Aggrediscono ex nuora e consuocera, marito e moglie condannati

Il giudice del Tribunale di Agrigento Rossella Ferraro ha condannato a 10 mesi di reclusione il marito e 6 mesi la moglie, di Raffadali, accusati di aver aggredito l’ex nuora e la consuocera. La vicenda risale alla fine del 2021 e sarebbe legata alla separazione del figlio degli imputati.

L’uomo avrebbe minacciato e colpito sia l’ex nuora che la madre di quest’ultima con pugno al volto e calci al gluteo. La moglie, invece, avrebbe dato un morso in una mano all’ex consuocera. Gli imputati sono difesi dall’avvocato Aldo Virone.

Le persone offese, entrambe di Aragona, si sono costituite parte civile con gli avvocati Daniele Re e Salvatore Di Sciacca.

Disperso in mare un peschereccio a Gloucester, il capitano Sanfilippo nipote di saccensi

Sono state interrotte nelle ultime ore le ricerche del capitano Gus Sanfilippo e dei sei membri dell’equipaggio.

Il peschereccio era in mare, al largo della costa del Massachusetts. Si presume che il “Lily Jean” sia affondato nella mattinata di venerdì scorso in condizioni meteorologiche particolarmente avverse.
A bordo del peschereccio di circa 22 metri si trovavano il capitano Sanfilippo, membri dell’equipaggio e un osservatore della pesca della National Oceanic and Atmospheric Administration.

L’allarme è scattato poco prima delle 7 del mattino, quando la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha ricevuto un avviso radio. Nonostante i ripetuti tentativi di contatto, dell’imbarcazione non si è saputo più nulla.
La Guardia Costiera ha immediatamente emesso un allarme di emergenza, dispiegando sul posto un elicottero e diverse unità navali.

Le operazioni di ricerca, rese estremamente difficili dalle condizioni invernali e dal mare agitato che sta colpendo la costa orientale degli Stati Uniti, sono state successivamente sospese dopo il ritrovamento di un corpo e di una zattera.
Gus Sanfilippo è un pescatore commerciale di quinta generazione, di Gloucester, storica città portuale del Massachusetts.

Sanfilippo diventato noto al grande pubblico per la partecipazione, insieme al suo equipaggio e a bordo proprio del peschereccio Lily Jean, a una puntata del 2012 del programma “Nor’Easter Men” del canale History Channel. La trasmissione raccontava la dura vita dei pescatori del New England, impegnati in turni massacranti e spedizioni che potevano durare anche dieci giorni consecutivi in mare, spesso in condizioni estreme.
Sanfilippo è inoltre nipote di immigrati saccensi. A Gloucester vive da decenni una folta comunità di origine siciliana, in particolare di Porticello, Palermo e Sciacca, che ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’industria della pesca locale.
La notizia della sospensione delle ricerche ha suscitato forte emozione e apprensione sia negli Stati Uniti sia tra i discendenti degli emigrati che continuano a seguire con speranza e dolore gli sviluppi di una vicenda che riporta alla memoria i rischi di un mestiere antico e durissimo.

Lavoratore, nel 2026 puoi non pagare tasse anche oltre gli 8.500 euro: ecco i limiti di reddito da non superare

Nel 2026 molti lavoratori dipendenti potrebbero non versare nemmeno un euro di Irpef, anche con uno stipendio superiore alla tradizionale soglia degli 8.500 euro. Il motivo non è una nuova esenzione automatica, ma un sistema di detrazioni fiscali che, in presenza di determinate condizioni, può azzerare completamente l’imposta dovuta.

Capire come funziona questo meccanismo è fondamentale per sapere quando davvero non si pagano le tasse e fino a che reddito è possibile arrivare.

No tax area 2026: perché gli 8.500 euro non sono una vera soglia

Quando si parla di no tax area, si fa riferimento al livello di reddito per il quale l’Irpef viene annullata dalle detrazioni. Per i lavoratori dipendenti, il punto di equilibrio resta intorno agli 8.500 euro annui, ma non si tratta di un’esenzione assoluta.

La normativa prevede infatti che:

  • fino a 15.000 euro di reddito, il lavoratore dipendente ha diritto a una detrazione di 1.955 euro;
  • l’Irpef applicata al 23% su 8.500 euro è pari a 1.955 euro.

Il risultato è un azzeramento dell’imposta, ma solo perché imposta e detrazione coincidono. Superata questa cifra, l’Irpef cresce, ma non scompare automaticamente la possibilità di non pagare tasse.

Detrazioni lavoro dipendente: come si riducono con il reddito

Oltre i 15.000 euro, la detrazione per lavoro dipendente non sparisce, ma diminuisce gradualmente:

  • tra 15.000 e 28.000 euro, si applica una formula che riduce progressivamente il beneficio;
  • tra 28.000 e 50.000 euro, la detrazione si riduce ulteriormente;
  • oltre 50.000 euro, la detrazione per lavoro dipendente si azzera.

Questo però è solo il primo livello del sistema: il vero vantaggio arriva dal cumulo con altre detrazioni.

Come non pagare tasse anche oltre gli 8.500 euro

Il segreto per azzerare l’Irpef pur guadagnando di più sta nella somma delle detrazioni disponibili. Oltre a quella per lavoro dipendente, il sistema fiscale consente di utilizzare:

  • detrazioni per coniuge a carico;
  • detrazioni per figli a carico;
  • detrazioni per spese sanitarie e altre spese agevolabili al 19%.

Esempio pratico: reddito da 10.000 euro

  • Irpef lorda: 2.300 euro
  • Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
  • Detrazione coniuge a carico: 726 euro

Totale detrazioni: 2.681 euro
Risultato: Irpef azzerata, nessuna tassa da pagare.

Reddito da 11.500 euro

  • Irpef lorda: 2.645 euro
  • Detrazioni complessive: 2.670 euro

Anche in questo caso, imposta pari a zero.

Il ruolo decisivo dei familiari a carico

I familiari a carico rappresentano uno degli strumenti più efficaci per abbattere il carico fiscale. La legge riconosce:

  • una detrazione per il coniuge a carico, che può arrivare fino a 800 euro per redditi bassi;
  • una detrazione per i figli a carico, con particolare attenzione ai figli tra 21 e 30 anni, per i quali il beneficio massimo può arrivare a 950 euro, riducendosi in base al reddito complessivo.

Queste detrazioni sono pensate per compensare il peso economico sostenuto dal lavoratore e rendono la no tax area una soglia variabile, non fissa.

Arrivare a 15.000 euro senza pagare Irpef

In alcune situazioni, è possibile non pagare tasse nemmeno con 15.000 euro di reddito.

Esempio completo

Lavoratore con:

  • reddito annuo: 15.000 euro
  • coniuge a carico
  • un figlio di 22 anni a carico
  • spese sanitarie detraibili: 1.500 euro

Calcolo:

  • Irpef lorda: 3.450 euro
  • Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
  • Detrazione coniuge: 690 euro
  • Detrazione figlio: 800 euro
  • Detrazione spese sanitarie (19%): 285 euro

Totale detrazioni: 3.730 euro
Risultato: Irpef completamente azzerata, saldo fiscale pari a zero.

Una no tax area “dinamica”, non uguale per tutti

Questi esempi dimostrano che nel 2026 la no tax area non è una soglia rigida, ma dipende da:

  • situazione familiare;
  • presenza di coniuge e figli a carico;
  • spese detraibili sostenute durante l’anno.

Un lavoratore con carichi familiari e spese agevolabili può non pagare tasse anche con redditi vicini ai 15.000 euro, o in alcuni casi persino superiori.

Cosa fare per non perdere il beneficio

Per sfruttare al massimo questo “scudo fiscale” è essenziale:

  • verificare correttamente i familiari a carico;
  • conservare tutta la documentazione delle spese detraibili;
  • compilare con attenzione il modello 730 o Redditi.

Nel 2026, più che mai, la differenza tra pagare o non pagare tasse dipende dai dettagli.

Condominio, come impedire di parcheggiare sotto le finestre: stop a fumi, rumori e disagi

Parcheggiare l’auto sotto le finestre di un’abitazione in condominio può trasformarsi in un serio problema di salute e vivibilità, soprattutto per fumi di scarico, rumori e vibrazioni. Ma quando è possibile opporsi? E quali strumenti offre la legge per tutelarsi?

Il nostro ordinamento prevede diverse soluzioni legali e pratiche per impedire o limitare questo comportamento, quando supera i limiti della normale tollerabilità.

Distanze minime e sicurezza: cosa prevedono le norme

In primo luogo, vanno richiamati i decreti ministeriali del 1° febbraio 1986 e del 16 maggio 1987, che impongono il rispetto di specifiche distanze tra aree di parcheggio ed edifici, soprattutto per garantire:

  • l’accesso dei mezzi di soccorso;
  • la sicurezza in caso di emergenza.

Un’auto parcheggiata troppo vicino alle finestre può quindi essere già illegittima sotto il profilo urbanistico e della sicurezza, a prescindere dai disagi arrecati.

Fumi e rumori: quando diventano immissioni intollerabili

Dal punto di vista civilistico, parcheggiare un veicolo a ridosso di un’abitazione può incidere sul diritto al libero e pacifico godimento della proprietà, tutelato dall’art. 844 del codice civile.

Secondo questa norma, sono vietate le immissioni di fumo, rumore, odori o gas di scarico che superano la normale tollerabilità nei rapporti di vicinato.

In concreto:

  • per i rumori, si fa riferimento ai limiti di decibel fissati dalla normativa nazionale o locale;
  • per fumi e odori, la valutazione è caso per caso e tiene conto di:
    • intensità;
    • frequenza;
    • distanza dalle finestre;
    • orari (diurni o notturni).

Il giudice può disporre perizie tecniche per accertare l’effettivo superamento della soglia di tollerabilità.

Le azioni possibili: stop al parcheggio e risarcimento danni

Quando le immissioni risultano intollerabili, il proprietario danneggiato può agire in due modi:

  • azione inibitoria, per far cessare la condotta (ad esempio vietando il parcheggio sotto le finestre);
  • azione risarcitoria, per ottenere un indennizzo dei danni subiti.

Sul punto, la Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice non è vincolato a una misura rigida, ma può imporre qualsiasi accorgimento concretamente idoneo a eliminare il pregiudizio (sentenze n. 26882/2019, n. 23245/2016, n. 7420/2000).

Accesso ostruito e profili penali

In alcune situazioni, il parcheggio può addirittura ostruire l’accesso all’abitazione. In questi casi, la giurisprudenza ha riconosciuto la possibile integrazione del reato di violenza privata ex art. 610 c.p., quando l’ostacolo limita la libertà di movimento o di autodeterminazione della persona (Cass. n. 28487/2013).

Rischi per la sicurezza dell’immobile

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la sicurezza domestica. Un’auto parcheggiata sotto una finestra o un balcone con veduta:

  • può agevolare l’accesso di ladri o malintenzionati;
  • aumenta il rischio di intrusioni, soprattutto di notte;
  • può costringere il proprietario a installare grate o sistemi di protezione, con costi aggiuntivi.

Anche questo elemento può essere valutato dal giudice nel bilanciamento degli interessi.

La distanza prudenziale: almeno tre metri

Per evitare contestazioni e responsabilità, la soluzione più prudente resta il rispetto di una distanza minima di almeno tre metri dalle finestre, in linea con l’art. 907 c.c. sul diritto di veduta in appiombo.

In presenza di spazi comuni condominiali, l’amministratore può inoltre intervenire:

  • applicando il regolamento condominiale;
  • proponendo delibere che disciplinino la sosta;
  • segnalando situazioni potenzialmente illecite.

In sintesi: come tutelarsi davvero

Se qualcuno parcheggia stabilmente sotto le tue finestre:

  • verifica il rispetto delle distanze e delle norme di sicurezza;
  • documenta fumi, rumori e disagi;
  • coinvolgi amministratore e condominio;
  • valuta un’azione legale per immissioni intollerabili.

La legge offre strumenti concreti per difendere salute, tranquillità e proprietà, anche in ambito condominiale.

Menfi accoglie donne vittime di violenza in un locale confiscato alla mafia (Video)

Due anni fa il Comune di Menfi ha assegnato all’Istituto Walden un immobile confiscato alla mafia che ospita ragazze madri e donne vittime di violenza. Adesso è stata l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia ad intervenire, sempre in favore della cooperativa menfitana, con un altro locale che ospita donne vittime di violenza. La Walden, guidata da Michele Buscemi, è risultata vincitrice di un bando e questa mattina ha inaugurato “Casa Ade”.

Il progetto presenta caratteristiche particolari perchè l’immobile non si limita a dare ospitalità alle donne, ma attraverso un centro servizi, ospitato nella stessa struttura, si interviene anche per il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Lo hanno spiegato Michele Buscemi e Lucia Alessi che da molti anni opera come assistente sociale nei centri Walden.


A Menfi sono intervenuti questa mattina anche rappresentanti dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, di Confcooperative e del Comune. Tutti hanno esaltato il progetto della Walden in un momento in cui anche nel territorio i casi di violenza contro le donne sono in continuo aumento.

Sequestro prodotti contraffatti, il mercatino online di Pozzallo scoperto sui social

Un’attività di monitoraggio dei social network ha portato le Fiamme Gialle a individuare un profilo Facebook utilizzato per la vendita di merce contraffatta. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ragusa, ha consentito di far emergere l’esistenza di un vero e proprio mercatino telematico attivo a Pozzallo.
Al centro dell’indagine due donne che, attraverso il social network, avrebbero proposto articoli di prestigiosi marchi italiani ed esteri a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato. I prodotti, secondo quanto accertato dai militari, sarebbero risultati palesemente contraffatti. Proprio dal controllo di questo profilo è partito il sequestro prodotti contraffatti che ha portato alla scoperta dell’intera attività illecita.

Perquisizioni e sequestro: oltre 600 articoli recuperati

I finanzieri della Tenenza di Pozzallo sono riusciti a risalire all’identità delle due donne a individuare un garage utilizzato come base logistica per la conservazione della merce. Il locale era nella disponibilità di un uomo, anche lui indagato.
Al momento dell’intervento delle Fiamme Gialle era in corso una diretta Facebook durante la quale i prodotti venivano mostrati come in un normale negozio. La trasmissione è stata immediatamente interrotta, ma all’interno del garage sarebbero stati rinvenuti numerosi articoli contraffatti esposti su ripiani: scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi, cosmetici e altra merce la cui provenienza non è stata giustificata.
Le successive perquisizioni nelle abitazioni hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, complessivamente, oltre 600 prodotti contraffatti, confermando le dimensioni del commercio illecito emerso con il sequestro prodotti contraffatti.

Vendita sui social e strategie per attirare clienti

Per aumentare la visibilità dei post e coinvolgere un numero sempre maggiore di utenti, le due donne avevano anche pianificato un’estrazione a sorte che permetteva la vincita di regali. Una strategia mirata a incentivare le condivisioni e ampliare la rete di potenziali clienti.
In questo modo il mercatino online aveva assunto una struttura organizzata, con ordini gestiti direttamente tramite il social network e una costante promozione dei prodotti contraffatti.

Indagini in corso sulla filiera del falso

Il giudice per le indagini preliminari di Ragusa ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa effettuato dalle Fiamme Gialle, ipotizzando i reati di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Le indagini proseguono per ricostruire l’intera filiera della contraffazione, individuare i centri di produzione e di distribuzione delle merci e identificare la rete di clienti che acquistava i prodotti attraverso i social network. Nei loro confronti, la normativa di settore prevede l’applicazione di sanzioni amministrative.

Il sequestro prodotti contraffatti a Pozzallo rappresenta un importante intervento contro il commercio illecito online, fenomeno sempre più diffuso e difficile da contrastare senza un controllo costante della rete.

Sciacca, dopo le piogge nuovo cedimento in via Amendola

Ancora un cedimento del manto stradale in via Giovanni Amendola, a Sciacca. La situazione, già verificatasi altre volte, si è ripresentata anche questa volta con l’apertura di un buco sulla carreggiata.

Al momento una pattuglia della polizia municipale presidia la zona per garantire la sicurezza e monitorare l’evolversi della situazione. La strada è nota per episodi di dissesto che si manifestano soprattutto in concomitanza con forti piogge, nonostante gli interventi di riparazione effettuati non molto tempo fa.

Si è in attesa dell’arrivo del reperibile della squadra Segnaletica comunale, che entrerà in servizio a mezzanotte. Con ogni probabilità verranno collocate transenne per consentire il senso unico di marcia verso via Lido. Di conseguenza non sarà possibile salire da via Lido verso via Giovanni Amendola. Le decisioni sulla viabilità verranno assunte nelle prossime ore.

Resta centrale la necessità di accertare le cause dei continui cedimenti, per evitare che situazioni analoghe possano degenerare in conseguenze ben più gravi.

Caduta massi sulla Provinciale 51, paura a Enna: strada chiusa e tecnici al lavoro


Risveglio con paura questa mattina a Enna, dove la Strada Provinciale 51 “San Calogero” è stata chiusa al transito a seguito della caduta di diversi massi sulla carreggiata.

Si tratta di un’arteria fondamentale per l’accesso alla città, in particolare verso la parte alta del centro urbano.
A provocare il cedimento sarebbero state le abbondanti piogge che da oltre due settimane interessano il territorio, intensificatesi ulteriormente nelle ultime 48 ore. Dal costone roccioso delle pendici ennesi si sono staccati alcuni massi che sono precipitati sulla strada di arroccamento nei pressi del Castello di Lombardia, rendendo necessario l’immediato intervento dei soccorsi.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco, che hanno provveduto a interdire l’accesso alla strada provinciale per motivi di sicurezza.

Nelle prossime ore è previsto il sopralluogo dei tecnici, chiamati a valutare l’entità del danno e verificare la presenza di ulteriori porzioni di roccia a rischio crollo.
Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato.

Le pendici di Enna, e in particolare quelle lungo la Strada Provinciale 51, sono da tempo soggette a fenomeni di instabilità.

Solo la scorsa settimana, in concomitanza con il ciclone Harry, una frana aveva interessato il versante della Strada Provinciale 28 “Panoramica”, strada chiusa ormai da quasi 17 anni a causa di tre diversi crolli.
Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale aveva già richiamato l’attenzione sulla difficile situazione idrogeologica, annunciando la redazione di tre progetti di messa in sicurezza, ciascuno del valore di 4 milioni di euro, e lanciando un appello per ottenere i necessari finanziamenti.
Una richiesta che, alla luce dell’ennesima emergenza, appare oggi più urgente che mai.

Niscemi, lunedì la riapertura delle scuole, alunni trasferiti in altri plessi dopo la frana

Riapriranno regolarmente lunedì le scuole di Niscemi. Gli alunni dei due istituti dichiarati inagibili a seguito della frana del 25 gennaio saranno temporaneamente ospitati in altri plessi scolastici del territorio.

È quanto emerso nel corso di una riunione del Centro di coordinamento soccorsi, istituito nella sala della Protezione civile della Prefettura di Caltanissetta.
Il vicario del prefetto ha comunicato che, sotto il coordinamento della Prefettura, sono state portate a termine diverse attività indispensabili per consentire la riapertura delle scuole già a partire dalla giornata di lunedì.

In particolare, sono in corso le operazioni propedeutiche a garantire la piena funzionalità delle classi che accoglieranno complessivamente 323 alunni: 138 della scuola dell’infanzia e 185 della scuola primaria, provenienti dai plessi San Giuseppe e Belvedere, risultati inagibili dopo l’evento franoso.
Nella giornata odierna è stata avviata anche l’attività di prelievo del mobilio scolastico dagli edifici interessati, che verrà trasferito nei plessi individuati per ospitare gli studenti.

Le operazioni di trasloco sono affidate a ditte specializzate e si svolgono con il supporto e la supervisione del personale dei Vigili del fuoco, al fine di garantire sicurezza e rapidità negli interventi.
L’obiettivo resta quello di assicurare la continuità didattica e ridurre al minimo i disagi per studenti, famiglie e personale scolastico, in attesa degli interventi necessari per il ripristino degli edifici danneggiati.

Truffa del falso carabiniere a Sciacca, anziana derubata di oro per 50 mila euro

A Sciacca torna a colpire la truffa del falso carabiniere, con un copione rivisitato che ha portato un’anziana di 84 anni a consegnare tutti i suoi preziosi a uno sconosciuto. Il valore dei monili sottratti è stato stimato in almeno 50 mila euro.
Secondo quanto ricostruito, la pensionata ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è spacciato per un militare dell’Arma. L’interlocutore le avrebbe riferito che il marito era coinvolto in una rapina messa a segno da alcuni albanesi, dopo il noleggio di un’auto utilizzata per il colpo.
Il presunto carabiniere ha quindi spiegato che era necessario controllare i gioielli presenti in casa, per verificare se potessero essere riconducibili alla rapina.

La truffa del falso carabiniere a Sciacca

Poco dopo la telefonata, un uomo si è presentato al citofono dell’abitazione dell’anziana, qualificandosi come carabiniere. Alla donna è stato detto che i preziosi dovevano essere fotografati e che, se non risultavano collegati al colpo, sarebbero stati riconsegnati.
Convinta della versione fornita e fidandosi del presunto militare, l’84enne ha consegnato tutti i monili raccolti nel corso della sua vita.

Nessuna rapina, solo un raggiro

In realtà non esisteva alcuna rapina né alcun coinvolgimento del marito in fatti criminali. Si è trattato dell’ennesima truffa del falso carabiniere, una variante rispetto al più noto raggiro dell’incidente stradale.
Solo dopo essersi resa conto dell’inganno, la donna si è rivolta ai veri carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti.

Avviate le indagini dei carabinieri

I militari dell’Arma hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori della truffa. Uno dei primi passaggi investigativi è stato quello di verificare la presenza di impianti di videosorveglianza, sia pubblici che privati, nella zona in cui vivono gli anziani coniugi.
Le immagini potrebbero fornire elementi utili per identificare il soggetto che si è presentato a casa della vittima e per ricostruire eventuali movimenti sospetti.

Un fenomeno che continua a ripetersi

La truffa del falso carabiniere continua a colpire soprattutto persone anziane, facendo leva sulla paura e sulla fiducia nelle forze dell’ordine. Anche in questo caso il raggiro ha causato un danno economico ingente, oltre a un forte impatto emotivo sulla vittima.
Le indagini proseguono per individuare i responsabili e chiarire ogni aspetto della vicenda.