Edilizia leggera in centro storico a Sciacca, il Tar accoglie il ricorso di una coppia

Il Tar Sicilia ha accolto il ricorso proposto da due coniugi saccensi ed ha annullato il provvedimento di diniego della richiesta di permesso di costruire, condannando altresì il Comune di Sciacca, al pagamento delle spese processuali del giudizio al TAR.

I due residenti in pieno centro storico e precisamente nella zona A2, con istanza del 2019 richiedevano al Comune di Sciacca il rilascio del Permesso di Costruire per la realizzazione di opere interne senza incremento della volumetria e delle altezze o modifica della sagoma e dei prospetti esistenti, tra le quali il rifacimento di un nuovo solaio finalizzato al recupero del sottotetto ai fini abitativi.
Senonchè il Settore V del Comune di Sciacca, a distanza di ben 5 anni dalla presentazione della suddetta istanza, la rigettava, osservando che ai sensi dell’art. 19 delle NTA allegate al PRG vigente, nelal zona A2 sarebbero ammessi solamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di consolidamento, di opere interne, di restauro, di risanamento conservativo, e non già gli interventi di ristrutturazione edilizia richiesti dalla coppia che con il patrocinio dell’avvocato Calogero Marino, impugnavano il provvedimento di diniego con ricorso proposto innanzi al TAR Sicilia Palermo, rilevandone l’illegittimità sotto diversi profili e chiedendone l’annullamento.
In particolare, il legale Marino censurava l’illegittimità del provvedimento di diniego, rilevandone il contrasto non solo con la disciplina legislativa in materia, ma anche con ben due previsioni del nuovo regolamento edilizio del comune di Sciacca, gli artt. 32 bis e 95 quaterdecies , che consentono il recupero abitativo dei sottotetti ed in generale le opere di ristrutturazione leggera anche in centro storico e rilevava come le suddette previsioni del Nuovo regolamento edilzio comunale sanciscano in maniera inequivocabile che gli interventi richiesti dai ricorrenti possano essere realizzati “all’interno di qualsiasi zona omogenea del vigente PRG” e dunque anche all’interno della zona A2, a differenza di quanto asserito dal Comune di Sciacca.

Il Tar Sicilia Palermo, sezione seconda, condividendo le tesi dell’avvocato Marino ha ritenuto che nel caso di specie l’ufficio competente abbia colpevolmente ignorato le previsioni del Regolamento edilizio comunale.

Per effetto di tale pronuncia, sono oggi ammissibili e realizzabili anche in pieno centro storico gli interventi di ristrutturazione edilizia leggera, ovvero le opere che non comportano modifiche del volume e della sagoma degli edifici.

Incontri su bullismo, violenza di genere e società a Menfi e Sciacca

Iniziative diverse ma con il medesimo scopo: sottolineare come oggi istituzioni e società devono unirsi scendendo per strada tra la gente ad informare e formare.

“Responsabilità sociale per un futuro sicuro. Unire le forze contro le violenze di genere, bullismo, cyberbullismo, alcol e droghe”: questo il tema di un incontro organizzato dal Kiwanis Club Menfi in programma domani a partire dalle ore 9 presso il Centro Civico di Menfi.
Un’iniziativa per tenere alta l’attenzione su temi di grande rilievo per le nuove generazioni.
L’incontro ha il supporto delle associazioni Gens Nova, Finanzieri d’Italia, Marinai d’Italia e Le Donne e vino, dell’Istituto comprensivo Santi Bivona e del Comune di Menfi.
Dopo i saluti del dirigente scolastico Francesca Maria Cusumano, del sindaco Vito Clemente e del presidente Kiwanis Menfi Giuseppe Palminteri, sono previste le relazioni di Roberta Urso dell’associazione “Le donne del vino” e di Antonio Maria La Scala delle associazioni Anfi e Gens Nova, organizzazione quest’ultima che ha tra gli obiettivi attività la tutela delle vittime delle violenze.
Le conclusioni saranno affidate a Donatella Gallucci, luogotenente governatore della divisione 4 Sicilia Sud Occidentale del Kiwanis International. Modera l’incontro il giornalista Giuseppe Recca.

A Sciacca invece, nel pomeriggio sempre le associazioni Anfi e Gens Nova saranno protagonisti di un appuntamento che si svolgerà nella sala Abruzzo del plesso Fazello dove gli alunni dell’Istituto Inveges prima e poi i genitori saranno coinvolti al tavolo dell’incontro suo rischi della rete

(In copertina, l’avvocato Antonio Maria La Scala)

Resta aperto e incustodito il Palazzo comunale di Sciacca, Bellanca presenta interrogazione (Video)

Il consigliere comunale Filippo Bellanca riferisce in una interrogazione a risposta scritta di un grave episodio accaduto presso il Palazzo Comunale di Sciacca.

Un cittadino, a sua volta, ieri sera ha segnalato al consigliere con le foto e il video che vi mostriamo in copertina, che il collegio dei Gesuiti, sede del Comune di Sciacca presentava i cancelli ed i portoni completamente aperti e parzialmente illuminati, ma privi di qualsiasi presenza di personale o di custodia.

“Una situazione – scrive oggi il consigliere della DC nell’interrogazione – che ha comportato un rischio evidente per la sicurezza della struttura, per i documenti custoditi al suo interno che ricordo contengono dati sensibili e di grande rilevanza e delicatezza e per l’immagine dell’intera amministrazione comunale, dimostrando, a mio avviso, un preoccupante disinteresse verso uno degli edifici simbolo della nostra città”.

In seguito alla segnalazione del consigliere Bellanca, ieri sera è intervenuto con tempestività un dirigente comunale che con grande disponibilità ha provveduto a chiudere lo stabile.

“Tuttavia l’accaduto – aggiunge Bellanca – solleva domande urgenti e fondamentali sulla gestione della sicurezza e dell’integrità del Palazzo Comunale, nonché sulla responsabilità di chi è incaricato della sua custodia.

Si interroga pertanto il Sindaco per sapere:

1.  Chi detiene le chiavi del Palazzo Comunale e chi sono i responsabili preposti alla gestione dell’intero palazzo.
2.  Quali figure erano previste in turno nella serata di ieri e chi è addetto ai servizi di portineria, con dettaglio dei relativi orari.
3.  Quali motivazioni possano giustificare il grave episodio di abbandono del Palazzo Comunale, con conseguente apertura senza controllo".

Il capogruppo in consiglio della DC, pone ulteriori questioni di decoro e funzionalità del Palazzo Comunale:
“Oltre ai fatti sopra riportati – aggiunge – è doveroso porre in evidenza anche il degrado strutturale e igienico che affligge il Palazzo Comunale. In particolare, i servizi igienici situati nell’atrio inferiore, nell’ atrio superiore,nel secondo piano e nel retro dell’aula consiliare risultano in condizioni indegne: sporchi, spesso malfunzionanti e privi di un’adeguata illuminazione, rendendoli inservibili e offensivi per chiunque debba usufruirne. Non possiamo, inoltre, non rilevare lo stato di abbandono in cui versano i servizi igienici di Piazza Angelo Scandaliato, chiusi da anni e lasciati all’incuria. La loro condizione non solo costituisce un’immagine negativa per i visitatori di Sciacca, ma rappresenta anche una mancanza di servizi essenziali per i nostri cittadini. È inaccettabile che una piazza di tale importanza sia priva di strutture funzionanti e dignitose, che potrebbero essere tranquillamente usufruite dalla cittadinanza”. Il consigliere chiede pertanto, di sapere quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione rispetto alle problematiche igienico-strutturali dei servizi del Palazzo Comunale e di quelli di Piazza Angelo Scandaliato e quali provvedimenti immediati e concreti intenda adottare l’Amministrazione per risolvere le situazioni di degrado e di abbandono sopra descritte.

“Confido – conclude Bellanca – che questa interrogazione possa ricevere risposte puntuali e che l’Amministrazione voglia dare un segnale chiaro e concreto di responsabilità, tutela e decoro per i beni pubblici della nostra città”.

Bonus mobili 2024: guida completa per massimizzare la detrazione

Stai considerando di dare una nuova vita alla tua casa con una ristrutturazione o dei lavori di manutenzione? Il Bonus Mobili 2024 rappresenta un’eccezionale opportunità per rinnovare l’arredo, approfittando di notevoli detrazioni fiscali. Grazie all’estensione concessa dall’ultima Legge di Bilancio, questo incentivo è disponibile fino al termine del 2024, permettendo un risparmio fino al 50% sulle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di nuova produzione.

Il vantaggio del Bonus Mobili 2024 consiste in una detrazione Irpef del 50% su un importo massimo di 5.000 euro, garantendo un risparmio fino a 2.500 euro. Questa misura è stata ideata per stimolare la ristrutturazione e l’arredo degli immobili, sostenendo i contribuenti desiderosi di modernizzare la propria abitazione con prodotti ad alta efficienza energetica.

In questo articolo, approfondiremo il Bonus Mobili 2024, esaminando i criteri e le condizioni per usufruire dell’incentivo e fornendo consigli su come sfruttare al meglio la detrazione per massimizzare i benefici.

Cosa comprende il Bonus Mobili 2024?

Definizione e portata del bonus

L’Bonus Mobili 2024 è un’incentivo fiscale pensato per supportare i contribuenti che intendono ristrutturare la propria casa, attraverso l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi. Questa agevolazione prevede una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute, con un importo massimo detraibile pari a 5.000 euro, ripartita in quote annuali.

Tipologia di beni inclusi

I beni che rientrano nel Bonus Mobili 2024 sono specifici e devono rispettare determinate classi di efficienza energetica. Per quanto riguarda i mobili, sono inclusi letti, armadi, tavoli, divani, poltrone, sedie, comodini, cassettiere, librerie, scrivanie e anche apparecchi di illuminazione.

Gli elettrodomestici devono essere di alta efficienza energetica, con classi minime come la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, e la classe F per frigoriferi e congelatori. Inoltre, la detrazione copre anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché questi siano pagati con mezzi tracciabili come bonifici o carte di credito/debito. Questo aspetto è fondamentale per garantire la tracciabilità delle spese e facilitare il processo di richiesta del bonus.

L’impatto delle novità rispetto agli anni precedenti

Rispetto agli anni precedenti, il Bonus Mobili 2024 presenta alcune novità significative.

Il principale cambiamento è il ribasso del tetto massimo di spesa detraibile, passato da 8.000 euro nel 2023 a 5.000 euro per il 2024. Questa riduzione influisce direttamente sull’importo massimo detraibile, che scende a 2.500 euro.

Inoltre, è importante notare che i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei beni. Questo requisito è fondamentale per poter accedere al bonus e deve essere documentato attraverso autorizzazioni amministrative, comunicazioni preventive all’ASL o dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.

Requisiti e condizioni per accedere al bonus

Chi può usufruire del Bonus Mobili 2024

Il Bonus Mobili 2024 è accessibile a persone fisiche che eseguono lavori di ristrutturazione edilizia. Non sono ammessi altri soggetti, come imprese o enti, se non nell’ambito di specifiche ristrutturazioni residenziali.

I contribuenti che possono beneficiare di questo incentivo sono quelli che effettuano acquisti di mobili e grandi elettrodomestici nuovi per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Quali interventi edilizi sono necessari

Per poter accedere al Bonus Mobili, è necessario che siano stati eseguiti specifici interventi di ristrutturazione edilizia. Gli interventi ammessi includono la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti o interi fabbricati, e la ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali. Non sono invece ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, o la sostituzione di infissi esterni.

Connessione tra lavori in casa e acquisto di mobili

La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere precedente a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Questo requisito è fondamentale per poter accedere al bonus. La data di avvio dei lavori può essere provata attraverso autorizzazioni amministrative, comunicazioni preventive all’ASL o dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.

Inoltre, i pagamenti per gli acquisti devono essere effettuati tramite bonifico o carta di debito/credito, escludendo pagamenti in contanti o assegni bancari.

Strategie per massimizzare la detrazione

Suggerimenti su come e quando effettuare gli acquisti

Per massimizzare la detrazione del Bonus Mobili 2024, è fondamentale pianificare con cura gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici. Innanzitutto, assicurati che i lavori di ristrutturazione siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei beni.

Questo requisito è fondamentale per poter accedere al bonus. Effettua gli acquisti entro il 31 dicembre 2024, poiché questa è la scadenza ultima per beneficiare dell’incentivo. Assicurati di acquistare solo mobili e elettrodomestici nuovi, destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, e che questi siano di alta efficienza energetica, come ad esempio forni di classe A, frigoriferi e congelatori di classe F, e lavatrici o lavastoviglie di classe E.

Considerazioni sui pagamenti e sull’ammontare delle spese

I pagamenti per gli acquisti devono essere effettuati con mezzi tracciabili, come bonifici o carte di credito/debito. È importante conservare la documentazione attestante l’effettivo pagamento, come ricevute dei bonifici o documentazione di addebito su conto corrente.

Le fatture di acquisto devono specificare la natura, qualità e quantità dei beni acquistati. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2024 è di 5.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio. Assicurati di non superare questo tetto per evitare di non poter fruire della detrazione nella sua interezza. La detrazione del 50% sarà ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Domande frequenti per evitare errori comuni e non usufruire del Bonus Mobili 2024

Una delle domande più frequenti riguarda la cedibilità della detrazione. È importante sapere che la detrazione non è cedibile a terzi e non è possibile richiedere lo sconto in fattura.

Inoltre, la detrazione non si trasferisce agli eredi o all’acquirente dell’immobile in caso di decesso o cessione dell’immobile. Un altro punto critico è la documentazione necessaria. Assicurati di avere tutte le fatture e le ricevute dei pagamenti, poiché questi documenti sono essenziali per la richiesta della detrazione. Lo scontrino, se non riporta il codice fiscale dell’acquirente, deve essere riconducibile al contribuente titolare della carta di debito o credito attraverso i dati del pagamento.

Infine, ricorda che solo gli interventi di ristrutturazione edilizia, e non quelli di manutenzione ordinaria, danno diritto alla detrazione. Assicurati quindi che i lavori eseguiti rientrino nelle categorie ammesse, come la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo.

Conclusione

Chi sta ristrutturando la propria casa può approfittare di un bonus significativo che offre l’opportunità di ottenere una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi, con un importo massimo di detrazione pari a 5.000 euro. Questo bonus rappresenta un’importante occasione per chi investe nella propria abitazione, applicando il rimborso in quote annuali fino a un massimo di 2.500 euro.

È fondamentale che i lavori di ristrutturazione siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei beni e che i pagamenti siano effettuati tramite bonifico o carta di credito/debito. Assicurati di conservare tutta la documentazione necessaria, inclusi ricevute di pagamento e fatture di acquisto.

Non esitare a sfruttare questo incentivo per arredare la tua casa con mobili e elettrodomestici di alta efficienza energetica, massimizzando così i benefici fiscali e migliorando la sostenibilità del tuo immobile. Seguendo le linee guida e i requisiti indicati, potrai godere di una significativa detrazione e rendere la tua casa più confortevole e efficiente.

Menfi, rischiava confisca dell’auto e multa da duemila euro: tutto annullato

Mancata copertura assicurativa dell’auto. I carabinieri di Menfi avevano sequestrato il veicolo ed elevato una contravvenzione al proprietario, G.B., di 63 anni, di Menfi. Il Giudice di Pace di Sciacca ha annullato i verbali.

I fatti si sono verificati a Menfi, dove G.B. era stato fermato ad un posto di controllo stradale dai carabinieri. Nulla di particolare e, alla canonica richiesta di esibire patente e libretto, il conducente ha serenamente consegnato quando richiesto. Il terminale, però, ha registrato la targa del mezzo modello Fiat, sprovvista dell’obbligatoria assicurazione ed è quindi scattata la contestazione.

L’uomo si è giustificato spiegando di aver cambiato la targa in quanto non più ben visibile e dunque passibile di multa, tant’è che si è rivolto alla Motorizzazione di Agrigento per consegnare le vecchie targhe e ritirare quelle nuove. Per questa violazione inflitta la sanzione di  1.732 euro e disposto il sequestro dell’automobile finalizzato alla confisca dell’autovettura, con una decurtazione di 5 punti della patente di guida.

L’automobilista si è rivolto allo studio legale Buscemi di Menfi che ha predisposto ricorso davanti al Giudice di Pace di Sciacca. Nei propri scritti difensivi l’avvocato Giuseppe Buscemi ha evidenziato che il fatto contestato non era sanzionabile non sussistendo nella specie l’elemento soggettivo della colpevolezza.

Il proprietario dell’auto, infatti, ha provveduto al cambio della targa senza però procedere anche alla voltura del polizza assicurativa con l’indicazione della nuova targa e pertanto all’atto del controllo il veicolo non risultava essere assicurato.

Nel corso del processo è emerso che il proprietario dell’auto, dopo avere ritirato le nuove targhe alla Motorizzazione, ha appreso che bastava mettere le nuove targhe sull’auto e tutto era sistemato con l’affidamento circa l’aggiornamento informatico della pratica per ogni aspetto relativo alla circolazione del veicolo.

L’avvocato Buscemi ha concluso nel proprio ricorso che la legge sull’assicurazione prevede che deve essere assicurato il veicolo, non la targa. Inoltre, si può applicare l’esimente della buona fede in quanto sussistono elementi oggettivi che hanno indotto in errore G.B.. circa la non necessità di modificare il contratto di assicurazione.

All’udienza il giudice ha emesso una sentenza che, accogliendo l’opposizione proposta dal legale, ha annullato il provvedimento e le sanzioni contenute nel verbale dei carabinieri, disponendo il dissequestro del mezzo.

Nella foto, l’avvocato Giuseppe Buscemi

Sciacca e Ribera in Australia con il film “Occhi Azzurri”

Il film “Occhi Azzurri”, ispirato a una storia vera di femminicidio di Mirko Mascioli con Daniela Fazzolari, girato tra Sciacca e Ribera, e’ stato proiettato in alcune sale ad ottobre in Australia.

Il progetto è stato già proiettato lo scorso anno a Los Angeles, in Canada oltre all’Italia che è uscito in 20 sale l’8 marzo 2023. Ha partecipato a diversi festival nazionali e internazionali.

In concorso al David di Donatello 2023 lo scorso agosto, grande successo a Girifalco film festival che ha visto la partecipazione di molti vip come ospiti. La pellicola ha fatto vincere diversi premi a Mirko Mascioli come miglior regista e attore e a Daniela Fazzolari come miglior attrice .

Il film è stato girato come interno a Guidonia Montecelio e Roma come esterni a Ribera e Sciacca. Prodotto da Mirko Mascioli con la collaborazione di Daniela Fazzolari. Nel cast c’è anche l’attore Philippe Guastella (La storia Rai1). Per la Sicilia e principalmente Ribera e Sciacca e’ una grande vetrina.

Crisi idrica, Schifani: “Assicurare l’acqua è priorità del mio governo”

L’entroterra siciliano sta affrontando una crisi idrica senza precedenti. Da mesi, un rigido piano di razionamento limita l’accesso all’acqua per i cittadini delle province di Agrigento, Enna e Caltanissetta. Le recenti piogge autunnali non sono state sufficienti a risollevare la situazione degli invasi, che restano in gran parte asciutti. Emblematico è il caso del lago Ancipa, la principale riserva idrica per le aree di Enna e Caltanissetta: ormai quasi prosciugato, non è in grado di soddisfare il fabbisogno della popolazione locale.

Nell’Agrigentino, la situazione non è meno drammatica. L’erogazione dell’acqua avviene con sempre maggiore irregolarità, lasciando i cittadini a fare i conti con lunghe attese tra una fornitura e l’altra. Questo scenario ha spinto alcuni comitati civici a scendere in piazza, radunandosi questa mattina a Palermo di fronte alla sede della Presidenza della Regione Siciliana per manifestare il proprio disagio e richiedere interventi urgenti.

A rappresentare il governo regionale c’erano l’assessore dell’Energia, Roberto Di Mauro, il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, e il capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Salvatore Sammartano. Dopo aver ascoltato con attenzione le problematiche sollevate dai rappresentanti delle comunità, comprese le perplessità manifestate sull’efficienza operativa delle società di gestione delle risorse idriche, Di Mauro ha illustrato gli interventi per affrontare le criticità – tra cui la perforazione di nuovi pozzi, l’acquisto di autobotti e vari interventi sulle reti idriche – già avviati dalla Regione Siciliana con i 20 milioni stanziati dopo la dichiarazione dello stato di emergenza. Sono stati inoltre stanziati 39 milioni all’interno del bilancio regionale e previsti ulteriori 56,2 milioni nelle variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana, da destinare anche al rifacimento delle reti idriche nelle citta di Agrigento e Caltanissetta. Infine, è già stato inviato al governo nazionale un secondo piano di interventi del valore di 66 milioni che verrà finanziato con risorse nazionali e regionali. 

È stata inoltre ribadita la determinazione del governo Schifani a riattivare, attraverso procedure d’urgenza, i tre dissalatori di Porto Empedocle, Trapani e Gela e installare tre moduli temporanei di dissalazione entro giugno.

“Assicurare la disponibilità di acqua a tutti i siciliani e alle attività produttive è una priorità assoluta del mio governo e continuiamo a lavorare senza sosta per questo obiettivo”, ha commentato il presidente della Regione, Renato Schifani, non presente alla riunione perché impegnato in aula all’Ars per l’esame del disegno di legge sulle variazioni di bilancio. “Stiamo individuando in tempi strettissimi le risorse necessarie, con fondi regionali e con il supporto dell’esecutivo nazionale, da destinare agli interventi più immediati – ha aggiunto il governatore – programmando anche quelli a medio e più lungo termine. Sappiamo che è una corsa contro il tempo, vista l’inclemenza del clima, ma non ci fermiamo. Occorre essere coesi e uniti per affrontare questo difficile periodo di siccità, con la determinazione di agire anche per far sì che in futuro si gestisca la risorsa idrica in modo da non soffrire più emergenze come questa”. 

“Come esecutivo regionale – ha affermato l’assessore Di Mauro – stiamo facendo tutto il possibile per adempiere ai nostri compiti. Tuttavia, è importante ricordare che i sindaci, che  fanno parte delle Ati, devono impegnarsi in prima persona. Ognuno deve fare la propria parte. Come Regione, oltre a mettere a disposizione i fondi, abbiamo il dovere di vigilare sulle Assemblee territoriali idriche e di lavorare affinché le tariffe rimangano le più basse possibile, ma da chi governa i territori ci aspettiamo un coinvolgimento maggiore”. 

“Stiamo vivendo una grave emergenza che non dà segnali di cessazione – ha aggiunto il capo della Protezione civile regionale, Cocina – e per questo motivo sono state predisposte notevoli risorse finanziarie mirate e avviati svariati interventi per rendere efficienti e utilizzare centinaia di pozzi, trivellarne di nuovi, sistemare le traverse sui fiumi e riparare le perdite. Tuttavia, rinnovo l’appello ai sindaci, che conoscono il territorio, a cui chiedo di individuare ancora fonti alternative di approvvigionamento, nuovi pozzi e di programmare gli interventi  più urgenti alle reti idriche. Come Regione siamo pronti a finanziare immediatamente i progetti che ci verranno sottoposti, così come fatto fino ad ora, con circa 80 riunioni della cabina di regia che è il massimo organo di coordinamento istituito dal presidente Schifani”.

Si impicca a 15 anni, ipotesi revenge porn a scuola

 Si sta scandagliando la vita della quindicenne che ieri si e’ impiccata nell’ennese.

Tra le varie ipotesi anche la pista del revenge porn che avrebbero spinto la ragazza di origini arabe all’estremo gesto. E’ stata trovata legata con una corda da altalena della sua casa di campagna.

La Procura di Enna ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio.

Sciacca pareggia in Coppa, il passaggio del turno si deciderà a Terrasini

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Tra Sciacca e Atletich Palermo finisce sempre in parità. In campionato 1-1 e oggi, nella gara d’andata dei quarti di finale di Coppa Italia, 0-0. Le due partite si sono disputate al Gurrera e c’è sempre stato un primo tempo di marca saccense con ospiti più pericolosi nella ripresa.

Al 18’ parata del portiere dello Sciacca Keba su tiro di Mazzotta. Aldo Genco, per l’Unitas, fa gridare gli sportivi verdenero al gol al 28’ tirando a botta sicura, ma centrando il portiere Romano. L’azione era stata avviata da Margaritini con palla precisa al centro dell’area per Genco. Al 42’ tiro al volo dal limite dell’area di Di Mercurio e conclusione che sfiora il palo. Nel secondo tempo, al 63’, grande azione Margaritini che costringe Romano a una on facile parata. Al 77’ Matera si trova da solo in area saccense, grazie a un rimpallo favorevole, e Keba para a terra. All’85’ è ancora Keba, con volo plastico, a negare il gol a Matera su tiro dall’intero dell’area di rigore.

Queste le azioni principali di una bella partita tra due formazioni che esprimono probabilmente il gioco migliore della categoria.

Il passaggio del turno in Coppa Italia si deciderà nella partita di ritorno, a Terrasini.

Galizia: “Il nuovo Pronto Soccorso una svolta per l’ospedale di Sciacca” (Video)

Un’area di circa 500 metri quadrati attrezzata in maniera tale che il direttore dell’unità operativa di Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II, Ignazio Galizia, definisce “Un ospedale all’interno dell’ospedale”. E’ così grazie ai lavori da 1,5 milioni di euro ormai in fase di completamento.

Galizia spiega che questi lavori cambieranno radicalmente l’attività del Pronto Soccorso con vantaggio per l’utenza che si troverà in un’unità operativa nella quale verranno eseguite anche procedure endoscopiche, come gastroscopia e colonscopia, oltre ad esami di sangue senza necessità di fare ricorso al laboratorio di analisi, doppler carotidei e periferici.

“Il nuovo Pronto Soccorso – dice Galizia – è proprio accanto alla Radiologia e alla Cardiologia e dunque anche i trasferimenti in questi reparti saranno più agevoli. Alcuni esami, però, li faremo direttamente noi. Per il personale la direzione generale conosce le nostre esigenze, in parte ha già provveduto e sono sicuro che, nelle prossime settimane, completerà quest’intervento per fare in modo che l’attività del nuovo Pronto Soccorso possa iniziare nel migliore dei modi”.

Altra novità di rilievo è la Posta Pneumatica, un collegamento dal Pronto Soccorso ai reparti per il trasferimento di provette e referti. Non sarà necessario l’intervento degli ausiliari. Dal Pronto Soccorso tutto verrà trasferito direttamente nei reparti grazie a quest’apparecchiatura”.