In arrivo stipendi arretrati ai lavoratori del Consorzio di bonifica 3 Agrigento

Si apre uno spiraglio per il pagamento delle mensilità arretrate ai dipendenti del Consorzio di bonifica 3 Agrigento.

Una delegazione del sindacato Sifus, con i segretari nazionale, Ernesto Abate, regionale aggiunto, Antonino Augello, e territoriale, Giovanni Paladino, ha incontrato i vertici del consorzio, con il commissario Baldo Giarraputo, e il direttore, Pieralberto Guarino. Erano presenti anche gli rsa Michele Milazzo e Salvatore Casciaro.

Entro il mese di febbraio, secondo quanto emerso, il consorzio ridurrà l’arretrato riguardante gli stipendi sia con i lavoratori a tempo determinato, che devono riscuotere dalla mensilità di novembre, che con quelli a tempo indeterminato che devono riscuotere da dicembre.

Si è affrontata anche la questione riguardante le risorse disponibili per il Consorzio visto che i ritardi nel pagamento degli stipendi vanno avanti da tempo. C’è stata una difficoltà riguardante l’intervento di un nuovo istituto bancario, ma il Sifus ha chiesto di sollecitare l’intervento del governo regionale affinché aumenti i trasferimenti. Anche il contratto collettivo di questi lavoratori ne risente essendo fermo al 2014.

Sono stati affrontati anche i tempi riguardanti le disponibilità di materiali e mezzi che limitano l’attività dei lavoratori. Il sindacato ha chiesto di allargare il confronto anche al governo regionale e in particolare all’assessore Sammartino e ai dirigenti soprattutto per l’aumento del contributo che va tenuto presente anche nella riforma dei consorzi di bonifica. Positiva per il sindacato la stabilizzazione di molti lavoratori che ha limitato il ricorso alle imprese private.

Grave episodio a Ispica: donna ferita dal compagno, arrestato un uomo

Un grave fatto di cronaca ha scosso la comunità ispicese nelle prime ore di questa mattina. Una donna del posto, cinquantenne, sarebbe stata ferita in modo grave dal compagno, un uomo di nazionalità tunisina.
L’allarme è scattato immediatamente e sul luogo dell’accaduto sono intervenuti gli agenti della Polizia, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

La donna è stata soccorsa e trasportata in codice rosso all’ospedale Maggiore di Modica, dove è attualmente ricoverata. Le sue condizioni sarebbero serie.
L’uomo sarebbe già stato assicurato alla giustizia. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare le responsabilità.
La notizia si è diffusa rapidamente in città, lasciando la comunità locale attonita e profondamente scossa. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore, quando il quadro dell’accaduto potrà definirsi con maggiore precisione

Tagliati i pini che rischiavano di mettere in pericolo la sicurezza in via De Gasperi

Un mese fa uno dei pini all’interno dell’area del liceo artistico Bonachia di Sciacca è caduto e, per fortuna, non ha colpito passanti o danneggiato mezzi in via De Gasperi. Nelle scorse ore è stata completata l’attività di messa in sicurezza della zona. Sono stati, infatti, tagliati sei pini d’Aleppo e due piante euphorbia eritrea.

Ci ha pensato la scuola con il lavoro finanziato dal Libero consorzio di Agrigento. Il dirigente scolastico, Leonardo Mangiaracina, ha riferito che la scuola si era mossa in via preventiva, circa tre mesi fa, affidando a una ditta specializzata un intervento di messa in sicurezza delle piante presenti nell’istituto, in particolare pini d’Aleppo. L’operazione era scaturita dal sospetto che alcuni alberi potessero rappresentare un potenziale rischio per studenti e personale.


In quell’occasione la ditta aveva provveduto ad alleggerire le piante, riducendo il carico delle chiome. Tuttavia, il successivo passaggio del ciclone Harry ha dimostrato che l’intervento non è stato sufficiente. L’evento meteorologico di forte intensità ha fatto emergere ulteriori criticità, culminate nella caduta di un grosso albero.

L’episodio ha reso necessari nuovi controlli e un intervento urgente, subito avviato e completato adesso dalla ditta Vetrano di Caltabellotta. Restano da realizzare i lavori di sistemazione dell’inferriata.

Usura a Gela: arrestata parrucchiera, applicava interessi fino al 68 per cento

Una parrucchiera di 41 anni, Milena Scudera, è stata arrestata con l’accusa di aver prestato denaro a usura applicando interessi che, secondo gli inquirenti, arrivavano fino al 68 per cento. Alla donna viene contestato anche il tentativo di estorsione.
L’operazione è stata illustrata in conferenza stampa dal procuratore capo Salvatore Vella e dal colonnello dei carabinieri Marco Montemagno. Secondo quanto riferito, chi non riusciva a pagare sarebbe stato vittima di intimidazioni e danneggiamenti, tra cui l’incendio dell’automobile.
Ai domiciliari sono finiti Armando Ferrigno, Alessio Smorta e Giosuè Lombardo, accusati di aver materialmente eseguito alcuni danneggiamenti su incarico della donna.
Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno sequestrato 162 mila euro in contanti, trovati in una cassaforte nell’abitazione dell’indagata. Recuperato anche un presunto “libro mastro”, dove sarebbero stati annotati nomi, cifre e dettagli dei prestiti concessi.
Gli investigatori parlano, al momento, di due vittime accertate, ma non escludono che possano essercene altre. “Stiamo continuando le attività investigative per risalire a tutte le persone indicate nel libro mastro”, hanno spiegato.
Secondo quanto emerso, una delle vittime sarebbe stata sottoposta a usura almeno dal 2016. Non tutti, però, avrebbero collaborato con gli investigatori: in alcuni casi sarebbero stati accesi nuovi prestiti per riuscire a pagare gli interessi richiesti.

(In copertina il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella)

Cinquantenne muore a meno di 24 ore dalle dimissioni: indagini in corso nel Ragusano

E’ deceduta a meno di un giorno dal rientro nella propria abitazione. Una morte improvvisa sulla quale adesso sarà l’autorità giudiziaria a fare piena luce.
I carabinieri del Comando provinciale di Ragusa, intervenuti su segnalazione dei familiari, hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire con esattezza quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso.

I militari dell’Arma hanno già acquisito la cartella clinica della donna, elemento ritenuto fondamentale per verificare il percorso sanitario seguito.
La salma si trova attualmente all’obitorio di Scicli ed è a disposizione della Procura, che valuterà eventuali ulteriori accertamenti, compresa la possibilità di disporre l’autopsia.
Intanto, la Direzione sanitaria dell’Asp di Ragusa ha comunicato di avere avviato un’indagine interna “al fine di verificare il percorso dell’assistita e le eventuali criticità emerse”.

L’Azienda sanitaria ha inoltre assicurato la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire l’intera sequenza dei fatti, mentre si attendono gli sviluppi dell’inchiesta nelle prossime ore.

Evitata la mobilità per 33 dipendenti del Comune di Santa Margherita Belice

Il Comune di Santa Margherita Belice ottiene un risultato rilevante sul fronte della gestione del personale. La Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, riunitasi al Viminale e presieduta dal sottosegretario Wanda Ferro, ha espresso parere favorevole alla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale per evitare la mobilità del personale ritenuto in eccedenza.

La decisione consente di mantenere in servizio 33 dipendenti, scongiurando la dichiarazione di eccedenza e garantendo continuità lavorativa. Il pronunciamento sul personale comunale Cosfel assume quindi un valore significativo per l’organizzazione interna dell’ente e per la stabilità dei servizi pubblici.

La riunione della Cosfel al Ministero dell’Interno

La Commissione si è riunita al Ministero dell’Interno per esaminare questioni legate sia al personale sia ai profili finanziari degli enti locali. Nel corso della seduta sono state valutate complessivamente tre istanze presentate da altrettanti comuni e 26 delibere proposte da 24 enti.

La Commissione ha approvato dieci rideterminazioni delle dotazioni organiche, venti assunzioni a tempo indeterminato e venti a tempo determinato. In questo contesto si inserisce anche la valutazione relativa al personale comunale Cosfel riguardante Santa Margherita di Belìce, esaminata con esito favorevole insieme ad altre richieste provenienti da diversi comuni italiani.

Tra i Comuni le cui istanze sono state esaminate figurano, oltre a Santa Margherita di Belìce, Palermo, Calvi Risorta, Ceccano, Ceretto Lomellina, Sant’Alessio Siculo e San Demetrio Corone.Stop alla mobilità e continuità amministrativaIl parere favorevole sul personale comunale Cosfel consente al Comune di non procedere con la mobilità dei lavoratori considerati in esubero. In termini concreti, la decisione evita il trasferimento del personale verso altre amministrazioni e mantiene invariata la dotazione dell’ente.

Dal punto di vista operativo, la permanenza dei dipendenti in organico contribuisce a sostenere l’efficienza amministrativa e a garantire continuità ai servizi rivolti alla cittadinanza. L’esito della procedura rafforza dunque la struttura comunale e la capacità dell’ente di assicurare un funzionamento stabile degli uffici.

La soddisfazione dell’amministrazione comunale

L’amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando come il parere favorevole tuteli i lavoratori coinvolti e le loro famiglie, oltre a consolidare l’assetto organizzativo del Comune.Nel comunicato diffuso dall’ente viene inoltre rivolto un ringraziamento al sottosegretario Wanda Ferro e alla Commissione per l’attenzione riservata alla richiesta, ribadendo l’impegno a proseguire nel percorso di equilibrio finanziario e valorizzazione delle risorse umane.

Il pronunciamento sul personale comunale Cosfel rappresenta quindi un passaggio importante nella gestione amministrativa del Comune, con effetti diretti sia sull’organizzazione interna sia sulla continuità dei servizi pubblici locali.

Messina, nato a 25 settimane e 800 grammi: dopo mesi in terapia intensiva il ritorno a casa

Alla nascita pesava soltanto 800 grammi. Venuto al mondo alla 25ª settimana di gravidanza dopo un parto improvviso, il neonato ha affrontato mesi complessi prima di poter lasciare l’ospedale e riabbracciare la sua famiglia.

Oggi il lieto epilogo arriva dall’Unità di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Martino.
Il caso rientra tra quelli di prematurità estrema, condizioni che richiedono interventi altamente specialistici e un monitoraggio continuo.

Fin dai primi istanti di vita il piccolo ha avuto bisogno di supporto respiratorio, prima con tecniche invasive e successivamente con modalità meno impattanti.

Parallelamente, l’alimentazione è stata gestita con estrema cautela, mentre il quadro clinico veniva seguito giorno dopo giorno dall’équipe medica.
Durante la degenza si è reso necessario anche un intervento cardiochirurgico eseguito direttamente in reparto dagli specialisti pediatrici di Taormina.

I medici hanno provveduto alla chiusura del dotto di Botallo, un collegamento vascolare che nei nati molto pretermine può rimanere aperto, causando serie ripercussioni sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio quando la terapia farmacologica non basta.
«Storie come questa dimostrano che anche situazioni estremamente delicate possono evolvere in modo positivo», ha commentato la professoressa Eloisa Gitto, evidenziando l’importanza del lavoro di squadra e della sinergia tra diverse professionalità. Ogni bambino dimesso rappresenta, infatti, un traguardo condiviso e il risultato di competenze integrate.
L’Unita’ Operativa di Messina può contare su un’organizzazione che segue i piccoli pazienti non solo nella fase critica, ma anche nel percorso successivo, attraverso controlli periodici dedicati ai neonati ad alto rischio, garantendo continuità assistenziale fino all’età scolare.
Per il piccolo inizia adesso una nuova tappa: proseguiranno le visite di controllo, ma il ritorno a casa segna una conquista significativa e accende una luce di fiducia per tante famiglie che affrontano la sfida della prematurità.

Gela, apre il Museo dei relitti greci: valorizzato un tesoro archeologico unico

Sara’ inaugurato martedì,24 febbraio, alle 11.30, il Museo dei relitti greci, allestito nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela.

Un nuovo spazio espositivo che arricchisce l’offerta culturale del territorio e punta a diventare un punto di riferimento per studiosi e visitatori.
«Si tratta di un presidio culturale molto atteso – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – capace di riconsegnare alla comunità un bene archeologico di eccezionale importanza e di contribuire concretamente alla crescita turistica dell’area».
Cuore del museo sarà il noto relitto greco recuperato al largo della costa gelese, testimonianza preziosa del passato dell’isola e del suo storico ruolo nei traffici del Mediterraneo. L’antica nave è stata riportata alla luce grazie a due campagne di indagine subacquea condotte tra il 2003 e il 2008 dalla Soprintendenza di Caltanissetta.
Alla cerimonia parteciperanno, oltre all’assessore Scarpinato, il dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Mario La Rocca, e la soprintendente Daniela Vullo.
L’iniziativa segna un passo significativo nel percorso di tutela e promozione del patrimonio storico di Gela, rafforzando l’identità culturale del territorio e offrendo nuove opportunità di sviluppo economico legate al turismo culturale.

Papa Leone a Lampedusa il 4 luglio: l’annuncio dell’arcivescovo Damiano

Papa Leone XIV sarà a Lampedusa il prossimo 4 luglio. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza stampa dall’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, alla presenza del clero diocesano.
Una visita dal forte valore simbolico, che riporta l’attenzione della Chiesa e della comunità internazionale sull’isola siciliana, da anni al centro delle rotte migratorie nel Mediterraneo e divenuta emblema di accoglienza e solidarietà.
L’arcivescovo Damiano ha sottolineato l’importanza pastorale e spirituale dell’evento, evidenziando come la presenza del Pontefice rappresenti un segno di vicinanza concreta alle comunità locali e a quanti vivono situazioni di fragilità e sofferenza. La giornata del 4 luglio sarà scandita da momenti di preghiera e da un incontro con i fedeli.
Per Lampedusa si tratta di un appuntamento storico, destinato a richiamare migliaia di persone e a riaccendere i riflettori su un territorio che, negli anni, è diventato luogo simbolo dei temi dell’accoglienza, della pace e del dialogo tra i popoli.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i dettagli del programma ufficiale della visita papale e le modalità organizzative per consentire la partecipazione dei fedeli e garantire le misure di sicurezza necessarie.

L’ultima visita del Papa a Lampedusa, risale a quella di Papa Francesco l’8 luglio 2013, nel suo primo viaggio apostolico fuori Roma, un gesto simbolico per denunciare la “globalizzazione dell’indifferenza” di fronte alle tragedie dei migranti nel Mediterraneo.

Irrigazioni garantite in estate a Sciacca e nel Belice con il lago Arancio (Video)

Buone notizie per gli agricoltori di Sciacca e del Belice

“L’amministrazione comunale di Sciacca accoglie con soddisfazione la notizia emersa nella giornata di ieri, nel corso di una riunione organizzata dall’associazione Oala, durante la quale Antonio Parrinello, dirigente della della Protezione Civile di Trapani, ha annunciato che a breve inizieranno i lavori per il ripristino della prima parte del sollevamento dell’acqua del fiume Belice”.

Lo dichiarano il sindaco Fabio Termine e l’assessore all’Agricoltura Francesco Dimino, sottolineando l’importanza strategica dell’intervento per l’intero comprensorio agricolo.

“Si tratta – aggiungono gli amministratori comunali – di un progetto ambizioso e atteso da anni, che ha visto la partecipazione e l’impegno costante di quattro Comuni che hanno perorato la causa fin dall’inizio: Sciacca, Menfi, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belice. Le rispettive amministrazioni comunali e consigli comunali hanno sempre mantenuto alta l’attenzione su questa tematica, consapevoli della sua centralità per il futuro dell’agricoltura del territorio”.

L’avvio dei lavori – spiegano – rappresenta un passaggio fondamentale per evitare che le acque del fiume Belice continuino a disperdersi inutilmente in mare e per garantire, al contempo, una fonte aggiuntiva di approvvigionamento idrico per il Lago Arancio, a beneficio dell’irrigazione dei terreni agricoli, soprattutto durante la stagione estiva.

“Essere oggi vicini alla concreta realizzazione di questo intervento – proseguono – significa dare una risposta attesa da anni dagli agricoltori del territorio. Significa programmare con maggiore serenità le campagne irrigue e sostenere un comparto che ha sofferto duramente negli ultimi anni a causa della prolungata siccità che ha colpito la Sicilia”.

L’amministrazione comunale evidenzia, inoltre, come questo risultato rappresenti la dimostrazione concreta che, quando gli enti collaborano in maniera sinergica, è possibile raggiungere obiettivi importanti e strategici per i territori. Per questo motivo, il sindaco Fabio Termine e l’assessore Francesco Dimino rivolgono un ringraziamento all’assessorato regionale competente, al consorzio di bonifica e alla Protezione civile, che sta intervenendo con tempestività e senso di responsabilità su una questione di assoluta priorità per il comparto agricolo.

“Ora – concludono – la prossima sfida dovrà riguardare due fronti fondamentali: da un lato il completamento strutturale del sistema di sollevamento del fiume Belice, dall’altro l’avvio di un confronto serio e concreto sul riutilizzo delle acque reflue depurate. Si tratta di un tema molto caro alla città di Sciacca, considerato che il depuratore cittadino scarica in mare circa 150 litri di acqua al secondo: una risorsa preziosa che, attraverso adeguate infrastrutture di collegamento, potrebbe essere destinata all’agricoltura, contribuendo in modo significativo a fronteggiare la crisi idrica e a garantire maggiore sostenibilità al sistema irriguo del territorio”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’associaizione Oala guidata da Nino Ciaccio.