Menfi, riprendono i lavori per la messa in sicurezza della frana di Porto Palo: stop al traffico in via Piemonte

Riprendono i lavori di messa in sicurezza della frana di Porto Palo. A comunicarlo è il sindaco di Menfi, Vito Clementi, che ha annunciato l’adozione di una nuova ordinanza per consentire l’imminente riavvio del cantiere.
Il provvedimento dispone il divieto di transito veicolare e pedonale nel tratto di via Piemonte compreso tra la Piazzetta dei Pescatori e il Bar-Tabacchi. La decisione è maturata a seguito dell’interlocuzione con gli Uffici del Commissario di Governo e con il Direttore dei Lavori, anche alla luce del miglioramento delle condizioni meteo, particolarmente avverse negli ultimi mesi.
L’intervento riguarda il completamento del progetto denominato “Messa in sicurezza idrogeologica dell’area in frana alle pendici della borgata di Porto Palo a seguito degli eventi calamitosi del 10 e 11 novembre 2021 e conseguenti aggravamenti”, con l’obiettivo di mettere definitivamente in sicurezza il costone e scongiurare ulteriori smottamenti.
La ripresa dei lavori arriva dopo le sollecitazioni del gruppo consiliare di opposizione “Verso Menfi”, che nei giorni scorsi aveva chiesto certezze immediate per evitare “un’altra estate fallimentare”.

In una nota, i consiglieri Viviani, Ferraro, Alesi, Tarantino, Napoli, Noto, Botta, Palminteri e Alongi avevano evidenziato come, a distanza di tre mesi e mezzo dalle rassicurazioni fornite dall’amministrazione sull’imminente ripresa del cantiere, non fosse ancora seguito alcun intervento concreto.
Secondo il gruppo, la frana continuerebbe il suo fenomeno di smottamento verso valle mentre la stagione estiva si avvicina rapidamente, con il rischio di compromettere nuovamente l’economia locale e l’immagine del territorio.

Da qui la richiesta di stabilire tempi certi e modalità chiare di esecuzione dei lavori, oltre a un chiarimento pubblico su quanto stesse accadendo.
La risposta del primo cittadino non si era fatta attendere in un botta e risposta.

Clementi aveva spiegato che era già stata presentata una perizia di variante necessaria alla prosecuzione dei lavori presso l’Ufficio del Commissario per l’emergenza idrogeologica in Sicilia. In attesa dell’approvazione, l’amministrazione – aveva aggiunto – ha più volte sollecitato il direttore dei lavori affinché predisponesse un ordine di servizio per consentire all’impresa incaricata di procedere alla rimozione del terreno in movimento.
Le condizioni meteo sfavorevoli, tuttavia, avevano finora impedito l’avvio delle operazioni.
Adesso, con l’ordinanza di chiusura del tratto di via Piemonte e il miglioramento delle condizioni meteo, si punta alla ripresa effettiva del cantiere, in un momento cruciale per la borgata marinara di Porto Palo.

Lo Sciacca perde 3-0 al Gurrera ed è fuori dalla Coppa Italia

Questa volta lo Sciacca, campione regionale, si è fermato agli ottavi di finale di Coppa Italia. La squadra di Totò Brucculeri, sempre sostenuta da un grande pubblico, ha perso 3-0 con il Città di Luzzi. Il risultato di 1-1 della partita d’andata lasciava ipotizzare un esito diverso del doppio confronto. Così, invece, non è stato.

Il primo tempo si è chiuso sul 2-0 in favore della squadra ospite in vantaggio al 12′ con Mosciaro, autore di una semirovesciata dal limite dell’area. Al 43′ colpo di testa vincente di Percia.

Sfortunato lo Sciacca al 45′ quando Mangiaracina di testa ha colpito la traversa. Nella ripresa, dopo appena 9 minuti, la svolta della partita: fallo di Elezaj su Mosciaro, calcio di rigore per il Città di Luzzi ed espulsione del portiere verdenero. Il 3-0 messo a segno da Azzinnaro dal dischetto metri ha chiuso la partita.

A pochi minuti dalla fine ancora un palo per lo Sciacca con il solito Mangiaracina.

I verdenero si sono fermati agli ottavi di finale che è, comunque, un ottimo risultato.

Falso carabiniere, divieto di dimora per un uomo accusato di truffa aggravata

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di dimora in tutti i Comuni della provincia di Agrigento, con prescrizione di non farvi rientro, nei confronti di un uomo originario della provincia di Catania, ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di una donna.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip presso il Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Agrigento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Sezione Reati contro il Patrimonio, l’indagato – in concorso con un complice minorenne – avrebbe messo in atto la cosiddetta truffa del “falso carabiniere”.

Dopo aver contattato telefonicamente la vittima, si sarebbe qualificato come maresciallo dell’Arma, convincendola di essere rimasta inconsapevolmente coinvolta in una rapina.
Con questo pretesto, i due si sarebbero poi presentati presso l’abitazione della donna, sostenendo la necessità di effettuare ulteriori accertamenti. Raggirata e indotta in errore, la vittima avrebbe consegnato loro i monili in oro custoditi in casa.
L’operazione si inserisce nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto ai reati predatori, con particolare attenzione ai raggiri ai danni di soggetti vulnerabili, spesso presi di mira con artifici e falsi pretesti.
Le indagini della Squadra Mobile sono tuttora in corso. Si ricorda che la responsabilità penale dell’uomo sottoposto a misura cautelare non è stata ancora accertata in via definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Ditta trapanese unica al mondo per estrazione D-pinitolo dalla carruba

La ditta trapanese Bono & Ditta Spa, con sede a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, ha sviluppato un metodo unico per estrarre il D-pinitolo direttamente dalla carruba, senza ricorrere alla sintesi chimica da fermentazione di cereali come avviene in altri Paesi.
Dopo circa dieci anni di sperimentazione, l’azienda ha ottenuto nel 2018 il brevetto del procedimento, diventando – secondo quanto dichiarato – l’unica realtà operativa capace di produrre D-pinitolo in modo completamente naturale dalla polpa di carruba. Da questa molecola si ottiene poi D-chiro-inositolo ad elevata purezza, sempre più utilizzato nel settore nutraceutico.
Fondata nel 1959 come produttrice di zucchero d’uva (mosto concentrato), l’azienda oggi lavora circa 1,5 milioni di quintali l’anno tra mosto, frutta e datteri, produce 500 mila quintali di prodotto finito, esporta in 36 Paesi, movimenta 2.500 container l’anno e registra un fatturato di circa 70 milioni di euro. Il mosto concentrato è destinato ai settori vinicolo, acetiero e alimentare.
Il D-pinitolo è un composto naturale presente in alcune piante, tra cui il carrubo, e nell’organismo può contribuire alla produzione di D-chiro-inositolo, molecola coinvolta nella segnalazione insulinica. Per questo viene impiegato in integratori destinati a supportare la sensibilità all’insulina e l’equilibrio ormonale, in particolare nella sindrome dell’ovaio policistico.

Come per tutti gli integratori, l’assunzione dovrebbe avvenire sotto controllo medico, soprattutto in presenza di condizioni metaboliche.

Droga e 65 mila euro in casa: arrestato 40enne, denunciata la figlia minorenne

Blitz dei Carabinieri in una traversa di via Treviso, a Catania. Un uomo di 40 anni, pregiudicato, è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Denunciata anche la figlia minorenne.
L’operazione è stata condotta dai militari della Sezione Operativa del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternò che, sulla base di indizi raccolti e ancora da verificare in sede giurisdizionale, hanno fatto accesso a una palazzina interamente di proprietà dell’uomo, sospettato di aver avviato un’attività di spaccio all’interno della propria abitazione.
Non avendo ricevuto risposta ai citofoni, i militari sono comunque riusciti a entrare nello stabile.

Una volta giunti nell’appartamento al primo piano, con la porta d’ingresso aperta, hanno notato una giovane scendere di corsa per le scale, visibilmente agitata. La ragazza, identificata come la figlia minorenne dell’indagato, aveva in mano una dose di crack già confezionata.
Poco dopo è sopraggiunto il 40enne, proveniente da un’altra abitazione situata nella stessa strada. Informato della presenza dei militari, non avrebbe consegnato spontaneamente eventuale materiale illecito.
La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, sul terrazzo dell’immobile, una busta contenente sei dosi di cocaina e una di crack.

Nel vano scala del secondo piano, nascosta tra scatoloni e oggetti domestici, è stata trovata una pochette con una consistente somma di denaro in banconote di vario taglio e bigliettini riportanti conteggi riconducibili ai presunti guadagni giornalieri dell’attività di spaccio.
Ulteriori somme di denaro, suddivise in diversi punti dell’edificio e accompagnate da annotazioni manoscritte, hanno portato a un totale complessivo di circa 65 mila euro.
Lo stupefacente e il denaro, ritenuto provento dell’attività illecita, sono stati sequestrati.

L’uomo è stato arrestato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, ha convalidato il provvedimento. La minorenne è stata deferita all’Autorità Giudiziaria competente.


Lite tra due egiziani a Porta Palermo, uno finisce in ospedale per una ferita alla testa

Lite tra egiziani a Porta Palermo con un ferito costretto a fare ricorso alle cure dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca. A quanto pare la lite avrebbe coinvolto due persone per ragioni che al momento non sono chiare.

L’egiziano ferito alla testa è un quarantenne. E’ intervenuta la polizia, ma non filtra alcuna notizia sull’accaduto.

Nella zona da tempo si registra un’alta presenza di extracomunitari e non è certo la prima volta che si verificano liti. Davanti a una vicina scuola elementare qualche tempo fa una lite è scoppiata alla presenza di adulti e bambini. Il Commissariato di polizia di Sciacca ha rafforzato da tempo i controlli in questa zona.

Imposta di soggiorno, Sciacca Turismo: “Serve un confronto serio sui dati”

Serve un confronto serio, basato su numeri e analisi puntuali, per leggere correttamente l’andamento dell’imposta di soggiorno e programmare le scelte future in materia turistica.

È la posizione espressa da Ezio Bono, presidente dell’associazione Sciacca Turismo, che manifesta apprezzamento per l’avvio di un confronto istituzionale sullo sviluppo turistico della città e ribadisce la disponibilità a partecipare ai lavori delle commissioni consiliari e al tavolo tecnico dedicato al tributo.
Secondo gli approfondimenti condotti dall’associazione, dal 2018 al 2025 i proventi dell’imposta versati dai clienti delle strutture extralberghiere sono cresciuti in modo significativo, passando da poco più di 30 mila euro a oltre 102 mila euro. .

Un incremento definito “esponenziale”, che – sottolinea Sciacca Turismo – testimonia la qualità dell’accoglienza e l’impegno degli operatori del comparto, con effetti positivi anche sul piano occupazionale.
L’associazione invita però a leggere con attenzione il calo registrato nel 2025 dalle strutture alberghiere rispetto al 2024.

Un dato che, secondo Sciacca Turismo, va contestualizzato: diverse strutture extralberghiere, nel frattempo, sono diventate tre e quattro stelle, uscendo dalla categoria originaria. A parità di prezzo, molti clienti avrebbero scelto i quattro stelle, segno di un mercato in evoluzione e di un’offerta che negli anni ha progressivamente innalzato i propri standard qualitativi.
Per questo motivo, l’associazione ritiene non corretto attribuire all’extralberghiero la responsabilità di eventuali flessioni dell’imposta, definite in alcuni passaggi delle cronache giornalistiche “clamorose”.

Occorre piuttosto analizzare con maggiore attenzione anche il dato delle strutture quattro stelle — molte delle quali situate fuori dal centro storico — che nel 2025 hanno versato il 6,5% in meno nonostante l’ingresso di nuove realtà in questa fascia.
Quanto ai cinque stelle, l’incremento del 7,57% viene collegato anche all’ingresso di una nuova struttura a Sciaccamare accanto al Verdura.
Sciacca Turismo si dice pronta a illustrare nel dettaglio i propri studi tecnici in un incontro con le istituzioni cittadine.

“Chi opera quotidianamente nel settore conosce dinamiche, criticità e potenzialità del sistema turistico e può offrire contributi professionali utili a una lettura corretta dei dati e a scelte strategiche efficaci”, afferma il presidente Bono.
Infine, l’associazione ribadisce la necessità che i proventi dell’imposta di soggiorno siano destinati in misura sempre maggiore al miglioramento dell’offerta turistica e dell’accoglienza.

Le proposte avanzate negli anni restano sul tavolo per una valutazione condivisa.
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Racalmuto, furti in farmacia e panificio: 56enne denunciato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento un 56enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di due distinti episodi di furto aggravato ai danni di esercizi commerciali del centro cittadino.
L’attività investigativa, condotta dai militari dell’Arma attraverso accertamenti tecnici e riscontri sul territorio, ha consentito di raccogliere elementi utili a delineare la presunta responsabilità dell’uomo e di ricostruire nel dettaglio i fatti, avvenuti in orario notturno.
Il primo episodio riguarda un furto ai danni di una farmacia del centro abitato. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 56enne si sarebbe introdotto all’interno dell’esercizio commerciale dopo aver forzato la porta d’ingresso, riuscendo ad asportare dalla cassa la somma di circa 1.100 euro in contanti.
Analoga la dinamica del secondo colpo, messo a segno in un panificio del paese. In questo caso, l’uomo si sarebbe introdotto nei locali previa effrazione di una finestra, impossessandosi del registratore di cassa che conteneva circa 1.000 euro in contanti.
Al termine degli accertamenti, per il 56enne è scattata la denuncia in stato di libertà. Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Collegamento tra la statale 115 e le aree interne dell’Agrigentino, firmati i contratti di appalto

Sono stati firmati i contratti di appalto per i lavori di manutenzione straordinaria sull’asse viario che costituisce il collegamento tra SS 115 e SS 189, un’infrastruttura strategica per la viabilità della provincia di Agrigento.

L’intervento, promosso dal Libero Consorzio Comunale, punta a migliorare il collegamento tra la fascia costiera e l’entroterra attraverso l’ammodernamento di diverse strade provinciali.

La sottoscrizione dei contratti riguarda in particolare il secondo e il terzo lotto funzionale del progetto. Gli atti sono stati firmati dal segretario generale del Libero Consorzio di Agrigento, Alessandra La Spina, dal direttore del Settore Infrastrutture Stradali Michelangelo Di Carlo e dai rappresentanti delle imprese aggiudicatarie.

Lavori sul collegamento tra SS 115 e SS 189: lotto 2 e lotto 3

Il secondo lotto dei lavori sul collegamento tra SS 115 e SS 189 sarà eseguito dall’A.T.I. Macos società cooperativa, in qualità di mandataria, insieme al Consorzio C.A.I.E.C. società cooperativa come mandante. L’importo contrattuale complessivo è pari a 5.269.679,56 euro.

Gli interventi interesseranno la SPC ex consortile n.18 Ponte Magazzolo alla Ribera-Cianciana, la SP n.32 Ribera-Cianciana e la NC 05 che collega le SP n.32 e n.34. Si tratta di tratti stradali rilevanti per la mobilità locale e per il collegamento tra diversi centri della provincia.

Terzo lotto e tratte interessate

Il terzo lotto sarà invece realizzato dal Consorzio Artigiani Romagnoli C.A.R. con sede a Rimini, per un importo contrattuale di 4.251.627,84 euro. I lavori riguarderanno il tratto compreso tra la SP NC n.05, che collega le provinciali 32 e 34, e la SP n.34 Bivio Tamburello-Bivona.

L’intervento complessivo sul collegamento tra SS 115 e SS 189 rientra in un progetto più ampio articolato in quattro lotti funzionali, finanziati dalla Regione Siciliana con risorse del Piano di Sviluppo e Coesione 2014-2020 per un totale di 19.504.756,87 euro.

Il progetto complessivo finanziato dalla Regione

Oltre ai lotti 2 e 3 già appaltati, il progetto prevede interventi anche su altri tratti della viabilità provinciale. Il primo lotto interessa il collegamento tra Borgo Bonsignore e la SP n.61 Montallegro-Ribera.Il quarto lotto comprende invece diverse arterie provinciali, tra cui la SP 35A Portella di Sciacca-Lucca Sicula, la SP n.32 Ribera-Cianciana, la SP n.19B San Biagio Platani-Alessandria della Rocca, la SP n.31 Cattolica Eraclea-Cianciana e la SP n.29A Montallegro-Cattolica Eraclea.

L’avvio dei lavori, previsto a breve, rappresenta un passaggio importante per il miglioramento della rete viaria provinciale e per rendere più efficiente il sistema dei collegamenti tra le diverse aree del territorio agrigentino.

Dissesto idrogeologico, bando da due milioni per mettere in sicurezza Mandanici

Un investimento da due milioni di euro per ridurre il rischio idrogeologico e proteggere il centro abitato. È stato pubblicato il bando di gara per i lavori di consolidamento dell’area di contrada Spafaro-San Giorgio a Mandanici, nel Messinese, da tempo interessata da gravi fenomeni di instabilità del versante.
L’intervento è promosso dalla Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, guidata dal presidente Renato Schifani. Gli uffici coordinati da Sergio Tumminello hanno fissato al 24 marzo la scadenza per la 0presentazione delle offerte, dando così il via all’iter che porterà all’affidamento dei lavori.
L’area oggetto dell’intervento presenta un livello di pericolosità elevato, determinato da una successione di smottamenti che nel tempo hanno compromesso la stabilità del terreno.

Le forti pendenze e la scarsa copertura vegetale hanno favorito l’erosione superficiale, aggravando una situazione già delicata.
Le frane registrate negli anni hanno causato danni anche alla viabilità urbana, con lesioni ancora visibili in particolare nelle vie Roma e San Giorgio. A preoccupare è anche il distacco di massi dal costone roccioso sovrastante, con potenziali rischi per la circolazione lungo la circonvallazione SS Salvatore-Pantano, che si sviluppa a valle del versante.
Il progetto prevede interventi strutturali mirati al consolidamento definitivo dell’area. Tra le opere principali figura la realizzazione di una paratia profonda dodici metri, armata con travi in acciaio e collegata in testa da un cordolo in cemento armato, da collocare a fianco dei fabbricati esistenti. Prevista inoltre la costruzione di due tratti di muro su pali e la protezione della parete rocciosa mediante ancoraggi in acciaio e rete metallica a doppia torsione.
Il piano comprende anche la sigillatura delle lesioni e delle cavità presenti lungo il versante, con l’obiettivo di mitigare in modo significativo il rischio e garantire maggiore sicurezza ai residenti. Con la pubblicazione del bando si apre dunque una nuova fase operativa per la messa in sicurezza di un’area che per anni ha rappresentato una criticità per il territorio.