Referendum, Meloni “Con la separazione delle carriere avviciniamo Italia a Ue”

MILANO (ITALPRESS) – Il governo viene accusato “di deriva
illiberale, questo non torna perchè la separazione delle carriere
è in vigore in 21 dei 27 paesi Ue. O sono tutti scivolati verso
la deriva illiberale o sono tutti avanti e noi siamo rimasti
indietro. Ci accusano di essere anti europeisti ma ci attaccano se vogliamo avvicinare l’Italia al resto d’Europa”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo all’evento sul referendum
della giustizia al Teatro Franco Parenti di Milano, promosso dai
gruppi parlamentari di Fdi di Camera e Senato.
“Non facciamo questa riforma perchè ce l’abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura. Quello che noi abbiamo in mente è sistemare quello che non funziona, anche per i magistrati, ma soprattutto per i cittadini, perchè quello che non funziona lo pagano gli italiani. Noi a loro abbiamo promesso una nazione migliore”, ha spiegato la presidente del Consiglio.
“La riforma della giustizia è sostenuta con convinzione da tantissimi magistrati, perchè serve a restituire alla magistratura quel prestigio umiliato da logiche correntiste e
restituire ai cittadini la fiducia nella giustizia”, ha aggiunto.
“Questo referendum è un’occasione straordinaria, non dovete voltarvi dall’altra parte, non stavolta, non restate a casa, vi riguarda tutti. Noi ce la stiamo mettendo tutta per modernizzare questo Paese però questa volta non ce la facciamo da soli, abbiamo bisogno di voi – ha proseguito Meloni -. Perchè quel segno, quella croce sul si, è più di una croce sul foglio, è l’idea del Paese in cui crediamo, il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli. Insieme possiamo aprire una pagina nuova per la giustizia italiana, per la nostra nazione. Quando gli italiani decidono di scrivere il proprio futuro non c’è niente che li possa fermare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’evento sul referendum della giustizia al Teatro Franco Parenti di Milano, promosso dai gruppi parlamentari di Fdi di Camera e Senato. “Votate no contro la Meloni? Intanto non c’è nessuna possibilità che io mi dimetta, voglio arrivare alla fine della legislatura – ha aggiunto poi la premier -. Voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro: quindi se non amate questo governo ma vi piace la riforma potete votare si. Avrete comunque occasione di mandare a casa questo governo alle prossime politiche, intanto però avrete una giustizia riformata e più moderna”. Questa riforma “non serve al governo, serve a tutti i cittadini, anche quelli che non votano e non mi detestano”, ha concluso.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Palermo, sfreccia a 150 km/h alla Favorita: maxi multa e raffica di controlli della Municipale

Sfrecciava tra le auto a circa 150 chilometri orari lungo i viali della Parco della Favorita.

Un motociclista è stato fermato e multato dagli agenti della Polizia Municipale di Palermo durante un servizio di controllo con telelaser effettuato in viale Ercole, nei pressi dell’ippodromo.
La velocità, ben oltre i limiti consentiti in ambito urbano, è stata rilevata con l’apparecchiatura in dotazione alle pattuglie impegnate nei controlli sulla sicurezza stradale.

Per il centauro sono scattate le sanzioni previste dal codice della strada.
L’episodio si inserisce in un più ampio piano di controlli annunciato dal comandante della polizia municipale, Angelo Colucciello, che ha disposto un’intensificazione delle verifiche sulle principali arterie cittadine.
Nei prossimi giorni saranno infatti impiegate anche pattuglie in moto civetta e un ufficio mobile della Polizia Stradale per monitorare il traffico e contrastare le violazioni più frequenti.
Particolare attenzione sarà rivolta anche ai monopattini e agli scooter elettrici modificati che superano il limite dei 20 chilometri orari, oltre che ai veicoli senza assicurazione o revisione e a quelli sottoposti a fermo amministrativo o fiscale.
Per rafforzare i controlli verranno inoltre utilizzate le apparecchiature “Lince Traffic”, sistemi in grado di individuare automaticamente i mezzi irregolari in circolazione.
Secondo la Municipale, molti degli incidenti registrati in città coinvolgono veicoli non in regola, motivo per cui i controlli verranno ulteriormente intensificati nelle prossime settimane. L’obiettivo è aumentare la sicurezza sulle strade e ridurre il numero di mezzi irregolari in circolazione.

Diritti umani in Iran, l’allarme di Pegah Moshir Pour a Sciacca (Video)

Donne coraggio e libertà in Iran

I diritti umani in Iran restano una questione centrale nel dibattito internazionale. A ribadirlo è l’attivista e consulente per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour, intervenuta durante un incontro della Fidapa al quale ha collaborato la Mondadori, dedicato al tema della libertà e della condizione delle donne iraniane.
La scrittrice Italo-iraniana, intervenuta al circolo Garibaldi, ha sottolineato come i diritti umani in Iran non possano essere messi in secondo piano rispetto ai negoziati economici o agli equilibri geopolitici. Moshir Pour ha sottolineato che la popolazione iraniana chiede da quasi mezzo secolo la fine del regime e il riconoscimento delle libertà fondamentali.

Diritti umani in Iran e le conseguenze della guerra

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda l’impatto del conflitto attualmente in corso sulla popolazione civile.
Secondo Pegah Moshir Pour, la guerra non rappresenta una soluzione per liberare la popolazione. Un attacco esterno, al contrario, può rafforzare il regime e irrigidire ulteriormente il sistema di controllo interno.
In questo scenario, la popolazione si trova in una situazione estremamente complessa: da una parte deve difendersi dalle bombe, dall’altra continua a subire la repressione interna. Senza protezioni adeguate e senza il sostegno dello Stato, molti cittadini sono costretti a fronteggiare contemporaneamente la guerra e le restrizioni del regime.

Donne e diritti umani in Iran

Le donne sono tra le prime a pagare il prezzo delle crisi politiche e dei conflitti. Anche nel caso dei diritti umani in Iran, la loro condizione rappresenta uno degli aspetti più delicati.
Come sottolineato da Pegah Moshir Pour, spesso le donne vengono colpite per prime ma anche dimenticate più rapidamente. Se l’attenzione internazionale si sposta esclusivamente sugli aspetti militari o geopolitici, il rischio è che le loro battaglie per la libertà passino in secondo piano.
Negli ultimi anni centinaia di persone sono state arrestate o uccise durante le manifestazioni che chiedevano diritti e libertà. In questo momento, però, quella mobilitazione sembra essersi fermata, non perché la richiesta sia scomparsa, ma perché la popolazione è impegnata a difendersi e a sopravvivere.

L’importanza dell’opinione pubblica
Secondo l’attivista, mantenere viva l’attenzione internazionale è fondamentale. Continuare a parlare dei diritti umani in Iran significa sostenere la popolazione che ha manifestato per la libertà e che oggi rischia di essere dimenticata.
Il compito dell’opinione pubblica è quindi quello di ricordare che fino a poco tempo fa migliaia di persone erano scese in piazza per chiedere cambiamento, pagando spesso un prezzo altissimo in termini di arresti e repressione.

Il dialogo con i giovani promosso da Fidapa

Proprio con l’obiettivo di mantenere viva la riflessione su questi temi, la Fidapa, guidata da Maria Grazia Cascio, ha promosso l’incontro tra studenti e la scrittrice e attivista.
Durante l’iniziativa, Pegah Moshir Pour si è confrontata con i giovani del Classico Fazello e dell’Artistico Bonachia, in un dialogo diretto che ha permesso ai giovani di approfondire la situazione dei diritti umani in Iran e le difficoltà vissute dalla popolazione.
Il confronto generazionale è stato pensato come uno spazio di dialogo e testimonianza. Attraverso iniziative di questo tipo, l’associazione intende dare voce alle esperienze delle donne e promuovere una maggiore consapevolezza su questioni che superano i confini nazionali.

Chi è Pegah Moshir Pour

Nata in Iran nel 1990, Pegah Moshir Pour si è trasferita in Italia con la famiglia all’età di nove anni. Cresciuta tra le storie del Libro dei Re e i versi della Divina Commedia, oggi è una delle voci più autorevoli nella difesa dei diritti umani e dell’emancipazione femminile.
Collabora con «Repubblica» raccontando la realtà del suo Paese d’origine ed è diventata un punto di riferimento istituzionale e mediatico sul tema dei diritti. Per il suo impegno ha ricevuto le lodi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
È inoltre autrice del romanzo d’esordio La notte sopra Teheran, con cui continua a raccontare storie di identità, libertà e diritti.

Furti di rame senza sosta, colpo da 38 mila euro nelle campagne di Caltabellotta

Nuovo episodio di furto di rame nelle campagne di Caltabellotta. Negli ultimi giorni i ladri hanno preso di mira contrada Talia, dove sono stati tranciati e portati via circa 900 metri di cavi dell’illuminazione pubblica, lasciando al buio le abitazioni rurali della zona. Il colpo è stato messo a segno durante la notte tra il 7 e l’8 marzo. 

A denunciare l’accaduto è stato un funzionario dell’Enel. Il danno complessivo provocato alla società non è stato ancora quantificato con precisione, ma si stima che il valore del materiale sottratto possa aggirarsi intorno ai 38 mila euro.

Sull’episodio indagano i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per raccogliere eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili. Non si esclude, anche se al momento non vi sono certezze investigative, che dietro il furto possa esserci la stessa mano già protagonista di altri colpi analoghi nella zona.

Campofelice di Roccella in lutto: muore a 17 anni in un incidente sulla statale 113

Tragedia nel pomeriggio di ieri lungo la statale 113, in contrada San Nicola, nel territorio di Cefalù. Un grave incidente stradale è costato la vita a Matteo Messina, 17 anni, studente dell’Istituto alberghiero Mandralisca di Cefalù e molto conosciuto a Campofelice di Roccella.
Il giovane viaggiava a bordo di uno scooter Kymco 125 e stava rientrando a casa dopo aver partecipato a scuola a un incontro di orientamento in e formazione legato ai percorsi scuola-lavoro con la Scuola universitaria europea per il turismo di Cefalù. Intorno alle 17.15, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo si è scontrato con una Citroen C3 proveniente da Lascari, il cui conducente stava tentando di entrare in un vivaio.
L’impatto è stato violentissimo. Lo scooter è stato colpito in pieno e si è accartocciato. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravissime ai primi soccorritori intervenuti sul posto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma Matteo è spirato pochi minuti dopo essere stato caricato sull’ambulanza.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Cefalù e della stazione di Lascari per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dello scontro. Presente anche il personale dell’Anas, che ha gestito la sicurezza del tratto stradale e la viabilità. A causa del restringimento della carreggiata si sono formate lunghe code e il traffico è tornato regolare soltanto dopo le 19.
La notizia ha profondamente scosso la comunità di Campofelice di Roccella. Matteo era molto conosciuto in paese: i suoi genitori sono i titolari del ristorante “La Torre di Elena”. Il sindaco Giuseppe Di Maggio ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.
«Ero diretto a Cefalù e ho visto questo grave incidente – ha raccontato il primo cittadino –. C’erano i carabinieri che regolavano il traffico, una Citroen bianca e un ragazzo con il casco disteso a terra che guardava verso Campofelice. Non avrei mai immaginato che fosse un nostro giovane concittadino».
Il sindaco ha spiegato di aver ricevuto poco dopo numerose telefonate per avere conferma della notizia. «Quando ho capito che era tutto vero – ha aggiunto – abbiamo rinviato anche il Consiglio comunale. L’intera comunità è sconvolta e addolorata per questo ennesimo lutto che colpisce Campofelice. Siamo vicini alla famiglia e faremo tutto il possibile per garantire il nostro sostegno istituzionale e umano».

Malattia Renale Cronica: il killer silenzioso che colpisce 4,5 milioni di italiani. Come difendersi

Cosa cambia, chi riguarda e perché è importante: La malattia renale cronica colpisce un italiano su dieci, ma spesso viene scoperta solo quando i danni sono irreversibili. In occasione della Giornata Mondiale del Rene 2026, medici e specialisti lanciano un allarme chiaro: la prevenzione è l’unica vera arma. Conoscere i fattori di rischio e sottoporsi a controlli regolari può letteralmente salvare la vita, evitando il ricorso alla dialisi. Ecco tutto quello che c’è da sapere per proteggere la salute dei propri reni.

I numeri di un’emergenza silenziosa

Le malattie croniche hanno una caratteristica insidiosa: lavorano nell’ombra. La Malattia Renale Cronica (MRC) rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa dinamica. In Italia, circa 4,5 milioni di persone convivono con questa patologia, un numero che equivale a circa il 10% della popolazione. A livello globale, il quadro è ancora più allarmante, con oltre 850 milioni di individui colpiti da una riduzione della funzionalità renale. Il problema principale risiede nella natura asintomatica della malattia nelle sue fasi iniziali. I reni perdono progressivamente la loro capacità di filtrare le scorie dal sangue, ma il corpo non invia segnali di allarme evidenti. Quando compaiono sintomi come stanchezza cronica, gonfiore alle caviglie o alterazioni nella minzione, il danno è spesso già consolidato e irreversibile. Per questo motivo, la MRC è considerata una condizione ampiamente sotto-diagnosticata.

La Giornata Mondiale del Rene 2026 e gli screening gratuiti

Per contrastare questa preoccupante tendenza, il 12 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Rene 2026. La Fondazione Italiana del Rene (FIR) e la Società Italiana di Nefrologia (SIN) hanno unito le forze per promuovere il progetto “Porte Aperte in Nefrologia”. L’iniziativa prevede una rete capillare di appuntamenti su tutto il territorio nazionale, offrendo ai cittadini la possibilità di sottoporsi a screening gratuiti. Le attività di prevenzione si svolgono in piazze, centri commerciali, studi medici e farmacie. L’obiettivo è intercettare la malattia prima che si manifesti clinicamente. Come sottolinea Massimo Morosetti, Presidente della FIR: “La MRC è silenziosa nelle fasi iniziali, ma individuabile precocemente con esami semplici come la misurazione della creatinina, il calcolo del filtrato glomerulare e l’esame delle urine alla ricerca della albuminuria”.

I fattori di rischio da non sottovalutare

Non tutti corrono lo stesso rischio di sviluppare una malattia renale. Esistono condizioni cliniche e stili di vita che aumentano significativamente le probabilità di ammalarsi. Il diabete e l’ipertensione arteriosa sono i principali nemici dei reni. A questi si aggiungono i problemi cardiovascolari, l’obesità e la familiarità per patologie renali. Chi rientra in queste categorie dovrebbe prestare un’attenzione particolare e sottoporsi a controlli periodici. La prevenzione, unita a una diagnosi precoce e a una presa in carico strutturata, rappresenta lo strumento più efficace per rallentare, e in alcuni casi interrompere, la progressione della malattia verso l’insufficienza renale terminale.

Le 8 regole d’oro per proteggere i reni

La salute dei reni si costruisce ogni giorno attraverso scelte consapevoli. Gli specialisti della Fondazione Italiana del Rene hanno stilato un decalogo di otto regole fondamentali per preservare la funzionalità renale: 1. Svolgere regolare attività fisica per mantenere il peso forma e controllare la pressione. 2. Seguire una dieta equilibrata, povera di sale e ricca di alimenti freschi. 3. Monitorare costantemente la pressione arteriosa, il “killer silenzioso” dei reni. 4. Controllare periodicamente la glicemia per prevenire i danni da diabete. 5. Non fumare, poiché il fumo riduce l’afflusso di sangue ai reni. 6. Mantenere un adeguato apporto di liquidi, bevendo acqua regolarmente. 7. Evitare l’abuso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) senza controllo medico. 8. Sottoporsi a controlli regolari, specialmente se si appartiene a categorie a rischio.

L’importanza della dieta nel trattamento

Per chi ha già ricevuto una diagnosi di Malattia Renale Cronica, l’alimentazione diventa una vera e propria terapia. Il medico specialista definisce un piano nutrizionale personalizzato in base allo stadio della patologia. Generalmente, si raccomanda una dieta a basso contenuto di proteine. Ridurre l’apporto proteico alleggerisce il carico di lavoro dei reni, migliora il controllo metabolico e rallenta la progressione della malattia. Questo approccio dietetico, se seguito rigorosamente, può ritardare significativamente la necessità di ricorrere alla dialisi. La gestione della MRC richiede quindi una sinergia tra terapie farmacologiche, monitoraggio clinico ed educazione alimentare.

Conclusione

La Malattia Renale Cronica è una sfida sanitaria di prim’ordine, ma non è invincibile. La Giornata Mondiale del Rene ci ricorda che il tempo è il nostro alleato più prezioso. Sottoporsi a semplici esami del sangue e delle urine può fare la differenza tra una vita in salute e un percorso clinico complesso. Adottare stili di vita sani e ascoltare i consigli degli specialisti sono i primi passi per proteggere questi organi vitali, silenziosi ma indispensabili. Fonte: Mondosanità | Elty

Enna, intervento salvavita su neonata di 600 grammi all’ospedale Umberto I di Enna

Una vita di appena 600 grammi che ha già affrontato una delle sfide più difficili.

Nella giornata di ieri, all’interno dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Umberto I di Enna, una neonata prematura è stata sottoposta con successo a un delicato intervento di cardiochirurgia pediatrica per la chiusura del dotto di Botallo, un vaso sanguigno fetale che collega l’aorta all’arteria polmonare.
In condizioni normali il dotto si chiude spontaneamente poco dopo la nascita.

Nei bambini prematuri, però, questo processo può non avvenire: la sua persistenza rischia di compromettere seriamente la funzione cardiaca e quella polmonare, mettendo in pericolo una vita già estremamente fragile.
A eseguire l’intervento è stata l’équipe del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo “Ospedale San Vincenzo di Taormina – Bambino Gesù”, guidata dal primario di cardiochirurgia pediatrica Sasha Agati e dalla dottoressa Ines Andriani.

A completare il team il primario di cardioanestesia pediatrica Enrico Iannace e l’infermiera specializzata Concita Scalia.
Professionisti abituati a operare su pazienti dal peso di poche centinaia di grammi, dove ogni parametro vitale è in equilibrio precario e ogni gesto chirurgico richiede una precisione assoluta, insieme a una forte dimensione umana.
«Quando c’è un bambino che sta male – ha spiegato il dottor Agati – preferiamo unire le forze con gli ospedali con cui collaboriamo, raggiungendoli direttamente per evitare il trasferimento dei piccoli pazienti.

Con l’Utin di Enna esiste un rapporto di fiducia consolidato: il lavoro di squadra fa la differenza. Noi eseguiamo gli interventi chirurgici e il reparto ennese segue con competenza il post operatorio».
Questo modello di collaborazione è reso possibile grazie a una convenzione ormai stabile tra l’Asp di Enna e l’ospedale di Taormina, rinnovata dalla Direzione Strategica guidata dal direttore generale Francesco Iudica Zappia.

All’interno dell’Utin dell’ospedale ennese è infatti allestita una vera e propria sala operatoria dedicata, attrezzata per garantire condizioni di sicurezza anche negli interventi più complessi.
Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Enna rappresenta da anni un centro di riferimento per un bacino d’utenza che supera i confini provinciali, accogliendo neonati critici anche da altre aree della Sicilia.

Una realtà che nel tempo ha costruito competenze, strutture e protocolli in grado di affrontare le situazioni più difficili.
«La collaborazione con il dottor Agati e con tutta l’équipe del San Vincenzo è diventata per noi un riferimento imprescindibile – ha dichiarato la primaria dell’Utin di Enna, Sabrina Morreale –. Alla loro indiscussa professionalità si aggiungono una grande disponibilità e una profonda umanità».
Un rapporto di fiducia tra le due équipe che consente di ridurre i tempi di intervento e garantire la massima efficacia nelle situazioni più critiche.
E mentre i medici lavorano con precisione millimetrica, nei corridoi del reparto i genitori attendono. In luoghi come l’Utin, accanto alla tecnologia e alle competenze, c’è qualcosa che non si misura con gli strumenti: l’umanità di chi ogni giorno si prende cura non solo dei piccoli pazienti, ma anche delle loro famiglie.

Sciacca, mostra sul rispetto degli animali a scuola

A Sciacca è stata inaugurata la mostra “Io rispetto gli animali”, promossa da Lav per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema del rispetto degli animali. L’esposizione è stata presentata tra il 10 e l’11 marzo negli istituti comprensivi Dante Alighieri e Mariano Rossi e resterà aperta fino al 27 marzo.

L’iniziativa nasce dal concorso di disegno “Io rispetto gli animali”, giunto alla sua sesta edizione, che permette agli studenti di riflettere sui diritti e sul rispetto degli animali attraverso attività creative e formative.

La mostra itinerante sul rispetto degli animali

La mostra propone 21 pannelli bifacciali con una selezione dei migliori disegni realizzati nelle prime cinque edizioni del concorso. I pannelli raccontano, attraverso l’arte degli studenti, diverse situazioni legate al rispetto degli animali e alla convivenza tra esseri umani e animali.

L’obiettivo è offrire spunti di riflessione e materiali didattici per approfondire in classe i temi dell’educazione civica legati alla tutela degli animali.

Il concorso di disegno sui diritti degli animali

Il concorso “Io rispetto gli animali” è aperto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Le classi possono inviare i propri disegni entro il 31 marzo 2026, con in palio 4.500 euro in buoni acquisto destinati ai lavori migliori.

Questa iniziativa educativa permette agli studenti di sviluppare consapevolezza e responsabilità, promuovendo il valore del rispetto degli animali nella vita quotidiana.

Educazione civica e tutela degli animali

Secondo Lav, il rispetto degli animali è parte integrante dell’educazione civica nelle scuole. Come ha spiegato Giacomo Bottinelli, responsabile dell’Ufficio “A Scuola con Lav”, i pannelli della mostra permettono di approfondire diverse situazioni legate ai diritti degli animali attraverso il linguaggio dei disegni.

Il tema è anche previsto dalla legge 92/2019 sull’educazione civica e dalle Linee guida del 7 settembre 2024, che includono il rispetto degli animali tra gli obiettivi formativi di tutti i gradi scolastici.

La collaborazione con le scuole di Sciacca

I dirigenti scolastici Teresa Guazzelli (IC Dante Alighieri) e Paola Triolo (IC Mariano Rossi), insieme all’assessora ai diritti animali del Comune di Sciacca Agnese Sinagra, hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con Lav

La mostra itinerante rappresenta un’opportunità significativa per arricchire l’offerta formativa delle scuole e sensibilizzare gli studenti al rispetto degli animali fin dalla giovane età.

Un progetto educativo che attraversa l’Italia

Dopo le tappe di Roma, Cerro Maggiore, Genova, Verona, Palermo e Torre del Greco, la mostra approda a Sciacca e proseguirà poi a Sasso Marconi e Moncalieri, continuando a diffondere il messaggio educativo sul rispetto degli animali in tutta Italia.

Femminicidio Zinnanti a Messina, il racconto dei vicini: “Litigi frequenti”

Emergono nuovi particolari dal contesto in cui vivevano Santino Bonfiglio e Daniela Zinnanti, la donna uccisa a Messina.

A parlare sono i vicini di casa dell’uomo nell’abitazione di via Polveriera 51, che descrive una situazione difficile che da tempo preoccupava chi viveva nella zona.
Una donna racconta di abitare nel quartiere da molti anni, una zona che definisce generalmente tranquilla, dove i residenti si conoscono da tempo. Con Bonfiglio, tuttavia, non aveva un rapporto di confidenza, anche perché l’uomo si era trasferito lì soltanto da poco.
Secondo quanto riferito, nel palazzo era noto che Bonfiglio frequentasse Daniela Zinnanti, che in passato aveva anche convissuto con lui. I vicini avrebbero sentito più volte discussioni molto accese tra i due, con la donna che spesso gridava. In diverse occasioni, inoltre, sul posto sarebbero intervenute le forze dell’ordine e almeno una volta anche un’ambulanza, quando la donna venne accompagnata in ospedale.
Col passare del tempo, spiega la vicina, tra i residenti si era diffusa la percezione che la situazione fosse diventata sempre più difficile e pericolosa. Sempre la stessa donna racconta di aver provato forte preoccupazione per quanto stava accadendo.
Nel quartiere, conclude, non c’è stata una vera sorpresa per quanto accaduto: molti temevano che la vicenda potesse degenerare e che la donna potesse subire nuovamente violenze, anche se nessuno immaginava un epilogo così tragico.

Sciacca, intervento dei Vigili del fuoco per liberare un uomo rimasto incastrato in una palma

Momenti di apprensione a Capo San Marco, a Sciacca, dove un uomo di 40 anni è rimasto incastrato in una palma mentre stava effettuando lavori di sistemazione della pianta.

Secondo le prime informazioni, il lavoratore stava operando con una regolare imbracatura quando è scivolato fino a un’altezza di alcuni metri dal suolo. L’uomo è rimasto bloccato tra i rami della palma senza riuscire a liberarsi autonomamente.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Il distaccamento di Sciacca dispone di un’autoscala, mezzo che ha consentito ai soccorritori di raggiungere il lavoratore e procedere con le operazioni per liberarlo in sicurezza. L’uomo è rimasto illeso. Sul posto anche l’ambulanza ma non è stato necessario il trasferimento in ospedale.