state portate alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana dove verranno sottoposte ad ispezione cadaverica.

Ieri pomeriggio dopo la segnalazione dell’assetto Frontex, il barcone non è stato intercettato dall’equipaggio della nave di una Ong tedesca. Poi è stata la nave Nadir a recuperarlo e riportarlo in molo.

Cedimento della strada in via Ghezzi a Sciacca, collocate le transenne

Ancora transenne a Sciacca e questa volta non perchè si è formata una buca che si può coprire con un pò di asfalto. Si è registrato un cedimento della strada in via Ghezzi che ha reso necessario un ampio transennamento della zona.

A monte della zona, dove si è registrato un altro cedimento, pochi mesi fa sono stati collocati alcuni blocchi in cemento, ma adesso, soprattutto dopo le ultime piogge, è la parte a valle che ha ceduto.

La strada in questione è ad altissima densità di traffico, una delle entrate della città, transitata anche da bus e mezzi pesanti. Le transenne obbligano chi percorre la strada dal centro di Sciacca in direzione Sovareto ad effettuare un leggero spostamento a sinistra che in un tratto con il doppio senso di marcia non rappresenta il massimo della sicurezza. Pertanto, si rende necessario un intervento immediato.

Mostrato il corpo del beato Livatino, ieri migliaia di fedeli a Canicattì

Il corpo del giudice martire della Chiesa è stato mostrato ieri a Canicattì dopo una celebrazione solenne officiata dall’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano.

Il corpo del giudice assassinato dalla mafia è stato posto in un’urna trasparente con la toga e in mano il vangelo e sarà visibile fino al prossimo 18 maggio, nella chiesa di Santa Chiara a Canicattì.

Poi l’urna sarà richiusa e riaperta il prossimo 21 settembre, in occasione dell’anniversario dell’ assassinio.

Ci saranno altre due occasioni, durante il quale l’urna verrà nuovamente mostrata: il 3 ottobre, giorno del compleanno del magistrato e il 10 maggio, anniversario della beatificazione.

Ieri tantissime persone hanno atteso il passaggio della reliquia e poi partecipato alla funzione religiosa.

“Reddito di cittadinanza anche ai domiciliari”, condanna per imputato di Sciacca


Francesco Notaro, di 69 anni, di Sciacca, era accusato di avere percepito indebitamente il reddito di cittadinanza rendendo dichiarazioni non vere. Gli veniva contestata anche l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ed è stato condannato, in abbreviato, dal gup del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, a un anno e 6 mesi di reclusione.

Era accusato di avere percepito il reddito di cittadinanza anche quando era sottoposto a misura cautelare. A cavallo tra il 2020 e il 2021 avrebbe ricevuto indebitamente 11.762 euro.

Secondo l’accusa avanzata a suo carico dal pubblico ministero Michele Marrone, che aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione, Notaro nella richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza avrebbe omesso di comunicare che con provvedimento del gip del Tribunale di Sciacca dal 30 giugno 2020 era stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e che dal 7 giugno 2021 era, invece, agli arresti domiciliari, sempre con provvedimento del gip. Il tutto è stato accertato il 3 novembre 2021. Il suo difensore, l’avvocato Enrico Di Benedetto, aveva chiesto l’assoluzione.

Giovane colpito alla testa con una pigna in ceramica a Sciacca, scatta una denuncia

Gli agenti del commissariato di polizia di Sciacca hanno denunciato per lesioni aggravate un ventisettenne saccense che, qualche mese fa, all’interno di un locale pubblico, avrebbe lanciato una pigna in ceramica contro un altro giovane, di 26 anni, procurandogli una ferita alla testa.

Il giovane ferito, che ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, dove gli sono stati praticati punti di sutura, non conosceva chi lo ha colpito. Ha collaborato alle indagini della polizia riuscendo a fare un riconoscimento fotografico di chi gli avrebbe lanciato la pigna che adesso è stato denunciato alla procura della Repubblica di Sciacca per lesioni aggravate.

Sinner torna in campo, vittoria ed emozioni a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner non sbaglia. Al rientro in campo 104 giorni dopo lo stop legato alla vicenda Clostebol, il numero 1 del mondo batte una buona versione di Mariano Navone: 6-3 6-4 il punteggio in favore del tre volte campione Slam che, nonostante qualche difficoltà al servizio nel secondo set, è riuscito ad evitare di allungare ulteriormente il match, chiuso in un’ora e 38 minuti.

Al terzo turno ci sarà Jesper de Jong, che ha dominato il favorito Alejandro Davidovich Fokina con il punteggio di 6-0 6-2. L’unico precedente con l’olandese risale agli Australian Open 2024 con un triplo 6-2 in favore dell’altoatesino. Al di là del risultato sul campo, sono le emozioni provate che fanno felice Sinner, accolto sul centrale con un boato e poi celebrato dopo la vittoria.

“Penso che questo campo sia il migliore per tornare a giocare. Non avevo grandi feedback dopo tre mesi fermo. E’ andata come volevamo. Sono stati tre mesi lunghi. Mi sono divertito con la mia famiglia e i miei amici, ma non vedevo l’ora di tornare a giocare a tennis che è quello che amo fare”, le sue parole nell’immediato post-match.

“La cosa più bella è stata rientrare in campo e trovarmi in una situazione incredibile, davanti ad uno stadio pieno. Sono contentissimo – ha detto ancora Sinner a Sky Sport – . Mi sono preparato tanto in questi mesi. E’ stata un’ottima gara per me. Era una partita dove dovevo controllare le emozioni, la mia testa e il mio atteggiamento, sono riuscito a restare tranquillo e calmo”. 

– Foto IPA Agency –
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Fazzini e Anjorin, l’Empoli batte il Parma 2-1 e continua a sperare

EMPOLI (ITALPRESS) – Una vittoria fondamentale per la salvezza. L’Empoli vince 2-1 nello scontro diretto col Parma, decisive le reti di Fazzini e Anjorin, inutile il gol del momentaneo pareggio di Djuric. I toscani si portano ora a quota 28, a +1 sul Lecce e a +2 dal Venezia, impegnate rispettivamente contro Verona e Fiorentina. I crociati rimangono a 32, a +5 dalla zona retrocessione, ma con una gara in più rispetto alle dirette avversarie.
Gara tesa quella del Castellani, i padroni di casa hanno subito premuto sull’acceleratore, all’11’ Fazzini – sugli sviluppi di un calcio d’angolo – ha trovato la conclusione vincente per il vantaggio toscano. La risposta dei ducali è arrivata immediatamente con Pellegrino, l’attaccante argentino ha sfiorato il pareggio con un colpo di testa finito di poco a lato. La squadra di D’Aversa, forte del vantaggio, ha gestito il possesso del pallone e al 32′ la gara per gli ospiti si è messa ancor di più in salita a causa dell’espulsione di Valenti per doppia ammonizione. Nonostante l’uomo in meno Cristian Chivu ha deciso di non effettuare cambi, l’unico demerito dell’Empoli è stato quello di non aver cercato il raddoppio nel primo tempo.
Nella ripresa è stato Henderson a inventarsi la girata improvvisa dal limite, decisiva la deviazione di Suzuki in calcio d’angolo. I cambi di Chivu hanno dato una scossa, la presenza in area di Djuric ha dato maggiori alternative agli ospiti che al 28′ hanno pareggiato i conti nonostante l’uomo in meno: il colpo di testa dell’ex Monza non è stato deviato da nessuno, il mancato intervento di Bonny da dentro l’area piccola ha praticamente distratto tutta la retroguardia empolese, col pallone che lentamente è finito in rete. A pescare il jolly è stato Anjorin, in forte dubbio alla vigilia del match a causa dei problemi muscolari accusati nelle ultime settimane: sulla sponda di Konate, il centrocampista cresciuto nel Chelsea si è inventato una conclusione a giro dalla distanza praticamente imparabile per Suzuki. Nel prossimo turno l’Empoli sfiderà il Monza, il Parma invece affronterà il Napoli.
– Foto Image –
(ITALPRESS).