Piomba in auto sui ragazzi all’uscita della discoteca a Taormina, fermate due persone

Sono scattati due fermi con l’ipotesi di tentato omicidio nell’ambito delle indagini sui fatti avvenuti nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 giugno lungo la statale 114, a Taormina, nel tratto di Spisone, dove un’auto era stata lanciata a forte velocità contro un gruppo di giovani all’uscita dei locali della movida.

I provvedimenti riguardano il conducente del veicolo e un’altra persona che si trovava a bordo al momento dell’episodio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata con una lite all’interno di un locale per poi proseguire all’esterno, fino a trasformarsi in una sequenza di momenti concitati culminati nella manovra contestata. L’auto, dopo essersi allontanata, avrebbe percorso un tratto della statale anche contromano, per poi tornare improvvisamente verso il gruppo di ragazzi, che sono riusciti a evitare l’impatto all’ultimo istante. Alcuni giovani hanno riportato ferite lievi.

L’indagine, condotta dalla polizia di Stato del commissariato di Taormina, ha portato nelle ultime ore all’individuazione dei soggetti coinvolti e all’adozione dei provvedimenti restrittivi. Ulteriori accertamenti sono in corso per chiarire nel dettaglio la dinamica e le singole responsabilità.

Ignazio Fonzo lascia la Procura di Catania: nominato alla Procura generale del Distretto

Dopo anni di attività investigativa e giudiziaria in prima linea contro la criminalità organizzata, il magistrato Ignazio Fonzo conclude il suo incarico di procuratore aggiunto della Procura di Catania per assumere un nuovo ruolo presso la Procura generale dello stesso Distretto.

Sessantasei anni, Fonzo è entrato in magistratura nel 1989. I primi passi della sua carriera lo hanno visto impegnato come giudice minorile fino al 1992. Successivamente è approdato alla Procura distrettuale di Catania il 20 luglio di quello stesso anno, pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta.

Nel corso della sua lunga esperienza alla Direzione distrettuale antimafia ha coordinato numerose inchieste contro le organizzazioni mafiose operanti nel territorio etneo. Tra le operazioni più rilevanti figura “Ficodindia”, condotta contro il clan Laudani. Ha inoltre sostenuto l’accusa nel processo per l’omicidio dell’avvocato Serafino Famà e ha seguito indagini riguardanti gruppi criminali attivi nelle province di Ragusa e Siracusa.

Nel 2007 è stato chiamato a svolgere il ruolo di consulente a tempo pieno della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno mafioso, incarico mantenuto fino al gennaio 2009, quando è stato nominato procuratore aggiunto ad Agrigento.

La sua attività istituzionale si è estesa anche in ambito europeo e governativo. Nel 2013 ha collaborato con la Commissione speciale del Parlamento Europeo dedicata alla lotta contro criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio. Dal 2014 al 2017 ha inoltre fatto parte del gruppo di lavoro del Ministero dell’Interno dedicato alle questioni migratorie.

Il 10 maggio 2017 si è insediato come procuratore aggiunto a Catania. Dal giugno 2025 è anche componente della commissione esaminatrice del concorso in magistratura.

Accanto all’attività giudiziaria, Fonzo ha ricoperto incarichi nel settore tributario, svolgendo le funzioni di giudice tributario dal 2012 e assumendo nel 2022 il ruolo di vicepresidente di sezione della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Catania.

Importante anche il suo percorso nel mondo dello sport. Ha fatto parte dell’Ufficio indagini della FIGC tra il 1994 e il 1998 e della Commissione d’Appello Federale dal 2003 al 2006. Dal 1995 guida l’Associazione Sportiva Magistrati di Catania e dal 2018 è allenatore con qualifica UEFA B.

Per l’impegno sportivo e associativo ha ricevuto la Stella di Bronzo al Merito Sportivo nel 2016 e la Stella d’Argento nel 2022.

Con il trasferimento alla Procura generale del Distretto di Catania si chiude una delle più significative esperienze professionali della magistratura siciliana degli ultimi decenni, caratterizzata da un costante impegno nella lotta alla criminalità organizzata e nelle attività istituzionali di rilievo nazionale ed europeo.

Furto in stabilimento dismesso: due arresti a Catania

Due uomini di 49 e 40 anni, entrambi residenti a Catania, sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. L’intervento è avvenuto nell’area industriale del capoluogo etneo, in contrada Passo Martino, dove i militari hanno sorpreso i due mentre erano intenti a sottrarre materiale da uno stabilimento dismesso.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di controllo e prevenzione svolte quotidianamente sul territorio dai carabinieri, che hanno individuato movimenti sospetti nei pressi dell’ex struttura industriale e sono intervenuti tempestivamente.

Furto in stabilimento: l’intervento dei carabinieri

La pattuglia del Nucleo Radiomobile stava effettuando un servizio di controllo quando ha notato un’attività sospetta nei pressi dello stabile dismesso. I militari hanno quindi arrestato la marcia del mezzo di servizio e si sono avvicinati con cautela all’area interessata.

Una volta giunti sul posto, hanno sorpreso i due uomini mentre stavano rubando materiale metallico e cavi elettrici dall’ex complesso industriale. Alla vista dei carabinieri, i presunti responsabili avrebbero tentato di completare rapidamente il caricamento della refurtiva all’interno di un’autovettura, senza però riuscire nel loro intento.

L’equipaggio è intervenuto immediatamente, bloccando i due e mettendo in sicurezza l’intera area.

Recuperata la refurtiva

La successiva perquisizione ha permesso ai militari di recuperare il materiale che sarebbe stato sottratto dallo stabilimento. Tra gli oggetti rinvenuti figurano una consistente quantità di cavi elettrici, tubi metallici e diversi utensili da lavoro utilizzati per compiere il furto.

Il recupero della refurtiva ha consentito di restituire il materiale all’avente diritto, evitando che il danno patrimoniale si concretizzasse ulteriormente. Determinante, secondo quanto emerso, è stata la rapidità dell’intervento dei carabinieri, che hanno impedito che il colpo venisse portato a termine.

Furto in stabilimento dismesso: scattano gli arresti

Al termine delle attività di controllo e degli accertamenti eseguiti sul posto, i due uomini sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.

L’Autorità Giudiziaria, informata dell’accaduto, ha disposto nei confronti degli indagati la misura dell’obbligo di firma. L’operazione conferma l’importanza del costante presidio del territorio e delle attività di prevenzione svolte dalle forze dell’ordine, che in questo caso hanno consentito di interrompere il furto in stabilimento prima che venisse completato e di recuperare integralmente il materiale sottratto.

Sicurezza a Sciacca, Commissioni e Pd chiedono interventi

Le vicende che hanno visto alcune attività commerciali di Sciacca finire nel mirino di episodi di furto hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza in città e sulla necessità di adottare misure più efficaci per tutelare cittadini e operatori economici.
I presidenti delle commissioni consiliari Attività Produttive e Bilancio, Giuseppe Catanzaro e Filippo Bellanca, hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà alle attività colpite, sottolineando come gli episodi registrati nelle ultime ore abbiano generato forte preoccupazione all’interno della comunità cittadina.

Sicurezza a Sciacca e contrasto alla desertificazione commerciale

Le Commissioni ricordano di essere impegnate da settimane in un’attività di confronto e sensibilizzazione nei confronti dell’amministrazione comunale sul tema della sicurezza urbana, con particolare attenzione al centro storico.
Secondo Catanzaro e Bellanca, il tema della sicurezza a Sciacca è strettamente collegato al fenomeno della desertificazione commerciale, considerato una delle principali criticità del territorio. La progressiva riduzione delle attività economiche e delle presenze nelle strade rischia infatti di favorire situazioni di degrado e insicurezza, con ripercussioni sulla vivibilità e sull’attrattività della città.
I due presidenti evidenziano la necessità di uno sforzo ulteriore attraverso provvedimenti e ordinanze realmente efficaci, capaci di prevenire e contrastare i fenomeni di devianza che stanno incidendo sul tessuto economico e sociale cittadino.

Il ringraziamento alle Forze dell’Ordine e le critiche all’ordinanza

Nel loro intervento, Catanzaro e Bellanca hanno rivolto un ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto quotidianamente sul territorio. Allo stesso tempo ritengono che anche l’Amministrazione comunale debba assumere un ruolo più incisivo.
I presidenti delle Commissioni sostengono infatti che l’ordinanza recentemente adottata presenti criticità e che, allo stato attuale, non offra strumenti adeguati per rafforzare l’attività di prevenzione e controllo né per favorire l’applicazione di misure più incisive nei casi previsti dalla normativa.
Nel documento viene inoltre evidenziato il mancato intervento pubblico del sindaco dopo i recenti episodi che hanno colpito le attività commerciali della città. Secondo i firmatari, un messaggio istituzionale avrebbe rappresentato un segnale importante di vicinanza alle vittime e di rassicurazione per cittadini e commercianti.

Il Partito Democratico rilancia il confronto sulla sicurezza

Sul tema è intervenuto anche il Partito Democratico di Sciacca attraverso il segretario cittadino e il gruppo consiliare.
Il Pd sottolinea come i continui episodi di microcriminalità che interessano sia il centro storico sia le periferie stiano alimentando un crescente senso di insicurezza e preoccupazione tra residenti e operatori economici, con effetti negativi sulla qualità della vita e sull’economia locale.

La richiesta di un tavolo tecnico permanente


Il Partito Democratico ricorda di avere già sollecitato, nell’aprile 2026, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.
L’obiettivo, spiegano i rappresentanti democratici, è quello di analizzare in maniera strutturata le criticità esistenti e individuare misure straordinarie per il ripristino della sicurezza a Sciacca, con particolare attenzione alle ore notturne e alle zone maggiormente esposte.
Il gruppo consiliare e il segretario cittadino esortano quindi il sindaco e le altre istituzioni locali ad affrontare il problema in maniera condivisa e coordinata, così da contrastare il crescente allarme sociale e sostenere famiglie, cittadini e attività commerciali del territorio.
Intanto le commissioni consiliari Attività Produttive e Bilancio si dichiarano disponibili a riunirsi congiuntamente per avanzare proposte migliorative, già rappresentate all’assessore Moreno Luna, con l’obiettivo di rendere più efficace l’azione di contrasto ai fenomeni che stanno mettendo alla prova il tessuto economico e sociale della città.

Porto di Sciacca, Catanzaro chiama la Regione: “È tempo di dare risposte sul cantiere della riva nord

Torna sotto i riflettori la vicenda legata ai lavori incompiuti all’interno del porto di Sciacca.

A riaccendere l’attenzione sul tema è il deputato regionale del Partito Democratico Michele Catanzaro, che ha invitato l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò a recarsi personalmente nello scalo marittimo per verificare le condizioni dell’area interessata dagli interventi.
L’iniziativa nasce dalla perdurante situazione di immobilismo che riguarda la banchina della riva nord, dove le opere previste non hanno ancora trovato completamento. Una condizione che, secondo il parlamentare saccense, continua a privare la città di un’infrastruttura essenziale per la crescita del territorio.
Nella richiesta trasmessa all’assessorato regionale, Catanzaro evidenzia l’importanza del porto non solo per il comparto della pesca, ma anche per le prospettive di sviluppo economico e turistico dell’intero comprensorio. Da qui la necessità di un confronto diretto sul posto, capace di fare emergere le ragioni dei ritardi e individuare un percorso concreto per arrivare alla conclusione dei lavori.
Per l’esponente del Pd, la presenza dell’assessore rappresenterebbe un segnale significativo nei confronti della comunità locale e degli operatori che da anni attendono certezze sul futuro dell’opera. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sulle procedure ancora in sospeso e conoscere quali siano le tempistiche previste per il riavvio e il completamento degli interventi.
La questione del porto continua infatti a essere considerata una delle priorità per Sciacca, in considerazione del ruolo strategico che lo scalo riveste per l’economia cittadina e per le attività produttive legate al mare.

Inchiesta per corruzione e falso al Cefpas di Caltanissetta, tra gli indagati anche il deputato regionale Riccardo Gallo

La Procura di Caltanissetta ha chiesto misure cautelari nei confronti di otto persone nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di corruzione e falso ideologico legati alle attività del Cefpas, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale Sanitario. Tra gli indagati figura anche il deputato regionale Riccardo Gallo.

Nella mattinata odierna gli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il supporto delle Squadre Mobili di Palermo, Agrigento e Piacenza, hanno notificato gli inviti a comparire per gli interrogatori disposti dal giudice per le indagini preliminari. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni, compresa quella nell’ufficio del parlamentare regionale.

Oltre a Gallo, risultano coinvolti nell’indagine l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo, il direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, i funzionari del Cefpas Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca, il rappresentante legale della società Sice srl Pietro Tirone e il funzionario regionale in quiescenza Vincenzo Raitano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema contestato avrebbe ruotato attorno alla gestione dell’ente formativo sanitario. La Procura sostiene che alcuni atti sarebbero stati adottati per favorire interessi riconducibili al deputato regionale, in cambio della garanzia di continuità nell’incarico ai vertici del Cefpas.

Tra gli episodi al centro dell’indagine vi sarebbero l’attribuzione di un incarico dirigenziale a Gioacchino Pontillo, l’affidamento di consulenze e di un contratto a tempo determinato alla moglie del parlamentare, nonché la sottoscrizione di un accordo tra Cefpas e Asp di Agrigento che avrebbe consentito il trasferimento della donna attraverso un distacco di personale.

Gli inquirenti contestano inoltre l’affidamento di un progetto relativo a una biblioteca digitale a un operatore economico ritenuto privo delle competenze richieste e una serie di ulteriori incarichi che sarebbero stati conferiti a soggetti indicati dal deputato per finalità ritenute estranee all’interesse pubblico.

L’accusa di corruzione viene contestata anche a Giuseppe Capodieci, Pietro Tirone e Vincenzo Raitano, mentre a Maria Luisa Zoda e Salvatore Enrico Giambelluca viene attribuito il reato di falso ideologico per presunte attestazioni non corrispondenti al vero nell’ambito della procedura relativa alla biblioteca virtuale.

L’indagine si trova nella fase preliminare e le accuse formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.

Inchiesta per corruzione e falso al Cefpas di Caltanissetta, tra gli indagati anche il deputato regionale Riccardo Gallo

La Procura di Caltanissetta ha chiesto misure cautelari nei confronti di otto persone nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di corruzione e falso ideologico legati alle attività del Cefpas, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale Sanitario. Tra gli indagati figura anche il deputato regionale Riccardo Gallo.

Nella mattinata odierna gli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il supporto delle Squadre Mobili di Palermo, Agrigento e Piacenza, hanno notificato gli inviti a comparire per gli interrogatori disposti dal giudice per le indagini preliminari. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni, compresa quella nell’ufficio del parlamentare regionale.

Oltre a Gallo, risultano coinvolti nell’indagine l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo, il direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, i funzionari del Cefpas Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca, il rappresentante legale della società Sice srl Pietro Tirone e il funzionario regionale in quiescenza Vincenzo Raitano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema contestato avrebbe ruotato attorno alla gestione dell’ente formativo sanitario. La Procura sostiene che alcuni atti sarebbero stati adottati per favorire interessi riconducibili al deputato regionale, in cambio della garanzia di continuità nell’incarico ai vertici del Cefpas.

Tra gli episodi al centro dell’indagine vi sarebbero l’attribuzione di un incarico dirigenziale a Gioacchino Pontillo, l’affidamento di consulenze e di un contratto a tempo determinato alla moglie del parlamentare, nonché la sottoscrizione di un accordo tra Cefpas e Asp di Agrigento che avrebbe consentito il trasferimento della donna attraverso un distacco di personale.

Gli inquirenti contestano inoltre l’affidamento di un progetto relativo a una biblioteca digitale a un operatore economico ritenuto privo delle competenze richieste e una serie di ulteriori incarichi che sarebbero stati conferiti a soggetti indicati dal deputato per finalità ritenute estranee all’interesse pubblico.

L’accusa di corruzione viene contestata anche a Giuseppe Capodieci, Pietro Tirone e Vincenzo Raitano, mentre a Maria Luisa Zoda e Salvatore Enrico Giambelluca viene attribuito il reato di falso ideologico per presunte attestazioni non corrispondenti al vero nell’ambito della procedura relativa alla biblioteca virtuale.

L’indagine si trova nella fase preliminare e le accuse formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.

Dimino annuncia un’Estate Saccense da 300 mila euro: “Parte dei fondi arriveranno dalla Regione” (Video)


E’ atteso domani, venerdì 5 giugno, l’atto di indirizzo riguardante l’Estate Saccense. L’assessore comunale al Turismo, Francesco Dimino, fa sapere che l’amministrazione, lavorando in sinergia con gli uffici, punta a presentare entro il 20 giugno il calendario delle manifestazioni estive.

Sarà un’Estate saccense da 300 mila euro a Sciacca con metà delle risorse che arriveranno dalla Regione e il resto con fondi comunali.

“Ci saranno momenti teatrali – annuncia l’assessore Dimino – e anche musicali con cantanti di livello nazionale e una serie di interventi grazie ai contributi regionali. Uno, legato alla Siru, con altri sette comuni, e un altro con il dipartimento del Turismo, riguardante il turismo esperienziale, con i comuni di tradizione ceramica. Per i contributi regionali attendiamo circa 80 mila euro dal dipartimento del Turismo e per il progetto Siru 60 mila euro. Prima saranno disponibili queste somme e prima programmeremo”.

Le iniziative andranno avanti fino al mese di ottobre. “Ci saranno manifestazioni organizzate anche dai privati, come Azzurro Food, ma non mancherà – aggiunge l’assessore comunale al Turismo – il concerto che organizzerà il Comune”.

Anziano trovato morto carbonizzato nell’incendio a Gioiosa Marea

Un uomo di 90 anni è stato trovato morto carbonizzato nella propria abitazione distrutta da un incendio divampato in contrada Catello Stefana, sopra la località Mangano, a Gioiosa Marea, nel Messinese.

Le fiamme si sono estese su un’area di circa sette ettari, distruggendo un uliveto e minacciando alcune abitazioni situate a circa 300 metri dal fronte del fuoco.

Sul posto sono intervenuti la Protezione civile, i vigili del fuoco e i volontari dei Rangers International. In azione anche due canadair e due elicotteri antincendio, che hanno effettuato numerosi lanci d’acqua per contenere e spegnere il rogo.

Pensionato raggirato a Ribera, consegna gioielli del valore di 10 mila euro

Un nuovo episodio di truffa ai danni di un anziano si è verificato a Ribera, dove un pensionato è caduto nella rete di malviventi che si sono spacciati per appartenenti alle forze dell’ordine. L’uomo, convinto dalla falsa ricostruzione fornita dai truffatori, ha consegnato alcuni gioielli custoditi in casa per un valore di circa 10 mila euro.

La vicenda è stata denunciata ai carabinieri, che hanno avviato le indagini per identificare gli autori del raggiro.

Pensionato raggirato con la tecnica del falso carabiniere

Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con una telefonata ricevuta dall’anziano. Dall’altro capo della linea, un uomo si sarebbe qualificato come carabiniere, prospettando una situazione particolarmente grave che avrebbe coinvolto il pensionato.

Il racconto, costruito nei dettagli per apparire credibile, avrebbe spinto la vittima a fidarsi dell’interlocutore. Poco dopo, il falso militare o un suo complice si è presentato per ritirare quanto richiesto.

Consegnati preziosi di famiglia

Il pensionato ha consegnato la i gioielli, convinto di collaborare con un’attività legata a presunti accertamenti.

Solo successivamente l’uomo si sarebbe reso conto di essere stato vittima di una truffa. A quel punto è scattata la segnalazione alle forze dell’ordine, con la denuncia formale dell’accaduto.

Indagini in corso per individuare i responsabili

I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e cercare di risalire agli autori del raggiro.

L’episodio conferma come la tecnica del falso carabiniere continui a essere utilizzata dai truffatori per colpire soprattutto le persone anziane, facendo leva sulla paura e sulla fiducia riposta nelle istituzioni.

L’allarme sul territorio

Il caso del pensionato raggirato a Ribera si inserisce in una serie di episodi analoghi registrati negli ultimi mesi in diverse località italiane. I malviventi, attraverso telefonate ben orchestrate e false emergenze, riescono spesso a ottenere la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore.

Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi e per individuare i responsabili della truffa che ha colpito l’anziano riberese.

Emergenza al pronto soccorso di Gela: in servizio soltanto due medici di ruolo

Il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela si trova ad affrontare una grave carenza di personale medico. Attualmente, infatti, l’attività del reparto viene garantita da appena due medici di ruolo, tra cui il direttore dell’Unità operativa di emergenza.

Una situazione particolarmente delicata se si considera che la struttura sanitaria rappresenta un punto di riferimento non solo per la città di Gela, ma anche per numerosi centri del territorio nisseno, servendo un bacino di utenza stimato in circa 150 mila persone.

La ridotta presenza di personale rende sempre più complessa l’organizzazione dei turni. A supporto del servizio operano giovani professionisti alle prime esperienze lavorative, impiegati con incarichi non strutturati. A pesare ulteriormente sull’organico vi è l’assenza di altri due medici attualmente in malattia per gravi problemi di salute.

Secondo la dotazione prevista, il pronto soccorso gelese dovrebbe poter contare su 14 medici oltre al primario. Il numero attuale risulta quindi ben lontano dagli standard fissati dalla pianta organica.

Da tempo l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Terenziano Di Stefano, insieme all’assessore Filippo Franzone, sollecita interventi da parte della Regione per potenziare il personale del pronto soccorso e degli altri reparti dell’ospedale. Anche in questi settori, infatti, medici e operatori sanitari risultano spesso inferiori rispetto a quanto previsto dagli organici.

La questione resta al centro dell’attenzione delle istituzioni locali, che chiedono risposte concrete per garantire la continuità dei servizi sanitari e assicurare un’assistenza adeguata ai cittadini del comprensorio.