Commissario dalla Regione per il bilancio a Sambuca, e’ scontro politico

La Regione ha proceduto alla nomina del commissario ad acta per l’approvazione del bilancio comunale a Sambuca di Sicilia. Il provvedimento scaturito dal ritardo nella sua approvazione, ha riacceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, in realtà mai sopito a Sambuca fin dalle dibattute elezioni con il risultato elettorale capovolto dalle decisioni del Tar che ha consegnato la maggioranza in consiglio a “Siamo Sambuca” mettendo in netta minoranza il sindaco Cacioppo sostenuto dal gruppo “Sambuca prima di tutto”.

Quest’ultimo a proposito del commissariamento oggi attacca aspramente la maggioranza: “Non approvare un bilancio significa fermare i servizi, bloccare gli investimenti, abbandonare cittadini.
Gli emendamenti si possono fare durante il corso dell’ anno, ma l’importante in questo momento era dotare l’ente del bilancio per iniziare ad operare”. Il gruppo che sostiene il primo cittadino in particolare, accusa la maggioranza di aver immobilizzato l’ente con la presentazione di continui emendamenti.

Il bilancio doveva essere approvato entro il 28 febbraio.

“La Regione – scrive la minoranza -è dovuta intervenire perché chi oggi siede in maggioranza non è stato in grado nemmeno di assolvere al minimo sindacale del proprio ruolo: garantire la normale amministrazione della città.
Sarà il Comune stesso a dover sostenere i costi del commissario, pagato con fondi del bilancio comunale, quindi soldi pubblici, soldi dei cittadini”.
Oltre al danno politico e amministrativo, c’è anche un danno economico diretto per la collettività, causato dall’incapacità della “maggioranza” di approvare un atto fondamentale come il bilancio.
Non è un semplice errore: è un tradimento del mandato ricevuto dai cittadini. Chi non è in grado di governare, deve prenderne atto e fare un passo indietro. La città non può più permettersi l’immobilismo, l’incompetenza e le lotte interne di chi ha dimostrato solo arroganza e superficialità”.

Il gruppo infine, annuncia che martedì prossimo sara’ in aula ad approvare il bilancio e che non permettera’ ulteriori rinvii.

Intanto, il gruppo guidato da Sario Arbisi, “Siamo Sambuca” controbatte annunciando di votare il bilancio con le modiche necessarie. ” Se questo – aggiunge – disturba chi vuole decidere tutto da solo, non è un problema nostro. Va detto che da quando siamo maggioranza in Consiglio, su 59 ordini del giorno presentati, non ne abbiamo bocciato uno. E in occasione del “Bilancio Consolidato” (Teatro) pur di non fermare il Comune abbiamo persino lasciato votare la Minoranza, pur facendo verbalizzare ogni passaggio. La legge prevede che sia il consiglio comunale a deliberare il bilancio e non la giunta.

Facciamo chiarezza…La proposta della Giunta è stata messa a disposizione dei Consiglieri solo il 5 marzo, ovvero fuori termine. Ora si vorrebbe imporre una corsa all’approvazione senza discussione, ma noi non ci stiamo”.

Disagi per la chiusura parziale della via Pompei in attesa dei lavori necessari

Traffico rallentato stamane in via Pompei a Sciacca dopo il provvedimento di ieri sera che ha portato alla chiusura parziale di una parte dal lato in ingresso della rotatoria proveniendo dalla statale 115 per il pericolo di caduta di rami

Le code e i disagi sono iniziati da questa mattina con rallentamento proprio nella zona vicino al nosocomio saccense. Il tratto e’ nevralgico e riguarda anche l’eventuale passaggio delle ambulanze.

Ieri sera i vigili del fuoco hanno tentato di evitare la chiusura della strada con un intervento anche con autoscala, ma non è stato risolutivo.

Sul posto da questa mattina alle 7:45 anche una pattuglia della Municipale saccense per agevolare la viabilità che gia’ registra disagi.

Per chi proviene da Palermo o Trapani, l’ingresso è da via Cappuccini da dove e’ possibile poi raggiungere anche la stazione di via Lioni.

I lavori per l’eliminazione dei rami pericolanti dovrebbero svolgersi nella giornata odierna.

Assegno di Inclusione 2025: attenzione alla convocazione per la visita medica, puoi perdere il sussidio

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione rischia la sospensione del beneficio se non si presenta alla visita medica funzionale o agli appuntamenti con i servizi sociali. Ecco cosa prevede la normativa.

Confermata anche per il 2025 la misura dell’Assegno di Inclusione (ADI), il sussidio economico che ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza e che punta a sostenere le famiglie più fragili. Ma attenzione: saltare gli appuntamenti con i servizi sociali o non rispondere alla convocazione per la visita medica può costare caro.

A chi spetta l’Assegno di Inclusione 2025?

L’ADI è destinato ai nuclei familiari con almeno una delle seguenti condizioni:

  • un componente disabile;
  • un minore;
  • un over 60;
  • un soggetto in condizione di svantaggio, seguito da servizi socio-sanitari pubblici.

Il beneficio economico si attiva solo dopo la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e l’adesione a un percorso di inclusione sociale e lavorativa. In pratica, chi riceve l’ADI deve impegnarsi attivamente nella ricerca di un lavoro e partecipare a incontri formativi o attività per la collettività (PUC).

Visita medica funzionale: obbligo da non ignorare

Proprio in questi mesi, molti beneficiari stanno ricevendo una convocazione per la visita medica funzionale, prevista come passaggio obbligatorio per accedere o proseguire le attività nei Progetti Utili alla Collettività.

Ignorare l’appuntamento o non presentarsi senza giustificazione comporta la perdita dell’assegno, come previsto dall’art. 8, comma 6, lettera c) del DL 48/2023.

Cosa succede se non ti presenti?

  • Revoca dell’ADI in caso di assenza ingiustificata a visite o incontri;
  • Decadenza immediata se non si partecipa ai PUC previsti;
  • Controlli INPS attivi per verificare i dati reddituali e familiari dichiarati;
  • Obbligo di aggiornare tempestivamente ogni variazione.

Se hai ricevuto una lettera dai servizi sociali o un messaggio dall’INPS, non sottovalutarlo: è parte integrante del percorso di inclusione. In caso di dubbi, è consigliabile recarsi personalmente presso la sede di riferimento per evitare sospensioni del beneficio.

La segnalazione di un motociclista e la parziale chiusura al transito di via Pompei

Un giovane ha segnalato la caduta di un ramo sul suo scooter parcheggiato sotto le piante facendo intervenire i vigili del fuoco che poi hanno chiesto l’intervento della polizia municipale. Così è stata parzialmente chiusa al transito, a Sciacca, la via Pompei all’altezza dell’ospedale Giovanni Paolo II.


Accertato che gli eucalipti non si potano da anni e sono pieni di vecchi rami spezzati e incastrati tra le chiome delle piante, alle 22 di ieri, giovedì 10 aprile, è stata chiusa una corsia della strada l’intero sotto strada antistante un’attività commerciale.

Gli autobus e tutti i mezzi leggeri che provengono da Trapani/Palermo dovranno percorrere la via Cappuccini per raggiungere la stazione autobus di via Lioni mentre l’uscita verso Palermo rimarrà invariata e verrà garantita.

Durante la giornata di oggi, venerdì 11 aprile, dovrebbe essere effettuato l’intervento per consentire la riapertura al transito della strada.

Lazio sconfitta in Norvegia, il Bodo Glimt vince 2-0

BODO (NORVEGIA) (ITALPRESS) – La Lazio perde nettamente il primo round dei quarti di finale di Europa League: in Norvegia, infatti, il Bodo Glimt domina in lungo e in largo la squadra di Babroni e vince nettamente e meritatamente per 2-0.

I norvegesi entrano meglio in campo e al 6′ sfiorano già il gol con Hauge: l’ex milanista vince un rimpallo con Guendouzi e prova il piatto destro sul secondo palo, trovando la super risposta di Mandas. Tornato titolare anche in Europa, il portiere greco è di gran lunga il migliore dei suoi. Il Bodo/Glimt tiene in mano il pallino del gioco e in diverse occasioni si ritrova a palleggiare anche in area della Lazio, con Berg e Hauge ancora protagonisti con occasioni fuori misura. La Lazio fatica a costruire e soffre la pressione alta dei padroni di casa.

Zaccagni prova a far guadagnare metri ai suoi, ma l’unica occasione biancoceleste è un colpo di testa di Marusic troppo centrale. In qualche modo, però, si arriva all’intervallo sullo 0-0. La parità è destinata a durare poco, pochissimo. Al 47′, infatti, ecco il vantaggio del Bodo Glimt: Hauge trova lo spazio per servire Blomberg che, tutto solo, ha il tempo di servire in area Saltnes, che batte l’incolpevole Mandas.

Al 64′ il tanto atteso ritorno in campo di Castellanos, che rileva uno spento Pedro. Ma nemmeno l’argentino riuscirà a dare la scossa ai capitolini, che anzi subiscono il raddoppio al 69′. Ancora protagonista Hauge con una penetrazione centrale, poi il servizio in area per lo stesso Saltnes che trova il giusto tocco sotto per battere ancora Mandas.

Il portiere greco è miracoloso in altre due situazioni, prima su un doppio inserimento di Saltnes, negandogli la tripletta, e poi in pieno recupero con un grande intervento su Bjortuft su cross di Berg. In mezzo, l’unico squillo della Lazio è di Tchaouna, che all’88’ spara alle stelle dal limite. Ora testa al ritorno dell’Olimpico della prossima settimana, dove servirà la miglior versione della squadra di Baroni. E in mezzo c’è il derby di domenica contro la Roma.

– Foto Ipa Agency –

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La Fiorentina vince in Slovenia, 2-1 al Celje in Conference

CELJE (SLOVENIA) (ITALPRESS) – Seppur con qualche difficoltà nella prima mezz’ora e nel finale, la Fiorentina ottiene il risultato atteso nell’andata dei quarti di finale della Conference League.

I viola rispondono a distanza al Chelsea e al Betis, vittoriosi rispettivamente su Legia Varsavia (3-0) e Jagiellonia (2-0), e sconfiggono 2-1 il Celje. Gli sloveni non hanno il loro centravanti titolare (Kucys) e si schierano con un 3-4-2-1 e Seslar falso nueve, mentre Palladino fa turnover: riposo iniziale per Fagioli, Kean e Dodò.

La novità è Folorunsho quinto sulla sinistra, con la Fiorentina che fatica inizialmente a carburare. Il Celje sfonda sulle fasce, squilla con Seslar e sfiora il gol con DelaurierChaubet; esterno della rete per l’ex Bordeaux. Spinge molto sulla destra Matko, che manda in crisi i viola, ma al 27′ ecco il vantaggio. Fa tutto Ranieri, che sfrutta la papera di Ricardo Silva per sbloccare la sfida.

Da qui in poi i viola controllano i ritmi e il gioco, eccezion fatta per quell’autorete sfiorata da Comuzzo. Meritato, dunque l’1-0 al riposo.

Nella ripresa Svetlin impegna subito De Gea, che riesce a deviare coi pugni. Il suo intervento risveglia la Fiorentina, che raddoppia dal dischetto. Mandragora si guadagna il penalty e lo trasforma al 61′, nel giorno che lo rende il giocatore con più presenze (per i viola) nelle competizioni Uefa.

Risponde sempre su rigore il Celje, che accorcia con Delaurier-Chaubet (66′): penalty concesso per un fallo di Pongracic su Matko. Richardson e Folorunsho sfiorano il tris, che viene annullato nel finale: Zaniolo aveva segnato, evidente il suo offside. I viola fanno i conti con le diffide nella chiusura del match, perdendo tre pedine: out per il ritorno Dodò, Moreno e Zaniolo.

Il Celje, di contro, prova a pareggiarla in ogni modo: doppio intervento salvifico per De Gea, che blinda la vittoria della Fiorentina. Esulta e vince 2-1 la formazione viola, che sconfigge gli uomini di Riera nonostante un nuovo brivido (su Edmilson) nel maxi-recupero. Strada in discesa per Palladino, a meno di sorprese, nella corsa verso le semifinali di Conference.

– Foto Ipa Agency –

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Dazi, Mulè “L’Italia vuole consolidare il dialogo Usa-Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Il fatto che per giorni la Borsa abbia perso tra il 15 e il 20% ha fatto capire” a Trump che si sarebbe infilato in “una spirale suicida. Ora si è ripreso e adesso vedremo di ricondurre tutto questo nell’ambito della maturità”, ma l’Italia ha avuto “un atteggiamento responsabile e maturo”. La prossima visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, servirà “ad aprire e a consolidare un dialogo aperto con l’Europa”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
I dazi “sono la mortificazione del liberismo, che si fonda sulla libertà assoluta di un’impresa privata di produrre e commercializzare i suoi rapporti” e “si portano dietro povertà, mancata crescita, mancata produttività”, sottolinea il deputato di Forza Italia.
La premier andrà in America “non con il cappello in mano, nè con la coda tra le gambe, ma con l’orgoglio e l’autorità che ha un governo italiano che non può non dialogare con un governo che ha 64 miliardi di export dall’Italia all’America. Non va a trattare per l’Italia, va ad aprire e a consolidare un dialogo aperto con l’Europa che è l’unico soggetto che può definire la sintesi. Ma prima della sintesi bisogna cercare un compromesso: la presidente del Consiglio va a cercare ulteriormente di preparare il terreno per il compromesso, guai se non lo facesse. Non è nè la politica delle carezze, è una politica responsabile che non può non riconoscere all’America, la prima economia occidentale, il ruolo che ha e deve riportare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a un ragionamento”.
Commentando gli ultimi colloqui tra Stati Uniti e Russia, per Mulè, una tregua e una pace in Ucraina “è ineludibile. Che se arrivi a una tregua e poi una pace è un processo necessario, nel rispetto del territorio ucraino che, anche all’Italia, ha potuto difendere l’80% del suo territorio. Si arriverà certamente a quella pace”, ma “non deve essere una pace sotto ricatto o con la pistola sul tavolo, ma una pace che riconosca i diritti fondamentali delle Nazioni Unite e dei diritti inviolabili dell’uomo”.
Con gli alleati di governo i rapporti sono solidi. “Se non si andasse avanti con la Lega, finirebbe il centrodestra. La Lega, nella differenza di opinioni e nell’appartenenza a famiglie politiche europee diverse, ha dimostrato di avere una maturità tale che le fa trovare poi la sintesi, si veda il voto di oggi”. Il riferimento è alla mozione approvata dal centrodestra che “dice al governo che è imprescindibile dotarsi di un sistema di difesa italiano ed europeo e all’interno della Nato che metta in sicurezza i nostri confini, perchè il sistema di difesa italiano attualmente è insufficiente rispetto a qualsiasi tipo di minaccia ibrida, naturale, aerea, marina o terrestre. Da circa 15 anni siamo rimasti fermi, abbiamo un esercito che ha 90mila persone e, secondo gli impegni presi dalla Nato, avrebbe bisogno di 145mila persone”.
Per Mulè, “al di là dei dibattiti, di ciò che si racconta sui giornali e delle critiche legittime dell’opposizione, questa è una maggioranza che, quando è chiamata alla prova di maturità e di coesione, esprime una posizione” che “rende la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri italiani dotati di una forza politica che li fa essere credibili in Europa e nel mondo”. In Europa, “Forza Italia esprime una linea che è quella del Partito Popolare Europeo, che non corrisponde alla linea della Lega che appartiene a una famiglia politica diversa, così come Fratelli d’Italia è stata in un’altra famiglia politica. Questo nella politica italiana non ha determinato nulla dal punto di vista della stabilità del governo, perchè la sensibilità in Europa non corrisponde all’unità e alla coesione che c’è in Italia”.
L’autonomia “sta procedendo ma, ad esempio sui livelli di prestazione essenziali, pretende di avere una definizione che dica che, dalla Sicilia al Piemonte, ci sia parità di ingresso e quello si sta facendo, nei tempi e nei modi prescritti dalla legge”. Il premierato “è una riforma che appartiene al Dna di Forza Italia, che ritiene che la credibilità si fonda sulla capacità di un governo di potere guardare a 5 anni con l’elezione diretta ed è un’altra di quelle riforme che nella legislatura verrà completata”. Sulla Rai, “ci vuole maturità e buon senso” nel riconoscere “alla maggioranza il diritto non di occupare una poltrona, ma di indicare una figura autorevole, come certamente è Simona Agnes per il percorso personale, culturale e aziendale all’interno della RAI, come presidente. Il fatto di non riconoscere in quella persona queste caratteristiche mi fa sorgere più di un sospetto” sull’intenzione dell’opposizione di voler “bloccare all’infinito i lavori”. Infine, il caso dei referti medici consegnati in grande ritardo a Trapani, “una storia dolorosa che non è ancora conclusa: abbiamo 256 persone che hanno scoperto di avere un tumore a distanza di 4, 6 o 8 mesi dal momento in cui avrebbero dovuto saperlo e questo rallenta o pregiudica in alcuni casi la prognosi. Abbiamo scoperto che c’erano 3.300 referti istologici in ritardo: dal punto di vista amministrativo è stato rimosso il dirigente dell’Asp di Trapani e la Regione ha messo in moto una task force che ha smaltito tutti i referti arretrati. Adesso bisogna voltare pagina: abbiamo un dovere che viene prima di tutto, che è quello della salute”.

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Istituzioni e imprese a confronto all’Innovation Cybersecurity Summit

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa con un bilancio positivo la V edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit, l’appuntamento di riferimento in Italia dedicato alla cybersicurezza e all’innovazione, promosso dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in partnership con Alè Comunicazione, ASSOCISO – Associazione Nazionale Chief Information Security Officer, Università degli Studi “Guglielmo Marconi” e gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia.
L’evento, andato in scena il 9 e 10 aprile nell’Aula Magna dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi” presso Palazzo Simonetti Odescalchi a Roma, “ha registrato uno straordinario successo di pubblico e un altissimo livello di contenuti, consolidandosi come piattaforma di dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico su temi strategici per il futuro digitale del Paese e dell’Europa”, si legge in una nota.
La due giorni ha visto la partecipazione di alcune delle più autorevoli figure istituzionali italiane ed europee, “confermando l’importanza dell’iniziativa nel panorama della sicurezza digitale”, prosegue la nota. Tra i protagonisti spiccano il Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore Generale del DIS – Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, il Ministro della Giustizia Giovanni Nordio, i Sottosegretari di Stato Emanuele Prisco (Ministero dell’Interno) e Wanda Ferro (Ministero dell’Interno), alti rappresentanti dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, oltre a delegati europei di primo piano come Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo. La presenza di queste personalità ha arricchito il dibattito, offrendo prospettive di alto profilo sulle sfide e le opportunità della cybersicurezza.
Nel suo messaggio il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha affermato: “L’intelligenza artificiale è una rivoluzione da governare mettendo al centro la sicurezza. Non soltanto i sistemi di elaborazione dei concetti, ma anche le possibilità di manipolazione della stessa realtà, che può essere travisata con una parvenza di verosimiglianza. La sicurezza riveste un carattere strategico; sicurezza vuol dire essere immuni dalle interferenze altrui nella comunicazione di dati. Sicurezza vuol dire anche essere consapevoli che questi dati possono essere manipolati, che la stessa realtà può essere manipolata, che l’immagine, la stessa vita delle persone può essere rappresentata in modo ingannevole non più in modo virtuale, ma in modo realistico, e quindi sollevare tutta una serie di problemi non solo etici ma anche politici, economici e finanziari, che fino a ieri erano impensabili. La natura bifronte dell’IA – con le sue negatività e le sue indubbie virtù – pone sfide complesse. Ma convertire i pericoli in opportunità anche in termini di sicurezza, farà dell’intelligenza artificiale”, conclude il Guardasigilli, “il volano per una nuova era di prosperità e, speriamo, anche di democrazia”.
“Il Ministero dell’interno ha dedicato una parte importante dei fondi PNRR per la nostra capacità di monitoraggio prevenzione e risposta agli attacchi cyber con l’obiettivo di costruire quelle conduzioni di sicurezza in questo asset strategico per il Paese. Continueremo ad investire su questa tema e che richiede una modificazione dell’approccio continuativa, rappresenta la grande sfida del futuro fondamentale e strategica per l’Italia e per l’Europà, ha detto il sottosegretario Emanuele Prisco nel suo intervento in apertura ai lavori del 9 aprile.
“L’Intelligenza Artificiale si presenta oggi come la grande rivoluzione di questo secolo, uno strumento straordinario ma allo stesso tempo potenziale fattore di rischio se non governato in modo etico, responsabile e umano-centrico. Le forze dell’ordine oggi già la utilizzano ma bisogna essere anche consapevoli delle zone d’ombra. E’ fondamentale non solo rafforzare gli strumenti tecnologici ma anche formare chi dovrà utilizzarli. La tecnologia è efficace solo se chi la gestisce è preparato, aggiornato, e dotato di spirito critico”, ha detto il sottosegretario Wanda Ferro nel suo messaggio in apertura ai lavori del 10 aprile.
Significativo l’intervento di Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha dichiarato nel suo videomessaggio: “Le tecnologie digitali stanno evolvendo a ritmi vertiginosi, e insieme alle opportunità tecnologiche aumentano anche i rischi. L’uso massiccio di algoritmi, automazione, i sistemi interconnessi, rendono indispensabile che ci si doti di una programmazione complessiva sulla cybersicurezza. Il Parlamento Europeo, per questo, ha un gruppo di lavoro interno che si occupa di queste tematiche, di cui sono vicepresidente, e posso testimoniare come l’argomento cybersicurezza sia veramente parte integrante di ogni dibattito che abbiamo al suo interno. Rafforzare una resilienza digitale dell’Europa significa tutelare la stabilità interna, preservare la capacità di risposta nel caso di crisi e affermare l’autonomia strategica dell’Unione in uno scenario globale sempre più competitivo”.
Il Summit si è articolato attorno a temi cruciali per il presente e il futuro della sicurezza digitale: la Cyber-Difesa Europea, con un focus sul ruolo dell’Europa nella costruzione di una strategia condivisa contro le minacce cibernetiche in sinergia con la NATO; la protezione delle infrastrutture critiche e l’approccio Zero Trust per una sicurezza proattiva; il progetto ReArm Europe e il rilancio della difesa europea; la cybersicurezza come pilastro della sovranità digitale; e la digital transformation, con particolare attenzione allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) come leva per l’innovazione e la competitività. Questi argomenti sono stati affrontati attraverso dibattiti, tavole rotonde e sessioni tecniche che hanno coinvolto esperti del settore, rappresentanti istituzionali e leader aziendali, offrendo un quadro completo delle priorità strategiche per il Paese e il continente.
Uno dei momenti più significativi dell’evento è stata la consegna di una menzione speciale alla Polizia di Stato, ritirata dal Dott. Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Il riconoscimento, conferito dall’ANGI in occasione del 173esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, ha voluto celebrare l’eccezionale lavoro svolto dalle forze dell’ordine nella lotta al crimine informatico e nella tutela della sicurezza digitale dei cittadini. “Questo premio è un tributo all’impegno quotidiano della Polizia di Stato, un’eccellenza italiana che rappresenta un baluardo contro le minacce cibernetiche”, ha dichiarato Gabriele Ferrieri, Presidente dell’ANGI.
Gabriele Ferrieri ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’edizione: “La V edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit ha superato ogni aspettativa, confermando il ruolo dell’ANGI come punto di riferimento per l’innovazione e la cybersicurezza. La straordinaria partecipazione di pubblico e la qualità degli interventi istituzionali testimoniano l’urgenza di un dialogo strutturato su questi temi. Siamo orgogliosi di aver offerto un laboratorio di idee e soluzioni per un futuro digitale sicuro, rafforzando la sinergia tra pubblico e privato”.
“Alè Comunicazione, che da 15 anni è attiva con un verticale dedicato ai clienti che operano nel settore cybersicurezza, ha confermato ancora una volta la capacità di portare a sistema i principali attori del settore cyber, dall’intelligence, alla Difesa, dalle aziende pubbliche alle grandi aziende italiane e multinazionali e, soprattutto quest’anno, ASSOCISO ovvero una community di oltre 150 referenti della cybersicurezza di PA e aziende private affinchè in Italia si possa formare, anche con la creazione di un cyber parco, un ecosistema virtuoso a protezione del Paese”, ha affermato Robert Hassan, Ceo di Alè Comunicazione e Presidente del Consorzio CyberArea.
“AssoCISO desidera sottolineare come la collaborazione rappresenti un pilastro imprescindibile per l’efficacia delle misure strategiche che il nostro Paese sta adottando per rafforzare la sicurezza digitale. Un obiettivo quanto mai prioritario, oggi, in un contesto in cui le sfide tecnologiche sono amplificate e accelerate dalla situazione geopolitica internazionale.La definizione chiara e condivisa delle competenze necessarie – sia all’interno delle istituzioni che nel mondo delle imprese – è una condizione essenziale per garantirne l’efficacia. Proprio su questo fronte, AssoCISO si fa parte attiva, promuovendo un dialogo continuo e costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte, molte delle quali hanno dimostrato con la loro partecipazione all’evento appena concluso un forte impegno verso un ecosistema cyber più sicuro, resiliente e coordinato”.
L’evento ha visto anche la partecipazione di numerosi partner come TrendMicro, Tinexta Cyber, HWG Sababa, Lutech, Accenture, CrowdStrike, Olidata, Netskope, TeamSystem, SentinelOne, Fata Informatica, Netalia e Mama Industry, “che hanno contribuito al dibattito con soluzioni innovative e best practice – si legge in una nota -. La presenza di rappresentanti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), dello Stato Maggiore della Difesa e di organizzazioni europee come l’European Cybersecurity Competence Centre (ECCC) ha ulteriormente arricchito il programma, delineando una visione condivisa per il rafforzamento della cyber defence a livello nazionale e continentale”.
“La sicurezza digitale rappresenta oggi una delle principali sfide globali, e affrontarla richiede un impegno congiunto tra i diversi attori del sistema Paese. L’Università degli Studi Guglielmo Marconi è fiera di aver contribuito al successo di questo Summit, che ha offerto spunti concreti e prospettive strategiche. Siamo convinti che il sapere debba essere al servizio dell’innovazione responsabile: per questo continueremo a formare competenze avanzate, capaci di sostenere con autorevolezza la transizione digitale”, ha spiegato Alessio Acomanni, Presidente Unimarconi.
“Con questa edizione, l’Innovation Cybersecurity Summit si conferma un evento imprescindibile per professionisti, aziende e istituzioni, offrendo un contributo concreto alla definizione di strategie per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro digitale più sicuro e resiliente”.

– Foto ufficio stampa ANGI –

(ITALPRESS).

Bosio “Niente come lo sport è capace di educare e aggregare”

ROMA (ITALPRESS) – “L’obiettivo più importante per il prossimo quadriennio, che potrebbe sembrare minimo, è mantenere quello che abbiamo fatto in questi 80 anni di storia, rilanciando il CSI per il futuro, continuando a svolgere quel servizio che abbiamo reso alle parrocchie, agli oratori, alla comunità a cui ci rivolgiamo, ma soprattutto ai più giovani, ai ragazzi che hanno fatto attività col CSI negli anni. Abbiamo l’ambizione di pensare di continuare a fare questo servizio, attualizzandolo naturalmente nel tempo in cui viviamo”.

Vittorio Bosio, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, ha le idee chiare sulla sua mission, avendo da poco ottenuto il terzo mandato alla guida del CSI. Quanto sia importante una visione cristiana dello sport e dell’uomo per formare quelli che saranno i dirigenti del futuro è presto detto: “Lo sport è uno strumento bellissimo che aggrega tutti e serve soprattutto per dare una visione dell’uomo, che è anche cristiano, e proprio perchè tale capace di accogliere tutti – sottolinea Bosio in un’intervista nella sede romana dell’ItalpressCredo che lo sport sia ancora oggi uno strumento di educazione e di aggregazione che per i ragazzi non ha paragone. Anzi, forse non c’è uno strumento così bello come lo sport”.

L’INTERVISTA A BOSIO – VIDEO

Si dice che spesso che nello sport c’è sempre più business e meno umanità: “Sono convinto che i valori autentici esistono ancora nello sport di base – prosegue il numero uno del CSILe nostre società sportive di base non pensano sicuramente al business ma al bene dei ragazzi a cui si rivolgono. Chiaramente lo sport è percepito da tutti come quello che vediamo in televisione e siamo tutti tifosi, però credo che ci sia uno sport che vada sostenuto e difeso, che è quello che non ha visibilità ma che sul territorio fa tutto il possibile per il bene dei ragazzi e dei cittadini”.

Se è abbastanza sostenuto? Sostenuto è una parola grossa – ha sottolineato ancora Bosio -. Devo dire che c’è una sensibilità che negli ultimi anni si è sviluppata anche nelle istituzioni, perchè tante volte si è portati a generalizzare, a dire che non abbiamo tanto. Si potrebbe fare molto meglio, perchè con poco di quello che si investe sui grandi eventi lo sport di base riuscirebbe a ottenere tantissimo rispetto al sostegno dei ragazzi. Però siamo, secondo me, sulla strada giusta. Il ministero, Sport e Salute e lo stesso Coni hanno intrapreso una strada che è quella di comprendere che senza una base larga alla fine non ci sarebbero neanche i campioni. Serve una base per avere poi anche lo sport di vertice che seguiamo tutti e che naturalmente apprezziamo”.

BOSIO “NIENTE COME LO SPORT E’ CAPACE DI AGGREGARE” – VIDEO

Il CSI ha già dato appuntamento a sabato 4 ottobre: sembra una data lontana, invece è già scattato il countdown verso una ricorrenza speciale. “Sarà una ricorrenza molto speciale perchè festeggeremo gli 80 anni, un’età importante per la vita di una persona, figuriamoci per quella di un’associazione che ha visto passare migliaia di ragazzi, di giovani, di adulti e di dirigenti. Faremo una festa, una rievocazione dei tempi che ci sono ma anche di quella che è stata la nostra storia, riconoscendo le tante persone che si sono impegnate e il bene che hanno fatto. E riconoscendo che lo sport ha bisogno di persone che hanno il cuore e che si mettono a disposizione per il bene e la crescita dei nostri giovani. In Italia ce ne sono tante di persone così, che lavorano per lo sport di base: magari non sono così visibili – conclude Bosioma sono capaci di dare la propria disponibilità per il bene degli altri”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS)

Crisi idrica Ribera, appello degli agricoltori alla Regione

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La crisi idrica a Ribera sta assumendo contorni drammatici. Le infrastrutture vetuste e la carenza di interventi strutturali mettono a rischio il futuro del comparto agricolo dell’intera zona.

A denunciare la situazione è l’associazione Liberi Agricoltori di Ribera, che ha indirizzato un appello urgente al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.

Il grido d’allarme arriva dopo che è stata confermata l’erogazione di una sola mensilità arretrata per il personale del Consorzio, mentre per le successive si attende ancora un decreto straordinario.

Una crisi idrica che colpisce l’intero comprensorio

La crisi idrica a Ribera non è solo ambientale, ma profondamente strutturale.

Le opere di captazione e distribuzione dell’acqua risultano inadeguate, fatiscenti e incapaci di fronteggiare le sfide imposte dai cambiamenti climatici. Il rischio concreto è il collasso economico dell’intero settore agricolo locale, cuore pulsante dell’economia del territorio.

Le richieste dell’associazione Liberi Agricoltori

In una lettera accorata, il presidente Dino Giovanni D’Angelo ha chiesto un incontro urgente con il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per discutere le seguenti proposte operative:

  • Attivazione stabile della bretella Gammauta-Sosio Verdura-Castello, mediante una convenzione permanente con Enel Power, senza dover ricorrere a ordinanze straordinarie.
  • Rifacimento ex novo del sistema di sollevamento Poggiodiana-Magazzolo, con installazione di pompe elettriche e nuova condotta da 600 mm su circa 10 km.
  • Interventi immediati sulla sponda del lago Gorgo di Montallegro, ad oggi abbandonata.
  • Ricostruzione completa dell’adduttore della diga Castello e rifacimento dell’intero sistema irriguo.
  • Ripresa del progetto della diga sul fiume Valentino, adeguandolo alle nuove normative vigenti.

Crisi idrica Ribera, servono risposte concrete

La crisi idrica a Ribera non può più essere ignorata. L’agricoltura, già provata dalla scarsità d’acqua e dai ritardi nei pagamenti, rischia il collasso. Gli agricoltori chiedono risposte concrete, non solo promesse. Il tempo è scaduto: servono azioni immediate per evitare una crisi irreversibile.