Ribera, “Sbandati” in anteprima al cine teatro Lupo

Sarà presentato sabato 31 gennaio alle 18, al cine teatro Lupo di Ribera, il film Sbandati, diretto dal riberese Maurizio Trapani e interpretato, nel ruolo principale, dall’attore riberese Raffaele Taddei.

La pellicola racconta il cammino di un gruppo di ex militari che, dopo l’8 settembre 1943, attraversa l’Italia del centro-sud. Sullo sfondo della guerra, i personaggi si muovono su mezzi di locomozione sempre diversi, spinti dal desiderio di sfuggire alla devastazione, di tornare a casa o di allontanarsi definitivamente.

Alle vicende del gruppo si intrecciano quelle dei due protagonisti, una madre e un figlio, insieme a una serie di incontri e situazioni che segnano il viaggio. Morti improvvise, amicizie e inimicizie, innamoramenti, presagi ed elementi simbolici che accompagnano i personaggi in un percorso di confronto con se stessi e con gli altri.

Le riprese del film sono state realizzate in Molise e in Sicilia, anche a Ribera e a Caltabellotta, in ambientazioni naturali di particolare suggestione.

Il cast, oltre a Raffaele Taddei (Paolo), comprende Giorgio Careccia (Andrea), Eleonora Siro (Rosa), Asja Mascarini (Anna), Mauro D’Amico (Elia) e Francesco Marino (Simone), con la partecipazione di Totò Cascio nel ruolo del veggente e di Saverio Vallone in quello del medico.

La produzione è di Incas. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Maurizio Trapani e Alessandra Iavagnilio, con la regia dello stesso Trapani.

Niscemi, avviata la riorganizzazione sanitaria dopo la frana

Dopo l’emergenza provocata dalla frana che ha interessato il territorio di Niscemi, l’assessorato regionale alla Salute ha disposto una riorganizzazione sanitaria a Niscemi per garantire continuità assistenziale e sicurezza alla popolazione.
L’atto d’indirizzo, firmato dall’assessore Daniela Faraoni in seguito a un sopralluogo nel comune del Nisseno, è stato trasmesso ai direttori generali delle Asp di Caltanissetta e Catania e al direttore della Centrale operativa del 118 di Caltanissetta ed Enna.

La riorganizzazione sanitaria a Niscemi nasce dall’esigenza di fronteggiare le difficoltà nei collegamenti stradali causate dalla chiusura di due importanti arterie viarie, che hanno reso più complessi gli spostamenti verso alcune strutture ospedaliere.

Emergenze sanitarie indirizzate verso Caltagirone

Una delle principali disposizioni riguarda le prestazioni di emergenza-urgenza.
I pazienti verranno trasferiti al presidio ospedaliero di Gravina di Caltagirone, distante circa venti minuti, e non più al Dea di II livello di Caltanissetta.
La modifica è stata adottata per superare le criticità legate alla viabilità e assicurare tempi di intervento più rapidi in situazioni di emergenza.

Riorganizzazione sanitaria a Niscemi e potenziamento dell’ospedale

Contestualmente, è prevista la riattivazione dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Medicina dell’ospedale di Niscemi.
Alla struttura saranno assegnati due nuovi dirigenti medici, rafforzando così l’organico sanitario locale.
Sarà inoltre attivato un servizio di rianimazione operativo 24 ore su 24, una misura pensata per garantire un’assistenza immediata nei casi più critici.

Questo intervento rappresenta uno dei punti centrali della riorganizzazione sanitaria a Niscemi, con l’obiettivo di ridurre i disagi per i cittadini in una fase di emergenza.

Assistenza mobile per la popolazione evacuata

Per garantire cure adeguate alle persone evacuate e ospitate nel centro di accoglienza “Pio La Torre”, l’assessorato ha disposto l’assegnazione di un mezzo mobile al Distretto sanitario di Niscemi.
A bordo saranno presenti un medico di continuità assistenziale e un infermiere, operativi per dodici ore al giorno, assicurando un presidio sanitario costante sul posto.

Supporto psicologico per famiglie e personale scolastico

La riorganizzazione sanitaria a Niscemi prevede anche un percorso di assistenza psicologica continuativa.
Il servizio sarà rivolto alle famiglie e al personale scolastico coinvolti nella chiusura di tre istituti, che ha comportato la concentrazione degli studenti in altri plessi del territorio.
L’obiettivo è offrire sostegno in una fase delicata, segnata da cambiamenti improvvisi e situazioni di forte stress.

Con queste misure, l’assessorato regionale alla Salute punta a garantire continuità delle cure e supporto alla comunità di Niscemi, affrontando in modo strutturato le conseguenze dell’emergenza causata dalla frana.

Bullismo a Sciacca, l’allarme di La Rocca Ruvolo: “Intervento immediato per tutelare gli studenti”

Episodi di bullismo ai danni di studenti pendolari si si sarebbero verificati alla stazione di via Lioni a Sciacca. A lanciare l’allarme è la deputata regionale di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo, che in una nota chiede un intervento immediato delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
Secondo quanto segnalato alla parlamentare, un gruppo di ragazzi si apposterebbe quotidianamente in via Leoni, nei pressi dell’Eurospin, prendendo di mira studenti più piccoli che, al termine delle lezioni, attendono gli autobus per rientrare a casa.

I giovani, spesso minorenni, sarebbero vittime di atteggiamenti intimidatori, minacce e tentativi di aggressione fisica.
Una situazione che, sempre secondo le segnalazioni ricevute, costringerebbe alcuni studenti a rifugiarsi all’interno del supermercato per sottrarsi alla paura e sentirsi al sicuro.
“La situazione che mi è stata rappresentata da alcuni genitori e pendolari è davvero allarmante – afferma La Rocca Ruvolo –. Non possiamo restare indifferenti di fronte a episodi di violenza e prepotenza che colpiscono ragazzini in un luogo che dovrebbe essere sicuro”.
La deputata rivolge quindi un appello diretto alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine affinché vengano attivati controlli e interventi tempestivi, con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli studenti e la serenità delle famiglie.
Un messaggio è rivolto anche ai giovani responsabili dei presunti episodi: “Chi pensa di affermarsi con la forza non sta seguendo la strada giusta. La prepotenza porta solo a isolamento e condanna. Le regole della convivenza civile si fondano sul rispetto reciproco”.

Agrigento, vinti 50 mila euro al Gratta e Vinci: colpo fortunato a Villaseta

Agrigento baciata dalla fortuna con il Gratta e Vinci “Premi Stellari”. Nei giorni scorsi è stato centrato un premio da 50 mila euro in un punto vendita di via Fosse Ardeatine, nella frazione di Villaseta, come riportato da Agipronews.
Una vincita che ha attirato l’attenzione nel quartiere e che si inserisce nel quadro del gioco legale sul territorio provinciale. Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, il gioco retail ad Agrigento registra una lieve crescita: la spesa complessiva sale a 87 milioni di euro, rispetto agli 84 milioni dell’anno precedente, con un incremento del 3,5%.
A livello regionale, la spesa per i giochi nei punti vendita siciliani – calcolata come differenza tra raccolta e vincite – si conferma a 1,1 miliardi di euro, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’ultimo anno.

In aumento, invece, le lotterie istantanee, che in Sicilia raggiungono i 209 milioni di euro, facendo segnare una crescita dell’1,9% su base annua.

M5S, all’Ars arriva il reddito di cittadinanza regionale: “Colmiamo il vuoto lasciato dallo Stato”

Un reddito di cittadinanza regionale per la Sicilia, pensato come strumento di inclusione attiva e non come semplice misura assistenziale. È questa la proposta di legge presentata oggi all’Assemblea regionale siciliana dal Movimento 5 Stelle, nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione di esponenti politici ed esperti del mondo accademico.
Il disegno di legge, che sarà depositato formalmente nei prossimi giorni, nasce – spiegano i promotori – per colmare il vuoto lasciato dalla cancellazione del reddito di cittadinanza nazionale e per offrire risposte concrete a migliaia di famiglie siciliane in condizioni di povertà.
All’iniziativa hanno preso parte il vicepresidente dell’Ars e coordinatore siciliano del M5S Nuccio Di Paola, l’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, gli ex deputati M5S Aldo Penna e Giampiero Trizzino, oltre al professore di Scienze politiche Giancarlo Minaldi.
“Il ddl che depositeremo è la risposta a una domanda di welfare che non può più essere ignorata – ha dichiarato Di Paola –. Il governo Meloni ha abbandonato molte persone al proprio destino e il reddito di povertà voluto dal presidente Schifani ha raggiunto, peraltro in modo discontinuo, solo un decimo dei richiedenti”.
Sulla stessa linea l’intervento di Nunzia Catalfo, che ha sottolineato la necessità di una misura universale: “È fondamentale sostenere tutte le persone che vivono in condizioni di povertà e garantire una vita dignitosa alle famiglie. L’assegno di inclusione esclude troppe categorie: serve un vero reddito di cittadinanza”.
La proposta prevede un contributo mensile non inferiore a 400 euro, destinato ai nuclei familiari in condizioni di povertà. Ma il cuore del provvedimento è il Percorso Regionale di Inclusione Attiva, obbligatorio per i beneficiari, che include formazione, riqualificazione professionale, partecipazione a progetti utili alla collettività e accettazione di offerte di lavoro congrue.
“Non è una misura assistenziale – ha chiarito Aldo Penna – ma uno strumento di riequilibrio sociale. Al centro c’è il diritto alla felicità, inteso come possibilità concreta di vivere con dignità”.
Il disegno di legge istituisce anche un Fondo regionale per il Reddito di cittadinanza, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro l’anno, finanziato attraverso risorse regionali, nazionali ed europee. Sono previsti controlli stringenti, sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci e incentivi economici per le imprese che assumono i beneficiari.
La Regione, infine, punta su una forte collaborazione con aziende, enti di formazione e università per favorire un reinserimento lavorativo stabile e coerente con il tessuto produttivo siciliano

Scicli, cede un tombino: donna resta incastrata e si ferisce gravemente

Un tombino che cede all’improvviso, una caduta violenta e una donna rimasta incastrata per diversi minuti. È accaduto ieri sera, intorno alle 19.30, in via Vitaliano Brancati, a Scicli.
La vittima, una donna di 62 anni, stava scendendo dal marciapiede quando ha poggiato il piede sulla griglia del tombino, che ha improvvisamente ceduto facendola precipitare all’interno. L’impatto le ha provocato la frattura di quattro costole, oltre ad altre contusioni.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i sanitari del 118, che hanno estratto la donna dal tombino e l’hanno trasferita in ospedale per le cure necessarie. Le sue condizioni, pur serie, non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.
L’area è stata immediatamente transennata per evitare ulteriori rischi ai pedoni. La polizia municipale ha avviato accertamenti tecnici per chiarire le cause del cedimento della griglia e verificare eventuali responsabilità legate alla manutenzione.

Niscemi, la collina cede: frana attiva, zona rossa e famiglie senza ritorno

“L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela: le parole del capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, non lasciano spazio a interpretazioni: la frana che interessa il territorio di Niscemi è pienamente attiva e la situazione è critica.
Il quadro è emerso durante il sopralluogo e la riunione operativa al Centro operativo comunale, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, del capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, della componente scientifica guidata dal professor Nicola Casagli, del prefetto Donatella Licia Messina e del sindaco Massimiliano Conti.
Secondo le analisi tecniche, non è coinvolta solo la parte visibile del versante: l’intero corpo della collina è in movimento verso la piana di Gela. Per questo è stata disposta una zona rossa fino a 150 metri dalla “nicchia di distacco”, cioè dal tratto asfaltato rimasto intatto. Una misura prudenziale ma necessaria, che ha già portato all’evacuazione di circa 1.500 persone e all’inagibilità di decine di immobili.
«Ci sono abitazioni che non potranno essere recuperate – ha dichiarato Ciciliano – e sarà necessario definire un piano di delocalizzazione definitiva per chi vi abitava». Una prospettiva dura, che segna un punto di non ritorno per molte famiglie.
Il presidente Schifani ha parlato di una situazione grave e in evoluzione, chiarendo che non si tratta di un evento improvviso come un terremoto, ma di un fenomeno dinamico che richiede monitoraggio continuo. «È evidente – ha affermato – che molte persone non potranno più tornare nelle loro case».
Sul fronte dell’emergenza, la Regione sta garantendo l’assistenza sanitaria, il riallaccio dei servizi essenziali, in particolare del gas, e il potenziamento delle squadre operative. Ma il nodo centrale resta quello abitativo.
«Chi perderà la casa non resterà senza casa», ha assicurato Schifani. La Regione si è impegnata a finanziare un programma di ricollocazione, che prevede la realizzazione di nuovi alloggi e l’utilizzo di immobili già esistenti, con copertura pubblica dei costi. Un impegno ribadito anche nel ruolo di commissario straordinario appena nominato.
La frana di Niscemi non è solo un’emergenza geologica: è una crisi sociale, che impone risposte rapide, trasparenti e durature. Ora la priorità è la sicurezza. Subito dopo, la dignità di chi ha perso tutto.

Frana a Niscemi, sopralluogo del presidente Schifani e riunione al Coc

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è giunto a Niscemi dove ha effettuato un sopralluogo nella zona interessata dalla frana che ha colpito una parte del paese. Successivamente sta partecipando alla riunione al Centro operativo comunale per fare il punto sui danni causati alla popolazione dagli smottamenti del terreno e sugli interventi da mettere in atto a sostegno delle tantissime famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.

All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, l’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, Sergio Tumminello, e il segretario generale dell’Autorità di bacino, Leonardo Santoro.

Nel corso della riunione, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano ha commentato: “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela”.

Lezione di intelligenza artificiale all’Amato Vetrano di Sciacca

Presso l’istituto “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca si è svolta una lezione laboratoriale dedicata all’intelligenza artificiale e al machine learning, rivolta agli studenti delle classi I J e II J dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni.
L’attività ha avuto come obiettivo quello di avvicinare i ragazzi ai principi fondamentali dell’IA attraverso un approccio pratico e interattivo, trasformando concetti complessi in esperienze concrete. La lezione di intelligenza artificiale ha permesso agli studenti di comprendere come una macchina possa apprendere, riconoscere dati e restituire risultati basati su modelli matematici.

Lezione di intelligenza artificiale con strumenti digitali innovativi

La lezione è stata condotta da Luigi Lo Mascolo, esperto esterno di tecnologie digitali e intelligenza artificiale, con il supporto dei docenti di informatica Michele La Bella e Paolo Ciaccio.
Durante l’incontro, gli studenti hanno lavorato con la piattaforma Teachable Machine, sperimentando direttamente la costruzione di modelli di apprendimento automatico. I ragazzi hanno creato un dataset organizzato in cartelle, contenente immagini reperite online e suddivise per categorie specifiche.
Questo materiale è stato utilizzato per addestrare la macchina, consentendole di riconoscere le caratteristiche distintive di ogni classe. La lezione di intelligenza artificiale ha così mostrato in modo chiaro come funziona il processo di training di un modello di machine learning.

Test in tempo reale e comprensione dei risultati

Conclusa la fase di addestramento, il sistema è stato testato in tempo reale.
Attraverso la webcam o tramite input sonori, gli studenti hanno fornito nuovi dati alla macchina, che ha restituito una percentuale di riconoscimento per ciascuna categoria appresa. Questo passaggio ha consentito di comprendere concetti fondamentali come la classificazione, la probabilità e l’attendibilità dei risultati.
Un’esperienza che ha reso visibili i meccanismi alla base di molte tecnologie oggi utilizzate in ambito digitale.

L’innovazione digitale al centro del percorso educativo

L’iniziativa si inserisce pienamente nella visione educativa dell’Istituto Calogero Amato Vetrano, guidato dalla dirigente scolastica Nellina Librici, da sempre attenta ai temi dell’innovazione e alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.
La lezione di intelligenza artificiale rappresenta un esempio concreto di didattica innovativa, capace di coinvolgere attivamente gli studenti e di prepararli alle competenze richieste dal mondo tecnologico contemporaneo.

Studenti protagonisti dell’apprendimento

Attraverso strumenti semplici ma efficaci come Teachable Machine, i ragazzi hanno potuto osservare direttamente come nascono i modelli di apprendimento automatico e come vengono utilizzati per il riconoscimento di immagini e suoni.
L’attività ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa essere insegnata in modo accessibile, stimolante e vicino alla realtà quotidiana degli studenti, rafforzando il ruolo della scuola come luogo di sperimentazione e crescita verso il futuro digitale.

Agrigento, maxi operazione dei Carabinieri nel settore oleario: 24 indagati per frode e riciclaggio

Vasta operazione dei Carabinieri a tutela della qualità agroalimentare e del Made in Italy nel comparto oleario.

I militari del Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina, con il supporto del Comando Provinciale di Agrigento, hanno eseguito 24 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, al riciclaggio e alla violazione della normativa sulle accise.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è finalizzata al sequestro probatorio di documentazione e materiale informatico e riguarda un presunto gruppo criminale radicato nel territorio agrigentino, ritenuto dedito alla commercializzazione di olio contraffatto, spacciato come olio extravergine di oliva.
Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte dal Reparto Specializzato dell’Arma per la Tutela Agroalimentare, l’organizzazione avrebbe operato almeno dal 2022 e fino ad oggi, distribuendo il prodotto adulterato in tutte le province della Sicilia, sul territorio nazionale e anche all’estero, in particolare in Germania.
Gli indagati avrebbero reperito ingenti quantitativi di sostanze oleose che, attraverso la miscelazione con betacarotene e clorofilla rameica – come accertato dagli esami di laboratorio dell’Istituto Centrale Repressione Frodi del Masaf – venivano vendute come extravergine di oliva a basso costo a esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari.
I proventi dell’attività illecita sarebbero stati successivamente riciclati e autoriciclati mediante false fatturazioni, emesse da imprese individuali riconducibili agli stessi indagati e formalmente operanti nel settore dei prodotti agricoli.
Ulteriore profilo di illegalità riguarda l’uso di benzina e carburante agricolo acquistato ad accisa ridotta, impiegato per alimentare i mezzi utilizzati nella distribuzione quotidiana del prodotto adulterato sull’intero territorio regionale e oltre i confini nazionali.
Le indagini preliminari sono tuttora in corso per la completa ricostruzione dei fatti e delle responsabilità individuali e proseguono sotto il costante coordinamento della Procura di Agrigento.