Inchiesta su Girgenti Acque: “La nostra azienda serena, abbiamo sempre agito in buonafede”

C’è il massimo riserbo sull’inchiesta che vede ancora una volta Girgenti Acque e la sua dirigenza al centro dei riflettori. Dopo la notizia, diffusa soltanto nella serata di ieri, dell’iscrizione nel registro degli indagati di Marco Campione, presidente della società di Aragona e Pietro Arnone, amministratore di Hydortecne, oggi Girgenti Acque ha diffuso una nota nella quale l’azienda, in relazione all’indagine avviata ieri dalla Procura della Repubblica di Agrigento, “manifesta la massima fiducia negli Organi Inquirenti e
confida sulla celerità delle verifiche e degli accertamenti ritenuti necessari che
possano diradare ogni ombra sulla gestione della Società”.

Al momento si conoscono soltanto i nomi di due indagati, entrambi ai vertici delle due società coinvolte, mentre gli iscritti nel registro degli indagati sarebbero un numero superiore, almeno quattro.

“La dirigenza della Girgenti Acque – si legge nella nota stampa della società –  è serena, in quanto ritiene di avere agito sempre in buona fede e nel rispetto della legge in un settore
alquanto complesso”.

Le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti sono molto gravi, si tratta infatti di associazione a delinquere, falso in bilancio, corruzione, falso in bilancio e inquinamento ambientale.

Altro particolare che è emerso sulle indagini, è che per tutta la giornata di ieri sono state effettuate perquisizioni sia negli uffici, sedi delle due società, una ad Aragona e l’altra a Favara, ma i Carabinieri e le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni anche nelle abitazioni private degli stessi indagati, spingendosi fino a Ribera dove con l’aiuto della locale Tenenza, è stata perquisita anche l’appartamento di un ingegnere crispino del quale ancora non si conosce in che misura risulta coinvolto nell’inchiesta.