Cina, operativa la più grande rete al mondo per ricarica di veicoli elettrici

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha realizzato la più grande rete di ricarica per veicoli elettrici (EV) al mondo, in grado di soddisfare la domanda di ricarica di oltre 40 milioni di veicoli a nuova energia. Lo ha reso noto oggi l’Amministrazione nazionale dell’energia (NEA).

Secondo la NEA, alla fine del 2025 il numero totale di infrastrutture di ricarica per gli EV nel Paese aveva raggiunto i 20,092 milioni.

La NEA ha osservato che l’espansione delle infrastrutture di ricarica in Cina ha registrato una forte accelerazione nel 2025, impiegando solo 18 mesi per crescere da 10 a 20 milioni di unità.

La potenza media per ciascuna stazione pubblica di ricarica per veicoli elettrici ha raggiunto i 46,5 chilowatt, con un aumento del 33% su base annua.

La Cina ha inoltre installato 71.500 colonnine di ricarica in oltre il 98% delle sue aree di servizio autostradali, mentre 19 suddivisioni a livello provinciale garantiscono una copertura completa in tutte le cittadine, ha aggiunto la NEA.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Board for Gaza, Meloni “Non intelligente autoescludersi, ma serve tempo”

ROMA (ITALPRESS) – Sul Board of peace per Gaza “la posizione dell’Italia è di apertura; siamo aperti, disponibili e interessati, per almeno due ragioni. La prima l’ho spiegata molte volte: penso che l’Italia possa giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati. E poi perchè, in generale, non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia, e neanche da parte dell’Europa, quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante lo “Speciale Porta a porta – 30 anni della nostra vita”. “C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità, dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani. Ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane sicuramente una posizione di apertura”.
“Non credo che ci sia” il rischio di fare una ONU privata e “non credo che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite” che “sono un organismo troppo consolidato”, ha sottolineato la premier. “Tra l’altro, il Board of Peace nasce nell’ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite, quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite”. Sull’eventuale apertura a Putin, ricorda ancora, “la Russia siede nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a G20, e in qualsiasi organismo multilaterale e multipolare ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi, il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multiculturalismo”.
“In generale – ha ammesso Meloni – sono preoccupata da quello che
accade sulla politica internazionale, me ne occupo moltissimo e
non solamente per le dichiarazioni che può fare un leader, ma
perchè obiettivamente siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che eravamo convinti di avere stanno svanendo o
rischiano di svanire e sapersi districare in un’epoca storica del
genere per una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi
assumere le responsabilità, non è una cosa facile”.
“Sono convinta che i toni vadano abbassati e che si debbano cercare delle soluzioni, ma questo non vuol dire che il mio atteggiamento sia remissivo: quando c’è stata la questione dei dazi in Europa credo che nessuno si sia battuto con Donald Trump come si è battuta la sottoscritta, sono che io lavoravo per trovare un accordo e altri preferivano un escalation, per l’interesse italiano. Per la Groenlandia è la stessa cosa: faccio quello che è giusto per la nostra nazione”, ha evidenziato.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cina, conferite medaglie ai tre astronauti della missione Shenzou-20

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I tre astronauti che hanno partecipato alla missione con equipaggio dello Shenzhou-20 mercoledì hanno ricevuto delle medaglie per il loro contributo al programma spaziale della Cina.

Chen Dong è stato insignito della medaglia di prima classe per i risultati aerospaziali. Chen Zhongrui e Wang Jie hanno ricevuto una medaglia di terza classe per simili risultati, insieme al titolo onorifico di “Astronauta eroico”.

La decisione di conferire i riconoscimenti è stata presa congiuntamente dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, dal Consiglio di Stato e dalla Commissione militare centrale.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Sanità, 22 nuovi medici per l’Asp di Enna: primo passo verso il rafforzamento dell’organico

Con l’inizio del nuovo anno si apre una fase significativa per il potenziamento della sanità pubblica nel territorio ennese.

Nel mese di gennaio, infatti, l’Asp di Enna procederà all’assunzione di 22 nuovi medici, a seguito della conclusione di una parte delle procedure concorsuali avviate nei mesi scorsi.

Si tratta del primo tassello di un piano più ampio che prevede complessivamente la messa in ruolo di 98 professionisti, destinati a rafforzare i servizi territoriali e ospedalieri della provincia.
Tra i concorsi conclusi, il più rilevante riguarda la copertura di 15 posti di dirigente medico di Medicina generale, settore strategico per garantire l’assistenza primaria ai cittadini.

A conclusione delle procedure, l’Azienda ha già provveduto alla nomina di tre medici in possesso della specializzazione, che saranno assunti a tempo indeterminato e prenderanno servizio nei prossimi giorni.
È stata inoltre approvata la graduatoria dei medici specializzandi, che potranno essere assunti a tempo determinato in base alle disposizioni del cosiddetto decreto Calabria, consentendo così di assicurare la continuità assistenziale in attesa del completamento del percorso formativo.
Parallelamente, si è concluso anche il concorso pubblico per 3 posti di dirigente medico di Radiodiagnostica.

A questi si aggiungono le assunzioni a tempo indeterminato di un dirigente medico di Neurologia, due di Malattie infettive e tre di Nefrologia, reparti considerati fondamentali per il funzionamento dell’Azienda sanitaria provinciale.
L’ingresso dei 22 nuovi professionisti rappresenta un risultato significativo per un territorio che da anni deve fare i conti con la difficoltà di attrarre e trattenere personale sanitario qualificato. Le nuove assunzioni permetteranno di ridurre i tempi di attesa, migliorare la gestione delle patologie croniche e garantire una maggiore continuità nella presa in carico dei pazienti. In particolare, il potenziamento di neurologia, malattie infettive e nefrologia rafforzerà la capacità diagnostica e terapeutica dell’Asp, mentre medicina generale e radiodiagnostica avranno effetti positivi sull’intero sistema di assistenza territoriale e ospedaliera.
«Desidero ringraziare gli uffici dell’Azienda per il lavoro svolto con competenza e dedizione nel portare a termine le complesse procedure concorsuali», ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Enna, Mario Zappia. «Il loro supporto è fondamentale per dare attuazione al progetto della Direzione Strategica di ridisegnare la sanità ennese, rafforzando i servizi proprio a partire dal personale. Questi 22 nuovi medici rappresentano un primo importante risultato di un percorso che proseguirà con determinazione fino al completamento di tutte le assunzioni previste».
La sfida adesso sarà accompagnare i nuovi ingressi con adeguati percorsi di integrazione e con le risorse necessarie, affinché possano operare nelle migliori condizioni possibili. Rafforzare i presidi sanitari provinciali significa offrire risposte concrete a un territorio vasto e complesso, dove la presenza dei medici sul territorio resta un elemento decisivo per la qualità dell’assistenza e la tutela del diritto alla salute.

Scuola, arriva la copertura INAIL per studenti e personale anche nel tragitto casa-scuola

Svolta storica per il mondo dell’istruzione: studenti e personale scolastico sono ora coperti dall’assicurazione INAIL anche durante il tragitto casa-scuola e casa-lavoro.
La riforma rende strutturale una tutela che per anni è stata frammentaria e incerta, estendendo la protezione non solo alle attività didattiche, ma anche ai PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e agli spostamenti quotidiani.

Una novità che rafforza in modo significativo la sicurezza di milioni di persone tra scuole e università.


Dalla sperimentazione alla tutela definitiva

Per lungo tempo la copertura INAIL nelle scuole si attivava solo in presenza di rischi specifici, come:

  • uso di macchinari;
  • attività laboratoriali;
  • esercitazioni tecniche.

Questo lasciava scoperte le attività ordinarie e soprattutto gli spostamenti, creando un vuoto di tutela per studenti e lavoratori della scuola.

Il quadro cambia con una serie di interventi normativi:

  • Decreto Lavoro 2023 (d.l. 48/2023): avvio sperimentale;
  • d.l. 90/2025: estensione strutturale delle tutele;
  • Decreto Sicurezza (d.l. 159/2025): chiarimento decisivo sugli infortuni nel tragitto casa-lavoro e casa-scuola.

Il chiarimento INAIL: copertura anche casa-azienda nei PCTO

Con la circolare n. 1 del 9 gennaio 2026, l’INAIL ha recepito la norma di interpretazione autentica contenuta nella Legge n. 19/2025, stabilendo che:

👉 la copertura assicurativa per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)
non riguarda solo il tragitto scuola-azienda,
ma anche quello diretto tra abitazione dello studente e luogo dell’attività.

Riesame delle pratiche respinte

Le sedi territoriali INAIL dovranno:

  • riesaminare d’ufficio le domande respinte;
  • riferite agli anni 2023/2024 e successivi;
  • purché non sia decorso il termine di prescrizione triennale.

Un passaggio fondamentale per chi aveva subito un rigetto ingiustificato.


Copertura globale per docenti, personale e studenti

A partire dall’anno scolastico e accademico 2025/2026, il comparto istruzione entra in un regime di tutela globale.

Personale scolastico e universitario

Per:

  • docenti;
  • ricercatori;
  • personale tecnico-amministrativo;

la copertura INAIL opera:

  • per qualsiasi evento lesivo legato all’attività lavorativa;
  • senza più distinzione tra aula, laboratorio o attività esterne;
  • durante iniziative organizzate o autorizzate dall’istituto.

Resta escluso solo il rischio elettivo, cioè le condotte:

  • arbitrarie;
  • personali;
  • prive di collegamento con il servizio.

Studenti: tutela dal nido all’università

Anche per gli studenti:

  • di ogni ordine e grado;
  • compresi università e ITS;

sono coperti:

  • infortuni;
  • malattie professionali;

riconducibili a:

  • attività scolastiche;
  • luoghi autorizzati;
  • percorsi formativi riconosciuti.

Quali indennità spettano (e quali no)

Nonostante l’ampliamento delle garanzie, resta una distinzione importante.

❌ Cosa non spetta agli studenti

  • Indennità per inabilità temporanea assoluta
    (destinata a sostituire uno stipendio assente nel caso degli studenti).

✅ Cosa resta garantito

  • tutte le prestazioni sanitarie;
  • cure mediche;
  • riabilitazione;
  • supporto al recupero della piena integrità psico-fisica, anche oltre la guarigione clinica.

Gestione del premio e scuole statali o paritarie

  • Scuole statali: copertura in gestione per conto dello Stato.
  • Co.co.co e studenti ITS: assicurazione con premio ordinario.
  • Scuole paritarie e istituti privati: obbligo assolto tramite premio speciale unitario annuale.

Il risultato è una parità di tutela per tutti gli studenti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’ente.


In sintesi

📌 Copertura INAIL estesa a tragitto casa-scuola e casa-lavoro
📌 Tutela piena per PCTO e attività autorizzate
📌 Riesame delle domande respinte dal 2023/2024
📌 Protezione uniforme per studenti e personale scolastico

Una riforma che colma finalmente un vuoto storico e rafforza la sicurezza dell’intero sistema educativo italiano.

Un nuovo libro sul culto della Madonna del Soccorso, gli autori: “E’ uno studio per onorare anche il IV centenario” (Video)

Un contributo prezioso quello di Antonella Montalbano e Pippo Verde che si inserisce pienamente nel cammino celebrativo del IV centenario. Si tratta del volume “Il culto a Maria Santissima del Soccorso Patrona di Sciacca (1626–2026)”.

La presentazione della pubblicazione e’ inserita nel programma di eventi organizzati per la ricorrenza che culmineranno con la solenne processione del 2 febbraio.
L’appuntamento è fissato per giovedì 22 gennaio alle ore 18.30, presso la Chiesa Madre di Sciacca. A presentare il libro sarà don Giuseppe Cumbo, vicario generale dell’Arcivescovo di Agrigento e l’arcivescovo Alessandro Damiano.
La pubblicazione nasce da un lavoro di ricerca articolato e approfondito, come spiega Antonella Montalbano:
«Questo libro ci vede impegnati in una doppia veste, quella di co-autori e di operatori pastorali. È stato infatti svolto un duplice percorso di studio: da un lato un approfondimento e aggiornamento storico, con alcune importanti precisazioni curate da Pippo Verde; dall’altro un lavoro teologico-pastorale, alla luce dei documenti magisteriali dal Concilio Vaticano II in poi, che affrontano il tema della pietà popolare, preceduto da una significativa premessa socio-antropologica e normativa».
La genesi del volume risale agli anni Duemila, quando l’autrice frequentava la Facoltà Teologica. «Avevo pensato questo lavoro come tesi di licenza – racconta – ma poi, su indicazione del relatore, don Cosimo Scordato, mi sono dedicata a un altro tema di grande attualità, quello del diaconato femminile. Tuttavia il lavoro sulla pietà popolare era rimasto incompiuto, e non amo lasciare le cose a metà. Anche grazie all’insistenza di mio marito, ho deciso di portarlo finalmente a termine».
Il libro veicola un messaggio forte e attuale, legato alla necessità di una nuova evangelizzazione.

«Da decenni – sottolinea Montalbano – a partire da Paolo VI e Giovanni Paolo II, si parla di scristianizzazione, in un tempo definito “liquido” nei valori. In passato la pietà popolare veniva spesso snobbata, considerata più per gli elementi da eliminare che per quelli da valorizzare. Oggi, invece, viene riletta come una realtà ricca di valori, da custodire e purificare, se autenticamente fondata sulla fede».
La religiosità popolare, spiega l’autrice mentre Pippo Verde ha curato la parte storica – non è una dimensione marginale della vita ecclesiale, ma coincide con il Popolo di Dio, così come delineato dalla Lumen Gentium. Il suo fondamento è il battesimo, che conferisce al popolo una precisa identità teologica.

«Il popolo evangelizza se stesso – conclude Montalbano – quando riconosce la bontà di cui è custode e diventa portatore di valori. In questo senso la pietà popolare diventa un vero luogo teologico, da cui ripartire per una nuova evangelizzazione capace di parlare al cuore delle comunità».

Danni a Siracusa, Natura Sicilia Onlus: “Le ferite del ciclone siano da monito”

Il ciclone Harry sulla costa orientale della Sicilia ha inferto ferite profonde al centro urbano di Siracusa e devastazioni nelle zone balneari.
Il litorale, da Asparano a Ognina, appare oggi come un teatro di guerra: recinzioni abbattute, asfalto divelto e detriti che invadono le carreggiate. Scene identiche si ripetono alla Fanusa, all’Arenella e a Fontane Bianche. Il filo conduttore è ovunque lo stesso: l’eccessiva vicinanza delle costruzioni alla riva.
A sottolinearlo è il presidente di Natura Sicilia Onlus di Siracusa, Fabio Morreale.
«L’abusivismo edilizio ha un costo che la forza del mare, prima o poi, presenta a chiunque, senza distinzioni di ceto o privilegi. La speranza è che la ricostruzione avvenga nel rispetto delle fasce di tutela, arretrando le proprietà laddove possibile. Tuttavia, il timore è che prevalga ancora una volta l’attaccamento alla “roba”, spingendo a ricostruire esattamente dove il mare ha già dimostrato di voler passare».
«L’abusivismo, spesso tollerato da autorità a loro volta complici – aggiunge Morreale – ha trasformato le coste siracusane in una colata di cemento. Forse, paradossalmente, solo la frequenza di questi eventi potrà imporre il ripristino di un equilibrio ormai perduto. Spetta ora agli amministratori locali agire con fermezza, anteponendo le leggi della natura agli interessi privati».

Transenne danneggiate a Menfi, un giovane si presenta in municipio e paga i danni

I fatti avvenuti sabato scorso a Menfi hanno colpito profondamente l’intera comunità, suscitando indignazione e preoccupazione, soprattutto per il messaggio trasmesso ai più giovani. Lo riferisce il sindaco Vito Clemente.

Un episodio grave che, nelle ultime ore, ha però fatto registrare un segnale importante sul piano della responsabilità e del valore educativo.
Uno dei giovani responsabili del gesto si è presentato spontaneamente in Comune per chiedere scusa al Sindaco Vito Clemente e, simbolicamente, all’intera comunità. Un gesto accolto con serietà e attenzione dal primo cittadino, che ha riscontrato nel giovane un sincero pentimento e una piena consapevolezza dell’errore commesso.
Il ragazzo, che ha ricevuto la notifica del verbale da parte del Comandante della Polizia Municipale, ha risarcito i danni causati e provveduto all’acquisto di due nuove transenne, che verranno reinstallate nello stesso punto in cui erano state danneggiate.
Una scelta dal forte valore simbolico, pensata come monito e memoria non solo per l’autore del gesto, ma anche per quanti, in quella circostanza, avevano applaudito, riso o filmato l’accaduto.
Alla luce dell’assunzione di responsabilità e della concreta volontà di rimediare, il sindaco, Vito Clemente, ha deciso di non procedere con una querela. Una decisione che non cancella quanto accaduto, ma che apre uno spiraglio educativo per il giovane coinvolto e per l’intera comunità.
«Chiedere scusa, riconoscere un errore e ripararlo è un atto di coraggio – ha dichiarato Vito Clemente – e può rappresentare il primo passo per diventare cittadini migliori».
Il sindaco nell’immediatezza dei fatti aveva stigmatizzato il comportamento di chi avrebbe istigato un soggetto fragile a compiere il gesto.

Sciacca pronto alla finale di Coppa Italia, Brucculeri e Interrante: “Evento storico” (Video)

La pioggia non ha frenato oggi lo Sciacca che, alle 10, era in campo, al Gurrera, per preparare la finale di Coppa Italia di domani, giovedì 22 gennaio, con il Modica. “Un evento storico per la città – dice il tecnico, Totò Brucculeri – e noi abbiamo tanta adrenalina. I ragazzi, i veri protagonisti, sono pronti a scendere in campo”.

L’allenatore Brucculeri ha diretto oggi l’allenamento assieme al suo vice, Michele Interrante. L’appuntamento è alle 15 per una una partita che promette spettacolo e grande intensità. In campo due formazioni protagoniste assolute dei rispettivi gironi, pronte a contendersi un trofeo prestigioso e soprattutto l’accesso alla fase nazionale, dove la vincente affronterà il prossimo 11 febbraio la calabrese D.B. Rossoblù Città di Luzzi.

Per i neroverdi, padroni di casa, si tratta della seconda finale consecutiva, dopo il trionfo del 2025 contro l’Avola. Un risultato che conferma la solidità del progetto tecnico e la continuità di rendimento. Dall’altra parte, la formazione modicana arriva a Sciacca forte di un percorso brillante e della leadership nel proprio girone.

L’attesa è altissima su entrambi i fronti: i tifosi saccensi si preparano come sempre a riempire il Gurrera per sostenere la squadra nella finale “di casa”, mentre i supporter modicani seguiranno anche loro una formazione che sta dimostrando grande autorevolezza in campionato.

Gli allenatori Totò Brucculeri e Filippo Raciti, tecnici esperti e molto stimati, hanno curato ogni dettaglio in vista di un match che potrebbe segnare la stagione. Entrambe le squadre arrivano alla sfida reduci da vittorie in campionato.

Si prevede una grande affluenza di pubblico e una cornice di sport di alto livello, con la presenza allo stadio dei vertici del Comitato regionale Lnd, guidati dal presidente Sandro Morgana. Le previsioni meteo annunciano condizioni stabili e ideali per una finale che promette emozioni fino all’ultimo minuto.

Malfunzionamento dell’illuminazione al porto di Sciacca, assessore Dimino chiede intervento urgente

Un intervento urgente di ripristino della pubblica illuminazione al porto di Sciacca è stato richiesto dall’assessore comunale alle Attività Produttive, Francesco Dimino, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
La richiesta è stata formalizzata tramite Pec, nella quale l’assessore segnala il grave malfunzionamento dell’impianto di illuminazione nel molo di Levante esterno, problematica già evidenziata anche in un apposito avviso dell’Ufficio Circondariale Marittimo, emanato ieri a causa delle avverse condizioni meteo-marine tuttora in corso, caratterizzate da venti di burrasca, forti piogge e mareggiate intense.
Il provvedimento, così come riportato ieri da un servizio di Risoluto, tiene conto anche del malfunzionamento dell’impianto di illuminazione del molo di levante che aggrava le condizioni di sicurezza dell’area portuale.
Una decisione, adottata nel rispetto della normativa sulla sicurezza della navigazione che mira a prevenire situazioni di rischio e a tutelare l’incolumità delle persone e delle imbarcazioni all’interno del porto e della rada di Sciacca.

“Il perdurare del guasto all’illuminazione – scrive Dimino – aggravato dalle avverse condizioni meteomarine di estrema intensità, ha determinato una situazione di elevata pericolosità per le imbarcazioni ormeggiate e in transito, per i soggetti autorizzati all’accesso all’area portuale e per chiunque, soprattutto nelle ore serali e notturne”.
Alla luce delle criticità accertate dall’Autorità Marittima, l’assessore ha quindi sollecitato un intervento tempestivo per il ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno dello scalo portuale.
Dimino rende noto, infine, che nelle ultime ore ci sono state interlocuzioni sia con il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Biagio Cianciolo, sia con la stessa Autorità di Sistema Portuale, la quale ha assicurato un’azione celere per la risoluzione del problema.