Vittoria, bimba di 16 mesi ustionata da acqua bollente: ricoverata al Cannizzaro di Catania

Una bambina di 16 mesi è rimasta gravemente ustionata nella serata di ieri nella sua abitazione a Vittoria, nel Ragusano, a seguito di un incidente domestico causato da acqua bollente.
Le ustioni hanno interessato in modo serio il lato sinistro del corpo.

Dopo un primo intervento di soccorso presso l’ospedale “Riccardo Guzzardi” di Vittoria, la piccola è stata trasferita questa mattina al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è attualmente ricoverata in terapia intensiva.
Secondo quanto si apprende, le ustioni coinvolgono circa il 15% della superficie corporea.

La bambina ha già iniziato il trattamento specialistico previsto per questo tipo di traumi e le sue condizioni sono costantemente monitorate dall’équipe medica.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Sciacca, autobottisti di nuovo in protesta: stop al servizio idrico sostitutivo

Si fermano nuovamente gli autobottisti saccensi. A partire da oggi non viene più assicurato il servizio di rifornimento idrico sostitutivo, fondamentale per le utenze che non ricevono regolarmente l’acqua attraverso la rete. Alla base della protesta c’è il nuovo accordo siglato con Aica, ritenuto dalle ditte del settore non adeguato sotto diversi profili operativi.
In particolare, gli operatori contestano alcune disposizioni legate alla certificazione richiesta per ogni singolo intervento. Proteste per lo stesso motivo anche in altri comuni agrigentini come Canicattì e Ravanusa. Oggi gli operatori saccensi fanno fronte comune con i colleghi vicini.

«Il nostro compito – spiegano i titolari delle imprese – è quello di trasportare l’acqua e garantire un servizio essenziale agli utenti. Le nuove procedure ci attribuiscono incombenze che vanno ben oltre questo ruolo».
Secondo quanto riferito dagli autobottisti, il contratto imporrebbe di raccogliere direttamente dagli utenti una serie di dati e informazioni che, a loro avviso, non risultano compatibili con la natura del servizio svolto. Inoltre, la responsabilità della tracciabilità dell’acqua ricadrebbe interamente sugli operatori, a partire dal prelievo nei punti autorizzati di Sovareto.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza, in quelle aree, del personale Aica incaricato di vigilare sulle operazioni di approvvigionamento, circostanza che accrescerebbe le responsabilità a carico delle ditte private.
Gli autobottisti sottolineano come il nuovo assetto contrattuale necessiti di modifiche e chiarimenti, anche alla luce dei controlli intensificati effettuati di recente non solo a Sciacca, che hanno portato all’irrogazione di sanzioni rilevanti. In attesa di risposte e correttivi, il servizio resta sospeso.

Sanità, incontro a Palermo Schifani- Capodieci: presto l’inaugurazione di 3 Case di Comunità agrigentine

Incontro istituzionale tra il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Giuseppe Capodieci.

Al centro del confronto, lo stato della sanità agrigentina e le recenti misure regionali che stanno producendo un significativo rafforzamento dell’organico e dei servizi offerti ai cittadini.
Nel corso della riunione, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il vertice dell’ASP di Agrigento ha espresso apprezzamento e riconoscenza per il provvedimento con cui la Regione Siciliana ha autorizzato l’aumento del tetto di spesa.

La misura consentirà, a partire dall’inizio del 2026, l’incremento dell’orario lavorativo settimanale da 24 a 30 ore per 320 dipendenti: 59 assistenti amministrativi, 195 operatori socio-sanitari e 66 ausiliari.
Un intervento che ha già prodotto effetti concreti sul rafforzamento dell’attività amministrativa e assistenziale dell’Asp, garantendo al contempo maggiore stabilità e serenità al personale interessato.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle stabilizzazioni. Nel corso del 2025, infatti, ben 439 professionisti hanno potuto uscire dalla condizione di precariato. Le stabilizzazioni hanno riguardato numerose figure: 2 fisioterapisti, 1 tecnico della riabilitazione psichiatrica, 25 collaboratori amministrativi, 1 dietista, 1 dirigente ingegnere, 5 collaboratori ingegneri, 3 dirigenti amministrativi, 1 fisico, 3 farmacisti, 35 assistenti informatici, 59 assistenti amministrativi, 195 OSS e 108 ausiliari.
Parallelamente, sono attualmente in corso ulteriori procedure di stabilizzazione per 19 ausiliari, 25 infermieri e 8 assistenti sociali. Un passaggio ritenuto strategico soprattutto in vista dell’imminente apertura delle diciannove Case di Comunità previste sul territorio provinciale, che potranno così contare su personale adeguato e stabile.
Proprio in questo contesto, è stata annunciata l’inaugurazione delle prime tre Case di Comunità della provincia di Agrigento, in programma il prossimo 16 febbraio. Le strutture di Ribera, Ravanusa e Canicattì saranno aperte nel corso di una cerimonia simultanea che si svolgerà presso l’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera.
Un segnale concreto, secondo i vertici regionali e aziendali, dell’impegno condiviso nel rafforzare la sanità territoriale e garantire servizi sempre più efficienti e vicini ai cittadini.

Frana di Porto Palo, il sindaco risponde a Verso Menfi

L’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Verso Menfi sulla frana di Porto Palo ha riacceso l’attenzione su una criticità che da tempo interessa il territorio. A rispondere è stato il sindaco di Menfi, Vito Clemente, che ha scelto i social per fornire chiarimenti, pur precisando che non rappresentano il canale istituzionale deputato a questo tipo di comunicazioni.


Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato di accogliere con favore le sollecitazioni arrivate dal gruppo Verso Menfi, evidenziando la volontà dell’amministrazione di mantenere un approccio collaborativo e costruttivo su una questione complessa come quella legata alla frana di Porto Palo.


Perizia di variante già presentata per la frana di Porto Palo


Uno degli elementi centrali della risposta riguarda lo stato della procedura tecnica. È stata infatti già presentata una perizia di variante, ritenuta necessaria per la prosecuzione dei lavori, presso l’Ufficio del Commissario per l’emergenza idrogeologica in Sicilia. La documentazione risulta depositata agli atti dell’ufficio comunale ed è accessibile a tutti i consiglieri comunali, in linea con le prerogative del loro ruolo istituzionale.


Il sindaco ha chiarito che l’iter amministrativo è quindi in corso e che l’attesa dell’approvazione della perizia rappresenta un passaggio imprescindibile per il proseguimento degli interventi legati alla frana di Porto Palo.


Sollecitazioni al direttore lavori e difficoltà operative

Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha più volte sollecitato il direttore lavori affinché predisponesse un ordine di servizio per l’impresa incaricata, con l’obiettivo di avviare la rimozione del terreno in movimento. Secondo quanto riferito, le condizioni meteo sfavorevoli hanno però finora impedito l’avvio di queste operazioni.
Un elemento che evidenzia come, accanto agli adempimenti amministrativi, permangano anche difficoltà operative che incidono sui tempi di intervento relativi alla frana di Porto Palo.


Incontro a Palermo sulla frana di Porto Palo

Un ulteriore aggiornamento riguarda l’agenda istituzionale. Martedì 10 febbraio alle ore 15, l’amministrazione comunale, insieme al direttore lavori, sarà presente a Palermo presso gli uffici competenti, con i quali è in corso un dialogo costante sulla vicenda.
L’invito a partecipare all’incontro è stato esteso a tutti i consiglieri comunali, con l’obiettivo di consentire l’acquisizione diretta delle informazioni e favorire un contributo condiviso alla risoluzione della criticità legata alla frana di Porto Palo.


L’impegno dell’amministrazione comunale

Nel concludere il suo intervento, il sindaco ha voluto rassicurare i consiglieri di Verso Menfi, ribadendo che l’estate, come tutte le stagioni, è parte di un impegno quotidiano dell’amministrazione orientato alla ricerca di soluzioni concrete nell’interesse della comunità.
Una posizione che intende riportare il confronto sul piano istituzionale e operativo, mantenendo alta l’attenzione su una problematica che continua a rappresentare una priorità per Menfi e per l’area di Porto Palo.

Frana di Porto Palo, cresce la pressione politica: lavori ancora fermi

Sulla frana di Porto Palo serve chiarezza immediata. È quanto emerge dal comunicato stampa e dall’interrogazione consiliare urgente presentati da nove consiglieri comunali del gruppo “Verso Menfi”, che chiedono risposte puntuali sullo stato dei lavori e sulle prospettive in vista della prossima stagione estiva.

Secondo i firmatari, l’assenza di certezze sull’intervento rischia di tradursi nell’ennesima stagione compromessa per il territorio, con ricadute dirette sulle attività economiche e sul turismo costiero. Una situazione che, viene sottolineato, non può più essere rinviata né gestita nel silenzio.

I lavori sulla frana di Porto Palo e le rassicurazioni mancate

Durante il Consiglio comunale del 27 ottobre 2025, l’assessore competente aveva rassicurato l’Aula e la cittadinanza sull’imminente ripresa dei lavori relativi alla frana di Porto Palo. A distanza di circa tre mesi e mezzo, però, secondo quanto riportato nei documenti, non si registra alcuna ripresa delle attività.I consiglieri pongono una domanda precisa: che fine ha fatto l’Impresa incaricata, che avrebbe dovuto completare un altro cantiere prima di tornare operativa a Porto Palo? Una domanda che, allo stato attuale, resta priva di risposte ufficiali e pubbliche.

Smottamenti in corso e stagione estiva sempre più vicina

Nel frattempo, viene evidenziato come la frana continui a manifestare fenomeni di smottamento verso valle. L’approssimarsi della stagione estiva rende il quadro ancora più critico, sia dal punto di vista della sicurezza sia per le conseguenze sull’economia locale.

I consiglieri ricordano che, a tre anni dall’inizio della sindacatura Clemente, la vicenda della frana di Porto Palo risulta ancora irrisolta. Una condizione che rischia di incidere negativamente sull’immagine del territorio e di alimentare ulteriori disagi per residenti e operatori economici.

L’interrogazione consiliare sulla frana di Porto Palo

Con un’interrogazione consiliare i consiglieri chiedono al sindaco e all’assessore competente di chiarire lo stato attuale dei lavori, le motivazioni della mancata ripresa e l’eventuale definizione di nuove tempistiche.Vengono inoltre richieste informazioni sulle somme disponibili, sull’adozione di eventuali atti formali nei confronti dell’Impresa incaricata e sulle azioni urgenti che si intendono adottare per salvaguardare la stagione estiva. Un ulteriore punto riguarda le ragioni per cui la cittadinanza non sia stata informata sull’evoluzione della situazione.

“Servono risposte, atti concreti e certezze subito”

Il messaggio conclusivo è diretto. Per i consiglieri firmatari non è accettabile che una questione di tale rilevanza venga gestita nell’incertezza. La città, sottolineano, non può continuare a restare all’oscuro mentre la ripresa dei lavori sulla frana di Porto Palo viene attesa da troppo tempo.

Servono risposte, servono atti concreti, servono certezze immediate, prima che sia troppo tardi e che anche la prossima estate si trasformi in un’occasione perduta per l’intero territorio.

I consiglieri firmatari sono:

Viviani, Ferraro, Alesi, Tarantino, Napoli, Noto, Botta, Palminteri e Alongi.

Carnevale, Sciacca Turismo: “Prenotazioni positive, la festa sia volano per l’Estate”

Segnali incoraggianti per il turismo cittadino in vista dei weekend del Carnevale. Lo registra l’associazione Sciacca Turismo che riporta un andamento complessivamente positivo delle prenotazioni nelle strutture extralberghiere della città, con dati particolarmente favorevoli per la giornata del 14 febbraio.

Soddisfacente anche la risposta per il secondo fine settimana di festa, in programma dal 20 al 22 febbraio.
Numeri che, secondo il presidente dell’associazione, Ezio Bono, confermano il ruolo strategico del Carnevale di Sciacca come evento di forte richiamo regionale e potenziale motore di sviluppo turistico.
«Questi risultati – afferma Bono – dimostrano come il Carnevale possa diventare un vero traino per la stagione turistica primavera-estate».
Sciacca Turismo ribadisce, ancora una volta, l’auspicio che la manifestazione non resti confinata al solo periodo invernale, ma rappresenti un’occasione strutturata di promozione della città anche nei mesi di maggiore afflusso turistico e oltre la tradizionale stagione estiva.
Positiva anche la valutazione sul coinvolgimento delle attività commerciali del centro storico, considerato un elemento fondamentale per un evento capace di valorizzare non solo il patrimonio storico e monumentale della città, ma anche di integrarsi con l’ampia offerta di turismo balneare che Sciacca può garantire per almeno sei mesi l’anno.
«Auspichiamo – aggiunge Bono – un ulteriore coinvolgimento delle imprese turistiche. Siamo comunque ottimisti rispetto alla crescita del Carnevale all’interno di una strategia più ampia di promozione del territorio. Ci auguriamo, infine, che una edizione estiva della manifestazione possa essere finalmente istituzionalizzata, superando le incertezze che hanno caratterizzato il passato».

In arrivo a Sciacca 20 mila mastelli per la raccolta del vetro anche nelle seconde case


Sono in arrivo a Sciacca 20 mila mastelli per la raccolta del vetro. Si stanno definendo i dettagli e l’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti (nella foto), annuncia: “I mastelli sono già stati ordinati e la raccolta del vetro sarà avviata nel mese di marzo. Saranno forniti i mastelli anche per le seconde case. Il giorno di raccolta deve essere stabilito, ma, probabilmente, sarà il giovedì quando viene ritirata l’indifferenziata”.

Dall’inizio del 2026 il servizio di raccolta dei rifiuti viene svolto a Sciacca dalla Teknoservice di Torino, società che ha aggiunto il centro termale ai 300 comuni italiani nei quali già operava.

La raccolta del vetro è un’offerta migliorativa. In futuro l’obiettivo è di separare anche la carta dalla plastica per migliorare la differenziata.

L’appalto alla Teknoservice scadrà a fine 2026. Intanto, dovrà essere espletata la gara per il nuovo servizio della durata di 8 anni.

Catania, arrestato 35enne con quattro chili di cocaina: droga nascosta nell’auto

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 35 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania, che hanno fermato l’indagato al suo rientro in Sicilia.
Durante il controllo, i poliziotti hanno scoperto che l’uomo trasportava quattro chilogrammi di cocaina, abilmente occultati all’interno dell’intercapedine dello sportello destro della vettura con cui viaggiava. Il nascondiglio è stato individuato grazie a un’accurata perquisizione del mezzo.
All’operazione ha preso parte anche il personale della Squadra Cinofili della Polizia di Catania, il cui supporto si è rivelato determinante per il ritrovamento della sostanza stupefacente.
Al termine degli accertamenti, il 35enne è stato dichiarato in arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, condotto presso la casa circondariale, dove rimane a disposizione degli inquirenti.
Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con reti di spaccio attive sul territorio.

Porto d’armi negato, Tar annulla decisione della Questura di Agrigento

Il porto d’armi non può essere negato per una sorta di “colpa per associazione”. Lo ha stabilito il Tar Sicilia, che ha annullato il provvedimento con cui la Questura di Agrigento aveva respinto la richiesta di rinnovo della licenza per il tiro a volo a un cittadino agrigentino, incensurato e titolare storico del titolo.
Secondo i giudici amministrativi, il semplice matrimonio con una persona i cui familiari siano stati destinatari di misure di prevenzione patrimoniali non è elemento sufficiente per far venir meno il requisito dell’affidabilità richiesto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza.
Il diniego della Questura si fondava esclusivamente sulla cosiddetta “parentela acquisita”: l’uomo aveva sposato una donna appartenente a un nucleo familiare interessato da misure patrimoniali, circostanza che, a giudizio dell’amministrazione, rendeva il richiedente non più affidabile.

Nessun altro elemento negativo, nessuna condotta sospetta, nessuna frequentazione pericolosa era stata contestata all’interessato.
Una ricostruzione che il Tar ha nettamente smentito, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza.

Nella sentenza, i giudici ribadiscono un principio chiave: il giudizio di affidabilità deve essere fondato su elementi personali, concreti e attuali, riferibili direttamente al richiedente. I legami familiari, da soli, non possono giustificare un provvedimento restrittivo se non accompagnati da comportamenti specifici e dimostrabili.
Il Tribunale ha inoltre rilevato un grave deficit istruttorio. La Questura, infatti, aveva ignorato le memorie difensive presentate dall’interessato, arrivando addirittura a indicarle nel provvedimento come “assenti”. Una carenza che ha reso il diniego privo di un’adeguata e coerente motivazione.
Con la sentenza pubblicata il 3 febbraio scorso, il Tar Sicilia ha quindi annullato il decreto di rigetto. Un elemento non secondario evidenziato dai giudici è che l’uomo aveva già ottenuto in passato il rinnovo della licenza pur essendo già sposato, senza che la medesima circostanza fosse mai ritenuta ostativa.
Ora il ricorrente potrà rientrare in possesso del porto d’armi, mentre la decisione segna un ulteriore richiamo ai limiti dell’azione amministrativa: la sicurezza pubblica non può trasformarsi in responsabilità automatica per vincoli familiari, in assenza di fatti concreti imputabili al singolo.

Mafia a Burgio, la Procura generale chiede la conferma della condanna di Derelitto e Provenzano


Nel processo d’appello a Giovanni derelitto, di 74 anni, e Alberto Provenzano, di 59, i due imputati di Burgio accusati di associazione mafiosa, il sostituto procuratore generale di Palermo ha chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado.

Per Derelitto il gup del Tribunale di Palermo aveva disposto la condanna a 14 anni di reclusione e per Provenzano a 10 anni e 8 mesi in continuazione con altre sentenze. Il 2 aprile discuteranno gli avvocati Vincenzo Castellano (nella foto) per Derelitto e Vincenzo Giambruno ed Alessandro Martorana per Provenzano.

Il processo si celebra dinanzi aigiudici della quarta sezione della Corte di Appello di Palermo (presidente Enzo Agate). E’ scaturito dall’operazione antimafia condotta dai carabinieri a Burgio, Lucca e Villafranca Sicula e i due imputati sono stati giudicati in primo grado con il rito abbreviato.

Un’altra tranche di questo processo, con un maggior numero di imputati, si celebra al Tribunale di Sciacca con il rito ordinario.