Messa in sicurezza Vallone Gurra, finanziati i lavori a Menfi

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Con un finanziamento di 188.808 euro, prenderanno presto il via gli interventi di messa in sicurezza sul Vallone Gurra, nel territorio di Menfi. Un’opera urgente e necessaria, che mira a prevenire criticità idrogeologiche e a tutelare la sicurezza dei cittadini.

Un intervento urgente e necessario per Menfi

La comunicazione ufficiale è arrivata a firma del Dirigente del Servizio 5 dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico. Il documento ha trasmesso la convenzione relativa al finanziamento dell’intervento urgente di messa in sicurezza del Vallone Gurra.

Il progetto, che ha visto un iter accurato e ben strutturato, prevede lavori straordinari di manutenzione e consolidamento del tratto interessato, per un importo complessivo di quasi 189 mila euro.

Sinergia tra Comune e Autorità di Bacino

Fondamentale per il raggiungimento di questo traguardo è stato il lavoro sinergico tra il Comune di Menfi e l’Autorità di Bacino. Grazie a questa collaborazione è stato possibile sviluppare una solida idea progettuale e procedere con la presentazione del progetto esecutivo, completo degli atti di validazione.

L’invio ufficiale del progetto è avvenuto il 22 novembre 2024, e ha permesso di “cristallizzare” le risorse economiche in maniera definitiva.

Un ringraziamento a chi ha reso possibile il progetto

L’amministrazione comunale di Menfi esprime soddisfazione per aver concluso con successo l’iter progettuale e amministrativo che ha condotto all’ottenimento delle risorse.

L’intervento di messa in sicurezza del Vallone Gurra rappresenta un passo concreto verso la tutela del territorio e dei cittadini di Menfi, e dimostra l’impegno costante per la prevenzione e la cura dell’ambiente.

Ztl a Sciacca, Brucculeri e Blò: “Provvedimento inefficace”

Dura presa di posizione da parte dei consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò del gruppo Uniti e Liberi in merito all’istituzione della Zona a traffico limitato nel centro storico. In una nota indirizzata al sindaco, Fabio Termine, i due esponenti dell’opposizione denunciano l’“inadeguatezza del provvedimento se non collocato all’interno di un più ampio quadro programmatico, organico e coerente”.

Secondo i due consiglieri la Ztl, “così come attualmente concepita e applicata”, sarebbe “un intervento estemporaneo, privo di radicamento in un piano strategico di rigenerazione urbana”. Un provvedimento che “nella sua apparente modernità, rischia di produrre effetti opposti a quelli auspicati, se non supportato da misure integrative e strutturali”.

Nel documento vengono evidenziate una serie di carenze strutturali. I consiglieri lamentano la “totale carenza di un piano di mobilità urbana sostenibile” e l’assenza di “trasporti pubblici efficienti, sistemi di interscambio, parcheggi di prossimità e percorsi pedonali/ciclabili funzionali”.

Tra le criticità sollevate, anche “nessun intervento di stimolo alla residenzialità nel centro storico” e “inesistente strategia di rilancio economico del tessuto commerciale tradizionale”, ritenuto “già gravemente compromesso da anni di incuria, assenza di visione e concorrenza della grande distribuzione”.

Non manca un richiamo alla manutenzione urbana, definita insufficiente: “Un decoro cittadino sempre più precario che contrasta con qualsiasi tentativo di attrattività turistica”.

“La Ztl non può – né deve – essere una foglia di fico dietro cui nascondere la mancanza di un progetto urbano serio”, scrivono Brucculeri e Blò. “Al contrario, se non supportata da una struttura tecnica e politica adeguata, rischia di diventare un boomerang: un moltiplicatore di disagi, un acceleratore del declino del nostro centro storico”.

Nel finale, l’invito all’amministrazione a “un tavolo di confronto serio, tecnico e partecipato sul futuro del centro storico, includendo cittadini, operatori economici, professionisti e forze politiche”. In mancanza di un cambio di passo, i due consiglieri dichiarano che non potranno che considerare la Ztl “l’ennesimo intervento di facciata, utile solo a costruire consenso effimero e narrazioni propagandistiche”.

A Sciacca presentazione del libro ispirato alla storia del chirurgo Ferrara “Il tempo opportuno”

È il titolo del romanzo scritto dall’architetto Paolo Ferrara che sarà presentato oggi, sabato 5 aprile, alle 18,15, in Sala Blasco, a palazzo di città.

È il suo primo romanzo. L’opera è ispirata alla vita professionale e umana del padre, il noto chirurgo Giuseppe Ferrara, dal 1967 al 1992 primario di Chirurgia Generale dell’ospedale di Sciacca. Una scrittura, quella di Paolo Ferrara, che ha scandagliato anche il lato più intimo del protagonista, dei suoi sentimenti, dei suoi dubbi, del suo rapporto con la fede, della sua lotta contro la maldicenza. E, non ultimo, di quello con il sistema della gestione politica della Sanità con il quale si è scontrato.

Sarà l’assessore Agnese Sinagra a presentare l’incontro, introducendo il dialogo sul libro tra Paolo Ferrara e l’avvocato Giovanni Vaccaro.
Del romanzo, Raimondo Moncada leggerà alcuni brani, tra i quali quello sul terremoto del Belice del 1968, che sarà commentato dal critico d’arte Tanino Bonifacio.

L’architetto Paolo Ferrara per oltre 22 anni è stato docente al Politecnico di Milano. Fondatore e vicedirettore del Giornale di critica dell’architettura antiTHSi.it, ha scritto e pubblicato articoli e libri del settore.

Sciacca, ControCorrente: “Transenne eterne e zero programmazione. La città merita di più”

“Transenne eterne. Questa amministrazione nel solco delle vecchie e criticate amministrazioni.” Così si apre il comunicato diffuso oggi dal movimento ControCorrente – Faro di Sciacca, guidato da Giuseppe Gruppuso, che torna ad incalzare l’amministrazione comunale sullo stato della viabilità cittadina.

Il movimento denuncia la presenza di nuove transenne posizionate sopra quelle già esistenti, simbolo di una gestione definita “emergenziale e confusa” della mobilità urbana. Una situazione che, secondo Gruppuso, si protrae nel tempo senza interventi strutturali né programmazione adeguata. “Nel silenzio della politica locale tra strategie da vecchia politica ed accordi trasversali in vista delle elezioni provinciali”, si legge nella nota, “il Faro territoriale di Sciacca segnala le numerose criticità della viabilità di Sciacca”.

Il comunicato punta il dito contro quella che viene definita “assenza di visione” da parte dell’attuale amministrazione. Secondo ControCorrente, la città necessita di interventi concreti, pianificazione seria e rispetto per i cittadini che continuano a pagare tasse senza ricevere servizi adeguati in cambio.

Vengono quindi poste alcune domande ritenute “precise e legittime”, a cui si chiede che l’amministrazione dia risposte pubbliche e trasparenti. Il movimento interroga il Comune sull’esistenza di un progetto per la viabilità che preveda un cronoprogramma mirato alle reali esigenze di quartieri e periferie. Si chiede inoltre se vi sia un piano sistematico per il rifacimento della segnaletica stradale, spesso inesistente o poco visibile, e se esista un progetto concreto per la realizzazione di nuovi parcheggi. Altro punto critico sollevato riguarda l’utilizzo dell’imposta di soggiorno. ControCorrente chiede come vengano investite le somme incassate annualmente dal turismo e quali criteri ne guidino la destinazione, invocando una rendicontazione pubblica.

“È ora che questa amministrazione si assuma le proprie responsabilità”, si legge ancora nel comunicato, che lamenta una gestione priva di programmazione e incapace di garantire sicurezza e decoro urbano. “L’assenza di interventi strutturali e la gestione emergenziale e confusa della viabilità non sono più tollerabili. Sciacca merita strade sicure ed una viabilità adeguata per una città turistica”.

Il messaggio finale è chiaro: “I cittadini di Sciacca non vogliono transenne, ma risposte concrete ed un’amministrazione trasparente”.

“Le pestilenze” nella società, seminario per il quarto centenario della Madonna del Soccorso di Sciacca (Video)

Si è inaugurato ieri sera con il primo incontro il ciclo di seminari organizzato in preparazione dei festeggiamenti del quarto centenario dalla liberazione della peste della Madonna del Soccorso.

Il ciclo dei seminari ha come titolo “La fede ed il contrasto alle pestilenze del Terzo Millennio”.

Relatori del seminario che si è svolto questa sera all’interno della Chiesa della Madre di Sciacca che ha affrontato il tema delle “Dipendenze: pestilenze della società contemporanea”, il magistrato Domenico Airoma e Giacomo Scalzo, dirigente generale del DASOE, Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato della Salute della Regione Sicilia.

A moderare l’incontro e’ stato l’ex senatore Giuseppe Marinello. Ad aprire l’incontro al termine della messa vespertina, invece l’arciprete don Giuseppe Marciante.

Presente anche il direttore artistico dei festeggiamenti, Salvatore Monte che organizzerà nel 2026 un calendario di eventi speciali da febbraio ad agosto in occasione dell’avvenimento.

Genoa-Udinese 1-0, Zanoli insacca il gol salvezza

GENOVA (ITALPRESS) – Un gol di Zanoli vale tre punti per il Genoa che batte 1-0 l’Udinese al Ferraris nella gara d’apertura del programma della 31esima giornata di campionato e blinda una salvezza più che meritata. Gara a tratti noiosa ma con un finale dalle mille emozioni in cui il Var cancella il pareggio dei friulani firmato da Modesto. Vieira ritrova Martin dopo la squalifica e lancia Thorsby e Malinovskyi nei tre che con Zanoli agiscono sulla trequarti a sostegno di Pinamonti. Difesa a 4 per Runjaic che lascia fuori Lovric e se la gioca con le due punte: al fianco di Lucca, spazio per Iker Bravo. Poche idee però per l’Udinese e sono del Genoa tutte le migliori chance della prima frazione. Al 5′ arriva un gran traversone dalla trequarti di Sabelli per lo stacco di Thorsby che angola bene la conclusione ma trova l’intervento super di Okoye. Nessuna difficoltà per il portiere invece nella respinta, poco dopo, sul tiro centrale di Pinamonti al termine di una ripartenza rossoblù innescata da una banale palla persa da Kamara. Ancora con un cross sono pericolosi i liguri: dopo la mezzora è Thorsby a mettere al centro sulla testa di Pinamonti che schiaccia a terra e fa impennare il pallone finito sopra la traversa. L’unico squillo ospite su un lancio lungo dalle retrovie su cui arriva un controllo difettoso di De Winter: Lucca ne approfitta per insaccare ma prima commette fallo sul difensore e il gol viene subito annullato. Per l’attaccante bianconero è ben più grande il rimpianto che si porterà dietro a inizio ripresa quando Atta semina Martin sulla destra e poi offre un pallone comodissimo sotto porta: Lucca calcia a botta sicura e clamorosamente manda a lato. Sul fronte opposto un’incomprensione in uscita tra Okoye e Solet porta al recupero palla di Zanoli con Pinamonti che di nuovo arriva alla conclusione centrale bloccata a terra dal portiere. Ben più equilibrato il secondo tempo che si accende improvvisamente nel finale. Da un cross di Ehizibue arriva l’incornata di Modesto su cui interviene Leali alzando il pallone sopra la traversa. Al minuto 77 c’è il gol del Genoa: Frendrup innesca Ekuban e l’italo-ghanese mette in mezzo forte e teso sul secondo palo dove Zanoli incrocia di controbalzo e fulmina il portiere. L’1-0 sembra abbattere l’Udinese che deve ringraziare Okoye, bravo a tenere a galla i suoi sulla doppia chance di Ekuban e Thorsby. Anche Vasquez sfiora il 2-0 sugli sviluppi di corner, ma in pieno recupero il brivido è tutto per i tifosi locali: Modesto trafigge Leali dopo una doppia sponda di Lucca e Bijol. L’urlo dei giocatori friulani resta strozzato in gola perchè il Var segnala un fuorigioco millimetrico di Lucca che vale l’annullamento dell’1-1. Mentre l’Udinese mastica amaro, al Ferraris parte la festa per la permanenza nella massima serie.
– Foto Ipa Agency –
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Dazi, Meloni “Evitare allarmismi, supereremo questa sfida”

ROMA (ITALPRESS) – “Come sapete, gli Stati Uniti hanno annunciato due giorni fa dazi su merci e prodotti importati da gran parte degli Stati del mondo, prevedendoli del 20% su molti prodotti dell’Unione europea. Queste tariffe si aggiungeranno a quelle già previste per specifiche merci e prodotti come automobili (25%), acciaio e alluminio. Come ho già detto, penso che questa decisione dell’Amministrazione Trump sia sbagliata, perchè le economie delle Nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Unione europea ma anche gli Stati Uniti”. Così, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la riunione di oggi del Consiglio dei Ministri.

“Qualsiasi ostacolo agli scambi internazionali è penalizzante per una Nazione come l’Italia, che ha una lunga tradizione di commercio con l’estero e che può contare sulla grande forza del Made in Italy. I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia – ha aggiunto Meloni -. Ciò detto, è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono cica il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati”.

“Su questo è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poichè il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l’importatore e il consumatore finale – ha spiegato il premier -. Si pensi, ad esempio, all’importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all’altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all’importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti”.

“Bisogna tenere conto che una politica protezionistica americana può impattare sull’Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all’esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all’indotto presente sul territorio italiano. Per questo, come ho già detto, è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi – evidenzia Meloni -. Pochi giorni fa, in un’audizione davanti al Parlamento europeo, la Presidente della BCE Lagarde ha detto che “un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno” – ha spiegato il premier -. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del PIL europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E’ certamente un impatto significativo, ma di un ordine di grandezza affrontabile. Molto diversa è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi ad una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema”.

“Bisognerà ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l’Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l’occasione per affrontare questioni che l’Unione europea ha trascurato da tempo – prosegue -. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all’accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei “dazi” che l’Unione europea si è autoimposta”.

Per fare tutto questo lavoro, ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia – dice ancora Meloni -. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”.

“L’obiettivo è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, conclude il presidente del Consiglio.

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Bankitalia “Forte incertezza per i dazi, Pil +0,6% nel 2025”

ROMA (ITALPRESS) – La Banca d’Italia ha reso note le proiezioni macroeconomiche per il Paese nel triennio 2025-27. Le proiezioni “sono realizzate in un contesto di forte incertezza circa l’evoluzione delle politiche commerciali, divenuta particolarmente acuta dopo gli annunci di aumento dei dazi sulle importazioni degli Stati Uniti – sottolinea Bankitalia -. Il quadro previsivo include una prima e parziale valutazione degli effetti di questi annunci, che tiene conto dell’incremento dei dazi statunitensi ma non considera l’eventualità di aumenti ritorsivi da parte delle altre economie; non sono considerati inoltre eventuali effetti derivanti dall’evoluzione dei mercati internazionali”.

In questo scenario il PIL aumenta dello 0,6 per cento nel 2025, dello 0,8 nel 2026 e dello 0,7 nel 2027. Si ricorda che la metodologia utilizzata dalla Banca d’Italia (condivisa a livello di Euro sistema) elabora stime su dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative; senza questa correzione il PIL crescerebbe dello 0,5 per cento nel 2025, dello 0,9 per cento nel 2026 e 0,7 per cento nel 2027.

“L’effetto negativo sul prodotto dell’aumento dei dazi statunitensi incorporato in queste stime è superiore al mezzo punto percentuale cumulativamente nel triennio. Effetti più marcati dell’inasprimento delle politiche commerciali potrebbero derivare da ulteriori aumenti dell’incertezza, da eventuali misure ritorsive e da tensioni prolungate sui mercati finanziari”, spiega ancora la Banca d’Italia, evidenziando che nelle proiezioni l’inflazione al consumo è pari all’1,6 per cento nel 2025, all’1,5 nel 2026 e al 2,0 nel 2027.

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Musumeci “Da Protezione Civile leadership internazionale”

ROMA (ITALPRESS) – “Perchè gli Stati Generali della Protezione Civile? Perchè ritenevo e riteniamo che una delle insidie pericolose, che stanno sempre dietro l’angolo, anche per noi uomini di governo, e per le strutture del governo, sia l’autoreferenzialità, un nemico che dobbiamo sempre neutralizzare e dobbiamo farlo con grande umiltà e con la consapevolezza che, parlo della Protezione Civile italiana, ha una leadership internazionale riconosciuta da tutti e di questo, naturalmente, ne faccio merito alle donne e agli uomini che compongono il dipartimento e alle strutture operative”. Lo ha detto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, intervenendo agli Stati Generali della Protezione Civile.

“Dobbiamo sempre metterci in discussione perchè la Protezione Civile, a mio avviso, che è una funzione non è un’amministrazione, non può conoscere traguardi e la sua storia è formata di tappe” ha aggiunto “abbiamo costruito la migliore Protezione Civile d’Europa e fra le migliori al mondo sulle macerie dei disastri, purtroppo su migliaia e migliaia di morti e di feriti, perchè c’era sempre, in ogni evento, qualcosa da imparare e qualche iniziativa da correggere, qualche anello debole da potenziale”.

Per il ministro Musumeci “ecco perchè non dobbiamo mai fermarci e gli Stati Generali sono la migliore occasione, per mettere insieme le varie componenti, per capire quali sono gli anelli deboli, quali sono gli anelli forti, che cosa dobbiamo correggere, che cosa dobbiamo potenziare. Il presidente della Repubbica, Sergio Mattarella ha sottolineato come, quella della Protezione Civile, sia una esperienza esemplare”.

foto: IPA Agency

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Cdm, il pacchetto Sicurezza diventa decreto. Meloni “Impegno mantenuto”

ROMA (ITALPRESS) – “D’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. Così il premier Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, in Consiglio dei Ministri.

Come ricorderete, nel Consiglio dei ministri del 16 novembre 2023 abbiamo approvato un corposo “pacchetto sicurezza” che conteneva una serie di norme molto importanti per tutelare il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico e garantire maggiore sicurezza ai cittadini – spiega il presidente del Consiglio -. Molte di quelle norme erano frutto anche del confronto e del dialogo che avevamo avviato con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze del personale delle nostre Forze armate e Forze di polizia”.

“Non voglio tediarvi con l’elenco di tutto ciò che era contenuto in quel provvedimento, ma ci tengo a ricordare alcuni punti fondamentali. Penso all’aumento di pena per chi aggredisce o minaccia i nostri uomini e donne in divisa; alle norme per contrastare le occupazioni abusive e garantire procedure ‘lampò nello sgombero; alla stretta alle truffe nei confronti degli anziani; alle misure specifiche anti-borseggio e anti-accattonaggio dei minori; all’istituzione del nuovo reato contro le rivolte nelle carceri o alle misure per sanzionare penalmente chi blocca una strada o una ferrovia. Tutte misure che i cittadini ci chiedevano da tempo, che i sindacati del comparto ci sollecitavano allo stesso modo e che abbiamo con grande velocità declinato in un disegno di legge trasmesso al Parlamento – sottolinea Meloni -. L’iter di questo provvedimento è stato però piuttosto tortuoso ed è iniziato ormai quasi un anno e mezzo fa. La Camera ha modificato e deliberato infatti il testo in prima lettura il 18 settembre 2024, poi il ddl è passato al Senato ma non è ancora arrivato alla seconda lettura. Un esame che è stato sì tortuoso, ma che ha anche consentito di apportare al testo iniziale del Governo alcuni miglioramenti significativi, che hanno completato il provvedimento e lo hanno reso ancor più efficace. Mi riferisco, ad esempio, alle norme per punire con maggiore fermezza i reati compiuti nelle metropolitane e nelle stazioni ferroviarie o alle disposizioni contro la produzione e la commercializzazione nei “cannabis shop” di prodotti a base di cannabis definita erroneamente “light””.

“Ma penso, soprattutto, alla previsione di una specifica tutela legale a favore del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico. In altre parole, i nostri agenti di polizia e i nostri militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio potranno continuare a lavorare e lo Stato sosterrà le loro spese legali, fino ad un massimo di diecimila euro per ogni fase del procedimento. Una norma sacrosanta che le nostre forze di polizia aspettano da molto tempo, e che è nostro dovere assicurare loro – aggiunge Meloni -. Sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perchè, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore. E’ una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano. Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita “scorciatoia”, chi addirittura un “blitz”. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”, conclude il premier.

Nel Dl Sicurezza approvato “abbiamo recepito varie osservazioni sia delle forze dell’ordine, sia anche delle stesse opposizioni: sono 34 articoli, molti dei quali riguardano essenzialmente il Ministero dell’Interno. Per quanto riguarda la giustizia, vi sono delle introduzioni di nuovi reati e anche degli esperimenti di pena”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante la conferenza stampa al termine del Cdm.

La tutela legale alle forza di polizia “in sostanza è un supporto economico che l’amministrazione fa nei confronti dei propri appartenenti, nei casi di sottoposizione a procedimento penale: non significa immunità, si tratta di sollevare persone che hanno retribuzioni che rendono particolarmente oneroso essere attinti da provvedimenti da procedimenti giudiziari” con “un supporto economico ripetibile in caso di condanna”, ha detto sempre in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Non c’è nessuna forma di immunità, neanche indirettamente – ha aggiunto -: è una cosa sacrosanta che dobbiamo ai nostri operatori di polizia che troppo spesso, anche per effetto degli interventi che fanno, si trovano ad essere sottoposti a procedimento penale”.

“Più poteri e tutele a donne e uomini delle forze dell’ordine, norma anti-Salis per sgomberare più rapidamente le case occupate, borseggiatrici in carcere anche se sono in gravidanza. Sono solo alcune delle misure fortemente volute dalla Lega e inserite nel decreto Sicurezza appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Un’altra promessa mantenuta!”. Così su Instagram il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

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