E’ stato per un trentennio una vera istituzione della via Giuseppe Licata e del centro storico. Piero Vella aveva chiuso il suo storico negozio “Il cappello” appena tre anni fa. Lo avevamo incontrato in quell’occasione prima della chiusura dell’attività.
Rivedi il video dell’intervista del 2022
Oggi la notizia della scomparsa a soli 65 anni del cosiddetto “cappellaio” cosi’ come era conosciuto in città. Piero Vella in via Giuseppe Licata era praticamente cresciuto. Suo papà, a pochi metri dal suo negozio, in vicolo Sammaritano, aveva iniziato nel dopoguerra con una una bancarella vendendo coppole e poi è arrivato Piero con il negozio su strada.
Commozione ha suscitato la notizia della dipartita del saccense. Anche altri storici commercianti della via Licata come Salvatore Mandala hanno diffuso sui social la notizia della morte improvvisa del pensionato sottolineandone i modi gentili e garbati che lo caratterizzavano.
I funerali si svolgeranno martedì 18 febbraio alle ore 11 presso la Chiesa di San Michele. Il servizio funebre e’ svolto dall’agenzia “Peppino Santannera”.
La sfiducia al sindaco di Sciacca, Fabio Termine, da parte delle forze che compongono l’opposizione alla giunta, maggioranza numerica in consiglio, non è un capitolo chiuso. E’ stato affermato questa mattina durante il congresso cittadino di Fratelli d’Italia.
Presenti i consiglieri comunali Calogero Bono e Gaetano Cognata. Nella sala Abruzzo del Fazello anche una rappresentanza delle forze di centrodestra che fanno parte della coalizione: Dc, Forza Italia, Lista Messina e Salvatore Monte per il movimento “Sciacca puoi solo amarla”.
Fratelli d’Italia, sui temi di politica locale, ha ribadito dure critiche all’operato della giunta Termine: “Contestiamo il rapporto con Aica, non li vediamo mai negli assessorati regionali e tanto altro”. Così Calogero Bono.
Per Gaetano Cognata è grazie a Fratelli d’Italia che si sono ottenuti risultati importanti per il finanziamento riguardante il ponte Cansalamone e per creare le condizioni che consentiranno la ripresa dei lavori di completamento della banchina del porto.
Fratelli d’Italia ha eletto coordinatore cittadino Ignazio Gallo, candidato unico, e il direttivo composto dai due consiglieri, membri di diritto, e Angelo Vaccaro, Anna Collica, Luigi Dimino, Alberto Puleo, Vincenzo Leone, Antonio Maenza, Giuseppe Migliore, Mario Raso, Silvana Friscia e Giancarlo Cipolla.
A Roma è stata ufficialmente costituita la Rete Amministratori Cattolici, un’iniziativa che mira a creare un luogo di dialogo e partecipazione per gli amministratori locali di ispirazione cristiana. L’obiettivo principale è andare oltre le logiche di partito per elaborare proposte concrete su temi fondamentali come il disagio giovanile, la sostenibilità ambientale, il welfare territoriale, le politiche per la famiglia e il volontariato.
Un impegno politico trasversale e inclusivo
Secondo Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago e deputata di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, la Rete Amministratori Cattolici non vuole essere un nuovo partito, ma uno spazio di partecipazione aperto e trasversale. “L’impegno dei cattolici in politica e nel sociale è fondamentale – ha dichiarato – ed è necessario un luogo dove condividere idee e progetti che partano dai bisogni reali delle persone”.
Un’ampia partecipazione di amministratori e associazioni cattoliche
All’assemblea costituente erano presenti centinaia di sindaci, assessori e consiglieri provenienti da tutta Italia, insieme a rappresentanti delle principali associazioni cattoliche, tra cui Azione Cattolica, Acli, Agesci, Comunione e Liberazione, Comunità di Sant’Egidio, Movimento Cristiano Lavoratori, Rinnovamento nello Spirito e Movimento Politico per l’Unità. L’evento ha visto anche l’intervento di monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente della Commissione della CEI per i problemi sociali.
La Rete Amministratori Cattolici: un ponte tra territori e istituzioni
La nascita della Rete Amministratori Cattolici segna un passo importante per chi crede in una politica fondata sui valori cristiani e sulla centralità della persona. Il progetto, promosso dalla Rete di Trieste, si propone di sostenere un’azione politica radicata nei territori, rispondendo in modo concreto alle esigenze delle comunità locali.
A rischio scioglimento il consiglio comunale di Santa Margherita Belice. Lunedì 17 febbraio, alle ore 19, si riunirà per la dichiarazione di dissesto dell’ente. Se il consiglio non dovesse approvare sarà il commissario ad acta a sostituirsi attivando le procedure per lo scioglimento.
I consiglieri di opposizione Giacomo Abruzzo, Giuseppina Bavetta, Antonio Guirreri, Gaspare Valenti, Giuseppe Scaturro e Salvatore Sciara attaccano il sindaco e nei giorni scorsi hanno scritto in una nota stampa che “il rendiconto 2022/2023, propedeutico alla dichiarazione di dissesto al quale ci siamo sempre fortemente opposti, ha cristallizzato il fallimento del comune, ormai amministrato negli ultimi 3 anni dal sindaco Viola. Siamo rammaricati e nutriamo seria preoccupazione per il futuro della nostra città, ormai sprofondata in un abisso dal quale difficilmente potrà riemergere. Malgrado tutto, il sindaco Viola continua a sostenere di non avere alcuna responsabilità per aver provocato questa drammatica situazione: hanno ridotto la politica all’arte di trovare non le soluzioni, ma le colpe di qualcun altro. C’è sempre qualcuno che rema contro: una volta è colpa dei soldi che non ci sono, una volta è colpa di un’opposizione irresponsabile, una volta della burocrazia e poi, quasi sempre, è colpa di chi c’era prima”.
Di parere opposto il sindaco, Gaspare Viola, in merito al disavanzo di quasi 6 milioni di euro.
“I consiglieri sono sempre stati liberi, tutti, di autodeterminarsi – dice Viola – e mi risulta che ci sono stati incontri anche con la minoranza. Il disavanzo è un elemento incontrovertibile, sancito da due distinti autonomi organi di revisione contabile. Io l’ho detto a luglio del 2023 che i conti del comune non andavano. Non io, ma la legge nazionale prevede che di fronte a un disavanzo, accertato da due rendiconti, da commissari e revisori contabili, ci sono due strade: il piano di riequilibrio o il dissesto. Noi non abbiamo potuto chiudere il 2024 nonostante tutte le misure che ho posto in essere come taglio della spesa, aumento della lotta all’evasione dei tributi. Il collegio dei revisori dei conti ha eccepito che noi avremmo dovuto dichiarare il dissesto nel 2022”.
Gaspare Viola è sindaco di Santa Margherita Belice dal 2022 e rimarrà in carica fino al 2027.
Con le esibizioni dei gruppi mascherati che partecipano alla prossima edizione del Carnevale di Sciacca sul palco di piazza Angelo Scandaliato stasera si avrà una piccola anteprima della festa saccense al via il 22 febbraio prossimo in via Allende.
L’ inizio e’ previsto alle ore 21, pioggia permettendo visto le condizioni meteo incerte delle ultime ore, i gruppi presenteranno per la prima volta le esibizioni del Carnevale 2025 e ci sarà l’opportunità di sentire i protagonisti delle associazioni a poche ore dall’inizio della kermesse. A presentare la serata Roberta Mandala’ e Pietro Pumilia
Per per il tradizionale momento che anticipa la festa di esibiranno i gruppi del “Peppe Nappa” dell’ associazione culturale “Arte e Cultura”, “È qui l’Africa?” dell’associazione culturale “La Nuova Isola”, “Al cuor non si comanda” dell’associazione culturale “Quelli di ma che voice”, “La più bella del reame” dell’associazione “Nuove Evoluzioni”, “Profumo di Zagara” dell’associazione culturale “Anima e cuore“, Sogna ragazzo sogna – Per aspera ad astra” dell’associazione “Nuova Arte 96″ e il gruppo del carro “Terra promessa” costruito dall’ associazione culturale “La nuova avventura”.
Intanto, oggi l’amministrazione comunale di Lucca Sicula ha reso noto ufficialmente il programma del Carnevale 2025, che animerà la cittadina nei giorni 28 febbraio, 1 marzo, 3 marzo e 4 marzo.
Un ruolo centrale sarà svolto dagli istituti scolastici, che hanno realizzato oltre otto gruppi mascherati. Gli studenti sfileranno per le vie del paese e si esibiranno successivamente sul palco allestito nella piazza principale.
Una delle novità più attese di questa edizione sarà la sfilata di un piccolo carro in cartapesta, proveniente dalla città di Sciacca, che arricchirà le celebrazioni durante le giornate del 3 e del 4 marzo, regalando un tocco artistico e spettacolare alla manifestazione.
Mentre il primo marzo si esibira’ in concerto Nanà, uno spettacolo che promette di animare la piazza e di intrattenere il pubblico con musica coinvolgente ed energia.
Tutto pronto anche per la 35esima edizione del Carnevale di Montevago che andrà in scena dal 28 febbraio al 4 marzo.
Il Carnevale nel centro belicino prenderà il via venerdì 28 febbraio, alle ore 15, con il posizionamento e il montaggio dei carri allegorici in Corso Colombo. Sabato 1 marzo, alle ore 17, al via la grande sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati per le vie cittadine. Alle ore 18 la presentazione ufficiale dei carri e dei gruppi sul palco di Corso Rosselli. Domenica 2 marzo, alle ore 15, il Carnevale dei bambini in Piazza della Repubblica, a cura dell’associazione “Il Coro degli Angeli” di Menfi. Alle ore 17 la sfilata dei carri allegorici e gruppi mascherati. Lunedì 3 marzo, alle ore 17, continuano la sfilata di carri e gruppi per le vie cittadine. Martedì 4 marzo il gran finale con la sfilata a partire dalle 17 e poi la chiusura in piazza con il Carneval Show di Nanà alle ore 24.
“Sciacca non è proprio vicina ad Agrigento. Una realtà giudiziaria a Sciacca mi pare fondamentale. Ritengo che bisogna mantenerla”. E’ quanto dichiara al Giornale di Sicilia il nuovo Procuratore della Repubblica di Sciacca, Maria Teresa Maligno. Il magistrato, di origini agrigentine, si insedierà tra qualche settimana al vertice dell’ufficio giudiziario saccense.
Il magistrato durante la sua lunga permanenza prima alla Dda e poi alla Procura Generale di Palermo si è occupata anche della mafia agrigentina.
“Mi sono occupata di processi alle cosche agrigentine – dice il nuovo procuratore – che hanno riguardato anche la famiglia mafiosa di Sciacca. In particolare, nel secondo grado di giudizio del processo “Montagna”. La mafia agrigentina dall’osservatorio che ho avuto è più arretrata rispetto a quella palermitana che si avvale di particolari strumenti tecnologici. Nell’agrigentino la mafia è più orientata sulle estorsioni a danno di imprenditori edili. La droga certamente arriva anche da quelle parti, ma ovviamente le piazze di spaccio nel palermitano sono più forti e con i contatti con i calabresi. La mafia agrigentina è più arretrata, ma non per questo meno pericolosa e capace di intrecciare a livello relazionale rapporti con tutte le altre realtà mafiose territoriali. Nell’indagine “Montagna” c’erano relazioni tra il capomafia di Sciacca e quello di San Mauro di Castelverde”.
Maria Teresa Maligno prende il posto di Roberta Buzzolani che, dopo otto anni alla guida della procura di Sciacca, ha fatto il percorso inverso del suo successore andando alla Procura Generale di Palermo.
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna supera 3-2 il Torino nel match del Dall’Ara valevole per la 25esima giornata del campionato di Serie A 2024/2025: decidono la doppietta di Ndoye e l’autogol nel finale di Biraghi. I padroni di casa provano a partire subito forte andando alla conclusione dopo appena due minuti con Castro, che però non centra lo specchio della porta. All’11’ ci prova Pobega dalla distanza, ma Milinkovic-Savic è attento e respinge. Un minuto più tardi il direttore di gara assegna un calcio di rigore ai felsinei per un presunto fallo di Linetty su Ndoye ma, dopo una revisione al Var, decide di revocare il penalty. Nonostante questo episodio il Bologna riesce comunque a trovare la rete del vantaggio al 20′ grazie alla rete di Dan Ndoye, che riceve palla da Pobega, salta Saulo Coco e deposita in fondo al sacco. Gli uomini di Vincenzo Italiano continuano a fare la partita, arrivando al tiro più volte con Pobega, Castro e Ndoye, ma Milinkovic-Savic risponde sempre presente. Al 27′ Vlasic innesca Adams che si presenta davanti a Skorupski, il quale riesce ad arginarlo deviando in corner. Con il passare dei minuti anche il Torino alza il ritmo e al 37′ agguanta il pareggio con Nikola Vlasic: il croato sfrutta l’assist di Maripan al centro dell’area e fulmina Skorupski. Tre minuti più tardi i granata vanno vicinissimi al sorpasso con Adams che, dopo un uno-due con Karamoh, sciupa una bella occasione calciando debolmente. Si va, dunque, a riposo sul parziale di 1-1. Nella ripresa a costruire la prima occasione pericolosa sono ancora i rossoblù, con Miranda che al 57′ calcia al volo trovando la pronta opposizione di Coco. Mister Paolo Vanoli prova a scuotere i suoi con delle sostituzioni, che portano subito i frutti sperati: al 65′ il neo-entrato Elmas, su suggerimento di Adams, prima rifila un tunnel a Beukema e poi supera Skorupski con un tocco delizioso portando avanti i granata. Neanche il tempo di gioire per gli ospiti, che al 70′ il Bologna conquista un calcio di rigore per un fallo di Casadei su Pobega: dal dischetto si presenta Dan Ndoye, che sigla la sua personale doppietta e riporta la partita in parità. L’attaccante svizzero è scatenato e in due occasioni sfiora la tripletta, ma Milinkovic-Savic riesce a metterci una pezza salvando i suoi. Nel finale Adams, su sponda di Casadei, prova a rendersi pericoloso ma Skorupski devia sopra la traversa. Quando la partita sembra ormai avviata verso il pareggio, al 90′ Castro si lancia in contropiede e va al tiro, trovando la sfortunata deviazione di Biraghi che di fatto consegna la vittoria per 3-2 ai padroni di casa. In virtù di questo risultato il Bologna sale al settimo posto con 41 punti, mentre il Torino resta undicesimo a quota 28. Entrambe le squadre torneranno in campo sabato 22 febbraio: gli emiliani ospiteranno il Parma al Tardini, mentre i piemontesi sfideranno il Milan all’Olimpico Grande Torino. – Foto Image – (ITALPRESS).
SANREMO (ITALPRESS) – Spettacolo e satira sul palco dell’Ariston con Roberto Benigni, protagonista della quarta serata del Festival di Sanremo 2025. L’attore e regista toscano è stato accolto da Carlo Conti, dando vita a un esilarante scambio di battute. «E’ un sogno che si realizza per me!», ha esordito Conti. «No, il sogno è tutto mio!», ha ribattuto Benigni, iniziando un botta e risposta sulla carriera televisiva del conduttore: «Io non perdo una parola di quello che fai, Carlo! Ho visto tutto, figurati se mi perdevo il tuo debutto a Sanremo, il tuo primo festival da presentatore”. Conti, con il suo solito stile, ha subito ricordato a Benigni che è il quarto. “Sì, ma a parte gli altri tre, l’ho visto tutti!”, ha risposto Benigni ironizzando sulle sue continue apparizioni: “Rai 1, Rai 2, Rai 3, interviste, pubblicità… Se volete cambiate canale ora e mettete su Rai 2, c’è lui in diretta!”. L’attore ha continuato: “Hai fermato l’Italia, l’hai paralizzata, dovresti fare il ministro dei trasporti!”. E ha continuato con la sua satira sulla lunghezza delle edizioni passate: “Alcuni cantanti sono ancora là che aspettano di esibirsi!”, aggiungendo poi un’altra battuta: “Ho visto Marcella, l’ho salutata ‘Bella ciaò, non ti dico. Per par condicio ho dovuto salutare anche i Neri per Caso”. La serata è proseguita con Benigni che ha ampliato la sua comicità alla portata del Festival: “Siamo in mondo visione. Anzi, in Via Lattea visione! Ma sai chi ci sta guardando in questo momento? Elon Musk!”. Da lì, il monologo si è spostato sulla politica, con Benigni che ha ironizzato su un presunto sodalizio tra il magnate di Tesla e la premier Giorgia Meloni: “Musk è innamorato di Giorgia! Lo sanno tutti! Ma l’hai visto quando è venuto in Italia? Sempre insieme! Poi è andato in America a ritirare il premio e chi gliel’ha consegnato? Musk! Sono innamorati!”. L’attore ha poi immaginato uno scenario ancora più surreale: “Oggi è San Valentino, Giorgia non è da nessuna parte? E’ con lui su un satellite a Venezia! Quelli sono capaci di sposarsi e fare il viaggio di nozze su Marte!”. Non poteva mancare un riferimento a Donald Trump, che Benigni ha inserito nella narrazione: “Trump segue Sanremo tutte le sere da Mar-a-Lago, con Musk! Vuole rifarlo grande, ha già il cappellino rosso, ‘Make Sanremo Great Again’!”. E ha lanciato una provocazione: «Dopo la Groenlandia e il Canada, Trump vuole la Liguria! O diventa il 53° Stato degli Stati Uniti o gli metto un dazio del 200% sulle trofie al pesto”. Dopo la lunga parentesi satirica, il premio Oscar ha annunciato il suo ritorno in TV con uno spettacolo su Rai 1 il 19 marzo, intitolato “Il sogno”: “Sarà pieno di stupori, sorprese, bellezza. Parleremo di noi, dell’Italia, dell’Europa, del mondo. Perchè noi ci guadagniamo da vivere sognando”. L’intervento si è chiuso con un omaggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con Benigni che ha ricordato la sua presenza a Sanremo due anni fa: “Non ho mai sentito uscire una parola da Mattarella che non fosse di verità e di pace. Siamo orgogliosi di essere rappresentati da lui nel mondo”. -foto Ipa Agency- (ITALPRESS)
ROMA (ITALPRESS) – “Malagò finisce con questo mandato. Non c’è il rinnovo perchè la legge non lo prevede”. Parola di Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, che a ‘Casa Sanremò chiude alla possibilità di un quarto mandato, o quantomeno di una proroga fino alla conclusione di Milano-Cortina 2026, per il numero 1 dello sport italiano. Stando alla legge attuale, Giovanni Malagò non può fare più di tre mandati a differenza dei presidenti della Federazioni sportive. Ma allo stesso tempo la vicinanza temporale con le Olimpiadi invernali (in programma dal 6 al 22 febbraio 2026) aveva spinto più di qualcuno ad ipotizzare una proroga del mandato per consentire all’attuale presidente di rivestire nel corso dei Giochi il doppio ruolo di numero 1 della Fondazione Milano-Cortina e del Comitato olimpico nazionale. Il tempo però stringe. Malagò lo scorso settembre aveva indicato la fine del mese di gennaio come “una data ragionevole” entro la quale capire se potrà ripresentarsi o meno. Gennaio è passato, le elezioni del Coni si terranno il prossimo 26 giugno e il termine ultimo per presentare la candidatura è il 5 giugno. Segnali dal Governo ce ne sono stati, quello di Abodi è l’ultimo, ma pochi giorni fa era arrivato anche un assist del vicepremier e ministro dei trasporti, Matteo Salvini, che si era detto favorevole alla possibilità che Malagò “arrivi ad accompagnare le Olimpiadi, quindi fino alla loro conclusione nella primavera 2026”. All’orizzonte ci sono proprio i Giochi e l’altro tema caldo è quello dei ritardi, ma Abodi si dice fiducioso. “Li abbiamo trovati più allora che riscontrati oggi – ha detto a margine di un evento sulla Liguria Regione europea dello sport 2025 -. Questi due anni e mezzo sono serviti per accelerare. Io ho sempre detto che il tempo non ci è stato amico e adesso abbiamo iniziato a familiarizzare con il tempo: siamo convinti di arrivare pronti quando dovremo essere pronti”. – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Nel corso di una conferenza tenuta il 5 febbraio all’Università di Marsiglia, il Presidente della Repubblica italiana ha rilasciato diverse dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese. Ha tracciato parallelismi storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, affermando che le azioni della Russia in Ucraina “sono di natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, attaccando il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. “E’ strano e assurdo sentire invenzioni così blasfeme da parte del presidente dell’Italia, un paese che sa in prima persona cosa sia veramente il fascismo. I Patti Anti-Comintern e Berlino fornirono al Terzo Reich un corpo di spedizione di 235.000 uomini per l’aggressione congiunta contro l’URSS nel 1941 – ha proseguito Zakharova, come riporta il suo account Telegram -. Quel regime in Italia è, insieme ai nazisti, responsabile dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica”. Secondo quanto si apprende da fonti del Quirinale, riguardo alle dichiarazioni di Maria Zakharova il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è assolutamente sereno e rimanda alla lettura del testo pronunciato a Marsiglia il 5 febbraio scorso. Numerosi i messaggi di sostegno al capo dello Stato dalla politica italiana. “Trovo inopportune e fuori luogo le dichiarazioni rilasciate dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Al capo dello Stato Sergio Mattarella, custode dei valori della Repubblica e punto di riferimento della Nazione, rinnovo la mia stima ed esprimo la vicinanza mia personale e del Senato”, scrive in un post su Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Esprimo la mia solidarietà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le cui parole riflettono un forte impegno per la pace e per i principi di libertà e democrazia”, dice il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. “Gli insulti della portavoce del Ministero degli Esteri russo, che ha definito “invenzioni blasfeme” le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, offendono l’intera Nazione italiana, che il Capo dello Stato rappresenta. Esprimo la mia piena solidarietà, così come quella dell’intero Governo, al Presidente Mattarella, che da sempre sostiene con fermezza la condanna dell’aggressione perpetrata ai danni dell’Ucraina”, afferma in una nota il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attaccato dal governo di Mosca per aver condannato con forza e senza mezzi termini l’aggressione della Russia contro l’Ucraina. La comunità democratica si riconosce pienamente nelle parole e nell’azione del Capo dello Stato, custode della Costituzione e della democrazia. A lui va la mia personale gratitudine e quella del Partito Democratico”, afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.