Ortopedia di Sciacca, Giacomo Papotto è il nuovo direttore

È ufficiale la nomina del dottor Giacomo Papotto a direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca. L’incarico arriva al termine delle procedure concorsuali previste e segna un passaggio significativo per l’organizzazione del reparto ortopedico della struttura sanitaria saccense.

La formalizzazione dell’incarico è avvenuta alla presenza del direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, che ha ricevuto il medico per la sottoscrizione del contratto. Con questo atto, Papotto assume ufficialmente la guida dell’Uoc, consolidando un percorso professionale già avviato all’interno dell’ospedale.

Papotto all’Ortopedia di Sciacca: una nomina nel segno della continuità

Il dottor Giacomo Papotto non rappresenta una nuova figura per il presidio ospedaliero di Sciacca. Già titolare di un incarico di alta professionalità, ai sensi dell’articolo 15 septies del decreto legislativo 502/92, il suo arrivo al “Giovanni Paolo II” aveva contribuito in maniera rilevante alla riorganizzazione del reparto di Ortopedia.

L’attività svolta si è inserita in un più ampio processo di riassetto promosso dalla Direzione Strategica dell’Asp di Agrigento, con l’obiettivo di superare diverse criticità operative e migliorare l’efficienza del servizio. In questo contesto, il dottor Papotto all’Ortopedia di Sciacca ha rappresentato un elemento centrale nel percorso di rinnovamento del reparto.

I risultati del reparto di Ortopedia nel 2025

Nel corso del 2025, il reparto di Ortopedia dell’ospedale di Sciacca ha fatto registrare un sensibile incremento dell’attività assistenziale. I ricoveri ordinari sono stati 698, mentre i ricoveri in day hospital hanno raggiunto quota 138 e i day service 82, confermando una crescita complessiva dei volumi di attività.

Risultati rilevanti sono stati ottenuti anche sul piano della qualità delle cure. Nell’ambito del Programma Nazionale Esiti (PNE), il reparto ha raggiunto performance significative per quanto riguarda la tempestività degli interventi sulle fratture dell’anca negli over 65, con operazioni effettuate entro le 48 ore, parametro considerato fondamentale per l’esito clinico.

Consolidamento del reparto

Con la nomina a direttore dell’Uoc, il Dottor Papotto consolida un lavoro già avviato, basato su organizzazione, incremento dell’attività clinica e attenzione agli indicatori di esito. L’incarico rafforza il ruolo del reparto di Ortopedia all’interno del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” e del sistema sanitario provinciale.

La nuova direzione si inserisce in una fase di continuità e stabilizzazione, fondata su risultati già conseguiti e su un percorso di riorganizzazione che ha prodotto effetti concreti sia in termini numerici sia qualitativi.

Educare all’affettività per prevenire la violenza, incontro all’Amato Vetrano di Sciacca (Video)

Si è svolto oggi all’auditorium dell’istituti “Calogero Amato Vetrano” l’incontro “Il diritto di vivere senza paura. Dalla legge alla coscienza: educare all’affettività per prevenire la violenza”, organizzato dalla sezione di Sciacca di Fidapa.

La procuratrice della Repubblica di Sciacca, Maria Teresa Maligno, ha descritto il lavoro del suo ufficio e riferito anche di una notevole mole di lavoro legata ai reati da codice rosso anche con necessità di intervento nei tempi molto rapidi previsti dalla normativa vigente. 

Ad aprire l’incontro la dirigente scolastica Nellina Librici, che ha richiamato il ruolo educativo della scuola anche sul piano delle relazioni e della formazione delle coscienze. “Non si sta a scuola – ha detto – solo per impartire conoscenze. E’ un luogo fondamentale dove si formano le coscienze”.

Tra gli interventi quello di Maria Grazia Cascio, presidente della Fidapa di Sciacca, che ha posto l’attenzione sul ruolo delle famiglie e della comunità educativa nella prevenzione delle criticità relazionali, sottolineando l’importanza della sensibilizzazione “a cominciare da quando i ragazzi sono piccoli” e la necessità di creare “filtri di consapevolezza, di sensibilizzazione e di aiuto”.

L’avvocato Carmela Bacino, presidente dell’Ordine degli avvocati di Sciacca,  ha evidenziato la centralità del cambiamento culturale e della prevenzione: “La legge interviene dopo, quando la violenza ormai c’è e invece bisogna agire prima, prevenire”.

Sono intervenuti anche la psicologa e psicoterapeuta Ivana Piazza e il produttore teatrale e regista Ignazio Raso che hanno offerto un importante contributo all’iniziativa.

Carnevale, modifiche alla viabilità in via Allende

In vista delle attività di preparazione al Carnevale, sono previste temporanee modifiche alla circolazione stradale in diverse vie del quartiere della Perriera.

Lo comunica il comando della polizia Municipale di Sciacca.
Nel dettaglio, via Allende sarà chiusa al traffico nel tratto compreso tra via Ruffini e via Capurro sul lato mare, e tra via Bellanca e via Ruffini sul lato terra.
Inoltre, via Bellanca sarà interessata da divieto di transito nel tratto da via Segni a via Allende.
Prevista anche una limitazione su via Pavese, dove nel tratto compreso tra via Segni e via Allende sarà istituito il divieto di transito, ad eccezione dei residenti di via Pavese, che potranno regolarmente accedere.
Le modifiche resteranno in vigore per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni legate all’organizzazione del Carnevale.

Si invitano i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica e a programmare percorsi alternativi.

Raccolta differenziata ad Agrigento, Sciacca tra i Comuni virtuosi

La raccolta differenziata in provincia di Agrigento registra risultati importanti in Sicilia. Secondo il dossier “Comuni Ricicloni” di Legambiente, presentato oggi a Palermo, la SRR Agrigento Provincia Ovest raggiunge una media del 76,90%, classificandosi seconda in Sicilia, subito dopo la provincia di Trapani Sud.

Tra i Comuni del territorio, Sciacca figura tra quelli con performance significative, insieme a Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Calamonaci, Sambuca di Sicilia e Montevago.

Un percorso di collaborazione e responsabilità

Il risultato ottenuto conferma l’efficacia delle azioni messe in campo negli ultimi anni. Campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, attività operative nei singoli Comuni e l’impegno quotidiano dei sindaci e delle società gestionali hanno contribuito al miglioramento della raccolta differenziata in provincia di Agrigento.

Alla base del successo vi è un modello fondato sulla collaborazione istituzionale e sulla responsabilità condivisa, elementi centrali per consolidare un servizio efficiente e sostenibile.

Verso l’80% di raccolta differenziata

«Questo risultato – commenta il presidente Vito Marsala – rappresenta un ulteriore passo verso l’obiettivo dell’80% di raccolta differenziata, traguardo che riteniamo realistico e raggiungibile entro l’anno in corso».

I Comuni con le migliori performance

Le graduatorie dei singoli Comuni, suddivise per fasce demografiche, evidenziano alcune eccellenze nella provincia di Agrigento:

  • Lucca Sicula con l’87,1%
  • Villafranca Sicula con l’86,1%
  • Calamonaci con l’84,8%
  • Sambuca di Sicilia con l’84%
  • Sciacca con l’82,8%
  • Montevago con l’80,3%

Le dichiarazioni dei sindaci

«Un risultato che conferma la bontà del lavoro svolto e la sensibilità civica della comunità», afferma il sindaco di Lucca Sicula, Salvatore Dazzo, primo tra i comuni virtuosi. Soddisfazione è stata espressa anche dal commissario straordinario di Burgio, Carmelo Burgio, e dal sindaco di Calamonaci, Pino Spinelli.

Una realtà virtuosa nel panorama siciliano

La raccolta differenziata in provincia di Agrigento mostra come il territorio della provincia Ovest si stia confermando tra i più virtuosi della Sicilia nella gestione dei rifiuti. Il modello adottato continua a crescere in qualità, partecipazione e risultati, dimostrando che l’impegno collettivo produce effetti concreti e misurabili.

Asp Enna, al via le selezioni per 8 direttori di Struttura Complessa

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha avviato le procedure per il conferimento di incarichi di direttore di Struttura Complessa in 8 unità operative strategiche, attraverso un avviso pubblico per titoli e colloqui.

L’iniziativa rientra nel programma di rafforzamento della rete assistenziale del territorio, con l’obiettivo di garantire una sanità più efficiente, capillare e vicina ai cittadini.
Le posizioni riguardano sia l’area ospedaliera – Unità Operative Malattie Infettive dell’ospedale Umberto I di Enna, Unità Operativa di Medicina Generale del presidio Chiello di Piazza Armerina, l’Unità di Medicina Generale e l’Unità di Ortopedia del presidio Basilotta di Nicosia – sia l’area territoriale, con incarichi per le Unita’ Operative Cure Primarie, Assistenza Territoriale e Tutela delle Fragilità, Distretto Sanitario di Nicosia e Distretto Sanitario di Enna.
Le nomine si svolgeranno in linea con il Piano Triennale del Fabbisogno 2025-2027 e il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, strumenti di programmazione che testimoniano l’impegno della Direzione Strategica dell’ASP, guidata dal Direttore Generale Mario Zappia, insieme al Direttore Amministrativo Maria Sigona e al Direttore Sanitario Ennio Ciotta, nella modernizzazione e riqualificazione dei servizi sanitari.
L’avviso pubblico, consultabile all’albo pretorio online dell’Asp, indica requisiti e modalità di partecipazione.
L’inserimento di nuove figure apicali rappresenta un’occasione concreta per potenziare la qualità dell’assistenza sanitaria, ridurre le liste d’attesa, ottimizzare i processi e implementare protocolli già attivi.

Infiltrazioni e classi spostate alla “Rossi”: sopralluogo e interrogazione sui ritardi

Gravi infiltrazioni d’acqua piovana, aule inagibili e studenti costretti a spostarsi in spazi di fortuna. È questa la situazione denunciata dai consiglieri comunali Lorenzo Maglienti, Ignazio Bivona, Alberto Sabella e Alessandro Curreri, componenti della III Commissione consiliare, insieme a Filippo Bellanca, presidente della Commissione Bilancio, che hanno presentato un’interrogazione dopo aver compiuto stamane un sopralluogo alla “Mariano Rossi”.
Secondo quanto segnalato, da diversi mesi la scuola è interessata da infiltrazioni provenienti dalla copertura dell’edificio, una criticità più volte comunicata agli uffici competenti a partire dal mese di novembre, senza che a oggi siano stati avviati interventi risolutivi.

A seguito delle lamentele di famiglie e personale scolastico, la III Commissione, congiuntamente alla I Commissione consiliare, ha effettuato un sopralluogo durante il quale è stato accertato il trasferimento di quattro classi a causa della presenza di acqua all’interno delle aule.
Gli studenti coinvolti sono attualmente ospitati in locali adiacenti ai bagni della palestra e nei laboratori informatici, soluzioni definite dai consiglieri assolutamente inadeguate e non compatibili con un regolare svolgimento delle attività didattiche.
Nell’interrogazione si evidenzia inoltre che risultano già stanziati fondi per circa 40 mila euro destinati agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza del plesso.

Nonostante la disponibilità delle risorse e l’urgenza della situazione, i lavori non sono ancora iniziati, lasciando la comunità scolastica in uno stato di forte disagio.
I consiglieri chiedono al sindaco e all’assessore competente di chiarire le ragioni tecnico-amministrative che hanno impedito l’avvio immediato dei lavori, perché non sia stato ancora utilizzato il finanziamento disponibile e quali misure urgenti si intendano adottare per consentire il rapido rientro degli studenti nelle proprie aule. Viene inoltre richiesto un cronoprogramma preciso degli interventi e se l’amministrazione intenda predisporre un progetto complessivo per la manutenzione delle coperture dell’edificio, alla luce delle condizioni di rischio segnalate.
L’interrogazione sarà inserita all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio comunale.

Pace resta in libertà, respinto l’appello della Procura di Palermo che chiedeva i domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto l’appello della Procura che chiedeva l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti del deputato regionale della Democrazia Cristiana Carmelo Pace, coinvolto nell’inchiesta su un presunto sistema di appalti e nomine clientelari riconducibile all’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro.
I giudici hanno confermato integralmente l’ordinanza del gip Carmen Salustro, ritenendo inammissibile l’ipotesi di associazione a delinquere e rigettando la richiesta di aggravamento delle misure cautelari avanzata dai pubblici ministeri. Secondo l’accusa, Pace avrebbe fatto da tramite tra Totò Cuffaro e il direttore generale del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino, consegnando una tangente di 25 mila euro in contanti che l’ex governatore avrebbe ricevuto dall’imprenditore favarese Alessandro Vetro per favorirlo nell’assegnazione di alcune gare.
Durante gli interrogatori preventivi, Pace e Vetro hanno respinto le accuse e fornito chiarimenti che il Tribunale ha ritenuto sufficienti sul piano cautelare. Per questo motivo non sono stati disposti arresti domiciliari né per loro né per Tomasino. Pace e’ difeso dagli avvocati Lillo Fiorello Sarà Giacomazzo e Vetro dall’avvocato Giuseppe Barba.

La decisione del Riesame ha riguardato anche la posizione di Salvatore Cuffaro, per il quale la Procura aveva chiesto un aggravamento delle misure cautelari, con il riconoscimento di ulteriori ipotesi di corruzione. I giudici hanno però confermato l’ordinanza del gip, rigettando anche la richiesta di sequestro preventivo dei 25 mila euro e dichiarando inammissibile l’appello sull’associazione a delinquere.
Cuffaro resta comunque agli arresti domiciliari per un’altra contestazione, relativa al concorso ritenuto truccato all’ospedale Villa Sofia. L’ex governatore è difeso dagli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto.
L’inchiesta prosegue nel merito, ma sul piano cautelare il Tribunale del Riesame ha ridimensionato l’impianto accusatorio della Procura, confermando le decisioni già assunte dal gip.

Droga a Castelvetrano: ecstasy, cocaina e crack in casa

Un’operazione dei carabinieri della Stazione di Marinella di Selinunte ha portato all’arresto di tre cittadini stranieri di 27 anni, sorpresi in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. Il blitz rientra nell’attività di contrasto allo spaccio di droga a Castelvetrano, fenomeno costantemente monitorato dalle forze dell’ordine sul territorio.

I tre sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo che i militari dell’Arma avevano notato movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione da loro occupata.

Droga a Castelvetrano: i sospetti e la perquisizione

L’attenzione dei carabinieri è stata attirata dal continuo andirivieni di persone che si fermavano all’interno dell’edificio solo per pochi minuti, un comportamento ritenuto compatibile con attività di spaccio. Per questo motivo, i militari hanno deciso di procedere con una perquisizione domiciliare.

L’operazione è stata condotta con il supporto del Nucleo Cinofili di Palermo, il cui intervento si è rivelato decisivo nel rinvenimento della sostanza stupefacente nascosta all’interno dell’appartamento, situato al terzo piano dello stabile.

Il sequestro: ecstasy, cocaina e crack

Al termine della perquisizione, i carabinieri hanno sequestrato:

  • circa 230 grammi di ecstasy, suddivisi in 480 pasticche;
  • circa 10 grammi di cocaina;
  • circa 38 grammi di crack;
  • 1.055 euro in contanti;
  • materiale vario per il confezionamento della droga.

Il quantitativo rinvenuto conferma l’ipotesi investigativa di un’attività strutturata di spaccio di droga a Castelvetrano, destinata a un mercato locale ben definito.

Tentativo di fuga e ferimento

Durante le fasi di accesso all’abitazione, uno dei tre occupanti ha tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga. L’uomo ha provato a calarsi da una finestra che affacciava su un cortile interno, utilizzando appigli di fortuna.

Il tentativo si è però concluso con una rovinosa caduta al suolo, che gli ha causato diverse fratture. È stato quindi necessario l’intervento dei soccorsi e il successivo trasporto presso l’ospedale di Marsala per le cure del caso.

Arresto e custodia cautelare in carcere

Dopo l’arresto, i tre stranieri sono stati condotti davanti all’autorità giudiziaria per l’udienza di convalida. Al termine della stessa, è stata disposta per tutti e tre la custodia cautelare in carcere.

Si allarga la frana in via Eleonora d’Aragona, nuovo sopralluogo del Comune di Sciacca (Video)

Ha ceduto ancora via Eleonora d’Aragona interessata da un piccolo cedimento alcune settimane fa dopo alcune piogge.

La zona era stata transennata e delimitata dal Comune di Sciacca che si era limitato a delimitare il pericolo. Nella notte l’ulteriore movimento che ha portato con sé anche le stesse transenne del Comune.

Oggi l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Fabio Leonte che ha ricordato che sulla strada esiste un iter in corso per un progetto di riqualificazione, ma stamattina e’ stato avviato un nuovo sopralluogo da parte dei tecnici comunali e dall’ingegnere Salvatore Gioia.

Dal sopralluogo di oggi si deciderà il tipo di intervento.

Intanto, il gruppo politico Controcorrente interviene sulla questione frane in varie parti della città con una nota.

” Il crollo di 60 metri di ringhiera del 5 febbraio a Sciacca non è una fatalità. Le mappe Ispra indicano da anni un territorio ad alto rischio di dissesto idrogeologico.
Dal Cansalamone a Capo San Marco il territorio cede, mentre strade dissestate, perdite idriche e transenne sono ormai la normalità.
I fondi esistono, ma mancano programmazione e interventi strutturali. Non basta gestire l’emergenza: servono subito prevenzione, manutenzione e azioni concrete per la sicurezza dei cittadini”.

Preoccupazione per lo stato di grave instabilità idrogeologica in Via Eleonora d’Aragona viene espressa dai consiglieri comunali Lorenzo Maglienti, Carmela Santangelo, Clelia Catanzaro, Alessandro Grassadonio, Isidoro Maniscalco, Alberto Sabella e Antonino Venezia che hanno presentato un’interrogazione con risposta scritta e orale.
Chiedono al sindaco e all’assessore competente quali rilievi siano stati effettuati, le ragioni del ritardo negli interventi di somma urgenza, l’esistenza di un progetto di consolidamento definitivo e i tempi per l’avvio dei lavori. Sollecitano inoltre misure immediate per garantire la sicurezza dei residenti e la transitabilità della via, inserendo la questione nell’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale.

Spaccio a Palermo, sette arresti e maxi sequestro di droga

La Polizia di Stato ha arrestato a Palermo sette persone in diverse aree della città, sequestrando ingenti quantitativi di droga e denaro contante. Le operazioni, condotte principalmente dai “Falchi” della Squadra Mobile, hanno interessato quartieri storici e zone ad alta frequentazione, colpendo un’attività di spaccio diffusa e radicata nel tessuto urbano.

L’azione di contrasto ha permesso di sottrarre al mercato illegale centinaia di dosi di cocaina, crack, hashish e marijuana, oltre a una consistente somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita. Un bilancio che conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine nei confronti del fenomeno dello spaccio a Palermo, soprattutto nelle aree più sensibili.

Operazioni antidroga nei quartieri storici

Le attività investigative sono iniziate il 29 dicembre nel cuore di Ballarò, dove gli agenti hanno fermato un uomo di 70 anni con precedenti specifici. Nonostante l’età, l’uomo era in possesso di 36 dosi di cocaina e crack, per un peso complessivo di 4 grammi, oltre a 435 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio.

Il 3 gennaio l’attenzione si è spostata in via Vito La Mantia, con l’arresto di un diciannovenne trovato con 21 dosi termosaldate di cocaina e crack. Pochi giorni dopo, l’8 gennaio, un appostamento alla Vucciria ha portato al fermo di un venticinquenne con 22 grammi di crack già suddivisi in 36 confezioni, pronte per la vendita.

Spaccio a Palermo tra Ballarò, Papireto e vie limitrofe

Il controllo del territorio è proseguito anche il 9 gennaio, ancora a Ballarò, dove un trentasettenne è stato arrestato con 35 grammi di hashish e oltre 600 euro in contanti. Le operazioni si sono poi estese alla zona del Papireto: il 10 gennaio, in via Papireto, un trentenne con precedenti è stato trovato con sette dosi di hashish e 3.225 euro in contanti.

Il 15 gennaio, in via Pietro D’Asaro, un ventinovenne è stato sorpreso con 131 grammi di marijuana e due panetti di hashish per un peso complessivo di 200 grammi. L’ultimo arresto, in ordine cronologico, è avvenuto il 17 gennaio in via Pietro Geremia, dove un cinquantaduenne è stato trovato con 69 dosi di cocaina e 430 euro.

Il bilancio dell’operazione contro lo spaccio a Palermo

Nel complesso, l’operazione ha portato al sequestro di 68 grammi di cocaina e crack, 252 grammi di hashish e 131 grammi di marijuana, oltre a circa 5.000 euro in contanti. Un risultato che evidenzia l’efficacia del presidio costante delle forze dell’ordine e il loro impegno nel contrasto allo spaccio a Palermo, fenomeno che continua a interessare diverse zone della città.