Le Strutture Turistiche Sciacca Centro scrivono a Schifani sulle Terme: “Vogliamo cambiare pagina anche noi”

Dopo il videomessaggio di ieri del presidente della Regione Renato Schifani sul progetto di rilancio delle Terme di Sciacca e Acireale, l’associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro ha inviato una lettera aperta al governatore.

“Oggi – si legge in uno dei passaggi della missiva -interveniamo con animo contento e propositivo, dopo aver appreso dalla sua voce, attraverso un video messaggio diffuso dalle tv e dai social, che si va verso il raggiungimento di un traguardo….quello da lei più volte annunciato e su cui ha scommesso….La riapertura (speriamo a breve) delle Terme di Sciacca e di Acireale.
Nel suo messaggio Lei dice di voler cambiare pagina …..e lo vogliamo fare anche noi come
operatori turistici….. ma per certi aspetti guardando anche con rammarico al passato per cogliere i lati positivi di questa ricchezza .
Il turismo nella città di Sciacca è stato nei tempi principalmente frutto proprio di quelle terme
oggi chiuse; un turismo diversificato o per meglio dire “destagionalizzato” usando un vocabolo
ormai in auge, che permetteva di vedere in città turisti al di là di quei periodi vacanzieri legati
ai bagni al mare o alle vacanze estive…”.

L’associazione incoraggia e sprona il governatore ad andare avanti: “Oggi dopo quasi 10 anni sentire che si vuole restituire queste storiche strutture termali alla Sicilia e ai siciliani, per noi risuona come una campana a festa, segno, che le diverse
manifestazioni popolari come quella che si è tenuta proprio a Sciacca il 6 marzo del 2024 che
ha visto i suoi cittadini, le associazioni, le istituzioni a vario titolo, gli imprenditori, il clero e anche la politica tutta senza distinzione di ruoli e di posizioni, unirsi e chiedere a gran voce che
le Terme di Sciacca ritornassero aperte alla città, che il lavoro svolto dal Comitato Civico
Patrimonio Termale per la riapertura delle Terme in questi anni ha consentito di trasferire ai saccensi quel senso di appartenenza per un po’ perduto, e quindi a riprendere coscienza di aver perso il bene più prezioso che la sua città ha avuto nel tempo …Ma oggi i tempi sono cambiati…. Il saccense lo chiede, e lo chiedono anche i turisti”.

La presidente del sodalizio saccense, Santina Matalone – sottolinea la frustrazione che gli operatori del settore vivono con la struttura termale chiusa: “E’ mortificante – afferma – per un operatore turistico – scrivono – dover prendere consapevolezza di aver perso una grande opportunità e ancora peggio è essere spiazzato dalle domande del perché a cui molto spesso non si sa rispondere o si preferisce non farlo.
Quindi Egregio Presidente Schifani, l’Associazione Strutture Turistiche Centro di Sciacca, le
dice….vada avanti in questa direzione, porti a compimento la sua promessa, non faccia svanire
questo sogno che diventa meraviglioso per ogni imprenditore turistico sia esso piccolo o grande;
ridia a Sciacca quella spinta propulsiva per ritornare ad essere un punto strategico tra le province
di Trapani e Agrigento; glielo chiede tutto il comparto, glielo chiede la città, oggi consapevole
di avere un gioiello prezioso che gli è svanito nel tempo senza cogliere l’essenza del valore; un
valore ritrovato e oggi più ricercato, che possa andare verso soggetti privati capaci e competenti
lontani dai meccanismi politici o di opportunità elettorale. Non possiamo permetterci un nuovo spreco di soldi per una ristrutturazione degli
stabilimenti termali poi però non funzionanti; dobbiamo investire i soldi che ci provengono dal
Fondo, proprio per quello Sviluppo e Coesione per creare servizi più efficienti, moderni e di
sviluppo per la città e i suoi cittadini.
Un sentito grazie – conclude per il suo impegno, un sentito grazie per averci dedicato (speriamo sia così)alcuni minuti del suo tempo, per averci letto”.

Assegno Unico: Multa Fino a 3.000 Euro per Uso Improprio – Quando Scatta la Sanzione?

L’Assegno Unico Universale è un sostegno economico destinato alle famiglie con figli a carico fino ai 21 anni (e senza limiti di età per figli con disabilità). Tuttavia, un uso improprio di queste somme può comportare sanzioni fino a 3.000 euro e persino conseguenze penali, come chiarito dalla recente sentenza della Cassazione n. 24140/2023.

Come Deve Essere Utilizzato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico è stato introdotto per sostenere la crescita e il benessere dei figli. Le somme ricevute devono essere impiegate per spese legate al mantenimento, all’istruzione e alla salute del minore, evitando utilizzi personali da parte dei genitori.

La normativa prevede che l’assegno:

  • Sia erogato dall’INPS in base all’ISEE del nucleo familiare;
  • Spetti in parti uguali ai genitori con responsabilità genitoriale (art. 2, comma 2, D.Lgs. n. 230/2022);
  • Posso essere accreditato interamente a un solo genitore, in caso di accordo tra le parti.

Tuttavia, un utilizzo scorretto può comportare sanzioni e reati penali.

Quando si Rischia la Multa e la Sanzione Penale?

Secondo la sentenza n. 24140/2023 della Cassazione, il genitore che utilizza l’Assegno Unico per spese personali e non per il mantenimento dei figli può essere denunciato per appropriazione indebita (art. 646 c.p.).

Esempi di Uso Improprio

  • Utilizzo dell’assegno per spese personali non legate al mantenimento dei figli;
  • Impiego delle somme per scopi diversi da quelli previsti dalla legge;
  • Il genitore non affidatario che riceve l’assegno e lo usa per sé, senza destinarlo ai figli.

In questi casi, il comportamento può essere perseguito penalmente.

Le Conseguenze Legali

Chi commette appropriazione indebita rischia:

  • Reclusione da 2 a 5 anni;
  • Multa da 1.000 a 3.000 euro.

Queste misure sono previste dall’art. 646 del Codice Penale, che punisce chi si appropria indebitamente di somme di denaro ricevute per uno scopo specifico.

Conclusioni

L’Assegno Unico è un supporto economico destinato esclusivamente ai figli. Il suo uso improprio può comportare sanzioni severe, fino alla denuncia penale per appropriazione indebita. I genitori separati o divorziati devono prestare particolare attenzione alla gestione dell’assegno, rispettando gli obblighi previsti dalla legge per evitare pesanti conseguenze legali.

Pazienti del Giglio e ragazzi diversamente abili allestiscono altare di San Giuseppe (Video)

Percorsi laboratoriali insieme a docenti dell’istituto Alberghiero per realizzare i tradizionali “pani” di San Giuseppe, e’ stato il primo step dell’esperienza attiva che i pazienti della Casa di Cura “Santa Maria del Giglio” hanno vissuto insieme ai ragazzi delle associazioni “Crescere Insieme” e ai volontari “Avulss” per l’allestimento dell’altare di San Giuseppe nella chiesa del Giglio.

“E’ stato un momento tanto voluto dai nostri operatori e utenti – ha affermato Alessandro Benvesti, direttore della Casa di Cura del quartiere di San Michele – Un’esperienza che si ripete, gia’ lo scorso anno abbiamo voluto allestire noi l’altare ed è stato un momento significativo che abbiamo voluto riproporre”.

Insieme ai pazienti, durante i laboratori con lo chef Antonino Segreto, i docenti Ezia Bono, Rita Barna e Maria Castrogiovanni, Paolo Ciaccio e Benedetto Liotta, hanno preso parte anche i volontari dell’Avulss e i ragazzi dell’Associazione “Crescere Insieme” come Luca Maniscalco che ha realizzato anche dei quadri esposti nello stesso altare.

(Nell’immagine di copertina Marta Russo, mamma di Luca Maniscalco, Gaia Visita operatore della Casa di Cura “Santa Maria del Giglio” di Sciacca e il direttore della stessa Casa di Cura, Alessandro Benvesti)

Naufragio migranti nel Canale di Sicilia, 40 dispersi e 10 superstiti

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Le ricerche sono in corso nel Canale di Sicilia dopo l’ennesimo naufragio di migranti. Dieci persone sono state tratte in salvo, mentre sei cadaveri sono stati recuperati nelle acque vicino all’isolotto di Lampione. Il bilancio potrebbe aggravarsi: secondo i sopravvissuti, mancano all’appello circa 40 persone.

L’ennesima tragedia nel Canale di SiciliaIl naufragio di migranti in Sicilia è avvenuto a largo delle coste tunisine. I superstiti hanno riferito di essere partiti domenica notte da Sfax, in Tunisia, su un gommone con 56 persone a bordo. Dopo meno di 24 ore di navigazione, il mare agitato avrebbe causato la caduta di molti migranti in acqua.

L’imbarcazione, ormai semi-affondata, è stata intercettata nella giornata di ieri dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza vicino all’isolotto di Lampione.

Soccorsi e indagini sui sopravvissuti

Le operazioni di salvataggio sono state condotte dalle motovedette Cp324 della Capitaneria di Porto e V1302 delle Fiamme Gialle. I 10 superstiti – sei uomini e quattro donne – sono stati trasportati a Lampedusa, dove verranno ascoltati dalle autorità per ricostruire con precisione l’accaduto.

Due uomini sono stati inizialmente ricoverati per controlli medici, ma essendo in buone condizioni di salute sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, dove attualmente si trovano circa 230 ospiti.

Nel frattempo, i sei cadaveri recuperati, tutti uomini, sono stati portati nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, in attesa di ispezione cadaverica.Nuovi sbarchi a LampedusaOltre ai 10 superstiti del naufragio di migranti in Sicilia, ieri sono giunti a Lampedusa altri 40 migranti, tra cui 9 donne e 2 minori, originari di Costa d’Avorio, Senegal, Guinea e Malesia. Anche loro hanno riferito di essere partiti da Sfax su un barchino di metallo di 8 metri.In totale, nella giornata di ieri si sono registrati cinque sbarchi per un totale di 213 migranti. L’aumento degli arrivi solleva preoccupazioni sulla sicurezza delle traversate e sull’emergenza umanitaria in corso nel Mediterraneo.

Ricerche in corso per 40 dispersi

Le autorità continuano le ricerche per i 40 dispersi del naufragio. Il timore è che molti di loro non siano sopravvissuti alla traversata. La situazione nel Canale di Sicilia resta critica, con un numero crescente di partenze dalle coste tunisine e libiche.

I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere l’entità della tragedia e adottare eventuali misure per prevenire altre perdite di vite umane.

Con un bisturi occupa una stanza dell’ospedale di Sciacca, condannato un saccense

Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha condannato un saccense che con un bisturi si sarebbe introdotto in una stanza dell’ospedale Giovanni Paolo II, occupandola, in quattro giorni diversi del novembre 2021.

Calogero Diliberto, di 60 anni, è stato condannato a un anno e un mese di reclusione e 2500 euro di multa. Diliberto è stato assolto da un capo d’imputazione di danneggiamento. Era accusato, infatti, anche di avere danneggiato, forzandola, la porta d’ingresso di una stanza del reparto di Ostetrica e ginecologia dell’ospedale di Sciacca.

Il giudice ha disposto la confisca del bisturi di 15 centimetri in sequestro.

Tajani “L’Italia aiuterà la Siria a trovare la sua stabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono lieto di avere il ministro Siriano Asaad Al-Shaibani a Roma dopo la riunione che si è svolta ieri a Bruxelles. Il ministro ha ribadito l’importanza di lavorare per un futuro di pace e speranza per tutto il popolo siriano. Una gestione pacifica e non violenta, o inclusiva della transizione in Siria sarà la dimostrazione dell’impegno di Damasco”. Lo ha detto Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, nel punto stampa dopo l’incontro con il ministro degli Esteri siriano Asaad Al-Shaibani alla Farnesina.
“Valutiamo positivamente la conferenza di dialogo nazionale, rappresenta un segnale positivo in questa direzione. Abbiamo avuto rassicurazioni sull’impegno per la tutela di tutti i cittadini siriani – ha proseguito Tajani -. Ho espresso al ministro la mia preoccupazione in merito alla presenza dell’Isis e mi ha garantito l’impegno del suo governo contro il terrorismo e anche l’impegno contro l’immigrazione clandestina”.
“Ho ribadito che per noi il tema delle sanzioni è importante. L’Italia è stata tra i primi Paesi a chiedere di sospenderle. Siamo convinti che il governo siriano debba essere messo nella condizione giusta per un rilancio economico del paese – ha spiegato ancora il vicepremier -. L’Italia è pronta a investire 50 milioni di euro per alcuni progetti in Siria. Continueremo a lavorare, per noi è importante aiutare la Siria a trovare la sua stabilità”. “C’è una strategia iraniana per destabilizzare la Siria, noi vogliamo esattamente il contrario”, ha concluso Tajani.

– Foto xc7/Italpress –

(ITALPRESS).

Zelensky “E’ la Russia che prolunga la guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Ucraina è pronta a compiere i passi necessari, ma ora è la Russia a dover dimostrare la sua disponibilità, perchè è la Russia che prolunga la guerra e dimostra che la guerra è necessaria solo a Mosca”. Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ucraina, telefonata di tre ore fra Trump e Putin

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin. Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, in circa tre ore, i due leader hanno parlato della necessità di pace e di un cessate il fuoco nella guerra in Ucraina.
Entrambi i presidenti avrebbero concordato che questo conflitto deve concludersi con una pace duratura, sottolineando la necessità “di migliorare le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia. Il sangue e i tesori che sia l’Ucraina che la Russia hanno speso in questa guerra sarebbero meglio spesi per le esigenze dei loro popoli”.
(ITALPRESS).

– Foto Ipa Agency –

Censis-Unpli, Pro Loco motore di coesione e sviluppo del territorio

ROMA (ITALPRESS) – Motore per la valorizzazione del territorio e motivo di coesione sociale. Le Pro Loco in Italia, oltre 6.400 quelle rappresentate dall’UNPLI, sono un punto di riferimento essenziale per la promozione turistica dei territori, oltre che per la crescita culturale e sociale del Paese. I dati del rapporto Censis, realizzato in collaborazione con UNPLI e presentato presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica in mattinata sulle attività delle Pro Loco in Italia nel 2024, parlano chiaro.
Il 75,1% della popolazione italiana vive in Comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri. A testimoniare il valore all’interno della società è il numero che riguarda la frequenza con cui gli italiani sentono nominare le Pro Loco: è il 62,6% dei residenti nei Comuni con meno di 10 mila abitanti, il 34,2%, invece, nei paesi tra i 100 mila e 500 mila abitanti. Nel 2023 sono quasi il 60% gli italiani che hanno partecipato ad almeno un evento organizzato dalla Pro Loco, mentre il 43,5% ha vissuto uno di questi appuntamenti durante un viaggio di piacere e il 97,9% delle Pro Loco ha organizzato eventi nel 2023.
Un lavoro importante, capillare e continuativo (il 37,5% delle Pro Loco dichiara di non interrompere mai la propria attività) portato avanti non senza problematiche. Secondo lo studio le sfide maggiori riguardano la difficoltà a reperire finanziamenti (nel 59,3% dei casi), a far fronte alle pratiche burocratiche (nel 49,9% dei casi), a trovare volontari (nel 32,4%) ma anche a dover gestire i nuovi mezzi di comunicazione per promuoversi e farsi conoscere (2%) e le problematiche legate ad eventi calamitosi (1,5%).
Una macchina che per funzionare trova fondamentale il sostegno dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Nell’89,1% delle pro loco italiane, infatti, vengono valutati molto o abbastanza utili i servizi offerti da UNPLI, sia per quanto riguarda la formazione sia per quanto riguarda il supporto amministrativo, nell’ottica di rafforzare la rete e le capacità organizzative degli enti locali.
“Siamo molto orgogliosi dei dati che rappresentano in modo straordinario la grande vitalità delle nostre Pro Loco e il grande ruolo che occupano nel tessuto sociale, sia in ambito turistico sia culturale, promuovendo la destagionalizzazione e muovendo l’economia locale con un’intensa attività svolta durante tutti i periodi dell’anno – ha dichiarato il presidente di UNPLI, Antonino La Spina -. Il 97,9% delle Pro Loco ha organizzato degli eventi durante l’anno e ha dato la possibilità ad oltre il 60% degli italiani di partecipare ad un evento da loro promosso. Siamo molto soddisfatti che oltre l’89,1% delle Pro Loco valuti il lavoro di UNPLI come determinante a supporto delle proprie attività”.
In un’intervista all’Italpress, La Spina ha anche sottolineato “il valore delle Pro Loco per la coesione sociale, contro lo spopolamento e in aiuto dei piccoli centri. Il grande lavoro che viene fatto attraverso i nostri volontari tiene unite le comunità e genera diverse potenzialità”, innanzitutto “dal punto di vista turistico. Le nostre Pro Loco per il 98% lavorano tutto l’anno e riescono a dare impulso alla destagionalizzazione del turismo”.
“Il 60% della popolazione ha partecipato a un evento delle nostre Pro loco, di questi il 43% erano turisti: questo ovviamente supporta l’offerta turistica nei piccoli centri nelle zone turistiche, ma soprattutto nelle aree interne” dove “genera un impatto economico fortissimo, veicolando circa 88-90 milioni di visitatori. Questi dati ci danno la consapevolezza” di quanto sia importante “il lavoro fatto nei territori e l’impegno dei volontari per concretizzare tutto questo”, ha spiegato.
Anche per la promozione dell’agroalimentare le Pro Loco rappresentano “un volano fortissimo, con oltre 20.000 sagre di cui molte sagre di qualità, grazie al riconoscimento che abbiamo dato loro con il nostro marchio”. In questo modo “valorizziamo il prodotto tipico locale, stimoliamo le comunità alla commercializzazione e alla vendita e anche a creare dei momenti di valorizzazione del prodotto del territorio”, ha aggiunto La Spina.
Le Pro Loco – oltre ad avere un ruolo fondamentale nella promozione e valorizzazione dell’offerta turistica, culturale ed enogastronomica italiana, proponendo eventi attrattivi durante tutto l’anno nell’ottica anche di incentivare la destagionalizzazione – sono fondamentali per animare le comunità e favorire un contesto sociale sempre più sinergico e vitale.
“Nel rapporto del CENSIS Le Pro Loco: motore della valorizzazione territoriale e della coesione sociale ci sono elementi di studio molto interessanti. Il 90% degli italiani riconosce il ruolo centrale delle Pro Loco nella promozione del territorio e, ancora, il 60% dei cittadini nel 2023 ha partecipato, almeno una volta, ad un evento delle Pro Loco. Sono numeri eloquenti. Le Pro Loco, spesso, nei territori, diventano il braccio operativo delle amministrazioni nella creazione di eventi per la promozione e valorizzazione della cultura locale. Tutto questo non sarebbe possibile oggi, se non ci fosse l’impegno, la gratuità e l’amore per il proprio territorio da parte dei volontari, che a me piace definire le sentinelle delle nostre tradizioni. Mi auguro che questo studio sia un impulso per tutto il Parlamento per lo sprint finale necessario a tagliare il traguardo del disegno di legge, oggi in discussione in Prima Commissione. L’Italia e gli italiani riconoscono il ruolo dei volontari delle Pro Loco. Ora tocca a noi, in Parlamento, fare lo stesso”, ha commentato il senatore Antonio De Poli.
“Le Pro Loco sono un autentico motore di valorizzazione e coesione sociale. Grazie al loro impegno, le tradizioni vengono custodite e le comunità rafforzano il proprio senso di appartenenza. I dati del rapporto presentato oggi confermano la loro straordinaria vitalità, segno di una partecipazione diffusa e instancabile. UNPLI è anche vicina ai giovani e noi, come Governo, a nostra volta siamo al loro fianco, offrendo ai ragazzi opportunità di crescita sana, favorendo l’ascolto e investendo in progetti concreti di inclusione sociale”, ha dichiarato il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.
“I dati presentati oggi – afferma il sottosegretario sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Luigi D’Eramo – raccontano di quanto le attività delle Pro Loco siano importanti nella promozione e valorizzazione dei territori, soprattutto per le comunità dei piccoli Comuni, e contribuiscano anche alla coesione sociale. Un lavoro che promuove la cultura locale e l’offerta turistica, valorizzando un patrimonio enogastronomico forte di tante tipicità e tradizioni culinarie”.
“Le Pro Loco rappresentano un’applicazione pratica del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione e rivestono una funzione essenziale nel contrastare lo spopolamento, mantenendo vive le piccole comunità, valorizzando cultura, tradizioni e ricchezze locali – ha dichiarato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano -. Il sistema di volontariato su cui si fondano le Pro Loco d’Italia non è solo il cuore e l’anima di molti territori, ma anche il motore economico. L’impegno dei numerosi volontari contribuisce in modo decisivo al rafforzamento del tessuto sociale e culturale della nostra Nazione e allo sviluppo del nostro straordinario patrimonio collettivo. In tal senso, è fondamentale il compito che il gruppo di lavoro sull’economia sociale – che ho istituito al Mef – sta svolgendo con l’obiettivo di sviluppare un Action Plan nazionale per rispondere alle esigenze specifiche del settore, favorirne la sostenibilità e la crescita, nonchè riconoscerne l’importante contributo e l’opera svolta”.
“Con le Pro loco ci troviamo di fronte a una realtà che rappresenta un vero patrimonio collettivo, radicato nei territori, attivo nelle aree interne dell’Italia, presente anche in situazioni di emergenza, dovute a eventi calamitosi, al fianco della protezione civile – spiega il responsabile Area Economia, lavoro e territorio del Censis, Andrea Toma -. Hanno mostrato una grande capacità di rigenerarsi e di essere testimonial della qualità del buon vivere italiano, anche attraendo nelle loro attività i giovani: è molto importante il dato dell’indagine sulla popolazione italiana secondo cui il 66% dei giovani tra i 18 e i 34 anni afferma di aver partecipato di recente ad almeno un evento Pro Loco, mentre il 15,2% dei giovani svolge o ha già svolto attività di volontariato presso una Pro Loco”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Engel & Völkers, immobiliare di pregio in Italia dinamico e attrattivo

ROMA (ITALPRESS) – Il mercato immobiliare di pregio in Italia si conferma dinamico, trainato sia da acquirenti italiani che internazionali. Nel 2024, le principali aree di pregio hanno registrato una crescita stabile dei prezzi e un aumento della domanda, sostenuta dall’interesse crescente per residenze di alta qualità. E per il 2025 si va verso un consolidamento del mercato di pregio, con un incremento medio dei prezzi quasi ovunque sul territorio nazionale con un andamento più stazionario in alcune località. La domanda di immobili di alta qualità continuerà a crescere, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla presenza di spazi esterni. Nelle grandi città, l’interesse per le zone meno centrali, ma ben collegate, potrebbe registrare un aumento, trainato dalle nuove infrastrutture e dagli sviluppi urbanistici. Sono i principali risultati del primo “Market Report Italia 2025” dedicato al mercato immobiliare di lusso, presentato a Roma da Engel & Vòlkers Italia e realizzato grazie al supporto scientifico di Nomisma. Prendendo in esame l’intero territorio nazionale e spaziando dalle località montane a quelle costiere, dalle città d’arte alle isole, l’osservatorio offre una panoramica complessiva, unica nel comparto, della congiuntura del Paese nel mercato del pregio.
“Il mercato immobiliare di pregio in Italia continua a mostrare una notevole resilienza e attrattività, sia per gli acquirenti nazionali che internazionali. La nostra analisi evidenzia come le aree più prestigiose del Paese, grazie a fattori come la location, il contesto e la qualità degli immobili, mantengano un forte appeal – ha commentato Muhannad Al Salhi, CEO di Engel & Vòlkers Italia -. Il rinnovato interesse per residenze di alta qualità ci spinge a una continua ricerca dell’eccellenza. Puntiamo a soddisfare le necessità di acquirenti e investitori, con un’offerta immobiliare distribuita capillarmente su tutto il territorio nazionale”.
“Il mercato del pregio si conferma essere un mercato di nicchia, con dinamiche proprie – ha sottolineato Elena Molignoni, Head of Real Estate di Nomisma -. La scarsa dipendenza dal credito e l’interesse crescente da parte degli acquirenti stranieri hanno contribuito a mettere al riparo questo segmento dagli effetti congiunturali che hanno penalizzato il mercato immobiliare italiano nel corso del 2024”.
Nel 2024, al Nord la domanda per l’acquisto della prima casa ha rappresentato circa il 50% delle compravendite di pregio, seguita dalle seconde case (35%) e dall’acquisto per investimento (15%). Il Centro Italia, invece, vede la quota prima casa al 35% del totale a vantaggio delle seconde case (45%), chiude il cerchio la domanda per investimento (20%). Nel Sud e nelle Isole gli acquisti prima casa registrano una quota del 30% del mercato, seconda casa in quota 42% e investimento pari al 28%. L’area geografica privilegiata dagli acquirenti internazionali è il Centro, con una quota pari al 60% delle compravendite. Al Nord gli acquirenti stranieri rappresentano solo il 30% circa del mercato e il 35% al Sud e nelle Isole.
Nel Nord-Ovest, Milano rimane il fulcro del mercato di pregio italiano, con aree come Brera e il Quadrilatero che raggiungono picchi di oltre 22.000 EUR/mq per abitazioni ristrutturate al nuovo, con una media di 15.000 EUR/mq nelle zone centrali. A Porta Romana e Porta Venezia, i prezzi variano tra 8.000 e 12.000 EUR/mq.
Tra i mercati “prime” dell’area seguono le località di lusso della Liguria, come Portofino e Santa Margherita Ligure, con prezzi che superano i 19.000 EUR/mq e raggiungono punte di 25.000 EUR/mq per le proprietà con vista mare.
In Valle d’Aosta, Courmayeur e Cervinia attraggono una clientela internazionale con prezzi medi che oscillano tra 8.000 e 14.000 EUR/mq, e top price che arrivano fino a 16.000 EUR/mq.
Tra i Laghi del Nord Italia, il Lago Maggiore e il Lago d’Orta registrano una forte presenza di acquirenti internazionali. Gli immobili accesso lago raggiungono prezzi da 8.000 EUR/mq a 10.000 EUR/mq a seconda del livello di ristrutturazione. Il mercato immobiliare del Lago di Como è punto di riferimento per chi cerca una residenza di pregio: i prezzi per le abitazioni ristrutturate variano da 4.000 a 10.000 EUR/mq, a seconda della posizione. Il Lago Maggiore e il Lago d’Iseo registrano prezzi che oscillano tra i 2.400 e i 4.400 EUR/mq, con una forte presenza di acquirenti internazionali. Il Lago di Garda registra quotazioni fino a 6.300 EUR/mq, grazie alla forte domanda di immobili di lusso, anche in questo caso spesso da parte di acquirenti stranieri.
Nel Nord-Est, Venezia registra valori tra 7.000 e 12.000 EUR/mq per immobili in centro storico, mentre Cortina d’Ampezzo mantiene quotazioni elevate con prezzi che oscillano tra 18.000 e 24.000 EUR/mq. Madonna di Campiglio continua a rappresentare un mercato sicuro per chi investe in seconde case di pregio, con prezzi medi tra 10.000 EUR/mq e 18.000 EUR/mq nelle zone più esclusive. Il mercato di Bologna è stabile in un range tra 4.500 e 5.500 EUR/mq.
Nel Centro Italia, Roma conferma la domanda sostenuta di residenze nelle zone di maggior pregio, come il centro storico e le aree limitrofe, tra cui Prati, Parioli e Pinciano, oltre all’Eur, nel quadrante sud. In queste zone i prezzi medi per le abitazioni ristrutturate raggiungono i 7.500 EUR/mq, con picchi che superano i 10.000 EUR/mq per immobili di particolare pregio, e con tempi di assorbimento estremamente rapidi.
Firenze offre grandi opportunità di investimento. Il centro storico è ideale per chi cerca una residenza di pregio con prezzi degli immobili ristrutturati tra i 4.200 e i 5.500 EUR/mq, ma con proprietà di lusso che raggiungono i 10.000 EUR/mq. Fuori dal centro, il Lungarno Vespucci è una zona molto desiderata per la vicinanza al centro e la vista panoramica sul fiume, con prezzi che oscillano tra 3.500 e 4.200 EUR/mq. Nelle colline del Chianti le ville storiche possono raggiungere gli 8.000 EUR/mq. Le aree rurali della Toscana e dell’Umbria attirano investitori esteri con prezzi tra 2.500 e 5.000 EUR/mq per casali ristrutturati.
Sud Italia e Isole: Porto Cervo, Porto Rotondo e Capri sono le località più prestigiose Il Sud e le isole esercitano un fascino particolare sugli acquirenti stranieri. In Campania, a Capri, le proprietà con vista sui Faraglioni raggiungono i 13.000-14.000 EUR/mq. Sulla Costiera Patrimonio UNESCO, è attraente per investimenti, con prezzi tra 4.000 e 5.000 EUR/mq.
In Puglia, a Bari, i quartieri di Murat e Umbertino sono tra i più ricercati, con prezzi tra 3.800 e 4.200 EUR/mq per residenze ristrutturate. Ostuni e la Valle d’Itria stanno registrando buone performance, con prezzi tra 5.000 e 6.000 EUR/mq, attirando principalmente acquirenti stranieri. Il Salento, con Lecce, Nardò e Otranto, attira domanda straniera grazie alle sue caratteristiche architettoniche uniche, con prezzi che oscillano tra 1.000 e 5.000 EUR/mq.
In Sicilia, Mondello a Palermo è ambita con prezzi fino a 4.000 EUR/mq. A Catania, le zone della Scogliera, Lungomare e Tivoli hanno prezzi tra 2.800 e 3.800 EUR/mq. A Taormina, i prezzi superano i 5.200 EUR/mq, mentre a Cefalù variano tra 3.000 e 4.500 EUR/mq. Panarea, nelle Isole Eolie, ha prezzi medi oltre i 7.000 EUR/mq e una domanda trainata dagli investimenti degli acquirenti internazionali.
In Sardegna, Porto Cervo e Porto Rotondo sono le località più prestigiose, con prezzi tra 26.000 e 32.000 EUR/mq. Nei dintorni di Olbia le proprietà di maggior pregio raggiungono anche i 15.000 EUR/mq attraendo investitori stranieri.

– foto spf/Italpress –
(ITALPRESS).