Servizio idrico agrigentino, confronto in Assessorato: passi avanti su debito e risanamento Aica


Si è svolto ieri, presso l’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, un incontro istituzionale di particolare rilevanza per il futuro del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento. La riunione fa seguito al confronto bilaterale tenutosi il 22 gennaio scorso con Siciliacque ed è stata finalizzata alla definizione del percorso per la chiusura del debito e al consolidamento del piano di risanamento aziendale di Aica.
Nel corso dell’incontro, l’Assessore regionale Francesco Colianni ha voluto approfondire direttamente i contenuti emersi nella precedente interlocuzione con Siciliacque, entrando nel merito delle proposte avanzate mentre Aica era rappresentata dalla presidente Danila Nobile ha ribadito la solidità e la sostenibilità di una proposta complessiva ritenuta seria e concretamente attuabile.
L’azienda consortile ringrazia oggi con una nota la Regione Siciliana, l’Assessore Colianni e il Presidente della Regione Renato Schifani per l’attenzione costante e concreta riservata alla vicenda. “Un’attenzione definita non formale ma sostanziale, che si sta traducendo in un accompagnamento istituzionale responsabile e reale, a tutela di un servizio pubblico essenziale e di una platea di oltre 450 mila cittadini della provincia di Agrigento”.
La mediazione istituzionale avviata viene indicata, dalla presidente Nobile, come la strada più efficace per garantire stabilità finanziaria, solvibilità e continuità del servizio idrico. Aica auspica che, grazie al ruolo della Regione, la proposta avanzata possa essere accolta da Siciliacque, cogliendo l’opportunità di giungere a una soluzione equilibrata e definitiva, nell’interesse generale e dei cittadini.
L’obiettivo dichiarato è quello di chiudere positivamente una vicenda complessa ereditata dal passato, garantendo il presente e costruendo una prospettiva di credibilità e sostenibilità futura per il gestore pubblico del servizio idrico.

Ora l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi istituzionali, con la fiducia che la proposta possa trovare accoglimento nell’interesse di tutte le parti coinvolte.

Incendio di un’auto a Castrofilippo, il giudice conferma i domiciliari per un indagato

Convalida dell’arresto e conferma dei domiciliari per il quarantatreenne indagato per danneggiamento seguito da incendio a Castrofilippo. Lo ha disposto il gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini. Nella vicenda è coinvolto anche il figlio del quarantatreenne, di 17 anni, che si trova presso una comunità.

Nell’udienza di convalida il quarantatreenne, difeso dall’avvocato Giuseppe Tramuta, avrebbe detto di non avere alcuna responsabilità nell’incendio di un’auto.


Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dai carabinieri di Canicattì, i due avrebbero appiccato il fuoco a un’autovettura e al portone di un’abitazione privata, creando una situazione di concreto pericolo per la pubblica incolumità. Nel corso dell’intervento, uno dei soggetti avrebbe inoltre opposto resistenza all’azione delle forze dell’ordine.

A seguito di perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati oggetti atti ad offendere e materiale infiammabile, ritenuti compatibili con i fatti contestati.


Al termine delle formalità di rito, il minorenne è stato condotto presso una struttura di prima accoglienza, come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, mentre l’altro, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari che adesso è stata confermata dal giudice.

ISEE 2026, addio alla presentazione per i bonus: i dati saranno acquisiti automaticamente dagli enti

Dal 2026 non sarà più necessario presentare l’ISEE per ottenere bonus e agevolazioni: gli enti pubblici acquisiranno direttamente i dati dalle banche dati INPS. La novità, prevista da un decreto collegato al PNRR, punta a ridurre la burocrazia e a semplificare l’accesso alle prestazioni sociali, rendendo il sistema più rapido ed efficiente per milioni di famiglie.

ISEE 2026: cosa cambia davvero per i cittadini

L’ISEE resta il parametro centrale per l’accesso a bonus, contributi e misure di sostegno economico. Non viene abolito né sostituito, e continua a essere necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) all’INPS per il calcolo dell’indicatore.

La vera novità riguarda però la fase di verifica:

  • non sarà più il cittadino a dover trasmettere l’attestazione ISEE agli enti;
  • saranno invece Comuni, amministrazioni e soggetti erogatori ad acquisire direttamente i dati, consultando le banche dati INPS.

Un cambiamento che elimina duplicazioni, errori e ritardi, soprattutto per chi richiede più bonus nel corso dell’anno.

Bonus senza ISEE cartaceo: meno burocrazia, più automatismi

Il nuovo sistema introduce una centralizzazione dei controlli, con uno scambio diretto di informazioni tra le amministrazioni pubbliche. In questo modo:

  • si riducono le richieste di documentazione aggiuntiva;
  • diminuiscono le integrazioni successive;
  • resta alto il livello di controllo contro irregolarità e false dichiarazioni.

Per il cittadino, il vantaggio è immediato: meno adempimenti, meno code, meno caricamenti di documenti, senza perdere il diritto alle agevolazioni.

Quando entra in vigore il nuovo ISEE automatico

La misura non sarà immediatamente operativa. È previsto un periodo tecnico per l’adeguamento dei sistemi informativi degli enti coinvolti. L’entrata in vigore effettiva dipenderà:

  • dall’approvazione definitiva del decreto;
  • dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
  • dal coordinamento tra ministeri, INPS e amministrazioni locali.

L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema pienamente funzionante nel corso del 2026.

Calcolo ISEE più favorevole: vantaggi per famiglie e proprietari di casa

Accanto alla semplificazione procedurale, la legge di bilancio ha introdotto modifiche ai criteri di calcolo dell’ISEE, pensate per renderlo più equo e proporzionato.

In particolare:

  • aumentano le franchigie sull’abitazione principale;
  • viene aggiornata la scala di equivalenza, soprattutto per i nuclei con figli.

L’intento è evitare che patrimoni non indicativi di reale ricchezza – come la casa di residenza – penalizzino eccessivamente l’accesso alle prestazioni sociali.

Più beneficiari e accesso facilitato ai sostegni

Queste modifiche, già in fase di implementazione da parte dell’INPS, potrebbero ampliare la platea dei beneficiari e facilitare l’accesso a bonus e agevolazioni nel 2026.

In sintesi, il nuovo ISEE punta a essere:

  • più semplice da usare;
  • meno oneroso dal punto di vista burocratico;
  • più aderente alla reale condizione economica delle famiglie.

Un cambio di passo che, se attuato correttamente, potrebbe incidere in modo concreto sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.

Condominio di Sciacca senz’acqua da un mese, la denuncia di un amministratore: “Aica inerte, costretti a rifornirci dai privati”

Un condominio di via Fratelli Cervi, a Sciacca, è senza approvvigionamento idrico da quasi un mese. A denunciare la situazione è Davide Angileri, amministratore dello stabile, che segnala gravi disagi per i residenti e l’inerzia dell’ente gestore del servizio idrico.
Secondo quanto riferito, il mancato afflusso d’acqua non sarebbe riconducibile a problemi interni all’impianto condominiale, ma a criticità sulla linea idrica di competenza dell’ente gestore. Nonostante ripetute segnalazioni telefoniche, allo sportello Aica e tramite posta elettronica certificata, la situazione sarebbe rimasta invariata per settimane.
“Solo il 21 gennaio scorso – spiega Angileri – un operatore di Aica ha effettuato un sopralluogo, verificando l’assenza di approvvigionamento e segnalando alla direzione la necessità di un intervento urgente di ripristino della linea idrica. A distanza di giorni, però, nessun intervento sarebbe stato ancora effettuato”.
Nel frattempo, i condomini sono stati costretti a ricorrere a forniture d’acqua private a pagamento, con costi pari a 125 euro per appena 8 metri cubi, per poter disporre di un bene essenziale. Una spesa che, secondo l’amministratore, non dovrebbe gravare sugli utenti, considerando che il regolamento del servizio idrico integrato prevede l’obbligo di garantire forniture sostitutive in caso di interruzione.
“Alla data del 27 gennaio – denuncia Angileri – non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro concreto dall’ente. Se richiediamo la fornitura sostitutiva tramite autobotti, ci viene risposto che il servizio non è più disponibile e che dobbiamo provvedere autonomamente, a nostre spese”.
Una situazione definita “vergognosa” dall’amministratore, che parla di negligenza e mancata tutela dei cittadini, soprattutto nei casi di estrema urgenza. Amara anche la considerazione sui rimborsi: “Chiedere la restituzione delle somme anticipate è pura utopia. Da anni attendiamo compensazioni per migliaia di euro spese durante le precedenti emergenze idriche”.

Ribera, “Sbandati” in anteprima al cine teatro Lupo

Sarà presentato sabato 31 gennaio alle 18, al cine teatro Lupo di Ribera, il film Sbandati, diretto dal riberese Maurizio Trapani e interpretato, nel ruolo principale, dall’attore riberese Raffaele Taddei.

La pellicola racconta il cammino di un gruppo di ex militari che, dopo l’8 settembre 1943, attraversa l’Italia del centro-sud. Sullo sfondo della guerra, i personaggi si muovono su mezzi di locomozione sempre diversi, spinti dal desiderio di sfuggire alla devastazione, di tornare a casa o di allontanarsi definitivamente.

Alle vicende del gruppo si intrecciano quelle dei due protagonisti, una madre e un figlio, insieme a una serie di incontri e situazioni che segnano il viaggio. Morti improvvise, amicizie e inimicizie, innamoramenti, presagi ed elementi simbolici che accompagnano i personaggi in un percorso di confronto con se stessi e con gli altri.

Le riprese del film sono state realizzate in Molise e in Sicilia, anche a Ribera e a Caltabellotta, in ambientazioni naturali di particolare suggestione.

Il cast, oltre a Raffaele Taddei (Paolo), comprende Giorgio Careccia (Andrea), Eleonora Siro (Rosa), Asja Mascarini (Anna), Mauro D’Amico (Elia) e Francesco Marino (Simone), con la partecipazione di Totò Cascio nel ruolo del veggente e di Saverio Vallone in quello del medico.

La produzione è di Incas. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Maurizio Trapani e Alessandra Iavagnilio, con la regia dello stesso Trapani.

Niscemi, avviata la riorganizzazione sanitaria dopo la frana

Dopo l’emergenza provocata dalla frana che ha interessato il territorio di Niscemi, l’assessorato regionale alla Salute ha disposto una riorganizzazione sanitaria a Niscemi per garantire continuità assistenziale e sicurezza alla popolazione.
L’atto d’indirizzo, firmato dall’assessore Daniela Faraoni in seguito a un sopralluogo nel comune del Nisseno, è stato trasmesso ai direttori generali delle Asp di Caltanissetta e Catania e al direttore della Centrale operativa del 118 di Caltanissetta ed Enna.

La riorganizzazione sanitaria a Niscemi nasce dall’esigenza di fronteggiare le difficoltà nei collegamenti stradali causate dalla chiusura di due importanti arterie viarie, che hanno reso più complessi gli spostamenti verso alcune strutture ospedaliere.

Emergenze sanitarie indirizzate verso Caltagirone

Una delle principali disposizioni riguarda le prestazioni di emergenza-urgenza.
I pazienti verranno trasferiti al presidio ospedaliero di Gravina di Caltagirone, distante circa venti minuti, e non più al Dea di II livello di Caltanissetta.
La modifica è stata adottata per superare le criticità legate alla viabilità e assicurare tempi di intervento più rapidi in situazioni di emergenza.

Riorganizzazione sanitaria a Niscemi e potenziamento dell’ospedale

Contestualmente, è prevista la riattivazione dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Medicina dell’ospedale di Niscemi.
Alla struttura saranno assegnati due nuovi dirigenti medici, rafforzando così l’organico sanitario locale.
Sarà inoltre attivato un servizio di rianimazione operativo 24 ore su 24, una misura pensata per garantire un’assistenza immediata nei casi più critici.

Questo intervento rappresenta uno dei punti centrali della riorganizzazione sanitaria a Niscemi, con l’obiettivo di ridurre i disagi per i cittadini in una fase di emergenza.

Assistenza mobile per la popolazione evacuata

Per garantire cure adeguate alle persone evacuate e ospitate nel centro di accoglienza “Pio La Torre”, l’assessorato ha disposto l’assegnazione di un mezzo mobile al Distretto sanitario di Niscemi.
A bordo saranno presenti un medico di continuità assistenziale e un infermiere, operativi per dodici ore al giorno, assicurando un presidio sanitario costante sul posto.

Supporto psicologico per famiglie e personale scolastico

La riorganizzazione sanitaria a Niscemi prevede anche un percorso di assistenza psicologica continuativa.
Il servizio sarà rivolto alle famiglie e al personale scolastico coinvolti nella chiusura di tre istituti, che ha comportato la concentrazione degli studenti in altri plessi del territorio.
L’obiettivo è offrire sostegno in una fase delicata, segnata da cambiamenti improvvisi e situazioni di forte stress.

Con queste misure, l’assessorato regionale alla Salute punta a garantire continuità delle cure e supporto alla comunità di Niscemi, affrontando in modo strutturato le conseguenze dell’emergenza causata dalla frana.

Bullismo a Sciacca, l’allarme di La Rocca Ruvolo: “Intervento immediato per tutelare gli studenti”

Episodi di bullismo ai danni di studenti pendolari si si sarebbero verificati alla stazione di via Lioni a Sciacca. A lanciare l’allarme è la deputata regionale di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo, che in una nota chiede un intervento immediato delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
Secondo quanto segnalato alla parlamentare, un gruppo di ragazzi si apposterebbe quotidianamente in via Leoni, nei pressi dell’Eurospin, prendendo di mira studenti più piccoli che, al termine delle lezioni, attendono gli autobus per rientrare a casa.

I giovani, spesso minorenni, sarebbero vittime di atteggiamenti intimidatori, minacce e tentativi di aggressione fisica.
Una situazione che, sempre secondo le segnalazioni ricevute, costringerebbe alcuni studenti a rifugiarsi all’interno del supermercato per sottrarsi alla paura e sentirsi al sicuro.
“La situazione che mi è stata rappresentata da alcuni genitori e pendolari è davvero allarmante – afferma La Rocca Ruvolo –. Non possiamo restare indifferenti di fronte a episodi di violenza e prepotenza che colpiscono ragazzini in un luogo che dovrebbe essere sicuro”.
La deputata rivolge quindi un appello diretto alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine affinché vengano attivati controlli e interventi tempestivi, con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli studenti e la serenità delle famiglie.
Un messaggio è rivolto anche ai giovani responsabili dei presunti episodi: “Chi pensa di affermarsi con la forza non sta seguendo la strada giusta. La prepotenza porta solo a isolamento e condanna. Le regole della convivenza civile si fondano sul rispetto reciproco”.

Agrigento, vinti 50 mila euro al Gratta e Vinci: colpo fortunato a Villaseta

Agrigento baciata dalla fortuna con il Gratta e Vinci “Premi Stellari”. Nei giorni scorsi è stato centrato un premio da 50 mila euro in un punto vendita di via Fosse Ardeatine, nella frazione di Villaseta, come riportato da Agipronews.
Una vincita che ha attirato l’attenzione nel quartiere e che si inserisce nel quadro del gioco legale sul territorio provinciale. Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, il gioco retail ad Agrigento registra una lieve crescita: la spesa complessiva sale a 87 milioni di euro, rispetto agli 84 milioni dell’anno precedente, con un incremento del 3,5%.
A livello regionale, la spesa per i giochi nei punti vendita siciliani – calcolata come differenza tra raccolta e vincite – si conferma a 1,1 miliardi di euro, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’ultimo anno.

In aumento, invece, le lotterie istantanee, che in Sicilia raggiungono i 209 milioni di euro, facendo segnare una crescita dell’1,9% su base annua.

M5S, all’Ars arriva il reddito di cittadinanza regionale: “Colmiamo il vuoto lasciato dallo Stato”

Un reddito di cittadinanza regionale per la Sicilia, pensato come strumento di inclusione attiva e non come semplice misura assistenziale. È questa la proposta di legge presentata oggi all’Assemblea regionale siciliana dal Movimento 5 Stelle, nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione di esponenti politici ed esperti del mondo accademico.
Il disegno di legge, che sarà depositato formalmente nei prossimi giorni, nasce – spiegano i promotori – per colmare il vuoto lasciato dalla cancellazione del reddito di cittadinanza nazionale e per offrire risposte concrete a migliaia di famiglie siciliane in condizioni di povertà.
All’iniziativa hanno preso parte il vicepresidente dell’Ars e coordinatore siciliano del M5S Nuccio Di Paola, l’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, gli ex deputati M5S Aldo Penna e Giampiero Trizzino, oltre al professore di Scienze politiche Giancarlo Minaldi.
“Il ddl che depositeremo è la risposta a una domanda di welfare che non può più essere ignorata – ha dichiarato Di Paola –. Il governo Meloni ha abbandonato molte persone al proprio destino e il reddito di povertà voluto dal presidente Schifani ha raggiunto, peraltro in modo discontinuo, solo un decimo dei richiedenti”.
Sulla stessa linea l’intervento di Nunzia Catalfo, che ha sottolineato la necessità di una misura universale: “È fondamentale sostenere tutte le persone che vivono in condizioni di povertà e garantire una vita dignitosa alle famiglie. L’assegno di inclusione esclude troppe categorie: serve un vero reddito di cittadinanza”.
La proposta prevede un contributo mensile non inferiore a 400 euro, destinato ai nuclei familiari in condizioni di povertà. Ma il cuore del provvedimento è il Percorso Regionale di Inclusione Attiva, obbligatorio per i beneficiari, che include formazione, riqualificazione professionale, partecipazione a progetti utili alla collettività e accettazione di offerte di lavoro congrue.
“Non è una misura assistenziale – ha chiarito Aldo Penna – ma uno strumento di riequilibrio sociale. Al centro c’è il diritto alla felicità, inteso come possibilità concreta di vivere con dignità”.
Il disegno di legge istituisce anche un Fondo regionale per il Reddito di cittadinanza, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro l’anno, finanziato attraverso risorse regionali, nazionali ed europee. Sono previsti controlli stringenti, sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci e incentivi economici per le imprese che assumono i beneficiari.
La Regione, infine, punta su una forte collaborazione con aziende, enti di formazione e università per favorire un reinserimento lavorativo stabile e coerente con il tessuto produttivo siciliano