Sciame sismico nel Tirreno meridionale: nuova scossa nella notte, cresce l’attenzione

Non si arresta lo sciame sismico nell’area del Tirreno meridionale. Dopo una fase di relativa attenuazione, il fenomeno è tornato a intensificarsi a partire dal 14 febbraio, mantenendo alta l’attenzione di tecnici e cittadini.
L’ultima scossa è stata registrata nella notte alle 4.26: un evento di magnitudo 2.5 localizzato in mare a una profondità di 182 chilometri.

Un sisma profondo, dunque, che non ha provocato danni ma che si inserisce in una sequenza di movimenti tellurici monitorati costantemente dagli esperti.
Solo due giorni fa, infatti, era stata rilevata una scossa più intensa, di magnitudo 3.9, questa volta a una profondità di appena 5 chilometri. Un evento superficiale che, proprio per la minore profondità, è stato percepito in maniera più evidente dalla popolazione.
I dati sono stati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che continua a seguire l’evoluzione dello sciame attraverso la propria rete di monitoraggio.
Al momento non si segnalano criticità, ma il protrarsi dell’attività sismica conferma la dinamicità dell’area del Tirreno meridionale, storicamente interessata da fenomeni di questo tipo.

Le autorità invitano come sempre alla prudenza e a informarsi esclusivamente attraverso i canali ufficiali.

Bando per la manutenzione strade ad Agrigento zona Est

È stato pubblicato il bando relativo all’accordo quadro annuale per la manutenzione strade ad Agrigento, con interventi previsti sulla rete provinciale della zona Est. L’iniziativa è promossa dal Libero Consorzio Comunale e punta a migliorare la sicurezza e la funzionalità delle arterie di collegamento tra centri abitati e distretti agricoli.
La procedura riguarda l’individuazione di un unico operatore economico che si occuperà degli interventi di manutenzione strade ad Agrigento, necessari dopo i sopralluoghi effettuati dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali. Le verifiche hanno infatti evidenziato cedimenti della sede stradale e criticità diffuse che richiedono lavori mirati per il ripristino delle condizioni originarie.

Interventi previsti sulla rete provinciale

Il programma dei lavori comprende una serie di opere tecniche finalizzate alla messa in sicurezza della viabilità e al miglioramento della tenuta strutturale delle carreggiate.

Opere di contenimento e drenaggio.


Tra gli interventi previsti rientrano la posa di gabbionate di contenimento, la realizzazione di pozzetti per la raccolta delle acque superficiali e opere per favorire il deflusso delle acque meteoriche. Saranno inoltre effettuati lavori di ripristino del sottofondo stradale e operazioni di pulitura di cunette, tombini e ponticelli.
Il progetto include anche la posa di nuove barriere di protezione e il rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale, elementi considerati essenziali per garantire maggiore sicurezza lungo le arterie interessate dalla manutenzione strade ad Agrigento.

Importo dell’appalto e copertura finanziaria

L’importo complessivo a base d’asta è di 1.957.000 euro oltre Iva, comprensivi di 58.710 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso.
L’intervento sarà finanziato interamente con fondi regionali previsti dalla Legge 145/2018, destinati ai Liberi Consorzi e alle Città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria.

Scadenze e procedura di gara

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 9 marzo 2026 esclusivamente tramite la piattaforma digitale certificata Maggioli utilizzata dal Libero Consorzio. Si tratta di una procedura telematica con inversione procedimentale.
L’apertura delle offerte è prevista per le ore 8,30 del 10 marzo 2026 nella sala gare del Gruppo Contratti dell’ente, in via Acrone ad Agrigento.
Il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, ha sottolineato come l’ente stia proseguendo nel proprio impegno per migliorare la sicurezza della viabilità provinciale, annunciando che ulteriori gare d’appalto sono già in programma grazie ai finanziamenti ottenuti.

Sciacca assente dal bando regionale per la pesca, Santangelo: “Persa un’occasione per il porto”

Il Comune di Sciacca non compare nella graduatoria provvisoria dei progetti ammessi al finanziamento regionale per i “Piccoli interventi infrastrutturali a terra a servizio della pesca marittima”.

È questo il dato politico che emerge dalla documentazione ufficiale pubblicata dalla Regione Siciliana e che ha spinto il consigliere comunale Carmela Santangelo a presentare un’interrogazione a risposta orale indirizzata al Sindaco e all’Assessore al ramo.

Lo scorso giugno era stato approvato l’Avviso pubblico finalizzato a sostenere investimenti nei porti e a bordo delle imbarcazioni per migliorare la qualità delle produzioni, le condizioni di sbarco delle catture indesiderate e la sicurezza degli operatori del comparto ittico.

Il termine per la presentazione delle istanze era stato prorogato al 15 settembre 2025.
E’ stata poi nominata la Commissione di valutazione, ricostruisce l’assessore e l’11 febbraio del 2026, sono stati trasmessi gli elenchi provvisori delle istanze ammissibili e non ammissibili. Nell’elenco dei comuni ammessi, però, non figura Sciacca.
«La partecipazione all’Avviso Regionale avrebbe rappresentato un’opportunità strategica e concreta per intervenire sulle criticità infrastrutturali del comparto pesca, settore storicamente centrale per l’economia cittadina», evidenzia Santangelo.
Il porto saccense necessita da tempo di interventi strutturali: approvvigionamento idrico ed energetico, servizi igienico-sanitari adeguati, spazi per la vendita diretta del pescato – all’ingrosso e al dettaglio – servizi per la cantieristica navale e da diporto, oltre a interventi di riqualificazione a supporto delle attività turistiche e ricreative.
La marineria ha sempre rappresentato uno dei principali motori economici della città. Oggi l’area portuale è anche un polo di attrazione turistica e commerciale, con una crescente presenza di attività legate alla ristorazione e al consumo di prodotti alimentari.
Da qui la richiesta formale rivolta al Sindaco di chiarire le ragioni della mancata presenza del Comune nella graduatoria provvisoria.

Secondo la consigliera, l’assenza dall’elenco farebbe pensare a una mancata partecipazione al bando, con la conseguente perdita di un’importante occasione di finanziamento per la città e per il quartiere della Marina.
«La città ha bisogno di una visione chiara e di una regia strategica capace di intercettare sistematicamente la finanza agevolata, programmare interventi coerenti con le esigenze del territorio, avviare un confronto strutturato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e integrare sviluppo portuale, turismo e attività produttive in un’unica strategia di crescita», sottolinea Santangelo.
Per questo motivo è stato chiesto che l’interrogazione venga inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, affinché il Sindaco possa spiegare pubblicamente all’intera città le motivazioni della mancata partecipazione al bando regionale.

Niente mensa a scuola a Sciacca, il Pd incalza: “Negato tassello del diritto allo studio”

A Sciacca il servizio di mensa scolastica resta ancora fermo ai nastri di partenza. Per questo il Gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione con risposta scritta per sollecitare l’Amministrazione comunale ad accelerare l’iter e rendere finalmente operativo un servizio atteso da anni da famiglie e istituzioni scolastiche.
Nel documento, i consiglieri dem ricordano come la mensa rappresenti “un tassello fondamentale del diritto allo studio”, non solo sotto il profilo dell’educazione alimentare e della tutela della salute, ma anche come strumento di inclusione sociale e di sostegno concreto alle famiglie, in particolare a quelle in cui entrambi i genitori lavorano.

Un servizio che, sottolineano, incide direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire il tempo pieno.
Il gruppo consiliare evidenzia inoltre che nella città di Sciacca la refezione scolastica manca da anni, determinando un grave vulnus sociale e penalizzando l’attrattività delle scuole cittadine. Proprio per questo – si legge nell’interrogazione – la riattivazione della mensa è stata nell’ultimo anno un punto qualificante dell’azione politica del Partito Democratico all’interno della coalizione di governo.
Secondo quanto riportato, grazie all’impulso politico del Pd, la Giunta municipale avrebbe approvato nel gennaio 2026 una delibera di indirizzo finalizzata alla predisposizione degli atti necessari per la riattivazione del servizio.

Tuttavia, a metà febbraio, non risulterebbero ancora pubblicati i bandi o avviate le procedure di gara per l’affidamento.
Da qui la richiesta formale rivolta all’Amministrazione: chiarire se vi sia la reale e ferma intenzione di dare seguito immediato all’indirizzo politico già espresso e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per accelerare l’iter amministrativo, così da concludere in tempi brevi le procedure e restituire alla città un servizio essenziale.
“Non si può lasciare ancora nell’incertezza famiglie e scuole – sostengono i consiglieri dem –. Dopo anni di attesa, è il momento di trasformare gli impegni politici in atti concreti”.

I danni del ciclone Harry, si aggiorna in Sicilia la quantificazione dei danni

In merito alla quantificazione complessiva dei danni causati dal Ciclone Harry, la Regione ha precisato che, al momento, la prima richiesta ufficiale, pari a 741 milioni di euro, trasmessa dalla Regione alla Protezione civile nazionale è quella allegata alla delibera della Giunta regionale dello scorso 22 gennaio, che ha dichiarato l’emergenza regionale e contestualmente richiesto a Palazzo Chigi il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Stato di emergenza nazionale riconosciuto poi, il 26 gennaio, con lo stanziamento dei primi 33 milioni di euro.

Nel frattempo, la Regione ha già destinato per l’emergenza – in due tranche – 680 milioni di euro di risorse regionali ed extraregionali.

Parallelamente, prosegue spedita l’attività di ricognizione e quantificazione di ulteriori danni sulla base delle richieste pervenute, in continuo e veloce aggiornamento, da parte dei Comuni, suffragate dai tavoli provinciali di lavoro istituti presso gli uffici di ogni Genio civile con l’obiettivo di ridurre al massimo i tempi. All’esito degli stessi, si procederà a una tempestiva integrazione della prima relazione inviata agli organismi nazionali. 

Si sottolinea infine – precisano da palazzo d’Orleans – che l’interlocuzione tra Regione e Governo nazionale è costante, operativa e costruttiva, finalizzata ad accelerare procedure, ristori e interventi per i territori colpiti.

Codice della Strada, guida dopo droghe: la sanzione non è più automatica, conta la quantità assunta

La Corte Costituzionale chiarisce l’art. 187 CdS: non basta la positività al test, serve un pericolo concreto per la sicurezza stradale

Cambia l’interpretazione della guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Con la sentenza n. 10 del 29 gennaio 2026, la Corte Costituzionale interviene sulla riforma del Codice della Strada introdotta dalla legge n. 177/2024, stabilendo un principio destinato a incidere profondamente su controlli, processi e sanzioni: la punibilità non è automatica, ma dipende dalla quantità di droga assunta e dalla sua effettiva capacità di compromettere la guida.

In altre parole, non è più sufficiente risultare positivi a un test antidroga per essere sanzionati. Occorre dimostrare che la sostanza presente nell’organismo sia tale da determinare un concreto pericolo per la circolazione stradale.


Cosa prevedeva l’articolo 187 prima della riforma

Prima dell’intervento legislativo del 2024, l’art. 187 del Codice della Strada puniva la guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
La fattispecie si fondava su due elementi imprescindibili:

  • l’assunzione di droghe;
  • il conseguente stato di alterazione, tale da compromettere le capacità di guida e creare un pericolo concreto per la sicurezza stradale.

Il reato, quindi, non scattava in modo automatico, ma richiedeva la prova dell’effettiva alterazione del conducente.


La riforma del 2024 e i dubbi di costituzionalità

Con la legge n. 177/2024, il legislatore ha eliminato ogni riferimento espresso allo “stato di alterazione”, punendo chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, anche al solo fine di semplificare gli accertamenti su strada.

Questa scelta ha sollevato forti perplessità tra giudici e giuristi: la nuova formulazione rischiava di colpire qualsiasi assunzione precedente alla guida, anche lontana nel tempo (giorni o settimane prima), senza alcun nesso reale con la sicurezza stradale.
Una disciplina ritenuta potenzialmente sproporzionata e irragionevole, oltre che difficilmente compatibile con il principio di offensività del diritto penale.


La decisione della Corte Costituzionale: sì alla norma, ma con limiti stringenti

La Corte Costituzionale ha ritenuto non illegittima la riforma, ma ne ha fornito un’interpretazione fortemente restrittiva.

Secondo i giudici delle leggi, la sanzione può scattare solo se:

  • nei liquidi biologici del conducente è presente una quantità significativa di sostanza stupefacente;
  • tale quantità, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, è idonea ad alterare le capacità di guida di un assuntore medio;
  • l’assunzione determina un concreto pericolo per la sicurezza della circolazione.

Ne consegue che la mera positività al test antidroga non basta più per configurare l’illecito.


Un problema ancora aperto: mancano soglie certe come per l’alcol

A differenza dell’alcol, per il quale esistono limiti legali chiari e misurabili, allo stato attuale non esistono soglie universalmente condivise per correlare la concentrazione di droghe nel sangue o nella saliva a una reale compromissione delle capacità di guida.

Questo significa che:

  • ogni caso dovrà essere valutato singolarmente;
  • la decisione finale spetterà al giudice, che dovrà basarsi su perizie, dati scientifici e circostanze concrete;
  • aumenterà il contenzioso e il peso delle consulenze tecniche nei processi penali.

Cosa cambia concretamente per automobilisti e controlli

La sentenza segna un punto di equilibrio tra sicurezza stradale e garanzie individuali:

  • non viene introdotta una liberalizzazione della guida dopo droghe;
  • viene però evitata una punizione automatica e indiscriminata;
  • la sanzione resta possibile solo in presenza di un effettivo rischio per la collettività.

In sintesi, guidare dopo aver assunto droghe resta vietato, ma la responsabilità penale non può più basarsi su un dato puramente formale. Conta la quantità, l’effetto concreto sull’idoneità alla guida e il pericolo reale per la sicurezza stradale.

Una decisione destinata a incidere profondamente sull’applicazione dell’art. 187 CdS e sul futuro dei controlli su strada.

Carnevale di Sciacca 2026, carri in piazza La Rosa che diventa un cantiere a cielo aperto

Piazza La Rosa si è trasformata in un cantiere a cielo aperto. Come anticipato da Risoluto.it, nel pomeriggio di oggi è scattato il trasferimento dei carrelloni e di alcuni dei pezzi che compongono i carri allegorici del Carnevale di Sciacca 2026.

Le operazioni hanno preso il via intorno alle ore 15. Il maltempo non ha dato tregua neppure durante le fasi di spostamento. I carrelloni, scortati dalla polizia municipale e dalla squadra di soccorso tecnico, hanno raggiunto progressivamente il quartiere Parriera. Il primo carro è arrivato in piazza alle 21:10 circa.

Le imponenti strutture in cartapesta stanno già iniziando prendere forma con l’assemblaggio dei primi pezzi. La manifestazione prenderà il via venerdì 20 febbraio con la consegna simbolica delle chiavi della città a Peppe Nappa, maschera simbolo del carnevale saccense, dando così il via ai festeggiamenti.

Nonostante le condizioni meteo avverse, la piazza si è rapidamente riempita di persone, in parte giovanissimi che hanno approfittato dei giorni di vacanza disposti con ordinanza di disinfestazione delle scuole. Presente anche il sindaco, Fabio Termine, che, raggiunto da noi per un commento sulle operazioni in corso, si è rifiutato non dando nessuna nessuna motivazione, allontanandosi. Termine, che era assente alla conferenza stampa di presentazione della festa, non ha voluto dire nulla.

Marsala, corpo senza vita avvistato in mare davanti al lungomare sud

Un cadavere è stato avvistato questa mattina nelle acque antistanti il lungomare sud di Marsala, poco prima della zona delle spiagge.

L’allarme è scattato nelle prime ore del giorno e sul posto è intervenuta una motovedetta dell’ufficio circondariale marittimo per avviare le operazioni di recupero.
Le attività si sono rivelate particolarmente difficoltose a causa delle condizioni del mare, agitato e con onde sostenute, che hanno complicato l’avvicinamento e la messa in sicurezza dell’area. A supporto sono intervenuti anche i vigili del fuoco.
Secondo le prime informazioni, il corpo indossava un giubbotto salvagente.

Negli ultimi giorni altri cadaveri, verosimilmente migranti, sono stati recuperati lungo le coste del Trapanese, in particolare davanti a Trapani e Pantelleria.
Sono in corso gli accertamenti per l’identificazione della vittima e per chiarire le circostanze del ritrovamento. Le autorità mantengono il massimo riserbo in attesa di ulteriori sviluppi.

Assegno attività socialmente utili 2026: aumenta l’importo a 707,19 euro al mese, nuova circolare INPS

Dal 1° gennaio 2026 l’assegno per le attività socialmente utili (ASU) sale a 707,19 euro mensili. L’aumento è stato ufficializzato dall’INPS con la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 e riguarda migliaia di lavoratori impegnati in progetti di pubblica utilità su tutto il territorio nazionale. Vediamo a chi spetta, come funziona e come accedere ai progetti ASU.


Aumento assegno ASU 2026: nuovo importo ufficiale INPS

Con la circolare INPS n. 4/2026, l’Istituto ha aggiornato l’importo dell’assegno per le attività socialmente utili in base all’adeguamento al costo della vita.

Dal 1° gennaio 2026, l’assegno mensile è fissato in 707,19 euro, importo uniforme su scala nazionale e finanziato attraverso il Fondo sociale per occupazione e formazione.

A differenza di altre prestazioni assistenziali, l’assegno ASU:

  • non è automatico;
  • non è legato alla sola disoccupazione;
  • dipende dallo svolgimento effettivo dell’attività prevista dal progetto.

L’erogazione avviene tramite INPS sulla base delle rendicontazioni trasmesse dagli enti utilizzatori. In caso di assenze non giustificate o interruzione del progetto, l’importo può essere ridotto o sospeso.


A chi spetta l’assegno per attività socialmente utili

L’assegno ASU è disciplinato dal D.Lgs. n. 468/1997 ed è destinato a soggetti coinvolti in percorsi di politica attiva del lavoro.

Possono beneficiarne:

  • disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego;
  • lavoratori espulsi dal mercato del lavoro;
  • persone in mobilità o in percorsi di reinserimento;
  • soggetti fragili coinvolti in progetti di utilità collettiva.

Il diritto all’assegno nasce esclusivamente con la partecipazione concreta alle attività: senza prestazione non matura alcun pagamento. L’ASU non è quindi paragonabile alla NASpI o ad altre indennità passive, ma rappresenta una indennità legata all’impegno attivo del beneficiario.


Cosa sono le attività socialmente utili

Le attività socialmente utili non costituiscono un rapporto di lavoro subordinato, ma forme di occupazione temporanea finalizzate:

  • all’inclusione sociale;
  • al mantenimento delle competenze;
  • al reinserimento nel mercato del lavoro.

I progetti ASU si svolgono presso:

  • Comuni e amministrazioni locali;
  • scuole e strutture pubbliche;
  • servizi ambientali, culturali e sociali;
  • enti del Terzo settore convenzionati.

Le mansioni possono riguardare:

  • manutenzione urbana e verde pubblico;
  • supporto a servizi socio-assistenziali;
  • attività ambientali e culturali;
  • assistenza a persone fragili.

Il modello ASU punta a superare l’assistenzialismo puro, richiedendo un contributo concreto del beneficiario alla collettività.


Come accedere ai progetti ASU nel 2026

Per ottenere l’assegno ASU è necessario:

  1. essere disoccupati;
  2. iscriversi al Centro per l’Impiego;
  3. rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro);
  4. essere selezionati per un progetto ASU attivo.

I progetti vengono attivati da:

  • Comuni;
  • Regioni;
  • Province;
  • enti pubblici o del Terzo settore.

Per candidarsi è necessario monitorare:

  • Albo Pretorio del Comune;
  • siti regionali (sezione Lavoro o Politiche sociali);
  • avvisi dei Centri per l’Impiego.

Le domande vengono valutate tramite graduatoria, secondo criteri stabiliti nel bando. I posti sono limitati e l’assegnazione non è automatica.


Un sostegno attivo, non assistenziale

L’aumento dell’assegno ASU a 707,19 euro mensili nel 2026 rafforza uno strumento che unisce sostegno al reddito e utilità sociale.
Si tratta di una misura spesso poco conosciuta, ma che continua a rappresentare una rete di protezione concreta per migliaia di persone escluse dal mercato del lavoro tradizionale.

Con la nuova circolare INPS, il quadro normativo e operativo risulta più chiaro, consentendo agli enti e ai beneficiari di programmare con maggiore certezza le attività per il 2026.

Caro voli in Sicilia a Pasqua, i sindacati incalzano la Regione

Il ritorno delle festività pasquali riaccende il problema del caro voli in Sicilia, con prezzi dei biglietti aerei già in crescita nelle prime simulazioni di acquisto. A lanciare l’allarme sono Federconsumatori Sicilia, l’associazione “Nun si parti” e Cgil Sicilia, che hanno inviato una lettera alla Presidenza della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale.
Le organizzazioni sottolineano come il fenomeno del caro voli in Sicilia non sia episodico, ma ormai strutturale, destinato a ripresentarsi durante le principali festività e nei periodi di maggiore mobilità.

Caro voli in Sicilia, prezzi già alti per Pasqua

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, per rientrare nell’isola durante la settimana di Pasqua il costo di un volo diretto si aggira attorno ai 350 euro. Esistono alternative più economiche, ma con tempi di viaggio molto più lunghi: si parla di biglietti da circa 175 euro con scali intermedi, come Tirana e Bari, per un totale che può arrivare fino a 23 ore di viaggio.
Situazioni simili si registrano per chi parte da città come Torino o Bologna o per chi atterra negli aeroporti siciliani, in particolare a Catania.

Il precedente delle festività natalizie

Le associazioni ricordano che durante le recenti festività natalizie si erano già verificati aumenti eccezionali delle tariffe, in alcuni casi fino al 900% rispetto ai prezzi ordinari. In diverse tratte i biglietti avevano superato i 500 euro per una sola andata, confermando un andamento che tende a ripetersi.

Diritto alla mobilità e rientro nell’isola

Il caro voli in Sicilia colpisce soprattutto studenti e lavoratori residenti fuori regione, che durante le festività si trovano a sostenere costi molto elevati per poter rientrare a casa. Le organizzazioni evidenziano come questa situazione produca effetti sociali ed economici rilevanti, incidendo sul diritto alla mobilità e sull’intero sistema regionale, a partire dal comparto turistico.
Nonostante le numerose segnalazioni degli utenti e le iniziative di mobilitazione degli ultimi anni, tra cui il sit-in del 22 dicembre 2025 all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, non sarebbero ancora state adottate soluzioni strutturali in grado di contenere il fenomeno.

La richiesta di un confronto istituzionale

Per queste ragioni sindacati e associazioni chiedono l’apertura urgente di un confronto che coinvolga Regione, Ministero, autorità di regolazione, gestori aeroportuali, compagnie aeree e rappresentanze sociali, con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per garantire condizioni di accessibilità più eque.
«La lettera è stata inoltrata nel gennaio 2026 e non ha ancora ricevuto risposta – conclude Giovanni Castronovo di Nun si parti –. Chiediamo una convocazione al più presto possibile, altrimenti arriveremo al periodo pasquale con ulteriori e insostenibili aumenti. È una questione di uguaglianza sostanziale».