Bayer, al Forum IPAgro di Milano Marittima protagonista l’agricoltura rigenerativa

MILANO MARITTIMA (RAVENNA) (ITALPRESS) – Anche i princìpi dell’agricoltura rigenerativa sono stati fra i temi discussi durante la XXIII edizione del Forum Impresa Persona Agroalimentare che si è tenuta, nel weekend, a Milano Marittima (Ravenna).
Quattrocento imprenditori e manager del settore agroalimentare si sono riuniti per una due giorni in Romagna, per confrontarsi sul momento delicato e ricco di sfide che il settore sta affrontando.
L’agricoltura rigenerativa è stata appunto fra le protagoniste, assieme alle nuove tecnologie, comprese quelle genetiche, della sessione dal titolo “Agricoltura: quali innovazioni ci attendono?”. Il forum ha messo a confronto esperienze diverse, unite da una visione comune: l’innovazione deve generare valore concreto per le imprese agricole e i territori. I princìpi dell’agricoltura rigenerativa sono stati raccontati e approfonditi sul palco da Matteo Colombo, Unit Support Squad Lead di Bayer Crop Science Italia.
“Le sfide per gli agricoltori sono sempre più difficili perchè diversi elementi impattanti sulle attività sono esogeni: la volatilità dei prezzi delle commodities agricole, influenzate da situazioni geopolitiche instabili piuttosto che gli effetti del cambiamento climatico – ha detto Colombo – Oltre a continuare a investire anche per l’agricoltura italiana e essere leader negli investimenti in ricerca e sviluppo, Bayer ha dichiarato tra i suoi tre obiettivi globali, l’impegno per rendere attuabile e scalabile l’agricoltura rigenerativa”.
L’AD di Bayer Crop Science Italia, Patrick Gerlich, spiega così l’agricoltura rigenerativa: “E’ un modello di produzione che non si limita a ridurre l’impatto sulla natura, ma punta a rigenerare il suolo, aumentare la biodiversità, tutelare le risorse idriche, aumentare le rese e rendere i sistemi agricoli più resilienti. Il vantaggio è triplo: l’ambiente recupera fertilità e funzionalità, gli agricoltori, nel medio periodo ottengono terreni più produttivi e stabili e, a cascata, il consumatore beneficia di filiere ancora più sostenibili, sicure e trasparenti”.
Nel concreto Bayer ha già messo a punto delle soluzioni per aiutare gli agricoltori a imboccare la via dell’agricoltura rigenerativa, “Stiamo investendo su innovazioni pensate per dare agli agricoltori strumenti più efficaci e sostenibili. Si tratta di nuove genetiche, come il mais a bassa statura che è più stabile e resistente agli stress climatici, come il vento; di agricoltura di precisione, con soluzioni come GrapeVision che si inquadra nel nostro programma ‘Rigenerare per crescerè e aiutano a prevedere le malattie e a intervenire solo quando è veramente necessario e di tecniche di difesa più mirate – ha concluso Gerlich -. L’obiettivo è: produrre non solo di più per una popolazione che cresce, ma produrre meglio, con meno impatto e più resilienza per il sistema”.

– foto f03/Italpress –
(ITALPRESS).

Piantedosi “Servono misure per depotenziare i violenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Le vergognose scene a cui abbiamo assistito
sabato scorso, richiamano l’attenzione sulla necessità di
depotenziare i gruppi organizzati di facinorosi prima ancora che
possano mettersi all’opera e innescare spirali di violenza. E’
questo uno degli obiettivi del pacchetto di norme che ci
apprestiamo a proporre. Stiamo lavorando all’introduzione di
specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace
l’azione di filtro e prevenzione come il fermo di polizia per
soggetti potenzialmente pericolosi, di cui siano già conoscibili
intenzioni e attitudini, strumenti presenti in alcuni ordinamenti
europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”.
Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante
l’informativa urgente alla Camera sugli scontri di Torino durante
il corteo per il centro sociale Askatasuna. “Riguardo agli episodi di violenza organizzata contro lo Stato e le forze dell’ordine non ci possono essere ambiguità, ma solo una ferma condanna. Askatasuna con un comunicato ha rivendicato le azioni illegali esprimendo solidarietà ai tre arrestati, ribadendo quale fosse l’obiettivo reale della manifestazione – ha aggiunto Piantedosi – E’ indispensabile un segnale di moderazione, senza cui si rischia di inasprire lo scontro. L’auspicio è che tutte le forze politiche in Parlamento riescano a trovare una convergenza per respingere ogni tentazione di blandire e giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche, attraverso l’individuazione di nuove forme di tutela”.
(ITALPRESS).
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Vannacci lascia la Lega, “Proseguo da solo, inseguo un sogno e vado lontano”

ROMA (ITALPRESS) – “Inseguo un sogno e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”. Così Roberto Vannacci sui social, annunciando di fatto l’uscita dalla Lega con un annuncio che era atteso.
“La mia destra non è un menù a la carte, non è una sinistra sbiadita e un pò meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati”, prosegue Vannacci.
“La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano”, chiosa. Pronta la replica del leader della Lega Matteo Salvini. “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada”.
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-Foto: Ipa Agency-

Campione attacca sui giochi d’artificio, Mannino critica anche quelli della processione

La consigliera comunale Daniela Campione di Europa Verde propone lo stop ai fuochi d’artificio tradizionali. Lo fa con una mozione presentata all’amministrazione comunale all’indomani dei festeggiamenti per la Patrona della città. che

Innovazione, tutela dell’ambiente e rispetto per gli animali: sono questi i pilastri dell’atto depositato che impegna la giunta a superare l’utilizzo dei fuochi d’artificio tradizionali in favore di tecnologie a basso impatto acustico e ambientale.

Un tipo di proposta non nuova all’attività politica della consigliera che da tempo si batte in aula per una gestione degli eventi pubblici più moderna e consapevole.

“Sciacca – scrive la consigliera – possiede un patrimonio naturale e monumentale che dobbiamo proteggere con ogni mezzo,” dichiara Daniela Campione. “I fuochi tradizionali, oltre a inquinare il nostro litorale con metalli pesanti e polveri sottili, rappresentano una tortura per gli animali e un grave disagio per le persone fragili, i bambini e gli anziani. Esistono alternative meravigliose come i ‘fuochi silenziosi’, i droni luminosi e il video-mapping, capaci di regalare emozioni senza distruggere l’equilibrio del territorio.”

La mozione, nello specifico chiede di vietare botti e fuochi ad alto impatto sonoro in occasione di feste e manifestazioni; promuovere l’uso di tecnologie “gentili” (silent fireworks); premiare, nei bandi comunali, le organizzazioni che scelgono soluzioni ecosostenibili.

Ha espresso invece, una critica legata alle modalità scelte per i festeggiamenti l’ex assessore della giunta Termine Salvatore Mannino che sui social ha scritto: “Forse sarò fuori moda, o semplicemente legato a un altro modo di vivere la fede.
Ma continuo a chiedermi perché, durante una festa solenne dedicata alla Madonna del Soccorso, ci sia bisogno di tanto rumore, di fuochi, di spettacoli che distraggono più di quanto elevino.
Per me questa festa è sempre stata raccoglimento, preghiera, silenzio che parla al cuore. Un tempo per fermarsi, non per stupire”.
Nel post dell’ex amministratore che ha suscitato parecchi commenti tra favorevoli e contrari ha poi aggiunto: “Capisco la gioia popolare, la tradizione esteriore, ma quando il fragore copre il senso profondo, forse qualcosa si è perso per strada”.
Non è una critica, è una domanda sincera:
vogliamo una festa che faccia rumore o una festa che faccia bene all’anima?”

Minori armati di coltello, scatta la stretta: multe fino a 1.000 euro ai genitori se non vigilano

Il Governo interviene con decisione contro l’aumento della violenza giovanile. Con il nuovo decreto sicurezza, arriva una stretta senza precedenti: porto di coltelli vietato, sanzioni penali più dure e multe salate ai genitori dei minorenni che vengono sorpresi armati. L’obiettivo è rafforzare l’ordine pubblico e prevenire episodi sempre più frequenti di aggressioni e intimidazioni nelle città.

Coltelli vietati: da contravvenzione a reato penale

Il provvedimento introduce un divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore ai 5 centimetri. La novità più rilevante è che la condotta non viene più trattata come una semplice contravvenzione, ma diventa reato penale.

Chi viene trovato armato rischia:

  • reclusione da 1 a 3 anni;
  • sanzioni amministrative accessorie come sospensione della patente, del passaporto o del permesso di soggiorno.

Si tratta di un cambio di paradigma: la presenza di armi bianche viene considerata una minaccia diretta alla sicurezza pubblica.

Minorenni armati: scatta la multa per i genitori

Quando il reato è commesso da un minorenne, il decreto introduce una responsabilità diretta per chi è tenuto alla sua sorveglianza. In pratica, i genitori.

È prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori o dei tutori, qualora il minore venga sorpreso con un coltello vietato. La norma punta a rafforzare il dovere di vigilanza familiare, ritenuto centrale nella prevenzione dei comportamenti violenti.

Stop alla vendita di armi improprie ai minori, anche online

Il decreto interviene anche sul fronte commerciale. Viene introdotto il divieto di vendita ai minorenni, anche tramite e-commerce e piattaforme digitali, di armi cosiddette “improprie”: coltelli, lame e strumenti da punta o taglio che, pur non nascendo come armi, possono essere usati per offendere.

I controlli sono affidati all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).
Per chi viola il divieto sono previste:

  • sanzioni da 500 a 3.000 euro;
  • fino a 12.000 euro in caso di reiterazione;
  • revoca della licenza commerciale.

Registro elettronico delle vendite: obbligo per i commercianti

Un’altra novità rilevante è l’istituzione di un registro elettronico delle vendite. I venditori dovranno annotare quotidianamente ogni operazione relativa a strumenti da taglio.

Chi non rispetta l’obbligo rischia:

  • multe da 2.000 a 10.000 euro.

La misura mira a rendere tracciabile la circolazione di oggetti potenzialmente pericolosi.

Manifestazioni, arresti e controlli rafforzati

Il decreto sicurezza amplia anche i poteri delle forze dell’ordine in altri ambiti:

  • sanzioni fino a 20.000 euro per l’omesso preavviso delle manifestazioni;
  • possibilità di arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante cortei;
  • perquisizioni immediate e accompagnamento in questura;
  • trattenimento per accertamenti oltre le 12 ore in operazioni preventive.

Zone rosse e stadi: più sorveglianza e tecnologia

Il provvedimento introduce le cosiddette “zone rosse”, aree urbane individuate dai prefetti dove la vigilanza sarà rafforzata. In queste zone potranno essere disposti provvedimenti di allontanamento per soggetti già segnalati all’autorità giudiziaria.

Negli stadi, invece, sarà possibile utilizzare sistemi di riconoscimento facciale e biometrico basati sull’intelligenza artificiale, attivabili solo in caso di reati e nel rispetto delle norme sulla privacy.

In sintesi

Il nuovo decreto segna una stretta decisa su sicurezza e violenza giovanile:

  • coltelli vietati e pene più dure;
  • genitori multati se i figli girano armati;
  • stop alla vendita di armi improprie ai minori;
  • più controlli, più tecnologia, più poteri alle forze dell’ordine.

Una linea dura che punta a prevenire i reati prima che accadano, intervenendo non solo sui responsabili diretti ma anche sull’ambiente familiare e commerciale che li circonda.

Ragusa, condannato cinquantenne per abusi su minore

Il tribunale di Ragusa ha condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale su minore un uomo di 50 anni .  

E’ stato il padre della vittima a denunciare l’accaduto. del padre riferendo agli investigatori quanto raccontato dalla figlia.

Durante le indagini, la bambina è stata ascoltata anche in incidente probatorio alla presenza di una psicologa, confermando le accuse.

Durante le visite all’amico della famiglia, sarebbero stati perpetrati gli abusi. Il rifiuto della bambina di tornare in quel posto ha poi rafforzato sospetti. Il pubblico ministero ha richiesto la condanna, illustrando in aula i punti salienti dell’inchiesta.

L’amico di famiglia avrebbe molestato la bambina mostrando anche materiale pornografico e cercando di emulare scene esplicite. La bambina ha poi iniziato a raccontare gli episodi in modo spontaneo e coerente.

La famiglia ha deciso di trasferirsi in un’altra città per ricominciare, i fatti risalgono al 2019. L’avvocata di parte civile, sottolineando l’autenticità delle dichiarazioni della bambina, ritenute né indotte né manipolate, ha richiesto il risarcimento danni per i genitori.

Mentre il difensore dell’imputato ha contestato l’impianto accusatorio manchevole di una perizia psichica sulla minore e basata solo sulle dichiarazioni della stessa.

Pericolosità sociale, la Questura di Agrigento dispone 34 misure di prevenzione

Nel solo mese di gennaio, la Questura di Agrigento ha intensificato l’attività di contrasto alla pericolosità sociale, adottando 34 misure di prevenzione ad Agrigento a tutela della sicurezza dei cittadini. Un’azione capillare che ha interessato diversi ambiti, dalla sicurezza urbana alla movida violenta, fino alla violenza domestica, fenomeni da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine.
I provvedimenti sono stati emessi dal Questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, al termine dell’attività istruttoria svolta dal personale della Divisione Polizia Anticrimine. Le misure di prevenzione hanno riguardato soggetti ritenuti, a vario titolo, pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.


Avvisi orali e controllo del territorio


Una parte consistente dei provvedimenti adottati riguarda sedici avvisi orali notificati a soggetti già gravati da precedenti di polizia e penali. Secondo quanto emerso, queste persone avrebbero messo in atto ulteriori condotte considerate pericolose per l’ordine pubblico, rendendo necessario l’intervento preventivo dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.
Reati contro il patrimonio, stupefacenti e violenza
Tra i destinatari degli avvisi orali figurano soggetti ritenuti responsabili di reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio. Ulteriori provvedimenti hanno interessato persone resesi autori di comportamenti violenti o minacciosi nei confronti di appartenenti alle forze dell’ordine, nonché soggetti denunciati per porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere. Situazioni che hanno contribuito alla valutazione complessiva della loro pericolosità sociale.


Fogli di via e daspo Willy: attenzione alla movida violenta


Nel quadro delle misure di prevenzione ad Agrigento, sono stati emessi anche sette fogli di via obbligatori con divieto di ritorno in alcuni Comuni della provincia. Tra i casi segnalati, il divieto di rientro nel Comune di Porto Empedocle per un soggetto residente ad Agrigento, ritenuto responsabile di un furto ai danni di una nota attività commerciale.
Altro provvedimento significativo riguarda il divieto di ritorno nel territorio del capoluogo nei confronti di un giovane tunisino, domiciliato fuori provincia, già destinatario di un precedente daspo Willy dalle vie del centro cittadino per diversi episodi di violenza e intimidazione, anche verso personale delle Forze dell’Ordine.


Daspo Willy ai minorenni


Cinque provvedimenti di dacur sono stati emessi nei confronti di altrettanti giovani minorenni, ritenuti responsabili di una rissa avvenuta a Licata lo scorso 14 dicembre.


Violenza domestica: monitoraggio costante


Particolare attenzione è stata riservata ai fenomeni legati alla violenza domestica. Nel mese di gennaio, il Questore di Agrigento ha adottato sei provvedimenti di ammonimento orale nei confronti di soggetti gravemente indiziati di condotte maltrattanti nei confronti della coniuge o dell’ex compagna.
A completare il quadro, è stata inoltre depositata una proposta di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di un soggetto già sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, con applicazione del braccialetto elettronico.


Le misure di prevenzione confermano l’impegno costante della Polizia di Stato nel garantire sicurezza, legalità e tutela dei cittadini attraverso un’azione preventiva mirata e strutturata.

Etna, tornano le “volanti della neve”: sicurezza e soccorsi sulle piste

Anche quest’anno la Polizia di Stato ha attivato il servizio di sicurezza e soccorso in montagna sulle piste da sci dell’Etna.

L’attività è svolta dal personale delle Volanti della Questura di Catania, impegnato in pattugliamenti sugli sci e a bordo di motoslitte.
Gli agenti assicurano il rispetto del codice delle nevi e intervengono tempestivamente per prestare soccorso alle persone in difficoltà.

Il servizio delle cosiddette “volanti della neve” rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza di sciatori e snowboarder, in particolare nelle sciovie di Piano Provenzana, una delle località più suggestive del vulcano, dove è possibile sciare ammirando il mare.
Già dal primo giorno di apertura della stazione sciistica, i poliziotti sciatori sono stati impegnati in numerosi interventi di soccorso, prestando assistenza a persone che avevano riportato fratture e lussazioni a seguito di cadute sulle piste.
A livello nazionale sono oltre 300 i poliziotti sciatori, operativi in circa 50 tra le principali stazioni sciistiche alpine e appenniniche.

Gli operatori sono appositamente formati e addestrati presso il Centro di addestramento alpino di Moena, seguendo un percorso che comprende tre profili: giuridico-operativo, per la ricostruzione degli eventi legati agli infortuni; sanitario, per garantire il primo soccorso e la gestione delle emergenze; tecnico-teorico, per affrontare operazioni di soccorso anche in condizioni meteorologiche estreme.
Da quest’anno è inoltre entrata in vigore la norma che prevede l’obbligo del casco protettivo per tutti gli sciatori, indipendentemente dall’età.

Nel primo giorno di controlli, però, non sono state riscontrate violazioni.

Sciacca, per la Ztl nel centro storico elevate 8 mila multe nel 2025


Il totale complessivo dell’introito previsto per il Comune di Sciacca per le multe elevate dalla polizia municipale nel 2025 ad automobilisti e motociclisti sfiora i 500 mila euro.

Sono state poco meno di 14.000. Appena qualche centinaio in più rispetto rispetto alle 13.660 del 2024, ma la ztl nel 2025 è stata effettuata per un periodo più lungo. E sono state ben 8.000 le multe a chi non ha non l’ha rispettata nel centro storico.

Nel 2024 ne erano state elevate 7.600.

“Metà degli introiti sono destinati alla polizia municipale e vengono impiegati per iniziative che riguardano la sicurezza stradale – dice il comandante facente funzioni della polizia municipale, Salvino Navarra – come acquisto e collocazione di segnaletica e attività di promozione della sicurezza stradale”.

Per la sicurezza stradale anche una parte di quella destinata al Comune.

Maltrattamenti alla moglie davanti ai figli: condannato a 4 anni

Condanna a quattro anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per un uomo di origine albanese riconosciuto colpevole di maltrattamenti aggravati ai danni della moglie, commessi anche alla presenza dei quattro figli minorenni.

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale collegiale di Ragusa, presieduto da Vincenzo Ignaccolo, con giudici a latere Maria Rabini e Fabrizio Di Sano.
I fatti si sono verificati a Santa Croce Camerina. Secondo quanto emerso nel corso del processo, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a continue violenze psicologiche e verbali, ingiuriandola ripetutamente e accusandola, senza motivo, di tradimenti. Una gelosia ossessiva che si sarebbe tradotta anche nel controllo totale della sua libertà personale: alla moglie, infatti, sarebbe stato impedito di uscire di casa se non per accompagnare e riprendere i figli a scuola.
Nel corso della vicenda sarebbero emersi anche comportamenti minatori tenuti dall’imputato persino davanti al giudice del Tribunale per i minorenni, elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro accusatorio.
La pubblica accusa, rappresentata dal pm Santo Fornasier, aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Il Tribunale ha invece inflitto una pena più severa. L’uomo era difeso dall’avvocata Virginia Distefano.
La moglie e i quattro figli si sono costituiti parte civile.

Ai minori, rappresentati dall’avvocata Cristina Di Paola e assistiti da un curatore speciale nominato dal Tribunale per i minorenni di Catania, l’avvocata Gianna Palacino, è stata riconosciuta una provvisionale di 3.000 euro ciascuno.

Alla donna, assistita dall’avvocata Rosalia Giudice, è stata invece assegnata una provvisionale di 6.000 euro.