Balsamo Presidente della Corte di Appello di Palermo, da anni a Menfi a L’Alba della Legalità

Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha votato Antonio Balsamo come presidente della Corte d’Appello di Palermo. Prenderà il posto di Matteo Frasca.

Il nome di Balsamo, attualmente sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, era stato proposto all’unanimità dalla Quinta Commissione del Consiglio superiore della magistratura.

Il magistrato siciliano, grande esperto del fenomeno mafioso, da anni è ospite fisso, a Menfi, de L’Alba della Legalità di Libera, che si organizza grazie soprattutto all’infaticabile attività di Antonella Borsellino (nella foto con Balsamo).

Nel voto di ieri pomeriggio inoltre è stato votato all’unanimità il nuovo presidente del Tribunale di Catania, Mariano Sciacca.

Acquisti online, stop alla registrazione obbligatoria: quando il sito non può imporla (e le eccezioni GDPR)

Negli acquisti online non sempre è obbligatorio registrarsi: secondo le nuove indicazioni europee, i siti e-commerce devono garantire il “guest checkout”, salvo casi specifici. Ecco cosa cambia con il GDPR e quando l’account è davvero necessario.


Acquisti online e registrazione obbligatoria: cosa cambia nel 2026

Nel mondo degli acquisti online, sempre più piattaforme richiedono la creazione di un account per completare un ordine. Ma questa pratica è davvero legittima?

Le recenti raccomandazioni dell’European Data Protection Board (EDPB) chiariscono un punto fondamentale: la registrazione non può essere imposta come regola generale, soprattutto per acquisti occasionali.

Il principio guida è quello della minimizzazione dei dati, previsto dal GDPR: i siti devono raccogliere solo le informazioni strettamente necessarie.


GDPR: perché l’obbligo di registrazione può essere illegittimo

Secondo il GDPR, obbligare un utente a registrarsi può comportare rischi per la privacy:

  • raccolta eccessiva di dati personali
  • conservazione prolungata non giustificata
  • profilazione commerciale invasiva
  • tracciamento continuo dell’utente

Per questo motivo, l’EDPB sottolinea che l’account deve essere una scelta, non un vincolo.

👉 In pratica: per acquistare un prodotto, bastano dati come nome, indirizzo e pagamento. Tutto il resto non è indispensabile.


Guest checkout: la regola per gli e-commerce

La vera novità riguarda il cosiddetto guest checkout, cioè la possibilità di acquistare senza registrazione.

Secondo le linee guida europee:

  • deve essere sempre disponibile per acquisti occasionali
  • rappresenta la modalità più conforme al GDPR
  • garantisce maggiore tutela della privacy

👉 In sintesi: comprare senza account diventa la norma, non l’eccezione.


Quando la registrazione è obbligatoria (eccezioni)

Esistono però alcuni casi in cui l’obbligo di registrazione è legittimo:

1. Servizi in abbonamento

Se l’account è parte essenziale del servizio (es. piattaforme con accesso riservato)

2. Comunità chiuse o servizi personalizzati

Quando l’iscrizione è necessaria per accedere a contenuti o funzionalità specifiche

3. Obblighi di legge

Solo se una normativa impone esplicitamente la creazione di un account (caso raro)

❌ Non è invece sufficiente:

  • offrire sconti o vantaggi
  • migliorare il marketing
  • raccogliere dati per profilazione

Legittimo interesse e limiti per le aziende

Molti e-commerce giustificano la registrazione con il “legittimo interesse”. Tuttavia:

  • non può prevalere sui diritti dell’utente
  • deve rispettare il principio di minimizzazione
  • deve prevedere alternative meno invasive

👉 Anche per assistenza clienti o prevenzione frodi, l’account non è sempre necessario.


Privacy e acquisti online: cosa devono fare i siti

Le piattaforme devono adeguarsi a un principio chiave del GDPR:

➡️ Privacy by design e by default

Questo significa che:

  • i sistemi devono essere progettati per raccogliere meno dati possibile
  • la modalità standard deve essere la più tutelante per l’utente

In sintesi: cosa cambia per chi compra online

✔ Puoi acquistare senza registrarti nella maggior parte dei casi
✔ I siti devono offrire il guest checkout
✔ La registrazione obbligatoria è limitata a casi specifici
✔ La privacy diventa centrale negli e-commerce


Conclusione

Le nuove indicazioni europee segnano un cambio di rotta: la registrazione obbligatoria negli acquisti online non è più la norma.

Il consumatore torna al centro, con maggiore controllo sui propri dati. Per gli e-commerce, invece, cresce l’obbligo di trasparenza e rispetto del GDPR.

Leao risponde a Nico Paz, il recupero Milan-Como finisce 1-1

MILANO (ITALPRESS) – Finisce 1-1 la sfida tra Milan e Como, valida per il recupero della 24^ giornata di Serie A. Al gol di Nico Paz nel primo tempo, su clamoroso errore di Maignan, risponde Leao nella ripresa. I rossoneri scivolano a -7 dall’Inter, mentre i lariani agganciano l’Atalanta al sesto posto.
Si comincia con Allegri che lancia Jashari dall’inizio a un mese esatto dall’ultima volta, mentre al centro dell’attacco si rivede Leao. Fabregas sceglie Nico Paz e Baturina come uomini più avanzati. Squadre bloccate nei primi 25 minuti, in cui i 22 in campo sembrano ancora alla ricerca delle giuste soluzioni per far male. Al 25′ Vojvoda chiude una rapida azione degli ospiti insaccando alle spalle di Maignan, ma Mariani annulla per evidente fuorigioco proprio dell’esterno kosovaro. Un’azione che sembra svegliare un match fin lì dormiente, perchè poco dopo si vede anche il Milan, quando Jashari serve perfettamente Leao, che si gira e calcia trovando la risposta di Butez. Nel momento in cui i rossoneri sembrano essersi accesi, ecco la doccia fredda. Al 32′ Maignan riceve al limite dell’area per impostare, ma consegna ingenuamente il pallone a Nico Paz, appostato davanti a lui. L’argentino non se lo fa dire due volte, e con il sinistro insacca lo 0-1.
Il match diventa improvvisamente frizzante. Al 34′ Butez salva su Tomori, mentre al 39′ proprio Maignan evita il gol di Sergi Roberto. Si va all’intervallo con il Como avanti di una rete. Avvio di ripresa con il Milan alla ricerca di un pareggio che arriva al 64′. Jashari lancia Leao direttamente dalla propria trequarti e sorprende un Como inspiegabilmente scoperto; il portoghese controlla la sfera e, con un pallonetto dai 25 metri, scavalca Butez per l’1-1. Al 74′ il numero 10 rossonero prende il palo sugli sviluppi di un angolo, ma partendo da una posizione irregolare. Finale di match acceso dentro al campo, dove le squadre si allungano lasciando spazio alle varie iniziative, e fuori, dove Mariani mostra ad Allegri il rosso a 10′ dalla fine per proteste. Al Meazza finisce 1-1. Milan a -7 dall’Inter; il Como aggancia l’Atalanta al sesto posto a quota 42.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’Inter scivola sull’”inferno di ghiaccio”, il Bodo Glimt vince 3-1

BODO (NORVEGIA) (ITALPRESS) – Nell’andata degli spareggi di Champions League l’insidioso Bodo Glimt gioca un brutto scherzo anche all’Inter di Chivu. Sul sintetico dell’Aspmyra Stadium, ribattezzato “L’Inferno di ghiaccio”, i nerazzurri escono sconfitti per 3-1, pagando a caro prezzo i tanti errori commessi nella ripresa. Le reti dei norvegesi vengono siglate da Fet, Hauge (ex Milan) e Hoegh: di Esposito, invece, la marcatura del momentaneo 1-1. Nei primi cinque minuti l’Inter spreca due occasioni da gol, prima con Lautaro, murato da Gundersen, e poi con Mkhitaryan che calcia alto da buona posizione. L’avvio promettente dei nerazzurri non scoraggia il Bodo che impiega qualche minuto a ingranare, per poi cominciare a giocare con la solita qualità. Al 20′ i padroni di casa accelerano improvvisamente e trovano l’1-0, finalizzando una bella azione corale. Dopo una serie di passaggi in velocità, Hoegh rifinisce il pallone di tacco, premiando l’inserimento di Fet che segna da dentro l’area di rigore. L’Inter reagisce subito e, dopo aver colpito un palo con Darmian, pareggia al 30′, grazie ad Esposito.
Barella pesca sul secondo palo Carlos Augusto, che colpisce di testa, ma il pallone rimane lì, a seguito dell’opposizione di Sjovold e Bjortuft: l’attaccante italiano è il primo ad avventarsi sulla sfera e a spedirla in rete. Al 42′ il diagonale al volo di Carlos Augusto esce di un soffio. Al rientro dagli spogliatoi entrambe le squadre sfiorano il gol. Al palo colpito da Lautaro dopo il tentativo di Esposito, ha fatto seguito il tiro da posizione defilata di Hoegh, parato da Sommer. Col passare dei minuti l’Inter cala di lucidità e intensità, mentre il Bodo sale in cattedra e mette all’angolo gli avversari. Nel giro di tre minuti, i norvegesi vanno in vantaggio di due reti, complicando la serata dei nerazzurri. Al 61′ è l’ex Milan Hauge a siglare il 2-1, calciando di potenza sotto l’incrocio dei pali. Al 64′, invece, è il turno di Hoegh che, dopo la doppietta di assist, mette la ciliegina sulla torta della sua prestazione, realizzando il 3-1. Nel finale di partita l’Inter non ha la forza di limitare i danni, nemmeno con gli ingressi di Thuram, Bonny e Zielinski. Il campo in condizioni non ideali non può essere una scusante per spiegare il brutto secondo tempo dei nerazzurri. Martedì prossimo a San Siro i ragazzi di Chivu saranno chiamati alla rimonta.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Arianna Fontana medaglia con la staffetta e record davanti a Meloni

MILANO (ITALPRESS) – La 14a medaglia nella carriera olimpica di Arianna Fontana, che le consente di superare Edoardo Mangiarotti e diventare la miglior olimpionica azzurra di sempre, arriva davanti alla premier Giorgia Meloni dalla staffetta femminile 3000 metri dello short track. Le azzurre chiudono infatti seconde e conquistano una medaglia d’argento, la quinta a Milano-Cortina 2026, consegnando il record assoluto alla loro capitana. La staffetta è stata tutt’altro che semplice per l’Italia, a lungo quarta nei 3.000 metri di gara, salvo poi salire in seconda posizione dopo la caduta dell’Olanda con un’ottima condotta di gara. Le azzurre, che si erano anche portate in testa dopo che il Canada aveva perso terreno, hanno poi subito il rientro della Corea del Sud: oro sudcoreano col tempo di 4.04.014 e Italia d’argento (4.04.107), davanti al Canada (4.04.314). Arianna Fontana, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Chiara Betti conquistano dunque la 26a medaglia per l’Italia nelle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, in una serata da ricordare.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)

Via libera Cdm al decreto Bollette, Meloni “Priorità tutelare famiglie e imprese”

ROMA (ITALPRESS) – Abbassare le bollette delle famiglie, contenere i costi energetici per la competitività delle imprese e favorire la decarbonizzazione delle industrie: sono gli obiettivi del decreto approvato in Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
“Oggi il governo ha approvato un provvedimento molto significativo che tocca una delle priorità che ci eravamo dati all’inizio: fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. E’ un decreto che avrà un impatto rilevante, che garantirà risparmi e benefici diretti per le famiglie e le imprese nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro”, afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video sui social.
“Abbiamo costruito un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”, spiega la premier.
“Con questo decreto il governo decide di fare un’altra scelta strutturale che considero molto coraggiosa che avrà un impatto decisivo sul costo delle bollette. La norma affronta il tema dei costi dei diritti Ets che oggi contribuisce a tenere alti i prezzi, gli Ets sono una tassa di fatto voluta dall’Ue che grava sulle modalità più inquinanti di produzione dell’energia come quelle di origine fossile – prosegue -. Questo ha una sua logica, il problema è che si tiene conto anche degli Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili che questa tassa non la pagano. Noi vogliamo scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle rinnovabili, come l’idroelettrico e il solare, per abbassare i costi. E’ una norma che avrà bisogno dell’autorizzazione dell’Ue e che è coerente con l’impegno che stiamo portando avanti in Europa perchè, anche insieme ad altre nazioni, stiamo cercando di rilanciare la competitività delle nostre imprese”.
“Con questo provvedimento – spiega il ministro Pichetto Fratin – interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi. Il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica”.
Per i nuclei vulnerabili, che già percepiscono il bonus sociale da 200 euro l’anno, il provvedimento prevede nel 2026 uno sconto in bolletta fino a 115 euro. Anche le famiglie residenti con ISEE inferiore ai venticinquemila euro annui potranno ottenere sconti in bolletta, su impulso delle imprese venditrici.
Altro ambito del decreto è il supporto alle piccole e medie imprese, con la revisione dei meccanismi incentivanti del Conto energia, modifiche dei tempi di versamento degli oneri da parte dei distributori, misure per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas per garantire energia rinnovabile a prezzi ridotti, promuovendo il ricorso ai “Power Purchase Agreements”.
A sostegno di famiglie e imprese, con l’obiettivo di contenere l’impatto delle bollette, è previsto un meccanismo di riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici, assieme alla razionalizzazione del sistema dei prezzi minimi garantiti per le bioenergie. Si prevedono anche misure per rafforzare la concorrenza nei mercati all’ingrosso.
Per consentire una riduzione del prezzo del gas, viene attivato un servizio di liquidità gestito da SNAM, che permetterà di eliminare l’attuale differenziale, più alto di circa due euro al megawattora, tra il punto di scambio virtuale italiano (PSV) e il prezzo del gas europeo (TTF). E’ inoltre prevista la vendita di gas stoccato sul mercato e una “gas release”, con l’obiettivo di sostenere i clienti finali industriali.
Trovano spazio nel provvedimento una razionalizzazione delle procedure per la realizzazione dei “Data Center” e per l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili, con una norma per evitare la “saturazione virtuale della rete”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Giuli “Massimo sforzo del governo per il restauro del teatro Sannazaro”

NAPOLI (ITALPRESS) – “E’ ovvio che siamo di fronte a una tragedia dal punto di vista culturale, ma da questa tragedia può venire fuori una splendida forma di cooperazione tra istituzioni differenti per raggiungere un obiettivo che è quello di creare una struttura ancora più forte e che dia una continuità e una solidità al Teatro Sannazaro che vada nella direzione migliore da qui a tutti gli anni che verranno”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, parlando con i giornalisti al termine del vertice in Prefettura a Napoli del Centro Coordinamento Soccorsi attivato a seguito dell’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro. Prima dell’incontro, Giuli ha partecipato a un sopralluogo all’esterno del Teatro, completamente distrutto ieri da un incendio divampato all’alba. Al suo arrivo il ministro è stato accolto dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dal comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano, dall’assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia, e dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Davanti all’ingresso principale del Sannazaro l’incontro con i proprietari, Lara Sansone e Sasà Vanorio, che hanno abbracciato il ministro. “Ciascuno di noi – ha proseguito Giuli – serba un meraviglioso ricordo del teatro Sannazaro. Abbiamo il dovere di guardare alla prospettiva”. “Abbiamo iniziato a stabilire un percorso – ha sottolineato – che ci porterà con la collaborazione dei gestori, proprietari del Teatro Sannazaro, le istituzioni locali e nazionali a raggiungere il prima possibile l’obiettivo di restaurare e rigenerare il teatro senza che la programmazione delle attività del teatro venga meno. Napoli c’è, la Regione c’è e il ministro della Cultura vi assicura il massimo sforzo del governo di Giorgia Meloni e del ministero per questo lavoro di cooperazione e di intervento”. “Il prefetto che ci ospita è una figura di assoluta garanzia affinchè tutte le procedure possano essere snelle e possano essere efficaci”, ha aggiunto Giuli.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Bonus lavoratori dipendenti 2026: busta paga più ricca e contributi ridotti, ecco come funziona davvero

Nel 2026 la busta paga dei lavoratori dipendenti sarà più pesante grazie alla conferma del bonus contributivo e alla riforma IRPEF introdotta dall’ultima Legge di Bilancio. Riduzione dei contributi previdenziali, detrazioni rafforzate e fringe benefit più ampi: ecco come calcolare il bonus lavoratori dipendenti 2026, chi ne ha diritto e quanto si può guadagnare in più ogni mese.


Bonus lavoratori dipendenti 2026: cos’è e come funziona

Il bonus lavoratori dipendenti 2026 consiste in una riduzione dei contributi previdenziali a carico del dipendente, con effetto diretto sull’aumento dello stipendio netto.

Non si tratta di un assegno da richiedere:
👉 viene applicato automaticamente in busta paga dal datore di lavoro.

La misura, già introdotta con la Legge di Bilancio 2024 e prorogata negli anni successivi, è stata confermata anche per il 2026 con l’obiettivo di:

  • aumentare il reddito disponibile
  • sostenere il potere d’acquisto
  • ridurre il cuneo fiscale

Quanto spetta nel 2026? Le percentuali per fascia di reddito

Il beneficio varia in base al reddito annuo lordo del lavoratore.

Ecco le fasce aggiornate:

  • Fino a 8.500 euro → riduzione contributiva del 7,1%
  • Da 8.501 a 15.000 euro → riduzione del 5,3%
  • Da 15.001 a 20.000 euro → riduzione del 4,8%
  • Da 20.001 a 32.000 euro → detrazione fissa di 1.000 euro annui
  • Oltre 32.000 euro → detrazione progressivamente decrescente
  • Oltre 40.000 euro → bonus azzerato

📌 La misura è quindi più vantaggiosa per i redditi medio-bassi.


Come si calcola il bonus lavoratori dipendenti 2026

Il calcolo si basa sulla retribuzione effettivamente percepita.

Questo significa che:

  • se il lavoratore ha periodi non retribuiti (es. congedi senza stipendio)
  • oppure sospensioni non pagate

il bonus viene calcolato solo sui giorni effettivamente lavorati.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la riduzione contributiva è proporzionata alla retribuzione reale maturata nell’anno.


Riforma IRPEF 2026: cosa cambia per i lavoratori

Oltre al bonus contributivo, la Legge di Bilancio 2026 introduce anche una modifica importante alle aliquote IRPEF.

La novità principale riguarda il secondo scaglione:

  • l’aliquota scende dal 35% al 33%
  • per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro

Questo intervento produce un alleggerimento fiscale concreto per una larga platea di dipendenti.


Fringe benefit 2026: soglie più alte

Confermata anche la disciplina dei fringe benefit:

  • fino a 1.000 euro annui esenti da tasse
  • fino a 2.000 euro annui per lavoratori con figli a carico

Rientrano tra i benefit:

  • buoni pasto
  • voucher
  • rimborsi utenze
  • servizi di welfare aziendale

Questi strumenti aumentano il valore della retribuzione senza incrementare il carico fiscale.


Chi ha diritto al bonus nel 2026

Per ottenere il beneficio è necessario:

  • essere lavoratore dipendente
  • percepire effettivamente una retribuzione
  • rientrare nei limiti di reddito previsti

Non è richiesta alcuna domanda: l’applicazione è automatica.


Quanto aumenta la busta paga nel 2026?

L’incremento varia in base al reddito e alla posizione contributiva. In molti casi si traduce in:

  • decine di euro in più al mese
  • fino a 1.000 euro annui di vantaggio complessivo
  • maggiore liquidità immediata in busta paga

L’effetto combinato di:

✔ riduzione contributiva
✔ riforma IRPEF
✔ fringe benefit

costituisce uno dei principali interventi di sostegno al reddito per il 2026.


Conclusione

Il bonus lavoratori dipendenti 2026 rappresenta una delle misure centrali per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori.

Non si tratta di un semplice incentivo temporaneo, ma di un intervento strutturale che:

  • riduce il cuneo fiscale
  • aumenta il netto in busta paga
  • favorisce il welfare aziendale

Per capire con precisione quanto si guadagna in più, è sempre consigliabile verificare la propria fascia di reddito e controllare il cedolino mensile.

Irrigazioni degli agrumeti a Ribera, Ruvolo: “ Si punta ad effettuarne quattro” (Video)

Le piogge degli ultimi mesi e l’aumento dei livelli negli invasi fanno guardare con maggiore fiducia alla prossima stagione irrigua. A Ribera, infatti, l’obiettivo è arrivare fino a quattro irrigazioni degli agrumeti a Ribera, un traguardo che negli ultimi anni era rimasto lontano, con una irrigazione completa e una seconda solo parziale.

A delineare il quadro è il sindaco, Matteo Ruvolo, che sottolinea come la situazione degli invasi che servono il territorio riberese sia oggi più favorevole rispetto al passato recente.

Invasi in crescita e prospettive per la stagione irrigua

Secondo i dati aggiornati, l’invaso Castello ha raggiunto circa 18 milioni e mezzo di metri cubi d’acqua, mentre la diga Raia di Prizzi ha superato i 6 milioni. Anche gli invasi destinati all’uso potabile mostrano livelli considerati positivi: Fanaco e Garcia hanno raggiunto rispettivamente circa 4 e 5 milioni di metri cubi.

Le affluenze risultano ancora consistenti e, nelle prossime settimane, il volume d’acqua disponibile potrebbe continuare ad aumentare. Questo scenario consente di programmare con maggiore serenità la stagione estiva e di valutare concretamente la possibilità di garantire più turni di irrigazione degli agrumeti a Ribera.

Condutture e verifiche: il lavoro del consorzio

Resta però un passaggio fondamentale: la messa in funzione delle condutture. Il consorzio di bonifica dovrà infatti attivare gli impianti non appena termineranno le piogge, effettuare le prove tecniche e verificare eventuali punti critici su cui intervenire con riparazioni.

Uno dei problemi principali resta la dispersione dell’acqua lungo le condutture, un fenomeno che negli anni ha inciso sulla reale disponibilità idrica per le campagne.

Il nodo Gorgo di Montallegro

Tra le criticità segnalate dal sindaco c’è l’invaso Gorgo di Montallegro. La riparazione della valvola di fondo non è ancora stata effettuata, anche a causa delle piogge intense delle ultime settimane che hanno rallentato gli interventi.

Inoltre, una delle sponde necessita di lavori di messa in sicurezza e questo impedirà all’invaso di raggiungere la piena capacità, stimata in circa 4 milioni di metri cubi. Nonostante ciò, si ritiene possibile accumulare almeno un milione di metri cubi, quantità che potrebbe garantire acqua per alcune zone agricole, tra cui Pianovizza e San Pietro.

Obiettivo quattro turni irrigui per gli agrumeti

Se il quadro resterà favorevole, questa disponibilità idrica potrebbe consentire fino a quattro irrigazioni degli agrumeti a Ribera nel periodo estivo. L’utilizzo dell’invaso Gorgo per alcune aree agricole permetterebbe inoltre di alleggerire la pressione sulla diga Castello, che continuerebbe così a servire il resto del territorio riberese e non solo.

Per Ribera si tratta di un obiettivo importante: tornare a più turni irrigui significherebbe garantire maggiore stabilità al comparto agrumicolo, fortemente condizionato negli ultimi anni dalla scarsità d’acqua.

Menfi, riprendono i lavori per la messa in sicurezza della frana di Porto Palo: stop al traffico in via Piemonte

Riprendono i lavori di messa in sicurezza della frana di Porto Palo. A comunicarlo è il sindaco di Menfi, Vito Clementi, che ha annunciato l’adozione di una nuova ordinanza per consentire l’imminente riavvio del cantiere.
Il provvedimento dispone il divieto di transito veicolare e pedonale nel tratto di via Piemonte compreso tra la Piazzetta dei Pescatori e il Bar-Tabacchi. La decisione è maturata a seguito dell’interlocuzione con gli Uffici del Commissario di Governo e con il Direttore dei Lavori, anche alla luce del miglioramento delle condizioni meteo, particolarmente avverse negli ultimi mesi.
L’intervento riguarda il completamento del progetto denominato “Messa in sicurezza idrogeologica dell’area in frana alle pendici della borgata di Porto Palo a seguito degli eventi calamitosi del 10 e 11 novembre 2021 e conseguenti aggravamenti”, con l’obiettivo di mettere definitivamente in sicurezza il costone e scongiurare ulteriori smottamenti.
La ripresa dei lavori arriva dopo le sollecitazioni del gruppo consiliare di opposizione “Verso Menfi”, che nei giorni scorsi aveva chiesto certezze immediate per evitare “un’altra estate fallimentare”.

In una nota, i consiglieri Viviani, Ferraro, Alesi, Tarantino, Napoli, Noto, Botta, Palminteri e Alongi avevano evidenziato come, a distanza di tre mesi e mezzo dalle rassicurazioni fornite dall’amministrazione sull’imminente ripresa del cantiere, non fosse ancora seguito alcun intervento concreto.
Secondo il gruppo, la frana continuerebbe il suo fenomeno di smottamento verso valle mentre la stagione estiva si avvicina rapidamente, con il rischio di compromettere nuovamente l’economia locale e l’immagine del territorio.

Da qui la richiesta di stabilire tempi certi e modalità chiare di esecuzione dei lavori, oltre a un chiarimento pubblico su quanto stesse accadendo.
La risposta del primo cittadino non si era fatta attendere in un botta e risposta.

Clementi aveva spiegato che era già stata presentata una perizia di variante necessaria alla prosecuzione dei lavori presso l’Ufficio del Commissario per l’emergenza idrogeologica in Sicilia. In attesa dell’approvazione, l’amministrazione – aveva aggiunto – ha più volte sollecitato il direttore dei lavori affinché predisponesse un ordine di servizio per consentire all’impresa incaricata di procedere alla rimozione del terreno in movimento.
Le condizioni meteo sfavorevoli, tuttavia, avevano finora impedito l’avvio delle operazioni.
Adesso, con l’ordinanza di chiusura del tratto di via Piemonte e il miglioramento delle condizioni meteo, si punta alla ripresa effettiva del cantiere, in un momento cruciale per la borgata marinara di Porto Palo.