Addio a Filippo Chiappisi, Lo Bue: “Sciacca perde uno dei suoi figli più colti”

E’ venuto a mancare oggi Filippo Chiappisi, 85 anni, funzionario della Polizia di Stato. Ha ricoperto il ruolo di questore a Ragusa e a Siracusa.

In città era conosciuto soprattutto per i suoi studi storici e per la pubblicazione del libro “Sciacca una volta”, Edizione storiche Saccensi, volume del 1993. Una rassegna di centinaia di fotografie di Sciacca raccolte per circa un decennio.

Non solo storia, Chiappisi era un cultore d’arte a 360 gradi. Oltre al volume dedicato alla città, aveva pubblicato un volume sulla ceroplastica e uno sui soprannomi saccensi oltre che alcuni saggi sulla lotta alla mafia.

“Sciacca – commenta il professore Franco Lo Bue – perde oggi uno dei suoi figli più raffinati e più colti nel campo storico, culturale e civile”.

I funerali di Chiappisi si terranno sabato mattina alle 11 nella Basilica della Madonna del Soccorso.

Colonscopia prenotata nel 2026 ad un paziente oncologico, Capodieci: “Sono rammaricato”

“Non aderirò più in futuro alle campagne di prevenzione contro il cancro promosse dalle istituzioni sanitarie della provincia di Agrigento. E non per la loro importanza, ma per il vuoto e l’ipocrisia che c’è”. Inizia così il lungo sfogo di un malato oncologico di Sciacca che denuncia le difficoltà incontrate per effettuare una colonscopia nonostante la grave patologia. Liste d’attesa lunghissime con prenotazione perfino nel 2026.

Il paziente per poter effettuare l’esame diagnostico ha dovuto dapprima fare ricorso ad una struttura convenzionata fuori provincia e successivamente per ripetere l’indagine pagarla in una struttura privata.

“Sono un paziente – ha aggiunto il malato oncologico su Facebook raccontando il suo calvario – che in questa fase del suo percorso ha sintomi o complicazioni che non possono attendere due anni. Sono un paziente X, come altri pazienti oncologici e altri pazienti con altre gravi patologie che hanno le loro necessità e urgenze, che hanno bisogno della sanità pubblica perché senza morirebbero. Siamo pazienti che ogni notte si addormentano sperando che l’indomani mattina la malattia non si risvegli con noi”.

“Sono profondamente rammaricato – ha scritto in un comunicato il direttore generale dell’ Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci – per quanto segnalato ed intendo esprimere il mio rincrescimento per il persistere di evidenti falle nell’erogazione del servizio che urge colmare al più presto”.

“Le considerazioni del professionista di Agrigento, che auspico di sentire personalmente – continua il direttore Capodieci – purtroppo non ci sorprendono perché siamo consapevoli del fatto che, a causa di una carenza di risorse umane, questo genere di prestazione ha dei tempi particolarmente lunghi di esecuzione su tutto il territorio regionale. Nondimeno, proprio perché parliamo di un vulnus significativo e spesso associato alle patologie oncologiche, l’Azienda è al lavoro per applicare dei correttivi e ridurre significativamente i tempi d’attesa. Oltre alla razionalizzazione delle risorse attualmente disponibili e al costante tentativo di reclutare nuovo personale, di concerto con la presidenza dell’Ordine dei medici di Agrigento sarà attivo nelle prossime ore un numero di telefono diretto e dedicato che sarà visibile sul sito internet aziendale e permetterà di riservare un canale di prenotazione privilegiato ai pazienti oncologici e ai loro medici curanti. Le informazioni di funzionamento del canale di prenotazione ed il numero telefonico saranno a breve illustrati sul sito ASP. Va detto anche che, nelle more che si raggiunga l’obiettivo di snellire drasticamente i tempi d’attesa per le colonscopie, i pazienti, dietro richiesta e successivo parere di appropriatezza in merito alla congruità tra quesito diagnostico e tempi d’esecuzione, possono accedere comunque al percorso di tutela e ottenere un rimborso per le spese sostenute per esami non erogabili dall’Azienda nei tempi previsti. Infine – conclude Capodieci – vorrei sottolineare che le segnalazioni di disservizi o criticità da parte degli utenti contribuiscono a migliorare lo stato delle cose e sono spunti importantissimi su cui la direzione fa affidamento per calibrare al meglio l’azione amministrativa e le scelte strategiche”.

A Menfi Joy of Moving con Ferrero

Il comune di Menfi in collaborazione con la famiglia Ferrero ha avviato il progetto Joy of Moving, un’iniziativa di responsabilità sociale che mette al centro la gioia del movimento. Un progetto che non solo promuove lo sport, ma favorisce un approccio educativo che parte dal gioco, creando un’esperienza unica di apprendimento attraverso l’alfabetizzazione motoria.

Il metodo Joy of Moving si fonda sull’idea che il gioco non sia solo un’attività ludica, ma un potente strumento educativo. L’obiettivo del programma non è solo sviluppare le competenze motorie dei bambini, ma anche stimolare la loro crescita cognitiva, migliorando la capacità di prendere decisioni nella vita quotidiana attraverso esercizi e giochi. Un approccio che unisce il divertimento e l’apprendimento in un contesto sano e coinvolgente.

Il progetto, fortemente voluto dagli assessori Barreca e Riggio e condiviso da tutta l’amministrazione comunale, vede come protagonisti i bambini dell’Istituto Comprensivo Santi Bivona. “Un ringraziamento speciale va alla dirigente scolastica Prof.ssa Francesca Cusumano – affermano gli assessori Barreca e Riggio – e alle associazioni sportive Sport Winner e Piscina Comunale e Palestra Altair, che collaborano attivamente per realizzare questa straordinaria iniziativa.

Siamo grati alla famiglia Ferrero, un’eccellenza italiana che da decenni rappresenta il nostro Paese nel mondo. Con i suoi prodotti, Ferrero diffonde messaggi di felicità e gioia, e oggi si fa promotore di iniziative sociali che portano valore alle comunità in cui opera”.

Il progetto Joy of Moving è un metodo educativo innovativo che promuove la gioia del movimento attraverso il gioco. Creato sulla base di evidenze scientifiche, questo metodo pone al centro il bambino attivo, favorendo lo sviluppo delle competenze motorie, cognitive, emotive e sociali. Inserito nelle buone pratiche promosse dalle Linee di indirizzo 2019 sull’attività fisica nelle scuole, emanate dal Ministero della Salute, Joy of Moving è un approccio che ogni docente può adottare, non solo nell’insegnamento dell’educazione fisica, ma anche in ambito interdisciplinare, partendo dal corpo e dal movimento.

Il metodo è stato sperimentato tra il 2012 e il 2015 nelle scuole dell’infanzia e primarie di Alba grazie alla collaborazione dell’USR Piemonte, del CONI e della Regione Piemonte, con il supporto scientifico dell’Università di Roma Foro Italico. Nel 2017-2018, il MIUR ha promosso una valutazione scientifica della replicabilità del modello Joy of Moving su tutto il territorio nazionale, i cui risultati positivi hanno favorito la sua diffusione nelle scuole italiane, coinvolgendo migliaia di bambini in tutta Italia.

“Con l’avvio di questo nuovo capitolo – dichiarano gli assessori Barreca e Riggio – siamo entusiasti di accompagnare i nostri bambini in un percorso di crescita che li porterà a vivere lo sport non solo come un’attività fisica, ma come una palestra di vita. Un’opportunità per sviluppare relazioni sociali sane e costruire il futuro di domani.

Stato di agitazione dei lavoratori del Consorzio di bonifica Sicilia Occidentale, Flai Cgil: “Non vi sono condizioni di sicurezza”

Il segretario della Flai Cgil di Agrigento Franco Colletti ha inviato una diffida al commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale, Baldassare Giarraputo dello stato di agitazione dei lavoratori a seguito del mancato riscontro alla richiesta di convocazione urgente dello scorso 18 novembre.

In particolare, era stata convocata la riunione per discutere delle problematiche inerenti l’installazione della pompa di sollevamento ovvero, l’assenza di un locale idoneo per la guardiania, esistenza di una frana per un evento calamitoso verificatosi in passato, chiusura della strada perché impraticabile da parte del Comune di Ribera.

Colletti ribadisce la necessità di una convocazione urgente per assicurare la sicurezza dei lavoratori e in caso contrario si dicono pronti a informare le autorità competenti

Auto parcheggiate negli spazi dei disabili, altre 40 multe a Sciacca

Gli agenti del Commissariato di polizia di Sciacca non mollano e questa mattina sono tornati all’ospedale Giovanni Paolo II dove hanno multato una quarantina di auto parcheggiate soprattutto nei posti riservati ai disabili. Molte vetture si trovavano anche nello spazio antistante il Pronto soccorso che è vietato alla sosta. Quando si occupano i posti riservati ai disabili la multa è da 165 euro. Una situazione veramente inqualificabile perché ci sono in ospedale un parcheggio a pagamento e un altro gratuito nella zona a nord vicino alla chiesa. Eppure si continuano ad occupare i posti riservati ai disabili e quelli nella zona antistante il Pronto soccorso creando disagi anche alle ambulanze in transito.

Rissa con morto a Caltabellotta, avviso di conclusione indagini

E’ stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Miloudi Aminy, di 52 anni, e Mahmed Hamzaoui, di 44, indagati per avere partecipato alla rissa durante la quale un loro connazionale è rimasto ucciso, il 18 novembre del 2023, a Caltabellotta. I due, difesi dagli avvocati Pasquale D’Anna e Calogero Lanzarone, sono entrambi irreperibili. I carabinieri li hanno cercati già nell’immediatezza dei fatti.

Per questa vicenda un altro marocchino, che inizialmente era stato accusato di omicidio per la morte del connazionale, ha patteggiato 3 anni e 6 mesi per rissa. Si tratta di Ahmed Boudra, di 34 anni. Il reato, infatti, è stato riqualificato. L’avviso di conclusione indagini per gli altri due è stato emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Sciacca Michele Marrone. Abdelhakim Falquihi, di 29 anni, sarebbe stato colpito nella tendopoli con bastoni e con una pietra, ma nell’ambito di una rissa.

Le indagini sono state svolte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Michele Marrone. Il gruppo si trovava a Caltabellotta per la raccolta delle olive.

Trovati in possesso di 19 spinelli e oltre un chilo di hashish, due arresti

Due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri di Porto Empedocle durante un’operazione finalizzata al contrasto del traffico illecito di stupefacenti.

L’intervento è avvenuto presso la villa comunale Luca Crescente, dove i militari hanno fermato un ventiquattrenne trovato in possesso di 19 spinelli già confezionati. Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato alla scoperta di ulteriori 13 panetti di hashish, per un peso complessivo di 1,280 kg, insieme a 270 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività di spaccio. Il tutto è stato sottoposto a sequestro. 

Gli arrestati, un 24enne e un 31enne, entrambi residenti a Porto Empedocle, sono stati posti agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, in attesa dell’udienza di convalida.

Traffico illecito di rifiuti tra Alcamo e Palermo, 16 indagati (Video)

Anche parti meccaniche di autoveicoli, batterie al piombo, rottami ferrosi, metalli non ferrosi, imballaggi metallici, apparecchiature elettriche ed elettroniche facevano parte del traffico illecito di rifiuti scoperto dai carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Palera tra la provincia di Alcamo, il capoluogo regionale dell’isola, siciliano, Borgetto, San Giuseppe Jato, Partinico e Bagheria. Su richiesta della Dda i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 16 indagati e di 6 persone giuridiche.

Le indagini, avviate nel febbraio del 2019 e proseguite fino al dicembre 2020, avrebbero fatto emergere la presenza di un’organizzazione che gestiva raccolta, trasporto, gestione, recupero e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non.

I rifiuti sarebbero stati conferiti negli impianti al centro dell’indagine sia da privati che da ditte non autorizzate alla raccolta e al trasporto.

I carabinieri hanno riscontrato che i rifiuti erano privi dei formulari di identificazione e senza alcun tipo di trattamento venivano miscelati tra loro per poi essere ceduti a titolo oneroso come rifiuti ferrosi non pericolosi.

Il decreto di sequestro preventivo ha riguardato sedici soggetti e sei persone giuridiche a vario titolo responsabili di aver partecipato ad un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.
Le operazioni si sono svolte prevalentemente ad Alcamo, ma hanno investito anche la Provincia di Palermo con obiettivi anche nei Comuni di Borgetto, San Giuseppe Jato, Partinico, Bagheria nonché a Palermo.
La quantità di rifiuti oggetto di traffico, per il solo periodo di indagini, è stimata in oltre 3.000 tonnellate, per un ingiusto profitto quantificato in oltre 300.000 mila euro.
Le indagini, svolte anche con l’ausilio di attività di natura tecnica, hanno portato al sequestro di due aziende del settore, affidate ad un Amministratore Giudiziario nominato dall’Autorità Giudiziaria, al sequestro di sedici autocarri utilizzati per i predetti traffici nonché al sequestro per equivalente di somme pari a 153 mila euro.

Operaio di Cammarata perde la vita in un incidente con il trattore

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato ieri nell’Agrigentino, dove Roberto Borgia, un operaio cinquantenne originario di Cammarata, ha perso la vita. L’uomo stava operando con un trattore su un appezzamento di terreno lungo la strada statale 189, impegnato in attività di movimentazione terra, quando il mezzo si è improvvisamente ribaltato, schiacciandolo fatalmente. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorritori e dei Vigili del Fuoco, per Borgia non c’è stato nulla da fare. Le autorità hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze dell’accaduto.

Nuova perizia nel processo per la morte di Cardinale nella cava a Villafranca Sicula

I giudici della Corte di Appello di Palermo, accogliendo l’istanza avanzata dalle difese dei due imputati, hanno disposto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale nel processo d’appello per omicidio colposo riguardante la morte dell’operaio Mario Cardinale, di 59 anni, di Bivona, avvenuta il 6 febbraio 2013 in una cava a Villafranca Sicula.

E’ stata disposta una nuova perizia e il 23 gennaio 2025 si tornerà in aula per il conferimento dell’incarico. Gli imputati sono Giovanni Sola, di 53 anni, e Alfonsina Marretta, di 51, entrambi di Ribera, difesi dall’avvocato Antonio Palmieri. Per Alfonsina Marretta, legale rappresentante della ditta esercente la cava, in primo grado un anno e 6 mesi con pena sospesa. Per Giovanni Sola, indicato quale amministratore di fatto della ditta, 2 anni e 3 mesi. La famiglia dell’operaio si è costituita parte civile con gli avvocati Gianfranco Viola, Maurizio Traina, Luca Trizzino e Valentina Guarrera.

L’operaio mentre si trovava da solo a cavare con un martello pneumatico montato sull’escavatore è stato travolto da una frana del costone.