Maxi fabbrica clandestina di sigarette scoperta tra Palermo e Padova: sequestrate oltre 5 tonnellate di “bionde”

Un vasto stabilimento industriale adibito alla produzione clandestina di sigarette è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura Europea – sede di Palermo.

L’intervento, condotto nei giorni scorsi dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo con il supporto del Comando Provinciale di Padova, ha portato alla luce un vero e proprio opificio illegale situato a Vigonza, in provincia di Padova.
All’interno della struttura, estesa su un’area di circa 5.000 metri quadrati, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto una linea completa di produzione industriale per la fabbricazione di sigarette, dotata di macchinari di elevata capacità produttiva, dal valore stimato di oltre un milione di euro. L’impianto era in grado di produrre circa due milioni di sigarette al giorno.
Nel corso delle operazioni sono state sequestrate 5,5 tonnellate di sigarette già confezionate, 16 tonnellate di tabacco, 14 bancali di materiali e precursori per il confezionamento, nonché imballaggi recanti i loghi di noti marchi internazionali come Marlboro Red, Marlboro Gold e L&M. Sequestrato anche un autocarro utilizzato per il trasporto della merce.
Al momento dell’accesso allo stabilimento, i militari hanno individuato tre soggetti di nazionalità moldava, deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.
L’indagine si è rivelata particolarmente complessa a causa delle sofisticate misure adottate dagli organizzatori per occultare i luoghi di produzione e stoccaggio. I trasportatori facevano uso di dispositivi jammer per inibire le comunicazioni radio e satellitari, nonché di rilevatori di frequenze per individuare eventuali sistemi di localizzazione installati dalle Forze dell’ordine.
Per individuare l’opificio è stato necessario un articolato lavoro investigativo, basato su prolungati servizi di osservazione, appostamenti, pedinamenti, sistemi di videosorveglianza e sull’impiego di droni.
Secondo le stime della Guardia di Finanza, l’immissione sul mercato delle sigarette sequestrate avrebbe causato un mancato introito per le casse dello Stato e dell’Unione Europea pari a circa 1,3 milioni di euro tra accise e IVA.

Il profitto illecito giornaliero dell’impianto era stimato in circa 350 mila euro, con proiezioni annue superiori ai 120 milioni di euro e un danno alle finanze pubbliche quantificato in circa 80 milioni di euro.
Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero immobile industriale, del valore stimato di circa un milione di euro.
L’operazione conferma, ancora una volta, l’attenzione costante e l’impegno della Procura Europea e della Guardia di Finanza nel contrasto al contrabbando di sigarette e alle frodi fiscali transnazionali. Resta ferma, per tutti gli indagati, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Catania apre i festeggiamenti di Sant’Agata: tra devozione, responsabilità civica e sguardo all’Unesco

Catania apre ufficialmente i festeggiamenti in onore di Sant’Agata, esprimendo gratitudine alla sua Patrona per l’assenza di vittime durante la violenta mareggiata provocata dal ciclone Harry. Un inizio carico di significato, che unisce fede, memoria collettiva e senso di comunità.
Nel suo messaggio ai fedeli, l’arcivescovo Luigi Renna ha lanciato un forte appello alla responsabilità personale e civica, sottolineando come la festa non possa ridursi a mero spettacolo o folclore, ma debba diventare un’occasione di crescita etica e spirituale per l’intera città.
Sant’Agata viene proposta come modello di coerenza, trasparenza e testimonianza, valori quanto mai necessari in un contesto sociale segnato da fragilità, povertà educativa e fenomeni di corruzione.

Un messaggio rivolto in particolare ai giovani, chiamati a essere protagonisti credibili attraverso lo studio, il rifiuto delle dipendenze, relazioni autentiche, l’impegno nel volontariato e la cura della città.
L’edizione di quest’anno assume inoltre un rilievo speciale in vista di un possibile riconoscimento della festa di Sant’Agata come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco.

In questo percorso si inserisce la presenza a Catania di Pier Luigi Petrillo, docente di Diritto Comparato all’Università Unitelma Sapienza e alla Luiss Guido Carli di Roma, la cui partecipazione rafforza la consapevolezza del valore universale della tradizione agatina.
Ad aprire il cerimoniale cittadino sarà stata la consegna della mazza d’argento al nuovo mazziere, Ezio Scerri. La cerimonia, coordinata dall’ufficio guidato da Giuseppe Blandini e Ivana Cianci, ha visto la partecipazione di 70 elementi della banda dei Carabinieri provenienti da Roma e lo schieramento di valletti, vigili urbani e vigili del fuoco con il gonfalone del Comune, simbolo dell’unità e della solennità cittadina.
Il programma è proseguito con l’uscita delle storiche carrozze del Senato dal Palazzo degli Elefanti.

A mezzogiorno, dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace, è partita la solenne processione dell’Offerta della Cera, composta da autorità religiose, civili e militari, capitoli delle basiliche e delle collegiate, ordini cavallereschi, seminaristi e gonfaloni istituzionali. Un gesto di riconoscenza, promessa e supplica che si è concluso in Cattedrale con il solenne Te Deum e la benedizione eucaristica, segnando l’inizio ufficiale delle celebrazioni.
In serata non ci sara’ il tradizionale ricevimento a Palazzo degli Elefanti. I catanesi si ritroveranno invece in piazza Duomo per lo spettacolo pirotecnico del 3 febbraio e per il concerto con il Coro Lirico Siciliano e i Fanciulli di Agata.
Il 4 febbraio, giornata del Giro Esterno, la Cattedrale aprirà le porte prima dell’alba per la recita del Rosario.

Dalla Porta Uzeda partirà la grande processione delle reliquie sull’argenteo Fercolo, che ha attraversato i luoghi simbolo della storia e del martirio della Santa e i quartieri popolari della città.
Il 5 febbraio, solennità di Sant’Agata Vergine e Martire, in mattinata le autorità cittadine parteciperanno al Pontificale in Cattedrale; nel pomeriggio le reliquie ritorneranno in processione lungo via Etnea, piazza Cavour e via Caronda.

Maltrattamenti alla moglie, operaio di Sciacca ai domiciliari confermati dal Riesame


Un operaio di 45 anni di Sciacca si trova agli arresti domiciliari, confermati dal Tribunale del Riesame, per maltrattamenti nei confronti della moglie e la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal gip l’incidente probatorio per sentire la donna.

L’indagato in un’occasione avrebbe impugnato un coltello a serramanico, sfondato la porta d’ingresso di casa, con detriti che colpivano il figlio, un bimbo che in quel frangente si trovava dietro la porta.

Per il gip del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ricorrono tutte le condizioni per anticipare la prova che si forma in dibattimento. L’operaio avrebbe compiuto reiterati atti di violenza psicologica nei confronti della moglie consistiti nel rivolgerle abitualmente minacce e ingiurie, sia nel corso della convivenza sia dopo la cessazione della stessa.

Nella ricostruzione operata dalla procura di Sciacca, che segue con particolare attenzione vicende di questo tipo, purtroppo in continuo aumento nel territorio, anche l’invio di diversi messaggi whatsapp nei quali l’indagato avrebbe minacciato di morte la donna.

Quest’ultima è assistita dall’avvocato Fabio Di Paola, mentre ad assistere l’operaio è l’avvocato Riccardo Scarpinati.

Nuova sanatoria fiscale, rottamazione valida solo per le multe della prefettura: escluse quelle della polizia locale

Con la Rottamazione Quinquies torna la possibilità di regolarizzare vecchi debiti fiscali e cartelle esattoriali a condizioni agevolate. Tuttavia, non tutte le multe stradali possono essere rottamate: la sanatoria riguarda solo le sanzioni di competenza statale, mentre le multe della polizia locale restano escluse, salvo iniziative autonome dei Comuni.

Un chiarimento fondamentale per evitare errori e false aspettative.

Cos’è la Rottamazione Quinquies e quali debiti include

La Rottamazione Quinquies è una misura di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

L’obiettivo è consentire a cittadini, professionisti e imprese di chiudere le proprie pendenze pagando:

  • solo il capitale originario;
  • le spese di notifica ed eventuali spese esecutive.

Vengono invece cancellati:

  • interessi di mora;
  • sanzioni aggiuntive;
  • aggio di riscossione.

In molti casi, gli oneri accessori hanno fatto lievitare le cartelle ben oltre l’importo iniziale: la rottamazione serve proprio a eliminare questo effetto.

Multe stradali e rottamazione: la regola da conoscere

Uno dei dubbi più frequenti riguarda le multe per violazioni del Codice della Strada. La risposta è netta:

  • Sì alla rottamazione per le multe irrogate dalla prefettura
  • No alla rottamazione nazionale per le multe della polizia locale

La Rottamazione Quinquies riguarda infatti solo i carichi statali. Le sanzioni elevate dalla prefettura rientrano in questo perimetro e possono essere incluse nella definizione agevolata se affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Perché le multe della polizia locale sono escluse

Le multe elevate dalla polizia municipale o locale sono sanzioni di competenza comunale. Anche quando finiscono in cartella, non diventano automaticamente debiti statali.

Questo significa che:

  • non rientrano nella Rottamazione Quinquies nazionale;
  • possono essere rottamate solo se il Comune decide di attivare una propria sanatoria locale.

Lo stesso principio vale per i tributi comunali, come:

  • IMU;
  • TARI;
  • altre entrate locali.

Cosa si “sana” davvero nelle multe rottamate

Un altro punto cruciale: la rottamazione non riduce l’importo originario della multa.

In pratica:

  • l’importo base della sanzione resta dovuto per intero;
  • vengono eliminati interessi, maggiorazioni e aggio.

Esempio pratico
Multa originaria: 50 euro
Importo attuale in cartella: 90 euro
Con la rottamazione:
→ si pagano 50 euro + spese di notifica, non 90.

Non è uno “sconto sulla multa”, ma una cancellazione degli oneri accessori che spesso rendono difficile il pagamento.

Perché la distinzione è così importante

Confondere multe statali e locali può portare a:

  • presentare domande inutili;
  • perdere tempo;
  • contare su una sanatoria che non si applica.

In sintesi:

  • prefettura = possibile rottamazione;
  • polizia locale = esclusione dalla rottamazione nazionale.

Cosa possono fare i Comuni

I Comuni restano liberi di:

  • introdurre sanatorie locali;
  • prevedere forme di definizione agevolata per le proprie entrate;
  • stabilire condizioni e scadenze autonome.

Ma si tratta di scelte discrezionali, non automatiche né uniformi sul territorio nazionale.

In conclusione

La Rottamazione Quinquies è un’opportunità concreta, ma con confini ben precisi.
Quando si parla di multe stradali:

  • conta chi ha emesso la sanzione;
  • conta la natura del debito (statale o locale).

Capire questa differenza è essenziale per sfruttare davvero la sanatoria fiscale ed evitare errori che possono costare caro.

Elisoccorso, nuovo operatore nelle basi di Catania e Caltanissetta

È attivo da oggi un nuovo operatore economico che assicura il servizio di elisoccorso nelle basi di Catania e Caltanissetta, dopo l’aggiudicazione della gara bandita dalla Centrale unica di committenza. Ad annunciarlo è Salvatore Iacolino, dirigente generale della Pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute.

La procedura di gara per l’affidamento del servizio di elisoccorso del Sues 118 è stata articolata in più lotti. In precedenza, una maxi-gara da tre lotti era andata in gran parte deserta, con offerte presentate solo per le basi di Caltanissetta e Catania. Le altre quattro basi – Palermo, Messina, Lampedusa e Pantelleria – sono state messe a gara dalla Cuc regionale, con scadenza delle offerte fissata al 27 febbraio 2026. Nel frattempo, la Regione ha garantito la continuità del servizio attraverso proroghe tecniche all’ente già operativo nel soccorso sanitario aereo.

“L’avvio operativo del nuovo servizio di elisoccorso nelle basi di Catania e Caltanissetta – afferma Iacolino, appena nominato direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico G. Martino di Messina – conferma l’impegno della Regione nel garantire continuità, sicurezza e qualità nell’emergenza-urgenza. Anche nelle fasi più complesse delle procedure di gara, la Regione ha assicurato senza interruzioni il servizio, a tutela dei cittadini. Questo risultato nasce dall’impegno costante del personale sanitario e di tutti gli operatori che ogni giorno garantiscono il soccorso sanitario aereo, dal lavoro delle centrali operative del 118 e dall’attività del personale dell’assessorato regionale della Salute, che operano in modo continuativo per mantenere pienamente funzionale un servizio essenziale”.

ISEE 2026, attenzione ai controlli INPS: come funzionano, cosa rischi se dichiari il falso e per quanti anni possono verificare

Dichiarare il falso nell’ISEE 2026 può avere conseguenze molto più gravi di quanto si pensi. Non si rischia solo la perdita dei bonus ottenuti, ma anche la restituzione delle somme percepite e, nei casi più seri, una condanna penale fino a tre anni di reclusione.

Ma come funzionano davvero i controlli INPS? Per quanto tempo possono verificare la tua DSU? E cosa succede se emergono irregolarità anche dopo diversi anni? Facciamo chiarezza.

Cos’è l’ISEE e perché i controlli sono sempre più stringenti

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro centrale per accedere a numerose prestazioni sociali, tra cui:

  • Assegno di Inclusione;
  • Assegno unico per i figli;
  • bonus e agevolazioni statali;
  • riduzioni sulle tasse universitarie.

La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) si basa in larga parte su autodichiarazioni. CAF e Patronati si limitano a inserire i dati forniti dal cittadino, senza verificarne subito la veridicità. È proprio questo meccanismo che, nel tempo, ha favorito omissioni e dichiarazioni non veritiere.

L’introduzione dell’ISEE precompilato ha ridotto gli abusi, ma non li ha eliminati. Ed è qui che entrano in gioco i controlli successivi.

Come funzionano i controlli INPS sull’ISEE

I controlli sulle dichiarazioni ISEE operano su due livelli distinti:

1. Controllo formale
È automatizzato e consiste nell’incrocio tra i dati indicati nella DSU e quelli presenti nelle banche dati pubbliche (Anagrafe tributaria, catasto, conti correnti, redditi). Questo tipo di verifica è gestito principalmente dall’INPS.

2. Controllo sostanziale
È più approfondito e viene svolto in modo selettivo dalla Guardia di Finanza. In questo caso si analizza il tenore di vita reale del nucleo familiare, confrontandolo con quanto dichiarato.

Cosa succede se dichiari il falso nell’ISEE

Chi viene scoperto a dichiarare dati non veritieri va incontro a una catena di conseguenze:

  • revoca immediata dei benefici ottenuti;
  • obbligo di restituzione integrale delle somme percepite senza diritto;
  • possibile segnalazione all’autorità giudiziaria.

La restituzione riguarda tutte le somme incassate negli ultimi cinque anni, a partire dal momento in cui viene accertata la falsità. Per chi ha ricevuto contributi continuativi, l’importo da restituire può diventare molto elevato.

Le conseguenze penali: non è solo una sanzione amministrativa

Quando la falsa dichiarazione risulta volontaria e consapevole, si configura il reato di truffa ai danni dello Stato o dell’INPS, oltre alla falsa attestazione a pubblico ufficiale.

In questi casi, il cittadino rischia:

  • reclusione da 6 mesi a 3 anni;
  • multa da 51 a 1.032 euro.

Le sanzioni penali si sommano all’obbligo di restituzione e alla perdita definitiva dei benefici, rendendo il rischio estremamente alto.

Per quanti anni l’INPS può fare i controlli

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda i termini temporali dei controlli:

  • 5 anni per i controlli amministrativi e la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite;
  • 7 anni per l’azione penale legata alla dichiarazione mendace.

In pratica:

  • se presenti una DSU nel 2026, l’INPS può chiederti la restituzione dei benefici fino al 2031;
  • ma potresti essere indagato penalmente fino al 2033, anche quando pensi che la vicenda sia ormai chiusa.

Un rischio che dura nel tempo

La lunga finestra temporale dei controlli dimostra che mentire sull’ISEE non è mai una strategia vincente. Anche se i controlli non arrivano subito, possono scattare anni dopo, con effetti devastanti sul piano economico e personale.

In sintesi:

  • i controlli sono incrociati e sempre più efficaci;
  • le conseguenze non si limitano alla perdita del bonus;
  • il rischio penale resta aperto per molti anni.

Quando si compila la DSU, dichiarare il vero è l’unica scelta davvero sicura.

Inchiesta sulla frana di Niscemi, il pm Vella: “Non guarderemo in faccia nessuno”

L’inchiesta sulla frana di Niscemi entra nel vivo. Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha incontrato i giornalisti nel municipio della cittadina nissena per fare il punto sulle indagini avviate dopo il grave evento che ha colpito il territorio.

Al momento non risultano persone indagate, ma il magistrato ha chiarito che è difficile pensare che il fascicolo resti a carico di ignoti. La Procura sta infatti lavorando su una notevole mole di documenti, oltre che su immagini fornite dall’Agenzia italiana aerospaziale, ritenute utili per ricostruire con precisione quanto accaduto.

La linea della Procura sull’inchiesta“Non guarderemo in faccia nessuno”, ha affermato Vella, spiegando che l’obiettivo dell’inchiesta sulla frana di Niscemi è verificare se vi siano state condotte omissive che abbiano contribuito a causare l’evento oppure azioni dirette che possano averlo favorito.

Nei prossimi giorni si ascolteranno diverse persone, nell’ambito di un’attività istruttoria che si preannuncia ampia e complessa. L’attenzione degli inquirenti non si limiterà al recente crollo, ma sarà rivolta anche al passato del territorio interessato.

Le verifiche partono dalla frana del 1997

Il procuratore Vella ha spiegato che l’indagine prenderà avvio anche dalla frana verificatasi nel 1997. In questo senso, sono già stati avviati contatti con la Procura di Caltagirone, che all’epoca coordinò un’inchiesta sull’episodio.

Sono stati inoltre acquisiti il Piano per l’assetto idrogeologico e una relazione dell’Ati idrico del 2022, documenti che serviranno per valutare le condizioni del territorio e gli interventi effettuati nel corso degli anni.

Accertamenti tecnici e possibili responsabilità

Giovedì verrà affidato l’incarico a tre docenti universitari dell’ateneo di Palermo, che si occuperanno degli accertamenti tecnici. Tra gli elementi sotto esame ci sarà il carico esercitato sul pianoro, legato sia alle costruzioni presenti sia all’azione dell’acqua.

Secondo Vella, sarà valutato ogni possibile profilo di responsabilità, anche ai livelli più alti, senza alcuna distinzione legata al ruolo dei soggetti coinvolti. Chiunque abbia informazioni sull’evento è invitato a presentarsi in Procura.

L’inchiesta sulla frana di Niscemi si annuncia dunque approfondita e senza sconti, con l’obiettivo di chiarire le cause del dissesto e accertare eventuali negligenze nella gestione del territorio.

Appalti e sanità, il Riesame accoglie solo 2 degli 8 ricorsi della Procura

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha accolto solo due degli appelli proposti dalla procura nei confronti del primo gruppo di indagati dell’inchiesta sulla corruzione nella sanità, respingendo gli altri sei. Le misure cautelari ottenute dai pm dell’ufficio diretto da Maurizio de Lucia non saranno, tra l’altro, immediatamente operative, perché gli indagati potranno ricorrere in Cassazione e fino ad allora l’efficacia sarà paralizzata.

I provvedimenti erano stati chiesti al gip che dopo gli interrogatori preventivi previsti dalla riforma Nordio, aveva respinto le proposte dell’accusa. Da qui gli appelli, che il collegio presieduto da Annalisa Tesoriere, a latere Luisa Trizzino e Emanuela Carrabotta ha accolto per Ferdinando Aiello, che dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria e per Sergio Mazzola, che avrà l’interdizione dell’esercizio di attività d’impresa per un anno. 

I giudici hanno invece rigettato per le posizioni di Paolo Bordonaro, Alessandro Maria Caltagirone, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Mauro Marchese, Paolo Emilio Russo. 

Oggi si è tenuta l’udienza per Totò Cuffaro, anche lui indagato e già ai domiciliari. I pm vogliono che risponda anche di associazione per delinquere.

Sanità, inaugurato il Cpa di Scicli: nuova struttura per le dipendenze patologiche

“Oggi, in provincia di Ragusa, presentiamo una serie di nuove strutture che devono anche essere veicolo di riconciliazione tra il servizio sanitario e la gente”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, questa mattina a Scicli, in occasione dell’inaugurazione del centro di pronta accoglienza istituito all’ospedale “Busacca”, padiglione F, in attuazione della legge regionale n. 26/2024 sulle dipendenze patologiche.

“Abbiamo inaugurato il centro di pronta accoglienza di Scicli, che consentirà di assicurare un’assistenza riabilitativa alle persone vittime di dipendenze patologiche, fronte su cui il governo Schifani è impegnato attivamente su tutto il territorio della Sicilia; apriamo case della comunità e reparti ospedalieri, forniamo nuove tecnologie di avanguardia ad unità ospedaliere che potranno così ridurre i tempi di intervento nelle cure oncologiche”, ha aggiunto l’assessore. “Tutti ulteriori tasselli del quadro generale della sanità regionale, che stiamo ridisegnando nell’ottica della nuova rete ospedaliera, in corso di approvazione definitiva”.

Al taglio del nastro, insieme a Faraoni, erano presenti il prefetto Tania Giallongo, il direttore generale dell’Asp di Ragusa Giuseppe Drago e il direttore sanitario Sara Lanza.

Il Cpa di Scicli è una struttura residenziale di 650 metri quadrati, inserita nella rete dei servizi per le dipendenze patologiche dell’Asp di Ragusa. Dispone di 12 posti letto ed è operativa 24 ore su 24, sette giorni su sette. Con risorse del Pnes 2021-2027 (Fse+) sono state assunte a tempo determinato diverse figure professionali: sei infermieri, un assistente amministrativo, un educatore professionale socio-sanitario, due tecnici della riabilitazione psichiatrica, un assistente sociale, sei operatori socio-sanitari e tre psicologi.

“Anche in provincia di Ragusa come su tutto il territorio regionale – ha aggiunto Faraoni – la ricerca di personale medico e sanitario è continua perché come sappiamo il problema del reclutamento è nazionale, se non internazionale”. L’assessore ha quindi sottolineato il ruolo delle strutture territoriali: “All’interno della sanità pubblica, però, abbiamo sufficienti risorse per riorganizzare le strutture, in modo che il territorio abbia la capacità di accogliere la domanda sanitaria di più bassa complessità senza che il cittadino si rivolga al pronto soccorso”.

La visita istituzionale prosegue in altri centri del Ragusano: a Modica per l’inaugurazione del reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Maggiore–Baglieri”; a Ragusa per il reparto di radioterapia oncologica del presidio “Maria Paternò Arezzo”; a Chiaramonte Gulfi per l’apertura della casa della comunità di contrada Pezze; e a Vittoria per l’inaugurazione della casa della comunità di via dell’Acate e del reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Guzzardi”. 

Riaperta la Guardia medica di Lucca Sicula, il sindaco: “Che la decisione sia definitiva”


Riaperta la Guardia medica di Lucca Sicula e chiusa quella di Burgio. “Attendevamo da tempo questo momento – dice il sindaco, Salvatore Dazzo – e finalmente siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante per la nostra comunità”.

I medici non sono abbastanza anche per due comuni della zona e intanto è stata chiusa la guardia medica di Burgio. Lucca Sicula sarà anche a supporto dei cittadini di Villafranca Sicula e Burgio.

“Noi speriamo che vengano riaperte anche le altre – dice il sindaco Dazzo – e intanto accogliamo di buon grado la novità che consente di garantire un’assistenza medica migliore alla nostra comunità”.

A Burgio quando è stata chiusa, una prima volta, la guardia medica c’è stata anche una richiesta di intervento al presidente della Regione.

Lucca Sicula ha messo a disposizione dell’Asp gratuitamente i locali della guardia medica. Dazzo è andato alla guardia medica manifestando tutta la disponibilità del Comune di Lucca Sicula per ogni necessità degli operatori in servizio. E’ stato Rosario Vaccaro il primo medico ad iniziare il turno (nella foto il sindac Dazzo con il medico Vaccaro).