Un’ampia operazione di polizia contro il cybercrime, con particolare riferimento alla pirateria audiovisiva, è in corso in Italia e in diversi Paesi europei. L’azione è coordinata dalla Procura distrettuale di Catania e vede impegnata la Polizia Postale, con il supporto di Eurojust, Europol e Interpol, oltre alla rete operativa @On.
Perquisizioni e sequestri sono stati avviati nei confronti di decine di soggetti ritenuti appartenenti a un sodalizio criminale di natura transnazionale. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione gestiva un sistema internazionale di streaming illegale, capace di generare profitti per milioni di euro ogni mese, danneggiando gravemente l’industria audiovisiva e violando in modo sistematico la normativa sul diritto d’autore.
L’operazione rappresenta un ulteriore colpo alle reti criminali che sfruttano le tecnologie digitali per costruire business illeciti su scala globale, approfittando della domanda di contenuti a basso costo e dell’anonimato garantito dalla rete.
I dettagli dell’operazione somo stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Procura di Catania, in piazza Giovanni Verga, dove sono stati chiariti l’estensione dell’indagine, il numero degli indagati e i beni sequestrati.
Maxi blitz contro la pirateria audiovisiva: colpita una rete criminale internazionale
Sicurezza nei locali pubblici, vertice in Prefettura a Ragusa
Si è riunito in Prefettura il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Tania Giallongo, con un focus specifico sull’osservanza delle norme nei locali aperti al pubblico e nelle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo, al fine di garantire la tutela di lavoratori e avventori.
Il tema, reso ancora più attuale dalla tragedia di Crans-Montana, è stato recentemente richiamato anche da una direttiva del ministro dell’Interno. All’incontro hanno partecipato i vertici territoriali delle forze dell’ordine, il comando provinciale dei vigili del fuoco, il presidente del Libero Consorzio comunale, il sindaco del capoluogo e una delegazione del Nucleo ispettivo del lavoro dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
L’analisi è partita da un monitoraggio aggiornato delle ispezioni già effettuate e delle principali criticità emerse sul territorio provinciale. Alla luce dei dati raccolti, il Comitato ha deciso di intensificare i controlli in occasione di eventi di intrattenimento, privilegiando un approccio preventivo.
Sono previsti interventi mirati e aggiuntivi rispetto all’ordinaria attività delle forze di polizia, finalizzati ad accertare eventuali irregolarità, contrastare l’esercizio abusivo delle attività e verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza.
Il prefetto Giallongo ha sottolineato la necessità di una stretta sinergia con i sindaci, chiamati a collaborare nella mappatura degli esercizi presenti nei rispettivi territori e nella verifica delle autorizzazioni rilasciate, valorizzando il ruolo delle commissioni comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
Le verifiche riguarderanno la documentazione tecnica, la conformità degli ambienti alla normativa vigente e la rispondenza delle strutture ai requisiti necessari per il rilascio delle licenze. I vigili del fuoco effettueranno controlli specifici in materia di prevenzione incendi, gestione delle vie di esodo e sicurezza strutturale, con particolare attenzione a materiali e arredi.
L’attenzione sarà rivolta anche a bar e ristoranti che, pur non rientrando formalmente nella disciplina del pubblico spettacolo, propongono occasionalmente attività di intrattenimento. Gli esiti delle ricognizioni e delle ispezioni saranno valutati per l’eventuale adozione di ulteriori misure.
Nel corso della riunione è stata infine ribadita l’importanza di operare in un clima di piena collaborazione, puntando anche su percorsi formativi rivolti ai gestori per favorire il rispetto delle regole e l’adozione di soluzioni conformi alla normativa. Nei prossimi giorni è prevista una riunione dedicata con le associazioni di categoria, chiamate a svolgere un ruolo attivo nelle attività di formazione e sensibilizzazione dei titolari.
Giornata dello Sportivo a Sciacca, appuntamento in Basilica il 30 gennaio Video)
Sciacca si prepara a vivere un nuovo momento delle celebrazioni per il 400° anniversario della liberazione dalla peste per intercessione della Patrona Maria SS. del Soccorso. Venerdì 30 gennaio si terrà la Giornata dello Sportivo a Sciacca, un’iniziativa dedicata al mondo dello sport e dell’associazionismo, pensata come occasione di incontro e partecipazione.
L’evento rientra nel programma delle manifestazioni commemorative che stanno accompagnando la comunità cittadina in questo anno significativo, coinvolgendo realtà sportive e sociali attive sul territorio.
Il valore della Giornata dello Sportivo a Sciacca per la comunità
La Giornata dello Sportivo a Sciacca rappresenta un momento di condivisione tra tutte le realtà che operano nel campo sportivo e associativo. L’iniziativa intende porre l’attenzione sullo sport come strumento educativo e sociale, capace di favorire la crescita individuale e il rafforzamento del tessuto comunitario.
Sono invitate a partecipare associazioni sportive, associazioni del terzo settore, scuole di danza, club sportivi, realtà legate al collezionismo e tutti i gruppi organizzati che contribuiscono allo sviluppo sociale, culturale ed educativo del territorio.
La riflessione in Chiesa Madre alle ore 17
Il primo momento della giornata è previsto alle ore 17 presso la Chiesa Madre. Qui si svolgerà una riflessione a cura dell’Associazione Sportiva Panathlon Club Sciacca Terme International, presieduta da Giuseppe Recca.
L’intervento sarà dedicato ai valori educativi, etici e sociali dello sport, sottolineandone l’importanza come strumento di crescita personale e collettiva.
La Santa Messa nella Basilica Maria SS. del Soccorso
A seguire, alle ore 18, la Giornata dello Sportivo a Sciacca proseguirà presso la Basilica Maria SS. del Soccorso con la celebrazione della Santa Messa, momento centrale dell’iniziativa inserita nel percorso delle celebrazioni per il 400° anniversario.
Un momento di partecipazione condivisa
Tutte le realtà coinvolte potranno prendere parte all’evento indossando i colori dei sodalizi di appartenenza, contribuendo a creare un clima di unità e condivisione.
La Giornata dello Sportivo a Sciacca si configura così come un’occasione per riunire il mondo sportivo e associativo cittadino, valorizzando il ruolo che queste realtà svolgono quotidianamente nella crescita sociale e culturale della comunità.
Sciacca, la mostra su Goya prorogata fino al 31 marzo
La mostra “Francisco Goya, l’artista della libertà. Tra verità e satira” resta visitabile fino al 31 marzo al Teatro Popolare Samonà di Sciacca. La proroga è stata decisa in seguito al forte interesse suscitato dall’esposizione, organizzata da Mediterranea Arte in collaborazione con il Comune di Sciacca e la Regione Siciliana, a cura di Mery Scalisi e Alessia Zanella.
Un’estensione significativa che consentirà anche ai numerosi visitatori attesi per il 400° anniversario del Carnevale di Sciacca di accedere alla mostra, vivendo un’esperienza culturale di alto profilo accanto a uno degli eventi identitari più importanti della città.
Cuore dell’esposizione è la celebre serie de “I Caprichos”, le incisioni in acquaforte e acquatinta pubblicate nel 1799, con cui Goya condusse una feroce e lucida critica alla nobiltà e ai meccanismi del potere della Spagna del XVIII secolo. Un viaggio immersivo nella visione del maestro spagnolo, dove satira, denuncia e libertà espressiva si fondono in immagini di straordinaria modernità.
Accanto ai Caprichos, la mostra presenta anche quattro oli di Goya, tra i quali spicca la raffinata “Apoteosi di Santa Caterina”, opera di grande valore artistico e simbolico.
«Ringraziamo la popolazione di Sciacca per la straordinaria risposta – dichiara Mery Scalisi, curatrice della mostra e responsabile mostre di Mediterranea Arte –. Dopo il successo della mostra su Caravaggio, anche Goya sta ottenendo un riscontro importante. Abbiamo aperto le porte alle scuole con un Open Day per offrire ai ragazzi un’esperienza culturale diretta e consapevole. È uno dei motivi che ci ha spinto a prorogare l’esposizione, insieme alla volontà di accogliere i visitatori del Carnevale, di cui saremo partner. Satira, verità e bellezza: Goya dialoga perfettamente con lo spirito di questa grande festa popolare».
Per quanto riguarda i biglietti, si ricorda che l’ingresso alla mostra è integrato con gli spettacoli del cartellone “Sipario d’Inverno”. I ticket sono acquistabili sia al botteghino sia attraverso il circuito TicketOne.
Due arresti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sulla rotta del Mediterraneo centrale
Due cittadini stranieri di 26 e 37 anni sono stati arrestati tra Imperia e Milano con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carattere transnazionale e sequestro di persona a scopo di estorsione.
L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, in particolare dal Servizio centrale operativo di Roma, dalla Sisco di Palermo e dalle Squadre mobili di Agrigento e Palermo, sotto il coordinamento della Procura distrettuale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia.
Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo al termine di una complessa attività investigativa.
Le indagini sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
L’inchiesta ha preso avvio in seguito a uno sbarco avvenuto a Lampedusa il 25 agosto 2022.
Dalle numerose testimonianze raccolte tra i migranti arrivati sull’isola è emerso che gli indagati, giunti in Italia con la stessa traversata, avrebbero avuto un ruolo attivo all’interno dell’organizzazione criminale che gestiva il viaggio verso le coste italiane.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due arrestati non sarebbero stati semplici passeggeri, ma soggetti coinvolti direttamente nella gestione del traffico illecito di migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale, inserendosi stabilmente nel sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Campi di detenzione in Libia e violenze sui migranti
Nel corso delle indagini è emerso che uno degli arrestati avrebbe svolto il ruolo di carceriere all’interno di un campo di detenzione situato in Libia, nell’area di Zuwara.
In questa struttura, indicata come una sorta di “safe house”, i migranti venivano trattenuti prima della partenza verso l’Italia. L’uomo sarebbe stato responsabile di gravi violenze fisiche e psicologiche nei confronti delle persone detenute.
Tali condotte sarebbero state finalizzate sia al mantenimento dell’ordine all’interno del campo sia all’estorsione di denaro dalle famiglie dei migranti. I pagamenti venivano richiesti per velocizzare l’imbarco verso il territorio italiano.
L’operazione tra Imperia e Milano
Il 26 gennaio scorso, con il supporto delle Squadre mobili di Imperia e Milano, è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del cittadino senegalese e di quello egiziano.
Un terzo soggetto, anch’egli destinatario del medesimo provvedimento, risulterebbe attualmente all’estero ed è oggetto di ricerche a livello internazionale.
Le responsabilità al vaglio dell’autorità giudiziaria
Le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sequestro di persona a scopo di estorsione si fondano sulle attuali risultanze investigative.
Come precisato dagli inquirenti, le responsabilità contestate agli indagati hanno carattere indiziario e saranno definitivamente accertate nel corso del procedimento giudiziario.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono i flussi migratori irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale, sfruttando la condizione di vulnerabilità delle persone in viaggio.
Ultima riunione del direttivo Pd, “catanzariani” sempre più distanti da Termine
Toni più alti del solito e nervosismo diffuso: e’ stato questo il clima che ha caratterizzato l’ultima riunione del direttivo Pd che si è svolta ieri sera. Una riunione post ricomposizione della giunta Termine che non ha tenuto più conto di rappresentanti in esecutivo dei “dem” a seguito della defenestrazione degli assessori Simone Di Paola e Valeria Gulotta.
Il sindaco Fabio Termine ha partecipato alla riunione, (Non c’era invece il parlamentare Michele Catanzaro impegnato con i lavori all’Ars), non portando sostanzialmente nulla di nuovo quanto a proposte, ma ribadendo le motivazioni delle scelte effettuate per ricomporre la sua giunta.
C’era chi ieri sera si aspettava che il primo cittadino portasse altro all’attenzione del partito così come la segreteria regionale avrebbe chiesto nel tentativo di risolvere in qualche maniera il “caso Sciacca”, una frattura e uno scollamento tutto interno al gruppo che va avanti da novembre scorso.
Dall’altro canto i “catanzariani” non hanno a loro volta, fatto passi indietro e le posizioni rimangono cristallizzate. Mentre il sindaco resta supportato da una piccola corrente nel partito formata da quattro/cinque sostenitori nel direttivo, anche tra i democratici non più della prima ora, monta il malcontento rispetto la situazione venutasi a creare. Tanto che sull’ennesimo documento politico prodotto ieri sera dall’organo di partito, dove sostanzialmente si ribadisce la perdita di fiducia nell’operato di Fabio Termine e si certifica la fine dell’esperienza del progetto del 2022, compare apposta anche la loro firma.
Il documento dovrebbe essere portato all’attenzione della stampa nelle prossime ore dal segretario del Pd, Giuseppe Palagonia. Il partito continua a vivere il black-out prodotto dalla crisi di giunta con un primo cittadino con tessera di partito e dirigente dello stesso, ma non sostenuto dalla base maggioritaria dei “dem”.
Se nelle dinamiche del gruppo, ieri sera non si è prodotto nulla di nuovo, il passaggio segna una sorta di “smarcatura” acclarata dei tre consiglieri del Pd in aula Falcone-Borsellino dove il cambio di passo e’ ormai certo: una nuova opposizione nelle opposizioni e saranno proprio i tre esponenti del Pd a rappresentare adesso lo zoccolo più duro dell’opposizione a Termine tanto che si vocifera che sarebbero perfino pronti a votare la mozione di sfiducia se solo questa approdasse in aula. Ma quest’ultima e’ tutta un’altra storia.
Servizio idrico agrigentino, confronto in Assessorato: passi avanti su debito e risanamento Aica
Si è svolto ieri, presso l’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, un incontro istituzionale di particolare rilevanza per il futuro del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento. La riunione fa seguito al confronto bilaterale tenutosi il 22 gennaio scorso con Siciliacque ed è stata finalizzata alla definizione del percorso per la chiusura del debito e al consolidamento del piano di risanamento aziendale di Aica.
Nel corso dell’incontro, l’Assessore regionale Francesco Colianni ha voluto approfondire direttamente i contenuti emersi nella precedente interlocuzione con Siciliacque, entrando nel merito delle proposte avanzate mentre Aica era rappresentata dalla presidente Danila Nobile ha ribadito la solidità e la sostenibilità di una proposta complessiva ritenuta seria e concretamente attuabile.
L’azienda consortile ringrazia oggi con una nota la Regione Siciliana, l’Assessore Colianni e il Presidente della Regione Renato Schifani per l’attenzione costante e concreta riservata alla vicenda. “Un’attenzione definita non formale ma sostanziale, che si sta traducendo in un accompagnamento istituzionale responsabile e reale, a tutela di un servizio pubblico essenziale e di una platea di oltre 450 mila cittadini della provincia di Agrigento”.
La mediazione istituzionale avviata viene indicata, dalla presidente Nobile, come la strada più efficace per garantire stabilità finanziaria, solvibilità e continuità del servizio idrico. Aica auspica che, grazie al ruolo della Regione, la proposta avanzata possa essere accolta da Siciliacque, cogliendo l’opportunità di giungere a una soluzione equilibrata e definitiva, nell’interesse generale e dei cittadini.
L’obiettivo dichiarato è quello di chiudere positivamente una vicenda complessa ereditata dal passato, garantendo il presente e costruendo una prospettiva di credibilità e sostenibilità futura per il gestore pubblico del servizio idrico.
Ora l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi istituzionali, con la fiducia che la proposta possa trovare accoglimento nell’interesse di tutte le parti coinvolte.
Incendio di un’auto a Castrofilippo, il giudice conferma i domiciliari per un indagato
Convalida dell’arresto e conferma dei domiciliari per il quarantatreenne indagato per danneggiamento seguito da incendio a Castrofilippo. Lo ha disposto il gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini. Nella vicenda è coinvolto anche il figlio del quarantatreenne, di 17 anni, che si trova presso una comunità.
Nell’udienza di convalida il quarantatreenne, difeso dall’avvocato Giuseppe Tramuta, avrebbe detto di non avere alcuna responsabilità nell’incendio di un’auto.
Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dai carabinieri di Canicattì, i due avrebbero appiccato il fuoco a un’autovettura e al portone di un’abitazione privata, creando una situazione di concreto pericolo per la pubblica incolumità. Nel corso dell’intervento, uno dei soggetti avrebbe inoltre opposto resistenza all’azione delle forze dell’ordine.
A seguito di perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati oggetti atti ad offendere e materiale infiammabile, ritenuti compatibili con i fatti contestati.
Al termine delle formalità di rito, il minorenne è stato condotto presso una struttura di prima accoglienza, come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, mentre l’altro, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari che adesso è stata confermata dal giudice.
ISEE 2026, addio alla presentazione per i bonus: i dati saranno acquisiti automaticamente dagli enti
Dal 2026 non sarà più necessario presentare l’ISEE per ottenere bonus e agevolazioni: gli enti pubblici acquisiranno direttamente i dati dalle banche dati INPS. La novità, prevista da un decreto collegato al PNRR, punta a ridurre la burocrazia e a semplificare l’accesso alle prestazioni sociali, rendendo il sistema più rapido ed efficiente per milioni di famiglie.
ISEE 2026: cosa cambia davvero per i cittadini
L’ISEE resta il parametro centrale per l’accesso a bonus, contributi e misure di sostegno economico. Non viene abolito né sostituito, e continua a essere necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) all’INPS per il calcolo dell’indicatore.
La vera novità riguarda però la fase di verifica:
- non sarà più il cittadino a dover trasmettere l’attestazione ISEE agli enti;
- saranno invece Comuni, amministrazioni e soggetti erogatori ad acquisire direttamente i dati, consultando le banche dati INPS.
Un cambiamento che elimina duplicazioni, errori e ritardi, soprattutto per chi richiede più bonus nel corso dell’anno.
Bonus senza ISEE cartaceo: meno burocrazia, più automatismi
Il nuovo sistema introduce una centralizzazione dei controlli, con uno scambio diretto di informazioni tra le amministrazioni pubbliche. In questo modo:
- si riducono le richieste di documentazione aggiuntiva;
- diminuiscono le integrazioni successive;
- resta alto il livello di controllo contro irregolarità e false dichiarazioni.
Per il cittadino, il vantaggio è immediato: meno adempimenti, meno code, meno caricamenti di documenti, senza perdere il diritto alle agevolazioni.
Quando entra in vigore il nuovo ISEE automatico
La misura non sarà immediatamente operativa. È previsto un periodo tecnico per l’adeguamento dei sistemi informativi degli enti coinvolti. L’entrata in vigore effettiva dipenderà:
- dall’approvazione definitiva del decreto;
- dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
- dal coordinamento tra ministeri, INPS e amministrazioni locali.
L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema pienamente funzionante nel corso del 2026.
Calcolo ISEE più favorevole: vantaggi per famiglie e proprietari di casa
Accanto alla semplificazione procedurale, la legge di bilancio ha introdotto modifiche ai criteri di calcolo dell’ISEE, pensate per renderlo più equo e proporzionato.
In particolare:
- aumentano le franchigie sull’abitazione principale;
- viene aggiornata la scala di equivalenza, soprattutto per i nuclei con figli.
L’intento è evitare che patrimoni non indicativi di reale ricchezza – come la casa di residenza – penalizzino eccessivamente l’accesso alle prestazioni sociali.
Più beneficiari e accesso facilitato ai sostegni
Queste modifiche, già in fase di implementazione da parte dell’INPS, potrebbero ampliare la platea dei beneficiari e facilitare l’accesso a bonus e agevolazioni nel 2026.
In sintesi, il nuovo ISEE punta a essere:
- più semplice da usare;
- meno oneroso dal punto di vista burocratico;
- più aderente alla reale condizione economica delle famiglie.
Un cambio di passo che, se attuato correttamente, potrebbe incidere in modo concreto sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.
Psicologo: vietato rivelare al coniuge la salute del paziente. Il Tribunale di Roma ribadisce il segreto professionale assoluto
Il segreto professionale dello psicologo è inviolabile e non può essere violato nemmeno con finalità benevole o in contesti informali. A ribadirlo è una nuova e significativa sentenza del Tribunale di Roma (n. 119 del 5 gennaio 2026), che chiarisce definitivamente i limiti della riservatezza nel rapporto terapeutico, anche quando si tratta di comunicazioni tra coniugi.
Segreto professionale dello psicologo: nessuna eccezione, nemmeno fuori dallo studio
Il segreto professionale rappresenta un pilastro fondamentale della professione psicologica e un diritto indisponibile del paziente. Secondo i giudici romani, lo psicologo resta tale in ogni momento, indipendentemente dal luogo o dal contesto in cui si trova.
Non esistono deroghe legate a rapporti di amicizia, confidenze private o tentativi di “aiuto” esterni al percorso clinico. Le informazioni apprese durante le sedute restano coperte da riservatezza assoluta e permanente.
La vicenda: confidenze al marito della paziente e violazione della deontologia
La sentenza nasce dal caso di una psicologa che, convinta di favorire una riconciliazione familiare, aveva rivelato al marito della propria paziente dettagli intimi, valutazioni cliniche e diagnosi psicologiche emerse nel corso della terapia.
La difesa ha sostenuto che il colloquio fosse avvenuto in un clima informale e amichevole, lontano dallo studio professionale. Un’argomentazione respinta con fermezza dal Tribunale, che ha chiarito come la natura privata del contesto non attenui, ma anzi aggravi la violazione.
Buone intenzioni irrilevanti: la riservatezza prevale su tutto
Un punto centrale della decisione riguarda l’intento della professionista. L’obiettivo dichiarato era quello di ridurre il conflitto tra i coniugi, spiegando al marito le fragilità psicologiche della moglie.
Per i giudici, però, le buone intenzioni non giustificano la diffusione di dati sensibili. Lo psicologo non può assumere il ruolo di mediatore familiare senza consenso esplicito, libero e documentato del paziente. La tutela della privacy e della dignità personale prevale su qualsiasi valutazione soggettiva di opportunità o utilità.
Nessun danno da dimostrare: l’illecito è immediato
La sentenza chiarisce inoltre che non è necessario provare un danno concreto (come conseguenze economiche o familiari) affinché la violazione sia sanzionabile.
Si tratta di un illecito formale, che si perfeziona nel momento stesso in cui l’informazione riservata viene comunicata a terzi, al di fuori del perimetro protetto della relazione terapeutica.
Sanzione disciplinare confermata: censura per la psicologa
Il Tribunale ha confermato la sanzione della censura inflitta dal Consiglio dell’Ordine degli Psicologi. Una misura disciplinare che, pur non essendo la più grave, rappresenta un serio richiamo deontologico e incide sull’onorabilità professionale.
La decisione assume un valore di monito per l’intera categoria: la fiducia del paziente è un bene primario e non negoziabile, soprattutto in contesti delicati come crisi coniugali, separazioni o conflitti familiari.
Un principio chiaro: il terapeuta non è il confidente del partner
Con la sentenza n. 119/2026, il Tribunale di Roma riafferma un principio netto: lo psicologo non può mai trasformarsi nel confidente del coniuge del paziente, nemmeno se ritiene che ciò possa migliorare l’equilibrio familiare.
Trasparenza, lealtà e rispetto della riservatezza restano gli unici interessi sovraordinati nel rapporto di cura. Ogni violazione mina la credibilità della professione e il patto di fiducia su cui si fonda il sistema sanitario.



