Porto Palo di Menfi, il gruppo “92013” diffida la Regione: “Ultimatum di 15 giorni”

Si allarga il fronte istituzionale a sostegno della protesta in corso a Porto Palo di Menfi. Il gruppo consiliare “92013” ha annunciato la sottoscrizione e la promozione di una petizione popolare accompagnata da una diffida formale nei confronti della Regione Siciliana, assessorato delle Infrastrutture e della mobilità, per quella che viene definita “inerzia amministrativa” sulla gestione dell’accumulo di posidonia oceanica.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della mobilitazione avviata dal sindaco Vito Clemente, attualmente presente nell’area portuale per una protesta pubblica di sensibilizzazione. I consiglieri dichiarano “piena condivisione” e sostegno all’azione del primo cittadino, evidenziando una situazione ritenuta ormai critica.

Nel comunicato, il gruppo consiliare parla di una condizione “ormai insostenibile” che comprometterebbe la fruibilità del porto, con ricadute sulla salute pubblica e conseguenze economiche per le attività locali, in particolare nei settori turistico e commerciale.

Con l’atto notificato, viene intimato all’amministrazione regionale di intervenire entro 15 giorni, avviando le operazioni necessarie per la rimozione e la gestione della posidonia nel rispetto della normativa vigente.

Il gruppo “92013” ribadisce inoltre il proprio impegno “al fianco della comunità menfitana” e conferma il sostegno alla protesta pacifica in corso, destinata a proseguire fino all’adozione di provvedimenti concreti da parte della Regione.

Promotori dell’iniziativa sono i consiglieri Adriano Mulè Cascio, Valentina Sutera, Marisa Gagliano, Giusy Palumbo e Michele Interrante.

Tentato omicidio a Lipari, arrestato un 34enne

Un episodio di violenza ha scosso l’isola di Lipari, dove un uomo di 34 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto a seguito di una lite sfociata in un’aggressione con arma da taglio.

Tentato omicidio a Lipari: la dinamica dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito, il tentato omicidio a Lipari si è verificato in strada, al culmine di una discussione tra due coetanei. Durante lo scontro, il 34enne avrebbe accoltellato la vittima all’addome.
L’aggressione ha richiesto un immediato intervento dei soccorsi. L’uomo ferito è stato trasportato inizialmente presso l’ospedale dell’isola per le prime cure. Successivamente, considerata la gravità della situazione, è stato disposto il trasferimento in elicottero al Policlinico di Messina.
Le condizioni della vittima, secondo le informazioni disponibili, non sarebbero tali da far temere per la vita.

Arresto dopo il tentato omicidio

I carabinieri sono riusciti a ricostruire quanto accaduto grazie anche alle testimonianze raccolte sul posto. Gli elementi acquisiti hanno portato al fermo del presunto responsabile, un uomo residente nel catanese.
Dopo l’arresto, il 34enne è stato trasferito nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, dove si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Indagini in corso

Il caso di tentato omicidio a Lipari resta al centro delle indagini, con gli investigatori impegnati a chiarire il movente che ha portato all’aggressione. Non si esclude inoltre la possibilità che possano emergere ulteriori elementi utili a definire con precisione la dinamica dei fatti.
Gli inquirenti stanno proseguendo con gli accertamenti per comprendere le cause della lite degenerata in violenza e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Randagismo a Sciacca, Sinagra: “In 4 anni 280 cani adottati o reinseriti”

L’assessore al Randagismo e ai Diritti degli Animali, Agnese Sinagra, interviene per fare chiarezza sull’emergenza randagismo a Sciacca, illustrando numeri e attività portate avanti dall’Amministrazione comunale.
All’insediamento nel 2022, la situazione era particolarmente complessa: oltre 200 cani nei canili, molti dei quali reclusi anche da dieci anni. Di questi, circa 120 animali non possono più essere reinseriti, occupando stabilmente posti in struttura e incidendo in modo significativo sui costi.
Oggi i cani presenti in canile sono circa 200, a fronte di una capienza di 220 posti, un dato in diminuzione. La spesa annua per il mantenimento si attesta intorno ai 340.000 euro, anche a causa dell’aumento delle tariffe registrato dopo il 2021.

Costi e interventi sull’emergenza randagismo

Nel corso del 2025, ai costi ordinari si sono aggiunte spese straordinarie legate al sequestro di circa 24 cani in via Delle Sequoie, un intervento complesso richiesto da tempo dai residenti.
Nuovi servizi per affrontare l’emergenza randagismo
Un ulteriore capitolo di spesa riguarda il pronto soccorso e le cure sanitarie per cani e gatti incidentati. Tuttavia, questi costi saranno ridotti con l’apertura del nuovo ambulatorio veterinario in contrada Ferraro, prevista entro la fine di maggio.
La struttura rappresenterà un presidio importante per gestire le emergenze e potenziare le attività di sterilizzazione e microchippatura, in collaborazione con Asp e associazioni locali.

Emergenza randagismo: adozioni e risultati

Nonostante l’emergenza randagismo sia ancora presente sul territorio, l’assessore evidenzia i risultati ottenuti negli ultimi anni.
In quattro anni sono stati prelevati oltre 340 cani, di cui circa 280 già ricollocati attraverso adozioni o reinseriti dopo sterilizzazione. Nel solo 2025, l’Ufficio Randagismo ha autorizzato 102 adozioni.
Attualmente, in canile restano soltanto 4 cani da sterilizzare, grazie a interventi settimanali costanti.

Progetti e sensibilizzazione

Tra le iniziative realizzate, anche la creazione di 10 colonie feline per il controllo della popolazione dei gatti, sviluppate in collaborazione con volontari e Asp.
A queste si affiancano attività di sensibilizzazione e incontri educativi nelle scuole, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale nelle nuove generazioni.

Un impegno costante contro l’emergenza randagismo

L’assessore sottolinea come l’emergenza randagismo debba essere analizzata nella sua complessità, evitando letture parziali dei dati. L’azione amministrativa prosegue con continuità, puntando su interventi strutturati, servizi dedicati e collaborazione con il territorio.

Barca della legalita’ dedicata a Guazzelli, Di Giovanna: “Primo nome al quale la Lega Navale di Sciacca ha pensato” (Video)

Una nave sottratta dalle mani degli scafisti che avevano trasportato in Italia dei migranti, ha da oggi nuova vita e porta il nome del maresciallo Giuliano Guazzelli, assassinato dalla mafia nel 1992.

Il cambio di nome dell’imbarcazione di oggi e’ stato un momento dal forte valore simbolico e civile nell’ambito del progetto del piano nazionale “Mare di legalità”.

L’imbarcazione, confiscata nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata, e’ tornata così a nuova vita con una funzione pubblica e sociale.

La scelta di dedicarla a Guazzelli richiama il sacrificio di un servitore dello Stato che ha pagato con la vita il proprio impegno contro la mafia.

La cerimonia di oggi, moderata dal giornalista Giuseppe Pantano, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, forze dell’ordine, soci della lega saccense e cittadini. A Sciacca per l’occasione anche l’ammiraglio Luciano Magnanelli, vice presidente nazionale della Lega Navale.

Nel corso dell’iniziativa è stato sottolineato il significato del riutilizzo dei beni confiscati, considerato uno degli strumenti più concreti nella lotta alle organizzazioni mafiose: trasformare ciò che era simbolo di illegalità in risorsa per la collettività.

Il ricordo del maresciallo Guazzelli, figura storica dell’Arma dei Carabinieri nel territorio agrigentino, resta legato a una stagione difficile della storia siciliana, segnata da violenze e attentati. La sua memoria, oggi, viene affidata anche a un bene restituito alla comunità, con l’obiettivo di tenere viva l’attenzione sul valore della legalità.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di educazione civica e sensibilizzazione, rivolto in particolare ai giovani. Sono stati coinvolti nel progetto anche gli studenti del don Michele Arena dell’indirizzo Nautico.

Porto Palo di Menfi, protesta del sindaco contro l’emergenza posidonia: “Due anni di solleciti senza risposte” (Video)

Una protesta “pacifica e civile”, ma dal forte valore simbolico, per richiamare l’attenzione della Regione su una criticità che si trascina da anni. Dalle ore 9 di oggi il sindaco di Menfi, Vito Clemente, è presente al porto di Porto Palo di Menfi indossando la fascia tricolore, dando seguito all’iniziativa annunciata nei giorni scorsi in una nota stampa.

Al centro della mobilitazione, la persistente presenza di Posidonia oceanica all’interno dell’area portuale, che, secondo quanto segnalato dall’amministrazione comunale, continua a creare disagi operativi e a incidere sull’attività economica locale. Una situazione che, come sottolineato dal sindaco, sarebbe stata oggetto di “oltre due anni di lettere, solleciti, interventi” rivolti agli uffici regionali, senza risposte risolutive.

“La protesta segue oltre due anni di lettere, solleciti, interventi, viaggi della speranza a Palermo, promesse, dilazioni, tutto ormai non mantenuto”, ha detto oggi il sindaco a margine dell’iniziativa, spiegando le ragioni della mobilitazione. Clemente ha ribadito di aver scritto anche al presidente della Regione, che a sua volta avrebbe sollecitato l’assessore competente a intervenire sulla questione.

La giornata di protesta si inserisce dunque in un contesto di interlocuzioni istituzionali ritenute insufficienti dall’amministrazione comunale. “Avevo già detto che se entro questa settimana l’assessore Aricò non mi avesse risposto avrei proceduto a fare un’iniziativa ulteriore di sensibilizzazione”, ha aggiunto il sindaco, motivando così la presenza odierna al porto.

Tra i simboli della protesta, anche una catena posta all’ingresso del porticciolo: “La catena è simbolica, la catena ha un lucchetto, le chiavi ce le ho io, darò le chiavi per aprire questo lucchetto all’assessore Aricò”, ha affermato Clemente, indicando la volontà di restare sul posto fino a un sopralluogo diretto da parte dell’assessore e all’adozione di atti concreti.

Secondo quanto dichiarato, l’aggravarsi della situazione, anche a seguito delle recenti mareggiate e del ciclone Henry che avrebbe portato ulteriore posidonia all’interno del porto, starebbe incidendo sull’apertura della stagione per alcune attività commerciali locali.

L’iniziativa proseguirà “fino a nuova comunicazione”, con l’obiettivo di ottenere risposte operative e immediate da parte della Regione sulla gestione dell’area portuale.

Sambuca di Sicilia, quarant’anni della Fondazione Cana: storia e impegno per la famiglia e la disabilità (Video)

Sambuca di Sicilia celebra i quarant’anni della Fondazione Cana, realtà radicata nel territorio e impegnata da decenni nell’accoglienza, nella promozione della famiglia e nel sostegno alle persone più fragili.

Un traguardo significativo che coincide con una serie di iniziative pubbliche e momenti di riflessione, a testimonianza di un percorso consolidato e ancora attuale.

Nata negli anni Ottanta, in un contesto sociale in trasformazione, la Fondazione Cana – conosciuta anche attraverso l’esperienza dell’Oasi Cana – si è progressivamente affermata come punto di riferimento per la formazione della coppia, il supporto alle famiglie e l’accompagnamento delle situazioni di disagio.

L’associazione opera con una chiara ispirazione cristiana, sviluppando servizi e attività che mettono al centro la persona e le relazioni familiari. 

Il quarantesimo anniversario non è solo una ricorrenza simbolica, ma diventa occasione per rilanciare il ruolo sociale della Fondazione.

Tra gli appuntamenti organizzati per celebrare questo traguardo, spicca l’incontro “Famiglia e Disabilità”, promosso proprio in occasione dell’anniversario presso l’Oasi Famiglia di Sambuca di Sicilia. 

L’iniziativa ha visto la partecipazione di figure di rilievo del panorama ecclesiale, tra cui il vescovo di Agrigento Alessandro Damiano, suor Veronica Donatello, responsabile nazionale della pastorale delle persone con disabilità, e fra Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia.

Un momento di confronto che ha posto al centro il tema dell’inclusione e del sostegno alle famiglie che vivono la disabilità.

Nel corso di questi quarant’anni, la Fondazione Cana ha costruito una rete di servizi che va dal consultorio familiare ai percorsi di accompagnamento per fidanzati e giovani coppie, fino alle attività educative e formative. Un impegno che si è tradotto anche in strutture operative sul territorio, capaci di offrire ascolto e supporto concreto.

Il valore dell’esperienza Cana risiede proprio nella continuità e nella capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali, mantenendo una linea coerente: rafforzare i legami familiari e sostenere le situazioni di fragilità. In un territorio come quello del Belice, segnato da trasformazioni profonde nel corso degli ultimi decenni, iniziative di questo tipo hanno rappresentato un presidio sociale importante.

I quarant’anni della Fondazione Cana, dunque, non segnano un punto di arrivo, ma piuttosto una tappa di un percorso che continua, con l’obiettivo di rispondere ai nuovi bisogni della comunità e di rinnovare il proprio impegno accanto alle famiglie.

Sciacca, nuova recinzione in via Allende: area messa in sicurezza per alcune centinaia di metri

A Sciacca è stata collocata una nuova recinzione in viale Allende, nel tratto che costeggia il palazzo di giustizia.

La delimitazione si estende adesso per alcune centinaia di metri e interessa tutta la zona antistante l’edificio giudiziario, confermando la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in un’area che da tempo presenta criticità strutturali.

L’ultimo episodio di recinzione di un tratto della ringhiera risale allo scorso febbraio, a pochi giorni dall’inizio del Carnevale di Sciacca, quando un significativo cedimento strutturale aveva interessato un tratto della ringhiera nel quartiere Perriera.

In quell’occasione erano stati rilevati diversi elementi metallici distaccati dalla loro sede di ancoraggio, rimasti sospesi e inclinati verso il dirupo sottostante.

Una situazione che aveva imposto l’immediato intervento degli uffici tecnici comunali per tutelare la pubblica incolumità.

Dopo il sopralluogo, l’area era stata completamente transennata per impedire il passaggio dei pedoni nel tratto compromesso. Per ragioni di sicurezza era stato inoltre vietato il transito sul marciapiede adiacente.

La recinzione provvisoria installata ora dal Comune per più metri ha la funzione di delimitare il perimetro a rischio in attesa di ulteriori verifiche tecniche.

Le verifiche saranno finalizzate a chiarire le cause del cedimento della ringhiera, valutando se all’origine vi sono fenomeni di corrosione, carenza di manutenzione o eventuali sollecitazioni del terreno.

La nuova recinzione collocata in queste evidenzia che la zona che continua a richiedere attenzione e interventi.

Sciacca, rubata una Fiat 600 in via Caricatore: cresce l’allarme furti in città

Nuovo furto di auto a Sciacca. Nelle scorse ore una Fiat 600 è stata rubata in via Caricatore, nel centro storico. Il proprietario, non trovando più il veicolo dove lo aveva parcheggiato, ha presentato denuncia.

L’episodio si aggiunge ad altri casi registrati nelle ultime settimane. In particolare nella zona tra via De Gasperi, via Mazzini e Kronio, dove sono state rubate diverse vetture.

Una serie di furti che sta alimentando preoccupazione tra i cittadini.

Sul caso indaga il Commissariato di polizia di Sciacca, che sta cercando di ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali collegamenti con gli altri episodi recenti

Assolto dall’accusa di concussione un maresciallo della Guardia Costiera che era in servizio a Sciacca


La Corte di Appello di Palermo riformando una sentenza del Tribunale di Sciacca ha assolto perché i fatti non sussistono il maresciallo Giancarlo Catalani, di 55 anni, che era in servizio all’Ufficio Circondariale Marittimo di Sciacca.

Catalani era stato condannato nel 2021 a 3 anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali per concussione e tentato abuso d’ufficio. Sulla sentenza di assoluzione è arrivato anche il sigillo della Cassazione.

Secondo l’accusa Catalani si sarebbe rivolto ad imprenditori locali che gestivano attività commerciali in zone vicine all’ufficio costringendo gli stessi a consegnargli indebitamente somme di denaro. Tre vicende per complessive mille euro. I fatti si riferiscono al 2015. Per l’ipotesi di reato di tentato abuso d’ufficio il maresciallo non avrebbe irrogato una sanzione poi disposta dal comandante dell’ufficio e sarebbe intervenuto successivamente per altri due controlli su colleghi chiedendo di non irrogare sanzioni.

La difesa di Catalani con l’avvocato Massimo Aloisio ha sostenuto che non sussiste alcuna fattispecie di concussione, elemento decisivo ai fini dell’assoluzione, perché si trattava di piccoli prestiti da restituire e non di richieste di denaro facendo valere propria posizione da parte del maresciallo.

Santa Margherita Belice, La Rocca Ruvolo: “Parole ingenerose sul territorio” (Video)

“Parole ingenerose nei confronti del territorio, dei cittadini e della politica”. La deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo interviene così nel dibattito politico apertosi negli ultimi giorni a Santa Margherita Belice, prendendo posizione sulle dichiarazioni rilasciate in occasione della recente visita dell’onorevole Ismaele La Vardera e dell’annuncio dell’adesione del sindaco Gaspare Viola al movimento Controcorrente.

“Sono intervenuta nel dibattito di questi giorni, dopo la visita dell’onorevole Ismaele Lavardera, non per l’adesione del sindaco Viola al Movimento Controcorrente, assolutamente, ma per dei passaggi che mi sono sembrati ingenerosi nei confronti del territorio, dei cittadini e anche della politica”, afferma.

Nel mirino della parlamentare le affermazioni secondo cui le istituzioni non avrebbero dato risposte e il territorio sarebbe stato abbandonato. “Perché quando si dice che la politica stupra questi territori, viene, prende i voti e scappa, come ha detto il mio amico Ismaele, o come sostiene il sindaco Viola, le istituzioni non danno risposte, mi sembra veramente assurdo, mi sembra sbagliato, mi sembra non vero, perché le risposte sono arrivate”.

La Rocca Ruvolo rivendica quindi il lavoro svolto: “Perché qui c’è un deputato che vive, dorme, cammina, incontra la gente, parla con i cittadini, sa quali sono le esigenze e per quello che è possibile ha cercato di dare delle risposte. Lo ha dato e lo ha fatto per questi Comuni, lo fa anche per l’intera provincia e per la regione tutta”.

Infine, una precisazione sul piano politico: “Non conosco sistemi feudali, non mi appartengono, conosco una democrazia, la mia elezione si è basata sempre sul consenso dei cittadini e sul fatto che i cittadini hanno sempre scritto su una scheda elettorale il mio nome”.